Benvenuto su TuttoCamere.it Benvenuto su TuttoCamere.it  
  Registrati gratuitamente! Home  ·  Argomenti  ·  Stats  ·  Il tuo account  ·  Inserisci Articolo  ·  Top 10  

  Mappa del Sito
· Home
· Archivio Notizie
· Argomenti
· Calendario Eventi
· Cerca
· Contenuti
· Downloads
· FAQ
· Feedback
· Il Tuo Account
· La Camera di Commercio
· Link Utili
· Messaggi Privati
· Proponi Notizia
· Raccomanda questo sito
· Sondaggi
· Top 10

  Cerca con Google
Google
Web www.tuttocamere.it

  Sponsor

  Accorpamenti CCIAA
Gli accorpamenti delle Camere di Commercio
La riforma delle Camere di Commercio
Gli accorpamenti

  Software e servizi
La CARTA NAZIONALE DEI SERVIZI
LA CARTA NAZIONALE DEI SERVIZI delle Camere di Commercio d’Italia



FIRMA DIGITALE

FIRMA DIGITALE
Dike 6 e Business key
Il software di firma digitale



COMUNICA

LA COMUNICAZIONE UNICA D'IMPRESA
Registro imprese, Agenzia delle Entrate, INPS, INAIL, SUAP



FedraPlus
FedraPlus
Software per la compilazione della pratica Registro imprese
Versione corrente 06.90.00



COMUNICA Starweb
COMUNICA Starweb
Il servizio per la compilazione della Comunicazione Unica
Versione corrente 3.5.8



L'ufficio online del Registro delle imprese

REGISTROIMPRESE.IT
L'ufficio online del Registro delle imprese
I dati ufficiali delle Camere di Commercio



Impresa in un giorno

Impresa in un giorno
La tua scrivania telematica
Gestisci online le pratiche per la tua attività



La pubblica amministrazione per l''impresa

La Pubblica Amministrazione per l''impresa

Nuovo accesso federato di Impresa.gov.it e Impresainungiorno.gov.it.


La posta certificata di Infocamere

PEC LEGALMAIL
La posta certificata di Infocamere



INI PEC

Qui puoi cercare gli indirizzi PEC di imprese e professionisti italiani



 SPID – Sistema Pubblico di Identità Digitale

SPID
Sistema Pubblico di Identità Digitale



I CONTO

”ICONTO”
Il conto per i pagamenti verso le Camere di Commercio e le altre PP.AA.



BENVENUTA IMPRESA

BENVENUTA IMPRESA
I servizi camerali per l’impresa digitale



IMPRESA.ITALIA.IT

IMPRESA.ITALIA.IT
Un nuovo servizio per il cittadino imprenditore



DIRITTO ANNUALE – Calcola e Paga on line

DIRITTO ANNUALE CAMERALE – Calcola e Paga on line



ELENCO degli Atti depositati dagli Agenti della riscossione

ELENCO degli Atti depositati dagli Agenti della riscossione



FATTURAZIONE ELETTRONICA
FATTURAZIONE ELETTRONICA
Il servizio di fatturazione elettronica verso la P.A. semplice e sicuro
Scopri Legalinvoice



Fatturazione Elettronica verso la Pubblica Amministrazione

Fatturazione Elettronica verso la Pubblica Amministrazione
Servizio InfoCamere



Fatturazione Elettronica verso la Pubblica Amministrazione

Fatturazione Elettronica verso la Pubblica Amministrazione
Sistema di interscambio



Cert.Impresa

Cert.Impresa



LINEA AMICA

LINEA AMICA
Il portale degli italiani



Italia Sicura

ItaliaSicura
La mappa dei cantieri antidissesto



SoldiPubblici
Soldi Pubblici
Scopri quanto spende chi e per cosa.



VerifichePA

Il servizio delle Camere di Commercio per le PP.AA. per la verifica dell’autocertificazione d’impresa



Servizi gratuiti per lo sviluppo dell''impresa

Servizi gratuiti per lo sviluppo dell''impresa



Logo UnionCamere

Il portale delle Camere di Commercio d'Italia



Vorld Pass

Servizio di Conciliazione delle Camere di Commercio



Vorld Pass

ConciliaCamera
Il tuo spazio per la mediazione online



WORLD PASS

Scopri come internazionalizzare la tua impresa



DESTINAZIONE ITALIA

Aprire l’Italia ai CAPITALI e ai TALENTI del mondo



INDUSTRIA 4.0

INDUSTRIA 4.0
Piano nazionale Industria 4.0



Qui si parla di Start-up innovativa

Percorso per creare una Start-up innovativa



CONTRATTI DI RETE<br> COLLABORARE PER COMPETERE

CONTRATTI DI RETE
Portale che sostiene la nascita e lo sviluppo delle reti d’impresa in Italia



PROGETTO EXCELSIOR
PROGETTO EXCELSIOR
I programmi occupazionali delle imprese rilevati dal sistema delle Camere di Commercio



CRESCERE IN DIGITALE

CRESCERE IN DIGITALE
Entra nel mondo del lavoro digitale
Formazione e tirocini per i giovani



ECCELLENZE IN DIGITALI

ECCELLENZE IN DIGITALE
Sviluppa le tue competenze digitali



GARANZIA GIOVANI

GARANZIA GIOVANI
Un’impresa per il tuo futuro



Registro delle imprese storiche italiane

Registro delle imprese storiche italiane



Registro nazionale per l’alternanza <br>SCUOLA LAVORO

Registro nazionale per l’alternanza
SCUOLA LAVORO
Il portale delle Camere di Commercio

  ALTRI ORGANISMI
UNIONCAMERE
UNIONCAMERE
Unione italiana delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura



STARnet

La rete degli uffici studi e statistica delle Camere di Commercio



INFOCAMERE

INFOCAMERE
Società in-house delle Camere di Commercio italiane



UNIVERSITA’ MERCATORUM

L’Università di tutte le aziende italiane
La prima Startup University tutta italiana



ISTITUTO GUGLIELMO TAGLIACARNE

ISTITUTO GUGLIELMO TAGLIACARNE
Per la promozione della cultura economica

Fondazione di Unioncamere

  REGISTRO IMPRESE

Camera di Commercio di Sassari
IL REGISTRO DELLE IMPRESE NELLA GIURISPRUDENZA
Raccolta delle più importanti pronunce dei Giudici del Registro delle imprese dal 1996 in poi.

  ISTAT
ISTAT
Indice Nazionale dei prezzi al consumo



ISTAT
Classificazione delle attività economiche
ATECO 2007



Noi Italia

100 statistiche
per capire il Paese in cui viviamo

  ITALIA.IT
Sito ufficiale del turismo in Italia
Sito ufficiale del turismo in Italia

  Dona con PayPal!
Se ritieni che il lavoro che facciamo sia utile, valido e soprattutto soddisfi le tue aspettative professionali e vuoi dimostrare il tuo apprezzamento e sostegno con una donazione a piacere, utilizza il bottone "Donazione" qui sotto.
GRAZIE!

  Meteo Italia
Servizio Meteorologico Aeronautica
Servizio Meteorologico dell'aeronautica

  AvventuraMarche
... scopri il fascino di questa meravigliosa regione? AvventuraMarche.it

  Viaggiare Sicuri
 FARNESINA<br>Informatevi su dove volete andare

FARNESINA
Informatevi su dove volete andare

  Viaggiare Sicuri
 FARNESINA<br>Informatici dove siete nel mondo

FARNESINA
Informateci dove siete nel mondo
RIFORMA ORGANICA DELLE DISCIPLINE DELLA CRISI DI IMPRESA E DELL’INSOLVENZA – COMMISSIONE RORDORF - DELEGA AL GOVERNO





LA RIFORMA ORGANICA DELLE DISCIPLINE DELLA CRISI DI IMPRESA E DELL’INSOLVENZA
"COMMISSIONE RORDORF"


1. PREMESSA - La Commissione europea raccomanda un nuovo approccio al fallimento delle imprese e all’insolvenza

Da tempo la Commissione Europea invita gli Stati membri a procedere ad una significativa revisione delle procedure concorsuali, anche in relazione alla mutata realtà cui deve essere applicata.
La Commissione raccomanda un nuovo approccio per salvare le imprese e dare una seconda opportunità agli imprenditori onesti.
L’obiettivo è privilegiare, anziché la liquidazione, la ristrutturazione precoce delle imprese sane in modo da impedirne l’insolvenza. Con circa 200 000 imprese nell’UE che ogni anno dichiarano insolvenza e 1,7 milioni di persone che di conseguenza perdono il lavoro, la Commissione desidera dare alle imprese sane la possibilità di ristrutturarsi e restare operative.
Una riforma delle norme nazionali in materia d’insolvenza creerebbe una situazione vincente per tutti: le imprese sane rimarrebbero in attività, si manterrebbero i posti di lavoro e allo stesso tempo si migliorerebbe il contesto per i creditori che, se il debitore non va in rovina, sarebbero in grado recuperare una percentuale più elevata dei loro investimenti.
Agli imprenditori onesti va rapidamente offerta una seconda opportunità dopo il fallimento, perché i fatti dimostrano che essi hanno più successo la seconda volta.

