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REGISTRO IMPRESE - CONTENUTI - SOGGETTI TENUTI ALL'ISCRIZIONE - LE VARIE SEZIONI SPECIALI DEL REGISTRO IMPRESE - ADEMPIMENTI - NATURA E QUALITA' DEI CONTROLLI DEMANDATI AL CONSERVATORE E AL GIUDICE DEL REGISTRO





IL REGISTRO DELLE IMPRESE
CONTENUTO E SOGGETTI OBBLIGATI


1. Evoluzione della normativa

Istituito nel dicembre 1993 (legge 29 dicembre 1993, n. 580) e operativo dall'anno 1996 (D.P.R. 7 dicembre 1995, n. 581), il Registro delle imprese riunifica il Registro delle Società - in precedenza tenuto dalle Cancellerie Commerciali dei Tribunali - e il Registro Ditte, tenuto originariamente dalle Camere di Commercio.
La previsione di tale strumento (art. 2188 e ss. C.C., art. 8, L. n. 580/1993, D.P.R. n. 581/1995, D.P.R. n. 558/1999, L. n. 340/2000 e successive modifiche ed integrazioni normative), gestito attraverso la rete informatica e telematica, mira ad assicurare la completezza ed organicità della pubblicità legale per tutte le imprese soggette ad iscrizione rendendo tempestiva l'informazione giuridico-economica in ordine alle stesse su tutto il territorio nazionale.


2. Le funzioni del Registro delle imprese

Le funzioni principali dell'Ufficio Registro delle Imprese sono:
• la conservazione ed esibizione dei documenti ed atti soggetti a iscrizione, annotazione o deposito presso lo stesso;
• la ricezione degli atti e delle notizie per i quali è prevista l’iscrizione o il deposito;
• il rilascio di certificati di iscrizione o annotazione nel Registro, di certificati attestanti il deposito di atti e di certificati attestanti la mancanza di iscrizioni;
• il rilascio di copia integrale o parziale di atti depositati o iscritti nel Registro;
• la bollatura e numerazione dei libri e delle scritture contabili delle imprese;
• la tenuta del REA ed il rilascio di visure e certificati inerenti alle iscrizioni e alle annotazioni.


3. Soggetti interessati

L'iscrizione nel Registro è obbligatoria per i soggetti e gli atti previsti dalla legge. I soggetti tenuti all'iscrizione sono:
gli imprenditori individuali (art. 2195 c.c.);
le società commerciali (art. 2200 c.c.);
i consorzi con attività esterna (art. 2612 c.c.) e le società consortili (art. 2615-ter c.c.);
i gruppi europei di interesse economico , di cui al D.Lgs. 240/1991;
gli enti pubblici che hanno per oggetto esclusivo o principale un'attività commerciale (art. 2201 c.c.);
le società che sono soggette alla legge italiana ai sensi dell'art. 25 della L. n. 218/1995;
le società cooperative (art. 2519 c.c.);
le società estere aventi in Italia una o più sedi secondarie (art. 2506 c.c.);
le aziende speciali degli enti locali di cui al D.L. 31 gennaio 1995, n. 26 convertito nella legge 29.03.1995, n. 95;
gli imprenditori agricoli (art. 2135 c.c.);
i piccoli imprenditori tra cui rientrano anche i coltivatori diretti (art. 2083 c.c.);
le società semplici (art. 2251 c.c.).

Nel Registro vengono, inoltre, “annotate” anche le imprese artigiane.


4. Le due Sezioni del Registro delle imprese

Formalmente il Registro Imprese è unico, ma di fatto si articola in due sezioni (Art. 7, D.P.R. n. 581/1995 – art. 2, D.P.R. n. 558/1999):
• la sezione ordinaria contenente i dati dei soggetti obbligati all'iscrizione a norma del Codice Civile;
• la sezione speciale (in cui sono confluite le categorie per le quali, in precedenza, vi era un'apposita sezione speciale: imprenditori agricoli, piccoli imprenditori, società semplici, imprese artigiane iscritte nell'apposito Albo) destinata a raccogliere le iscrizioni e le annotazioni dei soggetti per i quali l'obbligo formale di pubblicità è stato introdotto dalla legge di riforma degli enti camerali.

La sezione speciale del Registro Imprese è stata istituita per ospitare alcune categorie di soggetti cui il Codice Civile non impone obblighi di pubblicità legale.
Le iscrizioni nella sezione speciale hanno valore di certificazione anagrafica e pubblicità notizia (non producono quindi i più pregnanti effetti della pubblicità dichiarativa e costitutiva).
Nella sezione speciale sono iscritti:
1. i piccoli imprenditori individuali e i coltivatori diretti (art. 2083 C.C.),
2. gli imprenditori agricoli. individuali e società (art. 2135 C.C.),
3. le società semplici (artt. 2251 e ss. C,C,),
4. le società tra avvocati (D.Lgs. n. 96/2001).

Inoltre, nella stessa sezione speciale sono annotati i soggetti iscritti nell’Albo Provinciale (o Regionale) e delle Imprese Artigiane.

