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DECRETO DIGNITA'
D.L. N. 87/2018 CONVERTITO NELLA L. N. 96/2018


1. 13 LUGLIO 2018 - Pubblicato il decreto-legge n. 87/2018 - "Decreto dignità"

E' stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 161 del 13 luglio 201, il DECRETO-LEGGE 12 luglio 2018, n. 87, recante "Disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese".

Il provvedimento – che entra in vigore il 14 luglio 2018 - si suddivide in cinque Capi, in cui sono contenute, rispettivamente:
• misure per il contrasto al precariato;
• misure per il contrasto alla delocalizzazione e la salvaguardia dei livelli occupazionali;
• misure per il contrasto alla ludopatia;
• misure in materia di semplificazione fiscale;
• disposizioni finali e di coordinamento
.

I contenuti e le novità introdotte dal decreto-legge.

1) Introdotte nuove regole per il lavoro a tempo determinato e per la somministrazione.
Confermati i nuovi limiti a durata, proroghe e rinnovi, insieme all’aggravio in termini di contribuzione NASPI.
L’ambito di applicazione si estende anche ai rapporti in somministrazione ed esclude attività stagionali e Pubblica amministrazione.

1a) Rapporto di lavoro a tempo determinato
Il contratto di lavoro subordinato può essere stipulato senza alcuna causale giustificativa soltanto se prevede un termine di durata non superiore a 12 mesi.
In caso di durata superiore, o a partire dalla prima proroga o rinnovo, il datore di lavoro deve essere in gradi di dimostrare la sussistenza di una delle seguenti condizioni:
- esigenze temporanee e oggettive, estranee all’ordinaria attività per esigenze sostitutive di altri lavoratori;
- esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili dell’attività ordinaria
.
Con l’eccezione dei rapporti di lavoro di durata non superiore a dodici giorni, l’apposizione del termine del contratto è priva di effetto se non risulta da un atto scritto in cui siano specificate, in caso di rinnovo o di proroga, le esigenze che ne hanno determinato la necessità. Una copia dello stesso deve essere consegnata dal datore di lavoro al lavoratore entro cinque giorni lavorativi dall’inizio della prestazione.
La durata dei rapporti di lavoro a tempo determinato intercorsi tra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore, anche per effetto di una successione di contratti non può in ogni caso superare i ventiquattro mesi, con riferimento alle medesime mansioni, o comunque a mansioni di pari livello e categoria legale.
Ai fini del computo di tale periodo si tiene altresì conto dei periodi di missione aventi ad oggetto mansioni di pari livello e categoria legale, svolti tra i medesimi soggetti, nell'ambito di somministrazioni di lavoro a tempo determinato.
La violazione del termine di 24 mesi comporta la conversione del rapporto in contratto a tempo indeterminato a partire dalla data in cui è avvenuto tale superamento.

Viene inoltre confermata la possibilità di stipulare, una volta raggiunto il limite massimo di durata, un ulteriore contratto a tempo determinato fra gli stessi soggetti, della durata massima di dodici mesi, può essere stipulato presso la direzione territoriale del lavoro competente per territorio.
Il termine del contratto a tempo determinato può essere prorogato, con il consenso del lavoratore, solo quando la durata iniziale del contratto sia inferiore a ventiquattro mesi, e, comunque, per un massimo di quattro volte nell'arco di trentasei mesi a prescindere dal numero dei contratti.
Qualora il numero delle proroghe sia superiore, il contratto si trasforma in contratto a tempo indeterminato dalla data di decorrenza della quinta proroga.
Il decreto concede inoltre ai lavoratori più tempo per contestare la legittimità del contratto: l’'impugnazione del contratto a tempo determinato deve avvenire entro centottanta giorni dalla cessazione del singolo contratto.

1b) Contributo addizionale NASPI
Ai rapporti di lavoro subordinato non a tempo indeterminato si applica un contributo addizionale, a carico del datore di lavoro, pari all'1,4% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali. Tale aliquota è aumentata di 0,5 punti percentuali in occasione di ciascun rinnovo del contratto a tempo determinato, anche in somministrazione.
Deroga comparto scuola. Al fine di salvaguardare la continuità didattica nell’interesse degli alunni, in vista dell’avvio dell’anno scolastico 2018/2019, il decreto prevede che l’esecuzione delle decisioni giurisdizionali che comportano la decadenza dei contratti, sia a tempo determinato che indeterminato, già stipulati, avvenga entro 120 giorni ricorrenti dalla data di comunicazione del provvedimento giurisdizionale al Ministero dell’Istruzione.