Ricordiamo i seguenti interventi:
1) La Risoluzione del Parlamento europeo del 15 novembre 2011 sulle raccomandazioni alla Commissione sulle procedure d'insolvenza nel contesto del diritto societario dell'UE.

. Se vuoi scaricare il testo della risoluzione, clicca QUI.

2) La Comunicazione "L'Atto per il Mercato Unico" del 3 ottobre 2012; comunicazione intitolata "Un nuovo approccio Europeo al fallimento delle imprese ed all'insolvenza".

3) La Raccomandazione del 12 marzo 2014, in cui nuovamente l'invito è quello di istituire meccanismi e strumenti che "garantiscano ad imprese sane in difficoltà finanziaria l'accesso ad un quadro nazionale in materia d'insolvenza che permetta loro di ristrutturarsi in una fase precoce in modo da evitare l'insolvenza".
La raccomandazione fa seguito a una consultazione pubblica su un approccio europeo all’insolvenza, svoltasi lo scorso anno (IP/13/655), e a una proposta di revisione delle attuali norme UE in materia d’insolvenza transfrontaliera, approvata di recente dal Parlamento europeo (MEMO/14/88).
Il testo della raccomandazione viene riportato nei Riferimenti normativi.

. Se vuoi scaricare il testo del comunicato stampa, clicca QUI.


2. 5 FEBBRAIO 2015 - RIORDINO DELLE PROCEDURE CONCORSUALI - Istituita una commissione di esperti presso il Ministero della Giustizia

E’ stata istituita, con decreto del Ministero della Giustizia del 28 gennaio 2015, una Commissione di esperti ancora una volta incaricata di “valutare” la necessità di ulteriori interventi normativi di riordino della disciplina delle procedure concorsuali.
La commissione, composta da magistrati, docenti universitari e professionisti, è presieduta dal Dott. Renato Rordorf, presidente della I^ Sezione Civile della Corte di Cassazione ed è supportata da un Comitato Scientifico.
Per giustificare l’istituzione della commissione il Ministero della Giustizia ha fatto riferimento ai ripetuti interventi normativi in materia concorsuale che si sono susseguiti in tale periodo, in maniera non strutturale ed organica. Ritenuta la rilevanza e la complessità delle modifiche normative susseguitesi in materia di procedure concorsuali o crisi d’impresa ovvero da sovraindebitamento, si è, infatti, resa opportuna un’analisi organica delle stesse, al fine di monitorarne gli effetti e di valutare la necessità di ulteriori interventi normativi di riordino.
La Commissione – che si è insediata il 18 febbraio 2015 - dovrà essenzialmente provvedere: a) alla razionalizzazione, semplificazione e uniformazione dei procedimenti previsti dalla legge fallimentare anche in relazione all’accordo con la disciplina del processo civile telematico;
b) all’individuazione di misure idonee a incentivare l’emersione dalla crisi;
c) all’individuazione delle linee generali di riforma delle procedure concorsuali diverse da quelle previste dalla legge fallimentare, e in particolare, quanto alle procedure del debitore in stato do sovraindebitamento, individuazione delle misure volte a consentire al creditore di provocare l’apertura della procedura liquidatoria;
d) alla ricognizione di opportune linee di raccordo con le prospettive di riforma della materia dell’amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi
.

La predisposizione delle proposte dovrà essere ultimata entro il 31 dicembre 2015.


- Si riporta il testo del:
. Decreto del Ministro della Giustizia del 28 gennaio 2015, recante la istituzione di una commissione di esperti al fine di elaborare proposte di interventi di riforma, ricognizione e riordino della disciplina delle procedure concorsuali.


3. RIORDINO DELLE PROCEDURE CONCORSUALI - Definiti i sottogruppi della commissione di studio

Entrano nel vivo i lavori della Commissione studi del Consiglio Nazionale del Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili (CNDCEC) sul diritto fallimentare. Sono stati, infatti, insediati gli otto sottogruppi in cui è articolata la Commissione.
Insolvenza transfrontaliera e disciplina comunitaria, diritto societario della crisi, crisi dei gruppi, liquidazione concorsuale, procedure conservative e risanamento, aspetti penali e processuali, limitazione dei diritti dei creditori, procedure di allerta, sono questi i temi sul tavolo della Commissione.
La commissione si pone due fondamentali obiettivi:
1) esaminare il testo vigente della legge fallimentare individuandone profili di criticità rispetto a cui intervenire con proposte migliorative;
2) predisporre, in una prospettiva de jure condendo, schemi di articolati su tematiche di rilevante interesse ma ignorate dall’attuale legge fallimentare o trattate in modo superficiale, il tutto con l’auspicio di poter contribuire in modo proficuo all’impegnativo compito affidato alla Commissione nominata presso il Ministero della Giustizia e istituita per elaborare proposte di interventi di riforma e di riordino della disciplina delle procedure concorsuali.
I sottogruppi si occuperanno in prevalenza dei temi connessi all’insolvenza transfrontaliera e disciplina comunitaria, diritto societario della crisi, crisi dei gruppi, liquidazione concorsuale, procedure conservative e risanamento, aspetti penali e processuali, limitazione dei diritti dei creditori, procedure di allerta.

. Se vuoi conoscere i componenti della Commissione di studio del CNDCEC, clicca QUI.


4. 30 OTTOBRE 2015 - CRISI D’IMPRESA - UN DOCUMENTO DAL CNDCEC

La crisi economica coinvolge sempre più imprese, ed il Legislatore, prendendone consapevolezza, ha tentato, a più riprese, di intervenire sulla disciplina delle procedure concorsuali, gettando le basi per quella che sarà l’imminente riforma organica della legge fallimentare.
Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC), in considerazione di questo quadro generale ha quindi ritenuto importante un suo contributo, volto ad illustrare quelli che sono gli strumenti economico-aziendali in grado di valutare il reale rischio di default di un’impresa.
Il titolo delle nuove linee guida emanate dal CNDCEC è: “Informativa e valutazione nella crisi d’impresa”.

Il documento è strutturato in due parti:
- la prima si occupa di inquadrare il concetto di crisi d’impresa sotto il profilo giuridico;
- la seconda si concentra sulla definizione dei concetti di crisi e di insolvenza sotto il profilo aziendalistico
.

- Si riporta il testo del documento:
. CNDCEC – Linee Guida – “Informativa e valutazione nella crisi d’impresa”.


5. 25 NOVEMBRE 2015 - RIORDINO DELLE PROCEDURE CONCORSUALI – La commissione ministeriale emana uno schema di disegno di legge-delega

La Commissione Procedure Concorsuali, presieduta da R. Rordorf, al termine dei lavori sul progetto di revisione organica della materia concorsuale e dell’insolvenza, ha predisposto una prima bozza dello ”Schema di disegno di legge delega recante la “Delega al Governo per la riforma organica delle discipline della crisi di impresa e dell’insolvenza”.