Sono infine iscritte in apposita Sezione speciale le imprese sociali (D.Lgs. 155/2006 - D.M. 24.1.2008).
Possono acquisire la qualifica di impresa sociale "tutte le organizzazioni private, ivi compresi gli enti di cui al libro V del codice civile, che esercitano in via stabile e principale un'attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o servizi di utilità sociale, diretta a realizzare finalità di interesse generale, e che hanno i requisiti di cui agli articoli 2, 3 e 4".


5. Iscrizione e deposito degli atti nel Registro delle imprese

Di regola l'iscrizione nel Registro Imprese avviene su domanda dell'interessato.
Nell'eventualità che non venga da questi richiesta nei termini di legge, l'iscrizione viene disposta d'ufficio con provvedimento del Giudice del Registro Imprese.
Alla tenuta, conservazione e gestione del Registro Imprese è preposto un Conservatore cui competono, oltre alle funzioni di certificazione, quelle di controllo delle condizioni di legge per l'iscrivibilità degli atti.
Le domande di iscrizione e di deposito e per gli atti presentati al Registro Imprese dalle imprese societarie di qualsiasi tipo vengono presentate mediante il servizio Telemaco che consente, inoltre, il rilascio di certificati e visure per via telematica.
Le imprese individuali possono invece continuare a presentare la documentazione al Registro Imprese anche su base cartacea.
Le società devono trasmettere alla Camera di Commercio i principali documenti relativi alla vita dell'impresa: atti costitutivi, statuti e atti modificativi, bilanci ed elenchi soci, etc..

Il Registro Imprese è inoltre integrato con i dati del Repertorio Economico Amministrativo, che contiene le notizie di carattere statistico-economico amministrativo relative sia ai soggetti per i quali non sussistono i presupposti per l'iscrizione nel Registro Imprese.


6. Effetti della iscrizione nel Registro delle imprese

L'iscrizione nel Registro delle Imprese degli atti e fatti previsti dalla legge, da parte dei soggetti che vi sono tenuti, ha effetti giuridici di pubblicità dichiarativa o costitutiva in quanto consente di opporre ai terzi quanto è stato iscritto, dando vita ad una presunzione circa l'esistenza e la certezza dei fatti iscritti.
L'iscrizione nella Sezione speciale del Registro Imprese, diversamente dall'iscrizione nella Sezione ordinaria dello stesso, ha funzione di certificazione anagrafica e di pubblicità notizia assolvendo al solo scopo di rendere conoscibili i fatti e le dichiarazioni rese al Registro che non sono quindi opponibili ai terzi.


7. Diritti di segreteria e Diritto annuale

La richiesta di iscrizione o di deposito di atti nel Registro delle imprese, la richiesta di certificazioni, visure e copie di atti sono soggetti al preventivo pagamento dei diritti di segreteria, il cui importo viene stabilito con decreto del Ministero dello Sviluppo Economico e dell'imposta di bollo.

Tutte le imprese iscritte o annotate nel Registro delle imprese sono, inoltre, soggette al pagamento di un diritto annuale, il cui importo viene stabilito annualmente con un decreto interministeriale.
Non è previsto il pagamento di tale diritto per i soggetti iscritti nel solo REA.


LE VARIE SEZIONI SPECIALI DEL REGISTRO DELLE IMPRESE

Il Registro Imprese è suddiviso in due sezioni: ORDINARIA e SPECIALE.
Nella SEZIONE ORDINARIA si iscrivono tutti i soggetti tenuti a farlo a norma del Codice Civile:
- società di persone e di capitali (s.n.c., s.a.s., s.r.l, s.p.a, s.a.p.a.)
- cooperative
- consorzi con attività esterna e società consortili
- gruppi europei di interesse economico (GEIE)
- società di Mutua Assicurazione
- società estere con sede secondaria in Italia
- enti pubblici economici che hanno per oggetto esclusivo o principale un'attività commerciale
- aziende speciali e consorzi degli enti locali
- imprenditori commerciali individuali (non piccoli)
- società costituite all'estero con sede amministrativa o secondaria sul territorio italiano
.

Nella SEZIONE SPECIALE si iscrivono:
- piccoli imprenditori (commerciali individuali, coltivatori diretti)
- imprenditori agricoli (individuali e collettivi)
- società semplici
- imprese artigiane (imprenditori individuali e collettivi) iscritte nell'apposito Albo
- società tra avvocati (art. 16 D. Lgs. 96/2001)
- le organizzazioni con qualifica di impresa sociale (art. 5 D. Lgs. 155/2006)
.

L'iscrizione nella SEZIONE ORDINARIA produce gli effetti di pubblicità dichiarativa o costitutiva previsti dal Codice Civile.
L'iscrizione nella SEZIONE SPECIALE, produce gli effetti di certificazione anagrafica e di pubblicità notizia.

Con il tempo, varie leggi speciali hanno previsto la istituzione, all'interno del Registro delle imprese, di apposite SEZIONI SPECIALI, con effetti del tutto particolari sui soggetti iscritti, che illustreremo brevemente di seguito.


1. SEZIONE SPECIALE DEDICATA ALLE STARTUP INNOVATIVE E INCUBATORI CERTIFICATI

Ai sensi dell'art. 25, commi da 9 a 17 del D.L. n. 179/2012, convertito dalla L. n. 221/2012, la start-up innovativa e l'incubatore certificato, al fine di poter beneficiare della disciplina della presente sezione, dovranno essere iscritti in una apposita sezione speciale del Registro delle imprese, tenuto dalla Camera di Commercio.
Ai fini dell'iscrizione in tale sezione, la sussistenza dei requisiti per l'identificazione della start-up innovativa e dell'incubatore certificato dovrà essere attestata mediante apposita autocertificazione prodotta dal legale rappresentante e depositata presso l'ufficio del Registro delle imprese.

