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LEGGI FINANZIARIE - LEGGI DI STABILITA' - LEGGI DI BILANCIO





LA LEGGE FINANZIARIA e LA LEGGE DI STABILITA'

1. LA LEGGE FINANZIARIA - Quadro normativo e contenuti

La cosiddetta "legge finanziaria" (chiamata anche semplicemente "finanziaria") è una legge ordinaria recante, secondo una formula ricorrente "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato", insieme a quella di bilancio, è il principale documento giuridico previsto dall'ordinamento della Repubblica italiana per regolare la vita economica del Paese.

In particolare, mentre la legge di bilancio è lo strumento previsto dall'art. 81 della Costituzione attraverso il quale il Governo comunica al Parlamento le spese e le entrate della vigente legislatura, con la legge finanziaria il Governo ha la facoltà di introdurre delle innovazioni normative in materia di entrate e di spesa, fissando anche il tetto massimo dell'indebitamento dello Stato.

La legge finanziaria deve essere presentata dal Governo al Parlamento entro il 30 settembre.
Il Parlamento ha tempo di esaminarla ed emendarla entro il 31 dicembre.
Tuttavia, la Costituzione all’art. 81, comma 2, stabilisce che è possibile superare il limite del 31 dicembre per non più di quattro mesi (cioè entro il 30 aprile), ma solo con legge apposita che conceda l’esercizio provvisorio del bilancio (contenendosi per ciascun mese nei limiti di un dodicesimo della spesa dell’anno precedente).
A seguito dell'approvazione da parte del Parlamento, la legge finanziaria regola la vita economica del Paese nell'arco di un anno solare.
Gli obiettivi economici su un periodo più lungo sono invece definiti dal Governo nel Documento di programmazione economica finanziaria (DPEF).

Dal 2003 la legge finanziaria, nel linguaggio ufficiale, viene anche denominata "legge di stabilità". Infatti, l'introduzione di elementi di federalismo nell'ordinamento degli enti locali territoriali (realizzata dalla riforma costituzionale del 2001), richiede che l'attività finanziaria statale venga coordinata con quella locale. Pertanto, la nuova legge di stabilità deve ogni anno adottare norme di coordinamento della finanza pubblica dei vari livelli di governo, allo scopo di rispettare i requisiti di convergenza economico-finanziaria imposti dal trattato di Maastricht.

Nella legge finanziaria per l'anno 2008 è stato aggiunto il "collegato sul welfare" (contenente norme su previdenza, lavoro e competitività).

Nella legge finanziara deve essere specificato:
- il saldo netto da finanziare, ovvero il disavanzo tra spese e entrate finali;
- il saldo del ricorso al mercato, ossia il deficit complessivo da coprire mediante prestiti;
- l'importo dei fondi speciali di bilancio;
- l'importo massimo per il rinnovamento dei contratti del pubblico impiego;
- gli stanziamenti per il rifinanziamento di spese in conto capitale previste da leggi in vigore;
- le previsione di spesa a lungo termine, le quali vengono a ricollegarsi con le risorse disponibili in ogni anno
.


1.1. Tutte le leggi finanziarie dal 1978 al 2009

• Finanziaria 1979 - Legge 21 dicembre 1978, n. 843 (G.U. n. 361 del 29/12/1978)
• Finanziaria 1980 - Legge 24 aprile 1980, n. 146 (G.U. n. 115 del 28/4/1980)
• Finanziaria 1981 - Legge 30 marzo 1981, n. 119 (G.U. n. 97 dell'8/4/1981)
• Finanziaria 1982 - Legge 26 aprile 1982, n. 181 (G.U. n. 113 del 26/4/1982)
• Finanziaria 1983 - Legge 26 aprile 1983, n. 130 (G.U. n. 116 del 9/4/1983)
• Finanziaria 1984 - Legge 27 dicembre 1983, n. 730 (G.U. n. 354 del 28/12/1983)
• Finanziaria 1985 - Legge 22 dicembre 1984, n. 887 (G.U. n. 356 del 29/12/1984)
• Finanziaria 1986 - Legge 28 febbraio 1986, n. 41 (G.U. n. 49 del 28/2/1986)
• Finanziaria 1987 - Legge 22 dicembre 1986, n. 910 (G.U. n. 301 del 30/12/1986)
• Finanziaria 1988 - Legge 11 marzo 1988, n. 67 (G.U. n. 61 del 14/3/1988)
• Finanziaria 1989 - Legge 24 dicembre 1988, n. 541 (G.U. n. 304 del 29/12/1988)
• Finanziaria 1990 - Legge 27 dicembre 1989, n. 407 (G.U. n. 302 del 29/12/1989)
• Finanziaria 1991 - Legge 29 dicembre 1990, n. 405 (G.U. n. 303 del 31/12/1990)
• Finanziaria 1992 - Legge 31 dicembre 1991, n. 415 (G.U. n. 305 del 31/12/1991)
• Finanziaria 1993 - Legge 23 dicembre 1992, n. 500 (G.U. n. 304 del 29/12/1992)
• Finanziaria 1994 - Legge 24 dicembre 1993, n. 538 (G.U. n. 303 del 28/12/1993)
• Finanziaria 1995 - Legge 23 dicembre 1994, n. 725 (G.U. n. 304 del 30/12/1994)
• Finanziaria 1996 - Legge 28 dicembre 1995, n. 550 (G.U. n. 302 del 29/12/1995)
• Finanziaria 1997 - Legge 23 dicembre 1996, n. 663 (G.U. n. 303 del 28/12/1996)
• Finanziaria 1998 - Legge 27 dicembre 1997, n. 450 (G.U. n. 302 del 30/12/1997)
• Finanziaria 1999 - Legge 23 dicembre 1998, n. 449 (G.U. n. 302 del 29/12/1998)
• Finanziaria 2000 - Legge 23 dicembre 1999, n. 488 (G.U. n. 302 del 27/12/1999)
• Finanziaria 2001 - Legge 23 dicembre 2000, n. 388 (G.U. n. 302 del 29/12/2000)
• Finanziaria 2002 - Legge 28 dicembre 2001, n. 448 (G.U. n. 301 del 29/12/2001)
• Finanziaria 2003 - Legge 27 dicembre 2002, n. 289 (G.U. n. 305 del 31/12/2002)
• Finanziaria 2004 - Legge 24 dicembre 2003, n. 350 (G.U. n. 299 del 27/12/2003)
• Finanziaria 2005 - Legge 30 dicembre 2004, n. 311 (G.U. n. 306 del 31/12/2004)
• Finanziaria 2006 - Legge 23 dicembre 2005, n. 266 (G.U. n. 302 del 29/12/2005)
• Finanziaria 2007 - Legge 27 dicembre 2006, n. 296 (G.U. n. 299 del 27/12/2006)
• Finanziaria 2008 - Legge 24 dicembre 2007, n. 244 (G.U. n. 300 del 28/12/2007)
• Finanziaria 2009 - Legge 22 dicembre 2008, n. 203 (G.U. n. 303 del 30/12/2008)
• Finanziaria 2010 - Legge 23 dicembre 2009, n. 191 (G.U. n. 302 del 30/12/2009)


2. L. n. 196/2009 - LA LEGGE DI STABILITA' - Manovra triennale di finanza pubblica

2.1. La legge di stabilità e la legge di bilancio dal 2010 al 2016

La legge di stabilità ha sostituito - dal 2010 - la legge finanziaria ed è parte, insieme alla legge di bilancio, della manovra di finanza pubblica prevista su base triennale.
Per effetto del disposto di cui all'art. 11, della legge 31 dicembre 2009, n. 196 (Legge di contabilità e finanza pubblica) - pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 303 del 31 dicembre 2009 - la legge di stabilità e la legge di bilancio compongono la manovra triennale di finanza pubblica.
La legge di stabilità, insieme alla legge di bilancio, costituisce la manovra di finanza pubblica per il triennio di riferimento e rappresenta lo strumento principale di attuazione degli obiettivi programmatici definiti con la Decisione di finanza pubblica. Essa sostituisce la legge finanziaria e rispetto a quest'ultima prevede novità sia in ordine ai tempi di presentazione sia in merito ai contenuti.
Il disegno di legge di stabilità viene presentato in Parlamento entro il 15 ottobre (in passato era il 30 settembre), un mese dopo la data di presentazione della Decisione di finanza pubblica.
La legge di stabilità dispone annualmente il quadro di riferimento finanziario per il periodo compreso nel bilancio pluriennale e provvede, per il medesimo periodo, alla regolazione annuale delle grandezze previste dalla legislazione vigente al fine di adeguarne gli effetti finanziari agli obiettivi.
La legge di stabilità contiene esclusivamente norme tese a realizzare effetti finanziari con decorrenza nel triennio considerato dal bilancio pluriennale. Essa non può contenere norme di delega o di carattere ordinamentale ovvero organizzatorio, né interventi di natura localistica o microsettoriale.

La legge di stabilità presenta un contenuto più snello rispetto a quello della precedente legge finanziaria. Restano escluse dal suo contenuto le norme a carattere ordinamentale o organizzatorio, anche qualora esse si caratterizzino per un rilevante miglioramento dei saldi; le norme di delega nonché quelle relative ad interventi di natura localistica o micro settoriale.
Gli interventi di sostegno e sviluppo dell'economia dovranno trovare collocazione in appositi disegni di legge collegati, e pertanto al di fuori della legge di stabilità.

. Se vuoi scaricare il testo della legge n. 196/2009 dal sito NORMATTIVA, clicca QUI.


2.2. Le leggi di stabilità dal 2010 al 2016

• Legge di stabilità 2011 - Legge 13 dicembre 2010, n. 220 (G.U. n. 297 del 21/12/2010)
• Legge di stabilità 2012 - Legge 12 novembre 2011, n. 180 (G.U. n. 265 del 14/11/2011)
• Legge di stabilità 2013 - Legge 24 dicembre 2012, n. 228 (G.U. n. 302 del 29/12/2012)
• Legge di stabilità 2014 - Legge 27 dicembre 2013, n. 147 (G.U. n. 302 del 27/12/2013 - Suppl. Ord. n. 87)
• Legge di stabilità 2015 - Legge 23 dicembre 2014, n. 190 (G.U. n. 300 del 29/12/2014 - Suppl. Ord. n. 99)
• Legge di stabilità 2016 - Legge 30 dicembre 2015, n. 208 (G.U. n. 302 del 30/12/2015 - Suppl. Ord. n. 70)


3. L. n. 163/2016 - DALLA LEGGE DI STABILITA' ALLA LEGGE DI BILANCIO

3.1. La riforma della struttura del bilancio dello Stato e le modifiche alla L. n. 196 del 2009 - Dal 2017 la nuova legge di bilancio manda in soffitta la legge di stabilità - Mutano i tempi della sezzione di bilancio - Ampliati i contenuti del DEF

Con il DECRETO LEGISLATIVO 12 maggio 2016, n. 90, recante "Completamento della riforma della struttura del bilancio dello Stato, in attuazione dell'articolo 40, comma 1, della legge 31 dicembre 2009, n. 196" (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.125 del 30 maggio 2016 ed entrato in vigore il 14 giugno 2016) si porta a compimento la riforma della struttura del bilancio dello Stato con particolare riguardo alla riorganizzazione dei programmi di spesa e delle missioni e alla programmazione delle risorse, assicurandone una maggiore certezza, trasparenza e flessibilita', nel rispetto dei principi e criteri direttivi di cui all'articolo 40, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196.

Con la LEGGE 4 agosto 2016, n. 163, recante "Modifiche alla legge 31 dicembre 2009, n. 196, concernenti il contenuto della legge di bilancio, in attuazione dell'articolo 15 della legge 24 dicembre 2012, n. 243" (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 198 del 25 agosto 2016 e in vigore dal 9 settembre 2016), per effetto dell'art. 2, commi 1 e 2, viene, rispettivamente, abrogato l'art. 11 e modificato l'art. 18 della legge 31 dicembre 2009, n. 196 (Legge di contabilità e finanza pubblica).

Prima si chiamava “Legge Finanziaria”, poi si è chiamata “Legge di Stabilità”; dal 2017 si chiamerà “Legge di Bilancio”, ma a cambiare non sarà solo il nome, ma soprattutto la sostanza e le tempistiche per l’adozione.
La legge n. 163 del 2016 prevede l'aggiornamento delle regole contabili previste dall'attuale legge di contabilità e finanza pubblica (legge n. 196 del 31 dicembre 2009) con l’obiettivo principale di integrare in un unico provvedimento i contenuti degli attuali disegni di legge di bilancio e di stabilità.. Con la legge n. 163/2016 si passa, pertanto, dal tradizionale schema normativo di finanza pubblica fondato sulla preparazione di due distinti provvedimenti (legge di stabilità e legge di bilancio) a uno schema basato su un unico provvedimento (legge di bilancio) che, oltre alle poste contabili, potrà contenere disposizioni che integrano o modificano la legislazione di entrata o di spesa, incorporando in tal modo gli attuali contenuti della legge di stabilità.
In estrema sintesi, la nuova legge di bilancio viene articolata in due sezioni: la prima assorbe in gran parte i contenuti dell'attuale legge di stabilità; la seconda sezione è invece dedicata alle previsioni di entrata e di spesa.

Le novità più importanti attengono alla tempistica e all’unificazione dei due disegni di legge. I contenuti restano sostanzialmente immutati.
La nuova legge di bilancio, che sarà applicata già dalla sessione di bilancio 2016, sarà composta da due sezioni:
. la prima sezione conterrà le misure finalizzate a realizzare gli obiettivi programmatici di finanza pubblica (in pratica si tratta dei contenuti della precedente legge di stabilità);
- la seconda sezione conterrà le previsioni di entrata e di spesa, espresse in termini di competenza e di cassa, formate sulla base della legislazione vigente; pur ricalcando l’attuale contenuto del bilancio di previsione, essa assume un contenuto sostanziale, potendo incidere direttamente (attraverso rimodulazioni, rifinanziamenti, definanziamenti o riprogrammazioni) sugli stanziamenti previsti a legislazione vigente; in questa sezione dovranno essere recepite anche le modifiche apportate dal Parlamento alle norme della prima sezione; l’approvazione definitiva del disegno di legge di bilancio sarà preceduta da una nota di variazione che il governo dovrà presentare alle Camere.

La tempistica viene modificata in due punti:
- la presentazione della nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (DEF) passa dal 20 al 27 settembre per consentire di inserirvi i dati di finanza pubblica aggiornati sulla base di quelli notificati dall’Istat alla Commissione europea entro il 30 settembre:
- la presentazione del disegno di legge di bilancio al Parlamento slitta, di conseguenza, dal 15 al 20 ottobre.

Le novità della riforma riguardano, inoltre, le relazioni a corredo dei documenti di finanza pubblica e che hanno ad oggetto, rispettivamente, gli indicatori di benessere equo e sostenibile e il bilancio di genere ed il superamento delle clausole di salvaguardia e da ultimo gli strumenti finanziari.
Gli indicatori di benessere equo e sostenibile (BES)
Si tratta di un allegato al DEF, presentato dal Ministro dell’economia alle Camere, entro il 15 febbraio di ogni anno, che riguarda l’andamento, nell’ultimo triennio, e le previsioni di sviluppo degli indicatori di benessere equo e sostenibile (BES) selezionati dall’ISTAT.
Questa relazione rappresenta una sorta di rivoluzione culturale nel sistema del bilancio poiché consentirà di valutare come incide nella società la manovra di politica economica.

Ricapitolando, i nuovi termini entro cui, annualmente, dovranno essere presentati i documenti del ciclo di bilancio saranno i seguenti:
- 27 settembre - Nota di aggiornamento al Documento Economia e Finanza (DEF);
- 15 ottobre - Documento Programmatico di Bilancio alle Camere e alla Commissione Europea (DPB)
- 20 ottobre - Disegno di legge di bilancio alle Camere;
- 15 febbraio - Relazione sull’andamento degli indicatori di Benessere Equo e Sostenibile (BES).

. Se vuoi scaricare il testo della L. n. 163/2016 dal sito NORMATTIVA, clicca QUI.

. Se vuoi scaricare il testo aggiornato della L. n. 196/2009 dal sito NORMATTIVA, clicca QUI.


3.2. Le LEGGI DI BILANCIO dal 2017 in poi

• Legge di bilancio 2017 - Legge 11 dicembre 2016, n. 232 (G.U. n. 297 del 21/12/2016 - Suppl. Ord. n. 57)



LA LEGGE DI BILANCIO 2017 E IL BILANCIO PLURIENNALE PER IL TRIENNIO 2017 - 2019

1. 15 OTTOBRE 2016 - Varata dal Consiglio dei Ministri la Legge di bilancio 2017

La nuova Legge di Bilancio 2017 è stata presentata dal premier Matteo Renzi nel corso del Consiglio dei Ministri n. 136 del 15 ottobre 2016.
Tante le novità e conferme contenute nelle slide con cui il Governo Renzi ha illustrato la nuova Manovra 2017 da 26,5 miliardi di euro, 2 miliardi in più di quanto preventivato.

. Se vuoi scaricare il testo delle slide di presentazione del bilancio 2017 #passodopopasso, clicca QUI.

. Se vuoi scaricare il testo della bozza di disegngo di legge di bilancio 2017, clicca QUI.


2. OTTOBRE 2016 - Presentata alla Camera la Legge di bilancio 2017 - Iter parlamentare

Il testo del disegno di legge “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019”, approvato dal Consiglio dei Ministri il 15 ottobre 2016 con formula salvo intese, è arrivato alla Camera il 24 ottobre ed è in lavorazione da parte della Commissione Bilancio, che prevede di completare l'esame entro il 4 dicembre (data del referendum costituzionale).
Dal 5 dicembre il disegno di legge dovrebbe passare all'esame della Camera e successivameente all'esame del Senato.
L’approvazione definitiva della Legge di Bilancio dovrebbe avvenire negli ultimi giorni di dicembre, e comunque entro il 31 dicembre.

. Se vuoi scaricare il testo del disegno di legge "Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019" presentato alla Camera il 29 ottobre 2016, clicca QUI.


3. 25 - 28 NOVEMBRE 2016 - La Camera vota la questione di fiducia e approva la Legge di bilancio 2017

La Camera, con 348 voti a favore e 144 contrari, ha votato la questione di fiducia sull'approvazione, senza emendamenti ed articoli aggiuntivi, dell'articolo 1 del disegno di legge: Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019 (C. 4127-bis-A).
L'Assemblea quindi ha concluso l'esame degli articoli e degli ordini del giorno presentati.

In data 28 novembre 2016, la Camera, dopo aver approvato la nota di variazioni, ha approvato il disegno di legge: Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019 (C. 4127-bis-A). Il provvedimento passa ora all'esame del Senato.

. Se vuoi scaricare il testo del disegno di legge approvato dalla Camera, clicca QUI.

. Se vuoi approfondire i contenuti del disegno di legge di bilancio per il 2017, clicca QUI.


4. 7 DICEMBRE 2016 - Il Senato approva in via definitiva la Legge di bilancio 2017

Con 166 voti favorevoli, 70 contrari e un astenuto, il Senato ha approvato in via definitiva il DdL A.S. 2611, recante "Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019".
Un articolo unico con 638 commi.
Si attende ora la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

. Se vuoi accedere al dossier del Senato, clicca QUI.


La LEGGE DI BILANCIO 2017 - Dalla Fondazione studi Consulenti del Lavoro una scheda di lettura sulle novità in materia di lavoro

La Fondazione studi dei consulenti del lavoro ha sintetizzato in una scheda di lettura i contenuti della Legge di Stabilità 2017, in particolare per quanto attiene alle novità in materia di lavoro.
La Fondazione Studi, in linea con quanto fatto con i precedenti provvedimenti, propone una scheda di lettura veloce del provvedimento che analizza comma dopo comma le principali norme in materia di lavoro, anche alla luce dei dossier degli uffici studi del Parlamento.
Il pacchetto pensioni rappresenta la spina dorsale del provvedimento che ha al centro l’APE (anticipo pensionistico). Un provvedimento molto articolato i cui costi per i lavoratori vanno valutati caso per caso.
Inoltre, spiega la Fondazione, sempre in materia di pensioni, viene confermata la 14^ mensilità ai titolari di pensione fino a 1.000 euro mensili e vengono eliminate le penalizzazioni in caso di trattamento pensionistico anticipato. Infine, si potranno cumulare in modo gratuito i periodi di contribuzione versati nelle diverse gestioni pensionistiche.
Numerose poi le novità in tema di welfare e produttività:
- viene innalzato da 2.000 a 3.000 euro (4.000 in caso di coinvolgimento paritetico dei lavoratori) il limite di importo complessivo dei premi di risultato assoggettati all’imposta sostitutiva sul reddito delle persone fisiche e delle addizionali regionali e comunali pari al 10 per cento;
- l’esclusione da ogni forma di tassazione (ordinaria o sostitutiva) dei contributi alle forme pensionistiche complementari, dei contributi di assistenza sanitaria e del valore delle azioni, versati per scelta del lavoratore in sostituzione (totale o parziale) delle somme agevolabili con l’imposta sostitutiva in argomento, anche se eccedenti i limiti indicati per ciascuna forma di contribuzione o di valore dell’offerta delle azioni;
- l’ampliamento della platea dei beneficiari delle disposizioni mediante l’innalzamento da 50.000 a 80.000 euro l’anno.
Il comma 82, inoltre, attribuisce una nuova funzione all’INAIL, facendo cambiare il volto all’Istituto assicuratore. L’INAIL potrà, infatti, sottoscrivere quote di fondi di investimento di tipo chiuso dedicati all’attivazione di start-up innovative ovvero costituire e partecipare a start-up di tipo societario finalizzate all’utilizzazione industriale dei risultati della ricerca, anche con soggetti pubblici e privati.

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5. 21 DICEMBRE 2016 - La Legge di bilancio 2017 sulla Gazzetta Ufficiale

E’ stata pubblicata, sulla Gazzetta Ufficiale n. 297 del 21 dicembre 2016 (Supplemento Ordinario n . 57) la Legge 11 dicembre 2016, n. 232, recante “Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019” (Legge di Bilancio per il 2017).

5.1. Il testo della Legge di Bilancio 2017

- Si riporta il testo della legge n. 232/2016:
. LEGGE 11 dicembre 2016, n. 232: Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019. (Testo pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale edizione on-line),
. LEGGE 11 dicembre 2016, n. 232 - ALLEGATO.
. LEGGE 11 dicembre 2016, n. 232 - ELENCHI.

. LEGGE 11 dicembre 2016, n. 232: Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019. (Testo pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 297 del 21 dicembre 2016 - Supplemento Ordinario n. 57).