Queste le linee essenziali e gli obiettivi della riforma, evidenziate nella Relazione della Commissione:
1) Superamento della contrapposizione tra tutela dei creditori e conservazione degli organismi produttivi.
Le nuove regole devono offrire l’opportunità di contemperare nei limiti del possibile entrambe le esigenze, rifiutando sia le soluzioni che avviliscano le attese dei creditori sia quelle che trascurino interessi che gravitano a vario titolo attorno alla vita dell’impresa.
Il giusto equilibrio deve essere ricercato attraverso il consenso dei creditori ogniqualvolta sia possibile evitare una procedura liquidatoria, e non essere ad essi imposto;
2) Adeguata attenzione verso i modelli stranieri, seppure nella consapevolezza delle ragioni storiche, economiche e di sistema che costituiscono peculiarità del nostro ordinamento;
3) Individuazione di possibili ed effettivi strumenti di prevenzione e di allerta che consentano interventi tempestivi nelle crisi d’impresa, seppur nella consapevolezza dell’estrema difficoltà di soluzioni veramente appaganti in questo campo, che deve veder salvaguardata l’autonomia dell’imprenditore sino a quando l’insolvenza non si sia manifestata in termini inequivoci;
4) Costruzione di un sistema di regole che induca l’imprenditore in crisi ad accedere tempestivamente ad un meccanismo di protezione (il cosiddetto “ombrello”), idoneo a consentirgli di proporre e raggiungere il migliore accordo possibile con i creditori. Un sistema costituito essenzialmente da misure premiali ma anche da qualche sanzione in caso di colpevole ritardo;
5) Per i casi nei quali l’accordo non sia possibile, attivazione di una procedura liquidatoria che introduca sostanziali modifiche all’attuale disciplina del fallimento, sia più snella e flessibile, consenta un più rapido soddisfacimento dei creditori e valorizzi le opportunità di collocazione degli organismi produttivi nell’interesse generale , sia del sistema sia dei creditori;
6) Articolazione, pertanto, della nuova disciplina su due sole procedure:
a) una procedura di composizione concordata della crisi, ad iniziativa del debitore e tesa a consentire l’accordo tra debitore e creditori, omologato dal tribunale.
Una procedura avente la seguente fisionomia:
- apertura ad ogni possibile contenuto del piano di sistemazione della crisi, che veda protagonisti il debitore e i creditori e riservi al giudice un ruolo più defilato di quello rivestito nelle vigenti procedure cosiddette minori; - previsione di tempi certi e ragionevolmente rapidi per la definizione degli accordi;
- indicazione, nell’ambito di questa procedura, di percorsi ancor più rapidi e semplificati allorché il debitore abbia preventivamente raggiunto l’accordo con una parte significativamente rilevante e qualificata dei creditori
;
b) una procedura di liquidazione concorsuale, ad iniziativa del debitore, dei creditori e dell’autorità giudiziaria, per i casi di insolvenza non regolati attraverso un accordo tra debitore e creditori, ed avente le seguenti caratteristiche:
- realizzazione di un percorso più agile di quello che oggi contraddistingue il fallimento, teso ad abbreviarne i tempi di svolgimento, e quindi diretto a produrre un più rapido soddisfacimento dei creditori;
- favore per la cessione dell’azienda a terzi e per forme più agili e moderne di liquidazione dei beni;
- consenso, anche nell’ambito della procedura liquidatoria, verso soluzioni alternative alla liquidazione “fallimentare”, mediante l’accordo tra debitore e creditori ovvero anche su autonoma iniziativa dei soli creditori o di terzi;
- indicazione di un diverso rapporto tra gli organi della procedura, riconoscendo un ruolo più rilevante nella gestione al curatore e ai rappresentanti dei creditori;
- esclusione di qualsiasi carattere sanzionatorio della procedura in quanto tale, favorendo anzi il reinserimento dell’imprenditore insolvente nel circuito produttivo impianto
.

Il Testo delega il Governo a sostituire le attuali procedure concorsuali con i nuovi istituti previsti dalla riforma:
- le misure di allerta e di prevenzione,
- la procedura di composizione concordata della crisi e
- la procedura di liquidazione concorsuale
.

1. Gli istituti di allerta e di prevenzione
Gli istituti di allerta e di prevenzione sono stati pensati tenendo conto dell’importanza che la tempestività dell’intervento sulla crisi dell’impresa riveste al fine di una soluzione positiva della crisi stessa, e comunque di un esito più favorevole per tutte le parti coinvolte. Ma anche nella consapevolezza delle oggettive difficoltà che questo terreno presenta allorché si passi dalle enunciazioni di principio all’individuazione di misure realmente efficaci.
Una delle novità del disegno di legge delega per la modifica organica della disciplina della crisi d’impresa stabilisce che il revisore legale, rilevata l'esistenza di fondati indizi della crisi, sia tenuto ad avviare una procedura d’allerta interna e, in caso di inadeguata risposta da parte della società, ad informare tempestivamente l’autorità giudiziaria.
Tale meccanismo di allerta interna, che si affianca a quello di allerta esterna rivolto ai creditori qualificati, si pone come obiettivo la conduzione della crisi nell’ambito di un percorso protetto e in condizioni di corretta gestione imprenditoriale e societaria.
L’opportunità di introdurre nell’ordinamento una procedura d’allerta, simile a quella francese, era ben presente già nel 2004 alla Commissione Trevisanato, il cui progetto di riforma della legge fallimentare prevedeva all’art. 1, rubricato “Finalità degli istituti di allerta e prevenzione, delle procedure di composizione concordata della crisi e di liquidazione concorsuale”, come tali istituti fossero diretti a far emergere con tempestività la crisi dell’impresa in funzione di ricercare le soluzioni più adatte per il suo superamento. Come noto, di quella proposta non se ne fece nulla.
L’introduzione della procedura d’allerta è stata poi ripresentata nella proposta di disegno di legge delega per la riforma organica della normativa fallimentare predisposta dalla Commissione Rodorf a novembre 2015 ed approvata dal Consiglio dei Ministri il 10 febbraio 2016, all’art. 4, rubricato “Procedure di allerta e mediazione”, andando così incontro anche alle istanze dell’Unione Europea rivolte agli Stati membri (Raccomandazione del 12 marzo 2014 2014/135/UE) di individuare, tra le altre, misure volte a favorire la continuità dell’attività dell’impresa in crisi in modo da prevenirne l’insolvenza.
La norma contenuta del disegno di legge, all'art. 4, comma 1, lett. b), pone “a carico degli organi di controllo societari, del revisore contabile e delle società di revisione, l’obbligo di avvisare immediatamente l’organo amministrativo della società dell’esistenza di fondati indizi della crisi e, in caso di omessa o inadeguata risposta, di informare direttamente il competente organismo di composizione della crisi”.
Si tratta del meccanismo di “allerta interna” che si affianca a quello di “allerta esterna” rivolto ai creditori qualificati (Agenzia delle Entrate, Agenti della riscossione ed Enti previdenziali).

2. La procedura di composizione concordata della crisi
La procedura di composizione concordata della crisi costituisce una delle parti più significative e innovative della riforma. Essa è intesa ad offrire lo strumento per affrontare con la tempestività e le elasticità necessarie le crisi di impresa, e del quale si è giustamente lamentata l’assenza nell’ambito delle tradizionali procedure concorsuali.
Con la sua formulazione il nostro legislatore intende riguadagnare il tempo perduto nei confronti di altri ordinamenti che hanno saputo fronteggiare con maggiore tempestività le moderne esigenze poste dalle situazioni di crisi.

3. La procedura di liquidazione concorsuale
La procedura di liquidazione concorsuale sostituisce il fallimento, del quale conserva naturalmente le caratteristiche essenziali, ma con i miglioramenti nella direzione della maggiore rapidità, elasticità ed efficienza che costituiscono una delle finalità della Riforma.

- Si riporta il testo dello:
. Schema di disegno di legge delega recante la “Delega al Governo per la riforma organica delle discipline della crisi di impresa e dell’insolvenza”.

- Si riporta il testo della:
. Relazione generale allo Schema di disegno di legge delega recante la “Delega al Governo per la riforma organica delle discipline della crisi di impresa e dell’insolvenza”.


6. 2 DICEMBRE 2015 – Audizione del CNDCEC in relazione allo schema di disegno di legge

In data 2 dicembre 2015, il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili (CNDCEC), ha predisposto un documento con il quale avanza alla Commissione suggerimenti e proposte.
Il CNDCEC riconosce che lo schema di disegno di legge delega recante la “Delega al Governo per la riforma organica delle discipline della crisi di impresa”, elaborato dalla Commissione ministeriale istituita dal Ministero della Giustizia con decreto del 24 febbraio 2015 e successive modificazioni, presenta profili di indubbia importanza per i professionisti che svolgono funzioni nelle vicende relative alle crisi di impresa e si auspica, pertanto, che la Commissione voglia accogliere alcuni dei suggerimenti e delle proposte formulati in questo documento, motivati essenzialmente dalla volontà di avvicinare il diritto positivo alla realtà socio – economica a cui esso è destinato, esigenza che nell’ambito delle crisi di impresa si avverte in modo pressante.