. Se vuoi approfondire l’argomento, clicca QUI.


2. SEZIONE SPECIALE DEDICATA ALLE PICCOLE MEDIE IMPRESE INNOVATIVE

Le PMI innovative, analogamente come previsto per le Start-Up innovative, per poter beneficiare di speciali agevolazioni, dovranno essere iscritte in una apposita sezione speciale del Registro delle imprese, tenuto dalla Camera di Commercio.
La sezione speciale del Registro delle imprese consente la condivisione, nel rispetto della normativa sulla tutela dei dati personali, delle informazioni relative, per le PMI innovative: all'anagrafica, all'attività svolta, ai soci fondatori e agli altri collaboratori, al fatturato, al patrimonio netto, al sito internet, ai rapporti con gli altri attori della filiera.
Ai sensi del comma 9, dell’art. 3, del D.L. n. 3/2015, alle PMI innovative si applicano gli articoli 26, 27, 30, commi 6, 7 e 8, e 32 del D.L. n. 179/2012, convertito dalla L. n. 221/2012.

. Se vuoi approfondire l’argomento, clicca QUI.


3. SEZIONE SPECIALE DEDICATA ALLE SOCIETA' DI MUTUO SOCCORSO

Con il decreto 6 marzo 2013, il Ministero dello Sviluppo Economico ha individuato i criteri e le modalità di iscrizione delle società di mutuo soccorso nella sezione del Registro delle imprese relativa alle imprese sociali e nella apposita sezione dell'albo delle società cooperative.
Le società di mutuo soccorso saranno d'ora in poi tenute all'iscrizione, dietro presentazione di apposita istanza, nell'apposita sezione del Registro delle imprese dedicata alle imprese sociali, prevista dall'art. 5 del D.Lgs. n. 155/2006.
Le società di mutuo soccorso saranno, inoltre, tenute all'iscrizione all'Albo delle società cooperative, che sarà ora composto di tre sezioni: nella prima sezione saranno iscritte le società cooperative a mutualità prevalente di cui agli articoli 2512, 2513 e 2514 del Codice civile; nella seconda sezione saranno iscritte le società cooperative diverse da quelle a mutualità prevalente e nella terza sezione saranno iscritte le società di mutuo soccorso di cui alla legge 15 aprile 1886, n. 3818.
Dunque, dal 20 maggio 2013 è scattato l’obbligo, per le Società di mutuo soccorso, di iscrizione:
• alla sezione del Registro delle imprese dedicata alle imprese sociali;
• alla terza sezione dell’Albo delle società cooperative.

. Se vuoi approfondire l’argomento, clicca QUI.


4. ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO - Istituito presso le Camere di Commercio il Registro Nazionale - Prevista una sezione speciale del Registro imprese

4.1. Le finalità del progetto

“A decorrere dall'anno scolastico 2015/2016 è istituito presso le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura il registro nazionale per l'alternanza scuola- lavoro. Il registro è istituito d'intesa con il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, sentiti il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e il Ministero dello sviluppo economico, e consta delle seguenti componenti:
a) un'area aperta e consultabile gratuitamente in cui sono visibili le imprese e gli enti pubblici e privati disponibili a svolgere i percorsi di alternanza. Per ciascuna impresa o ente il registro riporta il numero massimo degli studenti ammissibili nonché i periodi dell'anno in cui è possibile svolgere l'attività di alternanza;
b) una sezione speciale del registro delle imprese di cui all'articolo 2188 del codice civile, a cui devono essere iscritte le imprese per l'alternanza scuola-lavoro; tale sezione consente la condivisione, nel rispetto della normativa sulla tutela dei dati personali, delle informazioni relative all'anagrafica, all'attività svolta, ai soci e agli altri collaboratori, al fatturato, al patrimonio netto, al sito internet e ai rapporti con gli altri operatori della filiera delle imprese che attivano percorsi di alternanza"
.

Questo è il contenuto del comma 41, dell’art. 1 della legge 13 luglio 2015, n. 107 (Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti), entrata in vigore il 16 luglio 2015.
Nel successivo comma 42 si stabilisce inoltre che, al momento dell'iscrizione nella nuova sezione speciale del Registro delle Imprese, si dovranno comunicare le informazioni previste all'art. 4, commi dal 3 al 7 del D.L. 24 Gennaio 2015 n. 3, convertito dalla L. 24 Marzo 2015 n. 33, in materia di Piccole e Medie Imprese innovative (c.d. “Investment Compact”).

L'alternanza scuola-lavoro consiste nella realizzazione di percorsi progettati, attuati, verificati e valutati, sotto la responsabilità dell'istituzione scolastica o formativa, sulla base di apposite convenzioni con le imprese, o con le rispettive associazioni di rappresentanza, o con le Camere di Commercio, o con gli enti pubblici e privati, ivi inclusi quelli del terzo settore, disponibili ad accogliere gli studenti per periodi di apprendimento in situazione lavorativa, che non costituiscono rapporto individuale di lavoro art. 4 del D.Lgs. 15 aprile 2005, n. 77.