5.2. APPROFONDIMENTI sui contenuti e sulle novità introdotte

5.2.1. Novità per la “Nuova Sabatini” - Proroga di due anni per la concessione dei finanziamenti - Dal 2 gennaio riaperto lo sportello per la presentazione delle domande

Ai commi da 52 a 57 viene prevista una proroga di due anni, fino al 31 dicembre 2018, del termine per la concessione dei finanziamenti agevolati per l’acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature da parte delle piccole e medie imprese (cd. “Nuova Sabatini”). Conseguentemente, vengono stanziati 28 milioni di euro per l’anno 2017, 84 milioni di euro per l’anno 2018, 112 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2019 al 2021, 84 milioni di euro per l’anno 2022 e 28 milioni di euro per l’anno 2023 per far fronte agli oneri derivanti dalla concessione dei contributi statali in conto impianti, rapportati agli interessi sui finanziamenti concessi.
Per favorire la transizione del sistema produttivo alla manifattura digitale, sono ammessi alla misura agevolativa gli investimenti in tecnologie, compresi gli investimenti in big data, cloud computing, banda ultralarga, cybersecurity, robotica avanzata e meccatronica, realtà aumentata, manifattura 4D, Radio frequency identification (RFID). Nel corso dell’esame alla Camera tra gli investimenti che danno titolo a beneficiare dei finanziamenti sono stati inseriti i sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti. Per le suddette tipologie di investimenti in tecnologie, il contributo statale in conto impianti è maggiorato del 30 per cento rispetto alla misura massima stabilita dalla disciplina vigente. A tali contributi statali in conto impianti “maggiorati” è riservato dunque il 20 per cento delle risorse statali stanziate dall’articolo in esame; quelle non utilizzate alla data del 30 giugno 2018 nell’ambito della riserva, rientrano nella disponibilità della misura.
Si consente infine un incremento dell’importo massimo dei finanziamenti a valere sul plafond costituito, per la misura in esame, presso Cassa depositi e prestiti S.p.A., fino a 7 miliardi di euro, dagli attuali 5 miliardi
Lo strumento agevolativo cd. “Nuova Sabatini” - istituito dall’art. 2 del D.L. 21 giugno 2013, n. 69 (legge n. 98/2013) è finalizzato a migliorare l’accesso al credito per investimenti produttivi delle piccole e medie imprese.
La misura è rivolta alle micro, piccole e medie imprese operanti in tutti i settori, inclusi agricoltura e pesca, e prevede l’accesso ai finanziamenti e ai contributi a tasso agevolato per gli investimenti (anche mediante operazioni di leasing finanziario) in macchinari, impianti, beni strumentali di impresa e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo, nonché per gli investimenti in hardware, software ed in tecnologie digitali (comma 1, art. 2 del D.L. n. 69/2013).


5.2.2. Icentivi alle ONLUS per favorire la distribuzione gratuita di beni alimentari a fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi

I commi da 59 a 64, introdotti nel corso dell’esame alla Camera, prevedono incentivi per l'acquisto di beni mobili strumentali da parte degli enti pubblici e privati senza scopo di lucro, comprese le ONLUS, per favorire la distribuzione gratuita di prodotti alimentari, di prodotti farmaceutici e di altri prodotti agli indigenti a fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi.
Il comma 59 riconosce ai soggetti di cui all’articolo 1, comma 1, della legge n. 155/2003 (gli enti pubblici e privati senza scopo di lucro, comprese le ONLUS), che acquistano in Italia, anche in locazione finanziaria, beni mobili strumentali utilizzati direttamente ed esclusivamente per le finalità di cui alla medesima legge, ossia a fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi, un contributo fino al 15 per cento del prezzo di acquisto, fino ad un massimo di 3.500 euro annui.
Il comma 60 prevede che il contributo sia corrisposto dal venditore mediante compensazione con il prezzo di acquisto.
Il comma 61 definisce il meccanismo attraverso il quale il contributo si concretizza. In particolare, la norma prevede che le imprese costruttrici o importatrici dei sopra citati beni mobili strumentali rimborsino al venditore l'importo del contributo e lo recuperino sotto forma di credito di imposta per i seguenti versamenti, dovuti dalle imprese stesse anche in acconto, per l'esercizio in cui viene effettuato l'acquisto:
- ritenute dell'imposta sul reddito delle persone fisiche operate in qualità di sostituto d'imposta sui redditi da lavoro dipendente;
- imposta sul reddito delle persone fisiche;
- imposta sul reddito delle società e imposta sul valore aggiunto
.
Il comma 63 autorizza una spesa di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018, al fine di provvedere all'erogazione del credito d’imposta di cui sopra.
Il comma 64 demanda a un decreto di natura non regolamentare del Ministro dello Sviluppo Economico, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge, di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze, la definizione:
- delle modalità per la preventiva autorizzazione all'erogazione dei contributi;
- delle condizioni per la fruizione dei contributi medesimi;
- delle modalità di monitoraggio e di controllo per garantire il rispetto dei limiti di spesa, corrispondenti alla dotazioni annue del fondo, pari come detto, a 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018
.


5.2.3. Novità per le Start-up innovative - Sottoscrizione dell’atto costitutivo con la firma elettronica avanzata autenticata

Il comma 65 integra la disciplina della sottoscrizione dell’atto costitutivo di start-up innovative, prevedendo che esso possa essere sottoscritto, oltre che con firma digitale, anche con firma elettronica avanzata autenticata.
Aggiungendo, infatti, il riferimento all'articolo 25 all'interno dell'articolo 4, comma 10-bis, del decreto-legge 24 gennaio 2015, n. 3, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2015, n. 33, prevede che, al solo fine di favorire l'avvio di attività imprenditoriale e con l'obiettivo di garantire una più uniforme applicazione delle disposizioni in materia di start-up innovative e di incubatori certificati, l'atto costitutivo e le successive modificazioni di start-up innovative possono essere redatti con atto sottoscritto, oltre che con firma digitale, anche con la firma elettronica avanzata autenticata prevista, appunto, dall'articolo 25 del Codice dell'Amministrazione digitale.
Finora, l'atto costitutivo e le successive modificazioni di start-up innovative potevano essere redatti per atto pubblico ovvero per atto sottoscritto con firma digitale (modalità di cui all'articolo 24 del D.Lgs. n. 82 del 2005, Codice dell'amministrazione digitale - CAD).
Con la modifica introdotta, si aggiunge la possibilità di redigere i medesimi atti con la firma autenticata: ai sensi dell'articolo 25 del medesimo CAD, si ha per riconosciuta, ai sensi dell'articolo 2703 del Codice civile, la firma elettronica o qualsiasi altro tipo di firma elettronica avanzata, autenticata dal notaio o da altro pubblico ufficiale a ciò autorizzato.
L'autenticazione della firma elettronica, anche mediante l'acquisizione digitale della sottoscrizione autografa, o di qualsiasi altro tipo di firma elettronica avanzata consiste nell'attestazione, da parte del pubblico ufficiale, che la firma è stata apposta in sua presenza dal titolare, previo accertamento della sua identità personale, della validità dell'eventuale certificato elettronico utilizzato e del fatto che il documento sottoscritto non è in contrasto con l'ordinamento giuridico.
Già attualmente, l'apposizione della firma digitale da parte del pubblico ufficiale ha l'efficacia di cui alla firma digitale. Se al documento informatico autenticato deve essere allegato altro documento formato in originale su altro tipo di supporto, il pubblico ufficiale può allegare copia informatica autenticata dell'originale.


5.2.4. Novità per le Start-up e le PMI innovative - Rafforzati gli incentivi fiscali

I commi da 66 a 69 rafforzano gli incentivi fiscali previsti per i soggetti che investono nel capitale sociale delle Start-up innovative e delle PMI innovative.
Si prevede, in primo luogo, che, a decorrere dall’anno 2017, l’investimento massimo detraibile sarà aumentato a euro 1.000.000,00, mentre il termine minimo di mantenimento dell’investimento detraibile sarà aumentato a tre anni. Inoltre, la percentuale dell'investimento considerata verrà aumentata al 30% del totale.
All’articolo 29 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, si prevedeva che - nel quadriennio 2013 / 2016 - l'investimento massimo detraibile dall’IRPEF - per le persone fisiche che avessero riversato somme nel capitale sociale delle predette imprese, sia per gli investimenti effettuati direttamente che per tramite di organismi di investimento collettivo del risparmio o di altre società che investono prevalentemente in start-up innovative - fosse un'aliquota pari al 19% del totale, non potesse eccedere l'importo di euro 500.000,00 (in ciascun periodo d'imposta) e dovesse essere mantenuto per almeno due anni.
Il comma 66 prevede invece che, a decorrere dall’anno 2017, l’investimento massimo detraibile sia aumentato a euro 1.000.000,00 per le somme "di cui al comma 3". Il termine minimo di mantenimento dell’investimento detraibile è poi aumentato a tre anni.
Il comma 68 modifica l’articolo 4 del D.L. n. 3/2015, al fine di estendere l’ambito applicativo della disciplina sulle PMI innovative. In particolare, viene escluso l’attuale requisito richiesto (operatività inferiore a sette anni delle PMI) ai fini dell’applicazione automatica delle agevolazioni di cui all’art. 29 del D.L. n. 179/2012. Tali agevolazioni, infatti, in caso di PMI innovative sul mercato da più di sette anni, si applicano solo in presenza di ulteriori requisiti indicati nel comma 9-bis dell’art. 4 del quale, peraltro, si prevede la soppressione.
Il comma 69 esonera dal pagamento delle imposte di bollo e dei diritti di segreteria l’atto costitutivo delle start up innovative, laddove si tratti di atto pubblico ovvero di atto sottoscritto con le modalità previste dall'articolo 24 del Codice dell'amministrazione digitale (redatti dal 2015 secondo un modello uniforme adottato con decreto del Ministro dello Sviluppo Economico e così trasmessi al competente ufficio del Registro delle imprese).

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5.2.5. Interventi per l’autoimprenditorialità e per le Start-Up innovative

I commi da 71 a 73 recano, in ordine alle misure agevolative per l'autoimprenditorialità e per le Start-up innovative, nuove destinazioni di risorse, sia di fonte nazionale sia discendenti dal Programma Operativo nazionale (PON); si prevede il coinvolgimento di INVITALIA, del Ministero dello Sviluppo Economico e delle Regioni.
Il comma 71 autorizza nel biennio la spesa di 95 milioni di euro (47,5 nel 2017 e 47,5 nel 2018) per il finanziamento delle iniziative relative all'autoimprenditorialità (di cui al Titolo I, Capo 0I, del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 185).
Esse costituiscono un complesso di incentivi, destinati prevalentemente ai giovani ed alle donne, ai fini della costituzione di imprese di piccola dimensione o ai fini di ampliamenti aziendali: si prevedono mutui agevolati per gli investimenti, a un tasso pari a zero, della durata massima di 8 anni e di importo non superiore al 75 per cento della spesa ammissibile, ai sensi e nei limiti della disciplina unionale sugli aiuti d'importanza minore ("de minimis").
Le predette risorse sono iscritte nello stato di previsione del Momnistero dello Sviluppo Economico per essere successivamente accreditate su un conto corrente infruttifero, intestato all’Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa S.p.A. (denominata INVITALIA) ed all'uopo dedicato.
All'erogazione dei finanziamenti agevolati per gli interventi per le start-up innovative, ai sensi del comma 72, la dotazione del Fondo per la crescita sostenibile è incrementata della somma di 47,5 milioni di euro per l’anno 2017 e di 47,5 milioni di euro per l’anno 2018: essa andrà destinata al sostegno alla nascita e allo sviluppo delle predette imprese, di cui al decreto 24 settembre 2014 del Ministero dello sviluppo economico.

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5.2.6. Investimenti in Start-up da parte dell’INAIL

I commi 82 e 83 prevedono forme di investimento da parte dell'INAIL in favore del settore delle imprese start up innovative. In particolare, si prevede che l'INAIL, previa adozione di un apposito regolamento, da sottoporre all’approvazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e del Ministero dell'Economia e delle Finanze, possa sottoscrivere quote di fondi comuni di investimento di tipo chiuso, dedicati all’attivazione di Start up innovative (come disciplinate dagli artt. da 25 a 32 del D.L. 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla L. 17 dicembre 2012, n. 221, e successive modificazioni), ovvero costituire e partecipare - anche con soggetti pubblici e privati, italiani e stranieri - a Start up di tipo societario, intese all’utilizzazione industriale dei risultati della ricerca ed aventi quale oggetto sociale, esclusivo o prevalente, lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi di alto valore tecnologico, anche rivolte alla realizzazione di progetti in settori tecnologici altamente strategici.
I singoli atti di sottoscrizione di quote dei fondi suddetti o di costituzione e partecipazione alle società summenzionate sono subordinati ad autorizzazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di intesa con il Ministero dell'Economia e delle Finanze.
Per lo svolgimento delle attività in esame, l'INAIL opera nell'àmbito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.


5.2.7. Istituita la FONDAZIONE HUMAN TECHNOPOLE - Al via un nuovo progetto scientifico

I commi 116-123 prevedono la istituzione di una nuova Fondazione per la creazione di un’infrastruttura di interesse nazionale, a carattere scientifico e di ricerca applicata alle scienze per la vita, diretta a realizzare uno specifico progetto denominato “Human Technopole”, all’interno dell’area Expo Milano 2015.
In particolare, il comma 116 dispone l’istituzione di una Fondazione per la creazione di una infrastruttura scientifica e di ricerca, di interesse nazionale, a carattere multidisciplinare ed integrato nei settori della salute, della genomica, dell’alimentazione e della scienza dei dati e delle decisioni, volta altresì alla realizzazione di un progetto scientifico e di ricerca denominato “Human Technopole” (HT).
La finalità specificamente prevista è quella di incrementare gli investimenti pubblici e privati nei settori della ricerca applicata alla prevenzione e alla salute. Questa finalità deve essere coerente con il Programma nazionale per la ricerca (PNR).
Membri fondatori il Ministero dell'economia e delle finanze, il Ministero della salute e il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, ai quali viene attribuita la vigilanza sulla Fondazione (comma 117).
Il comma 118 stabilisce la predisposizione, da parte del Comitato di coordinamento già previsto al D.P.C.M. del 16 settembre 2016, di uno schema di statuto della Fondazione, da approvare con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta dei Ministeri membri fondatori.
Lo statuto dovrà stabilire la denominazione della Fondazione e disciplinare, tra gli altri compiti, la partecipazione alla Fondazione di altri enti pubblici e privati, oltre alle modalità con cui tali soggetti possono partecipare finanziariamente al progetto scientifico HT.


5.2.8. Nuove risorse per la realizzazione di ciclovie turistiche

Il comma 144, introdotto nel corso dell’esame alla Camera, attribuisce ulteriori risorse per la progettazione e la realizzazione di un sistema nazionale di ciclovie turistiche, nonché per la progettazione e la realizzazione di ciclostazioni e di interventi concernenti la sicurezza della circolazione ciclistica cittadina, ad integrazione di quanto stanziato ai sensi dell’articolo 1, comma 640, della legge n. 208 del 2015.
Il comma 145 precisa che i progetti finanziati a valere su tali risorse saranno individuati con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.
Al fine di realizzare gli interventi descritti sono attribuite risorse per 13 milioni di euro per l'anno 2017, di 30 milioni di euro per l'anno 2018 e di 40 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2019 al 2024.
Le norme in commento si pongono quindi in continuità con quanto stabilito dall’articolo 1, comma 640, della legge n. 208/2015 (legge di stabilità 2016) che aveva assegnato 17 milioni di euro per l’anno 2016 e 37 milioni di euro per gli anni 2017 e 2018 per le finalità sopra indicate.
Si segnala inoltre che, in materia di mobilità ciclistica, sono in corso di esame i seguenti provvedimenti legislativi:
a) la proposta di legge C. 2305 “Disposizioni per lo sviluppo della mobilità in bicicletta e la realizzazione della rete nazionale di percorribilità ciclistica” rispetto alla quale è stato concluso l’esame in sede referente e, dopo la discussione generale svoltasi nella giornata del 17 ottobre 2016, è stato deliberato, nella seduta del 19 ottobre 2016, il rinvio in Commissione IX;
b) il testo unificato dei progetti di legge delega per la riforma del codice della strada (T. U. C. 731 e C. 1588), approvato dalla Camera dei deputati il 9 ottobre 2014 ed attualmente all'esame del Senato (S. 1638) che contiene anche principi di delega in materia di mobilità ciclistica;
c) l’A.C. 72 e abbinate, concernente “Norme per la tutela e la valorizzazione del patrimonio ferroviario in abbandono e la realizzazione di una rete della mobilità dolce” che contiene anche alcune norme in tema di mobilità ciclistica.


5.2.9. Riduzione dell’aliquota contributiva iscritti gestione separata INPS

Il comma 165 prevede la riduzione a regime dell’aliquota contributiva dovuta dai lavoratori autonomi (titolari di posizione fiscale ai fini dell'Imposta sul Valore Aggiunto) iscritti alla gestione separata INPS (di cui all'articolo 2, comma 26, della L. 335/1995) in misura pari al 25%. Per effetto di tale riduzione, l’aliquota risulta essere minore di quattro punti percentuali (25% in luogo del 29%), per il 2017, e di otto punti percentuali (25% in luogo del 33%) a decorrere dal 2018.
Ricordiamo che attualmente la disciplina in materia (articolo 10-bis del D.L. 192/2014) prevede che l’aliquota contributiva, di cui all'articolo 1, comma 79, della L. 247/2007, per i lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata INPS (non iscritti ad altre gestioni di previdenza obbligatoria, né pensionati) sia pari al 27% per il biennio 2014-2015, al 28% per il 2016 e al 29% per il 2017.
A decorrere dal 2018, l’articolo 2, comma 57, della L. 92/2012, ha stabilito un’aliquota pari al 33%.

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5.2.10. Esonero contributivo per coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali

I commi 344-345 riconoscono un esonero contributivo triennale (da riconoscersi nel limite massimo delle norme europee sugli aiuti de minimis) per coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, con età inferiore a 40 anni, che hanno effettuato l’iscrizione nella previdenza agricola nel 2016 con aziende ubicate nei territori montani e nelle aree agricole svantaggiate o che la effettueranno nel corso del 2017.
L’esonero (che consiste nella dispensa dal versamento del 100% dell'accredito contributivo presso l'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia ed i superstiti, e che non è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigente) è riconosciuto, ferma restando l'aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche, per un periodo massimo di 36 mesi, decorsi i quali viene riconosciuto in una percentuale minore per ulteriori complessivi 24 mesi (per la precisione nel limite del 66% per i successivi 12 mesi e nel limite del 50% per un periodo massimo di ulteriori 12 mesi).
Sono escluse dall’esonero le nuove iscrizioni relative a coltivatori diretti e a imprenditori agricoli professionali che nell’anno 2016 siano risultati già iscritti nella previdenza agricola.
Si prevede, infine, il monitoraggio dell’I.N.P.S. del numero delle nuove iscrizioni e delle conseguenti minori entrate contributive, inviando relazioni mensili al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al Ministero dell'economia e delle finanze.
Il comma 345 prevede che le richiamate disposizioni si applichino nei limiti previsti dai regolamenti (UE) 1407/2013 e 1408/2013, concernenti i cosiddetti aiuti de minimis da parte degli Stati membri.


5.3. IFEL - ANCI - Legge di bilancio 2017 - Nota di lettura delle norme di interesse degli Enti locali

IFEL - ANCI, dopo la pubblicazione della legge n. 232/2016 (legge di bilancio 2017), hanno redatto un documento dal titolo "Nota di lettura delle norme di interesse degli enti locali".

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LA LEGGE DI STABILITA' 2016 E IL BILANCIO PLURIENNALE PER IL TRIENNIO 2016 - 2018

1. 15 OTTOBRE 2015 - Il Governo vara la Legge di Stabilità 2016

1.1. 15 OTTOBRE 2015 - Il Governo vara la Legge di Stabilità 2016

Il Consiglio dei ministri del 15 ottobre 2015 ha approvato i seguenti due provvedimenti:
- DISEGNO DI LEGGE: Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2016);
- DISEGNO DI LEGGE: Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2016 e bilancio pluriennale per il triennio 2016-2018.

Le principali tematiche sui cui interverrà la manovra, come confermato da Palazzo Chigi, sono quattro:
1) la cosiddetta “Italia forte” che comprende, tra le altre misure: la cancellazione della tassa sulla prima casa, l’Imu agricola e la tassa sugli imbullonati; la previsione dei super-ammortamenti per gli investimenti delle imprese al 140%; l’abbassamento delle tasse per le imprese; la facoltà dei Comuni di spendere l’avanzo di amministrazione e i soldi in cassa per i lavori già conclusi.
2) La cosiddetta “Italia semplice” comprensiva, tra le altre misure, di: innalzamento del tetto massimo per l’uso del contante a 3mila euro; lotta all’evasione grazie a fatturazione elettronica e strumenti telematici; contrasto all’evasione sul canone Rai; Partite Iva e facilitazioni per il lavoro autonomo.
3) La cosiddetta “Italia giusta” contenente: la lotta alla povertà infantile; le tutele per la disabilità; l’innalzamento no tax area per la platea dei pensionati.
4) La cosiddetta “Italia orgogliosa” tra cui: la previsione di 500 docenti universitari in tutta Italia per i rispettivi meriti; la leva di archeologi e giovani diplomatici; il Piano straordinario per la ricerca con 1000 nuovi ricercatori.

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1.2. 25 OTTOBRE 2015 - La Legge di Stabilità 2016 depositata in Senato

Il 25 ottobre 2015 sono stati presentati al Senato i seguenti disegni di legge:
- n. 2111 - "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016)";
- n. 2112 - "Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2016 e bilancio pluriennale per il triennio 2016-2018".

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1.3. 20 NOVEMBRE 2015 - Il Senato vota la fiducia

Il 20 novembre 2015 il Senato ha approvato, con 164 voti favorevoli, 116 contrari e 2 astenuti, il maxiemendamento interamente sostitutivo del DdL di stabilità 2016 (A.S. n. 2111), sul quale il Governo aveva posto la questione di fiducia.
Dopo l'approvazione della Nota di variazioni, è stato dato il via libera anche al DdL di "Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2016 e bilancio pluriennale per il triennio 2016-2018" (DdL n. 2112), con 154 voti favorevoli, 6 contrari e 8 astenuti.
I testi passano all'esame della Camera dei deputati.

Tante sono le novità contenute nel maxiemendamento governativo, che ha sostituito il DDL originario recependo gli emendamenti approvati in commissione, che vanno a toccare vari aspetti della manovra.

1) Confermata l’abolizione dell’IMU e della TASI sulle abitazioni principali; l’esenzione, ora, viene estesa anche ai contratti in comodato ai parenti in linea retta entro il primo grado, che la adibiscono ad abitazione principale e che non possiedono un altro immobile ad uso abitativo in Italia e a condizione che il contratto sia registrato, che il comodante abbia adibito nel 2015 lo stesso immobile come abitazione principale e che non possieda un altro immobile ad uso abitativo in Italia.

