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RIFIUTI - RAEE - RIFIUTI DI APPARECCHIATURE ELETTRICHE ED ELETTRONICHE - FORMAZIONE E TENUTA DEL REGISTRO NAZIONALE - RIFIUTI DI APPARECCHIATURE DA ILLUMINAZIONE





RAEE - I RIFIUTI DI APPARECCHIATURE ELETTRICHE ED ELETTRONICHE
LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO


1. I CONTENUTI DEL D. LSG. N. 151/2005 - NOVITA' E OBBLIGHI

E’ stato pubblicato, sulla G.U. n. 176 del 30 luglio 2005, il D. Lgs. 25 luglio 2005, n. 151, che recepisce tre direttive (2002/95/CE, 2002/96/CE, 2003/108/CE) sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche e sulle restrizioni d'uso in queste apparecchiature di determinate sostanza pericolose.
Il provvedimento detta le regole per smaltire correttamente vecchi elettrodomestici, condizionatori, computer, radio, televisori, telefonini, tubi al neon e tutta quella massa di rifiuti elettrici ed elettronici che riempie le nostre case .

Il D. Lgs. n. 151/2005, emanato in recepimento delle direttive europee 2002/95/CE, 2002/96/CE e 2003/108/CE, ha introdotto sul piano nazionale nuove regole che impongono:
- l'obbligo, per i produttori di nuovi beni, di non utilizzare determinate sostanze pericolose nella fabbricazione delle "AEE" (Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche);
- un peculiare sistema di gestione dei "RAEE" (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), basato su raccolta differenziata, trattamento e recupero ad hoc con oneri economici posti a carico dei produttori e distributori delle apparecchiature nuove.

Il decreto elimina la complicazione attuale dei cittadini che quando acquistano un nuovo elettrodomestico non sanno come disfarsi del vecchio.
Il provvedimento stabilisce l’obbligo del distributore di ritirare gratuitamente il vecchio apparecchio alla consegna del nuovo e precisa che i costi sono a carico dei produttori presenti sul mercato nell’anno solare in cui si verificano i costi, in proporzione alla rispettiva quota di mercato.
Il decreto vieta al produttore di indicare separatamente all’acquirente, al momento della vendita, i relativi costi di raccolta, trattamento e smaltimento.
Il finanziamento delle operazioni di raccolta, trasporto, trattamento, recupero e smaltimento ambientalmente compatibile scatta per le apparecchiature immesse sul mercato dopo il 13 agosto 2005. Entro tale data ogni Stato dell’Unione europea dovrà garantire che siano istituiti sistemi che consentano ai detentori finali e ai distributori di rendere i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche.
Il servizio pubblico dovrà attivare aree attrezzate per la raccolta di questi rifiuti tecnologici aperte a cittadini e venditori, con l’obiettivo di attivare operazioni di riciclaggio e di recupero differenziato.


Cosa significa RAEE?

RAEE è l’acronimo che indica i "Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche", equivalente dell’europeo WEEE (Waste of Electric and Electronic Equipment).


Che cos’è il decreto RAEE?

Il “Decreto RAEE” è il recepimento da parte dell’Italia delle direttive europee 2002/95/CE, 2002/96/CE e 2003/108/CE sulla restrizione dell’uso di determinate sostanze pericolose nelle Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche e sulla la gestione del fine vita della medesima tipologia di apparecchiature.
Il riferimento di legge è costituito dal D. Lgs. n. 151/2005.


I RAEE, ovvero Rifiuti di AEE.

Le AEE sono apparecchiature che per un corretto funzionamento dipendono dall'energia elettrica, sia come utilizzatrici, sia come generatrici, progettate per funzionare a tensioni fino a 1000 V AC o 1500 V CC, e appartengono a una delle seguenti categorie:
1) Grandi elettrodomestici;
2) Piccoli elettrodomestici;
3) Apparecchiature informatiche e per telecomunicazioni;
4) Apparecchiature di consumo;
5) Apparecchiature di illuminazione;
6) Strumenti elettrici ed elettronici (ad eccezione degli utensili industriali fissi di grandi dimensioni);
7) Giocattoli e apparecchiature per lo sport e per il tempo libero;
8) Dispositivi medici (ad eccezione di tutti i prodotti impiantati ed infetti);
9) Strumenti di monitoraggio e controllo;
10) Distributori automatici
.


1.1. Obiettivi del provvedimento

Gli obiettivi del provvedimento sono:
1. raggiungere, entro il 2008, una quota di raccolta di almeno quattro chilogrammi di rifiuti di natura elettronica/elettrica l’anno per ogni abitante (quella attuale è di circa un chilo e mezzo);
2. ridurre l’uso di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche.

Dal 1° luglio 2006 è, infatti, vietato mettere in commercio apparecchiature elettriche ed elettroniche e sorgenti luminose e a incandescenza contenenti piombo, mercurio, cadmio, cromo esavalente, bifenili polibromurati o etere di difenile polibromurato.


1.2. Le sanzioni previste

Per chi non ottempera alla disposizione dettate dal D. Lgs. n. 151/2005, all'art. 16, sono previste sanzioni pesantissime, che possono arrivare fino ad un importo di 100.000,00 euro.


2. I CONTENUTI DEL REGOLAMENTO APPROVATO CON IL D.M. n. 65/2010 - Dettate le procedure semplificate per la gestione dei RAEE provenienti da nuclei domestici

È stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 102 del 4 maggio 2010, il D.M. 8 marzo 2010, n. 65, recante "Regolamento recante modalità semplificate di gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) da parte dei distributori e degli installatori di apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE), nonche' dei gestori dei centri di assistenza tecnica di tali apparecchiature".
Il decreto è entrato in vigore il 19 maggio 2010 ma è stato operativo 30 giorni dopo, cioè il 18 giugno 2010.
Il testo del decreto viene riportato nei Riferimenti normativi.


2.1. Il ritiro gratuito dell’apparecchiatura che viene sostituita

Il regolamento è stato adottato in attuazione del D. Lgs. n. 151 del 2005, che prevede per i distributori di apparecchiature elettriche ed elettroniche l’obbligo di assicurare il ritiro gratuito, in ragione di uno contro uno, dell’apparecchiatura usata al momento della fornitura di una nuova apparecchiatura.
Il decreto introduce, inoltre, le modalità semplificate per la gestione dei RAEE sia domestici sia professionali.

Il distributore è autorizzato a raggruppare i RAEE presso i locali del proprio punto vendita o presso altro luogo idoneo, non accessibile a terzi e pavimentato, in attesa del loro trasporto presso i centri di raccolta istituiti.
I RAEE sono trasportati al centro di raccolta con cadenza mensile e, comunque, quando il quantitativo raggruppato raggiunge complessivamente i 3500 Kg.
Il trasporto è accompagnato da un documento di trasporto ai fini dell’adempimento dell’obbligo di tenuta del registro di carico e scarico.
I distributori sono tenuti a conferire i RAEE al centro di raccolta nello stato in cui sono stati ritirati, senza aver subito processi di disassemblaggio o di sottrazione di componenti, che si configurerebbero come attività di gestione dei rifiuti non autorizzate.


2.2. L’iscrizione all’Albo nazionale

Lo svolgimento delle attività di raccolta e trasporto dei RAEE è condizionato alla previa iscrizione del distributore in un’apposita sezione dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali.
Ai fini dell’iscrizione alla sezione dell’Albo territorialmente competente, i distributori presentano una comunicazione secondo il modello predisposto dal ministero; l’ufficio entro 30 giorni rilascia il relativo provvedimento.
L’iscrizione deve essere rinnovata ogni cinque anni ed è subordinata alla corresponsione di un diritto annuale di iscrizione.

Le prescrizioni introdotte dal decreto n. 65/2010 si applicano anche al ritiro di RAEE effettuato dagli installatori e dai gestori dei centri di assistenza tecnica di apparecchiature elettriche ed elettroniche nello svolgimento della propria attività.

Le attività di raccolta e trasporto dei RAEE domestici sono effettuate previa iscrizione in un'apposita sezione dell'Albo Nazionale Gestori Ambientali.
Ai fini di tale iscrizione i distributori dovranno presentare, alla sezione regionale o provinciale dell'Albo territorialmente competente, una comunicazione con la quale attestano sotto la propria responsabilità, ai sensi dell'articolo 21 della legge 7 agosto 1990, n. 241:
a) la sede dell'impresa;
b) l'indirizzo del punto vendita presso il quale sono raggruppati i RAEE in attesa del trasporto;
c) nei casi in cui il raggruppamento sia effettuato in luogo diverso dai locali del punto di vendita, l'indirizzo del luogo presso il quale sono raggruppati i RAEE in attesa del trasporto, il nominativo o ragione sociale del proprietario dell'area e il titolo giuridico in base al quale avviene l'utilizzo dell'area stessa;
d) le tipologie di RAEE raggruppati, con l'indicazione dei relativi codici dell'elenco dei rifiuti di cui all'allegato D alla parte quarta del D. Lgs. n. 152/2006;
e) la rispondenza ai requisiti del luogo dove i RAEE sono raggruppati;
f) gli estremi identificativi e l'idoneità tecnica degli eventuali mezzi da utilizzare per il trasporto dei RAEE;
g) il versamento del diritto annuale di iscrizione
(art. 3, comma 2).

La sezione regionale dell'Albo rilascia il relativo provvedimento entro i trenta giorni successivi alla presentazione della comunicazione.
Per tali iscrizioni non e' richiesta la prestazione delle garanzie finanziarie.
L'iscrizione deve essere rinnovata ogni cinque anni ed e' subordinata alla corresponsione di un diritto annuale di iscrizione pari a 50,00 euro.
L'impresa e' tenuta a comunicare ogni variazione intervenuta successivamente all'iscrizione (art. 3, comma 4).

I soggetti che effettuano attività di raccolta e di trasporto dei RAEE ai sensi del presente regolamento sono esonerati dall'obbligo della presentazione del MUD (art. 9).


2.3. Le sanzioni

L'art. 10 del D.M. n. 65/2010 stabilisce che "I soggetti che effettuano attività di raccolta e di trasporto dei RAEE ai sensi del presente regolamento sono assoggettati alle sanzioni relative alle attività di raccolta e trasporto di cui all'articolo 256 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e alle sanzioni relative alla violazione degli obblighi di tenuta dei registri obbligatori e dei formulari di cui all'articolo 258 del medesimo decreto".

Per quanto riguarda le sanzioni previste per il mancato ritiro "gratuito" di una apparecchiatura elettrica od elettronica si deve far riferimento all'art. 16 del D. Lgs. n. 151/2005.


3. I DECRETI ATTUATIVI DEL D. LSG. n. 151/2005 - AL VIA DAL 1° gennaio 2011

La partenza dei nuovi obblighi in materia di raccolta differenziata, ritiro, conferimento a centri autorizzati e gestione ad hoc dei RAEE è stata originariamente fissata dal D.Lgs n. 151/2005 nel periodo tra il 1° luglio ed il 13 agosto del 2006.
La legge 12 luglio 2006, n. 228, di conversione in legge del D.L. n. 173/2003, ha però disposto uno slittamento della partenza del sistema dall'originaria data del 13 agosto 2006 a quella dell'emanazione di alcuni decreti attuativi del D. Lgs. n. 151/2006 ed al massimo entro il 31 dicembre 2006.

Il 25 ottobre 2006, il Ministero dell’Ambiente ha presentato ai vari Consorzi ed alle Associazioni di categoria tre schemi di decreti ministeriali attuativi del D.Lgs n. 151/2005 in materia di rifiuti elettrici ed elettronici.
Con l'avvio della concertazione sugli attesi e necessari decreti ministeriali potrebbe avvicinarsi la partenza del nuovo sistema di gestione dei rifiuti elettrici ed elettronici prevista per il 1° gennaio 2007.

In attesa della conclusione dell'iter di approvazione dei decreti previsti dagli artt. 13, comma 8 e 15, comma 1, del D. Lgs. n. 151/2005, l'articolo 5 comma 1, del D.L. 28 dicembre 2006, n. 300 ha prorogato al 30 giugno 2007 il termine di avvio del sistema di gestione dello smaltimento dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche domestiche ( RAEE).

La legge 3 agosto 2007, n. 127 (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 190 del 17 agosto 2007) ha convertito, senza modificazioni, il D.L. 2 luglio 2007, n. 81, il cui articolo 15, comma 5, stabilisce che "All'articolo 20, comma 4, del decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151, le parole: "entro e non oltre il 13 agosto 2007" sono sostituite dalle seguenti: "entro e non oltre il 31 dicembre 2007".

Successivamente, il comma 4 dell'art. 20 è stato nuovamente modificato:
- dall'art. 30, comma 2, D.L. 31 dicembre 2007, n. 248, convertito, con modificazioni, dalla L. 28 febbraio 2008, n. 31;
- dall'art. 7, comma 2, D.L. 30 dicembre 2008, n. 208, convertito, con modificazioni, dalla L. 27 febbraio 2009, n. 13 e, infine
- dall'art. 9, comma 2, D.L. 30 dicembre 2009, n. 194, convertito, con modificazioni, dalla L. 26 febbraio 2010, n. 25.
Pertanto, dopo l'ultima modifica apportata, il termine di avvio del sistema di gestione dello smaltimento dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche domestiche (RAEE) viene fissato al 1° gennaio 2011.


