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PAGAMENTI ELETTRONICI - FATTURAZIONE ELETTRONICA - DEMATERIALIZZAZIONE DELLA DOCUMENTAZIONE AMMINISTRATIVA - FATTURAZIONE ELETTRONICA TRA PRIVATI





PAGAMENTI DIGITALI - COMMISSIONI INTERBANCARIE SULLE OPERAZIONI DI PAGAMENTO

1. PSD - PSD2 - Le direttive europee sui pagamenti digitali

La prima direttiva europea sui servizi di pagamento, la Direttiva 2007/64/CE del 13 novembre 2007 (nota anche come “PSD - Payment services directive”), ha definito un quadro giuridico comunitario moderno e coerente per i servizi di pagamento elettronici, rispondendo ai seguenti obiettivi:
- regolamentare l'accesso al mercato per favorire la concorrenza nella prestazione dei servizi;
- garantire maggiore tutela degli utenti e maggiore trasparenza;
- standardizzare i diritti e gli obblighi nella prestazione e nell'utilizzo dei servizi di pagamento per porre le basi giuridiche per la realizzazione dell'Area unica dei pagamenti in euro (Sepa);
- stimolare l'utilizzo di strumenti elettronici e innovativi di pagamento per ridurre il costo di inefficienti strumenti quali quelli cartacei e il contante
.
La PSD è stata recepita nell'ordinamento nazionale con il D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 11, entrato in vigore il 1° marzo 2010.

Il 13 gennaio 2016 è entrata in vigore una nuova direttiva: la Direttiva (UE) 2015/2366 del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 novembre 2015 relativa ai servizi di pagamento nel mercato interno, che modifica le direttive 2002/65/CE, 2009/110/CE e 2013/36/UE e il regolamento (UE) n. 1093/2010, e abroga la direttiva 2007/64/CE.
La Seconda Direttiva sui Servizi di Pagamenti (c.d. “PSD2”) mira a promuovere lo sviluppo di un mercato interno dei pagamenti al dettaglio efficiente, sicuro e competitivo rafforzando la tutela degli utenti dei servizi di pagamento, sostenendo l’innovazione e aumentando il livello di sicurezza dei servizi di pagamento elettronici.
Gli Stati membri dovranno recepire la direttiva nella legislazione nazionale entro il 13 gennaio 2018.
La nuova direttiva richiede alle banche di aprire la loro infrastruttura per i pagamenti e, su esplicita richiesta di ciascun cliente, condividere i dati su tale cliente con terze parti che possono utilizzare i dati per sviluppare servizi di pagamenti e informativi. Per questo motivo spesso si fa riferimento ai temi legati alla PSD2 con il termine di "open banking".


2. AGOSTO 2016 - Emanata la legge di delegazione europea - Delega al Governo al recepimento della direttiva sui servizi di pagamento PSD2

Un passo in avanti sul percorso di attivazione di uno standard normativo europeo in grado di favorire lo sviluppo dei pagamenti digitali in Italia e per la concretizzazione di una normativa fondamentale come la PSD2 è stato compiuto in Italia con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 204 del 1° novembre 2016 della, della legge 12 agosto 2016, n. 170 (Legge di delegazione europea 2015), che ha delegato il Governo al recepimento della direttiva sui servizi di pagamento PSD2.
La delega legislativa al Governo, contenuta nella legge di delegazione europea 2015, per l’attuazione della nuova direttiva sui servizi di pagamento (PSD2) e per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento sulle commissioni dei pagamenti con carta (IFR), doveva essere esercitata entro il 16 settembre 2017.
Il giorno prima del termine previsto, vale a dire venerdì 15 settembre il Consiglio dei Ministri n. 44 ha approvato in via preliminare uno schema di decreto legislativo che, intervenendo sulla normativa primaria, propone il recepimento e l’attuazione di entrambi i dispositivi europei.


3. 13 GENNAIO 2018 - PRESTATORI DI SERVIZI DI PAGAMENTO - Pubblicato il decreto che mette un tetto sulle commissioni interbancarie per i pagamenti con il POS - Commissioni di importo ridotto per i micropagamenti

E’ stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 9 del 12 gennaio 2018, il Decreto legislativo 15 dicembre 2017, n. 218, recante “Recepimento della direttiva (UE) 2015/2366 relativa ai servizi di pagamento nel mercato interno, che modifica le direttive 2002/65/CE, 2009/110/CE e 2013/36/UE e il regolamento (UE) n. 1093/2010, e abroga la direttiva 2007/64/CE, nonchè adeguamento delle disposizioni interne al regolamento (UE) n. 751/2015 relativo alle commissioni interbancarie sulle operazioni di pagamento basate su carta”.
Il decreto - in vigore dal 13 gennaio 2018 - apporta modiche, essenzialmente:
- al decreto legislativo n. 385/1993 (Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia – TUB) (art. 1),
- al decreto legislativo n. 11/2010 (recante attuazione della direttiva 2007/64/CE, relativa ai servizi di pagamento nel mercato interno, c.d. PSD1) (artt. 2 e 3) e
- al decreto legislativo n. 135/2015 (recante “Attuazione dell'articolo 11 del Regolamento (UE) n. 260/2012 del 14 marzo 2012 che stabilisce i requisiti tecnici e commerciali per i bonifici e gli addebiti diretti in euro e disposizioni sanzionatorie per le violazioni del Regolamento (CE) n. 924/2009 relativo ai pagamenti transfrontalieri nella Comunità”) (art. 4).
All’articolo 5 vengono fissate le disposizioni transitorie e finali.

Questi i punti essenziali del decreto:
1) Il decreto recepisce la direttiva dell’Unione europea sui servizi di pagamento nel mercato interno (c.d. PSD 2 – Payment Services Directive) e adegua la normativa nazionale al regolamento UE relativo alle commissioni interbancarie sulle operazioni di pagamento basate su carta (cosiddetto IFR – Interchange Fees Regulation).

2) Il regolamento mira ad accrescere il livello di trasparenza, concorrenza e d’integrazione del mercato europeo delle carte di pagamento, fissando un limite alle commissioni interbancarie applicate in relazione ai pagamenti basati su carte di pagamento:
- per i pagamenti tramite carta di debito e prepagata la commissione interbancaria per ogni operazione di pagamento non potrà essere superiore allo 0,2% del valore dell’operazione stessa;
- per le operazioni tramite carta di credito la commissione interbancaria per operazione non potrà essere superiore allo 0,3% del valore dell’operazione.

3) Il regolamento detta, inoltre, i requisiti tecnici e le regole commerciali uniformi, “allo scopo di rafforzare l’armonizzazione del settore e garantire una maggiore sicurezza, efficienza e competitività dei pagamenti elettronici, a vantaggio di esercenti e consumatori”.
Nello specifico, il decreto amplia i diritti degli utenti dei servizi di pagamento: chi utilizzerà POS e Bancomat beneficerà, ad esempio, di un regime di responsabilità ridotta in caso di pagamenti non autorizzati, riducendo la franchigia massima a carico degli utenti da 150,00 a 50,00 euro.
Per promuovere l’utilizzo di strumenti di pagamento elettronici viene poi confermato e generalizzato il divieto di applicare un sovrapprezzo per l’utilizzo di un determinato strumento di pagamento (cd. divieto di surcharge).

4) Relativamente alle commissioni interbancarie per le sole “operazioni nazionali” tramite carte di pagamento, i prestatori di servizi di pagamento saranno tenuti ad applicare, per tutti i tipi di carte (carta prepagata, carta di debito e carta di credito), commissioni di importo ridotto per i pagamenti fino a 5,00 euro rispetto a quelle applicate alle operazioni di importo pari o superiore a euro 5,00, così da promuovere l’utilizzo delle carte anche per cifre molto basse.
Inoltre, per quanto riguarda le sole “operazioni nazionali” tramite carta di debito, in via transitoria (fino al 9 dicembre 2020), i prestatori di servizi potranno applicare una commissione interbancaria non superiore all’equivalente dello 0,2% calcolato sul valore medio annuo di tutte le operazioni nazionali tramite carta di debito all’interno di ciascuno schema di carta di pagamento.
In ogni caso, per le operazioni nazionali tramite carta di debito ad uso dei consumatori di importo inferiore a euro 5, i prestatori di servizi di pagamento applicano una commissione interbancaria di importo ridotto rispetto a quelle applicate alle operazioni di importo pari o superiore a euro 5.
I commi precedenti si applicano anche alle operazioni nazionali effettuate tramite carte prepagate.

5) Vengono, inoltre, meglio precisati, secondo gli appositi criteri armonizzati Ue di cui alla PSD 2, i casi di esclusione dall’ambito di applicazione delle norme sui servizi di pagamento, ad esempio per gli strumenti a “spendibilità limitata” (in relazione alla limitatezza delle reti commerciali in cui sono utilizzabili, alla gamma molto limitata di beni e servizi o agli specifici scopi sociali).

6) Viene inoltre chiarita la possibilità di utilizzare il conto o credito telefonico anche per operazioni di pagamento effettuate nel quadro di un’attività di beneficenza oppure per l’acquisto di biglietti relativi a servizi di diversa natura (nel limite di spesa di 50 euro per singola operazione e comunque di 300 euro mensili).

7) Per quanto riguarda i controlli, il decreto designa, quali autorità nazionali competenti ad assicurare l’osservanza delle relative disposizioni di attuazione della direttiva e del Regolamento, la Banca d’Italia e, per alcune specifiche disposizioni, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM).

8) Infine, è aggiornata l’entità delle sanzioni amministrative pecuniarie applicabili, distinguendo tra quelle applicabili alle società o agli enti e quelle applicabile alle persone fisiche.
Nei confronti dei prestatori di servizi di pagamento che disattendo le presenti disposizioni si applicherà la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 30.000 fino a euro 5 milioni ovvero fino al 10 per cento del fatturato, quando tale importo è superiore a euro 5 milioni e il fatturato è disponibile e determinabile.

. Se vuoi scaricare il testo della RELAZIONE ILLUSTRATIVA allo schema di decreto (Atto di Governo n. 458), clicca QUI.