- Si riporta il testo del documento:
. Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili - Audizione in relazione allo Schema di “Disegno di legge delega recante la riforma e il riordino delle procedure concorsuali”.


7. FEBBRAIO 2016 – RIFORMA DELLE DISCIPLINE DELLE CRISI DI IMPRESA E DELL’INSOLVENZA - Delega al Governo per la riforma organica - Una riforma al passo con i tempi

Il Consiglio dei ministri del 10 febbraio 2016 ha approvato un disegno di legge delega al Governo per la riforma organica delle discipline della crisi di impresa e dell’insolvenza elaborato dalla Commissione Rordorf.
Nello specifico, il disegno di legge si pone nel solco del processo di riforma inaugurato con il D.L. n. 83 del 2015, convertito dalla L. n. 132/2015, adottato per sostenere, in via d’urgenza, l'attività delle imprese in crisi agevolando il loro accesso al credito ed allinea la normativa italiana in tema d’insolvenza a quella presente negli altri Stati membri, salva una successiva attività di armonizzazione normativa su base comunitaria in fase di definizione.
Il tentativo è quello di attuare, dopo 74 anni rispetto alla normativa precedente, un organico approccio di riforma attraverso un nuovo Testo unico dell’insolvenza.
Il provvedimento muove da una premessa di fondo: un’azienda con problemi rischia di trascinare con sé altre imprese (fornitori di beni e servizi e intermediari finanziari), continuando a contrarre obbligazioni che non potrà soddisfare. Affrontare tempestivamente i casi di crisi aziendale consente di limitare le perdite del tessuto economico, sia nella dimensione strettamente imprenditoriale sia sul piano finanziario, o di risanare l’azienda, con benefici sul piano occupazione e più in generale tutelando il tessuto economico contiguo.
Con il disegno di legge delega, che consolida gli approdi dell’intervento del Governo dell’agosto 2015, la prospettiva riformatrice si evolve: si lascia la strada dell’intervento puntuale e urgente per delineare un disegno organico di riforma del diritto dell’insolvenza.
Inoltre, nel disegno di legge di riforma del diritto fallimentare:
- viene tolta la parola fallimento mettendo al centro i concetti di gestione della crisi e dell’insolvenza;
- vengono semplificate le regole processuali con la riduzione delle incertezze interpretative e applicative che molto nuocciono alla celerità delle procedure concorsuali;
- vengono inserite norme per la revisione delle amministrazioni straordinarie (leggi Prodi e Marzano)
; vengono innalzate le soglie per l'accesso alla procedura e si prevede che i commissari vengano scelti da un apposito albo, il tutto allo scopo di contemperare la continuità produttiva e occupazionale delle imprese con la tutela dei creditori.

Il Ministro della Giustizia Andrea Orlando, assieme al primo Presidente aggiunto della Corte di Cassazione Renato Rordorf che ha presieduto i lavori della Commissione ministeriale che ha elaborato la normativa, ne hanno illustrato linee guida e principali profili in una conferenza stampa ad hoc.
Questa legge arriva dopo 74 anni rispetto alla precedente e si allinea ai criteri che ispirano gli altri Paesi europei.
E' una riforma di carattere strutturale, per un settore che era segnalato come tra i più critici per la competitività del Paese.

Una riforma organica della intera materia dell’ insolvenza viene ritenuta dal Governo indifferibile in chiave di efficienza del sistema Paese, in relazione al quale rivestono un ruolo determinante le percezioni degli investitori esteri e le valutazioni e i confronti delle regolazioni di impresa compiuta dagli organismi internazionali (in primo luogo dalla Banca mondiale in sede di elaborazione annuale del rapporto doing business).
Appare allora estremamente singolare, viene evidenziato, che la normativa interna di base in materia sia ancora costituita dalla legge fallimentare di cui al R.D. 19 marzo 1942, n. 267, mentre la sostanziale unanimità degli Stati dell’Unione europea si sono dotati di moderne normative sull’insolvenza in grado di fornire una regolamentazione del fenomeno in linea con le richieste degli investitori internazionali.

- Si riporta il testo dello:
. Schema di disegno di legge delega recante “Delega al Governo per la riforma organica delle discipline della crisi di impresa e dell’insolvenza”, elaborato dalla Commissione ministeriale istituita dal Ministro della Giustizia con Decreto 28 gennaio 2015 (e successive integrazioni)..


8. 18 MAGGIO 2016 – RIFORMA DELLE DISCIPLINE DELLE CRISI DI IMPRESA E DELL’INSOLVENZA - Il disegno di legge all'esame della Commissione Giustizia della Camera

Il disegno di legge, inizialmente con il n. 3671, dopo lo stralcio dell'articolo 1-14; 16 del C.3671 deliberato nella seduta n. 627 del 18 maggio 2016, ha ora assunto il n. 3671-bis.

. Se vuoi scaricare il testo del disegno di legge C-3671, clicca QUI.

. Se vuoi scaricare il testo del disegno di legge C-3671-bis, clicca QUI.


9. 8 GIUGNO 2016 – RIFORMA DELLE DISCIPLINE DELLE CRISI DI IMPRESA E DELL’INSOLVENZA - Le osservazioni avanzate in audizione dal CNDCEC al disegno di legge

Con un comunicato stampa dell’8 giugno 2016 il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti contabili (CNDCEC) ha reso noto di aver partecipato all’audizione parlamentare svoltasi presso la Commissione Giustizia della Camera sul disegno di legge AC 3671-bis, recante “Delega al Governo per la riforma organica delle discipline della crisi di impresa e dell’insolvenza” e di aver presentato un documento con cui vengono evidenziate alcune criticità che, per la categoria, sono presenti nel disegno di legge.
In particolare, vengono avanzate le suguenti osservazioni:
- non è condivisibile l’idea di fissare modalità di accertamento della veridicità dei dati aziendali e di verifica della fattibilità del piano, in quanto attività riservata all’attestatore indipendente, che viene declinata, su incarico del debitore, secondo gli ordinari canoni della diligenza professionale e in funzione della realtà e del caso specifico;
- non è condivisibile l’istituzione presso il Ministero di un apposito Albo dei soggetti destinati a svolgere, su incarico del Tribunale, funzione di gestione e controllo nell’ambito delle procedure concorsuali, con indicazione dei requisiti di professionalità, esperienza e indipendenza richiesti per l’iscrizione (art. 2, comma 1, lett. n));
- è necessario valutare la modalità di fissazione dell’entità massima dei compensi riconosciuti ai professionisti in maniera differente nei casi in cui il concordato non abbia esito positivo;
- non è condivisibile l’attribuzione al Tribunale di poteri di verifica sulla realizzabilità economica del piano, un’opzione che segna un ritorno al passato, anche a fronte dell’orientamento espresso dalle sezioni unite della cassazione, piuttosto chiaro al riguardo. Spetta all’attestatore il giudizio di fattibilità economica del piano in virtù della professionalità specifica che egli vanta;
- è dubbia l’ipotesi di limitare l’accesso al concordato liquidatorio, che è considerato, allo stato attuale, uno strumento utile e maggiormente duttile rispetto alla rigidità della struttura della liquidazione fallimentare;
- è necessaria la procedura di allerta e di composizione assistita della crisi ma il CNDCEC ritiene necessario altresì limitare la responsabilità solidale dell’organo di controllo con gli amministratori che non si siano attivati nonostante la segnalazione tempestiva effettuata dai sindaci.

. Se vuoi scaricare il testo del documento del CNDCEC, clicca QUI.


10. 1° FEBBRAIO 2017 – La Camera approva il disegno di legge di riforma delle crisi di impresa e dell'insolvenza

L'Assemblea della Camera ha approvato, il 1° febbraio 2017, a larga maggioranza (276 voti a favore, 125 astenuti e 1 contrario) il disegno di legge n. 3671-bis-A, che delega il Governo a operare un'ampia riforma della disciplina delle crisi di impresa e dell'insolvenza.
Il provvedimento passa ora all'esame del Senato.