4. CHIARIMENTI MINISTERIALI

Con la Circolare del 23 giugno 2006, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 152 del 3 luglio 2006, il Ministero dell'ambiente ha chiarito alcuni aspetti legati all'immissione sul mercato delle merci non conformi alle regole comunitarie.
Si intendono immesse sul mercato le apparecchiature che, alla data del 25 giugno 2006, sono già nella forma di prodotto finito pronto per la commercializzazione ed hanno conseguentemente ultimato il loro processo produttivo, ancorchè giacenti presso i magazzini del produttore in quanto prodotte o importate entro tale data.
Produttori ed importatori dovranno però inviare al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio - Direzione per la qualità della vita, entro il 1° luglio 2006, un inventario delle predette apparecchiature contenente l'indicazione delle tipologie di prodotto e del numero dei pezzi per ogni tipologia di prodotto.
Le apparecchiature individuate dai predetti inventari dovranno essere oggetto di transazione commerciale entro il 31 ottobre 2006.


5. 24 LUGLIO 2012 - NUOVA DIRETTIVA EUROPEA

È stata pubblicata, sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea L 197/38 del 24 luglio 2012, la direttiva 2012/19/UE del Parlamento europeo e dal Consiglio del 4 luglio 2012 che impone nuovi vincoli normativi sulla raccolta dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE).
Il provvedimento entrerà in vigore ufficialmente il 13 agosto 2012. Gli Stati membri avranno 16 mesi di tempo per adeguarsi alle novità, che dovranno essere recepite entro il 14 febbraio 2014 allorquando scatterà l'abrogazione della direttiva 2002/96/CE del 27 gennaio 2003, recepita in Italia – congiuntamente alla direttiva 2002/95/CE sulla riduzione dell'uso di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche – attraverso il D.Lgs. 25 luglio 2005, n. 151.

Fra gli elementi di maggiore importanza della nuova direttiva RAEE segnaliamo i seguenti:
1) campo di applicazione: per i 6 anni dall'entrata in vigore della direttiva verranno mantenute le attuali 10 categorie; poi, l’ambito di applicazione della normativa sui RAEE potrà essere ulteriormente esteso;
2) raccolta differenziata: esclusivamente per i RAEE di piccole dimensioni (dimensioni esterne inferiori a 25 cm), i distributori dovranno effettuarne la raccolta nei negozi al dettaglio gratuitamente per gli utenti finali e senza obbligo di acquistare una AEE di tipo equivalente (raccolta “1 contro 0”); tale obbligo è limitato ai negozi con superficie di vendita di AEE di almeno 400 m2;
3) obiettivi di raccolta: entro il 2016 dovrà essere raccolto in modo differenziato il 45% in peso delle AEE immesse sul mercato nazionale nei tre anni precedenti; entro il 2019 il target di raccolta dovrà invece raggiungere il 65% in peso delle AEE immesse sul mercato o, in alternativa, l'85% del peso dei RAEE prodotti nel proprio territorio;
4) responsabilità in ordine al raggiungimento dei target: rimane in capo agli Stati membri e non ai produttori, come invece sembrava prospettarsi durante i precedenti incontri di trialogue;
5) obiettivo di recupero dei RAEE raccolti: al fine di recuperare le materie prime più preziose (come per es. l'oro utilizzato per i circuiti elettronici) ed evitare che le sostanze nocive finiscano in discarica, la nuova direttiva prevederà tassi di recupero diversificati per ciascuna categoria di RAEE; per alcune di esse, l’obiettivo è fissato all'80%; dovranno essere utilizzate le migliori tecnologie di riciclaggio e i prodotti dovranno essere progettati per essere riciclati più facilmente;
6) obblighi dei produttori: i produttori di AEE continueranno a contribuire finanziariamente al conseguimento degli obiettivi, finanziando la raccolta, il trattamento, il recupero e lo smaltimento ecologicamente corretto dei RAEE provenienti dai nuclei domestici depositati nei centri di raccolta; pertanto, non sono state accolte le proposte che prevedevano un coinvolgimento dei produttori anche nella fase di raccolta dei RAEE a monte dei CdR, ovvero fra i nuclei domestici e i centri di raccolta; secondo il testo approvato, gli Stati membri potranno tuttavia “incoraggiare” tale ampliamento della sfera di finanziamento;
7) lotta alla esportazione dei rifiuti elettronici: il Parlamento ha negoziato controlli più severi sugli imbarchi illegali, per evitare che i RAEE siano inviati in paesi in cui le condizioni di lavoro sono spesso pericolose per i lavoratori e per l'ambiente; soprattutto, sarà compito degli esportatori - non più dei funzionari doganali - fornire documenti precisi sulla natura delle spedizioni all’estero;
8) ridurre la burocrazia: i produttori di AEE continueranno a contribuire finanziariamente al conseguimento degli obiettivi. Questi riceveranno invece benefici dalla semplificazione delle procedure di registrazione e potranno nominare dei rappresentanti sul posto invece di dover necessariamente stabilire una sede legale in ogni paese in cui operano.
Le nuove misure impediranno la doppia imposizione della tassa di registrazione tra Stati membri.


6. 8 NOVEMBRE 2013 - Sostituito l'allegato 5 al D.Lgs. n. 151 del 2005

E' stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 262 del 8 novembre 2013, il decreto 21 febbraio 2013, con il quale è stato sostituito l'allegato 5 del decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151 recante: «Attuazione delle direttive 2002/95/CE, 2002/96/CE e 2003/108/CE, relative alla riduzione dell'uso di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche, nonchè allo smaltimento dei rifiuti».
Tale decreto è stato emanato in attuazione del disposto di cui all'art. 18 del D.Lgs. n. 151/2005, nel quale si prevede che il Ministero dell'Ambiente, sentiti i Ministeri della Salute e dello Sviluppo Economico, provveda in merito al recepimento di direttive tecniche di modifica degli allegati 1, 4 e 5, al fine di dare attuazione a successive disposizioni comunitarie.
Il decreto dà attuazione a 13 decisioni della Commissione Europea che hanno nel tempo stabilito direttive tecniche, in applicazione della direttiva 2002/95/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 gennaio 2003, sulla restrizione dell’uso di determinate sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche.
Il testo del nuovo decreto con l'allegato viene riportato nei Riferimenti normativi.


7. 15 MARZO 2014 - Apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE) – Restrizione dell’uso di determinate sostanze pericolose – Pubblicato il decreto di recepimento della direttiva 2011/65/UE

E’ stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 62 del 15 marzo 2014, il decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 27, recante “Attuazione della direttiva 2011/65/UE sulla restrizione dell'uso di determinate sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche”.
Il decreto, che dà attuazione alla direttiva 2011/65/UE, detta la disciplina riguardante la restrizione dell’uso di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE) al fine di contribuire alla tutela della salute umana e dell’ambiente, compresi il recupero e lo smaltimento ecologicamente corretti dei rifiuti di AEE.
In base alle disposizioni dettate dal nuovo decreto tutte le apparecchiature elettriche ed elettroniche immesse sul mercato, compresi gli elettrodomestici, non dovranno contenere più dello 0,1% di piombo, mercurio, cadmio, cromo esavalente, bifenili polibromurati, eteri di definile polibromurato.
A dover controllare che queste sostanze non siano presenti dovranno essere non solo i produttori, ma tutti i soggetti della filiera: dall’importazione alla distribuzione dei prodotti.
Gli apparecchi a cui si applicano questi divieti sono quelli riportati nell’Allegato I, e precisamente:
- grandi e piccoli elettrodomestici;
- apparecchiature informatiche e per telecomunicazioni;
- apparecchiature di consumo;
- apparecchiature di illuminazione;
- strumenti elettrici ed elettronici;
- giocattoli e apparecchiature per il tempo libero e per lo sport;
- dispositivi medici;
- strumenti di monitoraggio e controllo, compresi gli strumenti di monitoraggio e controllo industriali;
- distributori automatici.
Tali apparecchiature dovranno essere accompagnate dalla garanzia che siano state progettate e prodotte in conformità alle misure di prevenzione disposte.
Dovrà, inoltre, essere fornita la documentazione tecnica che rechi il marchio CE e riporti le informazioni utili all’identificazione, con informazioni sul produttore.
Le funzioni di vigilanza e di controllo sono affidate al Ministero dello Sviluppo Economico e al Ministero dell’Ambiente, che si avvalgono delle Camere di Commercio, della Guardia di finanza e dell’ISPRA.
Le sanzioni previste all’art. 21 saranno irrogate dalla Camera di Commercio territorialmente competente.


8. 28 MARZO 2014 - Pubblicato il decreto che recepisce la Direttiva 2012/19/UE – Nuove regole in vigore dal 12 aprile 2014

E’ stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 73 del 28 marzo 2014 - Supplemento Ordinario n. 30, il D.Lgs. 14 marzo 2014, n. 49, recante “Attuazione della direttiva 2012/19/UE sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE)”.
Il decreto legislativo recepisce la direttiva 2012/19 del 4 luglio 2012 in materia di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), con l’obiettivo di prevenire o ridurre gli impatti sull'ambiente connessi alla produzione di apparecchiature elettriche ed elettroniche, incrementarne i livelli di raccolta e di recupero, migliorare la qualità del trattamento dei RAEE, rafforzare le misure di controllo, ridurre i costi amministrativi mantenendo al contempo un elevato livello di tutela dell'ambiente.
Il testo del decreto con tutti i suoi allegati viene riportato nei Riferimenti normativi.


8.1. La struttura del decreto

Il decreto si compone di 42 articoli , ricompresi in 6 Titoli, e 10 allegati.
Nel Titolo I (artt. 1 - 7) sono disciplinati i principi generali sulla gestione dei RAEE.

Nel Titolo II, suddiviso nei Capi I, II e III (artt. 8 - 22), sono presenti le disposizioni per la gestione dei RAEE rivolte ai produttori e ai distributori.

Nel Titolo III (artt. 23 - 25) viene disciplinato il finanziamento delle attività di ritiro e trasporto dei RAEE.

Nel Titolo IV (artt. 26 - 32) si disciplinano le informazioni per la gestione dei RAEE.

Nel Titolo V (artt. 33 - 37) si disciplinano le attività di coordinamento, controllo e vigilanza.

Nel Titolo VI (artt. 38 - 42) vengono stabilite le sanzioni e fissate le disposizioni transitorie.

Relativamente agli ALLEGATI, si fa notare che gli Allegati da I a VI e l'Allegato X recepiscono quanto previsto dai medesimi allegati della Direttiva 2012/19/UE.
Gli Allegati VII e VIII riprendono i rispettivi Allegati VII e VIII della direttiva, includendovi le previsioni cautelative già contenute negli Allegati 3 e 2 del D. Lgs. 151/2005.
L'Allegato IX, recante il simbolo per la marcatura delle AEE, riprende l'Allegato IX della direttiva in forma più dettagliata.


8.2. Obiettivi e campo di applicazione

L'obiettivo principale del D.Lgs. 14 marzo 2014, n. 49 è quello di prevenire/ridurre impatti negativi derivanti dalla progettazione e dalla produzione delle AEE e dalla produzione e gestione dei RAEE (art. 1) in ottemperanza dei criteri previsti dal Codice Ambiente (artt. 177-180 D.Lgs. n. 152/2006).
Il Decreto, in vigore il 12 aprile 2014, e si applica:
- alle AEE rientranti nelle categorie di cui all'Allegato I, sino al 14 agosto 2018;
- alla AEE classificate nelle categorie dell'Allegato III dal 15 agosto 2018.

Il decreto non si applica (art. 3) alle:
- apparecchiature necessarie per la tutela degli interessi essenziali della sicurezza nazionale, comprese le armi, le munizioni e il materiale bellico, purché destinate a fini specificamente militari;
- apparecchiature progettate e installate specificamente come parte di un'altra apparecchiatura che e' esclusa o che non rientra nell'ambito di applicazione, purche' possano svolgere la propria funzione solo in quanto parti di tale apparecchiatura;
- lampade a incandescenza.

L'articolo 3 specifica poi un elenco di AEE per le quali il decreto non si applica a far data dal 15 agosto 2018.


8.3. I contenuti del decreto e le NOVITA' più rilevanti

Il provvedimento unifica in un unico corpo normativo quasi tutte le disposizioni in materia di RAEE e introduce molte novità nel settore.
Il nuovo decreto sostituisce il vigente D.Lgs. 151/2005, che viene quasi completamente abrogato, ad eccezione degli articoli che rappresentano la base giuridica della normazione di dettaglio tuttora vigente, contenuta nei seguenti provvedimenti:
- decreto 25 settembre 2007, n. 185, (istituzione del "Registro nazionale dei soggetti obbligati al finanziamento dei sistemi di gestione dei RAEE", del "Centro di coordinamento per l'ottimizzazione delle attività di competenza dei sistemi collettivi" e del "Comitato di indirizzo sulla gestione dei RAEE");
- decreto 25 settembre 2007 (istituzione del "Comitato di vigilanza e di controllo sulla gestione dei RAEE");
- decreto 12 maggio 2009, sul finanziamento della gestione dei rifiuti di apparecchiature di illuminazione;
- decreto 8 marzo 2010, n. 65 (regolamento sulla gestione semplificata dei RAEE).