. Se vuoi approfondire questo argomento dal sito del Ministero dell'Istruzione, clicca QUI.

. Se vuoi scaricare il testo della GUIDA OPERATIVA PER LA SCUOLA, predisposta dal Ministero dell'Istruzione, clicca QUI.


4.2. La formazione del Registro nazionale e l'iscrizione nella Sezione speciale

Il Registro Nazionale per l'alternanza Scuola-Lavoro è composto da:
a) un'area aperta e consultabile gratuitamente in cui sono visibili le imprese e gli enti pubblici e privati disponibili a svolgere percorsi di alternanza;
b) una sezione speciale del Registro delle Imprese di cui all'art. 2188 del Codice Civile, a cui devono essere iscritte le imprese per l'alternanza scuola - lavoro; tale sezione consente la condivisione, nel rispetto della normativa sulla tutela dei dati personali, delle informazioni relative all'anagrafica, all'attività svolta, ai soci e agli altri collaboratore, al fatturato, al patrimonio netto, al sito internet e ai rapporti con gli altri operatori della filiera delle imprese che attivano percorsi di alternanza.
Nell'area aperta potranno essere iscritti tutti i soggetti, anche non imprenditori, che desiderano svolgere i percorsi di alternanza scuola-lavoro.

Le imprese che intendono iscriversi nella sezione speciale "Alternanza scuola-lavoro" sono tenute a presentare, esclusivamente per via telematica o su supporto informatico, una domanda con modello base (S2/modifica, nel caso di società o I2/modifica, nel caso di impresa individuale).
Alla pratica dovrà essere allegata una dichiarazione sostitutiva delle informazioni per l’iscrizione nella sezione speciale dell’alternanza scuola-lavoro.

Per l’iscrizione nella sezione speciale “Alternanza scuola-lavoro” le Camere di Commercio hanno predisposto una piccola guida e un modello di autocertificazione con il quale si dichiara la veridicità delle informazioni fornite per l’iscrizione.

- Si riporta il testo della guida e del modello di autocertificazione:
. Iscrizione nella sezione speciale "Alternanza Scuola Lavoro" - GUIDA.

. Iscrizione nella sezione speciale "Alternanza Scuola Lavoro" - MODELLO DI AUTOCERTIFICAZIONE.


4.3. Il portale dedicato

E' in allestimento il Portale dedicato al Registro nazionale per l'alternanza SCUOLA - LAVORO - Il punto di incontro tra imprese e studenti.

. Se vuoi accedere al portale, clicca QUI.


5. D.LGS. N. 125/2019 – NORMATIVA ANTIRICICLAGGIO – Una nuova sezione nel Registro delle imprese - Proroga dell'attuazione

5.1. Le novità introdotte dal D.Lgs. n. 90/2017

Con il D.Lgs. n. 90 del 25 maggio 2017 - di modifica della normativa antiriciclaggio, emanato in attuazione della Direttiva UE 2015/849 relativa alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo – sono state apportate, in particolare, modifiche al D. Lgs. 21 novembre 2007, n. 231, prevedendo, tra l’altro, l’istituzione di un’apposita sezione del Registro delle imprese, al cui interno verranno indicate le informazioni sulla titolarità effettiva di persone giuridiche e trust.

Secondo quanto disposto dall’art. 21 (rubricato “Comunicazione e accesso alle informazioni sulla titolarita' effettiva di persone giuridiche e trust”), del D.Lgs. n. 231/2007, come novellato dall’art. 2 del D.Lgs. n. 90/2017, le imprese dotate di personalità giuridica tenute all'iscrizione nel Registro delle imprese di cui all'articolo 2188 del codice civile e le persone giuridiche private tenute all'iscrizione nel Registro delle persone giuridiche private di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 febbraio 2000, n. 361, dovranno comunicare le informazioni relative ai propri titolari effettivi, per via esclusivamente telematica e in esenzione da imposta di bollo, al Registro delle imprese, ai fini della conservazione in apposita sezione ad accesso riservato.

Ricordiamo che tra le persone giuridiche private sono ricomprese le associazioni, le fondazioni e le altre istituzioni di carattere privato che acquistano la personalità giuridica mediante il riconoscimento determinato dall’iscrizione nel registro delle persone giuridiche, istituito presso le prefetture.
Con specifico riferimento alle imprese dotate di personalità giuridica tenute all’iscrizione nel Registro delle imprese, le informazioni relative ai propri titolari effettivi devono essere acquisite da parte degli amministratori, i quali sono tenuti a conservarle, in forma accurata, adeguata ed aggiornata, per un periodo non inferiore a cinque anni.
Tali informazioni sono acquisite sulla base di quanto risultante dalle scritture contabili e dai bilanci, dal libro dei soci, dalle comunicazioni relative all’assetto proprietario o al controllo dell’ente, nonché dalle comunicazioni ricevute dai soci e da ogni altro dato a loro disposizione.
L’inerzia o il rifiuto ingiustificati del socio nel fornire agli amministratori le informazioni da questi ritenute necessarie per l’individuazione del titolare effettivo ovvero l’indicazione di informazioni palesemente fraudolente rendono inesercitabile il relativo diritto di voto e comportano l’impugnabilità, a norma dell’art. 2377 del Codice civile, delle deliberazioni eventualmente assunte con il voto determinante del socio in questione.