Il contenuto del provvedimento approvato dalla Camera

I principali profili innovativi del disegno di legge approvato dalla Camera, che delega il Governo a riformare entro 12 mesi le procedure concorsuali, sono i seguenti:
. nel generale quadro di favore e incentivazione degli strumenti di composizione stragiudiziale della crisi, viene introdotta una fase preventiva di "allerta", finalizzata all'emersione precoce della crisi d'impresa e a una sua risoluzione assistita; lo strumento potrà essere attivato volontariamente dal debitore ovvero d'ufficio dal tribunale, allertato da creditori pubblici, e porterà, in caso di mancata collaborazione del debitore, a una dichiarazione pubblica di crisi;
- la facilitazione, nello stesso quadro, all'accesso ai piani attestati di risanamento e agli accordi di ristrutturazione dei debiti;
- la semplificazione delle regole processuali con la riduzione delle incertezze interpretative, anche di natura giurisprudenziale, che nuocciono alla celerità delle procedure concorsuali; in caso di sbocco giudiziario della crisi è prevista, in particolare, l'unicità della procedura destinata all'esame di tutte le situazioni di crisi e di insolvenza; dopo una prima fase comune, la procedura potrà, seconda i diversi casi, evolvere nella procedura conservativa o in quella liquidatoria;
- la revisione della disciplina dei privilegi – ritenuta ormai obsoleta – e la previsione di un sistema di garanzie mobiliari non possessorie (una forma di pegno, in cui il debitore non è spossessato del bene mobile che ne è oggetto);
- l'individuazione del tribunale competente in relazione alle dimensioni e tipologia delle procedure concorsuali; in particolare, le procedure di maggiori dimensioni sono assegnate al tribunale delle imprese (a livello di distretto di corte d'appello);
- l'eliminazione della procedura fallimentare e la sua sostituzione con quella di liquidazione giudiziale; tale strumento vede, in particolare, il curatore come dominus della procedura e, come possibile sbocco (in caso di afflusso di nuove risorse), anche un concordato di natura liquidatoria; dovrà essere data priorità alla trattazione delle proposte che assicurino la continuità aziendale, considerando la liquidazione giudiziale come extrema ratio;
- una rivisitazione, sulla base delle prassi verificate e delle criticità emerse, della normativa sul concordato preventivo (concordato in continuità di impresa e concordato di natura liquidatoria), lo strumento ritenuto più funzionale tra quelli concorsuali attualmente vigenti;
- la sostanziale eliminazione come procedura concorsuale della liquidazione coatta amministrativa, che residua unicamente come possibile sbocco dei procedimenti amministrativi volti all'accertamento e alla sanzione delle gravi irregolarità gestionali dell'impresa;
- la previsione di una esdebitazione di diritto (non dichiarata, quindi, dal giudice) per le insolvenze di minori dimensioni;
- le modifiche alla normativa sulle crisi da sovraindebitamento, sia per coordinarla con la riforma in essere che per tenere conto dell'esperienza successiva alla introduzione dell'istituto, previsto dalla legge n. 3 del 2012;
- la disciplina dei rapporti tra la procedura di liquidazione giudiziale e i procedimenti di sequestro o confisca disposti dalla magistratura penale;
- colmando una lacuna dell'attuale legge fallimentare, viene introdotta una specifica disciplina di crisi e insolvenza dei gruppi di imprese. Si intende in particolare consentire lo svolgimento di una procedura unitaria per la trattazione dell'insolvenza delle società del gruppo e, anche in caso di procedure distinte in diverse sedi giudiziarie, vi dovranno essere obblighi di reciproca informazione a carico degli organi procedenti;
- sono introdotte alcune modifiche al codice civile, tra cui alcune disposizioni sulla responsabilità degli amministratori di società e criteri di quantificazione del danno risarcibile in alcuni casi di azione di responsabilità nei loro confronti. La Camera ha inoltre introdotto un articolo relativo alla tutela degli acquirenti di immobili da costruire.
(Fonte: Sito della Camera dei Deputati).

. Se vuoi scaricare il testo del disegno di legge approvato dalla Camera, clicca QUI.

. Se vuoi scaricare il testo della RELAZIONE al disegno di legge, clicca QUI.

. Se vuoi scaricare la Scheda n. 423/1 di lettura del Servizio Studi della Camera dei Deputati del 27 gennaio 2017, clicca QUI.

. Se vuoi scaricare la Scheda di lettura n. 423 del Servizio Studi della Camera dei Deputati del 19 aprile 2016, clicca QUI.


11. 11 OTTOBRE 2017 – Il SENATO ha approvato in via definitiva il disegno di legge di riforma delle crisi di impresa e dell'insolvenza

In data 11 ottobre 2017, il Senato, con 172 voti favorevoli e 34 astensioni, ha approvato definitivamente il DdL. n. 2681, recante "Delega al Governo per la riforma delle discipline della crisi di impresa e dell'insolvenza".
Si attende ora la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

L’approvazione del disegno di legge mette fine all’iter parlamentare di uno degli interventi normativi più importanti dell’attuale legislatura, dopo anni di proliferazione e stratificazione normativa che hanno generato confusione nell’applicazione delle norme da parte degli addetti ai lavori, anche a causa del continuo mutamento del dato normativo che ha reso problematico il formarsi di indirizzi giurisprudenziali consolidati e stabili.
Il disegno di legge, approvato al Senato, per la riforma della crisi d’impresa e dell’insolvenza è uno degli interventi normativi più attesi da studiosi e operatori del settore che dà il via libera ad una serie di misure atte a ripensare la disciplina concorsuale in maniera organica, sistemica ed innovativa.

. Se vuoi scaricare direttamente il testo del DdL approvato dal Senato, clicca QUI.

. Se vuoi scaricare il testo Dossier di documentazione del Servizio Studi del Senato, clicca QUI.


12. 30 OTTOBRE 2017 – Promulgata la legge di riforma della crisi di impresa e dell'insolvenza

E’ stata pubblicata, sulla Gazzetta Ufficiale n. 254 del 30 ottobre 2017, la Legge 19 ottobre 2017, n. 155, recante “Delega al Governo per la riforma delle discipline della crisi di impresa e dell'insolvenza”.


12.1. Struttura della legge e principi fissati dalla delega

La legge si compone di 16 articoli suddivisi in 3 Capi.
- Il Capo I (articoli 1 - 2) reca disposizioni generali;
- Il Capo II (articoli 3 - 15) detta principi e criteri direttivi per la riforma della disciplina delle procedure di crisi e dell'insolvenza;
- Il Capo III (articolo 16) prevede disposizioni finanziarie.

Dopo i principi generali fissati all’articolo 2, l’esercizio della delega dovrà riguardare:
1) la disciplina della crisi e dell'insolvenza dei gruppi di imprese (art. 3);
2) le procedure di allerta e di composizione assistita della crisi (art. 4);
3) gli accordi di ristrutturazione dei debiti e piani attestati di risanamento (art. 5);
4) la procedura di concordato preventivo (art. 6);
5) la procedura di liquidazione giudiziale (art. 7);
6) la procedura di esdebitazione all'esito della procedura di liquidazione giudiziale (art. 8);
7) la procedura di composizione delle crisi da sovraindebitamento di cui alla legge 27 gennaio 2012, n. 3 (art. 9);
8) il riordino e la revisione del sistema dei privilegi (art. 10);
9) il sistema delle garanzie reali mobiliari (art. 11);
10) la tutela dei diritti patrimoniali degli acquirenti di immobili da costruire (art. 12);
11) la procedura di liquidazione coatta amministrativa (art. 15).