2) Confermata l’estensione alla TASI dell’esenzione già prevista per l’IMU su case assegnate al coniuge, alloggi sociali, abitazioni delle coop a proprietà indivisa e case dei dipendenti delle forze armate.

3) Previsto, inoltre, lo sconto IMU del 25% per i proprietari di una seconda casa messa in affitto a canone concordato.

4) Previsto un ampliamento delle agevolazioni prima casa ai fini dell’imposta di registro. In particolare, si prevede l'applicazione dell'aliquota agevolata del 2% anche se il contribuente compra una nuova abitazione prima di vendere il precedente immobile (già oggetto di agevolazione).
Il beneficio spetterà a condizione che detto immobile venga alienato entro un anno dalla data dell'atto di acquisto.

5) Confermato anche l’emendamento che concede ai Comuni la possibilità di vedere “salve” le delibere in materia di TASI/IMU/TARI, approvate dopo il 31 luglio 2015 ma entro il 30 settembre 2015.

6) Introdotta un'imposta sostitutiva per gli imprenditori individuali che, alla data del 31 ottobre 2015, possiedono beni immobili strumentali per loro natura.
Sarà possibile estromettere tali beni dal patrimonio dell'impresa, con effetto già dal 2016, attraverso il pagamento di un'imposta sostitutiva, da applicare alla differenza tra il valore normale dei beni e il relativo valore fiscalmente riconosciuto.
I contribuenti interessati dovranno esercitare l'opzione entro il 31 maggio 2016.

7) Rivalutazione terreni e partecipazioni. Cade la distinzione, ai fini delle aliquote, tra rivalutazione dei terreni e delle partecipazioni (qualificate o no).
Con la nuova tornata, si applicherà l’aliquota dell’8%.
Inoltre, per gli immobili rivalutati ai sensi della legge n. 342/2000 i maggiori valori iscritti in bilancio si considereranno fiscalmente riconosciuti con effetto dal periodo di imposta in corso alla data del 1° dicembre 2017.

8) Il canone RAI verrà addebitato nella bolletta dell’energia elettrica in 10 rate mensili, addebitate sulle fatture emesse dall’impresa elettrica, aventi scadenza del pagamento successiva alla scadenza delle rate.
Le rate, ai fini dell’inserimento in fattura, si intendono scadute il primo giorno di ciascuno dei mesi da gennaio ad ottobre.
Inoltre, l’importo delle rate sarà indicato in maniera separata nella fattura e viene specificato che non sarà soggetto a tassazione.
Tenendo conto dei tempi tecnici necessari, per questo primo anno, il primo pagamento verrà inserito nella fattura emessa dopo il 1° luglio 2016, chiaramente, cumulativo di tutte le rate scadute.
Inoltre, previsto l’innalzamento per gli “over 75” dagli attuali 6.700 euro a 8.00 euro della soglia di esenzione dal canone.

9) In materia di lavoro, viene prorogato, per il 2016, il congedo obbligatorio per il padre lavoratore dipendente, da fruirsi entro i cinque mesi dalla nascita del figlio e quello concesso, in alternativa, alla madre che si trovi in astensione obbligatoria.

10) Sempre in materia di lavoro si segnala una nuova agevolazione per i lavoratori altamente qualificati residenti all'estero che hanno già scelto di tornare a lavorare in Italia. Infatti, chi lo ha fatto tra il 1° marzo e il 6 ottobre 2015 potrà continuare ad applicare le agevolazioni di cui alla legge n. 238/2010, per gli anni 2016 e 2017.
In particolare, è prevista la tassazione, ai fini IRPEF, del 20% del reddito per le donne e del 30% per gli uomini.
In alternativa, sarà possibile optare per il nuovo meccanismo incentivante previsto da decreto internazionalizzazione (D.Lgs. n. 147/2015), con le modalità che saranno definite con un provvedimento dell'Agenzia delle entrate di prossima emanazione.

11) Novità assoluta: vengono introdotte una serie di misure per promuovere la costituzione e favorire la diffusione di società chiamate "società benefit", che nell'esercizio di una attività economica, oltre allo scopo di dividerne gli utili, perseguono una o più finalità di beneficio comune e operano in modo responsabile, sostenibile e trasparente nei confronti di persone, comunità, territori e ambiente, beni ed attività culturali e sociali, enti e associazioni ed altri portatori di interesse (art. 1, commi dal 198 al 206).

12) Tra le altre novità si segnalano, infine, le seguenti:
- i professionisti potranno accedere ai fondi strutturali FSE e FERS previsti nella programmazione negoziata per il periodo 2014/2020;
- vengono rivisti al ribasso i compensi ai CAF;
- si aumenta al 5% l’Iva per alcune prestazioni socio-sanitarie fornite dalle coop sociali;
- si ripristina il tetto di mille euro nell’uso del contante per i money transfer.

. Se vuoi scaricare il testo del maxiemendamento presentato dal Governo, clicca QUI.

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Con comunicato del 19 novembre 2015 il Servizio Studi del Senato pubblica la Sintesi del testo e degli emendamenti approvati dalla Commissione bilancio al Disegno di legge stabilità 2016.

. Se vuoi scaricare il testo del documento "Sintesi del testo e degli emendamenti approvati dalla Commissione bilancio", clicca QUI.


1.4. 9 DICEMBRE 2015 - Dalla Camera dei deputati novità sul DdL Stabilità 2016

Con comunicato del 10 dicembre 2015 la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha pubblicato l’aggiornamento del DdL Stabilità 2016 alla data del 9 dicembre 2015.
La commissione Bilancio della Camera dei deputati nelle sedute del 7 e 9 dicembre ha, infatti, approvato alcuni emendamenti al disegno di legge di stabilità 2016 riguardanti commi aggiuntivi 23 bis, 129 bis, 332 bis, 332 ter e modifiche ai commi 209, 214 e 273.

. Se vuoi scaricare il testo del documento, clicca QUI.


1.5. 19 DICEMBRE 2015 - La Camera dei deputati approva la Legge di Stabilità 2016

Il 19 dicembre 2015 è iniziato alla Camera l'esame dei disegni di legge:
- Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2016) (Approvato dal Senato) (C. 3444-A),
- Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2016 e bilancio pluriennale per il triennio 2016-2018 (Approvato dal Senato) (C. 3445-A) e
- la prima Nota di variazioni al Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2016 e bilancio pluriennale per il triennio 2016-2018 (C. 3445-bis).

In tarda notte, con 297 voti a favore, 93 contrari e 4 astenuti, la Camera ha approvato, in seconda lettura, la legge di stabilità 2016.
La manovra torna ora al Senato per la quarta ed ultima lettura.

Il passaggio alla Camera ha profondamente modificato il DdL rispetto al testo approvato da Senato e ancora di più quello deliberato dal Governo lo scorso 15 ottobre, in particolare con le novità su banche, sicurezza e cultura.
Confermati comunque i punti forti della manovra: dall'abolizione della TASI per tutte le prime case alla cancellazione delle clausole di salvaguardia che avrebbero fatto scattare da gennaio aumenti di Iva e accise per 16,8 miliardi di euro.
In arrivo anche una rivoluzione sul fronte del canone RAI. Gli italiani dal 2016 pagheranno il canone tv direttamente nella bolletta elettrica. Mentre il tetto per i pagamenti in contanti salirà a 3.000 euro dai 1.000 euro attuali tranne alcune eccezioni.

. Se vuoi scaricare il testo dei disegni di legge approvato dalla Camera e conoscere i contenuti della legge di stabilità 2016, clicca QUI.


1.6. 22 DICEMBRE 2015 - Il Senato approva definitivamente la Legge di Stabilità 2016

Il 22 dicembre 2015 l'Assemblea di Palazzo Madama ha approvato, con 162 voti favorevoli e 125 contrari, il disegno di legge di stabilità 2016 (A.S. 2111-B) nel testo licenziato dalla Camera, sul quale il Governo aveva posto la questione di fiducia.
Si definitivo, con 154 voti favorevoli e 9 contrari, al DdL n. 2112-B, sul bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2016 e bilancio pluriennale per il triennio 2016-2018.
Si attende ora la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.


1.7. 30 DICEMBRE 2015 - La Legge di stabilità 2016 sulla Gazzetta Ufficiale

E' stata pubblicata, sulla Gazzetta Ufficiale n. 302 del 30 dicembre 2015 (Supplemento Ordinario n. 70), la Legge 30 dicembre 2015, n. 208, recante “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016)”.


1.7.1. Il testo della legge di Stabilità 2016

- Si riporta il testo della legge n. 208/2015:
. LEGGE 30 dicembre 2015, n. 208: Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2016). (Testo pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale edizione on-line),

. Ripubblicazione del testo della legge 28 dicembre 2015, n. 208, recante: «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016)», corredato delle relative note. (Testo pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 15 del 20 gennaio 2016 - Supplemento Ordinario n. 1).

. Se vuoi scaricare il testo della legge n. 208/2015 (Legge di stabilità 2016) comprensiva degli allegati, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale cartacea, clicca QUI.

. Se vuoi scaricare il testo della legge n. 209/2015 (Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2016 e bilancio pluriennale per il triennio 2016-2018), pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale cartacea, clicca QUI. >


1.7.2. APPROFONDIMENTI sui contenuti e sulle novità introdotte

1) Novità per i promotori e consulenti finanziari - Previsto un Albo unico

L'albo unico dei promotori finanziari di cui all'articolo 31, comma 4, del D-Lgs. n. 58 del 1998 assume la denominazione di «albo unico dei consulenti finanziari».
Nell'albo sono iscritti, in tre distinte sezioni:
- i consulenti finanziari abilitati all'offerta fuori sede,
- i consulenti finanziari autonomi e
- le società di consulenza finanziaria.
Gli agenti di assicurazione persone fisiche iscritti nel Registro unico degli intermediari assicurativi e riassicurativi (RUI), Sezione A, su richiesta sono iscritti nell'albo unico dei consulenti finanziari, nella sezione dei consulenti finanziari abilitati all'offerta fuori sede, purché in possesso dei medesimi requisiti di onorabilità e professionalità previsti per questi ultimi.

Per l'iscrizione all'Albo sarà dovuto, a decorrere dal 1° gennaio 2016, il pagamento della tassa sulle concessioni governative, nell'importo previsto dall'art. 22 della Tariffa (comma 35).

I promotori finanziari di cui all'articolo 31 del D.Lgs. n. 58 del 1998 assumono la denominazione di «consulenti finanziari abilitati all'offerta fuori sede».
I consulenti finanziari di cui all'articolo 18-bis del D.Lgs. n. 58 del 1998 assumono la denominazione di «consulenti finanziari autonomi».
Le funzioni di vigilanza sui promotori finanziari attribuite alla CONSOB dal testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al D.Lgs. n. 58 del 1998, sono trasferite all'organismo di cui all'articolo 31, comma 4, del predetto decreto legislativo, che assume anche le funzioni dell'organismo di cui agli articoli 18-bis, comma 6, e 18-ter, comma 3, del medesimo decreto legislativo nonché la denominazione di «organismo di vigilanza e tenuta dell'albo unico dei consulenti finanziari». Resta ferma la vigente regolamentazione degli obblighi previdenziali degli iscritti all'albo di cui al citato articolo 31, comma 4, del decreto legislativo n. 58 del 1998.
Sono queste le novità introdotte dai commi dal 35 al 48, dell’art. 1, della legge n. 208 del 30 dicembre 2015 (Legge di stabilità 2016).

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2) GESTIONE SEPARATA - Confermata l’aliquota del 27% anche per il 2016

Per i lavoratori autonomi, titolari di posizione fiscale ai fini dell'imposta sul valore aggiunto, iscritti alla gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, che non risultino iscritti ad altre gestioni di previdenza obbligatoria né pensionati, l'aliquota contributiva di cui all'articolo 1, comma 79, della legge 24 dicembre 2007, n. 247, e successive modificazioni, è confermata al 27 per cento anche per l'anno 2016.
Lo stabilisce il comma 203 dell’art. 1, della legge n. 208 del 30 dicembre 2015 (legge di stabilità 2016), in vigore dal 1° gennaio 2016, modificando così quanto stabilito dall’art. 10-bis del D.L. n. 142/2014, convertito dalla L. n. 11/2015 (c.d. “Milleproroghe”).
Ricordiamo, infatti, che il citato articolo 10-bis del D.L. n. 142/2014, convertito dalla L. n. 11/2015 ha sostituito il primo periodo dell’art. 1, comma 744, della legge n. 147/2013 e variato quanto già previsto dall’art. 1, comma 79, della legge 24 dicembre 2007, n. 247, prevedendo che per i lavoratori autonomi, titolari di posizione fiscale ai fini dell'imposta sul valore aggiunto, iscritti alla Gestione separata di cui all’art. 2, comma 26 della legge n. 335/1995, che non risultino iscritti ad altre gestioni di previdenza obbligatoria né pensionati, l'aliquota contributiva, di cui all'art. 1, comma 79 della legge n. 247/2007, e successive modificazioni, “è del 27 per cento per gli anni 2014 e 2015, del 28 per cento per l'anno 2016 e del 29 per cento per l'anno 2017”.

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3) ESPERTI CONTABILI - Cassa nazionale di previdenza

Gli esperti contabili iscritti nella Sezione B Esperti contabili dell'Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, istituito ai sensi della legge 24 febbraio 2005, n. 34, e del decreto legislativo 28 giugno 2005, n. 139, che esercitano la libera professione con carattere di continuità, sono iscritti alla Cassa nazionale di previdenza ed assistenza a favore dei ragionieri e periti commerciali (art. 1, comma 4).


4) NASCONO LE "SOCIETA' BENEFIT"

Da un progetto del Senatore Mauro Del Barba (Disegno di legge n. 1882, presentato il 17 aprile 2015, recante “Disposizioni per la diffusione di società che perseguono il duplice scopo di lucro e di beneficio comune”) la figura della “Società Benefit” ha trovato ora una collocazione definitiva nella Legge di stabilità 2016.
I commi dal 376 al 384, dell'art. 1, sono, infatti, dedicati alla "Società benefit", con lo scopo di "promuovere la costituzione e favorire la diffusione di società ..., che nell'esercizio di una attività economica, oltre allo scopo di dividerne gli utili, perseguono una o più finalità di beneficio comune e operano in modo responsabile, sostenibile e trasparente nei confronti di persone, comunità, territori e ambiente, beni ed attività culturali e sociali, enti e associazioni ed altri portatori di interesse".
Per «Beneficio comune» si intende il perseguimento, nell’esercizio dell’attività economica della società benefit, di uno o più effetti positivi, o la riduzione degli effetti negativi su una o più delle seguenti categorie: persone, comunità, territori e ambiente, beni ed attività culturali e sociali, enti e associazioni ed altri portatori di interesse.

Queste società potranno essere costituite in una qualsiasi forma giuridica prevista nel Codice civile, con particolare riferimento a quelle individuate nel Libro V, Titoli V e VI, nel rispetto della specifica disciplina e avranno come fine, oltre quello di destinare i propri utili ai soci, anche quello di dichiarare nel suo oggetto sociale che tipo di ricadute positive avrà la sua azione sul territorio e sulla comunità dove opera, vincolando quindi le decisioni degli amministratori.

La società benefit è amministrata in modo da bilanciare l'interesse dei soci, il perseguimento delle finalità di beneficio comune e gli interessi delle categorie indicate sopra, conformemente a quanto previsto dallo statuto.
La società benefit, fermo quanto disposto dalla disciplina di ciascun tipo di società prevista dal Codice civile, individua il soggetto o i soggetti responsabili a cui affidare funzioni e compiti volti al perseguimento delle suddette finalità.

Per garantire la trasparenza dell’operato delle società benefit, la società benefit sarà tenuta a redigere annualmente una relazione concernente il perseguimento del beneficio comune, da allegare al bilancio societario e che include:
a) la descrizione degli obiettivi specifici, delle modalità e delle azioni attuati dagli amministratori per il perseguimento delle finalità di beneficio comune e delle eventuali circostanze che lo hanno impedito o rallentato;
b) la valutazione dell’impatto generato utilizzando uno standard di valutazione esterno e che comprende specifiche aree di valutazione;
c) una specifica sezione dedicata alla descrizione dei nuovi obiettivi che la società intende perseguire nell’esercizio successivo
.
La relazione annuale dovrà essere pubblicata nel sito internet della società.
La società benefit che non persegua le finalità di beneficio comune è soggetta alle disposizioni di cui al decreto legislativo 2 agosto 2007, n. 145, in materia di pubblicità ingannevole, e alle disposizioni del Codice del consumo di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206.

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5) ALES incorpora ARCUS – Novità su effetti civilistici, dirette e imposte

Al fine di assicurare risparmi della spesa pubblica e di razionalizzare le società strumentali del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, è disposta la fusione per incorporazione della «Società per lo sviluppo dell'arte, della cultura e dello spettacolo - ARCUS Spa» nella società «ALES - Arte Lavoro e Servizi S.p.A.».
Con un apposito decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, dovrà essere adottato il nuovo statuto della società ALES, che dovrà prevedere, tra l’altro, l'istituzione di un consiglio di amministrazione, con conseguente nomina dei nuovi organi della società.
Entro novanta giorni dall'insediamento, sulla base di requisiti oggettivi e in considerazione dei nuovi compiti della società ALES, il consiglio di amministrazione dovrà adottare un piano di riorganizzazione aziendale e del personale, definendo, compatibilmente con le disponibilità di bilancio, la struttura organizzativa come risultante dalla fusione.
Tale fusione, in deroga all'art. 2504-bis del Codice civile, ha effetto a far data dal quindicesimo giorno successivo all'iscrizione del nuovo statuto della società ALES nel Registro delle imprese.
In tale data, la società ARCUS si estingue, con contestuale cessazione dei suoi organi amministrativi e di controllo dalla carica. La società ALES procede alla cancellazione di tale società dal Registro delle imprese.
Tutti gli atti connessi alle operazioni di fusione tra le società ALES e ARCUS “sono esenti da ogni tributo e diritto, comunque denominato”, e vengono effettuati in regime di neutralità fiscale.
A stabilirlo è l’art. 1, commi 322 - 324.

Contrariamente da quanto previsto ai commi 659 – 664, a proposito della fusione della ISA e SGFA nella ISMEA dove veniva utilizzata una dizione generica in materia di esenzioni (“sono esenti da tasse, nonchè da imposte dirette o indirette”), tanto da mettere in dubbio se debbano o no essere pagati i diritti di segreteria al Registro delle imprese, in questo caso sembra chiaro che tutti gli atti connessi alle operazioni di fusione tra le società ALES e ARCUS sono esenti da ogni tributo e diritto, “comunque denominato”, e quindi anche dal pagamento dei diritti di segreteria dovuti al Registro delle impese.
Tuttavia, in questo caso rimane una lacuna da parte del legislatore: nulla viene detto in merito alle modalità di presentazione delle domande (modifica per ALES e cancellazione per ARCUS) al Registro delle imprese.
Andando per logica, e seguendo la procedura di cui al punto 6) a proposito della fusione per incorporazione della ISA e SGFA nella ISMEA, l’ufficio del Registro delle imprese provvederà alla iscrizione della fusione per incorporazione di ARCUS “su semplice richiesta di ALES”. Anche in questo caso sarà quindi sufficiente l’inoltro degli appositi modelli, ma con due doverose precisazioni:
a) i modelli (modifica per ALES e cancellazione per ARCUS) dovranno essere sottoscritti digitalmente dal nuovo presidente del nuovo Consiglio di amministrazione;
b) al modello di modifica da parte di ALES dovrà essere allegata la copia del nuovo statuto della ALES approvato con decreto del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.


6) ISMEA incorpora ISA e SGFA - Procedura semplificata al Registro imprese

Al fine di razionalizzare e aumentare l'efficacia degli interventi pubblici per il finanziamento degli investimenti e l'accesso al credito e al mercato dei capitali delle imprese agricole e agroalimentari, nonchè al fine di razionalizzare e contenere la spesa pubblica, la società Istituto Sviluppo Agroalimentare (ISA) Spa e la Società Gestione Fondi per l'Agroalimentare (SGFA) Srl vengono incorporate di diritto, alla data del 1° gennaio 2016, nell'Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (ISMEA). che conserva la natura di ente pubblico economico.
L’ufficio del Registro delle imprese provvederà alla iscrizione delle incorporazioni di ISA e SGFA “su semplice richiesta di ISMEA”. Sarà quindi sufficiente l’inoltro degli appositi modelli (modifica per ISMEA e cessazione per ISA e SGFA), sottoscritti digitalmente dal Commissario straordinario, senza allegare alcun atto.
Le incorporazioni in questione e le altre operazioni ad esse connesse “sono esenti da tasse, nonchè da imposte dirette o indirette”.
Non è chiaro se, oltre all’esenzione dell’imposta di bollo, sia anche prevista l’esenzione dei diritti di segreteria dovuti per le operazioni (cancellazione delle due società incorporate – ISA e SGFA - e iscrizione della società incorporante - ISMEA) previste presso il Registro delle imprese.
Ma sembra unanimemente riconosciuto che il termine "tassa" utilizzato dal legislatore debba essere inteso in senso atecnico, come sinonimo di "tributo". A tale termine è sicuramente riconducibile qualsiasi tipo di imposizione, comunque denominata e, quindi siano da ricomprendere anche i diritti di segreteria dovuti alla Camera di Commercio.
Per il compimento di tutte le operazioni previste dalla legge verrà nominato, con un apposito decreto del Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, un Commissario straordinario.
A stabilirlo è l’art. 1, commi dal 659 al 664.


7) Obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea

I commi 788, 810, 813 e 814, dell’art. 1, della L. n. 208/2015 (Legge di stabilità per il 2016) riguardano gli oneri finanziari derivanti da sentenze di condanna della Corte di giustizia per mancato o ritardato recepimento della normativa europea.
Con la modifica dell'articolo 1, comma 250, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 (Legge di stabilità per il 2014), si stabilisce che «All'esecuzione delle pronunce di condanna al pagamento di somme di denaro emesse nei confronti delle amministrazioni dello Stato per mancato o ritardato recepimento nell'ordinamento di direttive o di altri provvedimenti dell'Unione europea provvede ciascuna delle predette amministrazioni, in relazione alla soccombenza nel giudizio, nell'ambito delle risorse iscritte in bilancio a legislazione vigente».
Dunque, al pagamento di tali somme, d’ora in poi, dovrà provvedere ciascuna delle amministrazioni dello Stato soccombenti in giudizio e non più la Presidenza del Consiglio (comma 788).
La dotazione del Fondo per il recepimento della normativa europea, di cui all’articolo 41-bis della legge n. 234/2012 (Norme generali sulla partecipazione dell'Italia alla formazione e all'attuazione della normativa e delle politiche dell'Unione europea) viene incrementata di 50 milioni di euro per l’anno 2016 e di 100 milioni di euro per il periodo 2017-2020 (comma 810).
Con la sostituzione del comma 9-bis dell’art. 43 della L. n. 234/2012, viene modificato il meccanismo di pagamento degli oneri finanziari da parte dello Stato e il conseguente diritto di rivalsa nei confronti delle amministrazioni responsabili (Regioni e Province autonome, Enti territoriali, Enti pubblici e soggetti equiparati). In particolare, il Ministero dell’Economia e delle Finanze provvede al pagamento con le risorse del Fondo e poi procede alla rivalsa nei confronti delle amministrazioni responsabili dell’inadempimento agli obblighi europei, mediante compensazione con i trasferimenti dello Stato verso queste amministrazioni (comma 813).
Il comma 814 riguarda i poteri sostitutivi dello Stato nei casi di violazione della normativa europea accertata con sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea che comporti la condanna al pagamento di sanzioni a carico dell’Italia.
Con l’aggiunta di un nuovo comma all’art. 41 della citata L. n. 234/2012, viene stabilito che, in caso di inerzia delle Regioni e delle Province autonome nell’adozione degli atti necessari a conformarsi alla sentenza, quando per provvedere ai dovuti adempimenti è necessario adottare molteplici atti anche collegati tra loro, il Presidente del Consiglio dei ministri, sum proposta del Ministro competente in materia, assegna agli enti inadempienti termini congrui per l’adozione di ciascuno dei provvedimenti e atti necessari. Decorso inutilmente anche uno solo dei termini, il Consiglio dei ministri adotta direttamente i provvedimenti necessari, anche normativi, oppure nomina un apposito commissario.
Questa procedura si applica anche agli inadempimenti conseguenti alle diffide effettuate prima dell’entrata in vigore della legge di stabilità e in ogni caso anche quando siano in corso delle procedure di infrazione europee (comma 814).


8) PAGAMENTI ELETTRONICI - La soglia scende da 30 a 5 euro - Prevista l’introduzione di sanzioni

Abolizione della soglia dei 30 euro sotto la quale commercianti e professionisti potevano rifiutarsi di accettare pagamenti tramite POS, taglio delle commissioni sulle transazioni sotto 5 euro e previsione di sanzioni per chi non accetta i pagamenti elettronici.
Dal 1° luglio 2016 i pagamenti elettronici si applicheranno anche per il pagamento delle somme da riscuotere mediante i dispositivi di controllo di durata della sosta.
Sono queste le novità introdotte ai commi 900 e 901, in materia di pagamenti elettronici.

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1.7.3.APPROFONDIMENTO DELLA DONDAZIONE STUDI CONSULENTI DEL LAVORO

Come da tradizione, la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro ha tempestivamente emanato la sua prima circolare del 2016 contenente il riepilogo delle principali novità della nuova Legge di Stabilità e le schede che consentono una lettura tecnica dei singoli provvedimenti.
26 gli argomenti in ambito lavoristico e fiscale contenuti nella nuova finanziaria, anche se le misure più importanti si concentrano sulla materia pensionistica-previdenziale.
Non mancano modifiche di forte interesse ai regimi agevolati fiscali.
FISCO - LAVORO - PREVIDENZA/ASSISTENZA: i tre capitoli della circolare n. 1/2016,

. Se vuoi scaricare il testo della circolare n. 1/2016, clicca QUI.


LA LEGGE DI STABILITA' 2015 E IL BILANCIO PLURIENNALE PER IL TRIENNIO 2015 - 2017

1. 15 OTTOBRE 2014 - Il Governo vara la Legge di Stabilità 2015

Il Consiglio dei Ministri, nella riunione del 15 ottobre 2014, ha approvato il disegno di legge recante disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di Stabilità 2015).
Una manovra finanziaria di 36 miliardi di euro. Qui di seguito i punti principali della legge:
- Meno tasse per 18 miliardi;
- Gli 80 euro diventano una misura definitiva;
- Via gli alibi per chi deve assumere: zero contributi per i contratti a tempo indeterminato;
- Investimenti nei settori chiave del Paese: scuola, lavoro, giustizia;
- Riduzione del 70% del patto di stabilità per i Comuni;
- Più risorse per ricerca e innovazione;
- Stop alle spese non coperte;
- Spending review: taglio di 15 miliardi di euro;
- Recupero e contrasto dell’evasione per 3,8 miliardi e 1 miliardo dalle slot machines;
- Libertà per i lavoratori dipendenti di avere il TFR in busta paga con zero costi per le imprese.

- Si riporta il testo del:
. Disegno di Legge di stabilità 2015.

. Se vuoi scaricare il testo delle RELAZIONI ILLUSTRATIVE, clicca QUI.

. Se vuoi scaricare il testo della RELAZIONE TECNICA, clicca QUI.

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2. 23 OTTOBRE 2014 - Il Disegno di Legge di Stabilità 2015 approda alla Camera

Il 23 ottobre 2014 il progetto di legge recante “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2015)” è stato formalmente presentato alla Camera (A.C. 2679).

. Se vuoi scaricare il testo del Disegno di legge presentato alla Camera (A.C. 2679), clicca QUI.

. Se vuoi seguire l'iter alla Camera del Disegno di legge di stabilità 2015, clicca QUI.


3. 28-30 NOVEMBRE 2014 - La Camera approva la Legge di Stabilità 2015

Il 28 novembre 2014 alla Camera dei deputati ha iniziato l'esame dei disegni di legge:
- C. 2679-bis - Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2015) e
- C. 2680 - Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2015 e bilancio pluriennale per il triennio 2015-2017.

Il 30 novembre 2014, con 324 sì e 108 no, la Camera ha approvato il disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di Stabilità 2015)" (C. 2679-bis-A) e iniziato l'esame del disegno di legge: "Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2015 e bilancio pluriennale per il triennio 2015-2017" (C. 2680-A).

. Se vuoi seguire l'iter alla Camera del Disegno di legge di stabilità 2015 e scaricare il testo approvato (C. 2679-bis), clicca QUI.


4. 20 DICEMBRE 2014 - Approvato dal Senato il maxiemendamento presentato dal Governo

Con 162 voti favorevoli e 37 contrari il Senato, nella seduta iniziata alle ore 10,10 di venerdì 19 dicembre e conclusasi alle 7,46 di sabato 20 dicembre, ha approvato il maxiemendamento interamente sostitutivo del testo della legge di stabilità (DdL 1698), sul quale il Governo aveva posto la questione di fiducia.
Nel corso della notte si sono svolte la discussione generale e le dichiarazioni di voto. Alle ore 5,30 circa l'Aula ha quindi approvato (per alzata di mano) la seconda Nota di variazioni al bilancio e il bilancio (DdL 1699) con 161 voti favorevoli e 78 contrari.
La manovra torna alla Camera dei deputati per il via libera definitivo.

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5. 22 DICEMBRE 2014 - La Camera approva in via definitiva la legge di stabilità

La Camera ha approvato, in via definitiva, i disegni di legge recanti:
- Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2015) (approvato dalla Camera e modificato dal Senato) (C. 2679-bis-B);
- Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2015 e bilancio pluriennale per il triennio 2015-2017 (e relative note di variazioni) (approvato dalla Camera e modificato dal Senato) (C. 2680-B).
Si attende ora la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

. Se vuoi scaricare il della legge di stabilità 2015 approvato in via definitiva, clicca QUI.


6. 29 DICEMBRE 2014 - La Legge di stabilità 2015 sulla Gazzetta Ufficiale

E' stata pubblicata, sulla Gazzetta Ufficiale n. 300 del 29 dicembre 2014 (Supplemento Ordinario n. 99), la Legge 23 dicembre 2014, n. 190, recante "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2015)".

- Si riporta il testo della legge pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale on-line:
. LEGGE 23 dicembre 2014, n. 190: Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2014).

. Se vuoi scaricare il testo della legge pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale cartacea, clicca QUI.

Le novità per fisco e imprese

1) Sono tante le novità contenute nella legge di stabilità 2015: si va dalla conferma del bonus IRPEF da 80 euro nella busta paga per i lavoratori dipendenti privati, alla possibilità, da marzo 2015, di chiedere di avere il TFR in busta paga.
Tra le altre misure fiscali, ai fini IRAP si segnala l’abbattimento della componente lavoro, il credito d’imposta del 10% per gli autonomi senza dipendenti, oltre alla proroga delle rivalutazioni sui terreni e sulle partecipazioni (con il raddoppio dell’aliquota di tassazione) e il congelamento degli aumenti IMU-TASI.

2) Aumentano gli incentivi per reti di impresa innovative
Viene riformata la disciplina degli incentivi a favore delle aggregazioni di imprese che operano nel settore della manifattura sostenibile e dell’artigianato digitale, istituiti dall’art. 1, commi 56 e 57, della legge n. 147/2013 (legge di Stabilità 2014).
La modifica più significativa riguarda l’ambito soggettivo dell’agevolazione. La misura, finora riservata alle imprese aggregate in Associazioni temporanee di imprese (ATI) o Raggruppamenti temporanei di imprese (RTI), viene ora estesa alle “reti di impresa aventi nel programma comune di rete lo sviluppo di attività innovative”.
Con la rimodulazione del comma 57 della L. n. 147/2013, le risorse del fondo sono erogate ai soggetti indicati sopra, ammessi attraverso procedure selettive indette dal Ministero dello Sviluppo Economico, tenute a valorizzare le collaborazioni con istituti di ricerca pubblici, università e istituzioni scolastiche autonome, sulla base di progetti della durata di almeno due anni, volti a sviluppare i seguenti principi e contenuti:
a) creazione di centri di sviluppo di software e hardware a codice sorgente aperto per la crescita e il trasferimento di conoscenze alle scuole, alla cittadinanza, agli artigiani e alle microimprese;
b) creazione di centri per l'incubazione di realtà innovative nel mondo dell'artigianato digitale;
c) creazione di centri per servizi di fabbricazione digitale rivolti ad artigiani e a microimprese;
d) messa a disposizione di tecnologie di fabbricazione digitale da parte dei soggetti indicati sopra;
e) creazione di nuove realtà artigianali o reti manifatturiere incentrate sulle tecnologie di fabbricazione digitale.
La dotazione finanziaria prevista è pari a 5 milioni di euro per l’anno 2014 e a 10 milioni di euro per il 2015 (art. 1, comma 6).

3) Vengono confermati sino al 31 dicembre 2015 i bonus fiscali del 65% per la riqualificazione energetica degli edifici e del 50% per interventi di ristrutturazione edilizia e per l'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+, nonché A per i forni e per le apparecchiature per le quali sia prevista l'etichetta energetica, finalizzati all'arredo dell'immobile oggetto di ristrutturazione.
La proroga è stata inserita apportando alcune modifiche al decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito dalla legge 3 agosto 2013, n. 90 ed, in particolare agli articoli 14 (commi 1, 2 e 2-bis) e 16 (commi 1, 1-bis e 2).
Il provvedimento, in sostanza:
1) conferma la detrazione del 65% per le spese documentate relative:
a) a interventi relativi a parti comuni degli edifici condominiali di cui agli articoli 1117 e 1117-bis del codice civile o che interessino tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio, sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2015;
b) all'acquisto e alla posa in opera delle schermature solari di cui all'allegato M al D.Lgs. n. 311/2006, sostenute dal 1º gennaio 2015 al 31 dicembre 2015, fino a un valore massimo della detrazione di 60.000 euro;
c) all'acquisto e alla posa in opera di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, sostenute dal 1º gennaio 2015 al 31 dicembre 2015, fino a un valore massimo della detrazione di 30.000 euro
.
2) Conferma la detrazione del 50% per le spese documentate relative:
a) a interventi di ristrutturazione edilizia e per l'acquisto di mobili, fino ad un valore massimo di 96.000 euro per unità immobiliare, sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2015; tale percentuale sale al 65% nel caso di ristrutturazione di edifici ricadenti nelle zone sismiche ad alta pericolosità, sostenute sino al 31 dicembre 2015;
b) all'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+, nonché A di forni, di apparecchiature per le quali sia prevista l'etichetta energetica, finalizzati all'arredo dell'immobile oggetto di ristrutturazione, sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2015 ed è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro
(art. 1, comma 47).

4) La legge di stabilità 2015 contiene anche un ampio e articolato ventaglio di misure a sostegno delle imprese.
Tra i principali interventi spicca il rifinanziamento della Sabatini-bis e l’estensione del Fondo PMI, per le operazioni relative a portafogli di finanziamenti, alle imprese con un numero di dipendenti non superiore a 499.
Viene inoltre finanziato il Piano straordinario per il Made in Italy, con 130 milioni di euro per il 2015, 50 milioni per il 2016 e 40 milioni di euro per il 2017.

5) Le pensioni si pagano il 10 di ogni mese
Dal 1° gennaio 2015, al fine di semplificare le procedure e ridurre i costi a carico dell’INPS, la liquidazione della pensione per chi è titolare di più assegni dovrebbe avvenire in un’unica data, al 10 di ogni mese anziché, come sino ad oggi avvenuto, il giorno 1 e il giorno 16.
In particolare, il comma 302 stabilisce che, a decorrere dal 1° gennaio 2015, al fine di razionalizzare e uniformare le procedure e i tempi di pagamento delle prestazioni previdenziali corrisposte dall’INPS, i trattamenti pensionistici, gli assegni, le pensioni e le indennità di accompagnamento erogate agli invalidi civili, nonché le rendite vitalizie dell’INAIL verranno pagati il giorno 10 di ciascun mese o il giorno successivo se festivo o non bancabile, con un unico pagamento, ove non esistano cause ostative, nei confronti dei beneficiari di più trattamenti (art. 1, comma 302).

6) Altro capitolo significativo del pacchetto di misure a favore delle imprese è poi quello riguardante il settore agro-alimentare. In particolare, in vista del superamento del regime delle quote latte, viene istituito un Fondo per gli investimenti nel settore lattiero caseario, con una dotazione iniziale pari a 8 milioni di euro per l'anno 2015 e a 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016 e 2017.

7)Ai commi dal 247 al 250 vengono apportate modifiche rilevanti al settore dell'autotrasporto per conto terzi, con la modifica del D.Lgs. n. 286/2005 e dell’articolo 83-bis del Decreto-Legge 112/2008, convertito dalla L. n. 133/2008.

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8) A decorrere dal 1° febbraio 2015, anche le Camere di Commercio saranno assoggettate al sistema di tesoreria unica e saranno quindi inserite nella Tabella A allegata alla legge 29 ottobre 1984, n. 720, che ha istituito il sistema di tesoreria unica per enti ed organismi pubblici. Si ricorda che tali enti (nonché le aziende speciali ad essi collegate), originariamente rientranti nel sistema di tesoreria unica, ne erano fuoriusciti a decorrere dal 1° gennaio 2006, ai sensi dell’articolo 1, comma 45, della legge n. 266/2005 (legge finanziaria per il 2006).
La nuova normativa prevede l’assoggettamento al sistema di tesoreria unica le Camere di Commercio, che saranno pertanto tenute a depositare le proprie disponibilità liquide su conti aperti presso la tesoreria dello Stato e non più presso il sistema bancario.
Nell’inserire le Camere di Commercio nella Tabella A allegata alla legge n. 720 del 1984, la nuova normativa definisce il percorso per l’assoggettamento delle stesse alla tesoreria unica, individuando il termine per il riversamento delle risorse liquide presso la tesoreria statale (1° febbraio 2015) e quello per lo smobilizzo degli eventuali investimenti finanziari (30 giugno 2015).
Le Camere di Commercio possono non smobilizzare gli investimenti in strumenti finanziari, come definiti dal decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, solo nel caso in cui il loro valore di mercato in uno dei giorni compresi tra il 16 e il 30 aprile 2015 sia inferiore al prezzo di acquisto (comma 394).
Il comma 395 proroga dal 31 dicembre 2014 al 31dicembre 2017 il termine finale per la sospensione del regime di tesoreria unica mista, prevedendo che le entrate proprie degli enti territoriali, degli enti del comparto sanitario, delle università e delle autorità portuali rimangono depositate presso la tesoreria statale, invece di confluire nel sistema bancario.
Nella Relazione tecnica si prevede che l’afflusso presso la tesoreria statale sarà di circa 850 milioni di euro nel 2015, calcolati sulla base delle risorse detenute presso il sistema bancario nel periodo gennaio 2013 - giugno 2014 da parte delle Camere di Commercio e tenendo conto degli effetti della progressiva riduzione della misura dei diritti camerali a partire dal 2015.
Le somme versate costituiscono risorse proprie delle Camere di Commercio e per questo motivo ne è stato previsto il versamento su un conto fruttifero. Lo Stato dovrà corrispondere su di esse un interesse a un tasso pari allo 0,25%. L’onere per interessi, al netto della ritenuta fiscale del 26%, calcolato sulla giacenza media è pertanto stimabile in circa 1,6 mln. di euro annui (art. 1, ai commi dal 392 al 395).

9) Sui redditi derivanti dalle rivalutazioni dei fondi per il trattamento di fine rapporto la misura dell'imposta sostitutiva delle imposte sui redditi da applicare passa dall'11 per cento al 17 per cento. 625.
Tale disposizione si applica alle rivalutazioni decorrenti dal 1º gennaio 2015 (art. 1, commi 623 e 625).

10) Split Payment
Per le cessioni di beni e per le prestazioni di servizi effettuate nei confronti dello Stato, degli organi dello Stato ancorché dotati di personalità giuridica, degli enti pubblici territoriali e dei consorzi tra essi costituiti ai sensi dell’articolo 31 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni, delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, degli istituti universitari, delle aziende sanitarie locali, degli enti ospedalieri, degli enti pubblici di ricovero e cura aventi prevalente carattere scientifico, degli enti pubblici di assistenza e beneficenza e di quelli di previdenza, per i quali i suddetti cessionari o committenti non sono debitori d’imposta ai sensi delle disposizioni in materia di imposta sul valore aggiunto, l’imposta è in ogni caso versata dai medesimi secondo modalità e termini fissati con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze (art. 1, comma 629).

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11) Tra le diverse novità fiscali introdotte dalla legge di Stabilità per il 2015, ve n'è una che ha un rilievo importante; si tratta della norma secondo cui:
"al fine di [...] stimolare l'assolvimento degli obblighi tributari e favorire l'emersione spontanea delle basi imponibili, l'Agenzia delle Entrate mette a disposizione del contribuente, ovvero del suo intermediario, anche mediante l'utilizzo delle reti telematiche e delle nuove tecnologie, gli elementi e le informazioni in suo possesso riferibili allo stesso contribuente, acquisiti direttamente o pervenuti da terzi, relativi anche ai ricavi o compensi, ai redditi, al volume d'affari e al valore della produzione, a lui imputabili, alle agevolazioni, deduzioni o detrazioni, nonché ai crediti d'imposta, anche qualora gli stessi non risultino spettanti. Il contribuente può segnalare all'Agenzia delle Entrate eventuali elementi, fatti e circostanze dalla stessa non conosciuti" (art. 1, comma 634).

12) A partire dal 1° gennaio 2015, l’istituto del ravvedimento operoso (art. 13, D.Lgs. n. 472/1997) cambia volto: diventa uno strumento “agevolato” di correzione delle violazioni che il contribuente può sempre adottare per evitare l’applicazione delle sanzioni “piene” da parte dell’Amministrazione finanziaria.
La nuova norma effettua una vera e propria riforma dell’istituto del ravvedimento operoso, apportando rilevanti modifiche all’articolo 13 del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472, legato alla regolarizzazione spontanea del contribuente (art. 1, comma 637, lett. b)).

13) Bollo auto storiche
Dal 1° gennaio 2015, tutte le vetture di età compresa tra i 20 e i 29 anni torneranno dunque a pagare il bollo regolarmente.br> Con la modifica dell'articolo 63 della legge 21 novembre 2000, n. 342, dal 1° gennaio 2015 saranno esentati dal pagamento delle tasse automobilistiche solo i veicoli ed i motoveicoli che hanno più di 30 anni.
Pertanto, non godranno più di tale esenzione gli autoveicoli e motoveicoli, di particolare interesse storico e collezionistico, che hanno più di 20 anni.
Sotto il profilo fiscale, non esiste più la categoria degli "autoveicoli e motoveicoli di particolare interesse storico e collezionistico!.
Per avere le tariffe agevolate le vetture dovranno aver compiuto almeno 30 anni.
Ciò sta a significare che tutte le auto immatricolate tra il 1985 e 1995, attualmente esentate, dal 1° gennaio 2015 non godranno dell’agevolazione e dovranno pagare il bollo. (art. 1, comma 666).

14) E-book
" .... sono da considerare libri tutte le pubblicazioni identificate da codice ISBN e veicolate attraverso qualsiasi supporto fisico o tramite mezzi di comunicazione elettronica".
L’IVA sui libri elettronici in formato elettronico, che vengono così equiparati a quelli cartacei, con esclusione dei quotidiani digitali, scende così dal 22 al 4% (art.. 1, comma 667).

14) Pellet - L'IVA sul pellet passa dal 4 al 22% (art. 1, comma 711).

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LA LEGGE DI STABILITA' 2014 E IL BILANCIO PLURIENNALE PER IL TRIENNIO 2014 - 2016

1. 15 OTTOBRE 2013 - Il Governa vara la Legge di Stabilità 2014

Il Consiglio dei Ministri, riunito il 15 ottobre a Palazzo Chigi, ha approvato, su proposta del ministro dell'Economia e delle Finanze, Fabrizio Saccomanni, due disegni di legge: il primo contenente disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di Stabilità 2014); il secondo riguardante il bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2014 e il bilancio pluriennale per il triennio 2014-2016.

. Se vuoi scaricare il comunicato stampa del Consiglio dei Ministri, clicca QUI.

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2. 21 OTTOBRE 2013 - La legge di stabilità 2014 in Senato

E’ stato pubblicato, sul sito del Senato, il testo “bollinato” del Disegno di legge n.1120, recante “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2014), presentato dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, Fabrizio Saccomanni.

. Se vuoi scaricare il testo del disegno di legge depositato in Senato (Atto n. 1120), clicca QUI.


3. 26-27 NOVEMBRE 2013 - Legge di stabilità e Bilancio al Senato - Maxi emendamento presentato dal Governo

I disegni di legge di Stabilità (n. 1120) e Bilancio (n. 1121) sono da questa mattina all'esame dell'Assemblea; la Commissione Bilancio non è stata in grado di concludere l'esame in sede referente.
Il Governo ha annunciato, nel corso della Conferenza dei Capigruppo, l'intenzione di porre la questione di fiducia.
L'inizio della discussione generale sull'eventuale maxiemendamento del Governo è previsto per il pomeriggio.