Gli stessi obblighi di cui sopra, inerenti l’ottenimento, la conservazione e la comunicazione al Registro delle imprese delle informazioni relative ai propri titolari effettivi, vengono previsti anche con riferimento ai trust produttivi di effetti giuridici rilevanti a fini fiscali, secondo quanto disposto dall’art. 73 del DPR n. 917 del 22 dicembre 1986, i quali sono tenuti all’iscrizione in un’apposita sezione speciale del Registro delle imprese (art. 21, comma 3).
L'omessa comunicazione delle informazioni sul titolare effettivo è punita con la medesima sanzione di cui all'articolo 2630 del Codice civile.
Ricordiamo che l’art. 2630 c.c. prevede, in caso di mancata esecuzione di comunicazioni presso il Registro delle imprese da parte di soggetti che vi sono tenuti per legge, una sanzione pecuniaria amministrativa da Euro 103,00 a Euro 1.032,00.

La sezione in questione verrà alimentata esclusivamente in via telematica e in esenzione da imposta di bollo attraverso una comunicazione che le imprese dotate di personalità giuridica e le persone giuridiche private tenute all’iscrizione presso il Registro delle Imprese saranno obbligate ad effettuare.
Tuttavia, le modalità attuative relative alle comunicazioni, ai dati e alle informazioni da fornire devono essere disciplinate da apposito decreto del Ministro dell'Economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dello Sviluppo economico che, inizialmente doveva emanarsi entro 12 mesi dall’entrata in vigore delle modifiche e, quindi, entro il 4 luglio 2018.
Come vedremo più avanti, il D.Lgs. n. 125/2019, attuativo della V direttiva antiriciclaggio - con una modifica all’art. 9, commi 3 e 5, del D.Lgs. n. 90/2017 - ha prorogato da 12 mesi a 36 mesi l’emanazione di queste disposizioni prevedendo anche l’intervento del Garante della privacy.


I contenuti del decreto

Secondo quanto stabilito al comma 5 dell'art. 21, il decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, sovrà stabilire:
a) i dati e le informazioni sulla titolarita' effettiva delle imprese dotate di personalita' giuridica, delle persone giuridiche private e dei trust da comunicare al Registro delle imprese nonche' le modalita' e i termini entro cui effettuare la comunicazione;
b) le modalita' attraverso cui le informazioni sulla titolarita' effettiva delle imprese dotate di personalita' giuridica, delle persone giuridiche private e dei trust sono rese tempestivamente accessibili alle autorita' di cui al comma 2, lettera a);
c) le modalita' di consultazione delle informazioni da parte dei soggetti obbligati e i relativi requisiti di accreditamento;
d) i termini, la competenza e le modalita' di svolgimento del procedimento volto a valutare la sussistenza dell'interesse all'accesso in capo ai soggetti di cui al comma 2, lettera d), e a disporne l'eventuale diniego;
e) con specifico riferimento alle informazioni sulla titolarita' effettiva di persone giuridiche private diverse dalle imprese e su quella dei trust produttivi di effetti giuridici rilevanti a fini fiscali, le modalita' di dialogo tra il Registro delle imprese e le basi di dati di cui e' titolare l'Agenzia delle entrate relativi al codice fiscale ovvero, se assegnata, alla partita IVA del trust e agli atti istitutivi, dispositivi, modificativi o traslativi inerenti le predette persone giuridiche e i trust, rilevanti in quanto presupposti impositivi per l'applicazione di imposte dirette o indirette.


5.2. Accessibilità delle informazioni

L'accesso alla sezione e' consentito:
a) al Ministero dell'economia e delle finanze, alle Autorita' di vigilanza di settore, all'Unita' di informazione finanziaria per l'Italia, alla Direzione investigativa antimafia, alla Guardia di finanza che opera nei casi previsti dal presente decreto attraverso il Nucleo Speciale Polizia Valutaria senza alcuna restrizione;
b) alla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo;
c) all'autorita' giudiziaria, conformemente alle proprie attribuzioni istituzionali;
d) alle autorita' preposte al contrasto dell'evasione fiscale, secondo modalita' di accesso idonee a garantire il perseguimento di tale finalita', stabilite in apposito decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico;
e) ai soggetti obbligati, a supporto degli adempimenti prescritti in occasione dell'adeguata verifica, previo accreditamento e dietro pagamento dei diritti di segreteria di cui all'articolo 18 della legge 29 dicembre 1993, n. 580;
f) dietro pagamento dei diritti di segreteria di cui all'articolo 18 della legge 29 dicembre 1993, n. 580, ai soggetti privati, compresi quelli portatori di interessi diffusi, titolari di un interesse giuridico rilevante e differenziato, nei casi in cui la conoscenza della titolarita' effettiva sia necessaria per curare o difendere, nel corso di un procedimento giurisdizionale, un interesse corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata, quando abbiano ragioni, concrete e documentate, per dubitare che la titolarita' effettiva sia diversa da quella legale.
L'interesse deve essere diretto, concreto ed attuale e, nel caso di enti rappresentativi di interessi diffusi, non deve coincidere con l'interesse di singoli appartenenti alla categoria rappresentata.
L'accesso alle informazioni sulla titolarita' effettiva puo' essere escluso qualora le informazioni riguardino persone incapaci o minori d'eta' ovvero qualora l'accesso esponga il titolare effettivo a rischi per la propria incolumita' (art. 21, comma 2).
I diritti di segreteria per gli adempimenti previsti dal presente articolo dovranno essere stabiliti, modificati e aggiornati, nel rispetto dei costi standard, con le modalita' di cui all'articolo 18 della legge 29 dicembre 1993, n. 580, e successive modificazioni. 7.