Gli strumenti di pagamento elettronico

Gli strumenti di pagamento elettronico hanno conosciuto un vero e proprio boom negli ultimi anni, tanto che ormai esistono Carte con caratteristiche molto diverse fra di loro.
Fino a qualche anno fa esisteva solamente il Bancomat. Oggigiorno invece esistono innumerevoli carte emesse dagli Istituti di Credito: carte di credito, carte di debito, carte prepagate, carte conto tascabili e altre.
E’ importante conoscere caratteristiche e funzionalità delle varie tipologie di Carte, per poter individuare e scegliere quella più adatta alle proprie esigenze.

Carta di debito
Definita anche carta di pagamento, o più comunemente Bancomat (dal nome del circuito che utilizza in Italia), questa tipologia di carta consente al titolare di utilizzare due principalmente due servizi: il prelievo di denaro presso ATM e il pagamento presso gli esercizi commerciali in possesso di apparecchio POS (Point of Sale).
La spesa viene effettuata con la formula pay now, ossia l’importo speso, o prelevato in contanti, viene addebitato immediatamente sul conto corrente o conto deposito al quale è associata la carta.
L’acquisto non è quindi possibile laddove non ci sia disponibilità della cifra in conto o l’importo superi il massimale imposto dalla carta.
Solitamente sono Carte emesse dalla Banca presso cui il titolare ha un conto corrente e, di norma, non sono applicati costi per i prelievi effettuati ai suoi sportelli, mentre per quelli presso sportelli di altre Banche è prevista una commissione (fee).

Carta di credito
Con questo strumento è possibile effettuare acquisti di importi superiori alla disponibilità effettivamente presente sul conto. Il pagamento infatti è regolato dalla formula pay later, ossia l’addebito in conto avviene in un momento successivo a quello in cui viene utilizzata la carta.
Le Carte di Credito si dividono in:
• Carte con rimborso a saldo;
• Carte con rimborso rateale (revolving);
• Carte ad opzione, con scelta della modalità di pagamento;
• Carte Multifunzione.

Le carte di credito comuni (dette “a saldo”) consentono di posticipare l’addebito alla metà del mese successivo a quello in cui viene effettuato l’acquisto; mentre le carte di credito revolving permettono di dilazionare l’addebito in più rate.
Le carte di credito "ad opzione" consentono al cliente di scegliere se rimborsare gli utilizzi effettuati con la propria carta in rate mensili (funzione revolving) oppure in un’unica soluzione senza interessi.
La scelta della modalità di pagamento in rate mensili oppure in un’unica soluzione viene effettuata ad ogni singola operazione di spesa, nel caso delle “Carte Multifunzione”, oppure mensilmente, nel caso delle “Carte con opzione mensile”.
La Carta di Credito è quasi sempre associata a un Circuito Internazionale (Visa, MasterCard, American Express,...) che ne identifica il circuito di spendibilità.
Grazie alla tecnologia con microchip, di cui sono ormai dotate tutte le Carte di Credito presenti sul mercato, le transazioni rispettano i più elevati standard di sicurezza.

Carta prepagata
E’ un sistema di pagamento elettrico collegato a un circuito di pagamento ma non al conto corrente.
Le carte prepagate di nuova generazione hanno un IBAN associato e permettono di effettuare le operazioni basiche di un conto corrente. Oltre che per effettuare i pagamenti, possono ad esempio ricevere bonifici o l’accredito dello stipendio.
Il funzionamento delle prepagate è simile a quello delle carte telefoniche: il proprietario carica sulla carta una certa somma e da questa vengono scalate le spese effettuate.
Per una questione di sicurezza, le prepagate sono particolarmente utili per effettuare pagamenti online.

LA DEMATERIALIZZAZIONE DELLA DOCUMENTAZIONE AMMINISTRATIVA
LA FATTURAZIONE ELETTRONICA


1. LA DEMATERIALIZZAZIONE DELL DOCUMENTAZIONE AMMINISTRATIVA

Il termine “dematerializzazione” ha fatto la sua prima apparizione durante gli anni 80 nel settore finanziario, con particolare riferimento ai titoli di credito al fine di superarne la fisicità e consentire forme di circolazione virtuali.
Da allora è entrato a far parte del lessico giuridico fino ad arrivare all’articolo 42 D. Lgs. 7 marzo 2005, n. 82 (Codice dell’Amministrazione digitale) con il quale il termine dematerializzazione viene usato per i documenti e gli atti cartacei delle pubbliche Amministrazioni identificando la progressiva perdita di consistenza fisica da parte degli archivi, tradizionalmente costituiti da documentazione cartacea, all’atto della loro sostituzione con documenti informatici.
Il tema della dematerializzazione della documentazione prodotta nell’ambito dell’attività della Pubblica Amministrazione rappresenta attualmente uno degli elementi di rilievo all’interno dei processi di riforma della gestione dell’attività amministrativa in ambiente digitale e costituisce una delle linee di azione maggiormente significative ai fini della riduzione della spesa pubblica, in termini sia di risparmi diretti (carta, spazi, ecc.) sia di risparmi indiretti (tempo, efficienza, ecc.).
I processi di gestione cartacea dei documenti, infatti, sono caratterizzati da eccessiva onerosità, difficoltà di condivisione e archiviazione, mancanza di trasparenza, tempi di ricerca elevati, facilità di errori, smarrimenti, perdite ed altre più o meno costose inefficienze.


1.1. Il libro bianco sulla dematerializzazione

Con il decreto del Ministro per l’innovazione e le tecnologie del 10 novembre 2004 fu istituito il “Gruppo di lavoro per la dematerializzazione della documentazione tramite supporto digitale”.
Il Gruppo di lavoro ha terminato i propri lavori e ha raccolto in un "Libro bianco" i primi risultati della propria attività.

Con la pubblicazione del "Libro bianco" intitolato "La dematerializzazione della documentazione amministrativa" il CNIPA compie un'analisi di notevole rilievo sullo stato dell'informatizzazione delle pubbliche amministrazioni a nove anni dal fondamentale art. 15, secondo comma, della legge n. 59/1997 (la prima "Bassanini"), che attribuiva al documento informatico gli stessi effetti del documento tradizionale, nel rispetto di alcune fondamentali regole.
La dematerializzazione dei documenti è solo un passaggio dell'informatizzazione delle amministrazioni, ma un passaggio essenziale, in quanto nessun procedimento potrà essere dematerializzato compiutamente fino a quando ci sono movimenti di pezzi di carta.
Il libro bianco è il prodotto del lavoro di un gruppo, presieduto dal componente del CNIPA Pierluigi Ridolfi, a cui hanno partecipato, oltre alla Presidenza del consiglio e allo stesso CNIPA, ben nove Ministeri.

. Se sei interessato a scaricare il libro bianco, clicca QUI


2. LA FATTURAZIONE ELETTRONICA

In tema di innovazione la vera novità riguarda l’introduzione della procedura on line per la gestione di tutto il rapporto con i fornitori.
Si tratta di un deciso passaggio sulla strada della semplificazione in grado di garantire maggiore efficienza e forti risparmi.


2.1. Le disposizioni dettate dal D. Lgs. n. 52/2004

Con l'emanazione del decreto legislativo 20 febbraio 2004, n. 52, concernente la "Attuazione della direttiva 2001/115/CE che semplifica ed armonizza le modalità di fatturazione in materia di Iva"(pubblicato nel Supplemento ordinario n. 30 alla Gazzetta Ufficiale n. 49 del 28 febbraio 2004), sono entrate in vigore le nuove regole comunitarie sulla fatturazione europea.
La nuova norma di recepimento, che sarebbe dovuta intervenire entro il 1° gennaio 2004, era attesa da tempo anche perché preceduta dalla direttiva comunitaria che ne indicava, in modo dettagliato e preciso, le regole da seguire e da ultimo anticipata dall'emanazione del decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze datato 23 gennaio 2004, in tema di archiviazione ottica delle scritture e i documenti contabili fiscalmente obbligatori.
Pertanto, il D. Lgs. n. 52/2004 di attuazione della direttiva comunitaria n. 2001/115/CE in materia di fatturazione elettronica, riveste particolare importanza per gli operatori economici nazionali, perché, adeguatamente coordinato con il D.M. 23 gennaio 2004 suindicato, consentirà di gestire con procedure solo informatiche tutte le scritture e i documenti fiscalmente rilevanti, con particolare riguardo all'emissione, alla conservazione e alla esibizione degli stessi, eliminando, in tal modo, i documenti in formato cartaceo.

Con il D. Lgs. n. 52/2004 si introduce un sistema di fatturazione del tutto innovativo, che permette, per la prima volta, di “de materializzare” l’intero ciclo di vita di una fattura, dalla sua emissione alla sua conservazione digitale.
La tecnica legislativa adottata, come ampiamente evidenziato nella relazione illustrativa di accompagnamento al provvedimento, è stata quella della sostituzione integrale dell'articolo 21 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, che disciplina l'obbligo della fatturazione delle operazioni e della modifica degli articoli 39 e 52 dello stesso decreto IVA, concernenti, rispettivamente, la tenuta e conservazione dei registri e dei documenti e l'esecuzione di accessi, ispezioni e verifiche, lasciando al tempo stesso quanto più possibile inalterato l'attuale struttura delle norme che attengono alla fatturazione, per evitare numerose e consequenziali modifiche di coordinamento con altre norme.


2.2. La fattura elettronica e il nuovo testo dell’art. 21 del D.P.R. n. 633/1972

Il D. Lgs. n. 52/2004 apre le porte alla possibilità di emissione della fattura elettronica ovvero di una fattura completamente "immateriale", cosa diversa dalla semplice trasmissione con modalità elettroniche (via e-mail) della fattura tradizionale.
La fattura in formato digitale per poter essere considerata “fattura elettronica” ai fini tributari deve essere un ”documento statico non modificabile”, ossia un documento informatico il cui contenuto risulti nel tempo immutabile e non alterabile.
In materia di fatturazione, la disposizione fondamentale del D.P.R. n. 633/1972 è l'articolo 21 e le norme a esso collegate.
Il D. Lgs. n. 52/2004 lo riscrive integralmente, introducendo notevoli novità sia per quanto riguarda la fattura elettronica che per quanto riguarda la fatturazione su supporto cartaceo.
Per quanto riguarda l'emissione della fattura, l'articolo 21 dispone che la fattura elettronica, a differenza di quella cartacea, si considera emessa al momento della trasmissione per via elettronica (quella cartacea invece si considera tale al momento della consegna o spedizione all'altra parte).
A tal riguardo, è opportuno sottolineare che la Commissione europea si è più volte pronunciata per chiarire che esiste una sostanziale differenza tra l'emissione della fattura in modo digitalizzato e l'invio della stessa quale file documentale allegato a un e-mail: nel primo caso la procedura richiesta dalla direttiva impone l'utilizzo della firma elettronica, nel secondo caso la procedura richiesta impone solo che la fattura sia resa disponibile al cliente in quanto si concretizza nella predisposizione del documento in forma cartacea con successiva trasmissione per mezzo di strumenti informatici.

