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STUDI E APPROFONDIMENTI - CONSIGLIO NAZIONALE DEL NOTARIATO





STUDI E APPROFONDIMENTI SULLA RIFORMA DEL DIRITTO SOCIETARIO PROPOSTI DAL CONSIGLIO NAZIONALE DEL NOTARIATO

INTERVENTI IN MATERIA DI SOCIETA' COOPERATIVE

- Le cooperative nella riforma del diritto societario. Analisi di alcuni aspetti controversi. (Studio n. 5306/I).

Sommario: 1. Premessa. - 2. Il rinvio alla disciplina delle società di capitali. - 3. Modifiche nelle caratteristiche dimensionali della cooperativa e mutamento delle norme applicabili. 4. La denominazione sociale della cooperativa. - 5. Controllo legale e controllo contabile. - 6. Rappresentanza dei soci in assemblea. - 7. Competenze dell'assemblea dei soci e competenze degli amministratori nella cooperativa. - 8. Trasformazione di cooperative a mutualità prevalente in società lucrative. - 9. Adeguamento degli statuti di cooperative alle novità della riforma. - 10. L'Albo delle società cooperative.

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- I profili patrimoniali e finanziari nella riforma delle società cooperative. (Studio n. 5307/I)

Sommario: 1. La funzione del capitale sociale nelle cooperative. - 2. Il caso delle spese di costituzione superiori al capitale sociale. - 3. Conferimenti in denaro e versamento del 25%. - 4. Quote e azioni delle cooperative. - 5. I soci finanziatori nelle "cooperative s.p.a.". - 6. Gli strumenti finanziari nelle "cooperative s.r.l.". - 7. Contributi in denaro dei soci e prestiti obbligatori. - 8. Aumento gratuito e rivalutazione del capitale sociale. - 9. Le riserve indivisibili. - 10. Devoluzione delle riserve indivisibili ai fondi mutualistici e legislazione speciale.

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- I profili della mutualità nella riforma delle società cooperative. (Studio n. 5308/I).

Sommario: 1. Le regole per lo svolgimento dell'attività mutualistica. - 2. I regolamenti mutualistici. - 3. La mutualità prevalente. - 4. La disciplina dei ristorni. - 5. Le modifiche dell'atto costitutivo incidenti sui rapporti mutualistici: unanimità o maggioranza. - 6. I requisiti dei soci cooperatori. - 7. Oggetto sociale eterogeneo e categorie di soci nelle cooperative. - 8. Gli elementi tecnici e amministrativi. - 9. - I soci cooperatori persone giuridiche.

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- La disciplina fiscale delle cooperative a seguito della riforma del diritto societario. (Studio n. 71/2004/T – Approvato dalla Commissione studi tributari il 28 ottobre 2004)

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- L’istituzione dell’Albo delle cooperative: i provvedimenti attuativi. (Studio n. 5511/I – Approvato dal Consiglio Nazionale del Notariato il 17 dicembre 2004)

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- Cooperative e legislazione speciale. (Studio n. 5379/I)

Sommario: 1. Premessa. - 2. Il dibattito sulla decodificazione, il fenomeno cooperativo e la reale portata dell'art. 2520, comma 1, del codice civile. - 3. Legislazione speciale e disciplina della mutualità prevalente. - 4. Cooperative e legislazione regionale. - 5. Rassegna della legislazione speciale vigente in tema di cooperazione: a) Cooperative di lavoro. - b) Cooperative giovanili. - c) Cooperative di lavoro ammissibili ai pubblici appalti. - d) Cooperative tra giornalisti. - e) Cooperative di facchinaggio. - f) Cooperative di pulizia. - g) Cooperative portuali. - h) Cooperative di emigrazione. - i) Cooperative artigiane. - j) Cooperative di garanzia (confidi). - k) Cooperative di autotrasportatori. - l) Cooperative di farmacisti. - m) Consorzi di cooperative.

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- Natura giuridica e disciplina delle società di mutuo soccorso . (Studio n. 5486/I)

Sommario: 1. Premessa. - 2. La disciplina contenuta nella legge 15 aprile 1886, n. 3818, e nella legislazione successiva. - 3. La natura giuridica delle società di mutuo soccorso registrate. - 4. Il registro delle imprese. - 5. Le società di mutuo soccorso irregolari. - 6. La contribuzione e la devoluzione a favore dei fondi mutualistici. - 7. L'albo degli enti cooperativi. - 8. Le agevolazioni fiscali. - 9. La trasformazione delle cooperative in società di mutuo soccorso e viceversa.

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- Il regime fiscale delle banche cooperative . (Studio n. 4/2005/T – Approvato dalla Commissione studi tributari il 4 febbraio 2005).

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- Le banche cooperative nella riforma del diritto societario . (Studio n. 5617/I – Approvato dalla Commissione studi d'impresa il 25 febbraio 2005).

Sommario:1. Premessa: l'evoluzione della normativa recente in materia di banche cooperative. - 2. Le norme in tema di cooperazione inapplicabili a tutte le banche cooperative. - 3. Le norme in tema di cooperazione applicabili a tutte le banche cooperative. - 4. Lo scopo mutualistico delle banche cooperative. Profili generali. - 5. Le banche di credito cooperativo: lo scopo mutualistico e la mutualità prevalente. - 6. Lo scopo mutualistico delle banche popolari. - 7. La disciplina applicabile alle banche di credito cooperativo. - 8. La disciplina delle banche popolari. - 9. Gli adeguamenti statutari e la disciplina transitoria. - 10. L'albo delle società cooperative. - 11. Le trasformazioni e le fusioni eterogenee.

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- Brevi considerazioni sul problema della trasformazione di società cooperativa in società lucrativa contestuale alla perdita della mutualità prevalente. (Studio n. 7-2006/I – Approvato dal Gruppo di studio sulla Riforma delle società cooperative il 14 gennaio 2006).