La consultazione dei registri non esonera i soggetti obbligati dal valutare il rischio di riciclaggio e finanziamento del terrorismo cui sono esposti nell'esercizio della loro attivita' e dall'adottare misure adeguate al rischio medesimo (art. 21, comma 6).

L'accesso alle informazioni di cui all'articolo 22, comma 5, relative alla titolarita' effettiva dei medesimi trust e' consentito:
a) alle autorita' di cui al comma 2, lettera a) e alla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, senza alcuna restrizione;
b) alla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo e all'autorita' giudiziaria nell'esercizio delle rispettive attribuzioni istituzionali, previste dall'ordinamento vigente;
c) alle autorita' preposte al contrasto dell'evasione fiscale, secondo modalita' di accesso idonee a garantire il perseguimento di tale finalita', stabilite in apposito decreto del Ministro dell'economia e delle finanze di concerto con il Ministro dello sviluppo economico;
d) ai soggetti obbligati, a supporto degli adempimenti prescritti in occasione dell'adeguata verifica, previo accreditamento e dietro pagamento dei diritti di segreteria di cui all'articolo 18 della legge 29 dicembre 1993, n. 580 (art. 21, comma 4).


5.3. Come individuare il titolare effettivo

Con l’entrata in vigore del D.Lgs. n. 90/2017, sono stati definiti i criteri per l’individuazione del titolare effettivo di soggetti diversi dalle persone fisiche - intesi come clienti/società di capitali e clienti/persone giuridiche private - e dei trust. La dottrina ha elaborato i criteri per l’identificazione del titolare effettivo.

La definizione di "titolare effettivo" è contenuta all’interno del D. Lgs. 21/11/2007, n. 231 e, per i soggetti obbligati agli adempimenti antiriciclaggio, rileva nell’ambito dell’adempimento dei propri obblighi di adeguata verifica della clientela.
Il titolare effettivo identifica la persona fisica o le persone fisiche, diverse dal cliente stesso, nell’interesse della quale o delle quali:
- il rapporto continuativo è instaurato,
- la prestazione professionale è resa ovvero,
- l’operazione è eseguita.
Nel caso in cui il cliente sia una persona fisica, il titolare effettivo coincide con la persona stessa; qualora, invece, il cliente fosse una persona giuridica, il titolare effettivo coincide con la persona fisica o le persone fisiche cui, in ultima istanza, è attribuibile la proprietà diretta o indiretta dell’ente o il relativo controllo.
In particolare, costituisce indicazione di proprietà:
– diretta: la titolarità di una partecipazione superiore al 25% del capitale del cliente, detenuta da una persona fisica;
– indiretta: la titolarità di una percentuale di partecipazioni superiore al 25% del capitale del cliente, posseduto per il tramite di società controllate, società fiduciarie o interposta persona.
Nel caso in cui dall’assetto proprietario non fosse possibile individuare in maniera univoca la persona o le persone fisiche cui è attribuibile la proprietà diretta o indiretta dell’ente, il titolare effettivo coincide con la persona o le persone fisiche cui, in ultima istanza, è attribuibile il controllo dell’ente stesso in forza:
– del controllo della maggioranza dei voti esercitabili in assemblea ordinaria;
– del controllo di voti sufficienti per esercitare un’influenza dominante in assemblea ordinaria;
– dell’esistenza di particolari vincoli contrattuali che consentano di esercitare un’influenza dominante
.
Qualora l’applicazione dei criteri di cui sopra non consenta ancora di individuare univocamente uno o più titolari effettivi, il titolare effettivo coincide con la persona o le persone fisiche titolari di poteri di amministrazione o direzione della società.

Con riferimento, ai trust, invece, i fiduciari di trust espressi – disciplinati ai sensi della L. 16 ottobre 1989, n. 364, ottengono e detengono informazioni adeguate, accurate e aggiornate sulla titolarità del trust, intendendosi per tali quelle relative all’identità;
- del fondatore, del fiduciario o dei fiduciari, del guardiano ovvero,
- di altra persona per conto del fiduciario, ove esistenti, dei beneficiari o classe di beneficiari e delle altre persone fisiche che esercitano il controllo sul trust e
- di qualunque altra persona che esercita, in ultima istanza, il controllo sui beni conferiti nel trust attraverso la proprietà diretta o indiretta o attraverso altri mezzi.