Un aspetto di notevole importanza, in ossequio a quanto stabilito dalla normativa comunitaria, riguarda le modalità di emissione della fattura elettronica.
Il nuovo testo dell'articolo 21 del D.P.R. n. 633/1972, infatti, prevede espressamente che la trasmissione della fattura elettronica è consentita solo previo accordo con il destinatario e con l'adozione di specifiche garanzie idonee ad assicurare l'attestazione della data, l'autenticità dell'origine e l'integrità del contenuto del documento informatico.
Pertanto, perché abbia valenza ai fini IVA, la fattura elettronica deve essere garantita con specifico riguardo ai requisiti della data, dell'autenticità e dell'integrità dall'apposizione su ciascun documento, o sul lotto di fatture destinate allo stesso soggetto, del riferimento temporale e della firma elettronica qualificata dell'emittente oppure mediante sistemi garantiti di interscambio elettronico dei dati (EDI) che ne garantiscano i predetti requisiti di autenticità e integrità.


3. LA FATTURAZIONE ELETTRONICA NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - DATE DI DECORRENZA E AMMINISTRAZIONI DESTINATARIE

3.1. Le disposizioni dettate dalla legge finanziaria 2008

La novità più consistente contenuta nella legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge Finanziaria 2008), rispetto all’innovazione nel comparto pubblico, riguarda l’introduzione della fattura elettronica.
Si tratta di un provvedimento che, nelle intenzioni del legislatore, semplificando i procedimenti di fatturazione e registrazione delle operazioni imponibili, dovrebbe tradursi in una maggiore efficienza delle attività di ispezione e controllo dell’amministrazione fiscale, contribuendo a innalzare al contempo le capacità di gestire i processi innovativi sia da parte delle amministrazioni pubbliche che delle imprese.
Il provvedimento è contenuto nei commi dal 209 al 214 dell’articolo 1.
Esso impone ai fornitori delle Amministrazioni Pubbliche di adottare la forma elettronica per la gestione di tutto il ciclo di vita delle fatture emesse nei loro confronti, e cioè per l’emissione, la trasmissione, la conservazione e l’archiviazione.
Le quattro fasi sono esplicitate nel testo, poiché il processo di fatturazione si presta già da tempo a modalità di applicazione ibride dell’informatica.
L’emissione, ad esempio, è una tipica parte del processo che già viene comunemente effettuata in forma elettronica, tramite appositi programmi gestionali.
Solitamente però avviene che la fattura, una volta generata, viene stampata e spedita al cliente in forma cartacea, o al massimo, convertita in formato pdf, spedita via posta elettronica e poi stampata direttamente dal ricevente.
In tutti i casi, comunque, la fattura viene archiviata in formato cartaceo.
La legge, questa volta, mira invece a dematerializzare tutto il processo, per ottenere quello che in gergo si chiama «straight through processing» (STP), ovvero un dialogo diretto tra sistemi informativi, senza interventi manuali e senza passare mai per la carta.
Per ottenere ciò, è necessario che l’impresa che emette fattura sia in grado di firmarla digitalmente e disponga di un software gestionale in grado di gestire tutta la propria parte del processo secondo degli standard predefiniti, sulla base della norma che già regola la fattura elettronica, ovvero il D. Lgs. n. 52/2004.


3.2. 3 MAGGIO 2008 - Pubblicato il decreto del Ministero dell’Economia

Oggi è ancora più vicino il momento in cui sarà obbligatorio l'invio delle fatture elettroniche alla Pubblica Amministrazione. E’ stato, infatti, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 103 del 3 maggio 2008, il decreto ministeriale 7 marzo 2008, recante "Individuazione del gestore del sistema di interscambio della fatturazione elettronica nonché delle relative attribuzioni e competenze".

L’obbligo della fattura elettronica, secondo quanto stabilito al comma 210 della L. n. 244/2007, dovrebbe scattare il prossimo 18 agosto 2008 (tre mesi dopo l’entrata in vigore del decreto d’attuazione del ministro dell’Economia di cui sopra).
Il decreto riguarda solamente i rapporti con le Amministrazioni dello Stato, anche a ordinamento autonomo, e con gli Enti pubblici nazionali.
L'Italia diventa così il secondo paese, dopo la Danimarca, ad imporre l'uso della fatturazione elettronica per le transazioni con la pubblica amministrazione.
Per quanto riguarda l’ambito locale, la palla è nel campo delle Regioni, per le quali le nuove disposizioni costituiscono «principi fondamentali in materia di armonizzazione dei bilanci pubblici e di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario» (articolo 117 della Costituzione).
È probabile che assisteremo, come di consueto, a un’applicazione non omogenea della normativa sul territorio, che procederà a partire dalle Regioni più solerti.

Dunque, a decorrere dal prossimo 18 agosto 2008, le Amministrazioni Pubbliche e gli Enti interessati non potranno accettare le fatture emesse o trasmesse in forma cartacea né potranno procedere ad alcun pagamento, nemmeno parziale, sino all'invio in forma elettronica.
Con il decreto del ministro dell'Economia e delle Finanze del 7 marzo 2008 l’Agenzia delle Entrate è stato individuato quale gestore del sistema di interscambio dei documenti, una sorta di viatico entro il quale transiteranno i documenti dematerializzati.
L’Agenzia delle Entrate si avvarrà della SOGEI - Società Generale di Informatica S.p.A., quale apposita struttura dedicata ai servizi strumentali ed alla conduzione tecnica di detto sistema di interscambio.


3.3. MAGGIO 2013 - D.M. n. 55/2013 - Regolamento in materia di emissione, trasmissione e ricevimento della fattura elettronica da applicarsi alle amministrazioni pubbliche

E' stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 118 del 22 maggio 2013, il DECRETO 3 aprile 2013, n. 55, recante "Regolamento in materia di emissione, trasmissione e ricevimento della fattura elettronica da applicarsi alle amministrazioni pubbliche ai sensi dell'articolo 1, commi da 209 a 213, della legge 24 dicembre 2007, n. 244".
Il presente regolamento reca disposizioni in materia di emissione, trasmissione e ricevimento della fattura elettronica, attraverso il Sistema di interscambio.
Il Decreto Ministeriale n. 55/2013, entrato in vigore il 6 giugno 2013, ha fissato la decorrenza degli obblighi di utilizzo della fatturazione elettronica nei rapporti economici con la Pubblica Amministrazione ai sensi della Legge 244/2007, art. 1 commi da 209 a 214:
- Ministeri, Agenzie fiscali ed Enti nazionali di previdenza e assistenza: 6 giugno 2014;
- Tutte le altre amministrazioni centrali: 6 giugno 2015;
- Amministrazioni locali: 6 giugno 2015 (decorrenza stabilita dall'emanando decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione).


3.4. APRILE 2014 - D.M. n. 55/2013 - Circolare interpretativa dei Dipartimenti delle Finanze e della Funzione Pubblica

La circolare chiarisce alcune delle disposizioni contenute nel decreto del Ministro dell'economia e delle finanze del 3 aprile 2013, n. 55.

. Se vuoi scaricare il comunicato stampa del Ministero dell'Economia e delle Finanze, clicca QUI.


3.5. APRILE 2014 - D.L. n. 66/2014 - Anticipato al 31 marzo 2015 l’obbligo dell’utilizzo nei rapporti tra Pubblica Amministrazione e fornitori

Nell'ambito del più ampio programma di digitalizzazione delle amministrazioni pubbliche definito dall'Agenzia per l'Italia digitale, al fine di accelerare il completamento del percorso di adeguamento all'utilizzo della fatturazione elettronica nei rapporti economici tra pubblica amministrazione e fornitori, il termine di entrata a regime della fattura elettronica obbligatoria nei confronti di tutte le Amministrazioni Pubbliche, centrali e locali, fissato dall'articolo 6, comma 3, del decreto del Ministro dell'Economia e delle Finanze 3 aprile 2013, n. 55, è anticipato al 31 marzo 2015.
Questo è quanto stabilito al comma 1, dell’articolo 25 del D.L. n. 66 del 24 aprile 2014.
Al contempo, lo stesso decreto estende il contenuto informativo delle fatture elettroniche emesse verso le Pubbliche Amministrazioni, da trasmettere attraverso la piattaforma elettronica gestita dal Ministero dell’economia. Più precisamente, al fine di assicurare l’effettiva tracciabilità dei pagamenti da parte delle PP.AA., si dispone che le fatture elettroniche emesse verso le stesse PP.AA. riportino:
- Il Codice identificativo di gara (CIG), fatta eccezione per i casi di esclusione dall’obbligo di tracciabilità previsti dalla L. 13 agosto 2010, n. 136 (Piano straordinario contro le mafie, nonché delega al Governo in materia di normativa antimafia);
- Il Codice unico di Progetto (CUP), in caso di fatture relative a opere pubbliche, interventi di manutenzione straordinaria, interventi finanziati da contributi comunitari e ove previsto ai sensi dell’art. 11 della L. 16 gennaio 2003, n. 3
.
I nuovi obblighi informativi riguardano tutte le fatture, incluse quelle emesse nei confronti di agenzia fiscali, ministeri ed enti previdenziali, trasmesse a partire dal 6 giugno 2014.
Per le amministrazioni pubbliche è fatto divieto di procedere al pagamento delle fatture elettroniche ricevute che non riportino i suddetti codici.