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- Partecipazioni sociali e capitale sociale nelle cooperative. (Studio n. 151-2008/I – Approvato dal Gruppo di studio sulla Riforma delle società cooperative il 19 marzo 2009).

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- Profili problematici delle operazioni di fusione (scissione) delle società cooperative: in particolare la controversa questione del rapporto di cambio. (Studio n. 153-2008/I – Approvato dal Gruppo di studio sulla Riforma delle società cooperative il 10 luglio 2008).

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- Gli aumenti di capitale nelle società cooperative. (Studio n. 157-2008/I – Approvato dal Gruppo di studio sulla Riforma delle società cooperative il 19 marzo 2009).

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INTERVENTI SU ARGOMENTI VARI

Con lo Studio n. 5166, approvato in data 11 giugno 2004, il Consiglio Nazionale del Notariato ha affrontato l'argomento dell'adeguamento degli atti costitutivi e degli statuti da parte delle società iscritte al Registro delle imprese alla data del 1° gennaio 2004.
Le norme transitorie si preoccupano di stabilire il termine entro il quale, rispettivamente, le società di capitali e le società cooperative devono uniformare i propri atti costitutivi ed i propri statuti alle “nuove disposizioni inderogabili”.
Si tratta ora di capire se, all’interno del processo di adeguamento degli statuti societari alle nuove norme introdotte dalla riforma del diritto societario, vi sia effettivamente, secondo l’impressione che si ricava dal tenore letterale della formulazione legislativa, un nucleo più ristretto di ipotesi in cui tale processo presenta carattere di doverosità, o comunque di non mera facoltatività.
La sopravvenuta inefficacia delle clausole statutarie in contrasto con le nuove norme imperative introdotte con il D. Lgs. n. 6/2003 a partire dalla scadenza del periodo transitorio costituisce l’unica testuale conseguenza prevista dal legislatore a fronte del mancato adeguamento degli statuti, dovendosi categoricamente escludere, in assenza di norme legislative espresse, ogni possibile riconduzione di tale situazione ad una causa di scioglimento della società.

Si riporta il testo dello Studio:
Il mancato adeguamento degli statuti societari alla riforma.


- La variazione dell’indirizzo delle società di persone ed altre considerazioni sistematiche a margine dell’art. 111 ter disp. att. c.c.. (Studio n. 5226 – Approvato dalla Commissione studi d'impresa il 2 luglio 2004).

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- Profili applicativi dell’articolo 223-duodecies. (Studio n. 5485/I – Approvato dalla Commissione studi d’impresa il 18 dicembre 2004)

Dopo aver fissato un dovere di adeguamento delle società cooperative alle “nuove disposizione inderogabili” entro il 31 dicembre 2004, l’art. 223 duodecies pone due regole organizzative:
− le deliberazioni necessarie per l’adeguamento dell’atto costitutivo e dello statuto alle nuove disposizioni inderogabili possono essere adottate, in terza convocazione, a maggioranza semplice dei presenti (secondo comma);
− le deliberazioni necessarie per l’adeguamento dello statuto alle disposizioni che disciplinano le società cooperative a mutualità prevalente devono essere adottate con le modalità e le maggioranze previste per le deliberazioni assembleari dall’art. 2538 (ultimo comma).
La presente indagine mira ad analizzare, in maniera sintetica e schematica, i rapporti fra le norme in esame e la loro ricaduta sui procedimenti formativi della volontà assembleare delle società cooperative in questo particolare momento storico.

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- Il voto segreto nell'assemblea delle società di capitali e cooperative. (Studio n. 5630/I – Approvato dalla Commissione studi d'impresa il 31 marzo 2005).

Sommario:1. Premessa. - 2. Il voto segreto nell'assemblea delle società di capitali. - 3. Il voto segreto nell'assemblea delle società cooperative. Principi generali. - 4. Segue: le cooperative quotate nei mercati regolamentati. - 5. Segue: le deliberazioni per la nomina alle cariche sociali e per la relativa revoca e sostituzione. - 6. Segue: le deliberazioni delle assemblee separate e quelle dell'assemblea generale. - 7. Segue: le deliberazioni aventi ad oggetto l'ammissione di nuovi soci cooperatori. - 8. Segue: le deliberazioni aventi ad oggetto l'esclusione di soci cooperatori. - 9. Conclusioni.

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- La partecipazione di società di persone in società personali. (Studio n. 5676/I – Approvato dalla Commissione studi d'impresa il 31 marzo 2005).

Le conclusioni cui si è giunti nel precedente studio (n. 5618/I “Riflessi della riforma sull’amministrazione delle società di persone”), consentono di soffermarsi su un’ulteriore problema, non espressamente affrontato e risolto dal legislatore della riforma, ma, non per questo di minore importanza da un punto di vista giuridico.
Si tratta, cioè, della possibilità che una società di persone partecipi, come socio illimitatamente responsabile, ad un’altra società di persone.

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- Titoli di debito: regime di responsabilità e limiti nella circolazione. (Studio n. 5957/I – Approvato dalla Commissione studi d'impresa il 12 novembre 2005).

Sommario: 1. Le previsioni normative in ordine all’emissione di titoli di debito. - 2. La responsabilità degli investitori professionali. - 3. La natura della responsabilità dell’investitore professionale soggetto a vigilanza prudenziale. - 4. La responsabilità dei singoli cedenti. - 5. Limiti convenzionali alla circolazione dei titoli di debito: profili di legittimità. - 6. L’efficacia dei limiti nella circolazione dei titoli. - 7. La previsione di un termine di durata nei vincoli al trasferimento dei titoli. -8. La perdita della qualità di socio per cause diverse dal trasferimento inter vivos della quota. - 9. Il trasferimento della quota per causa di morte: la successione a titolo universale. - 10. Il legato di titoli di debito. - 11. Il trasferimento in via esecutiva dei titoli di debito.