5.4. Le novità introdotte dal D.Lgs. n. 125/2019

Con il D.Lgs. n. 125 del 4 ottobre 2019, attuativo della V direttiva antiriciclaggio (direttiva (UE) 2015/849, nonche' attuazione della direttiva (UE) 2018/843 che modifica la direttiva (UE) 2015/849) - in vigore dal 10 novembre 2019 - il termine dei 12 mesi è stato differito ai 36 mesi successivi l’emanazione di queste disposizioni, prevedendo anche l’intervento del Garante della privacy.
I 12 mesi previsti ai commi 3 e 5, come disposto dall’art. 5, commi 2 e 3 del D.Lgs. n. 125/2019, sono ora diventati 36 mesi. Pertanto il termine, originariamente previsto al 4 luglio del 2018, viene ora prorogato a novembre del 2022.

. Per scaricare il testo del D.Lgs. n. 125/2019, cliccate QUI.

. Per scaricare il testo del D.Lgs. n. 90/2017, cliccate QUI.

. Per scaricare il testo del D.Lgs. n. 231/2007, cliccate QUI.


NATURA E QUALITA' DEI CONTROLLI DEMANDATI AL CONSERVATORE E AL GIUDICE DEL REGISTRO

1. MARZO 2018 – REGISTRO DELLE IMPRESE - I limiti in cui opera il sindacato del Conservatore e del Giudice del Registro

Al Conservatore del Registro delle Imprese, in prima istanza, e poi al Tribunale in funzione di Giudice del Registro, oltre che ad un controllo formale in ordine alla competenza ed alla certezza della provenienza dell’atto spetta un controllo qualificatorio di tipicità, che implica il vaglio della rispondenza dell’atto al tipico modello legale per il quale la legge ne impone la pubblicità, ma non anche un controllo sulla validità o efficacia dell’atto, che è invece demandato all’autorità giurisdizionale.
Tuttavia, ove l’atto sia viziato da una causa di invalidità tale da renderlo non conforme prima facie al modello tipico, allora rientra nei poteri del Conservatore (e del Giudice del Registro poi) di rilevare tale vizio, rifiutandone l’iscrizione.
Lo sostiene il Tribunale di Roma - Ufficio del Giudice del registro delle imprese tenuto dalla Camera di commercio di Roma (R.G. 13722/2017 - Accoglimento n. cronol. 2157/2018 del 14/03/2018), al quale è stata presentata dall’ufficio la richiesta di avvio del procedimento di cancellazione d’ufficio ex art. 2191 c.c. della iscrizione di una domanda inerente il recesso di un socio da una Srl, sollevando, in merito, una questione di compatibilità logica-giuridica della sequenza delle iscrizioni aventi ad oggetto plurimi trasferimenti della medesima partecipazione sociale.

Il Giudice del Registro, prima di rispondere sulla questione, si sofferma ad indagare la natura e la qualità dei controlli demandati all’ufficio del registro e, quindi, al giudice del registro delle imprese.
È noto - scrive il Giudice del Registro di Roma - che "il registro delle imprese ha assunto, per volontà del legislatore del 1993, le funzioni tipiche di un pubblico registro cui è assegnata una insostituibile funzione informativa e pubblicitaria, costituendo in particolare l'unica fonte con validità legale dei fatti ed atti riguardanti il mondo delle imprese. Il registro, dunque, è destinato a creare nei confronti dei terzi un legittimo affidamento, giuridicamente tutelato, della legalità e validità delle informazioni e dei dati ivi inseriti; la funzione specifica di un pubblico registro consiste nel diritto, riconosciuto ad ogni cittadino, di accedervi ricavandone informazioni che hanno piena valenza giuridica, il che significa che le stesse sono normalmente esatte e veritiere, che possono essere utilizzate in ogni contenzioso da parte dei soggetti in lite e che il giudice le deve assumere come corrispondenti alla realtà”.
Ciò posto, la dottrina e la giurisprudenza dei giudici del registro si sono spesso interrogati sui limiti del sindacato devoluto (dapprima) al conservatore del registro e (successivamente) al giudice del registro.
È pacifico che tali soggetti debbano esercitare un controllo formale che si appunta sui requisiti formali della domanda (competenza dell’ufficio, provenienza e certezza giuridica della sottoscrizione, riconducibilità dell’atto da iscrivere al tipo legale, legittimazione alla presentazione dell’istanza di iscrizione).
Tuttavia, un controllo meramente formale non esaurisce i poteri (e la funzione) del conservatore. Al conservatore, infatti, è demandato anche il compito di verificare il “concorso delle condizioni richieste dalla legge per l’iscrizione” (art. 2189 secondo comma c.c.): tale compito, evidentemente, implica l'accertamento della corrispondenza dell'atto o del fatto del quale si chiede l'iscrizione a quello previsto dalla legge (art. 11, D.P.R. 7 dicembre 1995, n. 581) in ciò sostanziandosi il c.d. controllo qualificatorio. Così, il conservatore non deve limitarsi a ricevere l'atto e a verificare la regolarità e la completezza della domanda sotto il profilo formale, ma deve altresì procedere, appunto, alla qualificazione dell'atto presentato per l'iscrizione, onde accertare se sia conforme al modello di atto previsto dalla legge per il quale è prescritta l'iscrizione. In altre parole, è riconosciuto al conservatore (e, quindi, al giudice del registro) il potere di verificare se l'atto di cui si richiede l'iscrizione integri gli estremi della fattispecie per cui è richiesta l'iscrizione e, quindi, se l’atto da iscrivere corrisponda al modello legale (controllo di tipicità).
Inoltre, sotto altro profilo, il conservatore ha certamente la funzione di verificare la compatibilità logica-giuridica, sotto il profilo della continuità, tra le diverse iscrizioni.
Ad opinare diversamente - nel senso, cioè, che il conservatore non possa verificare la compatibilità dell’atto con le risultanze del registro – “verrebbe ad essere vanificata la stessa funzione del registro delle imprese, in quanto si verificherebbe la possibilità di iscrizione tra loro incompatibili con conseguente venir meno di ogni possibile legittimo affidamento da parte dei terzi in ordine alla legalità ed alla validità delle informazioni contenute nel registro stesso”.