3.6. 28 MAGGIO 2014 - Arrivano le direttive dell'INPS

L’INPS, con la circolare n. 66 del 28 maggio 2014, ha indicato le disposizioni attuative per gli uffici relative all’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica, ai sensi del D.M. 3 aprile 2013, n. 55.
Tale decreto, entrato in vigore il 6 giugno 2013 e applicabile anche nei confronti dell’INPS, ha fissato la decorrenza degli obblighi di utilizzo della fatturazione elettronica nei rapporti economici con la Pubblica Amministrazione ai sensi della Legge n. 244/2007.
A decorrere dal 6 giugno 2014, l’INPS, come tutte le altre Pubbliche Amministrazioni, non potrà più accettare fatture che non siano trasmesse in forma elettronica secondo le modalità previste dagli allegati del decreto n. 55 del 3 aprile 2013. Inoltre, trascorsi 3 mesi da tale data, non potrà procedere ad alcun pagamento, nemmeno parziale, sino all’invio delle fatture in formato elettronico.
Di conseguenza, l’INPS, e per essa tutte le strutture titolari di poteri di spesa a livello centrale e territoriale:
- a decorrere dal 6 giugno 2014, potrà ricevere esclusivamente fatture trasmesse in modalità elettronica, secondo le modalità definite dal suddetto decreto n. 55 del 3 aprile 2013 e dalle successive disposizioni normative e interpretative;
- a decorrere dal 6 settembre 2014, potrà procedere al pagamento delle sole fatture pervenute in formato elettronico.
Con la circolare n. 66/2014, l’INPS ha delineato quali sono le attività da porre in essere per il completamento del processo di sviluppo e consolidamento della fatturazione elettronica, la cui implementazione è sotto la responsabilità delle Strutture titolari di budget in indirizzo, in raccordo con la Direzione Centrale Sistemi Informativi e Tecnologici (DCSIT).


3.7. 28 MAGGIO 2014 - Direttive anche dall'INAIL

Dal 6 giugno 2014 anche l'INAIL non potrà più accettare fatture emesse o trasmesse in forma cartacea dai propri fornitori.
Dal 6 settembre 2014, inoltre, l’Istituto non potrà più procedere al pagamento, neppure parziale, della fattura fino all’invio del documento in forma elettronica.
L'INAIL mette a disposizione dei propri fornitori l'elenco delle strutture centrali e territoriali autorizzate a ricevere fatture e i relativi codici di fatturazione elettronica.

. Se vuoi accedere al sito dell'INAIL, clicca QUI.


3.8. 6 GIUGNO 2014 - Al via la fatturazione elettronica

In un ottica di trasparenza, di monitoraggio e di rendicontazione della spesa pubblica e in attuazione dell’Agenda digitale, la legge 24 dicembre 2007, n. 244, all’art. 1, commi da 209 a 214, come modificata dalla lett. a) del comma 13-duodecies dell’art. 10, del D.L. 6 dicembre 2011, n. 201, nel testo integrato dalla legge di conversione 22 dicembre 2011, n. 214, ha introdotto nell’ordinamento italiano l’obbligo di fatturazione elettronica nei confronti della Pubblica Amministrazione.
Il successivo D.M. 3 aprile 2013, n. 55, entrato in vigore il 6 giugno 2013, ha definito una serie di regole tecniche e ha individuato, per classi di Pubbliche Amministrazioni, le date di decorrenza di tale obbligo.

A decorrere dal 6 giugno 2014 scatta l'obbligo di fatturazione elettronica per i pagamenti alle seguenti Pubbliche Amministrazioni:
- Ministeri,
- Agenzie fiscali;
- Enti nazionali di previdenza e assistenza (INPS e INAIL)
.

A decorrere dal 31 marzo 2015, l’obbligo scatterà per tutti gli altri Enti nazionali (comprese le Camere di Commercio).

A decorrere dalle date sopra riportate, le PP.AA. interessate non potranno più accettare fatture emesse o trasmesse in forma cartacea.
Le date di avvio degli obblighi per gli Enti locali saranno oggetto di uno specifico decreto di cui si attende ancora l’emanazione.

La trasmissione delle fatture dovrà avvenire attraverso il Sistema di Interscambio (SdI), che rappresenterà il punto di incontro tra gli attori coinvolti nel processo di fatturazione elettronica.
Con Decreto Attuativo del Ministero dell' Economia e delle Finanze del 7 marzo 2008, l’Agenzia delle Entrate è stata individuata quale "Gestore del Sistema di Interscambio".


3.9. 24 GIUGNO 2014 - Le novità introdotte dalla L. n. 89/2014, di conversione del D.L. n. 66/2014

L'art. 25 della L. n. 89/2014, di conversone del D.L. n. 66/2014, ha, innanzitutto, confermato l'anticipazione dell'obbligo della fatturazione elettronica al 31 marzo 2015 e ha previsto che, alla medesima data, sentita la Conferenza unificata, è anticipato anche il termine dal quale decorrono gli obblighi previsti dal predetto decreto n. 55 del 2013 per le amministrazioni locali di cui al comma 209 dell'articolo 1 della citata legge n. 244 del 2007 (Legge finanziaria 2008).
Al secondo comma del citato art. 25 viene stabilito quanto segue:
Al fine di assicurare l'effettiva tracciabilità dei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni, le fatture elettroniche emesse verso le stesse pubbliche amministrazioni dovranno riportare:
a) il Codice identificativo di gara (CIG), tranne i casi di esclusione dell'indicazione dello stesso nelle transazioni finanziarie così come previsto dalla determinazione dell'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture 7 luglio 2011, n. 4, e i casi di esclusione dall'obbligo di tracciabilità di cui alla legge 13 agosto 2010, n. 136, previsti dalla Tabella 1 allegata al presente decreto, la quale verrà aggiornata con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, sentita l'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture;
b) il Codice unico di Progetto (CUP), in caso di fatture relative a opere pubbliche, interventi di manutenzione straordinaria, interventi finanziati da contributi comunitari e ove previsto ai sensi dell'articolo 11 della legge 16 gennaio 2003, n. 3.
I codici di cui sopra saranno inseriti, a cura della stazione appaltante, nei contratti relativi a lavori, servizi e forniture sottoscritti con gli appaltatori nell'ambito della clausola prevista all'articolo 3, comma 8, della legge 13 agosto 2010, n. 136.
Tale clausola riporta, inoltre, il riferimento esplicito agli obblighi delle parti derivanti dall'applicazione della presente norma.
Le PP.AA. non potranno procedere al pagamento delle fatture elettroniche che non riportano i codici CIG e CUP.

. Se vuoi approfondire i contenuti e scaricare il testo della L. n. 89/2014, di conversione del D.L. n. 66/2014, clicca QUI.


3.10. 26 GIUGNO 2014 - Chiarimenti dall'Agenzia delle Entrate in tema di fattura elettronica

L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 18/E del 24 giugno 2014, fornisce chiarimenti in relazione alle modifiche introdotte dall’articolo 1, commi dal 325 al 328, della legge 24 dicembre 2012, n. 228 (Legge di stabilità 2013) alla disciplina sulla fatturazione elettronica nonché, nella Parte II, sintetica risposta ai quesiti pervenuti in generale in materia di obblighi di fatturazione.
La circolare fa seguito alla circolare n. 12/E del 3 maggio 2013 con la quale furono illustrate le modifiche introdotte dal legislatore alla disciplina sulla fatturazione in recepimento della direttiva 45/2010/UE del 13 luglio 2010, in materia di IVA.

I contenuti della circolare sono stati anticipati in un Comunicato stampa del 24 giugno 2014.

. Se vuoi scaricare il testo del comunicato stampa, clicca QUI.

Questi i punti salienti della Circolare.
1) La definizione di fattura elettronica (Punto 1.1.)
La circolare chiarisce anzitutto che, per distinguere le fatture elettroniche da quelle cartacee, non è rilevante il formato (elettronico o cartaceo) utilizzato per la sua creazione, bensì la circostanza che la fattura sia in formato elettronico quando viene emessa o messa a disposizione, ricevuta e accettata dal destinatario.
Così, ad esempio, non possono essere considerate elettroniche le fatture che, seppure create in formato elettronico tramite un software di contabilità, vengono successivamente inviate e ricevute in formato cartaceo.
Al contrario, possono essere considerate fatture elettroniche quelle che, seppur create in formato cartaceo, vengono successivamente trasformate in documenti informatici e inviate e ricevute tramite posta elettronica.
Viene, inoltre, espressamente chiarito che la fattura può essere elettronica per chi la emette e analogica per chi la riceve e viceversa.
Laddove l’emittente trasmetta o metta a disposizione del ricevente una fattura elettronica, quest’ultimo può non accettare il processo, e la fattura si considererà elettronica in capo al primo, con conseguente obbligo di conservazione elettronica, e analogica in capo al ricevente.

2) I tratti distintivi della fattura elettronica (Punto 1.2.)

In relazione all’obbligo, previsto dall’articolo 21 del D.P.R. n. 633/1972, di assicurare l’autenticità dell’origine, l’integrità del contenuto e la leggibilità della fattura elettronica, la circolare precisa che sono tenuti a garantire il rispetto di questi requisiti sia il fornitore/prestatore sia il cessionario/committente, anche adottando modalità indipendenti l’uno dall’altro.
La circolare, richiamando quanto previsto dalle Note esplicative alla Direttiva 2010/45/UE, precisa che l’origine di una fattura si considera autentica quando l’identità del fornitore/prestatore o dell’emittente sono certi e che l’integrità del contenuto è garantita anche quando varia il formato della fattura (conversione in altri formati, come ad esempio da MS word a XML), a patto che i dati non siano alterati.
Infine, il documento ricorda che il requisito di leggibilità deve essere garantito per tutto il periodo di archiviazione della fattura attraverso un visualizzatore adeguato e affidabile del formato elettronico.

3) Come garantire i requisiti di autenticità e integrità (Punto 1.3.)