Il Governo avrà 12 mesi di tempo per adottare uno o più decreti legislativi che andranno a riscrivere integralmente la legge fallimentare e non solo: la delega infatti ha ad oggetto la riforma delle procedure concorsuali, la disciplina della composizione delle crisi da sovraindebitamento (Legge n. 3 del 2012) e il sistema dei privilegi e delle garanzie.
Nell'esercizio della delega, il Governo dovrà, inoltre, adottare:
a) disposizioni di coordinamento con il codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, stabilendo condizioni e criteri di prevalenza, rispetto alla gestione concorsuale, delle misure cautelari adottate in sede penale, anteriormente o successivamente alla dichiarazione di insolvenza (art. 13, comma 1);
b) disposizioni di coordinamento con la disciplina di cui al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, e in particolare con le misure cautelari previste dalla disciplina sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, nel rispetto del principio di prevalenza del regime concorsuale, salvo che ricorrano ragioni di preminente tutela di interessi di carattere penale (art. 13, comma 2).
Nell'esercizio della delega, il Governo dovrà, infine, procedere alle modifiche di alcune disposizioni del Codice civile rese necessarie per la definizione della disciplina organica di attuazione dei princìpi e criteri direttivi di cui alla presente legge (art. 14).


12.2. I principi generali della riforma

L'articolo 2, che individua i principi generali sui quali si fonda la riforma.
Nell'esercizio della delega, il Governo, secondo quanto stabilito all’articolo 2, comma 1, dovrà provvedere a riformare in modo organico la disciplina delle procedure concorsuali attenendosi ai seguenti princìpi generali: a) sostituire il termine «fallimento» e i suoi derivati con l'espressione «liquidazione giudiziale», adeguando dal punto di vista lessicale anche le relative disposizioni penali, ferma restando la continuità delle fattispecie criminose;
b) eliminare dalla disciplina dell'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi, la dichiarazione di fallimento d'ufficio, attualmente disciplinata dall'articolo 3, comma 1, del decreto legislativo n. 270 del 1999;
c) introdurre una definizione dello stato di crisi, intesa come probabilità di futura insolvenza, anche tenendo conto delle elaborazioni della scienza aziendalistica, mantenendo l'attuale nozione di insolvenza di cui all'articolo 5 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267;
d) adottare un unico modello processuale per l'accertamento dello stato di crisi o di insolvenza del debitore, in conformità all'articolo 15 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267;
e) assoggettare al procedimento di accertamento dello stato di crisi o di insolvenza ogni categoria di debitore, sia esso persona fisica o giuridica, ente collettivo, consumatore, professionista o imprenditore esercente un'attività commerciale, agricola o artigianale, con esclusione dei soli enti pubblici;
f) recepire, ai fini della disciplina della competenza territoriale, la nozione di «centro degli interessi principali del debitore» definita dall'ordinamento dell'Unione europea;
g) dare priorità di trattazione, fatti salvi i casi di abuso, alle proposte che comportino il superamento della crisi assicurando la continuità aziendale, anche tramite un diverso imprenditore, purché funzionali al miglior soddisfacimento dei creditori e purché la valutazione di convenienza sia illustrata nel piano, riservando la liquidazione giudiziale ai casi nei quali non sia proposta un'idonea soluzione alternativa;
h) uniformare e semplificare, in raccordo con le disposizioni sul processo civile telematico, la disciplina dei diversi riti speciali previsti dalle disposizioni in materia concorsuale;
i) prevedere che la notificazione nei confronti del debitore, che sia un professionista o un imprenditore, degli atti delle procedure concorsuali e, in particolare, dell'atto che dà inizio al procedimento di accertamento dello stato di crisi abbia luogo obbligatoriamente all'indirizzo del servizio elettronico di recapito certificato qualificato o di posta elettronica certificata del debitore risultante dal registro delle imprese ovvero dall'indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata (INI-PEC) delle imprese e dei professionisti; prevedere una procedura telematica alternativa, quando la notificazione a mezzo di posta elettronica certificata, per causa imputabile al destinatario, non è possibile o non ha esito positivo, individuando le modalità e i termini di accesso agli atti ai fini del perfezionamento della notificazione senza altra formalità; prevedere che, al fine di consentire che le notificazioni abbiano luogo con modalità telematiche, l'imprenditore sia tenuto a mantenere attivo l'indirizzo del servizio elettronico di recapito certificato qualificato o di posta elettronica certificata comunicato all'INI-PEC per un anno decorrente dalla data della cancellazione dal registro delle imprese;
l) ridurre la durata e i costi delle procedure concorsuali, anche attraverso misure di responsabilizzazione degli organi di gestione e di contenimento delle ipotesi di prededuzione, con riguardo altresì ai compensi dei professionisti, al fine di evitare che il pagamento dei crediti prededucibili assorba in misura rilevante l'attivo delle procedure;
m) riformulare le disposizioni che hanno originato contrasti interpretativi, al fine di favorirne il superamento, in coerenza con i princìpi stabiliti dalla presente legge;
n) assicurare la specializzazione dei giudici addetti alla materia concorsuale, con adeguamento degli organici degli uffici giudiziari la cui competenza risulti ampliata;
o) istituire presso il Ministero della giustizia un albo dei soggetti, costituiti anche in forma associata o societaria, destinati a svolgere, su incarico del tribunale, funzioni di gestione o di controllo nell'ambito delle procedure concorsuali, con indicazione dei requisiti di professionalità, indipendenza ed esperienza necessari per l'iscrizione;
p) armonizzare le procedure di gestione della crisi e dell'insolvenza del datore di lavoro con le forme di tutela dell'occupazione e del reddito dei lavoratori che trovano fondamento nella Carta sociale europea, fatta a Strasburgo il 3 maggio 1996, ratificata ai sensi della legge 9 febbraio 1999, n. 30, e nella direttiva 2008/94/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2008, nonché nella direttiva 2001/23/CE del Consiglio, del 12 marzo 2001, come interpretata dalla Corte di giustizia dell'Unione europea.


12.3. Crisi e insolvenza dei gruppi di imprese

All'art. 3 viene dettata una disciplina ad hoc che riguarda i gruppi di imprese, la cui definizione dovrà essere modellata sulla nozione civilistica di direzione e coordinamento.
Si dovrà prevedere per le imprese, in crisi o insolventi, del gruppo sottoposte alla giurisdizione dello Stato italiano la facoltà di proporre con unico ricorso domanda di omologazione di un accordo unitario di ristrutturazione dei debiti, di ammissione al concordato preventivo o di liquidazione giudiziale, ferma restando in ogni caso l’autonomia delle rispettive masse attive e passive, con predeterminazione del criterio attributivo della competenza, ai fini della gestione unitaria delle rispettive procedure concorsuali, ove le imprese abbiano la propria sede in circoscrizioni giudiziarie diverse.
Vengono, inoltre, stabiliti specifici criteri e principi direttivi per la gestione unitaria del concordato preventivo di gruppo (comma 2) e per la gestione unitaria della liquidazione giudiziale di gruppo (comma 3).


12.4. Introdotte procedure di allerta e di composizione assistita della crisi - Prevista l’istituzione presso ogni Camera di Commercio di un apposito Organismo che assiste il debitore nella ricerca di una soluzione