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- Il pegno su azioni nelle operazioni sul capitale sociale: aspetti problematici ed indirizzi operativi. (Studio n. 6071/I – Approvato dalla Commissione studi d'impresa il 24 marzo 2006).

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- La partecipazione di società di capitali in società di persone come nuovo “modello di organizzazione dell’attività di impresa”. (Studio n. 6072/I – Approvato dalla Commissione studi d'impresa il 24 marzo 2006).

Sommario: 1. Riforma del diritto societario e riconoscimento della liceità della “partecipazione di società di capitali in società di persone” come socio illimitatamente responsabile. - 2. La partecipazione di società di capitali in società di persone come “modello di organizzazione dell’attività di impresa”. Delimitazione del campo di indagine. – 3. Le figure conosciute nell’esperienza giuridica tedesca: spunti di diritto comparato in merito ad una possibile tipologia della realtà. - 4. La disciplina applicabile a questa nuova forma di organizzazione dell’attività di impresa: prime considerazioni. - 5. (Segue): tentativo di ricostruire in via interpretativa alcuni profili normativi non espressamente disciplinati. - 6. Verso una nuova era per le “società di persone appartenenti ad un gruppo”. - 7. Alcune valutazioni finali.

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- Dalla libertà di stabilimento alla libertà di concentrazione: riflessioni sulla direttiva 2005/56/CEE in materia di fusioni transfrontaliera. (Studio n. 1/2007/A – Approvato dalla Commissione Affari Europei e Internazionali il 2 febbraio 2007).

Sommario: 1. Gli ostacoli alle fusioni transfrontaliere e il diritto comunitario. 2. I principi di fondo della decima direttiva. 3. La fattispecie di riferimento della direttiva: a) il concetto di fusione transfrontaliera; b) la nozione di società di capitali; c) l’ambito territoriale. 4. I conflitti tra ordinamenti nazionali tra principio di parificazione della fusione transfrontaliera alla fusione interna e principio di prevalenza dell’ordinamento più liberale. 5. Disciplina del procedimento di fusione: A) regolamentazione della fase decisionale; B) regolamentazione della fase esecutiva. 6. Il problema della efficacia della decima direttiva nella fase antecedente al suo recepimento.

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- Il «termine massimo» per la conclusione del procedimento di fusione (Studio n. 154-2007/I - Approvato dalla Commissione Studi d’Impresa il 23 gennaio 2008).

Lo studio affronta la questione della possibile sussistenza di un termine massimo per la conclusione del procedimento di fusione e - rilevato che la disciplina positiva, anche dopo la riforma, prevede termini minimi da rispettare ma non un termine massimo per la conclusione del procedimento di fusione – si esaminano partitamente le due fasi che vanno rispettivamente dalla redazione del progetto fino alle delibere assembleari/decisioni di sua approvazione e dall'iscrizione delle delibere/decisioni di approvazione del progetto alla stipula e iscrizione dell'atto di fusione, ma pervenendo, sostanzialmente, ad una conclusione univoca.

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- Società di capitali: aumento a pagamento del capitale in presenza di perdite inferiori al terzo (Studio n. 14-2008/I - Approvato dalla Commissione Studi d’Impresa il 23 gennaio 2008).

Sommario: 1. Introduzione; 2. Aumento del capitale in presenza di perdite superiori al terzo; 3. Aumento del capitale in presenza di perdite inferiori al terzo; 4. Conclusioni.

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- Organizzazione «strutturale» e organizzazione «procedimentale» del consiglio di sorveglianza (Studio n. 59-2008/I - Approvato dalla Commissione Studi d’Impresa il 13 marzo 2008).

Sommario: 1. Fenomenologia organizzativa del consiglio di sorveglianza. - 2. Tipizzazione delle regole organizzative e gerarchia delle loro fonti. Autonomia dispositiva del consiglio di sorveglianza e organizzazione strutturale del concreto esercizio delle funzioni, delle competenze e dei poteri dell’organo. - 3. Unicità ovvero duplicità di funzioni del consiglio di sorveglianza e riflessi sull’articolazione della struttura interna dell’organo. La partecipazione dei consiglieri di sorveglianza alle riunioni dei consigli di gestione.- 4. (Segue): incremento delle funzioni del consiglio di sorveglianza e accrescimento del ruolo dei comitati. Articolazione strutturale per comitati ed esercizio dei poteri “istruttori” del consiglio di sorveglianza.

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- Rimozione della causa di scioglimento della società e l'efficacia della deliberazione di revoca (Studio n. 15-2008/I - Approvato dalla Commissione Studi d’Impresa il 22 aprile 2008).

Sommario: Premesse; 1. Ambito di applicazione dell'art. 2487 ter c.c.: le società in liquidazione al 1° gennaio 2004; 2. Ambito temporale di applicazione della disciplina della revoca dello stato di liquidazione: l'efficacia degli adempimenti pubblicitari, l'apertura della fase di liquidazione ed il dies a quo; 3.... (segue) La rimozione della causa di scioglimento prima dell'apertura della fase di liquidazione; 4....(segue) L'errato accertamento della causa di scioglimento; 5. .....(segue) Il dies usque ad quem; 6. La delibera di revoca dello stato di liquidazione e la sua efficacia; 7. In particolare la causa di scioglimento determinata dalla riduzione del capitale sociale; 8. La rimozione della causa di scioglimento operando sul capitale: la contestuale sottoscrizione dell'aumento; 9 .... (segue) ed operando "fuori capitale"; 10. L'interesse dei soci a vincolare i nuovi apporti all'efficacia della revoca di liquidazione; 11. ....(segue) Tutelabilità dell'interesse dei soci operando sul capitale; 12 ........ (segue) ed operando "fuori capitale"; 13. Il possibile effetto immediato della delibera Premesse.