Chi emette la fattura elettronica, come previsto dalla nuova formulazione dell’articolo 21 del D.P.R. n. 633/1972, può utilizzare i sistemi tecnologici che ritiene più idonei a garantire i requisiti di autenticità e integrità.
La nuova formulazione dell’articolo 21 rimette, dunque, al soggetto emittente l’utilizzo della tecnologia ritenuta più idonea a garantire i requisiti di autenticità e integrità, richiamando a titolo esemplificativo:
- i sistemi di controllo di gestione che assicurino un collegamento affidabile tra la fattura e la cessione di beni o la prestazione di servizi ad essa riferibile;
- la firma elettronica qualificata o digitale dell’emittente;
- i sistemi EDI (Electronic Data Interchange) di trasmissione elettronica dei dati;
- le altre tecnologie non specificate, lasciate alla discrezionalità del soggetto passivo
.

In considerazione del vincolo normativo riguardante l’autenticità e l’integrità della fattura, il sistema di controllo di gestione deve assicurare tali caratteristiche durante tutto il ciclo di vita della fattura. Ciò significa che non deve essere conservata solo la fattura, ma – per lo stesso periodo – anche tutta la documentazione che ne garantisce l’autenticità e l’integrità.
I sistemi di controllo di gestione devono essere adeguati alle dimensioni, all’attività e al tipo di soggetto passivo e devono tenere conto del numero e del valore delle operazioni e del numero e del tipo di fornitori/prestatori e di acquirenti/committenti.

Apposizione della firma elettronica qualificata o digitale dell’emittente (Punto 1.3.2.)

In alternativa ai sistemi di gestione di cui sopra, i requisiti di autenticità dell’origine ed integrità del contenuto possono essere garantiti mediante l’apposizione della firma elettronica qualificata o digitale dell’emittente.
Al fine dell’individuazione delle regole tecniche in materia di generazione, apposizione e verifica delle firme elettroniche avanzate, qualificate e digitali, si rinvia a quanto previsto dal D.P.C.M. 22 febbraio 2013, pubblicato nella G.U. n. 117 del 21 maggio 2013.
Qualora il cedente o prestatore abbia incaricato il proprio cliente o un terzo di emettere per suo conto la fattura, occorre che l’origine e l’integrità del documento elettronico siano garantiti dal soggetto emittente il quale è tenuto ad apporre la propria firma elettronica qualificata o digitale.

4) Invio della fattura elettronica (Punto 1.4.)

Il nuovo articolo 21 del D.P.R. n. 633/1972 non richiede più il “previo accordo con il destinatario” per avvalersi della trasmissione elettronica della fattura. È quindi sufficiente l’accettazione da parte del destinatario del mezzo di trasmissione utilizzato.
Inoltre, è possibile trasmettere per via elettronica allo stesso destinatario più fatture elettroniche raccolte in un unico lotto, inserendo una sola volta le informazioni comuni (come ad esempio le generalità dell’emittente, la partita Iva, la data di emissione, ecc.), a patto che sia possibile accedervi da ogni fattura.
La circolare chiarisce, infine, che, anche nel caso in cui il destinatario non accetti il documento elettronico, l’emittente può comunque procedere all’integrazione del processo di fatturazione con quello di conservazione elettronica, sempre che siano rispettati i requisiti di autenticità, integrità e leggibilità dal momento della sua emissione fino al termine del periodo di conservazione.

5) Conservazione della fattura elettronica (Punto 1.5.)

A seguito del recepimento della Direttiva 2010/45/UE, l’articolo 39, terzo comma, del D.P.R. n. 633 del 1972, in tema di conservazione delle fatture, è stato oggetto di apposite modifiche. In particolare, la nuova disposizione stabilisce che:
- le fatture elettroniche sono conservate in modalità elettronica, in conformità alle disposizioni del decreto del Ministro dell’Economia e delle finanze adottato ai sensi dell’articolo 21, comma 5, del D.Lgs. 7 marzo 2005, n. 82, Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD);
- le fatture create in formato elettronico e quelle cartacee possono essere conservate elettronicamente.
Dalla formulazione della novellata disposizione emerge che l’emittente della fattura elettronica ne garantisce l’origine informatica e l’integrità del contenuto e procede con la diretta conservazione elettronica della fattura emessa.
Il destinatario della fattura elettronica può decidere o meno di “accettare” tale processo.

La circolare ricorda che, ai sensi dell’articolo 1, comma 209, della legge n. 244 del 2007, è obbligatorio conservare elettronicamente le fatture elettroniche emesse nei confronti della Pubblica Amministrazione: ciò vale tanto per l’emittente quanto per il destinatario della fattura che, implicitamente, è vincolato ad accettare il processo di fatturazione elettronica.


3.11. 9 MARZO 2015 - Circolare del Dipartimento delle Finanze - Elenco delle Amministrazioni destinatarie

La circolare del Dipartimento delle Finanze n. 1/DF/2015 del 9 marzo 2015 individua le Pubbliche Amministrazioni obbligate alla fatturazione elettronica a partire dal prossimo 31 marzo 2015.
La legge n. 244/2007 (art. 1, commi da 209 a 214) ha introdotto nell’ordinamento italiano l’obbligo di fatturazione elettronica nei confronti della pubblica amministrazione.
Le date di decorrenza di tale obbligo sono state definite con il D.M. 3 aprile 2013, n. 55, in modo differenziato per classi di pubbliche amministrazione.
In particolare, le classi di pubbliche amministrazioni cui si riferisce l’art. 6, D.M. n. 55/2013 sono quelle di cui all’elenco delle amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato, pubblicato annualmente dall’ISTAT.
Questo riferimento – si legge nella circolare – ha indotto alcuni a ritenere che l’ambito soggettivo di applicazione dell’obbligo di fatturazione elettronica potesse essere circoscritto alle sole amministrazioni inserite nel citato elenco ISTAT. Tale conclusione, secondo il Dipartimento delle Finanze, non è condivisibile alla luce dei diversi riferimenti normativi che definiscono il perimetro degli enti appartenenti alla pubblica amministrazione, e che sono:
- l'art. 1, comma 209, L. n. 244/2007;
- l'art. 1, comma 2, L. n. 196/2009, come modificato dall'art. 5, comma 7, del D.L. n. 16/2012, convertito dalla L. n. 44/2012;
- l'art. 1, comma 2, D.Lgs. n. 165/2001
.
Ripercorrendo a ritroso la normativa appena citata, è possibile stabilire che i destinatari dell'obbligo di fatturazione sono quelli risultanti dall'unione dei soggetti individuati da tutti i provvedimenti richiamati.
In estrema sintesi, è pertanto possibile stabilire che i destinatari dell’obbligo di fatturazione sono:
1) i soggetti di cui all’art. 1, comma 2, D.Lgs. n. 165/2001: tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative; le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo; le Regioni; le Province; i Comuni; le comunità montane e loro consorzi e associazioni; le istituzioni universitarie; gli Istituti autonomi case popolari; le Camere di Commercio e loro associazioni; tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali; le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale; le Agenzie previste dal D.Lgs. n. 300/1999; l’ARAN; il CONI;
2) i soggetti di cui all’art. 1, comma 2, legge n. 196/2009: gli altri soggetti indicati a fini statistici dall’ISTAT nell’elenco pubblicato annualmente entro il 30 settembre;
3) i soggetti di cui all’art. 1, comma 209, legge n. 244/2007: le amministrazioni autonome.

La circolare, infine, riepiloga le date di decorrenza dell’obbligo:
- 6 dicembre 2013- Tutte le amministrazioni, su base volontaria e sulla base di specifici accordi con tutti i propri fornitori;
- 6 giugno 2014 - Ministeri, Agenzie fiscali ed Enti nazionali di previdenza e assistenza sociale, individuati come tali nell’elenco ISTAT;
- 31 marzo 2015 - Tutte le rimanenti amministrazioni, incluse quelle individuate come amministrazioni locali nell’elenco ISTAT.
Il testo della circolare viene riportato nei Riferimenti normativi.

. Se vuoi scaricare l’elenco delle Amministrazioni pubbliche dal sito dell’ISTAT, clicca QUI.


APPROFONDIMENTI

1. aprile 2014 - FATTURAZIONE ELETTRONICA NEGLI APPALTI PUBBLICI – Nuova direttiva europea

E’ stata pubblicata, sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea n. L 133/1 del 6 maggio 2014, la DIRETTIVA 2014/55/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 aprile 2014 relativa alla fatturazione elettronica negli appalti pubblici.
La «fattura elettronica» è una fattura che è stata emessa, trasmessa e ricevuta in un formato elettronico strutturato che ne consente l'elaborazione automatica ed elettronica. La presente direttiva si applica alle fatture elettroniche emesse a seguito dell'esecuzione di contratti a cui si applicano la direttiva 2009/81/CE, la direttiva 2014/23/UE, la direttiva 2014/24/UE o la direttiva 2014/25/UE.
La presente direttiva non si applica alle fatture elettroniche emesse a seguito dell'esecuzione di contratti che rientrano nell'ambito di applicazione della direttiva 2009/81/CE, qualora l'aggiudicazione e l'esecuzione del contratto siano dichiarate segrete o debbano essere accompagnate da speciali misure di sicurezza secondo le disposizioni legislative, regolamentari o amministrative vigenti in uno Stato membro e a condizione che lo Stato membro stesso abbia determinato che gli interessi essenziali in questione non possono essere garantiti da misure meno restrittive.
La Commissione richiede che la norma europea sulla fatturazione elettronica rispetti almeno i criteri seguenti:
• sia tecnologicamente neutrale,
• sia compatibile con le norme internazionali pertinenti in materia di fatturazione elettronica,
• tenga conto dell'esigenza di tutela dei dati personali conformemente alla direttiva 95/46/CE, di un approccio basato sulla tutela dei dati fin dalla progettazione e dei principi di proporzionalità, minimizzazione dei dati e limitazione delle finalità,
• sia coerente con le corrispondenti disposizioni della direttiva 2006/112/CE,
• consenta l'istituzione di sistemi di fatturazione elettronica pratici, di facile uso, flessibili ed efficienti in termini di costi,
• tenga conto delle esigenze specifiche delle piccole e medie imprese nonché delle amministrazioni aggiudicatrici e degli enti aggiudicatori sub-centrali,
• sia adeguata all'utilizzo nelle transazioni commerciali tra imprese
.

Gli Stati membri dovranno adottare, pubblicare e applicare le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 27 novembre 2018.

. Per scaricare il testo della direttiva europea, cliccate QUI.