Il nuovo provvedimento recepisce le novità introdotte dalla citata direttiva europea salvaguardando i pilastri e le specificità del nostro sistema nazionale come, per esempio, il Centro di Coordinamento RAEE, il cui ruolo viene rafforzato.
Previsto un aumento dei target di raccolta, che significa arrivare a gestire entro il 2019 l’85% sul totale dei RAEE generati dalle famiglie italiane o il 65% delle apparecchiature immesse sul mercato (ovvero tre volte quanto viene oggi raccolto).

Tra le novità più rilevanti segnaliamo:
- l’obbligo del "ritiro uno contro zero" per i distributori di apparecchiature elettriche ed elettroniche con superficie di vendita superiore a 400 mq, i quali dovranno ritirare gratuitamente RAEE di piccolissime dimensioni (inferiori a 25 cm) conferiti dagli utilizzatori, senza obbligo di acquisto di AEE (Apparecchiatura Elettrica ed Elettronica) equivalente; il “ritiro uno contro zero” è una facoltà per i “piccoli” venditori”.
Le modalità semplificate per l’attività di ritiro gratuito saranno disciplinate con un successivo decreto di attuazione;

- una più precisa distinzione tra RAEE provenienti dai nuclei domestici e RAEE professionali, specificando che i RAEE detti “dual use”, ovvero quelli che potrebbero essere usati sia dai nuclei domestici che da utilizzatori diversi dai nuclei domestici, sono in ogni caso considerati RAEE provenienti dai nuclei domestici;

- introduzione tra i RAEE dei rifiuti derivanti dai pannelli fotovoltaici, distinti in RAEE da nuclei domestici o RAEE professionali se di potenza nominale, rispettivamente, inferiore o uguale/superiore a 10KW.


8.4. Nuovi obblighi ambientali per i produttori

Il D.Lgs. n. 49/2014 estende infatti progressivamente l'ambito applicazione della norma: in una prima fase, alle tradizionali dieci categorie di prodotti si affiancheranno i pannelli fotovoltaici, mentre a partire dal 15 agosto 2018 la norma sarà applicata a tutte le apparecchiature elettriche ed elettroniche per le quali non sia prevista una specifica esenzione.
Il 9 ottobre 2014 sono entrati in vigore alcuni obblighi per tutti coloro che hanno a che fare, a vario titolo, con il settore dei RAEE:
1) tutti gli apparecchi elettrici ed elettronici immessi in vendita devono essere apposti il simbolo del cassonetto barrato e gli estremi identificativi del produttore o il suo numero di iscrizione al Registro RAEE tenuto dalle Camere di Commercio;
2) i produttori dovranno anche aderire a un sistema collettivo per la gestione dei RAEE, oppure provvedere ad organizzare un sistema individuale di raccolta e recupero dei rifiuti a livello aziendale. Quanto alle violazioni, previste sanzioni con diversa entità per chi immette sul mercato prodotti senza marcatura (da 200,00 a 1.000,00 euro per ciascun prodotto) o senza rispettare gli standard grafici del marchio fissati dalla legge.
Multe anche per chi non si iscrive al registro RAEE o per chi non provvede a organizzare e finanziare il sistema di raccolta dei prodotti entro il 9 ottobre. nl quest'ultimo caso, la sanzione può andare dai 30.000,00 ai 100.000,00 euro.


9. 23 LUGLIO 2016 - Dettati i criteri e le modalità per favorire la produzione ecocompatibili, il trattamento, il recupero e il riciclaggio

E’ stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 172 del 23 luglio 2016, il Decreto 10 giugno 2016, n. 140, recante “Regolamento recante criteri e modalità per favorire la progettazione e la produzione ecocompatibili di AEE, ai sensi dell'articolo 5, comma 1 del decreto legislativo 14 marzo 2014, n. 49, di attuazione della direttiva 2012/19/UE sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE)”.
Il presente regolamento, in coerenza con le misure previste dal Programma nazionale di prevenzione dei rifiuti di cui all'articolo 180, comma 1-bis, del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, disciplina le misure dirette a:
a) promuovere la cooperazione tra produttori e operatori degli impianti di trattamento, recupero e riciclaggio;
b) favorire la progettazione e la produzione ecocompatibili di apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE), al fine di facilitare le operazioni di riutilizzo e recupero dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE);
c) sostenere il mercato dei materiali riciclati anche per la produzione di nuove AEE.

L’articolo 3 setta misure atte a incentivare la produzione ecocompatibile di AEE.
Ai fini dell'ottimizzazione del «fine vita» delle AEE, ovvero dell'insieme delle attività necessarie per il corretto trattamento, recupero e riciclaggio dei rifiuti delle AEE, i produttori dovranno prevedere l'implementazione di strategie di eco-progettazione volte a facilitare le operazioni di riuso e riciclo, incluse quelle relative a:
a) uso di materiali riciclabili e biodegradabili;
b) riduzione della quantità e della diversità dei materiali;
c) aumento della riciclabilità del prodotto e delle sue componenti;
d) limitazione dell'uso di sostanze pericolose;
e) ottimizzazione del disassemblaggio del prodotto.

I produttori di AEE coerentemente con le misure previste dal Programma nazionale di prevenzione dei rifiuti di cui all'articolo 180, comma 1-bis, del D.Lgs. n. 152/2006, dovranno favorire azioni volte a:
a) aumentare la durata e l'affidabilita' del prodotto;
b) facilitare la manutenzione e la riparazione;
c) facilitare lo sviluppo tecnico e la progettazione modulare dei prodotti (art. 5).
Il testo del decreto viene riportato nei Riferimenti normativi.


10. 12 AGOSTO 2016 - RAEE - Fissate le misure volte a promuovere lo sviluppo di nuove tecnologie di recupero, di riciclaggio e di trattamento - Previsti contributi economici

E’ stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 188 del 12 agosto 2016, il Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare 25 luglio 2016, recante “Misure volte a promuovere lo sviluppo di nuove tecnologie per il trattamento e il riciclaggio dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche”.
Il provvedimento, previsto dal comma 10 dell’art. 19 del D.Lgs. n. 49 del 14 marzo 2014, prevede l’emanazione di “provvedimenti attributivi di contributi, economici”, a soggetti pubblici e privati, singoli o associati, operanti nella filiera di gestione dei RAEE e Istituti universitari e di ricerca, diretti a finanziare interventi di sviluppo di nuove tecnologie di recupero, riciclaggio e trattamento dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE).
Successivamente saranno anche definiti i criteri, le modalità, le procedure per l'accesso ai contributi economici e le risorse stanziate annualmente dalla Direzione Generale per i rifiuti e l'inquinamento del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.
Gli interventi per i quali sarà possibile richiedere i contributi economici dovranno essere finalizzati all'implementazione tecnologica per il raggiungimento degli obiettivi di recupero minimi previsti nell'Allegato V del D.Lgs. n. 49 del 2014 e dovranno offrire la migliore soluzione tecnologica sotto il profilo tecnico, economico e ambientale. A titolo esemplificativo gli interventi dovranno essere orientati a:
- massimizzare la quantità di materia recuperabile o riciclabile in uscita dagli impianti di recupero, riciclaggio e trattamento dei RAEE;
- ottimizzare il consumo energetico dei processi di recupero, riciclaggio e trattamento dei RAEE;
- ridurre i tempi e il numero delle fasi dei processi di recupero, riciclaggio e trattamento dei RAEE;
- ridurre i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori
.
Tra gli interventi non sono contemplate le innovazioni tecnologiche riguardanti le attività preliminari al recupero, tra cui la cernita e il deposito.
Il testo dei decreto viene riportato nei Riferimenti normativi.


11. 27 maggio 2017 - PRODUTTORI DI APPARECCHIATURE ELETTRICHE ED ELETTRONICHE (AEE) - Pubblicato il regolamento che fissa le modalità di prestazione delle garanzie finanziarie

E’ stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 122 del 27 maggio 2017, il Decreto 9 marzo 2017, n. 68 recante “Regolamento concernente le modalità di prestazione delle garanzie finanziarie da parte dei produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche ai sensi dell'articolo 25, comma 1, del decreto legislativo 14 marzo 2014, n. 49”.
Le disposizioni del presente regolamento - in vigore dal 11 giugno 2017 - si applicano per la determinazione delle somme dovute per la gestione dei rifiuti provenienti dalle categorie di apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE) indicate negli allegati I e III al decreto legislativo 14 marzo 2014, n. 49.
La garanzia finanziaria viene prestata in riferimento alla gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) provenienti dai nuclei domestici come definiti dall'articolo 4, comma 1, lettera l), del decreto legislativo 14 marzo 2014, n. 49.
La garanzia finanziaria è prestata ogni anno in favore del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare dal singolo produttore di AEE nel caso in cui adempia ai propri obblighi individualmente, oppure dal sistema collettivo cui il produttore aderisce.
La garanzia finanziaria, della durata di un anno, va prestata al momento dell'iscrizione al Registro nazionale dei soggetti obbligati al finanziamento dei sistemi di gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), di cui all'articolo 29 del decreto legislativo 14 marzo 2014, n. 49.
Per i produttori già iscritti al Registro la garanzia dovrà essere prestata entro 90 giorni dall'entrata in vigore del presente regolamento (e quindi entro l’ 8 settembre 2017).
L'obbligo di prestazione della garanzia finanziaria da parte del soggetto obbligato permane fino all'avvenuta cancellazione dal Registro.
All’articolo 3 del presente decreto sono stabilite le tipologie, le caratteristiche e le modalità di prestazione della garanzia finanziaria.
In base a quanto stabilito all’art. 7, i soggetti obbligati dovranno trasmettere annualmente, in formato digitale, al Centro di coordinamento, il costo atteso delle operazioni di gestione dei RAEE domestici, ovvero i costi connessi agli obblighi di raccolta, trattamento, recupero e smaltimento imposti dal decreto legislativo 14 marzo 2014, n. 49, per l'anno in cui viene prestata la garanzia.
Il tsto del decreto viene riportato nei Riferimenti normativi.


RAEE - FORMAZIONE E TENUTA DEL REGISTRO NAZIONALE
I COMPITI DELLE CAMERE DI COMMERCIO


1. Il Registro nazionale e il Comitato di vigilanza e di controllo

Per garantire il corretto funzionamento, sia dal punto di vista finanziario che organizzativo, dei sistemi di gestione e smaltimento dei rifiuti elettrici ed elettronici, il decreto prevede l'istituzione, presso il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio, di un Comitato di vigilanza e di controllo e l'istituzione di un Registro nazionale dei soggetti obbligati allo smaltimento di questo tipo di rifiuti.

Ai sensi dell’art. 14 del D. Lgs. n. 151/2005, è istituito, presso il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio, il Registro nazionale dei soggetti tenuti al finanziamento dei sistemi di gestione (raccolta, trasporto, trattamento, recupero e smaltimento) dei RAEE.
Con successivo decreto del Ministero dell’ambiente verrà istituito, ai sensi dell'art. 15 del medesimo decreto, il Comitato di vigilanza e di controllo sulla gestione dei RAEE.

In attuazione di tale disposizione, con decreto del 25 settembre 2007, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 233 del 6 ottobre 2007, è stato istituto il Comitato di vigilanza e di controllo sulla gestione dei RAEE.
Il Comitato ha sede presso il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.

Il produttore di apparecchiature elettriche ed elettroniche, soggetti all’obbligo di iscrizione nel Registro nazionale, potrà immettere sul mercato dette apparecchiature solo a seguito di "iscrizione presso la Camera di Commercio di competenza" (non viene specificato l'ufficio, ma pensiamo si possa trattare del Registro delle imprese).
Le Camere di Commercio avranno l’obbligo di comunicare al Comitato di vigilanza e di controllo, che sarà istituito presso il Ministero dell'ambiente, l’elenco delle imprese identificate come produttori di AEE.


Comunicato del Ministero dell'ambiente

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 107 del 10 maggio 2010, è stato pubblicato il seguente comunicato del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare:
"Con decreto 15 febbraio 2010 e' stato costituito presso il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare il Comitato di vigilanza e controllo sulla gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche e sulla gestione delle pile e degli accumulatori e dei relativi rifiuti ai sensi dell'art. 15 del decreto legislativo n. 151/2005 e dell'art. 19 del decreto legislativo n. 188/2008.
Con l'entrata in vigore del presente decreto e' stato abrogato il precedente decreto del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare del 25 settembre 2007, pubblicato per comunicato nella Gazzetta Ufficiale del 6 ottobre 2007, n. 233".


2. Formazione e tenuta del REGISTRO NAZIONALE


2.1. Formazione e tenuta

Con il decreto 25 settembre 2007, n. 185, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 257 del 5 novembre 2007, sono state dettate le modalità di funzionamento del Registro previsto dal D. Lgs. 25 luglio 2005, n. 151.
Il testo del decreto viene riportato nell'Appendice normativa.