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- Fusione (e scissione) di società ed ipotesi di non obbligatorietà del deposito dei bilanci degli ultimi tre esercizi ai sensi dell’art. 2501-septies (Studio n. 169-2007/I - Approvato dalla Commissione Studi d’Impresa il 22 aprile 2008).

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- Profili fiscali ai fini dell’imposizione diretta del trasferimento in Italia della sede di una società estera (Studio n. 152-2008/T - Approvato dal Consiglio Nazionale del Notariato il 24 settembre 2008).

Sommario: 1. Premessa; 2. Le imposte sul reddito e in particolare il valore fiscale da attribuire ai beni della società trasferita; 2.1 I termini della questione; 2.2 L’interpretazione dell’Amministrazione Finanziaria così contenuta nella risoluzione n. 67 del 30 marzo 2007 e nella n. 345/E del 5 agosto 2008; 2.3 Dubbi circa la sussistenza di exit taxes nell’ordinamento dello Stato “di partenza” quale condizione per l’assunzione dei beni “in ingresso” sulla base dei valori correnti; 3. Altri profili ai fini dell’applicazione delle imposte sui redditi con particolare riguardo agli effetti temporali; 4. Profili dell’imposizione ai fini I.r.a.p.; 5. Alcune considerazioni sulla possibilità in base ai principi contabili di una valutazione ai valori correnti dei beni aziendali; 6. Imposte indirette e Iva; 6.1 Conseguenze del trasferimento di sede in Italia ai fini dell’imposta di registro; 6.2 Le imposte ipotecarie e catastali; 6.3 Profili ai fini dell’applicazione dell’Iva.

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- La condizione e il termine nell’atto costitutivo delle società di capitali e nelle deliberazioni modificative (Studio n. 50-2009/I - Approvato dalla Commissione Studi d'Impresa il 19 marzo 2009).

Sommario: 1. Premessa. – 2. Atto costitutivo ed elementi accidentali. – 3. Clausole dell’atto costitutivo condizionate e a termine. – 4. La successione delle norme statutarie nel tempo. – 5. Le deliberazioni con presupposto condizionato. – 6. La pubblicità degli eventi dedotti in condizione o del decorso del termine. – 7. Prime conclusioni.

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- Istituzione dell’ufficio, preposizione all’ufficio e assunzione del preposto (profili sistematici della “revoca” dei sindaci facoltativi nella nuova società a responsabilità limitata) (Studio n. 52-2009/I - Approvato dalla Commissione Studi d'Impresa il 19 marzo 2009).

Sommario: 1. L’organizzazione corporativa delle società e i limiti dell’analisi giuri-dica corrente; 2. Gli organi e la triade prospettica: (1) istituzione, (2) preposizione, (3) assunzione del preposto; 3. Preposizione all’Ufficio di controllo e assunzione dei controllori; 4. segue: e istituzione dell’Ufficio; 5. Istituzione del Collegio sindacale, preposizione ed assunzione dei sindaci nella s.r.l. riformata; 6. Un cenno all’azione di responsabilità sociale contro i sindaci.

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- Questioni in merito all’applicazione della disciplina dell’art. 2343 ter c.c. (Studio n. 152-2009/I - Approvato dalla Commissione Studi d'Impresa il 23 luglio 2009).

Sommario: PARTE 1. Linee guida dello studio. - 1.1. Il fine dello studio. - 1.2. L’equivalenza funzionale fra procedimento di stima dei conferimenti ex art. 2343 ter (e 2343 quater) e procedimento ex art. 2343 quale canone interpretativo. - PARTE 2. Il conferimento di valori mobiliari ovvero di strumenti del mercato monetario (primo comma dell’art. 2343 ter) - 2.1. Condizioni per l’applicazione del primo comma dell’art. 2343 ter. - 2.2. Il periodo di rilevazione di sei mesi. - 2.3. Il valore di conferimento. - 2.4. Mancata quotazione per sei mesi consecutivi. - 2.5. Sulla legittimità dell’utilizzo di procedimenti diversi di valutazione dei valori mobiliari indicati nel primo comma. - PARTE 3. Il conferimento eseguito sulla base di un bilancio ai sensi del secondo comma, lett. a). - 3.1. Oggetto dei procedimenti diversi di valutazione di cui al secondo comma. - 3.2. Fungibilità delle tecniche di valutazione del secondo comma? - 3.3. È ancora possibile la sottovalutazione? - 3.4. Il valore equo di bilancio. - 3.5. Requisiti del bilancio di riferimento agli effetti del conferimento. - 3.6. Possibilità di avvalersi di un bilancio straordinario. - 3.7. Bilancio della conferente o un bilancio con le caratteristiche previste, a prescindere da chi effettua il conferimento? - 3.8. L’obbligo di allegazione di cui al terzo comma. - PARTE 4. La valutazione dell’esperto di cui alla lett. b) del secondo comma dell’art. 2343 ter. - 4.1. La rilevanza funzionale dei requisiti dell’esperto. - 4.2. La professionalità. - 4.3. L’indipendenza. - 4.4. Il contenuto e le caratteristiche della perizia. - 4.5. Gli obblighi di allegazione.

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- Trasparenza della titolarità dell’attività di direzione e coordinamento e dei legami economici tra enti, società e soggetti rientranti nel perimetro dell’attività (art. 2497 bis c.c.) (Studio n. 176-2009/I - Approvato dalla Commissione Studi d'Impresa il 23 luglio 2009).