2. ottobre 2014 - FATTURAZIONE ELETTRONICA - Infocamere lancia un nuovo portale a sostegno delle imprese

Dal 22 ottobre 2014 è online il nuovo servizio base di fatturazione elettronica espressamente dedicato alle piccole e medie imprese iscritte alle Camere di Commercio che abbiano rapporti di fornitura con le Pubbliche Amministrazioni.
Il nuovo servizio, che nasce dal rapporto di collaborazione tra Agenzia per l’Italia digitale ed Unioncamere, è rivolto a tutti i piccoli fornitori della P.A., senza oneri per le imprese e consente di avere un supporto operativo per l’emissione e la completa gestione di un numero limitato di fatture nell’arco dell’anno.
Sul portale le imprese troveranno tutte le informazioni sulla fatturazione elettronica, sui tempi, modi e vantaggi del processo di semplificazione.
Al servizio si accede previo riconoscimento del titolare dell'impresa tramite la Carta Nazionale dei Servizi (CNS), strumento introdotto dal Codice dell'Amministrazione Digitale (CAD) per l'accesso telematico ai servizi della P.A., consentendo la compilazione del documento contabile, l'individuazione della P.A. destinataria, la firma digitale, l'invio e relativa conservazione a norma.

. Se vuoi accedere al portale, clicca QUI.

. Se vuoi scaricare delle slide illustrative sulle modalità di utilizzo del portale, clicca QUI.


3. ottobre 2014 - LA FATTURAZIONE ELETTRONICA - Obbligo anche da parte degli Ordini professionali - Nota del Ministero dell'Economia e delle Finanze

Il Ministero dell'Economia e delle Finanze, in risposta ad un quesito posto dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e egli Odontoiatri, con Nota del 27 ottobre 2014, Prot. 1858, ha ribadito che, tra i destinatari dell'obbligo di fatturazione elettronica devono ritenersi incluse le amministrazioni di cui all'art. 1, comma 2, del D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165 e conseguentemente tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali.
Di conseguenza, secondo il Ministero dell'economia, sia la Federazione che gli Ordini provinciale dei Medici Chirurghi e egli Odontoiatri siano inclusi tra i destinatari dell'obbligo in questione.
Il Ministero ricorda anche che la decorrenza di tale obbligo, inizialmente individuata dall'art. 6. comma 3, del decreto n. 55 del 3 aprile 2013è stata fissata al 31 marzo 2015, dall'art. 25, comma 1, del D.L. n. 66/2014, convertito dalla L. n. 89/2014.
Il testo della nota ministeriale viene riportato nei Riferimenti normativi.


11 FEBBRAIO 2015 - Nota informativa del CNDCEC

Il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili (CNDCEC), nella nota informativa n. 5/2015 dell’ 11 febbraio 2015, torna ad occuparsi dell’applicabilità degli obblighi relativi alla fatturazione elettronica nei confronti degli Ordini professionali.
Facendo seguito alla precedente informativa n. 19/2014 del 2 ottobre 2014, la nota evidenzia che ancorché il Consiglio nazionale si fosse espresso in senso contrario, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con nota del 27 ottobre 2014, Prot. 1858, indirizzata alla Federazione degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, ha chiarito che gli Ordini professionali sono inclusi tra i destinatari dell’obbligo di fatturazione elettronica, stabilito dall’art. 1, comma 209, legge n. 244/2007 (Legge Finanziaria 2008).

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4. 12 FEBBRAIO 2015 - PAGAMENTI ELETTRONICI - Al via il logo "pagoPA"

A decorrere dal 12 febbraio 2015 il sistema dei pagamenti della Pubblica Amministrazione ha un suo marchio distintivo che tutte le amministrazioni, gestori di pubblici servizi e prestatori di servizi di pagamento aderenti potranno utilizzare per comunicare la propria appartenenza al sistema.
L’Agenzia per l’Italia Digitale, con la circolare n. 1 del 6 febbraio 2015, ha definito le regole per il rilascio e l’uso del logo. Sarà ora più semplice per tutti riconoscere immediatamente dove poter utilizzare il sistema dei pagamenti della PA.

Ricordiamo che l’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) ha provveduto ad emanare e pubblicare, ai sensi dell’articolo 5, comma 4 del Decreto Legislativo n. 82/2005 (“Codice dell’Amministrazione Digitale”- (CAD) , le “Linee Guida per l'effettuazione dei pagamenti a favore delle pubbliche amministrazioni e dei gestori di pubblici servizi”, che definiscono l’architettura e le modalità operative che governano il “Sistema dei pagamenti elettronici a favore delle pubbliche amministrazioni e dei gestori di pubblici servizi”.
Come previsto dalle Linee Guida, l’Agenzia per l’Italia Digitale ha predisposto un logo atto ad identificare il Sistema e ad individuarne i players aderenti, sia essi enti creditori (pubbliche amministrazioni o gestori di pubblici servizi) che prestatori di servizi di pagamento (banche, poste e altri PSP).
Pertanto, l’Agenzia per l’Italia Digitale ha realizzato e registrato il logo “pagoPA”, al fine di garantire allo stesso logo una tutela a livello nazionale.

L’Agenzia per l’Italia Digitale concede in uso il logo ai soggetti che abbiano aderito al Sistema, e segnatamente:
a) alle pubbliche amministrazioni che abbiano sottoscritto con l’Agenzia per l’Italia Digitale un protocollo di adesione al Sistema;
b) alle pubbliche amministrazioni o ai gestori di pubblici servizi che abbiano inviato all’Agenzia per l’Italia Digitale la lettera di adesione al Sistema debitamente sottoscritta;
c) ai prestatori di servizi di pagamento che abbiano sottoscritto con l’Agenzia per l’Italia Digitale l’accordo di servizio per l’adesione al Sistema;
d) a terzi che non rientrano nelle tipologie soggettive di cui alle precedenti lett. a), b) e c) specificamente individuati.
Il testo della circolare AgID viene ripotato nei Riferimenti normativi.

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5. MARZO 2015 - DIGITAL DAY FATTURAZIONE ELETTRONICA - Giornata informativa in tutte le Camere di Commercio d'Italia

Nel mese di marzo, in giornate diverse, si è tenuto, in tutta Italia e presso le sedi delle Camere di Commercio, il “Digital Day – Fatturazione elettronica”, in collaborazione con il Governo, l’AgID e la rete dei Digital Champions italiani, Unioncamere e Infocamere.
Le Camere di Commercio sono a fianco delle imprese anche in questa occasione per informarle e sostenerle, come avviene per tutti i processi di innovazione e semplificazione.

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6. 12 MARZO 2015 - FATTURAZIONBE ELETTRONICA - Nessun obbligo per gli enti no profit

Gli enti no profit, per le prestazioni erogate in base a convenzioni con la Pubblica Amministrazione, potranno continuare a certificare le somme percepite emettendo note di debito in forma cartacea, senza l'obbligo di ricorrere alla fatturazione elettronica, trattandosi di soggetti che già in precedenza non erano obbligati all’emissione di fattura.
Il chiarimento è arrivato il 12 marzo 2015 con la risposta n. 5-05002 da parte del sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze Enrico Zanetti a un question time alla Commissione Finanze della Camera.
A decorrere dal 6 giugno 2014 - si legge nella risposta scritta del sottosegretario all’Economia - i soggetti IVA che effettuano cessioni di beni (articolo 2 del D.P.R. n. 633 del 1972) e prestazioni di servizi (articolo 3 del D.P.R. n. 633 del 1972) in favore delle PP.AA. e degli Enti pubblici sono obbligati non soltanto ad emettere, ma anche a trasmettere, conservare ed archiviare le relative fatture secondo la disciplina propria della fattura elettronica.
Ciò posto, l'introduzione dell'obbligo di fatturazione elettronica verso la P.A. costituisce solo una diversa modalità di emissione della fattura, ma non incide sui presupposti per l'emissione della stessa, di cui agli articoli 1 e 6 del menzionato D.P.R. n. 633 del 1972.
In altri termini, i soggetti che prima del 6 giugno 2014, non erano tenuti ad emettere fattura verso la P.A. perché non obbligati dalla normativa vigente, anche successivamente a tale data non sono obbligati ad emettere fattura elettronica.
Questi soggetti, pertanto, potranno continuare a certificare le somme percepite in base a convenzioni con la P.A., emettendo note di debito in forma cartacea, senza l'obbligo di ricorrere alla fatturazione elettronica.

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6. 25 MARZO 2015 - CONSULENTI DEL LAVORO - Online il servizio fatturazione elettronica gratuita

La Fondazione Studi del Consiglio nazionale dei Consulenti del Lavoro, in vista dell’obbligo di fatturazione elettronica con la Pubblica Amministrazione dal 31 marzo, comunica che è operativa da oggi 25 marzo la piattaforma informatica con cui i consulenti del lavoro iscritti all'Ordine potranno emettere fatture elettroniche gratuitamente per sei mesi, per se stessi e per i propri clienti.
Il servizio è messo a disposizione da InfoCert per i Consulenti del Lavoro tramite la "scrivania digitale", creata dalla Fondazione Studi, a cui è possibile accedere tramite l’area riservata del portale di Categoria.
Da qui sarà possibile compilare le fatture in maniera guidata, accedere allo storico in qualsiasi momento e controllare in tempo reale lo stato di avanzamento delle fatture inviate per gestire con facilità eventuali ricicli.
La Fondazione Studi inoltre comunica che è già allo studio un'implementazione dell'accordo per la fruizione di ulteriori servizi come la creazione di PEC per clienti e praticanti e di una smart card per la firma digitale.

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7 13 MAGGIO 2015 - Nuovi chiarimenti emersi da un recente incontro

La Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della piccola e media impresa (CNA), con la circolare n. 17 del 13 maggio 2015 ha raccolto le risposte fornite ai quesiti emersi durante la videoconferenza del 16 aprile 2015, dedicata alla fatturazione elettronica verso la Pubblica Amministrazione, a cui hanno partecipato diverse sedi territoriali della CNA e rappresentanti dell’Agenzia delle entrate, SOGEI, CONSIP e Camera di Commercio.
E’ stato un appuntamento importante per conoscere le problematiche operative che le imprese incontrano nell’adempimento del nuovo obbligo normativo che, come è noto, dallo scorso 31 marzo, coinvolge tutte le pubbliche amministrazioni, incluse quelle locali.
Un momento utile di confronto volto ad analizzare i dubbi e le difficoltà delle imprese e per raccogliere le indicazioni dell’Agenzia delle entrate e di SOGEI – società informatica che ha cu-rato l’implementazione del Sistema di interscambio – presenti, entrambi, in veste di relatori. In quella occasione, sono stati, altresì, illustrati i servizi gratuiti di gestione della fatturaPA messi a disposizione da CONSIP ed Infocamere.

