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RIFORMA BIAGI - I CONTENUTI DELLA RIFORMA - NORMATIVA - ALCUNE FIGURE CONTRATTUALI





LA RIFORMA BIAGI

Le finalità della riforma

Nel corso del 2003 sono stati approvati la legge e il conseguente decreto legislativo che hanno dato vita alla riforma del mercato del lavoro ispirata alle idee e agli studi del professor Marco Biagi, e che proprio in suo onore ha assunto nel linguaggio corrente il nome di “riforma Biagi”.
Si tratta di provvedimenti che hanno introdotto nuovi tipi di contratti di lavoro e che hanno innovato la disciplina di alcuni contratti già esistenti, andando ad incidere in particolar modo nell’area del cosiddetto lavoro parasubordinato, di cui sono precisati meglio i limiti e i caratteri distintivi rispetto al lavoro dipendente.

Il 5 febbraio 2003 il Parlamento ha approvato la legge delega n. 30 del 2003 in materia di occupazione e di mercato del lavoro (meglio conosciuta come “Legge Biagi”).
Il 24 ottobre 2003 è entrato in vigore il Decreto legislativo n. 276/2003, primo passo verso la piena attuazione della legge delega.

La riforma Biagi vuole aumentare in tempi brevi il numero delle persone che lavorano regolarmente.
Lo sviluppo economico si deve infatti accompagnare a una più elevata capacità di produrre posti di lavoro aggiuntivi. Le regole attuali hanno in parte la responsabilità di avere fatto dell'Italia il paese con il più basso tasso di occupazione regolare e il più alto numero di lavoratori "in nero" in tutta Europa.

La riforma Biagi vuole occupare in particolare più giovani nel Mezzogiorno, e più donne e più anziani nell'intero paese.
Questo obiettivo si realizza con un mercato del lavoro trasparente nel quale viene tempestivamente considerata la condizione di ogni persona in età di lavoro, e con un sistema di servizi pubblici e privati che – in rete tra di loro – accompagnano e facilitano l'incontro tra coloro che cercano lavoro e coloro che cercano lavoratori.

La riforma Biagi ha lo scopo di promuovere un lavoro regolare e non precario e di fornire tutele effettive.
Regole più moderne e più europee vogliono favorire il reciproco adattamento fra le esigenze dei lavoratori e quelle delle imprese, con particolare riguardo all'orario di lavoro. Le regole tradizionali hanno nei fatti prodotto tanti lavori "in nero" o insicuri, e il fenomeno abnorme delle collaborazioni coordinate e continuative.
(Ministero del lavoro e delle politiche sociali)

. Se vuoi scaricare un contributo ISFOL dal titolo Il punro su ... La riforma Biagi : sintesi e stato di attuazione, clicca QUI.


Una guida alla riforma

Per aiutare cittadini e operatori a orientarsi in un mercato in continua evoluzione, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha predisposto, all’interno del proprio sito Web, una “GUIDA ALLA RIFORMA BIAGI”.
Si tratta di una guida utile, completa e sempre aggiornata ai provvedimenti che daranno man mano attuazione alla riforma del mercato del lavoro.

. Se vuoi consultare la GUIDA, clicca QUI.


CONTRATTO DI INSERIMENTO

Il contratto di inserimento sostituisce quello di formazione e lavoro, che sopravvive solo per le pubbliche amministrazioni.
È un contratto a termine, di durata non inferiore a 9 mesi e non superiore a 18 (solo nel caso di soggetti portatori di handicap può arrivare fino a 36 mesi).
È finalizzato a favorire l'integrazione o la reintegrazione dei lavoratori mediante un percorso di adattamento delle competenze professionali, definito in un progetto individuale di inserimento, redatto con il consenso del lavoratore.
Riguarda i seguenti soggetti:
1) giovani di età compresa fra i 18 e i 29 anni;
2) disoccupati di lunga durata (cioè coloro che dopo aver perso il posto di lavoro o cessato un'attività autonoma, siano alla ricerca di un lavoro da più di 12 mesi, o di 6 mesi se hanno 29 anni e sono laureati) di età compresa fra i 29 e i 32 anni;
3) ultracinquantenni che siano privi di un posto di lavoro o che stiano per perderlo;
4) lavoratori che desiderino riprendere un'attività lavorativa e che non abbiano lavorato per almeno 2 anni;
5) donne residenti in un'area geografica in cui il tasso di occupazione sia inferiore almeno del 20% di quello maschile o in cui il tasso di disoccupazione superi del 10% quello maschile;
6) persone affette da grave handicap fisico, mentale o psichico.
Sono previste agevolazioni contributive, determinate in misura differente a seconda del settore produttivo e dell'ubicazione territoriale (sono esclusi i contratti che riguardano i giovani di età compresa fra i 18 e i 29 anni).