Sommario: 1. Premessa.- 2. I soggetti pubblicizzati. La società ovvero l’ente che esercita l’attività di direzione e coordinamento e la questione dell’indicazione nella relazione sulla gestione della società diretta e coordinata dei rapporti intercorsi anche con soggetti non societari ovvero non entificati (art. 2497 bis, comma 5°, c.c.).- 3. Pubblicità della titolarità soggettiva dell’attività di direzione e coordinamento derivante da stabile esercizio da disponibilità e principio di effettività: in particolare, la pubblicità dell’attività congiunta di direzione e coordinamento- 4. I soggetti autori della pubblicità.- 5. Gli oggetti della pubblicità.- 6. Forme “statiche” e “dinamiche” di pubblicità dell’attività di direzione e coordinamento; la questione dell’efficacia dell’iscrizione nella c.d. apposita sezione del registro delle imprese.- 7. Pubblicità dell’attività di direzione e coordinamento e responsabilità dei gestori per “abusivi” omissione ovvero mantenimento di forme di pubblicità. - 8. (Segue): la neutralità del rapporto tra pubblicità dell’attività di direzione e coordinamento e responsabilità della società o dell’ente che dirige e coordina.

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- Gruppi di società basati sull’attività di direzione e coordinamento e diritto di recesso nelle ipotesi di trasformazione con mutamento dello scopo socia-le e di modifica dell’oggetto sociale della capogruppo (art. 2497-quater, primo co., lett. a) c.c.) (Studio n. 50-2009/I - Approvato dalla Commissione Studi d'Impresa il 24 settembre 2009).

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- Revoca implicita della liquidazione
Durante la fase di liquidazione è frequente che le società siano interessate da operazioni straordinarie.
Di qui l’esigenza di valutare se e quando l'assunzione delle relative delibere, o comunque l'esecuzione di tali operazioni, possano o debbano comportare, se pur implicitamente, la revoca dello stato di liquidazione.
L’esame delle singole fattispecie consentirà, poi, di valutare in generale, se per effetto di diverse delibere sia possibile, implicitamente, determinare una revoca dello stato di liquidazione.
In tale prospettiva, circoscrivendo preliminarmente l’ambito della analisi, la presente indagine si occuperà esclusivamente delle società di capitali.

Sommario: Premessa – 1. Operazioni straordinarie e revoca delle liquidazione – 2. Revoca implicita: delibere, atti o fatti – 3. Delibere implicite – 4. La mera rimozione della causa di scioglimento – 5. Le delibere compatibili con lo stato di liquidazione – 6. Conclusioni.
(Studio n. 202-2009/I - Approvato dalla Commissione Studi d’Impresa il 19 novembre 2009).

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- Ipotesi applicative di azioni senza valore nominale
L'attuale formulazione dell'art. 2346 C.C., originata dalla riforma del diritto societario, ha introdotto nel nostro ordinamento la figura delle "azioni senza indicazione del valore nominale".
In precedenza, invece, lo stesso articolo nel prevedere che "le azioni non possono emettersi per somme inferiore al loro valore nominale" vietava una tale possibilità.

Sommario: - 1. Le azioni senza valore nominale "improprie"; - 2. Aspetti conseguenziali della figura; - 3. Il mutamento del numero delle azioni; - 4. L'aumento del capitale sociale; - 5. La riduzione del capitale e l'intervento del notaio.
(Studio n. 10-2010/I - Approvato dalla Commissione Studi d'Impresa il 15 aprile 2010).

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- La trasformazione degli enti no profit
Il presente studio è volto all'analisi di alcuni aspetti peculiari della trasformazione societaria, nella quale si vuole chiaramente esulare da una impossibile trattazione sistematica, per concentrarsi, invece, su alcuni profili particolarmente discussi e sentiti dalla categoria notarile con particolare riguardo alle fattispecie trasformative coinvolgenti.

Sommario: - 1. La trasformazione dopo la riforma del diritto societario. Un nuovo modo di intendere il principio di continuità; - 2. I limiti legali alla trasformazione: in particolare, l'art. 2500- octies; - 3. Limiti sistematici alla trasformazione: in particolare la trasformabilità della associazione non riconosciuta; - 4. Fattispecie trasformative atipiche. In particolare la trasformabilità di associazione in fondazione (e viceversa); - 5. Il procedimento nelle trasformazioni eterogenee atipiche; - 6. Casistica emersa dalla prassi La trasformazione di associazione (non riconosciuta) in consorzio; - 7. La trasformazione di comitato in associazione non riconosciuta; - 8. La trasformazione di società consortile a responsabilità limitata in fondazione.
(Studio n. 32-2010/I - Approvato dalla Commissione Studi d'Impresa il 15 aprile 2010).

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- Il recepimento in Italia della direttiva sui diritti degli azionisti e le modificazioni statutarie conseguenti
Il D. Lgs. 27 gennaio 2010, n. 27 ha dato attuazione nel nostro ordinamento alla direttiva 2007/36/CE (relativa all'esercizio di alcuni diritti degli azionisti di società quotate) e ha introdotto significative novità nella disciplina delle società quotate, contribuendo così a ulteriormente distinguerne lo statuto legale rispetto a quello delle altre società azionarie.
In qualche circostanza il decreto ha dettato un nuovo regime con riguardo alla (più generale) categoria delle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio; mentre assai marginali risultano i casi di innovazioni relative a tutte le società azionarie.

Sommario: - 1. Le modificazioni statutarie e il d.lgs. n. 27 del 2010. - 2. La competenza a deliberare le modificazioni statutarie e i conseguenti adattamenti del regolamento assembleare. - 3. Le modificazioni obbligatorie. - 4. Le modificazioni indotte dalla novella legislativa. - 5. Le modificazioni facoltative: termine per l'approvazione del bilancio. - 6. Segue : unica convocazione dell'assemblea. - 7. Segue : voto elettronico. - 8. Segue : legittimazione all'intervento e al voto in assemblea - 9. Segue : identificazione degli azionisti. - 10. Segue : rappresentante dei soci designato dalla società. - 11. Segue : dividendo maggiorato. - 12. Regime intertemporale.
(Studio n. 62-2010/I - Approvato dalla Commissione Studi d'Impresa il 15 aprile 2010).