Sono tenute ad iscriversi nel registro tutte le aziende che:
- fabbricano e vendono apparecchiature elettriche ed elettroniche;
- rivendono con il proprio marchio apparecchiature prodotte da altri;
- immettono per primi sul territorio nazionale apparecchiature elettriche ed elettroniche;
- producono apparecchiature elettriche ed elettroniche destinate esclusivamente all'esportazione
.

Il Registro è predisposto, gestito e aggiornato dal Comitato di vigilanza e controllo sulla gestione dei RAEE, che si avvale dell'APAT.


2.2. Elenco dei RAEE

Le apparecchiature elettriche ed elettroniche che rientrano nell'ambito di applicazione del D. Lgs. n. 151/2005 sono quelle individuate negli Allegati 1A e 1B, che fanno parte integrante del decreto.

Secondo quanto stabilito all'art. 3, comma 1, lett b) del D. Lgs. n. 151/2005, per "'rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche' o 'RAEE" si intende: le apparecchiature elettriche ed elettroniche che sono considerate rifiuti ai sensi dell'articolo 6, comma l, lettera a), del D. Lgs. n. 22/1997, e successive modificazioni, inclusi tutti i componenti, i sottoinsiemi ed i materiali di consumo che sono parte integrante del prodotto nel momento in cui si assume la decisione di disfarsene.


2.3. Tempi e modalità di iscrizione

L'iscrizione al Registro viene effettuata dal produttore, esclusivamente per via telematica, presso la Camera di Commercio nella cui circoscrizione si trova la sede legale dell'impresa.

L'iscrizione, come disposto dall'art. 3, comma 2, del decreto in questione, dovrà avvenire entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del D.M. n. 185/2007 (entro il 18 febbraio 2008).
All'art. 3, comma 5 del decreto vengono indicati i dati obbligatori da riportare all'atto dell'iscrizione nel registro.


2.4. Diritti, imposte e tasse

Per l'iscrizione è previsto il pagamento:
- di un diritto di segreteria nella misura prevista per le denunce presentate al Registro delle imprese con modalità telematica (attualmente di 30,00 euro);
- dell'imposta di bollo di 14,62 euro;
- della tassa di concessione governativa, nell'importo attuale di 168,00 euro.

Secondo il nostro parere, l'iscrizione nel Registro non dovrebbe essere soggetta al pagamento della tassa di concessione governativa, in quanto il Registro non ha natura abilitante e all'iscrizione non segue alcun provvedimento amministrativo.
Del resto, lo stesso D.M. n. 185/2007, all'art. 5, comma, tra gli obblighi legati all’iscrizione indica solo il pagamento di un diritto di segreteria.
Non rileva neanche il fatto che, secondo quanto stabilito al comma 2 dell’art. 14, del D. Lgs n. 151/2005, il produttore di AEE possa immettere sul mercato dette apparecchiature solo dopo aver proceduto all’iscrizione presso la Camera di Commercio di competenza.
Tale iscrizione è documentabile, non da un esplicito provvedimento amministrativo emanato da una Pubblica Amministrazione, ma da un semplice “numero di iscrizione”, che rilascia il sistema informatico, da riportare “in tutti i documenti commerciali”.

A proposito di diritti di segreteria, rileviamo che non viene neanche stabilito quale diritto debba essere pagato nel caso di comunicazione di variazione dei dati o di cessazione dell’attività, come previsto dall’art. 4, D.M. n. 185/2007.
Si attendono, in ogni caso, delucidazioni da parte degli organi competenti.

Nel caso di pagamento dei diritti di segreteria tramite Conto Corrente Postale, alla pratica da inviare dovrà essere allegata la copia scannerizzata dell’attestazione comprovante l’avvenuto pagamento.
Sulle modalità per effettuare i pagamenti connessi all’iscrizione sul portale www.impresa.gov segnaliamo un documento inviato da UNIONCAMERE alle Camere di Commercio in data 16 novembre 2007, Prot. 14648, che si riporta.

. UNIONCAMERE - Avvio del Registro nazionale RAEE - Modalità per effettuare i pagamenti connessi all'iscrizione.


2.5. Sito e guida operativa

La domanda può essere inoltrata solo per via telematica, tramite il portale accessibile dal sito http://www.impresa.gov.it/.

In questa prima fase, il sito presso il quale le imprese potranno iscriversi è: www.registroaee.it.

Una volta effettuata l'iscrizione, a ciascun produttore verrà rilasciato un numero di iscrizione tramite il sistema informatico delle Camere di Commercio (che si presuppone sia il numero REA); tale numero dovrà essere indicato dal produttore in tutti i documenti commerciali.


A partire dal 19 gennaio 2015 il sistema informativo del Registro AEE è stato completamente rivisto per adeguarlo a quanto previsto dal D.Lgs, 49/2014 e per semplificare e rendere più agevole il suo utilizzo.
Il manuale aggiornato fornisce al produttore nazionale, al produttore estero a al rappresentante nazionale che opera in suo conto, tutte le informazioni necessarie per l'accesso alla scrivania, per la compilazione delle pratiche di iscrizione, variazione e cancellazione e comunicazione annuale, nonché per la trasmissione delle pratiche.

. Se vuoi scaricare il Registro Nazionale produttori Apparecchiature elettriche ed elettroniche - MANUALE PRODUTTORE, aggiornato al 19 gennaio 2015, clicca QUI.


2.6. La comunicazione annuale

L’art. 13 comma 6, del D. Lgs. n. 151/2005, così come modificato dall'art. 21, comma 2, lett. e), della legge 4 giugno 2010, n. 96, prevede che i produttori comunicano al Registro di cui all'articolo 14, con cadenza annuale e con le modalità da individuare ai sensi dello stesso articolo 13, comma 8, la quantità e le categorie di apparecchiature elettriche ed elettroniche immesse sul mercato, raccolte attraverso tutti i canali, reimpiegate, riciclate e recuperate, fatto salvo quanto stabilito dalle disposizioni vigenti in materia di segreto industriale, il quantitativo dei rifiuti raccolti ed esportati espresso in peso o, se non è possibile, in numero, nonché le indicazioni relative alla garanzia finanziaria prevista dal presente decreto.

La trasmissione della Comunicazione AEE per le quantità immesse sul mercato nel 2010 è disciplinata dal D.P.C.M. del 27 aprile 2010.
Il Capitolo 3 - Apparecchiature elettriche ed elettroniche e rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche del MUD (Modello Unico di Dichiarazione ambientale) previsto dal DPCM sopra citato riguarda gli obblighi e i soggetti di cui all’articolo 13, commi 6 e 7, del decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151, iscritti al Registro nazionale dei produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche di cui all’articolo 14 del medesimo decreto legislativo.

Il D. Lgs. n. 205 del 3 dicembre 2010 ha abrogato il Capitolo 3 del MUD a partire dalla dichiarazione relativa al 2011, quindi a partire dal 2012.

La mancata, incompleta o inesatta comunicazione dei dati di cui al capitolo 3 del D.P.C.M. 27 aprile 2010 è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 2.000 ad euro 20.000 (16, comma 8, del D. Lgs. n. 151/2005).

Per la trasmissione dei dati di cui al Capitolo 3 i soggetti interessati devono collegarsi per via telematica al sito www.registroaee.it e seguire le istruzioni ivi esposte.


3. ACCESSO AL SITO UFFICIALE DEL REGISTRO

Si ricorda che dal 17 novembre 2009 per accedere al Registro Apparecchiature Elettriche Elettroniche - RAEE è necessario entrare in “La mia scrivania” e poi tra i “Servizi on line” scegliere “Ambiente/Registro AEE”.
Lo stesso sistema dovrà essere utilizzato per comunicare le variazioni e per fornire i dati annuali di quantità e peso dei prodotti immessi sul mercato.

. Se vuoi accedere al sito ufficiale del Registro A.E.E. , clicca QUI.


4. DETTATE LE REGOLE PER L'ISCRIZIONE SEMPLIFICATA ALL'ALBO DA PARTE DEI SOGGETTI OBBLIGATI

Con deliberazione n. 1 del 19 maggio 2010 (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 246 del 20 ottobre 2010), il Comitato Nazionale Gestori Ambientali ha emanato le regole per l'iscrizione semplificata all'albo stesso dei distributori e installatori di AEE (Apparecchiature elettriche ed elettroniche).
Tale delibera prevede nello specifico che i distributori, i trasportatori, gli installatori e i gestori di centri di assistenza (queste le categorie di soggetti obbligati, ai sensi dell'articolo 3, D.M. 8 marzo 2010, n. 65) presentino una semplice comunicazione alla Sezione regionale dell'Albo, senza la necessità che ad essa si accompagni la prestazione di garanzie finanziarie.
L'Albo provvederà alla verifica delle condizioni comunicate e, se sussistenti, procederà entro 30 giorni ad emettere il provvedimento di iscrizione.
In allegato alla delibera viene approvato anche il modello per procedere a tale comunicazione.
Per tale comunicazione è dovuto il diritto di iscrizione dell'importo di 50,00 euro.
Il testo della deliberazione viene riportato nei Riferimenti normativi.

La delibera n. 1/2010 si compone di soli 2 articoli, relativi, rispettivamente, alle modalità di iscrizione all’Albo delle imprese che trattano RAEE e alla fase transitoria di prima applicazione del D.M. 8 marzo 2010. In tali articoli si dispone quanto segue:
1) i soggetti obbligati all’iscrizione ai sensi del D.M. 8 marzo 2010, n. 65, presentano comunicazione alla Sezione regionale o provinciale dell’Albo territorialmente competente secondo lo schema riportato nell’allegato “A”, con riferimento alle specifiche attività esercitate (art. 1, comma 1);
2) la Sezione regionale o provinciale procede a verificare la sussistenza delle condizioni previste e attestate con la comunicazione di cui al comma 1, ad acquisire la certificazione di cui all’art. 10, comma 4, della legge 31 maggio 1965, n. 575 (autocertificazione antimafia), e successive modifiche e integrazioni, nonché ad emettere, entro trenta giorni dalla ricezione di tale comunicazione, il provvedimento di iscrizione (art. 1, comma 2);
3) qualora la Sezione regionale accerti il mancato rispetto delle condizioni di cui al comma 2, dispone, con provvedimento motivato, il rigetto della comunicazione di cui al comma 1 (art. 1, comma 3);
4) ai sensi e per gli effetti dell’art. 11 del D.M. 8 marzo 2010, n. 65, in sede di prima applicazione del decreto medesimo l’obbligo di iscrizione all’Albo si intende assolto, fino alla formale pronuncia positiva o negativa di iscrizione, con la presentazione alla Sezione regionale o provinciale territorialmente competente della comunicazione di cui all’art. 1, comma 1 (art. 2, comma 1).

Nell’Allegato “A” della delibera sono riportati gli schemi che devono essere utilizzati dalle imprese RAEE per le comunicazioni all’Albo Nazionale Gestori Ambientali con riferimento alle specifiche attività in concreto esercitate e cioè:
- distributore di apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE) - Sezione 1 dell’Allegato “A”;
- trasportatore di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (raee) che agisce in nome dei distributori di apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE) - Sezione 2 dell’Allegato “A”;
- installatore e gestore di centri di assistenza tecnica di apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE) - Sezione 3 dell’Allegato “A”;
- una serie di dichiarazioni da compilare per tutte le tipologie di comunicazione - Sezione 4 dell’Allegato “A”
.


5. RAEE - Dal 19 gennaio 2015 una nuova versione del Registro nazionale

Dal 19 gennaio 2015 sarà on line la nuova versione del Registro nazionale dei produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE).
La nuova piattaforma telematica del Registro che consente ai produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche ed ai loro sistemi collettivi di iscriversi al Registro, presentare le comunicazioni annuali e consultare le quote di mercato, sarà accessibile direttamente tramite il sito www.registroaee.it, utilizzando la firma digitale.
Il sistema informatico è stato modificato al fine di adeguarlo a quanto previsto dal recente D.Lgs. n. 49 del 14 marzo 2014 (Attuazione della direttiva 2012/19/UE sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE)), con riferimento alle informazioni da trasmettere al momento dell’iscrizione, come le tecniche di vendita e il marchio commerciale, e ai sistemi di finanziamento.
La scrivania telematica dalla quale vengono presentate le pratiche è stata rivista al fine di rendere più intuitiva e assistita la navigazione.
Sono state semplificate ulteriormente le modalità per l’aggiornamento dei dati anagrafici e per la delega. Nell’area pubblica, oltre a poter consultare l’elenco delle imprese iscritte, sarà possibile accedere ad informazioni e quesiti, consultare i registri degli altri paesi europei e le delibere che verranno emanate dal Comitato di vigilanza e controllo. I produttori dovranno utilizzare il nuovo Registro, entro il 30 aprile 2015, per la presentazione della Comunicazione annuale sulle quantità di apparecchiature elettriche ed elettroniche immesse sul mercato nel corso del 2014 mentre i sistemi collettivi accederanno per comunicare, entro la stessa scadenza, le quantità di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche raccolti.