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LA FATTURAZIONE ELETTRONICA TRA PRIVATI

1. 21 APRILE 2015 - Fattura elettronica tra privati - Semplificazioni ed operazione trasparenza - Dal Consiglio dei Ministri approvato un nuovo decreto legislativo

Il Consiglio dei Ministri del 21 aprile 2015 ha approvato, in esame preliminare, tre decreti attuativi della riforma fiscale (legge delega n. 23 del 2014) che ora passano alle Camere per il prescritto parere. Si tratta:
1) del decreto legislativo sulla trasmissione telematica delle operazioni IVA e di controllo delle cessioni di beni effettuate attraverso distributori elettronici (fatturazione elettronica);
2) del decreto concernente misure per la crescita e l’internazionalizzazione delle imprese;
3) del decreto recante disposizioni sulla certezza del diritto nei rapporti tra fisco e contribuente.

Il primo decreto legislativo introduce misure volte ad incentivare, mediante la riduzione degli adempimenti amministrativi e contabili a carico dei contribuenti, l’utilizzo della fatturazione elettronica e la trasmissione telematica dei corrispettivi, nonché di adeguati meccanismi di riscontro tra la documentazione in materia di imposta sul valore aggiunto (IVA) e le transazioni effettuate, potenziando i relativi sistemi di tracciabilità dei pagamenti, nonché a prevedere specifici strumenti di controllo relativamente alle cessioni di beni effettuate attraverso distributori automatici.
La misura si rivolge a tutti i soggetti passivi IVA e introduce incentivi, in termini di riduzione degli adempimenti amministrativi e contabili, a vantaggio delle imprese che la utilizzano.
Il provvedimento è in linea con l’impostazione dell’Ocse, secondo cui il fisco deve trasformarsi da verificatore ex post a soggetto che facilita gli adempimenti fiscali sfruttando le leve della tecnologia.
L’utilizzo della fatturazione elettronica è facoltativo.
Il decreto prevede, in via opzionale, a decorrere dal 1° gennaio 2017, l’invio telematico all’Agenzia delle Entrate di tutte le fatture emesse e ricevute. Si potrà quindi disporre di un lasso di tempo congruo per predisporre l’infrastruttura tecnologica.
Per agevolare le imprese nell’uso del nuovo strumento telematico l’Agenzia delle Entrate renderà disponibile gratuitamente, a decorrere dal 1° luglio 2016, il servizio base per la predisposizione del file contenente i dati della fattura e il suo invio.

Le regole tecniche e i termini per la trasmissione telematica delle fatture secondo principi di semplificazione, economicità e minimo aggravio per i contribuenti sono definite con un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate.
Importanti novità riguardano anche le modalità nuove e semplificate per i controlli fiscali (che saranno dettagliate con un decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze).
I controlli potranno essere effettuati, anche ‘da remoto’, riducendo così gli adempimenti dei contribuenti ed evitando di ostacolare il normale svolgimento delle attività.
Viene poi esclusa la duplicazione nella richiesta di dati.

Per tutti i soggetti che effettuano cessioni di beni e prestazioni di servizi (essenzialmente il settore del commercio) è prevista la facoltà di trasmettere telematicamente all’Agenzia delle Entrate i dati dei corrispettivi, in sostituzione degli obblighi di registrazione.
L’opzione ha effetto per cinque anni e si estende di quinquennio in quinquennio.
In sostanza si tratta del superamento dello scontrino a fini fiscali. Resta comunque fermo l’obbligo di emissione della fattura su richiesta del cliente (necessaria ad esempio per attivare una garanzia, o per dimostrare un avvenuto acquisto).

Per i gestori dei distributori automatici la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati è obbligatoria.

Per i soggetti che scelgono di avvalersi della fatturazione elettronica vengono meno gli obblighi di comunicazione relativi al cosiddetto ‘spesometro’ e alle ‘black lists’. Inoltre, beneficiano di rimborsi Iva più veloci.
(Fonte: Sito del Governo)

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Qualche dettaglio in più

Il decreto, già dal prossimo anno, prevede che l’Agenzia delle Entrate metta a disposizione per tutti un servizio gratuito per la generazione e trasmissione delle fatture elettroniche.
Inoltre, sempre a decorrere dal 1° gennaio 2016, per particolari categorie di contribuenti, presumibilmente le piccole imprese e professionisti (sarà un decreto del MEF a stabilirlo), è prevista l’istituzione di un servizio gratuito che, oltre alla generazione e trasmissione delle fatture, comprende anche la conservazione sostitutiva (art. 1, commi 1 e 2).
Questo servizio, completamente gratuito, peraltro, si renderà applicabile per tutte le fatture elettroniche emesse, a prescindere dalla tipologia di cliente. Pertanto il servizio potrà includere sia le fatture elettroniche emesse nei confronti della Pubblica amministrazione sia le fatture elettroniche emesse nei confronti di altre imprese.

Inoltre, dal 1° gennaio 2017, per chi sceglie liberamente di aderire alla fatturazione elettronica per la certificazione di tutti i corrispettivi, unitamente alla scelta di trasmettere i dati della fatture ricevute dai propri fornitori, secondo delle modalità da definire (art. 1, commi 3 e 4), il decreto prevede una serie di incentivi:
1) soppressione dell’obbligo di comunicare i dati delle fatture ricevute ed emesse nei confronti delle imprese ovvero di comunicare i dati delle operazioni effettuate nei confronti dei consumatori finali di importo superiore a 3.600 euro (c.d. "spesometro");
2) soppressione dell’obbligo di comunicare le operazioni effettuiate con soggetti residenti in Paesi presenti nella black list, se di importo complessivo superiore a 10.000 euro;
3) eliminazione dell’obbligo di comunicazione degli elenchi INTRASTAT Servizi;
4) velocizzazione dei rimborsi IVA che devono essere operati entro tre mesi dalla presentazione della dichiarazione.

Sempre dal 1° gennaio 2017, per i commercianti al minuto è prevista, inoltre, la possibilità di optare, con vincolo quinquennale, per la trasmissione telematica dei corrispettivi tramite sistemi altamente tecnologici che, oltre a garantire l’immodificabilità dei dati registrati e trasmessi, consentano l’effettuazione dei pagamenti tramite carte di debito e di credito.
In questo caso, oltre all’abrogazione dell’obbligo di emissione dello scontrino o della ricevuta fiscale e l’obbligo di registrazione dei corrispettivi, sono previste, in quanto compatibili, anche i vantaggi previsti per chi sceglie di inviare le fatture elettroniche emesse e ricevute, quale, ad esempio, l’invio dei dati dello "spesometro".

In ultima analisi, a decorrere dal 1° gennaio 2017, solo per alcune tipologie di soggetti IVA di minori dimensioni, la scelta di inviare le fatture elettroniche emesse e ricevute attraverso il sistema di interscambio dell’Agenzia delle Entrate, ovvero, di memorizzare e tramettere telematicamente i corrispettivi secondo le modalità, consente di ottenere ulteriori benefici rispetto a quelli visti nelle righe che precedono.
In questo caso, infatti, l’impresa che aderisce a questo sistema di tutoraggio fiscale potrebbe scaricare dal cassetto fiscale gli elementi utili per la liquidazione periodica dell’IVA per la presentazione della dichiarazione annuale dell’imposta sul valore aggiunto e, inoltre, verrebbe esonerato:
a) dall’obbligo di registrazione delle fatture emesse e ricevute;
b) dall’obbligo di apposizione del visto di conformità sulla dichiarazione IVA per il rimborso dei crediti
.


1. 18 AGOSTO 2015 - Pubblicato il D.Lgs. n. 127 del 2015

E' stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 190 del 18 agosto 2015, il Decreto legislatuvo 5 agosto 2015 , n. 127, recante "Trasmissione telematica delle operazioni IVA e di controllo delle cessioni di beni effettuate attraverso distributori automatici, in attuazione dell’articolo 9, comma 1, lettere d) e g), della legge 11 marzo 2014, n. 23".
Il provvedimento conferma le agevolazioni rivolte ai soggetti passivi IVA che adottino in via facoltativa la fatturazione elettronica nei rapporti tra privati.
In particolare:
- si introduce, in via opzionale a decorrere dal 1° gennaio 2017, la possibilità di invio telematico all’Agenzia delle entrate dei dati di tutte le fatture emesse e ricevute mediante il Sistema di Interscambio;
- si prevede la messa a disposizione da parte dell’Agenzia, a decorrere dal 1° luglio 2016, di un servizio base per la predisposizione del file contenente i dati della fattura elettronica, il suo invio e la conservazionesostitutiva;
- si introducono modalità nuove e semplificate per i controlli fiscali che potranno essere effettuati, anche “da remoto”, riducendo così gli adempimenti dei contribuenti ed evitando di ostacolare il normale svolgimento delle attività.

Per i soggetti che scelgono di avvalersi della fatturazione elettronica vengono meno gli obblighi di comunicazione relativi allo spesometro, alle operazioni black-list e quelle connesse ai contratti di leasing.
Le principali novità, in seguito all’accoglimento delle osservazioni parlamentari, riguardano un maggior coinvolgimento delle associazioni di categoria nell’ambito di forum nazionali sulla fatturazione elettronica, nei processi per la definizione delle regole tecniche, delle modalità e dei termini per la trasmissione telematica delle fatture.
Un’altra novità riguarda i gestori di distributori automatici per i quali la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei corrispettivi è obbligatoria. Si prevede che nella stesura del provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate sulla definizione dei tracciati informativi, degli standard di sicurezza e delle tecniche di hardware saranno adottate soluzioni che consentiranno di non incidere sull’attuale funzionamento degli apparecchi distributori e di garantire, nel rispetto dei normali tempi di obsolescenza e rinnovo degli apparecchi automatici, la sicurezza e l’inalterabilità dei dati dei corrispettivi.