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- I quorum assembleari della S.r.l. e la loro derogabilità
Il Consiglio Nazionale del Notariato ha pubblicato lo Studio di Impresa n. 119-2011/I (Approvato dalla Commissione studi d’impresa il 23 giugno 2011) dal titolo "I quorum assembleari della s.r.l. e la loro derogabilità".

Sommario: 1. INTRODUZIONE - La storia dei quorum assembleari maggioritari; I quorum assembleari. Tipologie; I quorum della s.r.l. prima della riforma. Problemi di funzionamento. 2. I QUORUM LEGALI - Le norme di riferimento in tema di quorum per la s.r.l. in esito alla riforma. I quorum legali; La prima soluzione adottata dal legislatore della riforma in tema di quorum legali nel caso di consultazione e consenso espressi per iscritto; La nuova disciplina dei quorum legali nella s.r.l. Il problema del quorum per le decisioni di cui ai nn. 4 e 5 del secondo comma dell’art. 2479, c.c. 3. LIMITI ALLA DEROGABILITA’ DEI QUORUM - L’articolo 2479, quinto comma, c.c.

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- Le modificazioni del capitale nominale senza modificazione del patrimonio netto - Parte Prima
Il Consiglio Nazionale del Notariato ha pubblicato lo Studio n. 99-2011/I (Approvato dalla Commissione studi d’impresa il 14 luglio 2011) dal titolo "Le modificazioni del capitale nominale senza modificazione del patrimonio netto - Parte Prima".

Sommario:
1. Introduzione;
2. Bilancio di esercizio. Generalità;
3. La struttura del bilancio;
4. Bilanci ordinari e straordinari;
5. Bilancio e patrimonio netto: le riserve; 5.1. Disponibilità e distribuibilità delle riserve; 5.2. Le riserve statutarie e le riserve facoltative;
6. La riserva legale;
7. La riserva sovrapprezzo azioni;
8. La riserva azioni proprie;
9. La riserva da operazioni in valuta;
10. Riserve da allocazione in bilancio di partecipazioni sociali;
11. Ammortamenti e riserve da rivalutazione: a) il c.d. fondo ammortamento; b) la riserva da rivalutazione;
12. Le riserve fair value;
13. Le riserve c.d. “tassate”;
14. Gli apporti dei soci. I versamenti ed i finanziamenti del socio alla società;
15. Riserva da conversione di obbligazioni;
16. Le c.d. “riserva da fusione”
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- I diritti particolari del socio - Vicende della partecipazione tra regole legali ed autonomia statutaria
Il Consiglio Nazionale del Notariato ha pubblicato lo Studio n. 138-2011/I (Approvato dalla Commissione studi d’impresa il 15 luglio 2011) dal titolo "I diritti particolari del socio - Vicende della partecipazione tra regole legali ed autonomia statutaria".

Sommario:
1. Premessa;
2. La “personalizzazione” della nuova s.r.l.;
3. Proporzionalità e deroghe - 3.1 Ambito “soggettivo” di applicazione;
4. Natura giuridica dei particolari diritti ex art. 2468 comma 3 C.C.;
5. Diritto particolare del socio e rapporti con la partecipazione sociale;
6. Trasferibilità della partecipazione e del diritto particolare del socio; 6.1 La regolamentazione legale.; 6.2 L’autonomia privata.; 6.3 L’applicabilità del diritto di recesso;
7. La morte del soggetto titolare: il regime legale; 7.1 L’autonomia statutaria
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- Le modificazioni del capitale nominale senza modificazione del patrimonio netto - Parte Seconda
Il Consiglio Nazionale del Notariato ha pubblicato lo Studio n. 140-2011/I (Approvato dalla Commissione studi d’impresa il 14 luglio 2011) dal titolo "Le modificazioni del capitale nominale senza modificazione del patrimonio netto - Parte Seconda".

Sommario:
1. Riserve e fondi: la disponibilità ai fini dell’aumento gratuito; la nozione di “perdita”;
2. Aumento gratuito, perdite e riserva legale, riserva sovrapprezzo e riserva da rivalutazione; 2.1. Aumento gratuito, assorbimento delle perdite (…segue): la riserva legale; 2.2. Aumento gratuito, assorbimento delle perdite (…segue): la riserva sovrapprezzo; 2.3. Aumento gratuito, assorbimento delle perdite (…segue): la riserva da rivalutazione; 2.3.1. Aumento gratuito, perdite e disciplina dell’ammortamento; 2.3.2. Aumento gratuito, assorbimento delle perdite e riserve da condono o comunque riserve tassate. Un cenno alla disciplina delle riserve in sospensione di imposta ai sensi della L. 122/2010 (sulle Reti di Imprese);
3. Aumento gratuito, assorbimento della perdita e riserva azioni proprie: le questioni rinvenienti dall’applicazione del Principio Contabile n. 20;
4. Aumento gratuito, assorbimento delle perdite e riserve “fair value”, ed utili su cambi;
5. Aumento gratuito, assorbimento delle perdite e utilizzo della riserva da “allocazione in bilancio di partecipazioni sociali”;
6. Aumento gratuito, assorbimento delle perdite e apporti dei soci. Un cenno alla rilevanza fiscale di queste operazioni;
7. Considerazioni applicative sul rapporto tra operazioni di aumento gratuito ed assorbimento delle perdite e riserve da operazioni straordinarie: riserva da conversione di obbligazioni. Le riserve da fusione (cenni e rinvio);
8. Una finestra sulla rilevanza dell’utile e della perdita c.d. “di periodo” nelle movimentazioni del netto patrimoniale
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- L'amministrazione di società a responsabilità limitata
Il Consiglio Nazionale del Notariato ha pubblicato lo Studio n. 141-2011/I (Approvato dalla Commissione studi d’impresa il 14 luglio 2011) dal titolo "L'amministrazione di società a responsabilità limitata".