. Se vuoi approfondire l’argomento, clicca QUI.


FORNITURA DI LAVORO TEMPORANEO (LAVORO INTERINALE)

L'istituto della fornitura di lavoro temporaneo, più conosciuto come lavoro interinale, istituito dalla legge 24 giugno 1997, n. 196, è improntato alla massima flessibilità, in quanto consente l'ingresso nel mondo lavorativo di lavoratori anche per brevi periodi.
Le aziende potranno affittare lavoratori, per un determinato periodo di tempo, non solo nei casi previsti dalla legge e dalla contrattazione collettiva, ma anche in situazioni strutturali di carattere produttivo e organizzativo.

. Se vuoi approfondire l’argomento, clicca QUI.


LAVORO RIPARTITO o LAVORO A COPPIA o “JOB SHARING”

E' il cosiddetto "lavoro ripartito": un contratto atipico che prevede la condivisione da parte di due o più lavoratori di un contratto di lavoro a tempo pieno.
E’ una sorta di occupazione a metà fra due persone che si impegnano ad occupare un posto di lavoro garantendo (alternativamente) la propria presenza.
Il contratto di "job sharing" prevede due intestatari e se uno dei due si dimette o viene licenziato, si estingue l'intero vincolo contrattuale a meno che, su richiesta del datore, l'altro sia disponibile ad assumersi l'intera obbligazione e il contratto si trasformi in rapporto subordinato.
Con il contratto di lavoro ripartito, dunque, due lavoratori si obbligano al compimento di un'unica prestazione. Ognuno di essi è quindi responsabile per l'adempimento dell'intero lavoro.
I lavoratori si dividono l'orario di lavoro e possono in qualsiasi momento decidere sostituzioni fra loro e modificare la ripartizione dell'orario, ma non possono, senza consenso del datore di lavoro, farsi sostituire da terzi.
Il trattamento economico e normativo di ciascun lavoratore è proporzionato alla prestazione effettivamente eseguita, a cui vanno rapportate anche le ferie, i permessi, i trattamenti di malattia, di infortunio, di malattia professionale e i congedi parentali.
Il calcolo della contribuzione a favore di ciascun lavoratore va effettuato con le stesse modalità previste per il part-time.

. Se vuoi approfondire l’argomento, clicca QUI.


APPALTO

È un contratto con il quale un soggetto (committente) incarica un imprenditore (appaltatore) di compiere un'opera o un servizio a fronte di un corrispettivo in denaro.
L'imprenditore (appaltatore), per compiere l'opera o il servizio commissionati, deve:
- organizzare i mezzi necessari (dirige i lavoratori alle proprie dipendenze senza che il committente possa interferire nelle modalità concrete di svolgimento del lavoro stesso);
- assumere il rischio d'impresa (rispondere del risultato finale davanti al committente).
Gli elementi che distinguono il contratto d'appalto dalla somministrazione sono l'organizzazione dei mezzi necessari e l'assunzione dei rischi d'impresa.

. Se vuoi approfondire l’argomento, clicca QUI.


DISTACCO

Il distacco o comando si ha quando un datore di lavoro (distaccante), per proprie esigenze produttive, pone temporaneamente uno o più lavoratori (distaccati) a disposizione di un altro soggetto (distaccatario) per l'esecuzione di una determinata attività lavorativa.
La riforma Biagi ha regolato il distacco nel settore privato.

. Se vuoi approfondire l’argomento, clicca QUI.


TRASFERIMENTO RAMO D’AZIENDA

Il trasferimento d'azienda si verifica quando cambia il titolare dell'attività, a seguito di operazioni quali cessione contrattuale, fusione, affitto, usufrutto.
Il trasferimento può riguardare l'intera azienda o parte di essa e in questo caso si parla di trasferimento di ramo d'azienda. Questo ultimo tipo di trasferimento è ammissibile solo se la parte di azienda che si intende trasferire è funzionalmente autonoma al momento del trasferimento (con il Dlgs 276/2003 non è più necessario che tale autonomia sia preesistente al trasferimento).