. Se vuoi approfondire l’argomento e accedere al Registro telematico, clicca QUI.


6. LUGLIO 2016 - RAEE - Fissate le tariffe per la copertura degli oneri di gestione

6.1. I contenuti del decreto - Termini e modalità di pagamento delle tariffe - Versamento entro il 30 settembre

E’ stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 155 del 5 luglio 2016, il Decreto 17 giugno 2016, recante “Tariffe per la copertura degli oneri derivanti dal sistema di gestione dei rifiuti delle apparecchiature elettriche ed elettroniche”.
Il decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare stabilisce le tariffe per la copertura degli oneri derivanti dalle seguenti attività:
a) monitoraggio sul raggiungimento del tasso di raccolta differenziata dei RAEE, di cui all'art. 14 del D.Lgs. n. 49/2014 e monitoraggio sul raggiungimento degli obiettivi di recupero dei RAEE, di cui all'art. 19 del D.Lgs. n. 49/2014 (ALLEGATO 1);
b) tenuta del Registro nazionale dei soggetti obbligati al finanziamento dei sistemi di gestione dei RAEE, di cui all'art. 29 del D.Lgs. n. 49/2014 (ALLEGATO 2);
c) funzionamento del Comitato di vigilanza e controllo, di cui all'art. 35 del D-Lgs. n. 49/2014 e funzionamento del Comitato di indirizzo sulla gestione dei RAEE, di cui all'art. 36 del decreto legislativo n. 49/2014 (ALLEGATO 3).

Le tariffe dovute per e attività indicate si articolano in una quota fissa e una quota variabile e garantiscono la copertura economica degli oneri previsti.
I produttori di AEE sono tenuti al versamento di una quota fissa annua pari a euro 10,00 cadauno, indipendentemente dalla relativa quota di mercato.
I produttori di AEE sono, altresì, tenuti al versamento di una quota variabile calcolata come differenza tra l'ammontare totale degli oneri previsti, al netto della componente a carico dei produttori delle pile ed accumulatori ai sensi dall'art. 19, comma 2, del D.Lgs. 20 novembre 2008, n. 188, e il totale delle quote fisse dovute dai medesimi produttori.
La quota variabile viene ripartita tra i produttori di AEE in base alle rispettive quote di mercato, calcolate dal Comitato di vigilanza e di controllo, ai sensi dell'art. 35, comma 1, lettera c) del D.Lgs. n. 49/2014, sulla base delle comunicazioni annuali rese ai sensi dell'art. 6 del decreto ministeriale 25 settembre 2007, n. 185, entro il 30 aprile di ogni anno.
Le tariffe dovute dai produttori di AEE sono calcolate annualmente e pubblicate nell'area riservata del sito www.registroaee.it, entro il 30 giugno di ogni anno.
I produttori di AEE versano le tariffe entro il 30 settembre di ogni anno.
I produttori di AEE che non rispettano il termine per il versamento, sono tenuti al pagamento della tariffa stabilita maggiorata degli interessi nella misura del tasso legale vigente, con decorrenza dal primo giorno successivo alla scadenza di detto termine (art. 6). Il pagamento delle tariffe dovute per la copertura degli oneri dovrà essere effettuato mediante versamento al Capo di entrata 32 - capitolo n. 2592 - art. 26 del Ministero dell'economia e delle finanze intestato alla Tesoreria dello Stato.
Sul sito www.registroaee.it sono resi disponibili i facsimile dei modelli da utilizzare per il versamento nonchè gli ulteriori sistemi telematici di pagamento.
La ricevuta di versamento dell'importo viene trasmessa dal produttore di AEE al Registro nazionale dei produttori contestualmente all'invio della comunicazione annuale.
Il testo dei decreto e dei suoi tre allegati viene riportato nei Riferimenti normativi.


6.2 Tariffe dovute per le quote relative all'anno 2015 - Pagamento entro il 31 ottobre 2016

Il Comitato di vigilanza e controllo ha approvato le quote dovute per l’anno in corso nella seduta del 16 settembre 2016 ed ha stabilito che i pagamenti vanno effettuati entro il 31 ottobre 2016.
L'avviso, da parte del Ministero dell’Ambiente, di avvenuta definizione delle quote di mercato a carico dei produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE) relative all’anno 2015, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 228 del 29 settembre 2016.
Le imprese possono consultare la tariffa a proprio carico dall'area riservata accessibile dal sito www.registroaee.it con la firma digitale del legale rappresentante o di un soggetto precedentemente delegato, dalla funzione “Quote e tariffe”.
Le tariffe dovute per le richiamate attività si articolano in una quota fissa e una quota variabile determinata in base alle quote di mercato.

I pagamenti possono essere effettuati:
• dal produttore iscritto al Registro AEE;
• dai Sistemi collettivi di gestione dei RAEE, cumulativamente, per conto di tutti o parte dei produttori associati che hanno delegato loro tale compito.
I pagamenti possono essere eseguiti esclusivamente mediante bonifico bancario intestato alla competente Tesoreria Provinciale dello Stato, con l'IBAN riportato sul documento contenente le tariffe da versare.
La Tesoreria competente è quella della Provincia nella quale l'impresa o il sistema collettivo ha la sua sede legale; nel caso di impresa estera la Tesoreria è quella della Provincia nella quale ha sede il rappresentante italiano.
Le informazioni da riportare nella causale del bonifico bancario, contenute nel documento scaricabile dall'area Quote e tariffe sono: identificativo univoco di versamento, numero di iscrizione al Registro AEE; D.Lgs. n. 49 del 2014; ragione sociale del produttore o del sistema collettivo.
L'attestato di avvenuto versamento dell'importo (ovvero della contabile del bonifico bancario) dovrà essere trasmesso dal produttore, via telematica, tramite l'area riservata del Registro nazionale dei produttori.

I produttori di AEE che non rispettano il termine per il versamento sono tenuti al pagamento della tariffa stabilita maggiorata degli interessi nella misura del tasso legale vigente, pari, in base al Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze dell'11 dicembre 2015, allo 0,2 per cento in ragione d'anno, con decorrenza dal primo giorno successivo alla scadenza di detto termine.

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LA GESTIONE DEI RAEE
"RITIRO UNO CONTRO UNO" - "RITIRO UNO CONTRO ZERO"


1. Periodo transitorio

L'articolo 16 del D.M. n. 185/2007 disciplina il periodo transitorio di avvio del sistema di gestione dei RAEE.
Per il periodo che va dal 1° settembre al 31 dicembre 2007 valgono le regole sugli obblighi di gestione e finanziamento dei RAEE domestici stabilite da un accordo di programma stipulato tra il Ministero dell'Ambiente, l'ANCI e le Organizzazioni nazionali di categoria dei produttori e distributori di AEE.
Con l'inizio del regime transitorio è consentito ai produttori di AEE (fino al 13 febbraio 2011 e, per i grande elettrodomestici, fino al 13 febbraio 2013) di indicare esplicitamente all'acquirente, al momento della vendita dei nuovi prodotti, i costi sostenuti per la gestione dei RAEE storici. In tal caso, il distributore dovrà indicare separatamente all'acquirente finale il prezzo del prodotto e il costo, identico a quello individuato dal produttore, per la gestione dei rifiuti (eco-contributo RAEE).
Al termine del periodo transitorio, le regole del sistema di gestione dei RAEE domestici saranno invece disciplinate dall'Accordo di programma tra ANCI e Centro di coordinamento.


2. Il Decreto Milleproroghe

L’articolo 30 del D.L. 31 dicembre 2007, n. 248 (“Decreto Milleproroghe”) riguarda differimenti in materia di RAEE storici e di RAEE nuovi.
Entro il 28 febbraio 2008, un apposito decreto ministeriale dovrà individuare le modalità semplificate per la raccolta e il trasporto dai centri di raccolta dei RAEE ritirati dai distributori.
L’obbligo di ritiro dei distributori dei RAEE storici viene così differito al 30° giorno successivo alla data di entrata in vigore di tale decreto.

L'art. 30, comma 2, del D.L. n. 248/2007 (convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31) è dedicato ai RAEE nuovi (quelli immessi sul mercato dopo il 13 agosto 2005). Questi subiscono una ulteriore proroga: il termine del 31 dicembre 2007 viene posticipato al 31 dicembre 2008 (articolo 20, comma 4, del decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151).
Tale proroga si è resa necessaria a causa della mancanza di una norma armonizzata a livello UE per identificare il produttore di un’apparecchiatura elettrica ed elettronica quando giunge a fine vita.
I RAEE professionali nuovi non saranno a carico dei produttori ma dei detentori (consumatori), al pari di quelli storici.

Tali proroghe non incidono sull’obbligo di iscrizione dei produttori e degli importatori al Registro tenuto presso la Camera di Commercio entro il 18 febbraio 2008.


3. Comunitaria 2007 – Via libera alla riscrittura del D. Lgs. n. 151/2005

Con la pubblicazione, sulla Gazzetta Ufficiale n. 56 del 6 marzo 2008, della legge n. 34/2008 ("Comunitaria 2007") si apre formalmente la procedura di riformulazione del D. Lgs. n. 151/2005 in materia di apparecchiature elettriche ed elettroniche.
La legge in questione (in vigore dal 21 marzo 2008) delega, infatti, il Governo all'inserimento nel provvedimento madre sui RAEE di una norma che obblighi a gestire come "rifiuti" le apparecchiature elettriche ed elettroniche ricevute dai distributori all'atto dell'acquisto di nuovi prodotti da parte dei consumatori, salva poi la possibilità di avviarle ad un processo di recupero.
La riformulazione in tale senso del D. Lgs. n. 151/2005, è atto necessario per allineare l'Italia alle censure mosse dall'UE, che con la procedura d'infrazione 12 ottobre 2006.
La completa e corretta operatività del Dlgs 151/2005 è altresì condizionata all'emanazione da parte del Ministero dell’Ambiente dell'atteso Decreto recante le modalità per il ritiro e la gestione dei RAEE da parte dei distributori di AEE nuovi.


4. Ritiro e gestione RAEE - Si attendono due nuovi decreti su obblighi dei distributori AEE e centri di raccolta

In dirittura d'arrivo gli ultimi due regolamenti necessari per far decollare il nuovo sistema di gestione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche disegnato dal D. Lgs. n. 151/2005.
I provvedimenti coincidono con i due decreti ministeriali recanti:
1) le "modalità semplificate di gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche da parte dei distributori e degli installatori di AEE, nonché dei gestori dei centri di assistenza tecnica" e
2) la "disciplina dei centri di raccolta dei rifiuti urbani conferiti in maniera differenziata".
I decreti in parola, trasmessi lo scorso 13 marzo 2008 dal Dicastero dell'Ambiente alla Presidenza del Consiglio dei Ministri faranno partire, una volta in vigore, il sistema di ritiro degli apparecchi giunti a fine vita da parte dei distributori di AEE nella misura di "uno per uno", relativa gestione e conferimento ai centri di raccolta autorizzati poi ad avviarli a recupero e smaltimento.


4.1. Centri raccolta rifiuti. Pubblicato il decreto ministeriale

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 99 del 28 aprile 2008, l'atteso decreto ministeriale 8 aprile 2008 recante la disciplina dei centri di raccolta dei rifiuti urbani conferiti in maniera differenziata, emanato in attuazione dell’art. 183, comma 1, lett cc) del D.Lgs. n. 152/2006.
Il nuovo regolamento è a cavallo tra normativa generale sui rifiuti e normativa speciale sui rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, in quanto permette l'avvio alla completa operatività del D. Lgs. n. 151/2005 in materia di RAEE.
Il decreto stabilisce le modalità per la realizzazione e la gestione dei centri destinati ad accogliere i rifiuti da raccolta differenziata, tra cui la necessità dell'autorizzazione comunale e l'iscrizione all'Albo dei gestori ambientali.

Il soggetto che gestisce il centro di raccolta deve essere iscritto all'Albo nazionale gestori ambientali, nella Categoria 1 «Raccolta e trasporto dei rifiuti urbani» di cui all'art. 8 del decreto del Ministro dell'ambiente 28 aprile 1998, n. 406.
Ai fini dell'iscrizione, il Comitato nazionale dell'Albo gestori ambientali stabilisce con propria delibera, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, i criteri, le modalità e i termini per la dimostrazione della idoneità tecnica, nonchè della capacità finanziaria.
I soggetti gestori di centri di raccolta che sono già iscritti all'Albo gestori ambientali nella Categoria 1 devono integrare l'iscrizione alla Categoria stessa per l'attività «Gestione dei centri di raccolta» e non sono tenuti alla prestazione di ulteriori garanzie finanziarie.
L'iscrizione e' subordinata alla prestazione di idonea garanzia finanziaria secondo quanto disposto dal decreto del Ministro dell'ambiente 8 ottobre 1996, e successive modifiche relativamente alla categoria «raccolta e trasporto di rifiuti urbani e assimilati».
I centri di raccolta che, alla data di entrata in vigore del presente decreto, sono operanti sulla base di disposizioni regionali o di enti locali continuano ad operare e si conformano alle disposizioni del presente decreto entro il termine di sessanta giorni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della delibera del Comitato nazionale dell'Albo gestori ambientali di cui sopra.
I centri di raccolta che, alla data di entrata in vigore del presente decreto, sono autorizzati ai sensi degli articoli 208 o 210 del D. Lgs. n. 152 del 2006 possono continuare ad operare sulla base di tale autorizzazione sino alla scadenza della stessa.
Il testo del decreto viene riportato nei Riferimenti normativi.