Una delle previsioni più importanti e innovative della legge delega è quella che introduce le procedure di allerta e di composizione assistita della crisi, che saranno governate da un Organismo ad hoc istituito presso ogni Camera di commercio con lo scopo di assistere il debitore nella ricerca di una soluzione concordata con i creditori.
Saranno previste misure premiali, di natura patrimoniale e per la responsabilità personale, a favore dell’imprenditore che tempestivamente propone istanza di composizione assistita della crisi o chiede l’omologazione di un accordo di ristrutturazione o propone un concordato preventivo o un ricorso per l’apertura della procedura di liquidazione giudiziale.
Tutto questo è contenuto nell’articolo 4 (rubricato: Procedure di allerta e di composizione assistita della crisi).
Nell'esercizio della delega, il Governo dovrà disciplinare l'introduzione di procedure di allerta e di composizione assistita della crisi, “di natura non giudiziale e confidenziale”, finalizzate a incentivare l'emersione anticipata della crisi e ad agevolare lo svolgimento di trattative tra debitore e creditori, attenendosi ai seguenti due princìpi e criteri direttivi:
1) individuare il campo di applicazione, e cioè i casi in cui le procedure di allerta non trovano applicazione;
2) prevedere un organismo dedicato all’assistenza del debitore nella procedura di composizione assistita della crisi.
Nel dettaglio, la delega dovrà, pertanto:
1) prevedere i casi in cui le procedure di allerta e di composizione assistita della crisi non trovano applicazione. Tali procedure non si applicheranno “alle società quotate in borsa o in altro mercato regolamentato e alle grandi imprese come definite dalla normativa dell'Unione europea”;
2) prevedere l'istituzione presso ciascuna Camera di Commercio di un apposito organismo che assista il debitore nella procedura di composizione assistita della crisi.
Tale organismo dovrà nominare un collegio di almeno tre esperti designati: uno designato dal presidente della sezione specializzata in materia di impresa del tribunale competente per il luogo in cui l'imprenditore ha sede, uno designato dalla Camera di Commercio e uno designato da associazioni di categoria.
La scelta andrà comunque fatta attingendo dall'albo dei soggetti destinati a svolgere, su incarico del tribunale, le funzioni di gestione o di controllo nell'ambito delle procedure concorsuali, che sarà istituito, come previsto dall'articolo 2, comma 1, lettera o), presso il Ministero della Giustizia.
All'organismo spetterà, su istanza del debitore, la competenza a giungere entro un congruo termine (prorogabile solo a fronte di positivi riscontri delle trattative e, in ogni caso, non superiore complessivamente a sei mesi) a una soluzione della crisi concordata tra debitore e creditori.
Una volta ricevuta l'istanza, l'Organismo dovrà provvedere a darne immediata comunicazione ai creditori pubblici qualificati (tra cui in particolare l'Agenzia delle entrate, gli enti previdenziali e gli agenti della riscossione delle imposte). Ricevuta la comunicazione dell’Organismo, il creditore qualificato dovrà sospendere la segnalazione.
Qualora il collegio non individui misure idonee a superare la crisi e attesti lo stato di insolvenza, l'Organismo è tenuto a darne notizia al pubblico ministero presso il tribunale del luogo in cui il debitore ha sede, che dovrà accertare tempestivamente l'insolvenza stessa.
Gli atti istruttori della procedura potranno in ogni caso essere utilizzati nell'eventuale fase giudiziale.
Le linee guida che dovranno ispirare la realizzazione concreta della nuova procedura di allerta affidano poi agli organi di controllo societari, al revisore contabile e alle società di revisione l'obbligo di avvisare immediatamente l'organo amministrativo della società circa l'esistenza di fondati indizi della crisi e, in caso di omessa o inadeguata risposta da parte di quest'ultimo, di informare tempestivamente l'organismo in questione.
La riforma, all’art. 4, comma 1, lett. d), pone, inoltre, alcuni oneri anche a carico dei creditori pubblici qualificati, tra i quali l'Agenzia delle entrate, gli enti previdenziali e gli agenti di riscossione. Essi dovranno infatti segnalare immediatamente agli organi di controllo societari e all'organismo ad hoc “il perdurare di inadempimenti di importo rilevante” (definiti sulla base di criteri relativi rapportati alle dimensioni dell'impresa). Nel caso non provvedono, rischiano l'inefficacia dei privilegi accordati ai crediti di cui sono titolari o per i quali procedono.
I creditori pubblici qualificati sono inoltre tenuti ad avvisare immediatamente il debitore del fatto che la sua esposizione debitoria ha superato l'importo rilevante e che, pertanto, si provvederà alla segnalazione se nei successivi tre mesi non venga attivato il procedimento di composizione assistita della crisi, non venga estinto il debito, non si addivenga a un accordo o non si chieda l'ammissione a una procedura concorsuale.
L'organismo, una volta che ha ricevuto le predette segnalazioni o l'istanza del debitore, è tenuto a convocare immediatamente quest'ultimo, in via riservata e confidenziale.
Se il debitore è una società dotata di organi di controllo, dovranno essere convocati anche i loro componenti.
Lo scopo dell'incontro è quello di verificare la situazione patrimoniale, economica e finanziaria esistente e di individuare, nel più breve tempo possibile, le misure idonee a rimediare allo stato di crisi.
Nella regolamentazione della procedura di allerta, il Governo dovrà poi determinare i criteri di responsabilità del collegio sindacale, in maniera tale da evitare che, successivamente alla segnalazione, si creino delle ipotesi di responsabilità solidale di sindaci e amministratori per le conseguenze pregiudizievoli dei fatti o delle omissioni (art. 4, comma 1, lett. f)).
Al debitore che presenta l'istanza all'organismo o che viene da questo convocato deve essere garantita la possibilità di chiedere alla sezione specializzata in materia di impresa l'emanazione “delle misure protettive necessarie per condurre a termine le trattative in corso”.
Di tali misure andranno disciplinati la durata, gli effetti, il regime di pubblicità, la competenza a emetterle e la revocabilità (art. 4, comma 1, lett. g)).
All'imprenditore che “ha proposto tempestivamente l’istanza” (ovverosia entro sei mesi dal verificarsi di determinati indici di natura finanziaria), così come a quelli che hanno “tempestivamente chiesto l'omologazione di un accordo di ristrutturazione o proposto un concordato preventivo o proposto un ricorso per l'apertura della procedura di liquidazione giudiziale”, andranno poi riconosciute delle misure premiali “sia di natura patrimoniale sia in termini di responsabilità personale” (art. 4, comma 1, lett. h)).


12.5. Concordato preventivo

La delega, all'art. 6, prevede la riforma dell'istituto del concordato preventivo. Fra i punti salienti segnaliamo i seguenti:
- ammissibilità di concordati liquidatori se ritenuti necessari per soddisfare in modo apprezzabile i creditori e comunque che assicurino il pagamento del 20% dei crediti chirografari;
- ridefinire le modalità di accertamento della veridicità dei dati aziendali riportati nel piano e della sua fattibilità;
- l'entità massima dei compensi dei professionisti incaricati dal debitore sarà rapportata all'attivo dell'impresa soggetta alla procedura;
- prededucibilità dei crediti dei professionisti sorti a seguito della procedura di concordato solo se la procedura è dichiarata aperta dal tribunale;
- suddivisione dei creditori in classi: da individuare i casi in cui sarà obbligatoria la divisione in classi in base alla posizione giuridica e all'omogeneità degli interessi economici dei creditori;
- determinare i poteri del tribunale circa la verifica della fattibilità del piano;
- eliminazione dell'adunanza dei creditori: saranno stabilite modalità telematiche per consentire ai creditori di discutere ed esprimere il voto sulle sulle proposte; inoltre, quando un solo creditore è titolare di crediti pari alla maggioranza degli ammessi al voto, si dovrà consentire il calcolo delle maggioranze "per teste", disciplinando il conflitto di interessi.

Ulteriori novità riguardano, fra le altre:
- la disciplina dei rapporti pendenti;
- l’estensione del concordato con continuità aziendale;
- una dettagliata regolamentazione della fase di esecuzione del piano (con particolare riferimento alla deroga all'art. 2560 c.c) con possibilità di affidare ad un terzo l'esecuzione della proposta concordataria;
- i presupposti per estendere il beneficio dell'esdebitazione ai soci illimitatamente responsabili, con eventuale distinzione tra garanzie personali e reali
.

E’ inoltre previsto il riordino del regime dei finanziamenti alle imprese in crisi e della disciplina del credito da IVA in base alla recente giurisprudenza della Corte di Giustizia UE.V.
Ricordiamo che con la sentenza 7 aprile 2016, C-546/14, la Corte UE ha affermato la compatibilità della procedura del concordato preventivo ex art. 182-ter L.F. anche in caso di pagamento soltanto parziale del debito IVA da parte dell'imprenditore, purché un esperto indipendente attesti che il Fisco non otterrebbe un pagamento maggiore in caso di fallimento.
Un regime dettagliato dovrà essere individuato per il concordato preventivo delle società; fra i punti più significativi della delega segnaliamo la disciplina dell'azione di responsabilità e dell'azione dei creditori della società in conformità ai principi dettati dal codice civile.