Nella notte, con 171 voti favorevoli, 135 contrari e nessuna astensione, il Senato ha approvato l'emendamento 1.900, interamente sostitutivo del disegno di legge di Stabilità (n. 1120), sul quale il Governo aveva posto la questione di fiducia.
Il maxi emendamento recepisce le modifiche esaminate in commissione Bilancio, integrandole con le proposte dell’Esecutivo.

- Si riporta il testo del:
. Maxi emendamento alla legge di stabilità 2014 depositato in Senato.

. Se vuoi scaricare il testo del disegno di legge di stabilità 2014 approvato dal Senato il 27 novembre 2013, clicca QUI.


3.1. Le novità più rilevanti

Tra le novità più rilevanti citiamo:
• la sperimentazione, in alcune importanti aree metropolitane, del reddito minimo, finanziato dal contributo di solidarietà sulle pensioni d’oro;
Cuneo fiscale: il beneficio per la busta paga dei lavoratori viene maggiormente concentrato sui redditi bassi; l’aumento della detrazione sul lavoro dipendente scatta per chi guadagna fino a 35mila euro (mentre il testo originario del Ddl spalmava l’agevolazione fino a 55mila euro annui). L’aumento massimo (che si concentra nella fascia di reddito fra i 15 e i 20mila euro) è di 225 euro annui.
Nasce la IUC (Imposta Unica Comunale): è il nuovo nome della Service Tax, che incamera IMU, TASI (servizi indivisibili dei comuni) e TARI (tassa rifiuti). Resta l’esclusione per la prima casa, e tornano le detrazioni. L’aliquota massima di IMU e Tasi non può superare l’1,06%.
IMU imprese: si lavora per alzare dal 20 al 30% la deducibilità da IRES e IRPEF per l’IMU pagata sui capannoni delle imprese, e magari estendere l’agevolazione ai fini IRAP.
Stanziati 200 milioni circa per finanziare la misura, che si aggiungono ai 500 destinati ai Comuni per reintrodurre le detrazioni sulle prime case evitando che la nuova IUC possa costare più della vecchia IMU.
Pensioni: niente modifiche, salta l’ipotesi di aumentare la soglia da cui nel 2014 riparte l’indicizzazione piena e quella di abbassare invece l’asticella per il contributo di solidarietà. Dovrebbe quindi restare tutto come nel testo del Disegno di legge: rivalutazione al 100% per assegni fino a tre volte il minimo (1.500 euro al mese), e parziale per quelli da tre a sei volte il minimo, contributo di solidarietà sopra i 150mila euro.
Cartelle esattoriali Equitalia: c’è la rottamazione, ovvero al possibilità di pagare le vecchie cartelle ma non riducendo la sanzioni, solo azzerando gli interessi.
Accesso al Credito: le garanzie dello Stato concesse tramite la Cassa Depositi e Prestiti semplificherà l’erogazione di liquidità alle imprese acquistando titoli cartolarizzati, mentre due fondi ad hoc concederanno finanziamenti per le PMI e per i mutui di famiglie e lavoratori precari co.co.pro.
Editoria: fondo straordinario da 120 milioni in tre anni (50 milioni nel 2014, 40 milioni nel 2015 e 30 milioni nel 2016).


4. 17 DICEMBRE 2013 - Legge di stabilità e Bilancio alla Camera

Inizia, alla Camera, la discussione generale congiunta dei disegni di legge "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato" (legge di stabilità 2014) (Approvato dal Senato - S. 1120) (C. 1865), "Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2014 e bilancio pluriennale per il triennio 2014-2016" (Approvato dal Senato - S. 1121) (C. 1866), nonché la "Nota di variazioni al Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2014 e bilancio pluriennale per il triennio 2014-2016" (C. 1866-bis).


5. 20 DICEMBRE 2013 - La Camera approva la legge di stabilità

La Camera, con 350 voti favorevoli e 196 contrari, ha votato la questione di fiducia posta dal Governo sull'approvazione, senza emendamenti ed articoli aggiuntivi, dell'articolo unico del disegno di legge, già approvato dal Senato, nel testo della Commissione come risultante dalle correzioni comunicate all'Assemblea, recante disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2014) (C.1865-A).
Il provvedimento torna all'esame del Senato.

. Se vuoi scaricare il testo del disegno di legge di stabilità 2014 approvato dalla Camera il 20 dicembre 2013, clicca QUI.


6. 23 DICEMBRE 2013 - Il Senato approva definitivamente la legge di stabilità

Con 167 voti favorevoli e 110 contrari, l'Assemblea ha accordato la fiducia al Governo, approvando definitivamente la legge di stabilità 2014 (DdL n. 1120-B). I lavori si sono conclusi con l'approvazione nel complesso del ddl n. 1121-B (legge di bilancio 2014-2016), con 158 voti favorevoli, un contrario e un astenuto.

. Se vuoi scaricare il testo del disegno di legge di stabilità 2014 approvato definitivamente dal Senato il 23 dicembre 2013, clicca QUI.


7. 27 DICEMBRE 2013 - La legge di stabilità 2014 sulla Gazzetta Ufficiale

E' stata pubblicata, sulla Gazzetta Ufficiale n. 302 del 27 dicembre 2013 (Supplemento Ordinario n. 87), la legge 27 dicembre 2013, n. 147, recante "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2014)".
La legge di stabilità 2014, in vigore dal 1° gennaio 2014, si compone di un solo articolo e di 749 commi (inizialmente erano 531).
Cuneo fiscale, fondo taglia tasse, cartelle esattoriali, risparmio energetico, inasprimenti e novità fiscali, investimenti su infrastrutture, trasporti e manutenzione del territorio, l'acquisto della pubblicità on-line e una lunga serie di novità in varie materie, sono queste le principali misure adottate.

- Si riporta il testo della legge pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale on-line:
. LEGGE 27 dicembre 2013, n. 147: Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilita' 2014). (Testo aggiornato con le modifiche apportate dall'art. 1 del D.L. 30 dicembre 2013, n. 151).

- Si riporta il testo della legge pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale cartacea:
. LEGGE 27 dicembre 2013, n. 147: Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilita' 2014).

. Se vuoi scaricare il testo della legge n. 147/2013 dal sito NORMATTIVA, clicca QUI.


7.1. APPROFONDIMENTI SU ALCUNI CONTENUTI DELLA LEGGE

Di seguito segnaliamo alcune novità che riguardano: l'acquisto di pubblicità on-line, l'imposta di bollo, l'imposta di registro, gli albi provinciali degli autotrasportatori, le Camere di Commercio, le aziende speciali e le istituzioni degli Enti pubblici, i trasferimenti di terreni agricoli, i canoni demaniali non pagati, la riscossione di tributi.

71.1. ISTANZE trasmesse per via telematica – Imposta di bollo forfettaria
A decorrere dal 1° gennaio 2014, per le istanze trasmesse per via telematica agli uffici e agli organi, anche collegiali, dell’Amministrazione dello Stato, delle Regioni, delle Province, dei Comuni, loro consorzi e associazioni, delle Comunità montane e delle Unità Sanitarie Locali, nonché agli enti pubblici in relazione alla tenuta di pubblici registri, tendenti ad ottenere l’emanazione di un provvedimento amministrativo o il rilascio di certificati, estratti, copie e simili è dovuta l'imposta di bollo nella misura forfettaria di euro 16,00, a prescindere dalla dimensione del documento (art. 1, commi 591 e 592).

7.1.2. ATTI E PROVVEDIMENTI rilasciati per via telematica – Imposta di bollo forfettaria
A decorrere dal 1° gennaio 2014, per gli atti e provvedimenti degli organi dell’Amministrazione dello Stato, delle Regioni, delle Province, dei Comuni, loro consorzi e associazioni, delle Comunità montane e delle Unità Sanitarie Locali, nonché quelli degli enti pubblici in relazione alla tenuta di pubblici registri, rilasciati per via telematica anche in estratto o in copia dichiarata conforme all’originale a coloro che ne abbiano fatto richiesta è dovuta l'imposta di bollo nella misura forfettaria di euro 16,00 a prescindere dalla dimensione del documento (art. 1, commi 593 e 594).

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7.1.3. TRASFERIMENTI DI TERRENI AGRICOLI a imprenditori non agricoli - Imposta di registro al 12%
Dal 1° gennaio 2014, il trasferimento che ha per oggetto terreni agricoli e relative pertinenze a favore di soggetti diversi dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali, iscritti nella relativa gestione previdenziale ed assistenziale è soggetto all'aliquota del 12% (art. 1, comma 609).

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7.1.4. CONCESSIONI DEMANIALI MARITTIME – Sanatoria per il mancato versamento del canone – Domanda entro il 28 febbraio 2014
Nelle more del riordino della materia da effettuare entro il 15 maggio 2014, al fine di ridurre il contenzioso derivante dall’applicazione dei criteri per il calcolo dei canoni delle concessioni demaniali marittime, ai sensi dell’articolo 03, comma 1, lettera b), numero 2.1), del D.L. n. 400/1993, convertito dalla L. n. 494/1993, i procedimenti giudiziari pendenti alla data del 30 settembre 2013 concernenti il pagamento in favore dello Stato dei canoni e degli indennizzi per l’utilizzo dei beni demaniali marittimi e delle relative pertinenze, possono essere integralmente definiti, previa domanda all’ente gestore e all’Agenzia del demanio da parte del soggetto interessato ovvero del destinatario della richiesta di pagamento, mediante il versamento:
a) in un’unica soluzione, di un importo, pari al 30 per cento delle somme dovute;
b) rateizzato fino a un massimo di sei rate annuali, di un importo pari al 60 per cento delle somme dovute, oltre agli interessi legali, secondo un piano approvato dall’ente gestore.
La domanda di definizione, nella quale il richiedente dichiara a quale modalità di pagamento si intende avvalere, dovrà essere presentata entro il 28 febbraio 2014.
La definizione si perfeziona con il versamento dell’intero importo dovuto, entro il termine di sessanta giorni dalla data di presentazione della domanda di definizione; in caso di versamento rateizzato, entro il predetto termine deve essere versata la prima rata, la definizione resta sospesa sino al completo versamento delle ulteriori rate e il mancato pagamento di una di queste, entro sessanta giorni dalla scadenza, comporta la decadenza dal beneficio.
La definizione del contenzioso, con le modalità indicate sopra, sospende gli eventuali procedimenti amministrativi, nonché i relativi effetti, avviati dalle amministrazioni competenti, concernenti il rilascio nonché la sospensione, la revoca o la decadenza della concessione demaniale marittima derivanti dal mancato versamento del canone (art. 1, commi 732 e 733).

7.1.5. Iscrizione a ruolo solo per importi superiori a 30 euro – Solo per TRIBUTI ERARIALI E REGIONALI non più locali
A decorrere dal 1° gennaio 2014, non si procede all'accertamento, all'iscrizione a ruolo e alla riscossione dei crediti relativi ai tributi erariali e regionali, qualora l'ammontare dovuto, comprensivo di sanzioni amministrative e interessi, non superi, per ciascun credito, l'importo di euro 30,00, con riferimento ad ogni periodo d'imposta (art. 1, comma 736).
Si ricorda che tale norma era anche passata sotto il vaglio della Corte Costituzionale. La questione di legittimità era stata, infatti, sollevata dalla Regione Veneto che riteneva illegittima tale disposizione.
Tuttavia la Corte Costituzionale (con Sentenza n. 121 del 5 giugno 2013, pubblicata sulla G.U. del 12 giugno 2013) ha rigettato il ricorso della Regione e ha confermato la piena validità della norma che, quindi, continuerà ad applicarsi, ma solo con riferimenti ai tributi erariali e regionali e non più anche per i tributi locali.

7.1.6. Trasferimenti gratuiti di beni – Si paga l'imposta fissa
Agli atti aventi ad oggetto trasferimenti gratuiti di beni di qualsiasi natura, effettuati nell’ambito di operazioni di riorganizzazione tra enti appartenenti per legge, regolamento o statuto alla medesima struttura organizzativa politica, sindacale, di categoria, religiosa, assistenziale o culturale, si applicano, se dovute, le imposte di registro, ipotecaria e catastale nella misura fissa di 200 euro ciascuna.
La disposizione del primo periodo si applica agli atti pubblici formati e alle scritture private autenticate a decorrere dal 1º gennaio 2014, nonché alle scritture private non autenticate presentate per la registrazione dalla medesima data (art. 1, comma 737).

7.1.7. ALBI PROVINCIALI AUTOTRASPORTATORI – Da luglio 2014 le competenze passano dalla Provincia alla Motorizzazione
Le funzioni relative alla cura e alla gestione degli Albi provinciali degli autotrasportatori di cose per conto di terzi saranno svolte dagli Uffici periferici del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti con le risorse umane disponibili a legislazione vigente.
Entro e non oltre sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge - quindi entro il 1° luglio 2014 - le funzioni di cui al presente comma sono trasferite con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, comprese le relative risorse finanziarie da destinare al funzionamento degli Uffici.
Fino a tale data, le predette funzioni di cura e di gestione degli Albi provinciali sono esercitate, in via transitoria, dalle Province (art. 1, comma 94, che ha abrogato la lett. h), del comma 3, dell'art. 105, del D.Lgs. 31 marzo 2998, n. 112, che attribuiva alle Province la tenuta degli Albi provinciali, quali articolazioni dell'Albo nazionale degli autotrasportatori).

7.1.8. La partecipazione del sistema camerale agli obiettivi di contenimento di finanza pubblica
Al fine di garantire la partecipazione del sistema camerale agli obiettivi di contenimento di finanza pubblica e ai relativi risparmi di spesa applicabili, ciascuna Camera di Commercio, l’Unioncamere e le singole Unioni regionali possono effettuare variazioni compensative tra le diverse tipologie di spesa, garantendo il conseguimento dei predetti obiettivi e l’eventuale versamento dei risparmi al bilancio dello Stato.
Il collegio dei revisori dei conti dei singoli enti attesta il conseguimento degli obiettivi di risparmio e le modalità compensative tra le diverse tipologie di spesa (art. 1, comma 322, che ha sostituito il comma 6 dell’articolo 18 della legge 29 dicembre 1993, n. 580).
Il precedente comma 6 recitava: "La partecipazione del sistema camerale agli obiettivi di contenimento di finanza pubblica può essere annualmente rideterminato, garantendo il conseguimento di tali obiettivi, secondo modalità anche compensative tra diverse tipologie omogenee di spese e tra le diverse camere di commercio e le loro unioni regionali e nazionale, con il decreto di determinazione del diritto annuale di cui al comma 4".

7.1.9. Le Camere di Commercio a sostegno dell'accesso al credito delle PMI attraverso il rafforzamento dei CONFIDI
Una somma pari a 70 milioni di euro per ciascuno degli anni 2014, 2015 e 2016 è destinata dal sistema delle Camere di Commercio al sostegno dell’accesso al credito delle piccole e medie imprese attraverso il rafforzamento dei confidi, ivi compresi quelli non sottoposti alla vigilanza della Banca d’Italia, anche utilizzando una quota della dotazione annuale del fondo di perequazione di cui all’articolo 18, comma 9, della legge 29 dicembre 1993, n. 580.
I criteri e le modalità di attuazione e di monitoraggio degli effetti delle norme del presente comma sono definiti con lo stesso decreto con il quale viene stabilita la misura del diritto annuale. La presente disposizione non comporta effetti di aumento sulla determinazione della misura annuale del diritto camerale (art. 1, comma 55).
Nel precedente comma 54 si stabilisce, inoltre, che le disponibilità a favorire i processi di crescita dimensionale e di rafforzamento della solidità patrimoniale dei consorzi di garanzia collettiva dei fidi (confidi) possono essere incrementate da eventuali risorse messe a disposizione dalle Regioni, dagli Enti pubblici e dalle Camere di Commercio, sulla base di convenzioni stipulate con il Ministero dello sviluppo economico e con il Ministero dell’economia e delle finanze, nonché da risorse derivanti dalla programmazione dell’Unione europea per il periodo 2014-2020.

7.1.10. Le Commissioni tecniche provinciali di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo tornano operative
Restano altresì ferme, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, le commissioni tecniche provinciali di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, di cui all’articolo 80 del R.D. 18 giugno 1931, n. 773 e agli articoli 141 e 142 del R.D. 6 maggio 1940, n. 635, e successive modificazioni. Ai componenti delle commissioni tecniche non spettano compensi, gettoni di presenza o rimborsi di spese. Restano validi gli atti comunque adottati dalle commis-sioni tecniche provinciali di cui al presente comma prima della data di entrata in vigore della presente legge (art. art. 1, comma 440, che ha modificato il comma 20, dell'art. 12, del D.L. n. 95/2012, convertito dalla L. n. 135/2012).
Ricordiamo che il Consiglio di Stato, su richiesta del Ministero dell’Interno, si era espresso, con Parere n. 02632/2013 del l giugno 2013, confermando l'interpretazione secondo la quale dette Commissioni dovevano essere soppresse – salvo interventi normativi in materia – a far data dal 28 novembre 2013, ovvero dopo due anni dall’entrata in vigore del D.P.C.M. 13 ottobre 2011, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del successivo 28 novembre.
Il quesito posto dal Ministero dell'Interno era proprio concernente l'applicazione del citato art. 12, comma 20, del D.L. 6 luglio 2012, n. 95, convertito dalla L. 7 agosto 2012, n. 135, che ora viene nuovamente modificato.

7.1.11. Aziende speciali e istituzioni degli Enti locali – Obblighi presso il Registro delle imprese
Le aziende speciali e le istituzioni si iscrivono e depositano i propri bilanci al Registro delle imprese o nel Repertorio delle notizie economico-amministrative (REA) della Camera di Commercio del proprio territorio entro il 31 maggio di ciascun anno (art. 1, comma 560, che ha sostituito il comma 5-bis dell’articolo 114 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 - Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali).
Stando alla nuova formulazione del comma 5
-bis, l'Unioncamere non dovrà più trasmettere al Ministero dell'Economia e delle Finanze, entro il 30 giugno, l'elenco delle predette aziende speciali e istituzioni ed i relativi dati di bilancio, come previsto nella precedente formulazione.
Saranno, inoltre, soggette all'applicazione delle disposizioni di cui sopra anche le aziende speciali e le istituzioni che gestiscono servizi socio-assistenziali ed educativi, servizi scolastici e per l'infanzia, culturali e farmacie, in precedenza escluse.

7.1.12. Tracciabilità dei pagamenti e contrasto all'uso del contante – Il pagamento dei canoni di locazione
I pagamenti riguardanti canoni di locazione di unità abitative, fatta eccezione per quelli di alloggi di edilizia residenziale pubblica, sono corrisposti obbligatoriamente, quale ne sia l’importo, in forme e modalità che escludano l’uso del contante e ne assicurino la tracciabilità anche ai fini della asseverazione dei patti contrattuali per l’ottenimento delle agevolazioni e detrazioni fiscali da parte del locatore e del conduttore (art. 1, comma 50, che ha aggiunto il nuovo comma 1.1. al comma 1 dell'art. 12 del D.L. n. 201/2011, convertito dalla L. n. 214/2011, nel quale si stabilisce che la soglia massima per l’utilizzo del denaro contante e dei titoli al portatore è di euro 1.000,00).
Nel precedente comma 49, con l'aggiunta del comma 10-bis dopo il comma 10, dell'art. 3 del D.Lgs. 14 marzo 2011, n. 23, si stabilisce che, per assicurare il contrasto dell’evasione fiscale nel settore delle locazioni abitative, vengono attribuite ai Comuni, in relazione ai contratti di locazione, funzioni di monitoraggio anche previo utilizzo di quanto previsto dall’articolo 1130, primo comma, numero 6), del Codice civile in materia di registro di anagrafe condominiale e conseguenti annotazioni delle locazioni esistenti in ambito di edifici condominiali.

7.1.13. GESTIONE SEPARATA – Anche per l'anno 2014 rimane l'aliquota del 27% - Quella del 20 passa al 21%
Anche per l’anno 2014, per i lavoratori autonomi, titolari di posizione fiscale ai fini dell’imposta sul valore aggiunto, iscritti alla gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, che non risultino iscritti ad altre gestioni di previdenza obbligatoria né pensionati, l’aliquota contributiva, di cui all’articolo 1, comma 79, della legge 24 dicembre 2007, n. 247, rimane fissata al 27 per cento (art. 1, comma 744).
Si ricorda che il citato comma 79 della L. n. 247/2007, come da ultimo modificato dalla L. n. 134/2012, di conversione del D.L. n. 83/2012, stabiliva che per l'anno 2014 l'aliquota fosse del 28% (al 30% per l'anno 2015, al 31% per l'anno 2016, al 32% per l'anno 2017 e al 33% a decorrere dall'anno 2018).
Per i rimanenti iscritti alla predetta gestione (soggetti titolari di pensione, diretta o indiretta, e tutti i soggetti con altra forma pensionistica obbligatoria) - come stabilito dal medesimo comma 79 della L. n. 247/2007 - l’aliquota contributiva pensionistica e la relativa aliquota, per l'anno 2014, passa dal 20 al 21 per cento (al 22% per l'anno 2015 e al 24% a decorrere dall'anno 2016).