5. LUGLIO 2008 - Accordo tra ANCI e Centro di Coordinamento - Tracciata la strada per la corretta gestione dei RAEE nei Comuni Italiani

Con l’Accordo di Programma siglato il 18 luglio 2008 da ANCI e Centro di Coordinamento RAEE viene definito il futuro del sistema nazionale di gestione dei rifiuti derivanti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE).
L’Accordo, alla cui stesura hanno contribuito ANIE, Federambiente e FISE Assoambiente, è stato presentato presso la sede ANCI di Roma da Giorgio Arienti, Presidente del Centro di Coordinamento RAEE e Filippo Bernocchi, Delegato all’Ambiente di ANCI.
Previsto dall’articolo 10, comma 2, lettera a), del D.M. n. 185/2007, l’Accordo ha l’obiettivo di razionalizzare il sistema di raccolta dei RAEE, consentendo il definitivo passaggio di competenze sulla gestione di questa tipologia di rifiuti dai Comuni ai Produttori di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, che se ne fanno carico attraverso i Sistemi Collettivi afferenti al Centro di Coordinamento RAEE.
L’Accordo definisce in dettaglio le modalità e le caratteristiche sia delle attività di competenza dei Centri di Raccolta che del servizio erogato dai Sistemi Collettivi.
Un Comitato Guida ANCI - CdC RAEE verificherà la corretta applicazione delle disposizioni dell’Accordo e ne valuterà eventuali interventi migliorativi.

Per informazioni sono a disposizione dei Comuni:
- per ANCI il Numero Verde 800 090 187
- per il Centro di Coordinamento RAEE il Numero verde 800 903 146
,
- il numero di fax 080 3853549 e
- l’indirizzo di posta elettronica info@cdcraee.it.
(Dal Sito dell'ANCI)

. Se vuoi scaricare il testo dell'accordo di programma tra ANCI e Centro di Coordinamento RAEE, con i relativi allegati, clicca QUI.


6. Iscrizione al Centro coordinamento RAEE

Scade il 30 settembre 2008 il secondo termine per iscriversi al portale del Centro di coordinamento RAEE e ottenere il rimborso di una parte del corrispettivo 2008 (dal 1° gennaio al 31 luglio 2008) per i costi di gestione dei RAEE.
Comuni e gestori di rifiuti che si iscriveranno dopo tale data, infatti, non avranno alcun tipo di rimborso, mentre coloro che hanno effettuato l'iscrizione entro il termine del 31 luglio hanno ottenuto il rimborso dell'intero corrispettivo 2008.
Ricordiamo che l'Accordo di programma dello scorso 18 luglio tra il Centro di coordinamento RAEE e l'ANCI prevede infatti il definitivo passaggio della competenza in materia di gestione di tali rifiuti dai Comuni ai produttori.

. Se vuoi consultare il sito CDR RAEE e scaricare il kit di iscrizione, clicca QUI.


7. Rifiuti di apparecchiature elettriche - Bando per i nuovi centri di raccolta

Comuni, Unioni di Comuni e Consorzi di Comuni hanno tempo fino al 21 settembre 2009 per presentare proposte per l’erogazione di contributi per la realizzazione di nuovi centri di raccolta comunali dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) nelle aree non servite, o per l’adeguamento di quelli esistenti.
Lo prevede l’Avviso pubblico a cura dell’ANCI, Associazione Nazionale Comuni Italiani, pubblicato il 22 giugno 2009 sulla Gazzetta Ufficiale n. 72 - Serie Speciale Contratti pubblici.

. Se vuoi scaricare il bando di gara, clicca QUI.

. Se vuoi approfondire l’argomento, clicca QUI.


8. Nuovi adempimenti entro il 31 DICEMBRE 2009 previsti dal D.L. n. 135/2009, convertito dalla LEGGE N. 166/2009

L’articolo 5 del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135 (in vigore dal 26 settembre 2009), convertito, con modificazioni, dalla legge 20 novembre 2009, n. 166 ha stabilito che - entro il 31 dicembre 2009 - i produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche dovranno comunicare al Registro nazionale dei soggetti obbligati al finanziamento dei sistemi di gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, con le modalità stabilite dal decreto 25 settembre 2007, n. 185, i dati relativi alle quantità ed alle categorie di apparecchiature elettriche ed elettroniche immesse sul mercato negli anni 2007 e 2008.
I medesimi produttori sono, inoltre, tenuti contestualmente a confermare o rettificare il dato relativo alle quantità ed alle categorie di apparecchiature elettriche ed elettroniche immesse sul mercato nell'anno 2006 comunicato al Registro al momento dell'iscrizione.

Al comma 2 del medesimo articolo, si stabilisce, inoltre, che - entro il 31 dicembre 2009 - i sistemi collettivi di gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche o, nel caso di produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche professionali non aderenti a sistemi collettivi, i singoli produttori, dovranno comunicare al Registro nazionale dei soggetti obbligati al finanziamento dei sistemi di gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, con le modalità di cui al citato decreto n. 185 del 2007, i dati relativi al peso delle apparecchiature elettriche ed elettroniche raccolte attraverso tutti i canali, reimpiegate, riciclate e recuperate nel 2008, suddivise secondo l'allegato 1 A del decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151, e per quanto riguarda la raccolta, in domestiche e professionali.


9. GIUGNO 2009 - Apparecchiature elettriche elettroniche - L'Unione europea autorizza l'utilizzo di nuove sostanze pericolose

Il novero delle sostanze pericolose impiegabili nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE) viene ulteriormente allargato dalla Commissione europea.
Con la Decisione n. 2009/443/CE della Commissione del 10 giugno 2009, che modifica, adeguandolo al progresso tecnico, l’allegato della direttiva 2002/95/CE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le esenzioni relative alle applicazioni di piombo, cadmio e mercurio, l’Esecutivo comunitario ha allungato la lista delle sostanze che, in deroga al generale divieto di utilizzo sancito dalla direttiva in parola, possono essere utilizzate nella fabbricazione di apparecchiature elettriche ed elettroniche.
Le nuove deroghe riguardano, in particolare, l’utilizzo di piombo e cadmio in determinate apparecchiature, in quanto sostanze allo stato attuale della tecnologia ancora non utilmente sostituibili con analoghe e meno pericolosi materiali.
Le deroghe seguono quelle già stabilite dall’UE con analoghe e precedenti decisioni (2008/385/CE, 2006/690/CE, 2006/691/CE, 2006/692/CE) e tecnicamente sono state introdotte nel panorama giuridico comunitario attraverso la diretta modifica dell’allegato alla direttiva 2002/95/CE.
Il testo della Decisione UE viene riportato nei Riferimenti normativi.


10. APRILE 2010 - D.M. n. 65/2010 - "Uno contro uno" sulla gestione dei RAEE

E' stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 102 del 4 maggio 2010, il Decreto Ministeriale 8 marzo 2010, n. 65, recante "Regolamento recante modalità semplificate di gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) da parte dei distributori e degli installatori di apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE), nonché dei gestori dei centri di assistenza tecnica di tali apparecchiature".

Il D.Lgs. n. 151 del 2005 richiede ai distributori ed ai negozianti di assicurare, al momento della fornitura di una nuova apparecchiatura elettrica ed elettronica destinata ad un nucleo domestico, il ritiro gratuito, in ragione di uno contro uno (a fronte, cioè, dell’acquisto di un nuovo prodotto analogo), dell’apparecchiatura usata.
Tale obbligo è diventato operativo dal 18 giugno 2010.
I RAEE “usati” e ritirati dai privati devono essere trasportati presso i centri di raccolta (di cui all'articolo 6, comma 1, del decreto legislativo 151/2005) con cadenza mensile e, comunque, quando il quantitativo raggruppato raggiunge complessivamente i 3500 Kg.
Il raggruppamento dei RAEE deve essere effettuato presso il punto di vendita del distributore o presso altro luogo risultante dalla comunicazione di cui all'articolo 3 del Regolamento in oggetto, in luogo idoneo, non accessibile a terzi e pavimentato.
I RAEE devono essere protetti dalle acque meteoriche e dall'azione del vento a mezzo di appositi sistemi di copertura anche mobili e raggruppati avendo cura di tenere separati i rifiuti pericolosi, nel rispetto della disposizione di cui all'articolo 187, comma 1, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.
E' necessario, inoltre, che il distributore garantisca l'integrità delle apparecchiature, adottando tutte le precauzioni atte ad evitare il deterioramento delle stesse e la fuoriuscita di sostanze pericolose.
I distributori che effettuano il raggruppamento adempiono all'obbligo di tenuta del registro di carico e scarico mediante la compilazione, all'atto del ritiro, di uno schedario numerato progressivamente, conforme al modello di cui all'Allegato I del Regolamento semplificativo, dal quale risultino il nominativo e l'indirizzo del consumatore che conferisce il rifiuto e la tipologia dello stesso. Tale schedario dovrà essere conservato per tre anni dalla data dell'ultima registrazione.
Il trasporto (di cui all’ art. 2, comma 1, lettere a) e c) del regolamento) è accompagnato da un documento di trasporto conforme al modello di cui all'allegato II del Regolamento semplificativo, numerato e redatto in tre esemplari. Le attività di raccolta e trasporto dei RAEE domestici (di cui agli articoli 1 e 2 del regolamento) sono effettuate previa iscrizione in un'apposita sezione dell'Albo Nazionale Gestori Ambientali di cui all'articolo 212 del decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152.

I distributori, compresi coloro che effettuano televendite o vendite elettroniche, hanno, inoltre, l'obbligo di informare i consumatori sulla gratuità del ritiro, con modalità chiare e di immediata percezione, anche tramite avvisi posti nei locali commerciali con caratteri facilmente leggibili.
Il testo del decreto viene riportato nei Riferimenti normativi.


11. MARZO 2016 - RAEE - In arrivo il decreto che stabilisce le regole per il ritiro "uno contro zero"

Il Ministero dell’Ambiente ha firmato nei giorni scorsi il decreto interministeriale recante “Modalità semplificate per lo svolgimento delle attività di ritiro gratuito da parte dei distributori di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) di piccolissime dimensioni, nonché requisiti tecnici per lo svolgimento del deposito preliminare alla raccolta presso i distributori e per il trasporto, ai sensi dell’art. 11, commi 3 e 4 del d.lgs. n. 49 del 2014”.
Il regolamento, in sostanza, disciplina il ritiro gratuito dei RAEE di piccolissime dimensioni (al di sotto dei 25 cm).
La normativa proposta trova un precedente specifico ed un criterio ispiratore nel decreto 8 marzo 2010, n. 65, riguardante, però, il ritiro da parte dei distributori delle apparecchiature elettriche ed elettroniche secondo il criterio dell’ “uno contro uno”, a differenza, perciò, del criterio previsto nel regolamento in questione, che è quello dell’ “uno contro zero”.

Il provvedimento, che nella stesura definitiva ha implementato le principali richieste di modifica che il Consiglio di Stato aveva suggerito nel parere n. 02750/2015 del 6 ottobre 2015, regola, in conformità a quanto previsto dall’articolo 11, comma 4, del decreto legislativo 14 marzo 2014, n. 49, disciplina le modalità semplificate per il ritiro gratuito, da parte dei distributori, dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) di piccolissime dimensioni, provenienti dai nuclei domestici e conferiti dagli utilizzatori finali, senza obbligo di acquisto di apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE) di tipo equivalente (criterio di ritiro dell’uno contro zero).

. Se vuoi scaricare il testo dello schema di decreto ministeriale, clicca QUI.

. Se vuoi scaricare il testo del Parere del Consiglio di Stato, clicca QUI.