. Se vuoi approfondire l’argomento, clicca QUI.


CERTIFICAZIONE DEI CONTRATTI

La certificazione è una speciale procedura finalizzata ad attestare che il contratto che si vuole sottoscrivere abbia i requisiti di forma e contenuto richiesti dalla legge.
È una procedura a carattere volontario, può essere eseguita solo su richiesta di entrambe le parti (futuro lavoratore e datore di lavoro) e ha lo scopo di ridurre il contenzioso in materia di qualificazione di alcuni contratti di lavoro.

. Se vuoi approfondire l’argomento, clicca QUI.


APPROFONDIMENTI

. Se vuoi approfondire il tema dell'Occupazione e del mercato del lavoro, visitando il sito del Ministero del lavoroe, dell salute e delle politiche sociali, clicca QUI.

. Se vuoi consultare un approfondimento a cura dell'INPS (Parte Prima), clicca QUI.

. Se vuoi consultare un approfondimento a cura dell'INPS (Parte Seconda), clicca QUI.

. Se vuoi consultare una GUIDA ALLA RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO, elaborata dalla UIL Basilicata, con la possibilità di scaricare tutta la normativa aggiornata, clicca QUI.


LE AGENZIE TECNICHE

Italia Lavoro è un ente strumentale del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali per la promozione e per la gestione di azioni nel campo delle politiche del lavoro, dell'occupazione e dell'inclusione sociale.
Italia Lavoro realizza azioni e programmi in collaborazione con le Regioni, le Province e le Amministrazioni Locali, per migliorare le capacità del sistema paese nel creare opportunità di occupazione, rivolgendosi, in particolare, alle categorie più deboli del mercato del lavoro.

. Se vuoi vistare il portaleITALIA LAVORO S.p.A., cliccate QUI


L’Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori (ISFOL) è un ente pubblico di ricerca.
Svolge e promuove attività di studio, ricerca, sperimentazione, documentazione, valutazione, informazione, consulenza e assistenza tecnica per lo sviluppo della formazione professionale, delle politiche sociali e del lavoro.
Contribuisce al miglioramento delle risorse umane, alla crescita dell’occupazione, all’inclusione sociale e allo sviluppo sociale.

. Se vuoi vistare il sito dellaISFOL - Istituto per lo Sviluppo della Formazione dei Lavoratori, clicca QUI



LA BORSA NAZIONALE DEL LAVORO

Il 5 luglio 2005 ha avuto avvio la Borsa nazionale del lavoro, promossa dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali e dalle Regioni.
La borsa continua nazionale del lavoro è un sistema informativo, basato su una rete di nodi regionali, a cui è possibile accedere liberamente tramite internet, finalizzato a rendere efficiente e trasparente il mercato del lavoro e a favorire il libero incontro tra la domanda e l'offerta di lavoro.
La Borsa è stata prevista dagli articoli 15 – 17 del D. Lgs. 10 settembre 2003, n. 276 , concernente “Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro”.
Con il decreto interministeriale 13 ottobre 2004 sono stati successivamente definiti gli standard tecnici necessari per l’attuazione della Borsa continua nazionale del lavoro e disciplinati i flussi informativi di scambio.
Con lo stesso decreto è stata inoltre istituita una Commissione tecnica per il raccordo e il coordinamento tra il livello nazionale e quello regionale.
La Borsa continua nazionale del lavoro è liberamente accessibile da: - cittadini occupati e disoccupati: possono aderire a offerte specifiche e inserire direttamente e senza necessità di intermediari la propria candidatura - imprese o datori di lavoro: possono pubblicare direttamente la propria richiesta di personale - operatori pubblici o privati autorizzati o accreditati: hanno l'obbligo di conferire alla borsa continua nazionale del lavoro i dati acquisiti, in base alle indicazioni rese dai lavoratori e a quelle rese dalle imprese.
I cittadini e i datori di lavoro possono accedere ai servizi della borsa in modo autonomo o attraverso un operatore e scegliere su quale livello territoriale (provinciale, regionale o nazionale) esporre la propria candidatura o offerta di lavoro.
I cittadini possono inoltre decidere se rendere visibili le informazioni personali.
Tutte le operazioni di incrocio tra domanda e offerta sono sottoposte a una procedura informatica di identificazione. Infatti, la consultazione della bacheca annunci delle offerte di lavoro è libera, mentre, invece, è necessario identificarsi con una procedura informatica ad hoc se si vuole rispondere ad una di esse.
Le prime quattro Regioni già connesse sono: Lombardia, Veneto, Abruzzo e Molise.
Entro ottobre del 2005 si aggiungeranno le seguenti altre sei Regioni: Liguria, Umbria, Marche, Calabria, Puglia e Sicilia.
Entro marzo 2006 si aggiungeranno tutte le altre Regioni.