7.1.14. Acquisto della pubblicità on-line – Solo da soggetti titolari di partita IVA italiana – Dubbi, perplessità e scetticismo sull'efficacia della norma
I soggetti passivi che intendano acquistare servizi di pubblicità e link sponsorizzati on line, anche attraverso centri media e operatori terzi, sono obbligati ad acquistarli da soggetti titolari di una partita IVA rilasciata dall’amministrazione finanziaria italiana.
Gli spazi pubblicitari on-line e i link sponsorizzati che appaiono nelle pagine dei risultati dei motori di ricerca (servizi di search advertising), visualizzabili sul territorio italiano durante la visita di un sito internet o la fruizione di un servizio on-line attraverso rete fissa o rete e dispositivi mobili, devono essere acquistati esclusivamente attraverso soggetti, quali editori, concessionarie pubblicitarie, motori di ricerca o altro operatore pubblicitario, titolari di partita IVA rilasciata dall’amministrazione finanziaria italiana. La presente disposizione si applica anche nel caso in cui l’operazione di compravendita sia stata effettuata mediante centri media, operatori terzi e soggetti inserzionisti.
Questo è il testo dei due commi che compongono il nuovo articolo 17-bis, rubricato "Acquisto di pubblicità on-line", del D.P.R. n. 633/1972, aggiunto dall'art. 1, comma 33, della legge n. 147/2013 (Legge di stabilità 2014).
Contrariamente a quanto previsto in precedenza, è stata eliminata l'estensione dell'obbligo di partita IVA italiana per le operazioni di commercio elettronico. L’Italia fa da apripista e, primo Paese nell’Unione europea, introduce l’imposta su cui a Bruxelles si discute da diversi mesi. Rimangono, tuttavia, i dubbi che questa norma possa andare in contrasto con le normative europee, visto che l'UE non si è ancora pronunciata in materia.
C'è chi difende la norma a spada tratta e chi la definisce "dannosa, illegale, inutile, poco vantaggiosa e folle". Ma c'è anche chi ha scritto che la soluzione è sbagliata, ma il problema dell'elusione fiscale va affrontato! … meglio se con una strategia europea globale!
Perché se sono reali e veri (non abbiamo nessun motivo per dubitare) i dati che ha riportato l'Espresso il 19 dicembre scorso c'è da rabbrividire! C'è qualcosa che non va!
"È singolare, ad esempio, che nel 2012 – scrive Alessandro Gilioli nel suo articolo- un colosso come Facebook abbia pagato in Italia meno di 200 mila euro di tasse, mentre Amazon è rimasta sotto il milione e Google è arrivata a 1,8 milioni. Tutti insieme quindi i tre giganti digitali hanno versato allo Stato italiano, l’anno scorso, circa 3 milioni di euro: briciole rispetto alla loro attività reale nel nostro Paese.
Ancora più grottesca la vicenda di Apple, che in Italia nel 2012 ha realizzato vendite superiori ai 2 miliardi di euro pagando però solo 3 milioni di tasse (compresi i brani e i film di iTunes): il tutto grazie a una serie di abili partite di giro (del tutto legali) tra le varie società con sedi tra Lussemburgo, Irlanda e Olanda"
.

7.1.15. Arriva l'IMPOSTA UNICA COMUNALE (IUC) – Accorpate IMU, TASI e TARI
È istituita l’Imposta Unica Comunale (IUC). Essa si basa su due presupposti impositivi, uno costituito dal possesso di immobili e collegato alla loro natura e valore e l’altro collegato all’erogazione e alla fruizione di servizi comunali.
La IUC si compone dell’imposta municipale propria (IMU), di natura patrimoniale, dovuta dal possessore di immobili, escluse le abitazioni principali, e di una componente riferita ai servizi, che si articola nel tributo per i servizi indivisibili (TASI), a carico sia del possessore che dell’utilizzatore dell’immobile, e nella tassa sui rifiuti (TARI), destinata sostituire la TARES e a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, a carico dell’utilizzatore (art. 1, comma 639).
Il presupposto della TARI è il possesso o la detenzione a qualsiasi titolo di locali o di aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani. Sono escluse dalla TARI le aree scoperte pertinenziali o accessorie a locali tassabili, non operative, e le aree comuni condominiali di cui all’articolo 1117 del codice ci-vile che non siano detenute o occupate in via esclusiva (art. 1, comma 641).
Il presupposto impositivo della TASI è il possesso o la detenzione a qualsiasi titolo di fabbricati, ivi compresa l’abitazione principale come definita ai fini dell’imposta municipale propria, di aree scoperte nonché di quelle edificabili, a qualsiasi uso adibiti (art. 1, comma 669).
L’istituzione della IUC lascia salva la disciplina per l’applicazione dell’IMU (art. 1, comma 703).
Le modalità di applicazione della nuova imposta denominata IUC sono regolamentate dalla legge n. 147/2013 (Legge di stabilità 2014), all'art. 1, nei commi dal 639 al 731.


LA LEGGE DI STABILITA' PER IL TRIENNIO 2013 - 2015

1. 9 OTTOBRE 2012 - Il Consiglio dei Ministri approva la bozza del DdL relativo alla legge di stabilità per il triennio 2013 - 2015

Il Consiglio dei Ministri n. 49 del 9 ottobre 2012 ha approvato il disegno di legge contenente le disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità) e il disegno di legge contenente il bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2013 e bilancio pluriennale per il triennio 2013-2015.
Quest’anno la Legge di stabilità per il 2013-2015 consente, come previsto dagli impegni assunti in Europa, di conseguire il pareggio di bilancio in termini strutturali nel 2013.
Con la Legge di stabilità sono previste inoltre le norme che assicurano il coordinamento della finanza pubblica dei vari livelli di Governo, al fine di rispettare i requisiti economici e finanziari così come disposto dal Trattato di Maastricht, che anche l’Italia ha sottoscritto nel 1992 (parametri di Maastricht).
Il disegno di legge di bilancio e il disegno di legge di stabilità saranno presentati al Parlamento entro il 15 ottobre di ciascun anno. Gli obiettivi sono cinque:
1) evitare l’aumento di due punti percentuali dell’IVA a partire da luglio 2013. La legislazione vigente prevede l’aumento dell’IVA a partire dal primo luglio 2013. Con la legge di stabilità l’aumento viene dimezzato;
2) nuovi incentivi per l’aumento della produttività;
3) le garanzie per gli esodati;
4) la copertura del quadro esigenziale dei Ministeri per il 2013;
5) il pagamento degli arretrati delle PA.

Per realizzarli sono previsti tre strumenti:
1) revisione della spesa pubblica (spending review);
2) interventi fiscali in materia bancaria e assicurativa;
3) imposta sulle transazioni finanziarie.

La legge di stabilità prevede anche la rimodulazione di alcune tax expenditures per i redditi superiori ai 15mila euro:
- si introduce una franchigia di 250 Euro per alcune deduzioni e detrazioni IRPEF e, per le sole detrazioni, si fissa il tetto massimo di detraibilità a 3000 euro;
- si prevede anche l’assoggettabilità ad IRPEF delle pensioni di guerra e di invalidità.

Al fine di introdurre un importante elemento di equità nella revisione della tassazione sui redditi e agevolare i consumi delle famiglie dal reddito più basso, la legge di stabilità introduce inoltre una riduzione di un punto percentuale (da 23 a 22 punti e da 27 a 26) dell’aliquota IRPEF sui primi due scaglioni di reddito (da 0 a 15mila euro e da 15mila a 28mila euro).
(Fonte: Sito del Governo - Comunicato del Consiglio dei Ministri n. 49 del 9 ottobre 2012)

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2. 22 NOVEMBRE 2012 - La Camera approva il disegno di legge recante Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2013 e bilancio pluriennale per il triennio 2013-2015

Il 22 novembre, con l'ok alla fiducia posta dal Governo, è terminato l'iter del DdL Stabilità alla Camera.
Il provvedimento, che passa ora all'aula di Palazzo Madama, blocca l'aumento dell'aliquota IVA al 10% (che sarebbe dovuto salire all'11% da luglio 2013), incrementa le detrazioni per i figli a carico, stanzia fondi per il credito d'imposta a favore delle PMI e ampliata la platea degli esodati, arrivando a tutelare un totale di oltre 130mila lavoratori, grazie all'eliminazione del taglio dell'IRPEF, che determina un risparmio di 16,6 miliardi di euro.
Accantonati anche l'aumento dell'orario di lavoro per gli insegnanti e l'operazione Cieli Bui, che prevedeva la riduzione dell'illuminazione da parte della P.A..

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3. 21 DICEMBRE 2012 - La Camera approva in via definitiva il disegno di legge recante Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2013 e bilancio pluriennale per il triennio 2013-2015

la Camera ha approvato in via definitiva il disegno di legge, già approvato dalla Camera e modificato dal Senato, concernente Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2013 e bilancio pluriennale per il triennio 2013-2015 (e relative note di variazioni) (C. 5535-B).
Si è passati quindi all’esame del disegno di legge, già approvato dalla Camera e modificato dal Senato, riguardante Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2013) (C. 5534-bis-B).
Il Ministro dell’economia e delle finanze Vittorio Grilli ha posto, a nome del Governo, la questione di fiducia sull’approvazione, senza emendamenti ed articoli aggiuntivi, dell’articolo unico del provvedimento.
La Camera con 373 voti favorevoli e 67 contrari ha votato la fiducia.
Dopo la trattazione degli ordini del giorno e le dichiarazioni di voto finali l’Assemblea ha approvato in via definitiva il provvedimento.
Si attende ora la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

. Se vuoi scaricare il testo della legge di stabilità approvato in via definitiva dalla Camera, clicca QUI.


4. 29 DICEMBRE 2012 - La legge di stabilità 2013 sulla Gazzetta Ufficiale

E' stata pubblicata, sulla Gazzetta Ufficiale n. 302 del 29 dicembre 2012 (Supplemento Ordinario n. 212), la legge 24 dicembre 2012, n. 228, recante "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2013)".
La legge di stabilità 2013, in vigore dal 1° gennaio 2013, si compone di un solo articolo e di 561 commi.

- Si riporta il testo della legge e dei suoi allegati:
. Legge di stabilità 2013 - Parte Prima: Commi 1 - 301.
. Legge di stabilità 2013 - Parte Seconda: Commi 302 - 561.

. Legge di stabilità 2013 - Allegato 1.
. Legge di stabilità 2013 - Allegato 2 - Parte Prima.
. Legge di stabilità 2013 - Allegato 2 - Parte Seconda.

. Se vuoi scaricare il testo della legge n. 228/2012 dal sito NORMATTIVA, clicca QUI.


LA LEGGE DI STABILITA' PER IL TRIENNIO 2012 - 2014

1. 14 OTTOBRE 2011 - Il Consiglio dei Ministri approva la bozza del DdL relativo alla legge di stabilità per il triennio 2012 - 2014

Il Consiglio dei Ministri del 14 ottobre 2011 ha approvato, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, Giulio Tremonti, il disegno di legge relativo alla legge di stabilità per il triennio 2012-2014 ed il disegno di legge sul bilancio di previsione dello Stato per il medesimo triennio.
I due provvedimenti, in linea con le disposizioni introdotte con la legge n.196 del 2009 (legge di contabilità e finanza pubblica), compongono la manovra triennale di finanza pubblica e, in particolare, la legge di stabilità dispone il quadro di riferimento finanziario per il periodo compreso nel bilancio pluriennale 2012-2014, esprimendolo principalmente sotto un aspetto tabellare che conferisce al documento contabile una migliore trasparenza e leggibilità.
Per il predetto triennio, la manovra economico-finanziaria recata dai decreti-legge n. 98 e n. 138 del 2011 si completa con l’odierno disegno di legge di stabilità. Lo stesso infatti è volto anche a recepire le proposte di riduzione di spesa che il Ministeri hanno selettivamente formulato per il triennio 2012-2014 in base a quanto stabilito dall’art. 10, commi da 2 a 5, del richiamato decreto-legge n. 98 del 2011.
Tali proposte concorrono al raggiungimento degli obiettivi programmati di finanza pubblica nel rispetto delle direttive impartite con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 28 settembre 2011.
Nel medesimo disegno di legge sono, inoltre, individuati - in apposito elenco - gli interventi da realizzare con le risorse finanziarie accantonate con il citato decreto-legge n. 98 per oltre 4.800 milioni di euro.
Il disegno di legge relativo al bilancio di previsione risulta elaborato, a legislazione vigente, anch’esso su base triennale, come previsto dalla normativa contabile.
Il Governo conferma così oggi l’impegno per una politica economica improntata a rigore e a riduzione della spesa, in conformità al programma di Governo presentato agli elettori e in coerenza con la sfavorevole congiuntura economica.
(Fonte: Sito del Governo - Comunicato del Consiglio dei Ministri n. 158 del 14/10/2011)


2. 18 OTTOBRE 2011 - La legge di stabilità 2012 in discussione al Senato

Il 18 ottobre 2011 è stato presentato al Senato il Disegno di Legge recante "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilita` 2012)" (Atto Senato n. 2968).
. Se vuoi scaricare il testo del DdL A.S. 2968 contenente anche la Relazione illustrativa, clicca QUI.

. Se vuoi scaricare una nota al disegno di legge di stabilità in discussione al Senato elaborata dal Servizio studi del Senato, clicca QUI.


3. 2 NOVEMBRE 2011 – Al Consiglio dei Ministri si decide per un maxi-emendamento alla legge di stabilità

Il 2 novembre 2011, alle ore 20.40 si è riunito un Consiglio dei ministri straordinario per l'esame delle misure anti-crisi e per la crescita.
Due erano le possibilità: inserire le norme nel DdL stabilità, all'esame del Senato, attraverso un maxiemendamento oppure predisporre un apposito decreto.
Su questa seconda ipotesi è arrivato lo stop del Quirinale, il quale non avrebbe avuto una contrarietà di principio rispetto allo strumento del decreto ma avrebbe opposto serie obiezioni quando ha saputo che nel provvedimento sarebbero state inserite molte misure che non avevano attinenza con l’emergenza economica che il Paese deve fronteggiare. Obiezioni queste che hanno portato il Governo a ripensare tutto.

Questa la nota ufficiale diramata dopo la riunione:
"Il Consiglio dei Ministri, appositamente convocato in via straordinaria, ha esaminato un complesso di misure urgenti a sostegno della economia italiana nello scenario di una sfavorevole congiuntura che sta investendo l'Europa. A seguito degli indirizzi da parte della Banca Centrale europea e delle intese raggiunte nell'ultimo Vertice dell'Unione, il Consiglio ha in particolare approvato un maxi emendamento al disegno di legge di stabilità, che recepisce sul piano normativo gli impegni assunti dal presidente Berlusconi nella sua lettera all'Unione europea del 26 ottobre scorso".

Fra le prime indiscrezioni sulla bozza del decreto, risulta che nel provvedimento si parli di:
- liberalizzazione dei servizi pubblici locali,
- riforma degli ordini professionali e
- valorizzazione degli immobili della Difesa.
Secondo quanto riferito da fonti di governo non sarebbero contenute misure sulla riforma del mercato del lavoro.
L'emendamento sarà presentato al Senato durante l'esame in Commissione bilancio della legge di stabilità.
In un secondo tempo si procederà anche a fare un decreto e un disegno di legge con misure contro la crisi.

Nello stesso Consiglio dei Ministri è stato dato il via libera ad uno schema di regolamento che riconosce ai Comuni capoluogo di provincia, alle Unioni dei Comuni, nonché ai Comuni inclusi negli elenchi regionali delle località turistiche o città d’arte, la possibilità di istituire, con deliberazione del Consiglio, un’imposta di soggiorno a carico di coloro che alloggiano nelle strutture ricettive situate nel proprio territorio.
Sul testo, che discende dalla legge sul federalismo (n. 42 del 2009), verrà acquisita l’intesa in sede di Conferenza Stato-Città ed autonomie locali, nonché il parere del Consiglio di Stato.

. Se vuoi scaricare il testo della bozza del Maxiemendamento al disegno di legge di stabilità, pubblicata dal sito LeggiOggi.it, clicca QUI.


4. 9 NOVEMBRE 2011 – Il testo del maxi-emendamento approda al Senato

In data 9 novembre 2011, il testo del tanto atteso maxi-emendamento alla legge di stabilità per il 2012 è arrivato in Senato portato dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ed è stato poi illustrato in commissione.
Nel provvedimento vengono sostanzialmente confermati i contenuti delle bozze circolate nei giorni scorsi.
Ai sei articoli che compongono la legge di stabilità per il 2012 vengono aggiunti altri venticinque articoli del maxi-emendamento.


4.1. Le novità più rilevanti

Le novità più rilevanti:
- tutti in pensione a 67 anni, ma solo dal 2026 (art. 4-bis);
- via alla dismissione degli immobili pubblici per tagliare il debito (art. 4-ter);
- dettate disposizioni per la dismissioni di terreni agricoli (art. 4-quater);
- liberalizzazione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica (art. 4-sexies);
- riforma degli ordini professionali e società tra professionisti (art. 4-septies);
- accise in aumento sui carburanti e meno tagli all'editoria;
- dettate dispisizioni in materia societaria (art. 4-undecies);
- previste norme a favore dell'apprendistato (stop ai contributi per i primi tre anni di contratto di apprendistato per i datori di lavoro che occupano fino a nove addetti; resta fermo il livello di aliquota del 10% per gli anni successivi; sale dell'1% l'aliquota dei contributi per i co.co.co.);
- più facile il ricorso al contratto di lavoro part-time con l'utilizzo delle clausole flessibili ed elastiche, che potranno nuovamente essere liberamente stabilite dalle parti individuali, nel rispetto di quanto eventualmente stabilito dalla contrattazione collettiva;
- arriva il contratto di inserimento per le donne nelle aree territoriali in cui è più accentuata la differenza di genere nel tasso di disoccupazione;
- in via sperimentale, fino al 31 dicembre 2013, sull'intero territorio nazionale si applicherà la disciplina delle zone a burocrazia zero prevista dall'art. 43 del D.L. n. 78/2010, convertito dalla legge n. 122/2010;
- prevista la mobilità per gli statali in esubero; per coloro che non vengono ricollocati, prevista un'indennità pari all'80% dello stipendio e dell'indennità integrativa speciale con esclusione per qualsiasi altro emolumento retributivo per la durata «massima» di due anni; dopo scatta il licenziamento (art. 4-terdecies);
- dettate norme per la semplificazione del procedimento di apertura di distretti turistici, disciplinati dai commi 4-6 del D.L. n. 70/2010, convertito dalla legge n. 106/2011 (art. 4-quaterdecies).


4.2. Riforma degli ordini professionali e società tra professionisti (art. 4-septies)

Con un apposito decreto del Presidente della Repubblica gli ordini professionali dovranno essere riformati entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto per recepire i nuovi principi fissati.
E' consentita la costituzione di società per l'esercizio di attività professionali regolamentate nel sistema ordinistico secondo i modelli societario regolati dai Titoli V e VI del Libro V del Codice Civile.
In tali società sono ammessi anche i soci non professionisti (di puro capitale), ma l'attività professionale dovrà in ogni caso essere svolta unicamente dai soli soci professionisti iscritti ad Ordini, Albi o Collegi.
La partecipazione ad una società è incompatibile con la partecipazione ad altra società tra professionisti.
La società tra professionisti potrà essere costituita anche per l’esercizio di più attività professionali.
Prevista l’abrogazione della legge 23 novembre 1939, n. 1815 (Disciplina giuridica degli studi di assistenza e di consulenza).


4.3. Semplificazioni in materia di società (art. 4-undecìes, commi 8 - 15)

Il maxi-emendamento prevede anche misure che investono pesantemente il diritto societario, i rapporti e le competenze dei professionisti.
1) Eliminati i dubbi sulla trasferibilità delle quote di Srl con scrittura firmata digitalmente: viene infatti stabilito che l'atto di trasferimento delle partecipazioni di società a responsabilità limitata, disciplinato dal comma 1-bis dell'art. 36 del D.L. n. 112/2008, convertito con modificazioni dalla legge n. 133/2008, "è in deroga al secondo comma dell'art. 2470 del codice civile ed è sottoscritto con la firma digitale di cui all'art. 24 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82".

2) A partire dal 1° gennaio 2012, le SRL senza Collegio sindacale possono redigere il bilancio secondo una schema semplificato, le cui voci e struttura dovranno essere adottato con decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

3) Viene aggiunto un nuovo comma all'art. 6 del D. Lgs. 8 giugno 2011, n. 231 (Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, a norma dell'articolo 11 della legge 29 settembre 2000, n. 300), che stabilisce quanto segue:
"4-bis. Nelle società di capitali il collegio sindacale, il consiglio di sorveglianza e il comitato per il controllo della gestione possono svolgere le funzioni dell'organo di vigilanza di cui al comma 1, lettera b)".

Per effetto di tale modifica si prevede che nelle società di capitali il collegio sindacale, il consiglio di sorveglianza e il comitato per il controllo della gestione possono svolgere le funzioni dell'organismo di vigilanza di cui al comma1, letterab) (ossia il compito di vigilare sul funzionamento e l'osservanza dei modelli e dicurare il loro aggiornamento che, ai sensi della normativa vigente, è affidato a un organismo dell'ente dotato di autonomi poteri di iniziativa edicontrollo).
In sostanza, vengono così azzerati gli organismi di vigilanza in quanto le relative funzioni potranno essere attribuite ai collegi sindacali.

4) Prevista la sostituzione dell’articolo 2477 (Sindaco e revisione legale dei conti).
Nella nuova versione, in materia di organo di controllo nelle società a responsabilità limitata, si stabilisce che l'atto costitutivo può prevedere la nomina di un unico sindaco o di un revisore, anzichè di un collegio sindacale come attualmente previsto.
La nomina del sindaco è obbligatoria:
a) quando il capitale sociale non è inferiore a quello minimo richiesto per le Spa, e cioè di 120mila euro,
b) quando la SRL è tenuta alla redazione del bilancio consolidato,
c) quando la SRL controlla una società obbligata alla revisione legale dei conti,
d) quando la SRL ha superato, per due esercizi consecutivi, due dei parametri indicati dall'art. 2435-bis del Codice civile per la redazione del bilancio in forma abbreviata, ovvero:
♦ totale dell’attivo dello stato patrimoniale: euro 4.400.000;
♦ ricavi delle vendite e delle prestazioni: euro 8.800.000;
♦ dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 50 unità
.

5) Prevista modifiche all'articolo 2397 (Composizione del Collegio).
Per le società aventi capitale sociale inferiore a un milioni di euro lo statuto può prevedere che l’organo di controllo possa essere composto da un sindaco unico scelto tra i revisori legali iscritti nell’apposito registro.

6) Il comma 15 dell'art. 4-undecies è dedicato alle società cooperative di cui al Capo I del Titolo VI del Libro V del Codice civile.
Nel caso in cui siano entrate in vigore norme di legge o regolamentari che incidano, direttamente o indirettamente, sulle materie regolate dallo statuto sociale, le società cooperative di cui al capo I del titolo VI del libro V del codice civile, le cui azioni non siano negoziate in mercati regolamentati, possono modificare il proprio statuto con le maggioranze assembleari previste in via generale dallo statuto per le sue modificazioni, anche nei casi in cui lo statuto stesso preveda maggioranze più elevate per la modifica di determinati suoi articoli.


4.4. Norme in materia di certificati e dichiarazioni sostitutive (art. 4-duodecies)

Vengono apportate rilevanti modifiche al D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa).
1) Le certificazioni rilasciate dalla Pubblica Amministrazione in ordine a stati, qualità personali e fatti sono valide e utilizzabili solo nei rapporti tra privati.
Nei rapporti con gli organi della Pubblica Amministrazione e gestori di pubblici servizi i certificati e gli atti di notorietà sono sempre sostituiti dalle dichiarazioni sostitutive, di cui agli artt. 46 e 47 (art. 40, comma 01).

2) Sulle certificazioni da produrre ai soggetti privati è apposta, a pena di nullità, la dicitura "Il presente certificato non può essere prodotto agli organi della pubblica amministrazione o ai privati gestori di pubblici servizi" (art. 40, comma 02).