3. 1° LUGLIO 2016 - Fatturazione elettronica tra privati - Pronto il software delle Entrate di emissione, trasmissione e conservazione delle fatture elettroniche tra privati - Al via la fase transitoria

L’Agenzia delle Entrate ha rispettato i tempi, dando concreta attuazione alle indicazioni del D.Lgs. n. 127/2015 sulla fatturazione elettronica tra privati.
Dal 1° luglio 2016, infatti, è stato reso disponibile il servizio gratuito di emissione, trasmissione e conservazione delle fatture elettroniche tra privati.
I contribuenti titolari di partita IVA potranno, dunque, utilizzare una specifica applicazione web.
Il software può essere utilizzato sia per l’emissione (obbligatoria) della fattura elettronica nei confronti della Pubblica Amministrazione, ma anche per l’emissione facoltativa dei documenti nei confronti degli operatori privati.
I contribuenti potranno accedere all’applicazione tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate utilizzando le credenziali Entratel o Fisconline fornite agli utenti dei servizi telematici.
L’applicazione, però, non è ancora definitiva in quanto è stato dato l’avvio ad una fase transitoria relativa al periodo 1° luglio-31 dicembre 2016.
In questo periodo l’utente potrà scegliere - utilizzando il nuovo applicativo - se inviare una fattura verso le Pubbliche Amministrazioni o una fattura verso privati.

La nuova applicazione è stata progettata per permettere agli utenti, attraverso pochi passaggi guidati, di creare, visualizzare e salvare le fatture elettroniche e di scegliere quando e come inviarle ai propri clienti.
Per la trasmissione delle fatture, dal 1° gennaio 2017, i fornitori di beni e servizi potranno scegliere anche il Sistema di Interscambio, al momento obbligatorio per i fornitori della Pubblica Amministrazione. Infatti, a partire dall’anno prossimo il Sistema di interscambio aprirà alla fatturazione tra privati, come opzione facoltativa.
Infine, il servizio che permette di conservare a norma le fatture elettroniche, sia quelle emesse che quelle ricevute, purché rispettino il formato XML della fattura elettronica.
A breve verranno messi a disposizione i servizi con cui i contribuenti potranno scegliere di memorizzare e trasmettere i dati dei corrispettivi giornalieri a partire dal 1° gennaio 2017.

. Se vuoi saperne di più, clicca QUI.


RIFERIMENTI

. Se vuoi accedere al sito dell'AGENZIA PER L'TALIA DIGITALE, clicca QUI.

. Se vuoi accedere al sito DIGITAL CHAMPIONS, clicca QUI.

. Se vuoi accedere al sito FatturaPA – Sistema di Interscambio, clicca QUI.

. Per la ricerca del CODICE UNIVOCO UFFICO al quale dovranno essere indirizzate le fatture elettroniche, clicca QUI.


RIFERIMENTI NORMATIVI

. Per una rassegna delle principali norme di riferimento in tema di fatturazione elettronica, clicca QUI.


- D.LGS 1° SETTEMBRE 1993, N. 385 E SUCCESSIVE MODIFICHE

. Se vuoi scaricare il testo del "D. Lgs. 1 settembre 1993, n. 385: Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia" (Versione aggiornata al decreto legislativo 21 aprile 2016, n. 72), dal sito della BANCA D'ITALIA, clicca QUI.

. Se vuoi scaricare il testo del "D. Lgs. 1 settembre 1993, n. 385: Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia" dal sito NORMATTIVA, clicca QUI.


. Direttiva 2001/115/CE del Consiglio del 20 dicembre 2001, che modifica la direttiva 77/388/CEE al fine di semplificare, modernizzare e armonizzare le modalità di fatturazione previste in materia di imposta sul valore aggiunto.

. D.M. 23 gennaio 2004: Modalità di assolvimento degli obblighi fiscali relativi ai documenti informatici ed alla loro riproduzione in diversi tipi di supporto.

. D. Lgs. 20 febbraio 2005, n. 52: Attuazione della direttiva 2001/115/CE che semplifica ed armonizza le modalità di fatturazione in materia di IVA.

. Agenzia delle Entrate – Circolare n. 45/E del 19 ottobre 2005: Decreto legislativo 20 febbraio 2004, n. 52 – Attuazione della direttiva 2001/115/CE che semplifica ed armonizza le modalità di fatturazione in materia di IVA.

. DIRETTIVA 2007/64/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 novembre 2007 relativa ai servizi di pagamento nel mercato interno, recante modifica delle direttive 97/7/CE, 2002/65/CE, 2005/60/CE e 2006/48/CE, che abroga la direttiva 97/5/CE.

. Agenzia delle Entrate – Risoluzione n. 14/E del 21 gennaio 2008: Conservazione elettronica. Istanza di interpello 2007 – Art. 11, legge 27 luglio 2000, n. 212.

. D.M. 7 marzo 2008: Individuazione del gestore del sistema di interscambio della fatturazione elettronica nonchè delle relative attribuzioni e competenze.

. Se vuoi scaricare il testo del "D. Lgs. 27 gennaio 2010, n. 11: "Attuazione della direttiva 2007/64/CE, relativa ai servizi di pagamento nel mercato interno, recante modifica delle direttive 97/7/CE, 2002/65/CE, 2005/60/CE, 2006/48/CE, e che abroga la direttiva 97/5/CE" dal sito NORMATTIVA, clicca QUI.


. DECRETO 3 aprile 2013, n. 55:Regolamento in materia di emissione, trasmissione e ricevimento della fattura elettronica da applicarsi alle amministrazioni pubbliche ai sensi dell'articolo 1, commi da 209 a 213, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.

. Se vuoi scaricare il testo aggiornato del D.M. n. 55/2013 dal sito NORMATTIVA, clicca QUI.

. Ministero dell'Economia e delle Finanze - Dipartimento delle Finanze - Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento Funzione Pubblica - Circolare n. 1 del 31 marzo 2014: Decreto 3 aprile 2013, n. 55, in tema di fatturazione elettronica - Circolare interpretativa.

. INPS - Circolare n. 66 del 28 maggio 2014: Introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica, ai sensi del D.M. 3 aprile 2013, n. 55, in capo all’INPS - disposizioni attuative per gli uffici. <

. AGENZIA DELLE ENTRATE - Circolare n. 18/E del 24 giugno 2014: IVA. Ulteriori istruzioni in tema di fatturazione.

. Ministero dell'Economia e delle Finanze - Dipartimento delle Finanze - Direzione Sistema Informativo della Fiscalità - Nota del 7 0ttobre 2014, Prot. 1858: Obbligo di fatturazione elettronica di cui all'art. 1, comma 209, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. Campo di applicazione.

. AgID - Agenzia per l'Italia Digitale - Circolare n. 1 del 6 febbraio 2015: Logo “pagoPA” per il sistema dei pagamenti elettronici a favore delle pubbliche amministrazioni e dei gestori di pubblici servizi.

. Ministero dell'Economia e delle Finanze - Dipartimento delle Finanze - Consiglio dei Ministri - Dipartimento della Funzione Pubblica - Circolare n. 1 del 9 marzo 2015: Decreto 3 aprile 2013, n. 55, in tema di fatturazione elettronica - Circolare interpretativa.

. REGOLAMENTO (UE) 2015/751 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2015 relativo alle commissioni interbancarie sulle operazioni di pagamento basate su carta.

. DECRETO LEGISLATIVO 5 agosto 2015 , n. 127: Trasmissione telematica delle operazioni IVA e di controllo delle cessioni di beni effettuate attraverso distributori automatici, in attuazione dell’articolo 9, comma 1, lettere d) e g), della legge 11 marzo 2014, n. 23.

. Se vuoi scaricare il testo del "D. Lgs. 18 agosto 2015, n. 135: "Attuazione dell'articolo 11 del Regolamento (UE) n. 260/2012 del 14 marzo 2012 che stabilisce i requisiti tecnici e commerciali per i bonifici e gli addebiti diretti in euro e disposizioni sanzionatorie per le violazioni del Regolamento (CE) n. 924/2009 relativo ai pagamenti transfrontalieri nella Comunità" dal sito NORMATTIVA, clicca QUI.



. Agenzia delle Entrate - Risoluzione n. 81/E del 25 settembre 2015: Interpello - ART. 11, legge 27 luglio 2000, n. 212 – Comunicazione del luogo di conservazione in modalità elettronica dei documenti rilevanti ai fini tributari, art. 5 D.M. 17 giugno 2014.

. DIRETTIVA (UE) 2015/2366 del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 novembre 2015 relativa ai servizi di pagamento nel mercato interno, che modifica le direttive 2002/65/CE, 2009/110/CE e 2013/36/UE e il regolamento (UE) n. 1093/2010, e abroga la direttiva 2007/64/CE.

. DECRETO LEGISLATIVO 15 dicembre 2017, n. 218: Recepimento della direttiva (UE) 2015/2366 relativa ai servizi di pagamento nel mercato interno, che modifica le direttive 2002/65/CE, 2009/110/CE e 2013/36/UE e il regolamento (UE) n. 1093/2010, e abroga la direttiva 2007/64/CE, nonche' adeguamento delle disposizioni interne al regolamento (UE) n. 751/2015 relativo alle commissioni interbancarie sulle operazioni di pagamento basate su carta. (Testo pubblicato sull'edizione cartacea della Gazzetta Uffuciale, comprensivo di annotazioni),
. DECRETO LEGISLATIVO 15 dicembre 2017, n. 218: Recepimento della direttiva (UE) 2015/2366 relativa ai servizi di pagamento nel mercato interno, che modifica le direttive 2002/65/CE, 2009/110/CE e 2013/36/UE e il regolamento (UE) n. 1093/2010, e abroga la direttiva 2007/64/CE, nonche' adeguamento delle disposizioni interne al regolamento (UE) n. 751/2015 relativo alle commissioni interbancarie sulle operazioni di pagamento basate su carta. (Testo pubblicato sull'edizione online della Gazzetta Ufficiale),



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Pubblicato su: 2009-03-31 (4024 letture)

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