Sommario:
1. L'organizzazione corporativa attenuata nel modello legale della s.r.l.;
2. L'autonomia statutaria ed i suoi limiti;
3. L'essenzialità dell'organo amministrativo: l'ultimo comma dell'art. 2475 c.c.;
4. Modello capitalistico e modello personalistico: la deroga al metodo collegiale;
5.1 Questioni discusse sull'amministrazione della s.r.l.: la nomina a tempo indeterminato;
5.2 ... (segue) La revoca dell'amministratore nella s.r.l.


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- Scioglimento e liquidazione nelle società di capitali
Il Consiglio Nazionale del Notariato ha pubblicato lo Studio n. 186-2011/I (Approvato dalla Commissione studi d’impresa il 17 novembre 2011) dal titolo "Scioglimento e liquidazione nelle società di capitali".

Sommario:
1. La gestione dell'impresa sociale. Premessa;
2. La gestione dell'impresa sociale una volta verificatasi la causa di scioglimento;
3. La gestione dell'impresa sociale nella fase della liquidazione;
4. La gestione dell’impresa sociale dall’assunzione della delibera di revoca sino alla sua efficacia;
5. La composizione dell’organo di liquidazione;
6. In particolare, gli organi nelle S.p.A. che abbiano scelto i modelli alternativi
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- I diritti particolari del socio - Ambito oggettivo di applicazione e fattispecie
Il Consiglio Nazionale del Notariato ha pubblicato lo Studio n. 242-2011/I (Approvato dalla Commissione studi d’impresa il 17 novembre 2011) dal titolo "I diritti particolari del socio - Ambito oggettivo di applicazione e fattispecie".

Sommario:
1. Introduzione;
2. L’ambito oggettivo di applicazione della norma: i “particolari diritti” attribuibili al singolo socio ex art. 2468, 3° comma, c.c.; 2.1 (Segue) Ipotesi pacifiche di particolari diritti; 2.2. (Segue) Ipotesi dubbie di particolari diritti;
3. L’inerzia del titolare del diritto particolare. La rinuncia all’esercizio del diritto particolare: regime legale ed autonomia statutaria;
4. L’esercizio abusivo del diritto particolare;
5. Il conflitto di interessi del socio titolare di particolari diritti
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- Il sindaco “unico” nella S.r.l. e nella S.p.a. (Art. 14, legge 12 novembre 2011, n. 183)
Il Consiglio Nazionale del Notariato ha pubblicato lo Studio n. 250-2011/I (Approvato dalla Commissione studi d’impresa il 17 novembre 2011 - Approvato dal Consiglio Nazionale del Notariato il 16 dicembre 2011) dal titolo "Il sindaco “unico” nella S.r.l. e nella S.p.a. (Art. 14, legge 12 novembre 2011, n. 183)".

Sommario:
1. L’organo di controllo monocratico nelle S.r.l.;
2. L’organo di controllo monocratico nelle S.p.A.;
3. Il problema della permanenza degli organi di controllo attualmente in carica;
4. Conclusioni
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- Le società di capitali consortili tra “nuove” soluzioni e “vecchi” problemi
Il Consiglio Nazionale del Notariato ha pubblicato lo Studio n. 187-2011/I (Approvato dalla Commissione Studi d’Impresa il 31 maggio 2012) dal titolo "Le società di capitali consortili tra “nuove” soluzioni e “vecchi” problemi - Appunti con particolare riferimento alle società consortili a responsabilità limitata", di Daniele U. Santosuosso.

Sommario:
1. Premessa; 2. La natura giuridica delle società consortili. Consorzio in forma societaria. Società con scopo di consorzio; 3. La disciplina applicabile. I diversi orientamenti dottrinali e giurisprudenziali. Prevalenza della causa sulla forma. Intangibilità della struttura. Disciplina “mista”. Inderogabilità delle norme societarie qualificanti il “tipo”; 4. La riforma del diritto societario. L’autonomia privata come strumento di composizione del conflitto “tipo”-“funzione-scopo”. Superamento di talune questioni interpretative. Nuove soluzioni. Recesso ed esclusione. L’esclusione del socio nella società a responsabilità limitata Coincidenza fra “tipo” e “scopo”; 5. Unipersonalità sopravvenuta. “Nuove” soluzioni e “vecchi” problemi. Costituzione in forma unipersonale ed unipersonalità sopravvenuta. Oggetto e scopo delle società consortili. Mutualità consortile; 6. (Segue). Incompatibilità di funzione e scopo consortile con la struttura unipersonale. Riscontri operativi. Scioglimento per impossibilità di conseguire l’oggetto sociale. Trasformazione. Qualificazione della società come lucrativa (di fatto). Limiti alla ricostituzione della pluralità dei soci. Derogabilità statutaria della disciplina societaria. Compatibilità con la causa consortile.

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- Le modalità di pubblicazione o comunicazione dell’avviso di convocazione nelle S.p.A. non quotate
Il Consiglio Nazionale del Notariato ha pubblicato lo Studio n. 15-2013/I (Approvato dalla Commissione Studi d’Impresa il 16 gennaio 2013) dal titolo "Le modalità di pubblicazione o comunicazione dell’avviso di convocazione nelle S.p.A. non quotate”, di Carlo Alberto Busi.