3) Le Amministrazioni pubbliche e i gestori di pubblici servizi sono tenuti ad acquisire d'ufficio le informazioni oggetto delle dichiarazioni sostitutive di cui agli articoli 46 e 47, nonchè tutti i dati e i documenti che siano in possesso delle Pubbliche amministrazioni, previa indicazione, da parte dell'interessato, degli elementi indispensabili per il reperimento delle informazioni o dei dati richiesti, ovvero ad accettare la dichiarazione sostitutiva prodotta dall'interessato (art. 43, comma 1).

4) Le informazioni relative alla regolarità contributiva (DURC) sono acquisite d'ufficio, ovvero controllate ai sensi dell'art. 71, dalle Pubbliche amministrazioni procedenti, nel rispetto della specifica normativa di settore (art. 44-bis).

5) Sostituito anche l'art. 72 (Responsabilità in materia di accertamento d'ufficio e di esecuzione dei controlli).

- Si riporta il testo del:
. Maxi-emendamento alla legge di stabilità per il 2012 - Versione pervenuta al Senato il 9 novembre 2011.


5. 9 NOVEMBRE 2011 - Il Governo e il Relatore presentano altri due emendamenti

Il Governo presenta un emendamento all'art. 5 della legge di stabilità nel quale si prevede una riduzione del 60% delle tasse in Abruzzo.
La ripresa della riscossione delle tasse ai cittadini colpiti dal sisma dell’Abruzzo “avviene, senza applicazione di sanzioni, interessi e oneri accessori, mediante il pagamento in 120 rate mensili, di pari importo a decorrere dal mese di gennaio 2012.
L’ammontare dovuto per ciascun titolo o contributo, ovvero, per ciascun carico iscritto a ruolo, oggetto delle sospensioni, al netto dei versamenti già eseguiti, è ridotto al 40%
.

- Si riporta il testo dell':
. Emendamento presentato dal Governo alla legge di stabilità per il 2012 il 9 novembre 2011.


Il relatore Massimo Garavaglia presenta un emendamento che stanzia 450 milioni di euro per il comparto sicurezza nel 2012:
- 200 milioni per il ministero della Difesa;
- 220 milioni per Polizia, Carabinieri e Vigili del fuoco;
- 30 milioni per la Guardia di Finanza.
Altri 100 milioni stanziati per l’edilizia scolastica.

- Si riporta il testo dell':
. Emendamento presentato dal Relatore Massimo Garavaglia alla legge di stabilità per il 2012 il 9 novembre 2011.


6. 10 NOVEMBRE 2011 - Presentato un nuovo emendamento "omnibus" - Via libera in commissione Bilancio al DdL di stabilità

Via libera della commissione Bilancio del Senato al ddl stabilità. Sono state approvate sia le proposte di modifica contenute nel maxiemendamento presentato dal governo, sia quelle del relatore, Massimo Garavaglia, che oggi ha aggiunto un emendamento "omnibus" ai tre presentati ieri.
Ora il testo approderà nell'aula di palazzo Madama che lo licenzierà entro la giornata di sabato.

- Si riporta il testo dell':
. Emendamento "omnibus" presentato dal Relatore Massimo Garavaglia alla legge di stabilità per il 2012 il 10 novembre 2011.

. Se vuoi scaricare una Scheda di lettura del Servizio studi sugli emendamenti del Governo e del Relatore in Commissione Bilancio, clicca QUI.

. Se vuoi scaricare una Scheda di lettura del Servizio studi sugli emendamenti del Governo e del Relatore in Commissione Bilancio, clicca QUI.

. Se vuoi scaricare gli Emendamenti e ordini del giorno presentati in Commissione Bilancio ai ddl di bilancio e di stabilità, clicca QUI.


7. 11 NOVEMBRE 2011 - Il Senato approva i DdL di stabilità e di bilancio

L'Aula del Senato ha approvato il DdL di stabilità con 156 voti favorevoli, 12 voti contrari e 1 astenuto.
I gruppi di maggioranza hanno votato a favore. I senatori del Pd e del Terzo Polo sono rimasti in Aula ma non hanno partecipato al voto.
Ora il provvedimento passa all'esame della Camera per il via libera definitivo.


8. 12 NOVEMBRE 2011 - Sì definitivo alla Legge di stabilità 2012 da parte della Camera

La Camera ha approvato in via definitiva i disegni di legge, già approvati dal Senato, recanti:
- Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2012) (C. 4773 - S. 2968);
- Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2012 e bilancio pluriennale per il triennio 2012-2014 (C. 4774 - S. 2969), nonché la Nota di variazioni al Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2012 e bilancio pluriennale per il triennio 2012-2014 (C. 4774-Bis - S. 2969).

La Camera ha approvato la legge di stabilità per il 2012, ultimo atto del governo Berlusconi, con 380 voti, 26 voti contrari e due astenuti. La maggioranza si è fermata però a quota 309 (uno in più rispetto alla votazione sul Rendiconto) perché 71 «sì» provengono dal Terzo Polo: 35 Udc, 23 Fli, 6 Api, 4 Mpa, 3 Liberaldemocratici.

. Se vuoi scaricare il testo del DdL recante Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilita` 2012), clicca QUI.

. Se vuoi scaricare il testo del DdL recante Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2012 e bilancio pluriennale per il triennio 2012-2014, clicca QUI.

. Se vuoi scaricare una Sintesi dei contenuti del provvedimento, dal sito della Camera dei Deputati, clicca QUI.


9. 14 NOVEMBRE 2011 - Pubblicazione della legge di stabilità 2012 sulla Gazzetta Ufficiale

E' stata pubblicata, sulla Gazzetta Ufficiale n. 165 del 14 novembre 2011 (Supplemento Ordinario n. 234), la Legge 12 novembre 2011, n. 183, recante "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilita' 2012)".


9.1. La struttura della legge

La legge n. 183/2011 (legge di stabilità 2012) si compone di 35 articoli:
- gli articoli 1, 2, 3, 4, 33 e 35 sono gli articoli che componevano in precedenza la legge di stabilità per il 2012;
- gli articoli riportati in colore arancio sono gli articoli aggiunti dal maxi-emendamento applicativo della lettera della BCE,
- gli articoli 29, 30, 31 e 32 sono gli articoli aggiunti a seguito degli emendamenti presentati al Senato dal Relatore.

Art. 1. (Risultati differenziali)
Art. 2. (Gestioni previdenziali)
Art. 3. (Riduzioni delle spese rimodulabili dei Ministeri)
Art. 4. (Riduzioni delle spese non rimodulabili dei Ministeri)
Art. 5. (Disposizioni in materia di trattamenti pensionistici)
Art. 6. (Disposizioni in materia di dismissioni dei beni immobili pubblici)
Art. 7. (Disposizioni in materia di dismissioni di terreni agricoli)
Art. 8. (Disposizioni in materia di debito pubblico degli enti territoriali)
Art. 9. (Liberalizzazione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica)
Art. 10. (Riforma degli ordini professionali e societa` tra professionisti)
Art. 11. (Programmazione della ricerca e premialita`)
Art. 12. (Fondo nuovi nati)
Art. 13. (Semplificazione dei pagamenti e degli accertamenti delle violazioni all’obbligo di copertura assicurativa)
Art. 14. (Riduzione degli oneri amministrativi per imprese e cittadini)
Art 15. (Norme in materia di certificati e dichiarazioni sostitutive e divieto di introdurre, nel recepimento di direttive dell’Unione europea, adempimenti aggiuntivi rispetto a quelli previsti dalle direttive stesse)
Art. 16. (Disposizioni in tema di mobilita` e collocamento in disponibilita` dei dipendenti pubblici)
Art. 17. (Semplificazione procedimento distretti turistici)
Art. 18. (Finanziamento di infrastrutture mediante defiscalizzazione)
Art. 19. (Interventi per la realizzazione del corridoio Torino – Lione e del Tunnel del Tenda)
Art. 20. (Cessione di partecipazioni ANAS S.p.a.)
Art. 21. (Finanziamento opere portuali)
Art. 22. (Apprendistato, contratto di inserimento donne, part-time, telelavoro, incentivi fiscali e contributivi)
Art. 23. (Fondo di rotazione per le politiche comunitarie)
Art. 24. (Disposizioni per lo sviluppo del settore dei beni e delle attivita` culturali)
Art. 25. (Impiego della posta elettronica certificata nel processo civile)
Art. 26. (Misure straordinarie per la riduzione del contenzioso civile pendente davanti alla Corte di cassazione e alle corti di appello)
Art. 27. (Modifiche al codice di procedura civile per l’accelerazione del contenzioso civile pendente in grado di appello)
Art. 28. (Modifiche in materia di spese di giustizia)
Art. 29. (Modificazioni dell’articolo 55 del decreto-legge 31 maggio 2011, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122)
Art. 30. (Patto di stabilita` interno)
Art. 31. (Patto di stabilita` interno degli enti locali)
Art. 32. (Patto di stabilita` interno delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano)
Art. 33. (Disposizioni diverse)
Art. 34. (Deduzione forfetaria in favore degli esercenti impianti di distribuzione carburanti)
Art. 35. (Fondi speciali e tabelle)
Art. 36. (Entrata in vigore)

ALLEGATO 1 (articolo 1, comma 1) - Risultati differenziali
ALLEGATO 2 (articolo 2, commi 1, 2 e 3)
ALLEGATO 3 (articolo 33, comma 29) - Riepilogo somme versate all’entrata del bilancio dello Stato non riassegnate
Elenco 1 (articolo 3) - RIiduzioni delle dotazioni finanziarie rimodulabili di ciascun Ministero - Triennio 2012-2014
Elenco 2 (articolo 4, comma 51)
Elenco 3 (articolo 33, comma 1)

9.2. Entrata in vigore

Salvo quanto previsto dall’articolo 33, commi 7, 9, 29, 31, 35 e 36, la legge di stabilità per il 2012 entra in vigore il 1º gennaio 2012.


9.3. Qualche altro approfondimento sui contenuti

Garante del contribuente, si cambia (art. 4, commi da 36 a 38)
Dal 1° gennaio 2012, il Garante del contribuente da organo collegiale (tre membri) si trasforma in organo monocratico.
Viene eliminata la previsione secondo cui il Garante può essere scelto tra i dirigenti dell'amministrazione finanziaria e uffici generali superiori della Guardia di Finanza, a riposo da almeno due anni. Con la conseguenza quindi che il Garante potrà essere scelto solo tra magistrati, professori universitari, notai, avvocati, dottori commercialisti e ragionieri.

Riforma degli Ordini professionali (art. 10)
La norma, da una parte, prevede una delegificazione degli ordinamenti professionali da realizzarsi in base a principi di liberalizzazione, dall'altra, disciplina l'esercizio delle professioni in forma societaria, conseguentemente abrogando la precedente disciplina delle associazioni professionali.
La delegificazione dovrà essere realizzata entro 12 mesi dall'entrata in vigore della legge di stabilità (e dunque entro il 31 dicembre 2012).
Viene eliminato il riferimento alle tariffe professionali come criterio per la determinazione del compenso del professionista; le parti quindi potranno definire liberamente il compenso.
In arrivo nuove regole per consentire ai professionisti iscritti a ordini professionali di esercitare la professione in forma societaria o cooperativa.
La norma prevede che possa essere consentito alla società tra professionisti di assumere anche la forma di società di capitali.
Qualsiasi forma sia prescelta, la denominazione sociale sarà "società tra professionisti", che potrà svolgere anche diverse attività professionali (cosiddette "società multidisciplinare").
Per poter utilizzare la denominazione "società tra professionisti", la società deve prevedere nell'atto costitutivo alcuni requisiti, tra cui l'esercizio in via esclusiva dell'attività professionale da parte dei soci.
Possono poi assumere la qualifica di socio soltanto i professionisti iscritti a ordini, albi o collegi, e i cittadini di Stati membri dell'UE in possesso del titolo di studio abilitante all'esercizio della professione.
Sono peraltro ammessi soci non professionisti per lo svolgimento di prestazioni tecniche ovvero per finalità di investimento.

Zone a burocrazia zero (art. 14, commi da 1 a 6)
La norma dispone in via sperimentale (fino al 31 dicembre 2013) su tutto il territorio nazionale la disciplina delle zone a burocrazia zero previste dall'articolo 43 del decreto legge 78 del 2010 solo per il Sud.

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Società di capitali e società cooperative (art. 14, commi da 12 a 15)
La norma reca una modifica alla disciplina dell'esclusione della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche e degli enti per i reati commessi nell'interesse o a vantaggio dell'ente da persone che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione o che comunque esercitano, anche di fatto, la gestione e il controllo (art. 6, D. Lgs. n. 231/2001).
Viene in particolare specificato che, nelle società di capitali, le funzioni di organismo cui è affidato il compito di vigilare sui modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire reati possono essere svolte dal collegio sindacale, dal consiglio di sorveglianza e dal comitato di controllo.
La norma interviene anche sulla disciplina del collegio sindacale delle società di capitali.

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Si riconosce infine alle società cooperative non quotate in borsa la possibilità di modificare lo statuto sociale con le maggioranze assembleari previste in via generale per le modifiche statutarie quando siano entrate in vigore norme di legge o regolamentari che incidono, anche indirettamente, su materie disciplinate dallo statuto, anche quando quest'ultimo richieda maggioranze più elevate.

Certificati e dichiarazioni sostitutive (art. 15)
Sono state dettate norme in materia di certificati e dichiarazioni sostitutive che prevedono la semplificazione di procedimenti amministrativi con l'obiettivo - come si legge nella relazione illustrativa dell'emendamento del Governo presentato al Senato - di ridurre gli adempimenti a carico dei privati.
In primo luogo viene introdotta la previsione della invalidità e inutilizzabilità delle certificazioni rilasciate dalla PA nei rapporti con organi della Pubblica Amministrazione stessa.
Viene previsto che le certificazioni rilasciate dalla Pubblica Amministrazione in ordine a stati, qualità personali e fatti sono valide e utilizzabili solo nei rapporti tra privati.
In luogo di tali certificazioni, nei rapporti con gli organi della PA e i gestori di pubblici servizi, i certificati e gli atti di notorietà sono sempre sostituiti dalle dichiarazioni sostitutive di cui agli articoli 46 (dichiarazioni sostitutive di certificazioni) e 47 (dichiarazioni sostitutive di atti di notorietà).
Viene posto l'obbligo di apposizione sui certificati, a pena di nullità, la dicitura "Il presente certificato non può essere prodotto agli organi della pubblica amministrazione o ai privati gestori di pubblici servizi".
Si stabilisce inoltre previsto che le Amministrazioni Pubbliche sono tenute ad acquisire d'ufficio le informazioni oggetto delle dichiarazioni sostitutive (di certificazione e di atto di notorietà) nonchè tutti i dati e i documenti che siano in possesso delle pubbliche amministrazioni, previa indicazione, da parte dell'interessato, degli elementi indispensabili per il reperimento delle informazioni o dei dati richiesti.

Pubblico impiego, mobilità (art. 16)
Viene ridisegnata la procedura da attivare nel caso di situazioni di soprannumero o eccedenze di personale all'interno delle amministrazioni pubbliche.
In questi casi (da comunicare alla Funzione Pubblica) si procede, se ne ricorrono i presupposti, al "licenziamento forzoso" per raggiungimento dei 40 anni di contributi. In subordine, si procede alla ricollocazione totale o parziale del personale in soprannumero o in eccedenza nell'ambito della stessa amministrazione ricorrendo a forme flessibili della gestione del tempo di lavoro o a contratti di solidarietà, ovvero presso altre amministrazioni (anche fuori dalla Regione di lavoro). In ultima analisi, scatta il collocamento in disponibilità.
Dalla data di collocamento in disponibilità restano sospese tutte le obbligazioni inerenti al rapporto di lavoro. Mentre il lavoratore ha diritto a un'indennità pari all'80 per cento dello stipendio e dell'indennità integrativa speciale, con esclusione di qualsiasi altro emolumento retributivo comunque denominato, per la durata massima di ventiquattro mesi.
I periodi di godimento dell'indennità sono riconosciuti ai fini della determinazione dei requisiti di accesso alla pensione e della misura della stessa.
Viene riconosciuto pure il diritto all'assegno per il nucleo familiare.
Specifica importante: si prevede la non applicazione delle disposizioni esposte ai commi precedenti ai concorsi già banditi e alle assunzioni già autorizzate alla data di entrata in vigore del provvedimento in esame.

Distretti turistici, semplificazione dei procedimenti (art. 17)
Si interviene sulla normativa sui distretti turistici, istituibili in zone costiere, prevedendo una semplificazione della procedura di delimitazione territoriale del distretto. Tale semplificazione consiste:
a) nella previsione di un termine di 90 giorni, decorrente dalla data di avvio del procedimento, per la conclusione del procedimento di delimitazione del Distretto a opera della Regione interessata (d'intesa con il Tesoro e con i Comuni interessati e partecipe l'agenzia del demanio);
b) nella previsione che se entro tale termine di 90 giorni l'amministrazione competente (la Regione) non comunica all'interessato un provvedimento espresso di diniego, il procedimento di delimitazione del Distretto turistico si intende concluso favorevolmente.

Contributo unificato (art. 28)
Aumentano alcuni importi del contributo unificato. Aumentano della metà gli importi per i giudizi di impugnazione. Raddoppiati gli importi per i processi in Cassazione.
Gli aumenti si applicano anche alle controversie pendenti nelle quali il provvedimento impugnato sia stato pubblicato o, nel caso non sia prevista la pubblicazione, depositato successivamente all'entrata in vigore della legge di stabilità.
In relazione all'obbligo di pagamento del contributo unificato la parte che per prima si costituisce in giudizio, che deposita il ricorso introduttivo, deve integrare l'importo unificato già versato nel caso in cui attraverso una modifica della domanda o una domanda riconvenzionale o una chiamata in causa si ottenga un aumento del valore della causa.
Obbligo per tutte e due le parti, quando propongono domanda riconvenzionale o formulano chiamata in causa o svolgono intervento autonomo, di versare un autonomo contributo unificato determinato in base al valore della domanda proposta.
Il maggior gettito derivante dall'applicazione delle modifiche al contributo unificato è destinato al Ministero della Giustizia.


9.4. Testo della legge di stabilità 2012 e del Bilancio di previsione e pluriennale

- Si riporta il testo della:
. LEGGE 12 novembre 2011, n. 183: Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2012).

. LEGGE 12 novembre 2011, n. 184: Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2012 e bilancio pluriennale per il triennio 2012-2014.

. Se vuoi scaricare il testo della legge n. 184/2011 dal sito NORMATTIVA, clicca QUI.


LEGGE N. 220 DEL 2010 - LEGGE DI STABILITA' PER IL 2011

1. 15 OTTOBRE 2010 - Il disegno di legge n. 3778 presentato alla Camera

Il 15 ottobre 2010 è statoi presentato alla Camera dei Deputati il disegno di legge (N. 3778), recante "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2011)".
Il disegno di legge di stabilità per il triennio 2011-2013 è stato predisposto sulla base della nuova disciplina prevista dall’articolo 11 della legge 31 dicembre 2009, n. 196.

. Se vuoi scaricare il testo del disegno di legge, clicca QUI.


2. 19 NOVEMBRE 2010 - La Camera approva il disegno di legge recante la legge di stabilità 2011

Il 19 novembre 2010 la Camera, con 303 voti a favore, 250 contrari e due astenuti, ha approvato il disegno di legge recante la legge di stabilità 2011.
Nel testo della legge di stabilità è stato approvato il maxiendamento del Governo.
Il 23 novembre Palazzo Madama inizierà l'esame del disegno di legge in commissione Bilancio, quindi passerà in aula dove il provvedimento sarà definitivamente approvato entro il 10 dicembre.

. Per scaricare il testo del maxiemendamento presentato dal Governo, clicca QUI.

. Per un approfondimento sui contenuti del disegno di legge approvato dalla Camera, clicca QUI.


3. 7 DICEMBRE 2010 - Il Senato approva il disegno di legge recante la legge di stabilità 2011 e il bilancio dello Stato

Il Senato ha approvato definitivamente la legge di stabilità (S 2464) e il bilancio dello Stato (S 2465).
La legge di stabilità è stata approvata con 161 voti favorevoli, 127 contrari e 5 astenuti.
Il bilancio dello Stato è stato approvato con 161 voti favorevoli, 124 contrari e 5 astenuti.

La manovra finanziaria, che oggi si chiama ''legge di stabilità'', è composta da un solo articolo di 171 commi e da numeri e tabelle che 'fotografano' i conti pubblici come sono stati costruiti nel passato e come si proiettano nel futuro.
I punti principali della manovra sono:
- la riforma fiscale,
- i regimi di esenzione ed agevolazione fiscali,
- gli ammortizzatori sociali (1,5 miliardi di euro),
- il rifinanziamento delle missioni internazionali (fondo di 750 milioni di euro per il primo semestre),
- l'ecobonus (55% da spalmare in 10 anni),
- le università pubbliche (800 milioni di euro) e private (25 milioni di euro),
- il nucleare,
- la pubblica amministrazione e
- il Sud.

. Per scaricare il testo delle Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2011), approvata dal Senato, clicca QUI.

. Per scaricare il testo delle Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013, approvata dal Senato, clicca QUI.

. Se vuoi approfondire i contenuti della legge di stabilità 2011 e visitare il sito del Sole 24Ore, clicca QUI.


4. 21 DICEMBRE 2010 - La legge di stabilità 2011 e il bilancio dello Stato sulla Gazzetta Ufficiale

Sono state pubblicate, sulla Gazzetta Ufficiale n. 297 del 21 dicembre 2010 (Suppl. Ord. n. 281):
- la LEGGE 13 dicembre 2010, n. 220, recante "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilita' 2011);
- la LEGGE 13 dicembre 2010, n. 221, recante "Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013".

- Si riporta il testo della:
. LEGGE 13 dicembre 2010, n. 220: Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilita' 2011).

. LEGGE 13 dicembre 2010, n. 221: Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013.


Legge di stabilità 2011 - Proponiamo un approfondimento di Assonime

Assonime ha illustrato le novità di maggiore rilievo in materia di imposizione diretta e indiretta contenute nella legge di stabilità finanziaria, riassumendole nei seguenti 7 punti.