12. 7 LUGLIO 2016 - RAEE - Pubblicato il decreto che stabilisce le regole per il ritiro "uno contro zero"

E’ stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 157 del 7 luglio 2016, il Decreto 31 maggio 2016, n. 121, recante “Regolamento recante modalità semplificate per lo svolgimento delle attività di ritiro gratuito da parte dei distributori di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) di piccolissime dimensioni, nonchè requisiti tecnici per lo svolgimento del deposito preliminare alla raccolta presso i distributori e per il trasporto, ai sensi dell'articolo 11, commi 3 e 4, del decreto legislativo 14 marzo 2014, n. 49”.
Il presente decreto - in vigore dal 22 luglio 2016 - disciplina le modalità semplificate per il ritiro gratuito, da parte dei distributori, dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) di piccolissime dimensioni, provenienti dai nuclei domestici e conferiti dagli utilizzatori finali, senza obbligo di acquisto di apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE) di tipo equivalente (criterio di ritiro dell'uno contro zero) e in particolare definisce:
a) le procedure per il conferimento dei RAEE di piccolissime dimensioni, così come definiti all’articolo 4, comma 1, lettera f), del decreto legislativo n. 49 del 2014, da parte degli utilizzatori finali;
b) i requisiti tecnici per allestire il luogo di ritiro all’interno dei locali del punto vendita del distributore o in prossimità immediata di essi;
c) i requisiti tecnici e le modalità per lo svolgimento del deposito preliminare alla raccolta dei RAEE ritirati ai sensi della lettera a);
d) i requisiti tecnici per il trasporto dei RAEE di piccolissime dimensioni dal deposito preliminare alla raccolta di cui alla lettera c) fino ad un centro di raccolta oppure ad un impianto di trattamento.
I “RAEE provenienti dai nuclei domestici” sono “i RAEE originati dai nuclei domestici e i RAEE di origine commerciale, industriale, istituzionale e di altro tipo, analoghi, per natura e quantità, a quelli originati dai nuclei domestici. I rifiuti delle AEE che potrebbero essere usate sia dai nuclei domestici che da utilizzatori diversi dai nuclei domestici sono in ogni caso considerati RAEE provenienti dai nuclei domestici” (art. 4, comma 1, lett. l), D.Lgs. n. 49/2014).

I profili di maggiore importanza del decreto riguardano:
- l’esplicita esclusione dell’attività di ritiro secondo il criterio dell’uno contro zero dall’obbligo di autorizzazione ai sensi della Parte IV del d.lgs. n. 152 del 2006;
- la definizione delle modalità per il ritiro dei RAEE di piccolissime dimensioni, nonché delle caratteristiche tecniche per l’allestimento del deposito preliminare alla raccolta degli stessi;
- un regime semplificato per l’adempimento dell’obbligo di tenuta del registro di carico e scarico, che viene sostituito dall’obbligo di compilazione di un modulo, il fac-simile è allegato al decreto;
- un regime semplificato per l’obbligo di redazione dei formulari di trasporto, attraverso la compilazione di un modulo, il cui fac-simile è allegato al decreto;
- una procedura semplificata di iscrizione all’Albo dei gestori ambientali ai fini del trasporto effettuato dal distributore”.

Il decreto, secondo quanto stabilito all’art. 2, si applica nei confronti dei distributori, così come definiti all’articolo 4, comma 1, lettera h) nonché dalla lettera i) del decreto legislativo n. 49 del 2014, nei seguenti casi:
a) distributori con superficie di vendita di AEE al dettaglio di almeno 400 mq, obbligati ai sensi dell’articolo 11, comma 3 del decreto legislativo n. 49 del 2014 ad effettuare il ritiro dei RAEE di piccolissime dimensioni provenienti dai nuclei domestici secondo il criterio dell’uno contro zero;
b) distributori con superficie di vendita di AEE al dettaglio inferiore a 400 mq che, pur non essendo obbligati, intendano effettuare il ritiro dei RAEE di piccolissime dimensioni provenienti dai nuclei domestici secondo il criterio dell’uno contro zero; c) distributori che effettuano vendite mediante tecniche di comunicazione a distanza ai sensi dell’articolo 22, comma 2 del decreto legislativo n. 49 del 2014 che, pur non essendo obbligati, intendano effettuare il ritiro dei RAEE di piccolissime dimensioni provenienti dai nuclei domestici secondo il criterio dell’uno contro zero.

Il ritiro dei RAEE provenienti dai nuclei domestici diversi da quelli di piccolissime dimensioni restano disciplinati ai sensi dell’articolo 11, commi 1 e 2 del D.Lgs. 14 marzo 2014, n. 49, dal decreto ministeriale 8 marzo 2010, n. 65.
Sono esclusi dall’ambito di applicazione del presente decreto i RAEE professionali, così come definiti all’articolo 4, comma 1, lettera m) del decreto legislativo n. 49 del 2014.
I distributori possono rifiutare il ritiro di un RAEE di piccolissime dimensioni nel caso in cui questo rappresenti un rischio per la salute e la sicurezza del personale per motivi di contaminazione o qualora il rifiuto in questione risulti in maniera evidente privo dei suoi componenti essenziali e se contenga rifiuti diversi dai RAEE. In tal caso il conferimento è effettuato ai sensi dell’articolo 12, comma 4, del D.Lgs. n. 49 del 2014.

Il ritiro gratuito dei RAEE di piccolissime dimensioni provenienti dai nuclei domestici e' effettuato all'interno dei locali del punto di vendita del distributore, ovvero in un luogo situato in prossimita' immediata dello stesso, purche' di pertinenza del punto vendita (art. 5, comma 1).

I RAEE di piccolissime dimensioni, ritirati nel rispetto di quanto previsto dall'articolo 5, sono raggruppati presso il deposito allestito ai sensi del comma 2 in attesa della loro raccolta. I distributori che gia' effettuano il ritiro dei RAEE secondo le modalita' dell'«uno contro uno» possono utilizzare il medesimo deposito preliminare per la raccolta dei RAEE secondo il criterio dell'«uno contro zero» (art. 6, comma 1).

I distributori che effettuano la vendita mediante tecniche di comunicazione a distanza, comprese la televendita e la vendita elettronica, ai sensi dell'articolo 22, comma 2, del decreto legislativo 14 marzo 2014, n. 49, qualora effettuino il ritiro dei RAEE di piccolissime dimensioni provenienti dai nuclei domestici secondo il criterio dell'«uno contro zero», si possono avvalere, del luogo di ritiro e del luogo di deposito preliminare alla raccolta gia' allestito da un altro distributore che non operi mediante tecniche di comunicazione a distanza; ovvero provvedono ad organizzare direttamente tali attivita' in conformita' alla diposizioni del presente decreto (art. 8, comma 1).
Il testo del decreto con i suoi due allegati viene riportato nei Riferimenti normativi.


13. 12 AGOSTO 2016 - RAEE - Previsti contributi economici per favorire lo sviluppo di nuove tecnologie di recupero, riciclaggio e trattamento

E’ stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 188 del 12 agosto 2016, il Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare 25 luglio 2016, recante “Misure volte a promuovere lo sviluppo di nuove tecnologie per il trattamento e il riciclaggio dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche”.
Il provvedimento, previsto dal comma 10 dell’art. 19 del D.Lgs. n. 49 del 14 marzo 2014, prevede l’emanazione di “provvedimenti attributivi di contributi, economici”, a soggetti pubblici e privati, singoli o associati, operanti nella filiera di gestione dei RAEE e Istituti universitari e di ricerca, diretti a finanziare interventi di sviluppo di nuove tecnologie di recupero, riciclaggio e trattamento dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE).
Successivamente saranno anche definiti i criteri, le modalità, le procedure per l'accesso ai contributi economici e le risorse stanziate annualmente dalla Direzione Generale per i rifiuti e l'inquinamento del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.
Gli interventi per i quali sarà possibile richiedere i contributi economici dovranno essere finalizzati all'implementazione tecnologica per il raggiungimento degli obiettivi di recupero minimi previsti nell'Allegato V del D.Lgs. n. 49 del 2014 e dovranno offrire la migliore soluzione tecnologica sotto il profilo tecnico, economico e ambientale.
A titolo esemplificativo gli interventi dovranno essere orientati a:
- massimizzare la quantità di materia recuperabile o riciclabile in uscita dagli impianti di recupero, riciclaggio e trattamento dei RAEE;
- ottimizzare il consumo energetico dei processi di recupero, riciclaggio e trattamento dei RAEE;
- ridurre i tempi e il numero delle fasi dei processi di recupero, riciclaggio e trattamento dei RAEE;
- ridurre i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori
.
Tra gli interventi non sono contemplate le innovazioni tecnologiche riguardanti le attività preliminari al recupero, tra cui la cernita e il deposito.
Il testo del decreto con i suoi due allegati viene riportato nei Riferimenti normativi.



RACCOLTA E TRATTAMENTO DEI RIFIUTI DI APPARECCHIATURE DI ILLUMINAZIONE

1. LE APPARECCHIATURE DA ILLUMINAZIONE

Gli "Apparecchi da illuminazione" sono una delle 10 categorie che rientrano nell'ambito di applicazione del D. Lgs. n. 151/2005.
Nell’allegato 1A del Decreto, al punto 5°, si fa riferimento ad “apparecchiature di illuminazione”, mentre nel secondo Allegato sono menzionate, per quanto riguarda le apparecchiature di illuminazione, le seguenti tipologie di prodotti:
❚ apparecchi di illuminazione;
❚ tubi fluorescenti, lineari e non;
❚ lampade fluorescenti compatte non integrate;
❚ lampade fluorescenti compatte integrate a risparmio di energia;
❚ lampade a scarica ad alta intensità, ad alta o bassa pressione.

I rifiuti di apparecchiature di illuminazione, siano questi sorgenti luminose o apparecchi di illuminazione, intercettati dal sistema di raccolta, confluiscono tutti presso appositi impianti di riciclaggio.
La prima fase del riciclo comporta lo stoccaggio dei rifiuti all’interno dell’impianto, dove i beni a fine vita raccolti vengono suddivisi in base alla caratteristiche di ciascun prodotto.
Una volta divisi, i rifiuti di illuminazione sono organizzati e ordinati in appositi pallet e successivamente destinati al processo di riciclo.
All’interno dei rifiuti di illuminazione, i quantitativi maggiormente recuperati sono quelli delle sorgenti luminose.
Attraverso tecnologie all’avanguardia e strumenti di ultima generazione, è possibile recuperare e riciclare quasi il 99% delle componenti presenti all’interno delle lampade fluorescenti.
Il trattamento e riciclo delle sorgenti luminose viene attualmente effettuato attraverso due metodologie, che utilizzano tecnologie differenti: taglio e separazione dei componenti la prima, frantumazione e separazione la seconda.

Nel caso degli apparecchi di illuminazione, vale a dire i lampadari, il trattamento segue processi differenti rispetto alle sorgenti luminose.
Composti in prevalenza da componenti plastiche e metalliche, gli apparecchi di illuminazione subiscono specifici processi di smontaggio e separazione delle parti, attraverso cui è possibile recuperare quantità considerevoli dei materiali presenti nella componente elettronica e nei supporti.
I processi di riciclo e trattamento dei rifiuti di apparecchiature di illuminazione consentono di recuperare quantitativi considerevoli di materiali, pari a circa il 90% dell’intero prodotto, pensando così ad una loro successiva reintroduzione nel mercato.


2. Soggetti coinvolti nella raccolta

Il Decreto Legislativo n. 151/2005 individua tre categorie di soggetti cui vengono attribuiti oneri specifici all’interno del sistema di raccolta:
i produttori, i soggetti con maggiori obblighi, cui compete la pianificazione e gestione di sistemi di raccolta;
i Comuni, categoria quantitativamente maggiore (8.101), cui la legge impone l’allestimento gratuito di centri di raccolta dei RAEE domestici;
i distributori, cui compete per legge il ritiro gratuito del prodotto usato all’atto dell’acquisto di uno nuovo.


3. Il Consorzio ECOLAMP

Il Consorzio Ecolamp, per il recupero e lo smaltimento di apparecchiature di illuminazione, è stato costituito il 19 ottobre del 2004 per volontà delle principali aziende del settore illuminotecnico nazionale.
Scopo del Consorzio è l’implementazione di un sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti derivanti da apparecchiature di illuminazione, oltre che la corretta informazione e sensibilizzazione su questo argomento, nel pieno rispetto del Decreto Legislativo 151 del 2005.

. Se vuoi visitare il sito del Consorzio ECOLAMP, clicca QUI.


4. APPROFONDIMENTI

- Si riporta il testo di un contributo, a cura di Luca Bernardi, dal titolo:
. Raccolta e trattamento delle apparecchiature di illuminazione.


5. Nuovo adempimento entro il 16 SETTEMBRE 2009

E' stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 151 del 2 luglio 2009, il decreto 12 maggio 2009, che individua le "Modalità di finanziamento della gestione dei rifiuti di apparecchiature di illuminazione da parte dei produttori delle stesse".
Questo decreto, che è entrato in vigore il 17 luglio 2009, ha un impatto sul Registro A.E.E. in quanto stabilisce che gli apparecchi di illuminazione sono suddivisi in fasce legate al loro peso e aggiunge che i produttori di apparecchi di illuminazione dovranno comunicare al Registro dei Produttori di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, – e quindi entro il 16 settembre 2009 - la fascia o le fasce di appartenenza, indicando altresì, nel caso di appartenenza a più fasce, il numero di pezzi immessi sul mercato nazionale per ciascuna fascia.
I produttori di apparecchiature da illuminazione, che si sono iscritte al registro per la tipologia di apparecchiatura codificata con il numero 5.1 e hanno comunicato il dato relativo ai pezzi e al peso complessivo, dovranno modificare i dati comunicati al momento dell’iscrizione, indicando il peso e il numero di pezzi immessi sul mercato nazionale relativamente ad ogni fascia.