12.6. Disposte modifiche al Codice Civile - Novità in materia di S.R.L. - Coinvolti i Conservatori del Registro delle imprese

L'articolo 14 della legge n. 155/2017 autorizza il Governo, nell'esercizio della delega, ad apportare alcune modifiche al Codice civile. In particolare, il Governo dovrà:
1) prevedere l'applicabilità dell'articolo 2394 del Codice civile, relativo alla responsabilità degli amministratori delle società per azioni verso i creditori sociali, anche alle società a responsabilità limitata;
2) abrogare l'articolo 2394-bis del Codice civile, sulle azioni di responsabilità nelle procedure concorsuali (art. 14, comma 1, lett. a);
3) affermare nel Codice civile il dovere dell'imprenditore e degli organi della società di “istituire assetti organizzativi adeguati per la rilevazione della crisi e della perdita della continuità aziendale”, per potere altrettanto tempestivamente attivarsi per l’adozione di uno degli strumenti di superamento della crisi e di recupero della continuità aziendale (art. 14, comma 1, lett. b);
4) integrare l'elenco delle cause di scioglimento delle società di capitali (di cui all'articolo 2484 c.c.), includendovi anche l'assoggettamento alla procedura di liquidazione giudiziale (art. 14, comma 1, lett. c);
5) prevedere, nell'ambito delle misure protettive che si attivano a seguito delle procedure di allerta, di composizione assistita della crisi, di accordo di ristrutturazione dei debiti e di regolazione concordata preventiva della crisi, la sospensione delle cause di scioglimento della società relative alla perdita del capitale sociale o alla sua riduzione al di sotto del minimo legale (articolo 2484, n. 4 e articolo 2545-duodecies c.c.), nonché la sospensione di alcuni obblighi degli organi sociali (art. 14, comma 1, lett. d);
6) definire i criteri di quantificazione del danno risarcibile in caso di azione di responsabilità verso gli amministratori che abbiano violato l'articolo 2486 C.C., recando danni alla società e ai soci, ai creditori sociali e ai terzi, attraverso una gestione non limitata alla conservazione del patrimonio sociale (art. 14, comma 1, lett. e);
7) prevedere l'applicabilità alle società a responsabilità limitata, anche prive di organo di controllo, delle disposizioni dell'articolo 2409 C.C., in tema di denunzia al tribunale delle irregolarità commesse dagli amministratori (art. 14, comma 1, lett. f);
8) estendere i casi nei quali per le società a responsabilità limitata è obbligatoria la nomina di un organo di controllo o di un revisore, prevedendo comunque la nomina obbligatoria quando la società, per due esercizi consecutivi ha superato almeno uno dei seguenti limiti:
1) totale dell'attivo dello stato patrimoniale: 2 milioni di euro;
2) ricavi delle vendite e delle prestazioni: 2 milioni di euro;
3) dipendenti occupati in media durante l'esercizio: 10 unità
(art. 14, comma 1, lett. g);
9) prevedere che l'obbligo di nomina dell'organo di controllo o del revisore cessi quando, per tre esercizi consecutivi, i ricordati requisiti dimensionali non vengono superati (art. 14, comma 1, lett. i);
10) prevedere che, in caso di violazione delle disposizioni sulla nomina dell'organo di controllo, il tribunale possa provvedere, oltre che su richiesta di ogni interessato, anche su segnalazione del Conservatore del Registro delle imprese (art. 14,. Comma 1, lett. h).

12.7. Liquidazione coatta amministrativa

All'articolo 15 si parla di riforma della liquidazione coatta amministrativa.
Nell’ottica di un ridimensionamento dell’istituto, scopo della delega è ricondurre alla disciplina comune le ipotesi di crisi e insolvenza delle imprese oggi soggette a liquidazione coatta.
L’istituto resta circoscritto ai soli casi in cui:
- la liquidazione sia prevista dalle leggi speciali relative a banche e imprese assimilate, intermediari finanziari, imprese assicurative e assimilate;
- la liquidazione rappresenti l’esito di un procedimento amministrativo di competenza di autorità amministrative di vigilanza diretto ad accertare e sanzionare gravi irregolarità intervenute nella gestione.


APPROFONDIMENTI E RIFERIMENTI

1) Procedure Concorsuali - Le crisi d'impresa fra legge 132/2015 e prospettive di riforma organica.
E' questo il tema del convegno, promosso dal CNDCEC (Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili), che si è svolto a Roma il 12 febbraio 2016.
Nel convegno si sono approfonditi i tratti salienti dello schema di legge delega predisposto dalla Commissione ministeriale istituita dal Ministero della Giustizia e presieduta dal presidente Renato Rordorf, mettendo in evidenza gli aspetti condivisi con i nuovi istituti introdotti con il D.L. n. 83/2015, convertito dalla L. n. 132/2015.

. Se vuoi scaricare il testo degli interventi, clicca QUI.


2) Procedure Concorsuali - Crisi d'impresa e insolvenza nella prospettiva aziendale e giuridica alla luce delle riforme in itinere.
E' questo il titolo di un documento della Fondazione Nazionale dei Commercialisti, pubblicato, a cura di di Raffaele Marcello e Cristina Bauco, il 28 febbraio 2017.
La Camera ha approvato il disegno di legge che delega il Governo alla riforma delle discipline della crisi di impresa e dell’insolvenza. Il provvedimento è stato modificato in più parti nel corso dell'esame in Commissione Giustizia con l’obiettivo di predisporre una riforma (organica) della crisi d’impresa basandosi su un nuovo approccio al fallimento.
Il provvedimento (attualmente all’esame del Senato) è innovativo sotto diversi profili:
- nel generale quadro di favore per gli strumenti di composizione stragiudiziale della crisi, viene introdotta una fase preventiva di “allerta”, finalizzata all’emersione precoce della crisi d’impresa e ad una sua composizione assistita;
- si facilita l’accesso ai piani di risanamento e agli accordi di ristrutturazione dei debiti;
- viene rivista la disciplina dei privilegi;
- si elimina la procedura fallimentare sostituendola con quella di liquidazione giudiziale;
- si rivisita, sulla base delle prassi verificate e delle criticità emerse, la normativa sul concordato preventivo;
- si modifica la normativa sulle crisi da sovraindebitamento.
Obiettivo del presente contributo è quello di approfondire, in una prospettiva aziendalistica e giuridica le novità relative alle procedure di “allerta”, finalizzate all’emersione precoce della crisi d’impresa e alla composizione dei contrapposti interessi.

. Se vuoi scaricare il testo del documento, clicca QUI.



RIFERIMENTI NORMATIVI

. RACCOMANDAZIONE DELLA COMMISSIONE del 12 marzo 2014 su un nuovo approccio al fallimento delle imprese e all’insolvenza.

. REGOLAMENTO (UE) 2015/848 del Parlamento europeo e del Consiglio del 20 maggio 2015 relativo alle procedure di insolvenza.

. LEGGE 6 agosto 2015, n. 132: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 27 giugno 2015, n. 83, recante misure urgenti in materia fallimentare, civile e processuale civile e di organizzazione e funzionamento dell’amministrazione giudiziaria. (Testo del D.L. n. 83/2015, coordinato con le modifiche apportate dalla legge di conversione n. 132/2015)

. REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2017/1105 della Commissione del 12 giugno 2017 che stabilisce i moduli di cui al regolamento (UE) 2015/848 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle procedure di insolvenza.

. LEGGE 19 ottobre 2017, n. 155: Delega al Governo per la riforma delle discipline della crisi di impresa e dell'insolvenza. (Testo pubblicato sull'edizione cartacea della Gazzetta Ufficiale completo di annotazioni).
. LEGGE 19 ottobre 2017, n. 155: Delega al Governo per la riforma delle discipline della crisi di impresa e dell'insolvenza. (Testo pubblicato sull'edizione online della Gazzetta Ufficiale).



Tutti i documenti elencati sono realizzati in formato PDF; per consultarli occorre installare sul proprio PC il software Adobe Reader Scarica Adobe Reader








Copyright © by TuttoCamere.it All Right Reserved.

Pubblicato su: 2015-12-06 (5622 letture)

[ Indietro ]
Content ©
© 2006-2017 by L. Maurizi & C. Venturi
© 2002-2005 by Leaff Engineering
Ottimizzazione per motori di ricerca grazie a sitemapper script
Potete collegare le nostre news sul vostro sito usando il file backend.php or ultramode.txt
Questo sito contiene link a indirizzi web esterni. Gli autori del sito non sono in alcun modo responsabili del contenuto dei siti raggiungibili attraverso questi link.
Web site engine's code is Copyright © 2002 by PHP-Nuke. All Rights Reserved. PHP-Nuke is Free Software released under the GNU/GPL license.
Generazione pagina: 0.327 Secondi