1) In primo luogo, è previsto un aumento delle sanzioni relative ad alcuni istituti deflattivi del contenzioso e delle sanzioni da applicare in caso di ravvedimento operoso.
In particolare, è previsto:
a. l’aumento da un quarto ad un terzo delle sanzioni previste in caso di accertamento con adesione in tema di imposte sui redditi, IVA e altre imposte indirette (e, cioè, delle sanzioni previste dagli artt. 2, comma 5, e 3, comma 3, del D. Lgs. 19 giugno 1997, n 218); conseguentemente, aumenta da un ottavo ad un sesto la sanzione prevista per l’adesione agli inviti al contraddittorio e ai processi verbali di constatazione (artt. 5, comma 1-bis, e 5-bis, del D. Lgs. n. 218/1997) (art. 1, comma 18, della legge di stabilità finanziaria);

b. l’aumento da un quarto ad un terzo delle sanzioni previste nell’ipotesi in cui il contribuente rinunci ad impugnare l’avviso di accertamento o di liquidazione (e, cioè, delle sanzioni previste dall’art. 15, comma 1, del D. Lgs. n. 218/1997); conseguentemente aumenta da un ottavo ad un sesto la sanzione prevista nell’ipotesi di c.d. “acquiescenza forzata” (15, comma 2-bis, D. Lgs. n. 218/1997) (art. 1, comma 18, della legge di stabilità finanziaria);

c. l’aumento da un quarto ad un terzo delle sanzioni previste per la definizione agevolata delle sanzioni (artt. 16, comma 3, e 17 comma 2, del D. Lgs. 472/1997) (art. 1, comma 20, della legge di stabilità finanziaria);

d. l’applicazione, in caso di conciliazione giudiziale della controversia (art. 48, del D. Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546) di una sanzione pari al “40 per cento delle somme irrogabili in rapporto dell’ammontare del tributo risultante della conciliazione medesima” (in luogo della sanzione precedentemente prevista pari ad un terzo delle somme irrogabili in rapporto dell’ammontare del tributo oggetto di conciliazione giudiziale) (art. 1, comma 19, della legge di stabilità finanziaria);

e. l’aumento delle sanzioni previste nell’ipotesi di ravvedimento operoso (art. 13 del D. Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472) ed in particolare:
e1) l’aumento da un dodicesimo ad un decimo del minimo della sanzione “nei casi di mancato pagamento del tributo o di un acconto, se esso viene eseguito nel termine di trenta giorni dalla data della sua commissione” (art. 13, comma 1, lett. a), del D. Lgs. n. 472/1997);
e2) l’aumento da un decimo ad un ottavo del minimo della sanzione “se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro un anno dall’omissione o dall’errore” (art. 13, comma 1, lett. b), del D. Lgs. n. 472/1997);
e3) l’aumento da un dodicesimo ad un decimo del minimo della sanzione "è prevista per l’omissione della presentazione della dichiarazione, se questa viene presentata con ritardo non superiore a novanta giorni”, nonché l’aumento da un dodicesimo ad un decimo del minimo della sanzione “prevista per l’omessa presentazione della dichiarazione periodica prescritta in materia di imposta sul valore aggiunto, se questa viene presentata con ritardo non superiore a trenta giorni” (art. 13, comma 1, lett. c), del D. Lgs. n. 472/1997) (art. 1, comma 20, della legge di stabilità finanziaria);

Le modifiche di cui alle lettere a) e b) “si applicano con riferimento agli atti definibili emessi dagli uffici dell’agenzia delle entrate a decorrere dal 1° febbraio 2011”.
Le modifiche di cui alle lettera c) “si applicano con riferimento agli atti emessi a decorrere a decorre dal 1° febbraio 2011”.
Le modifiche di cui alla lettere d) “si applicano ai ricorsi presentati a decorrere dal 1° febbraio 2011”.
Le modifiche di cui alla lettera e) “si applicano alle violazioni commesse a decorrere dal 1° febbraio 2011”.

2) In tema di accertamento l’art. 1, comma 17, della legge di stabilità finanziaria, “al fine di migliorare le attività di controllo fiscale indirizzandole verso situazioni a maggiore rischio di evasione”, ha previsto:
• che nell’ambito dei controlli formali delle dichiarazioni si tenga conto anche “di specifiche analisi del rischio di evasione” e
• che gli uffici possono procedere ad accertamento parziale, anche sulla base delle attività istruttorie previste dagli artt. 32, primo comma, numeri da 1 a 4, del d.P.R. 600/1973 (per le imposte sui redditi) e 51, secondo comma, numeri da 1) a 4), del d.P.R. n. 633/1972 (per l’IVA).
Tali innovazioni sono state introdotte previa modifica degli artt. 36-ter (controllo formale delle dichiarazioni) e 41-bis (accertamento parziale) del d.P.R n. 600/1973, nonché dell’art. 54 del d.P.R. n. 633/1972 (rettifica delle dichiarazioni).

3) È stata prorogata fino al 31 dicembre 2011 l’agevolazione per la riqualificazione energetica di edifici esistenti di cui all’art. 1, commi da 344 a 347, della legge 27 dicembre 2006, n. 296; la detrazione prevista da tale agevolazione, tuttavia, dovrà essere ripartita in dieci rate e non più in tre rate (art. 1, comma 48, della legge di stabilità finanziaria).

4) Per quanto riguarda il reddito di lavoro dipendente la legge di stabilità ha definito per il 2011 le modalità attuative della tassazione agevolata degli elementi retributivi incentivanti disposta dall’art. 53 del D.L. n. 78/2010.
L’agevolazione riguarda la tassazione con un’imposta sostitutiva del 10 per cento delle c.d. retribuzioni premianti che risultino corrisposte in attuazione di accordi o contratti collettivi territoriali o aziendali nel limite di 6.000,00 euro lordi e per i titolari di reddito da lavoro dipendente non superiore a 40.000,00 euro (art. 1, comma 47, della legge di stabilità finanziaria).

5) L’art. 1, comma 25, della legge di stabilità finanziaria prevede il finanziamento, nella misura di 100 milioni di euro per l’anno 2011, di un credito d’imposta a favore delle imprese che affidano attività di ricerca e sviluppo ad università o ad enti pubblici di ricerca ( c.d. ricerca contrattuale).
La misura percentuale dell’agevolazione, che spetta per gli investimenti realizzati a decorrere dall’1 gennaio 2011 e fino al 31 dicembre 2011, verrà stabilita con apposito decreto del Ministro dell’Economia e delle finanze, di concerto con i Ministri dell’istruzione, dell’università e della ricerca e dello sviluppo economico.
Con questo decreto, di natura non regolamentare, verranno inoltre individuate le tipologie di interventi agevolabili, i soggetti beneficiari e le modalità di fruizione del credito d’imposta nel rispetto del limite di spesa complessivo (100 milioni di euro).
Il credito d’imposta, analogamente al credito d’imposta per ricerca e sviluppo di cui all’art. 1, commi 280-284, della legge n. 296/2006, deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sostenimento dei costi e non concorre alla formazione del reddito né della base imponibile dell’IRAP. Esso, inoltre, non rileva ai fini del rapporto di cui agli artt. 61 e 109, comma 5, del TUIR.
Questo credito d’imposta è utilizzabile “esclusivamente in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241”.

6) In materia di IVA, è previsto un ampliamento dell’imponibilità stabilita per le cessioni di immobili abitativi (art. 1, comma 85, della legge di stabilità finanziaria).
Tali operazioni – in linea generale esenti dall’imposta – sono invece imponibili se realizzate dalle imprese costruttrici o dalle imprese che hanno eseguito sugli immobili ceduti interventi di ristrutturazione entro un determinato periodo di tempo, individuato in quattro anni, che decorre dalla data di ultimazione della costruzione o di esecuzione degli interventi, o anche successivamente nel caso in cui entro tale termine gli immobili siano stati locati per un periodo non inferiore a quattro anni, in attuazione di programmi di edilizia residenziale convenzionata.
In base alla modifica, il periodo decorso il quale le cessioni di cui si tratta non sono più imponibili ma esenti passa da quattro a cinque anni, con la conseguenza che dal 1° gennaio 2011 saranno esenti le cessioni di immobili abitativi eseguite dai predetti soggetti dopo cinque anni, e non più dopo quattro anni, dalla costruzione o dalla ristrutturazione degli immobili.
L’applicazione dell’IVA consente ai cedenti la detrazione dell’imposta assolta a monte sugli acquisti: la modifica disposta dalla legge di stabilità permetterà, quindi, questa possibilità per un ulteriore anno rispetto a quanto già previsto.

7) È stato modificato il trattamento tributario del contratto di locazione finanziaria (leasing) con riferimento alle imposte di registro, ipotecaria e catastale, per garantirne la coerenza con la disciplina dei trasferimenti immobiliari operati con schemi contrattuali diversi dal leasing (art. 1, commi 15-16 della legge di stabilità finanziaria).

. Se vuoi approfondire i contenuti della legge di stabilità e visitare il sito del Governo, clicca QUI.


LEGGE N. 191 DEL 2009 - LEGGE FINANZIARIA PER IL 2010

E' composta di soli due articoli (per un totale di 247 commi) il testo della Finanziaria per il 2010 approvato dalla Commissione Bilancio il 7 dicembre 2009 e all'esame della Camera per il si definitivo.

Con la manovra varata l’azione del Governo prosegue nel percorso avviato per stimolare la crescita mantenendo al contempo la stabilità dei conti pubblici.
In continuità con l’azione intrapresa, il disegno di legge finanziaria per il 2010 prevede, tra l’altro, l’utilizzo delle maggiori risorse derivanti dalla misure di contrasto all’evasione e all’elusione fiscale senza dar luogo ad un peggioramento dei saldi di finanza pubblica.

Sono previsti i seguenti stanziamenti:
- adeguamento antisismico delle scuole: 300 milioni di euro;
- sostegno al settore dell'autotrasporto: 400 milioni di euro;
- costruzione di nuove strutture carcerarie e/o ampliamento di vecchie strutture: 500 milioni di euro;
- incremento del fondo 2010 per il finanziamento dell'università: 400 milioni di euro;
- incremento del fondo per la tutela dell'ambiente e la promozione dello sviluppo del territorio: 50 milioni di euro;
- stabilizzazione di lavoratori Asu: 370 milioni di euro; finanziamento di emittenti radiotelevisive locali: 50 milioni di euro;
- scuole private: 130 milioni di euro.

Tra le principali novità in arrivo:
- creazione della c.d. Banca del Mezzogiorno S.p.a.;
- proroga della detassazione dei contratti di produttività per tutto il 2010;
- assessori e consiglieri comunali: taglio del 20%;
- norme di attuazione del Patto per la Salute (triennio 2010-2012);
- invalidità civile: incremento di 100 mila verifiche Inps al fine di prevenire le frodi;
- acconto Irpef 2009: riduzione del 20%
.

Si riporta il testo della:
. Legge Finanziaria per il 2010 nel testo approvato dalla Commissione Bilancio il 7 dicembre 2009 e attualmente in discussione alla Camera (Atto AC 2396-A).

Si riporta il testo della:
. Legge Finanziaria per il 2010 nel testo approvato dal Senato il 13 novembre 2009 (Atto Senato 1790).


15 dicembre 2009 - Il Governo pone la fiducia
16 dicembre 2009 - La Camera approva


Il giorno 15 dicembre 2009, la Camera dei deputati ha iniziato l’esame del disegno di legge, già approvato dal Senato, concernente Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2010) (C2936-A).
Dopo l’approvazione dell’articolo 1 il Ministro per i rapporti con il Parlamento Elio Vito ha posto, a nome del Governo, la questione di fiducia sull’approvazione, senza emendamenti ed articoli aggiuntivi, dell’articolo 2 del provvedimento, nel testo approvato dalla Commissione Bilancio.
Il 16 dicembre l'Aula ha approvato definitivamente il disegno di legge di contabilità e finanza pubblica (1397-B). Il Senato torna a riunirsi lunedì 21 dicembre alle ore 18,30, per esaminare le modifiche apportate dalla Camera ai ddl finanziaria (1790-B) e bilancio (1791-B).

. Se vuoi scaricare il testo del disegno di legge approvato alla Camera (C2936-A), clicca QUI.


22 dicembre 2009 - OK definitivo da parte del Senato

Il Senato ha definitivamente approvato in terza lettura i disegni di legge finanziaria (1790-B) e bilancio (1791-B). La Manovra è passata con 158 voto a favore, 117 contrari e 4 astenuti.

. Se vuoi scaricare il testo del disegno di legge approvato definitivamente dal Senato (1790-B), clicca QUI.


31 dicembre 2009 - Pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale

E' stata pubblicata, sulla Gazzetta Ufficiale n. 303 del 31 dicembre 2009 - Suppl. Ord. n. 243, la Legge 23 dicembre 2009, n. 191, recante "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2010)".

- Si riporta il testo della:
. Legge 23 dicembre 2009, n. 191: Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge finanziaria 2010).


LA LEGGE N. 203 DEL 2008 - LEGGE FINANZIARIA PER IL 2009

Pubblicata, sulla Gazzetta Ufficiale n. 303 del 30 dicembre 2008 (Supplemento Ordinario n. 285), la legge 22 dicembre 2008, n. 203, recante “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge Finanziaria 2009)”.
La manovra finanziaria per il 2009 è composta da soli 4 articoli ed una serie di saldi e tabelle.
Il provvedimento rimanda alla manovra triennale d'estate (Decreto-Legge n. 112/2008, convertito, con modificazioni, nella Legge n. 133/2008) contenente le disposizioni per i prossimi 3 anni in materia di sviluppo economico, semplificazione, competitività, stabilizzazione della finanza pubblica e perequazione tributaria.

In particolare, vengono previste misure per:
contrattazione collettiva: stanziamento di ulteriori 1.560 milioni di euro;
settore agricolo: aliquota Irap all'1,9% confermata in via definitiva;
autotrasporto: indennità autotrasportatori e tasse automobilistiche;
fondi ed enti previdenziali: adeguamento dei trasferimenti dallo Stato;
riscaldamento: zone svantaggiate e coltivazione in serra;
ristrutturazioni edilizie: IVA e IRPEF per ristrutturazioni della casa, agevolazioni sulla ricostruzione/ristrutturazione di edifici colpiti dal terremoto del Belice;
scuola: 19% per l'asilo nido;
insegnanti: detrazione fino a 500 euro per aggiornamento professionale autonomo;
trasporto pubblico: detrazione del 19% degli abbonamenti fino a 250 euro l'anno.


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. Se vuoi scaricare il testo della legge n. 203, clicca QUI.

LA LEGGE N. 244 DEL 2007 - LEGGE FINANZIARIA PER IL 2008

Il testo della legge

Pubblicata, sul Supplemento Ordinario n. 285 alla Gazzetta Ufficiale n. 300 del 28 dicembre 2007, la legge 24 dicembre 2007, n. 244, concernente “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2008)”.

Si riporta il testo della legge Finanziaria 2008, con la guida alla lettura elaborata da Il Sole 24 Ore:
. PARTE PRIMA – Art. 1, commi 1 – 124.
. PARTE SECONDA – Art. 1, commi 125 – 331.
. PARTE TERZA – Art. 1, commi 332 – 387; Art. 2, commi 1 - 265.
. PARTE QUARTA – Art. 2, commi 266 - 602.
. PARTE QUINTA – Art. 2, commi 603 - 642; Art. 3, commi 1 - 164.


Contenuto

La Legge Finanziaria 2008 si compone di tre soli articoli e di 1.193 commi, così suddivisi:
Disposizioni di carattere finanziario (Art. 1: commi 1-4);
Disposizioni in materia di entrata (Art. 1: commi 5-374);
Interventi sulle missioni (Art. 1: commi 375-387, Art. 2 e Art. 3: commi 1-150);
Norme finali (Art. 3: commi 151-164).

La Finanziaria per il 2008 contiene una serie di detrazioni, alcune nuove, altre riproposte o integrate da nuove opportunità.
Sono previste:
a) agevolazioni per l'acquisto dei computer da parte dei collaboratori, compresi i titolari di assegni di ricerca,
b) detrazioni per chi ha una casa in affitto o per i giovani che se ne vanno da casa di mamma e papà;
c) bonus per la formazione e l'aggiornamento degli insegnanti e per le spese per l'asilo nido del bebè;
d) detrazioni per carichi di famiglia e per redditi di lavoro;
e) detrazioni per famiglie numerose;
f) riduzione ICI per l’abitazione principale pari all'1,33 per mille della base imponibile, con un tetto di 200 euro;
g) detrazioni per gli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale;
h) detrazioni per le ristrutturazioni edilizie;
i) proroghe delle agevolazioni per la riqualificazione energetica degli edifici
.

Facciamo presente che la legge n. 244/2007 ha già subito modifiche per effetto del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, concernente "Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni urgenti in materia finanziaria", cosiddetto "Decreto Milleproroghe".


La FONDAZIONE LUCA PACIOLI, con il documento n.1 del 11 gennaio 2008 e con il documento n.4 del 13 febbraio 2008, entrambi dal titolo "Principali misure fiscali contenute nella legge 24 dicembre 2007, n. 244", ha illustrato gli interventi più rilevanti in materia tributaria adottati con la legge n. 244/07.
Le molte disposizioni introdotte vengono esposte secondo il seguente ordine:
• interventi in materia di imposte sui redditi (IRPEF, IRES);
• interventi in materia di IRAP;
• interventi in materia di ICI;
• interventi in materia di IVA;
• interventi in materia di accertamento tributario;
• interventi sugli adempimenti dei contribuenti;
• interventi sul settore delle attività professionali
.

. Se vuoi scaricare il documento, clicca QUI.


Alcuni punti di rilievo

Codice dell'amministrazione digitale (art. 1, comma 120).
Slitta al 31 dicembre 2008 la data a decorrere dalla quale non è più consentito l'accesso ai servizi erogati in rete dalle pubbliche amministrazioni, con strumenti diversi dalla carta d'identità elettronica (CIE) e dalla carta nazionale dei servizi (CNS).

Reddito agrario (art. 1, comma 176).
E' considerata produttiva di reddito agrario anche la coltivazione di vegetali per conto terzi.

Fattura elettronica (art. 1, comma 209 - 214).
Diventerà obbligatoria la fattura elettronica per gli operatori che hanno relazioni con la Pubblica Amministrazione e gli Enti pubblici nazionali.
In apposito decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze dovrà definire le regole tecniche per rendere operativa tale fatturazione.

Bollo telematico (art. 1, comma 205)
Rideterminata la tariffa dell'imposta di bollo relativa a domande, denunce e atti presentate da imprese individuali per via telematica al Registro delle imprese: passa da 42,00 a 17,50 euro.

Istituiti i gruppi di acquisto solidali (art. 1, commi 266-268).
I "gruppi di acquisto solidale" sono i soggetti associativi senza scopo di lucro costituiti al fine di svolgere attività di acquisto collettivo di beni e distribuzione dei medesimi, senza applicazione di alcun ricarico, esclusivamente agli aderenti, con finalità etiche, di solidarietà sociale e di sostenibilità ambientale, in diretta attuazione degli scopi istituzionali e con esclusione di attività di aomministrazione e di vendita.

Commercianti (art. 1, comma 269).
Ai fini dell'irrogazione della sanzione accessoria della sospensione della licenza o dell'autorizzazione per l'esercizio di attività commerciali sarà necessario che siano contestate, nell'arco di un quinquennio, quattro (e non più tre) violazioni dell'obbligo di emissione della ricevuta o dello scontrino fiscale.
Ai fini dell'irrogazione della predetta sanzione accessoria, poi, le violazioni dovranno essere commesse in giorni diversi.

Taglio dei ministri (art. 1, commi 376 e 377 ).
A partire dal Governo successivo a quello in carica, riduzione a 12 dei ministri e a un massimo di 60 del numero totale dei componenti del Governo, compresi ministri senza portafoglio, viceministri e sottosegretari.
Inoltre la composizione del Governo deve essere in linea con il principio delle pari opportunità tra donne e uomini, stabilito dal secondo periodo del comma 1 dell'articolo 51 della Costituzione.

Tutela dei consumatori (art. 2, commi 196 - 198).
Attraverso convenzioni tra le Camere di Commercio, i Comuni e le Prefetture dovranno essere disciplinate le attività di verifica sulle variazioni dei prezzi di beni e servizi al consumatore finale, il quale potrà inviare le proprie segnalazioni all'Ufficio Prezzi che dovrà essere opportunamente pubblicizzato dalle Camere di Commercio presso cui è istituito.

Garante per la sorveglianza dei prezzi (art. 2, commi 199 - 201).
E' istituito, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, il Garante per la sorveglianza dei prezzi.

Agenzia Nazionale per la Sicurezza Alimentare (art. 2, comma 356).
Il Comitato nazionale per la sicurezza alimentare assume la denominazione di "Autorità nazionale per la sicurezza alimentare" e avrà anche una sede referente a Foggia.

Secondo quanto stabilito dall'art. 11 del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248 ("Milleproroghe"), a decorrere dal 15 gennaio 2008, l' "Autorità nazionale per la sicurezza alimentare" assume la denominazione di "Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare", avrà sede in Foggia e sarà posta sotto la vigilanza del Ministero della salute.

Registro dei dottori in Chiropratica (art. 2, comma 355).
Viene istituito, presso il Ministero della Salute, un registro dei dottori in chiropratica.
L'iscrizione al suddetto registro è consentita a coloro che sono in possesso di diploma di laurea magistrale in chiropratica o titolo equivalente.

Class action (art. 2, commi 444 - 449).
Istituita e disciplinata l'azione collettiva risarcitoria a tutela dei consumatori, come strumento generale di tutela nel quadro delle misure nazionali volte alla disciplina dei diritti dei consumatori e degli utenti, in linea con i principi della normativa comunitaria volti a innalzare i livelli di tutela.

Posta elettronica certificata (art. 2, commi 589 2 590).
Il CNIPA è chiamato a verificare il rispetto dell'obbligo di utilizzare la Posta Elettronica Certificata (PEC) nelle comunicazioni tra Pubbliche Amministrazioni in misura superiore al 50% della corrispondenza inviata.
Il mancato rispetto della quota comporta la riduzione, nell'esercizio successivo, del 30% delle risorse per le spese di invio della corrispondenza cartacea.

Servizi VOIP (art. 2, commi 591 - 593)
Le Amministrazioni Pubbliche sono tenute, dal 1° gennaio 2008 o dalla scadenza dei contratti relativi ai servizi di telefonia, a utilizzare i servizi "Voce tramite protocollo Internet" (VOIP).

Arbitrato per le Pubbliche amministrazioni, gli enti pubblici economici e le società pubbliche (art. 3, commi 19 - 23).
Si vieta alle Pubbliche amministrazioni di inserire clausole compromissorie in tutti i loro contratti aventi per oggetto lavori, forniture e servizi o, relativamente agli stessi contratti, di sottoscrivere compromessi.


Dal sito GovernoInforma - Comunicazione dialogo con i cittadini segnaliamo un documento nel quale vengono brevemente descritte le "100 buone notizie per gli italiani" contenute nella Finanziaria 2008.

. Se vuoi scaricare il documento Sfoglia le "100 buone notizie" della manovra, clicca QUI.



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Pubblicato su: 2009-03-23 (25897 letture)

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