Sommario:
1. I principi ispiratori in tema di convocazione dell’assemblea nella S.p.A. non quotata; 2. La natura non libera del termine di convocazione; 3. La scelta della modalità di convocazione nel caso di previsione statutaria molteplice. Sua attribuibilità all’organo amministrativo; 4. La previsione statutaria di pubblicazione su almeno un quotidiano. La diffusione del quotidiano; 5. La convocazione con avviso personale nella S.p.A. prima della riforma; 6. La possibilità di prevedere statutariamente il cumulo tra un avviso di convocazione in incertam personam e un avviso di convocazione ad personam; 7. La convocazione (per previsione statutaria) con avviso personale nella S.p.A. che non fanno ricorso al mercato del capitale di rischio dopo la riforma. Ricevimento o spedizione 8 giorni prima dell’assemblea?; 8 Legittimazione passiva all’avviso di convocazione; 9. L’individuazione del domicilio del destinatario dell’avviso nella S.p.A. che non fanno ricorso al mercato del capitale di rischio; 10. Obbligo delle spa che non fanno ricorso al mercato del capitale di rischio di rendere conoscibile l’avviso di convocazione o obbligo della stessa di renderlo effettivamente conosciuto; 11. L’analiticità della clausola statutaria che prevede l’invio ad personam con mezzi che garantiscano la prova dell’avvenuto ricevimento; 12. I mezzi di comunicazione dell’avviso di convocazione nella S.p.A. che non fanno ricorso al mercato del capitale di rischio.

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- Impossibilità di conseguimento dell’oggetto sociale e scioglimento delle società di capitali
Il Consiglio Nazionale del Notariato ha pubblicato lo Studio n. 237-2014/I (Approvato dall’Area Scientifica – Studi d’Impresa il 9 luglio 2014 - Approvato dal CNN il 9 settembre 2014) dal titolo "In tema di impossibilità di conseguimento dell’oggetto sociale e scioglimento delle società di capitali”.

Lo studio intende esaminare l’eventuale legittimità di una dichiarazione iscritta nel Registro delle Imprese, ai sensi dell’art. 2484, 3° comma, cod. civ., da parte degli amministratori che ritengono verificata la causa di scioglimento di cui all’art. 2484, 1° comma n. 2 cod. civ. in presenza di situazioni di difficoltà economica.
Dopo aver esaminato attentamente la nozione di oggetto sociale e la sua concettuale diversità dallo scopo di lucro nonché i rapporti tra la causa di scioglimento in esame e la diversa ipotesi del fallimento, causa autonoma di scioglimento ora solo nell’ambito delle società personali, si è escluso che le difficoltà economiche, per quanto gravi, possano essere ritenute di per sé sufficienti ad integrare la causa di scioglimento di cui all’art. 2484, 1° comma, n. 2, cod. civ. e si sono passate in rassegna le conseguenze, sotto il profilo organizzativo e quello della responsabilità dei soggetti coinvolti, derivanti da uno scioglimento che trae il suo impulso procedimentale da una causa illegittima ed erroneamente pubblicizzata, individuando i rimedi dell’ordinamento a tale situazione.

Sommario: 1. Premessa; 2. Impossibilità di conseguimento dell’oggetto sociale e mancata produzione di utili; 2.1. Oggetto sociale e scopo di lucro; 2.1.1 (segue): oggetto sociale e attività; 2.1.2. (segue): fallimento e impossibilità di conseguimento dell’oggetto sociale; 2.2. Conseguimento e impossibilità di conseguimento dell’oggetto sociale; 3. Insussistenza della causa di scioglimento e iscrizione nel registro delle imprese dell’erronea dichiarazione del suo accertamento; 3.1. Efficacia dello scioglimento e Iscrizione nel registro delle imprese; 3.2. L’iscrizione della dichiarazione erronea; 4. Impossibilità di conseguimento dell’oggetto sociale: caratteri, procedimento ed efficacia della causa di scioglimento; 5. (segue) Documentazione necessaria; 6. Poteri del Conservatore del Registro delle Imprese in presenza della illegittimità della causa di scioglimento; 7. Profili di responsabilità degli amministratori e dei liquidatori; 8. Rimedi alla cancellazione della società derivante da dichiarazione di scioglimento erronea.

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- Trasformazione di società unipersonale in impresa individuale
Il Consiglio Nazionale del Notariato ha pubblicato lo Studio n. 545-2014/I (Approvato dall’Area Scientifica – Studi d’Impresa il 9 luglio 2014 - Approvato dal CNN il 9 settembre 2014) dal titolo "Trasformazione di società unipersonale in impresa individuale”.

lo studio esamina la questione delle possibilità di trasformare la società unipersonale in impresa individuale, questione risolta in senso affermativo dalla prevalente dottrina successiva alla riforma del diritto societario, ma in senso negativo dalle poche pronunce giurisprudenziali che se ne sono occupate.
Tanto il presunto principio di tipicità della trasformazione, quanto la necessità di fornire un’adeguata tutela dei creditori sociali non sarebbero disattesi dall’operazione in oggetto, in quanto:
- la previsione normativa della trasformazione di società in azienda individuale costituisce una prova del fatto che il principio di continuità dei rapporti giuridici, che caratterizza la trasformazione, può esplicare i propri effetti anche solo con riferimento ai beni che formano oggetto del complesso aziendale, e non anche ai soggetti titolari dello stesso, rispetto ai quali è consentita un’alterazione dell’identità soggettiva;
- la qualificazione dell’operazione in esame in termini di trasformazione eterogenea consente di tutelare adeguatamente i creditori attraverso il rimedio dell’opposizione ex art. 2500-novies c.c.

Sul piano operativo, la configurazione del passaggio da società in impresa individuale in termini di trasformazione consente di affermare che in relazione agli immobili eventualmente esistenti nel patrimonio della società non è configurabile alcun tipo di trasferimento, con conseguenti riflessi pratici sia con riferimento ai profili pubblicitari, sia con riguardo alle regole di circolazione degli immobili.

Sommario: 1. Il dibattito sulla ammissibilità della trasformazione; 2. La presunta tassatività delle ipotesi trasformative e la continuità riferita al complesso aziendale; 3. La tutela dei creditori; 4. Riflessi operativi della qualificazione dell’operazione come trasformazione; 5. Conclusioni.

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Pubblicato su: 2015-01-23 (1671 letture)

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