Il periodo di riferimento è il medesimo dei dati comunicati al momento dell’iscrizione:
• se il produttore era attivo nel 2006 dovrà fornire i dati relativi alle quantità, ripartite tra i nuovi apparecchi, immesse sul mercato nel 2006;
• se il produttore ha cominciato ad immettere apparecchiature classificate con il 5.1 solo nel 2007 dovrà fornire i dati relativi alle quantità, ripartite tra i nuovi apparecchi, immesse sul mercato nel 2007;
• se il produttore ha cominciato ad immettere apparecchiature classificate con il 5.1 successivamente al 2007 si dovrà limitare a specificare quale apparecchiatura ha cominciato ad immettere sul mercato.
Il produttore che ha immesso sul mercato apparecchiature di illuminazione classificate con il codice 5.1 dovrà quindi ripartire la quantità in relazione alla fascia di peso unitario delle apparecchiature stesse:
a) fascia 1: <= 2 kg;
b) fascia 2: > 2 kg e < 8 kg;
c) fascia 3: >= 8 kg
.

La pratica di variazione va inserita dal sito impresa.gov.it.

A fronte della presentazione della pratica il produttore dovrà versare i diritti di segreteria (30,00 euro) e l’imposta di bollo (14,62 euro).
Il testo del decreto viene riportato nei Riferimenti normativi.

. Se vuoi scaricare il manuale per la comunicazione dei dati sulle apparecchiature di illuminazione suddivise per fasce, clicca QUI.


RIFERIMENTI E APPROFONDIMENTI

. Se vuoi accedere al sito dedicato ai RAEE e scaricare le varie guide operative, clicca QUI.

. Se vuoi accedere al sito per effettuare la comunicazione annuale, clicca QUI.


RIFERIMENTI NORMATIVI
NORMATIVA COMUNITARIA

. Direttiva 2002/95/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 27 gennaio 2003 sulla restrizione dell’uso di determinate sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche.

- DIRETTIVA 2002/96/CE del Parlamento e del Consiglio del 27 gennaio 2003 sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE).

. Direttiva 2003/108/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio dell’ 8 dicembre 2003 che modifica la Direttiva 2002/96/CE sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE).

. Decisione n. 2009/443/CE della Commissione del 10 giugno 2009, che modifica, adeguandolo al progresso tecnico, l’allegato della direttiva 2002/95/CE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le esenzioni relative alle applicazioni di piombo, cadmio e mercurio.

. Garante europeo della protezione dei dati - Parere del 14 aprile 2010 - Parere del Garante europeo della protezione dei dati in merito alla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE).

- DIRETTIVA 2011/65/UE del Parlamento europeo e del Consiglio dell’8 giugno 2011 sulla restrizione dell’uso di determinate sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche.

- DIRETTIVA 2012/19/UE del Parlamento e del Consiglio del 4 luglio 2012 sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE).


RIFERIMENTI NORMATIVI
NORMATIVA NAZIONALE

- D. Lgs. 25 luglio 2005, n. 151: Attuazione delle direttive 2002/95/CE e 2003/108/CE, relative alla riduzione dell'uso di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche, nonchè allo smaltimento dei rifiuti. (Decreto ABROGATO dall'art. 42, comma 2, lett. a) del D.Lgs. n. 49/2014, ad eccezione dell'articolo 6, comma 1-bis, dell'articolo 10, comma 4, dell'articolo 13, comma 8, dell'articolo 15, commi 1 e 4, e dell'articolo 20, comma 4).

. Se vuoi scaricare il testo aggiornato - in vigore fino al 12 aprile 2014 - dal sito NORMATTIVA, clicca QUI.


- Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio - Circolare del 23 giugno 2006: Immissione sul mercato di apparecchiature elettriche ed elettroniche di cui all'articolo 5 del decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151.

. D.M. 25 settembre 2007: Istituzione del Comitato di vigilanza e di controllo sulla gestione dei RAEE, ai sensi dell'articolo 15, comma 1, del decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151.

. D.M. 25 settembre 2007, n. 185: Istituzione e modalità di funzionamento del registro nazionale dei soggetti obbligati al finanziamento dei sistemi di gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), costituzione e funzionamento di un centro di coordinamento per l'ottimizzazione delle attività di competenza dei sistemi collettivi e istituzione del comitato d'indirizzo sulla gestione dei RAEE, ai sensi degli articoli 13, comma 8, e 15, comma 4, del decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151.

. D.M. 8 aprile 2008: Disciplina dei centri di raccolta dei rifiuti urbani raccolti in modo differenziato, come previsto dall'articolo 183, comma 1, lettera cc) del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modifiche.

. D.M. 12 maggio 2009: Modalità di finanziamento della gestione dei rifiuti di apparecchiature di illuminazione da parte dei produttori delle stesse.

. D.L. 25 settembre 2009, n. 135: Disposizioni urgenti per l'attuazione di obblighi comunitari e per l'esecuzione di sentenze della Corte di giustizia delle Comunità europee. Art. 5.
. Legge 20 novembre 2009, n. 166: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135, recante disposizioni urgenti per l'attuazione di obblighi comunitari e per l'esecuzione di sentenze della Corte di giustizia delle Comunità europee. Art. 5.

. D.M. 8 marzo 2010, n. 65: Regolamento recante modalita' semplificate di gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) da parte dei distributori e degli installatori di apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE), nonche' dei gestori dei centri di assistenza tecnica di tali apparecchiature.
. D.M. 8 marzo 2010, n. 65 - ALLEGATI.

Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio - Albo Nazionale Gestori Ambientaili - Deliberazione del 19 maggio 2010, n. 1: Iscrizione all’Albo nazionale gestori ambientali ai sensi del decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con i Ministri dello sviluppo economico e della salute 8 marzo 2010, n. 65, recante modalità semplificate per la gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) da parte dei distributori e degli installatori di apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE), nonché dei gestori dei centri di assistenza tecnica di tali apparecchiature.

. D.M. 21 febbraio 2013: Modifica dell'allegato 5 del decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151 recante: «Attuazione delle direttive 2002/95/CE, 2002/96/CE e 2003/108/CE, relative alla riduzione dell'uso di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche, nonche' allo smaltimento dei rifiuti».
. D.M. 21 febbraio 2013 - ALLEGATO.

. D.Lgs. 4 marzo 2014, n. 27: Attuazione della direttiva 2011/65/UE sulla restrizione dell'uso di determinate sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche.
. D.Lgs. 4 marzo 2014, n. 27 - ALLEGATO I - Categorie di AEE disciplinate dal presente decreto.
. D.Lgs. 4 marzo 2014, n. 27 - ALLEGATO II - Sostanze con restrizioni d’uso di cui all’articolo 4, comma 1, e valori delle concentrazioni massime tollerate per peso nei materiali omogenei.
. D.Lgs. 4 marzo 2014, n. 27 - ALLEGATO III - Applicazioni esentate dalle restrizioni di cui all’articolo 4, comma 1.
. D.Lgs. 4 marzo 2014, n. 27 - ALLEGATO IV - Applicazioni che beneficiano di un’esenzione dalla restrizione di cui all’articolo 4, comma 1, specifica per i dispositivi medici e gli strumenti di monitoraggio e controllo.
. D.Lgs. 4 marzo 2014, n. 27 - ALLEGATO V - Domanda di concessione, revoca e proroga di esenzioni di cui all’articolo 5.
. D.Lgs. 4 marzo 2014, n. 27 - ALLEGATO VI - Dichiarazione UE di conformità.

. D.Lgs. 14 marzo 2014, n. 49: Attuazione della direttiva 2012/19/UE sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE).
. D.Lgs. 14 marzo 2014, n. 49 - ALLEGATO I - Categorie di AEE rientranti nell’ambito di applicazione del presente decreto nel periodo indicato nell'articolo 2, comma 1, lettera a).
. D.Lgs. 14 marzo 2014, n. 49 - ALLEGATO II - Elenco indicativo di AEE che rientrano nelle categorie dell'Allegato I.
. D.Lgs. 14 marzo 2014, n. 49 - ALLEGATO III - Categorie di AEE rientranti nell’ambito di applicazione del presente decreto nel periodo indicato nell'articolo 2, comma 1 , lettera b).
. D.Lgs. 14 marzo 2014, n. 49 - ALLEGATO IV - Elenco non esaustivo di AEE che rientrano nelle categorie di cui all'Allegato III.
. D.Lgs. 14 marzo 2014, n. 49 - ALLEGATO V - OBIETTIVI DI RECUPERO MINIMI DI CUI ALL'ARTICOLO 15.
. D.Lgs. 14 marzo 2014, n. 49 - ALLEGATO VI - REQUISITI MINIMI PER LE SPEDIZIONI.
. D.Lgs. 14 marzo 2014, n. 49 - ALLEGATO VII - MODALITA' DI GESTIONE DEI RAEE NEGLI IMPIANTI DI TRATTAMENTO DI CUI ALL’ARTICOLO 18, COMMA 2.
. D.Lgs. 14 marzo 2014, n. 49 - ALLEGATO VIII - REQUISITI TECNICI DEGLI IMPIANTI DI TRATTAMENTO DI CUI ALL’ARTICOLO 18, COMMA 2 DEL PRESENTE DECRETO.
. D.Lgs. 14 marzo 2014, n. 49 - ALLEGATO IX - SIMBOLO PER LA MARCATURA DELLE APPARECCHIATURE ELETTRICHE ED ELETTRONICHE DI CUI ALL’ARTICOLO 28.
. D.Lgs. 14 marzo 2014, n. 49 - ALLEGATO X - INFORMAZIONI PER LA REGISTRAZIONE E LE COMUNICAZIONI DI CUI ALL'ARTICOLO 29.

. DECRETO 17 giugno 2016: Tariffe per la copertura degli oneri derivanti dal sistema di gestione dei rifiuti delle apparecchiature elettriche ed elettroniche. (Testo completo pubblicato sulla Gazzetta Uffciale edizione cartacea).
. DECRETO 17 giugno 2016: Tariffe per la copertura degli oneri derivanti dal sistema di gestione dei rifiuti delle apparecchiature elettriche ed elettroniche.
. DECRETO 17 giugno 2016 - ALLEGATO 1 - Tariffe per la copertura degli oneri derivanti dalle attività di monitoraggio svolte da ISPRA sul raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata e recupero dei RAEE di cui all'art. 14, comma 3 e 19, comma 9, del D.Lgs. n. 49 del 2014.
. DECRETO 17 giugno 2016 - ALLEGATO 2 - Tariffe per la copertura degli oneri di tenuta del Registro mazionale dei soggetti obbligati al trattamento dei RAEE di cui all'art. 29 del D.Lgs. n. 49 del 2014.
. DECRETO 17 giugno 2016 - ALLEGATO 3 - Tariffe per la copertura degli oneri derivanti dal funzionamento del Comitato di bigilanza e controllo e del Comitato di indirizzo sulla gestione dei RAEE di cui agli artcioli 35 e 36 del D.Lgs. n. 49 del 2014.

. Decreto 31 maggio 2016, n. 121: Regolamento recante modalità semplificate per lo svolgimento delle attività di ritiro gratuito da parte dei distributori di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) di piccolissime dimensioni, nonchè requisiti tecnici per lo svolgimento del deposito preliminare alla raccolta presso i distributori e per il trasporto, ai sensi dell'articolo 11, commi 3 e 4, del decreto legislativo 14 marzo 2014, n. 49.
. Decreto 31 maggio 2016, n. 121 - ALLEGATO 1 - Modulo di annotazione dei RAEE di piccolissime dimensioni trasportati dal luogo di ritiro al deposito preliminare.
. Decreto 31 maggio 2016, n. 121 - ALLEGATO 2 - Documento semplificato di trasporto dei RAEE di piccolissime dimensioni ritirati dal distributore con modalita' "uno contro zero".

. DECRETO 10 giugno 2016, n. 140: Regolamento recante criteri e modalita' per favorire la progettazione e la produzione ecocompatibili di AEE, ai sensi dell'articolo 5, comma 1 del decreto legislativo 14 marzo 2014, n. 49, di attuazione della direttiva 2012/19/UE sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE).

. DECRETO 25 luglio 2016: Misure volte a promuovere lo sviluppo di nuove tecnologie per il trattamento e il riciclaggio dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche.

. DECRETO 3 marzo 2017: Attuazione delle direttive delegate della Commissione europea 2016/585/UE del 12 febbraio 2016 nonche' 2016/1028/UE e 2016/1029/UE del 19 aprile 2016 di modifica del decreto 4 marzo 2014, n. 27, sulla restrizione di determinate sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche.

. REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2017/699 della Commissione del 18 aprile 2017 che definisce una metodologia comune per il calcolo del peso delle apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE) immesse sul mercato di ciascuno Stato membro e una metodologia comune per il calcolo della quantità in peso dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) prodotti in ciascuno Stato membro

. DECRETO 9 marzo 2017, n. 68: Regolamento concernente le modalita' di prestazione delle garanzie finanziarie da parte dei produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche ai sensi dell'articolo 25, comma 1, del decreto legislativo 14 marzo 2014, n. 49.



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Pubblicato su: 2008-03-15 (6046 letture)

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