. Se vuoi accedere al portale e approfondire l’argomento, clicca QUI


RIFERIMENTI NORMATIVI

NORMATIVA EUROPEA

. DIRETTIVA 2000/34/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 giugno 2000, che modifica la direttiva 93/104/CE del Consiglio concernente taluni aspetti dell'organizzazione dell'orario di lavoro, al fine di comprendere i settori e le attività esclusi dalla suddetta direttiva.


NORMATIVA NAZIONALE

. D. Lgs. 21 aprile 2000, n. 181: Disposizioni per agevolare l'incontro fra domanda ed offerta di lavoro, in attuazione dell'articolo 45, comma 1, lettera a), della legge 17 maggio 1999, n. 144.

. D.P.R. 7 luglio 2000, n. 442: Regolamento recante norme per la semplificazione del procedimento per il collocamento ordinario dei lavoratori, ai sensi dell'articolo 20, comma 8, della legge 15 marzo 1997, n. 59.

. D.M. 30 maggio 2001: Approvazione del modello di scheda anagrafica del lavoratore, della codifica delle professioni e delle classificazioni dei lavoratori, ex art. 4, comma 3, del D.P.R. 7 luglio 2000, n. 442. Modalità di trattamento dei dati dell'elenco anagrafico.

. Legge 14 febbraio 2003, n. 30: Delega al Governo in materia di occupazione e mercato del lavoro.

. Relazione di accompagnamento al decreto di attuazione della riforma Biagi. Decreto di attuazione degli articoli 1-6 della legge 14 febbraio 2003, n. 30.

. D. Lgs. 8 aprile 2003, n. 66: Attuazione delle direttive 93/104/CE e 2000/34/CE concernenti taluni aspetti dell'organizzazione dell'orario di lavoro.

. D.Lgs. 10 settembre 2003, n. 276: Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30.(Testo aggiornagto con le modifiche apportate dal D. Lgs. 14 settembre 2011, n. 167).

. D.M. 5 maggio 2004: Requisiti delle Agenzie per il lavoro, in attuazione dell'art. 5, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276.

. D.M. 30 settembre 2005: Lavoro accessorio ai sensi dell'articolo 72 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni.

. D.M. 10 ottobre 2005: Lavoro Approvazione del modello di libretto formativo del cittadino, ai sensi del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, articolo 2, comma 1, lettera i).

. Decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112: Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione Tributaria. Artt. 20, 21, 22, 23, 39, 40 e 41.

. D.M. 4 marzo 2009: Istituzione dell'elenco nazionale dei medici competenti in materia di tutela e sicurezza sui luoghi di lavoro.


NORMATIVA REGIONALE

. REGIONE MARCHE - L.R. 25 gennaio 2005, n. 2: Norme regionali per l'occupazione, la tutela e la qualità del lavoro.

. Se vuoi scaricare la legge della REGIONE PUGLIA n. 13 del 22 novembre 2005, concernente “Disciplina in materia di apprendistato professionalizzante”, clicca QUI.

. Se vuoi scaricare la legge della REGIONE EMILIA-ROMAGNA n. 17 del 1° Agosto 2005, concernente “Norme per la promozione dell’occupazione, della qualità, sicurezza e regolarità del lavoro”, clicca QUI.

. Se vuoi scaricare la legge della REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA n. 18 del 9 agosto 2005, concernente “Norme regionali per l'occupazione, la tutela e la qualita' del lavoro”, clicca QUI.



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Pubblicato su: 2009-08-21 (1711 letture)

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