In questa prospettiva, è stato ritenuto che la verifica della continuità delle iscrizioni e, in particolare, la verifica della compatibilità delle diverse iscrizioni implica (recte: può implicare) anche una attività di interpretazione sotto il profilo giuridico del contenuto dell’atto o del provvedimento da iscrivere (Trib. Roma, decr., 17 aprile 2016, in proc. n. 4294/2014 v.g.).
È, peraltro, dubbio se ed entro che limiti debba svolgersi il controllo qualificatorio cui si è detto e cioè se esso - ferma la verifica in ordine alla qualificazione dell’atto al modello giuridico - possa o meno spingersi fino a sindacare la validità, sotto il profilo civilistico, dell’atto e la idoneità degli effetti che da quell’atto derivano.
Ci si interroga, innanzi tutto, soprattutto con riferimento alle ipotesi di nullità dell’atto, circa la possibilità per il conservatore del registro delle imprese di accertare, nell'ambito del controllo c.d. qualificatorio, se l'atto presentato per l'iscrizione sia idoneo a produrre gli effetti che da esso tipicamente derivano.
Pur non essendo possibile in questa sede dare conto di tutti gli indirizzi manifestatisi nella dottrina e nella giurisprudenza dei giudici del registro delle imprese, va evidenziato che, sebbene sia stata affermata, sia in dottrina che nella giurisprudenza meno recente, la possibilità che l’ufficio e poi il giudice del registro valuti l’eventuale nullità assoluta di un atto da iscrivere, deve ritenersi preferibile, al contrario, l’orientamento secondo il quale esula dai poteri del conservatore - e, quindi, del giudice del registro - il controllo sul merito di una (possibile) lite tra i soci e, dunque, la valutazione in ordine alla validità sostanziale dell’atto.
Così, un atto o una deliberazione devono essere considerati come validamente assunti finché non interviene l’annullamento o la revoca in via giudiziale o stragiudiziale (per la giurisprudenza di altri giudici del registro, cfr., Trib. Napoli, 27 giugno 2013; Trib. Verona, 28 settembre 2009; Trib. Bari, 3 giugno 2009; Trib. Catania, 9 aprile 2009).
In particolare, in conformità alla giurisprudenza maggioritaria, deve affermarsi che all’ufficio ed al giudice del registro compete soltanto la formale verifica della corrispondenza tipologica dell'atto da iscrivere a quello previsto dalla legge, senza alcuna possibilità di accertamento in ordine alla validità negoziale dell'atto, poiché tale controllo potrà essere svolto unicamente in sede giurisdizionale (Trib. Padova, decr., 16 febbraio 2007, decr., Trib. Napoli, decr., 8 ottobre 1996).

- Si riporta il testo deli seguenti due documenti:
. TRIBUNALE DI ROMA - Ufficio del Giudice del registro delle imprese tenuto dalla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Roma - R.G. 18558/2017 - Accoglimento n. cronol. 214/2018 del 12 gennaio 2018.

. TRIBUNALE DI ROMA - Ufficio del Giudice del registro delle imprese tenuto dalla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Roma - R.G. 13722/2017 - Accoglimento n. cronol. 2157/2018 del 14 marzo 2018.


RIFERIMENTI NORMATIVI

. Se vuoi scaricare i riferimenti normativi relativi al Registro imprese, clicca QUI.


APPROFONDIMENTI E RIFERIMENTI

. Per approfondire l'argomento del REPERTORIO ECONOMICO AMMINISTRATIVO (REA), cliccate QUI.

. Per approfondire l'argomento della TRASMISSIONE TELEMATICA E COMUNICAZIONE UNICA, cliccate QUI.

. Per scaricare delle GUIDE PER L'INVIO TELEMATICO DEGLI ATTI AL REGISTRO DELLE IMPRESE, cliccate QUI.

. Per l’argomento del DIRITTO ANNUALE riscosso dalle Camere di Commercio da parte delle ditte iscritte o annotate nel Registro delle imprese, cliccate QUI.

. Per l’argomento dei DIRITTI DI SEGRETERIA riscossi dalle Camere di Commercio, cliccate QUI.

. Per quanto riguarda L'IMPOSTA DI BOLLO, cliccate QUI.

. Per quanto riguarda L'IMPOSTA DI REGISTRO, cliccate QUI.

. Per consultare gli importi delle TASSE SULLE CONCESSIONI GOVERNATIVE , cliccate QUI.

. Per approfondire e per accedere alla GUIDA INTERATTIVA DEGLI ADEMPIMENTI SOCIETARI, cliccate QUI.


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. Se vuoi guardare il DVD e ascoltare l’intervista - Parte Seconda, clicca QUI.



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Pubblicato su: 2015-01-23 (2937 letture)

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