1c) Lavoro in somministrazione
In caso di assunzione a tempo determinato il rapporto di lavoro tra somministratore e lavoratore è soggetto alla disciplina innovata dal D.L. n. 87/2018 ma il termine inizialmente posto al contratto di lavoro può in ogni caso essere prorogato, con il consenso del lavoratore e per atto scritto, nei casi e per la durata previsti dal contratto collettivo applicato dal somministratore.

2) Viene abolita l’applicazione del meccanismo dello split payment per i professionisti che effettuano prestazioni nei confronti della Pubblica amministrazione.
Pertanto, i professionisti sono nuovamente lasciati fuori da quel particolare meccanismo noto come “scissione dei pagamenti”, in virtù del quale per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate nei confronti di PA, sono direttamente queste ultime a versare all’Erario la relativa IVA.

. Se vuoi approfondire l’argomento, clicca QUI.

3) Le società sportive dilettantistiche tornano solo non profit
Il modello di società for profit per le attività sportive dilettantistiche, istituito con la L. n. 205/2017 (legge di Bilancio 2018), ha avuto vita breve nel panorama sportivo italiano. Il D.L. n. 87/2018 ha, infatti, abrogato del tutto la disciplina delle società sportive dilettantistiche lucrative (SSDL).
Resta, però, ferma la necessità di tutelare tutte quelle società "ordinarie" che, grazie alla trasformazione in “sportive lucrative” e alla conseguente riduzione dell’aliquota IVA dal 22% al 10% sulle attività sportive, avrebbero goduto di un innegabile risparmio fiscale e che avevano pianificato anche la loro politica gestionale e finanziaria in funzione di questo.
Le attività sportive dilettantistiche non potranno essere più esercitate con scopo di lucro in una delle forme societarie previste dal Codice civile.
L’art. 13 del D.L. n. 87/2018 cancella completamente le previsioni istitutive del nuovo ente societario previsto dalla legge di Bilancio 2018, abrogando alla radice tutta la disciplina delle società sportive dilettantistiche lucrative (SSDL) ed azzerando, quindi, quella svolta epocale nel mondo dello sport non professionistico che aveva aperto anche al modello societario for profit.

4) Contrasto alla delocalizzazione
Per le imprese che delocalizzano dopo aver ricevuto un aiuto di Stato sono previste, oltre alla restituzione dell’incentivo, anche delle sanzioni.
Infatti, il DL. n. 87/2018 prevede espressamente che le imprese che trasferiscono entro 5 anni l’attività o “una sua parte” dal sito produttivo per cui hanno ricevuto un aiuto di Stato che prevede un investimento produttivo dovranno restituirlo.
Se il trasferimento avviene, però, all’interno della Ue o in Italia dovranno restituire l’importo più gli interessi (maggiorati di 5 punti); mentre, se il trasferimento avviene fuori dalla Ue, le imprese saranno tenute anche a pagare una sanzione che va da due a quattro volte l’importo del beneficio.
La stretta interessa non solo le imprese che delocalizzano, ma anche quelle che riducono l'occupazione dopo aver incassato una agevolazione che prevede “la valutazione dell’impatto occupazionale”.
È espressamente prevista, infatti, la revoca dei benefici concessi alle imprese che riducono i livelli occupazionali degli “addetti all'unità produttiva o all'attività interessata dall'aiuto” nei cinque anni successivi alla data di completamento dell’investimento.
Si decade dall’incentivo in caso di una riduzione dei livelli di occupazione superiore al 10%.
La revoca è proporzionale alla riduzione del livello occupazionale, ma diventa totale in caso di riduzione superiore al 50%.

5) Giochi e scommesse: pubblicità vietate
Misure severe anche per quanto riguarda le misure per il contrasto alla ludopatia: il decreto, infatti, dalla sua data di entrata in vigore, vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse manifestazioni sportive, culturali o artistiche, trasmissioni televisive o radiofoniche, stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet.
Dal 1° gennaio 2019 divieto di sponsorizzazioni.
Tale si applicherà anche alle sponsorizzazioni di eventi, attività, manifestazioni, programmi, prodotti o servizi e a tutte le altre forme di comunicazione di contenuto promozionale, comprese le citazioni visive e acustiche e la sovraimpressione del nome, marchio, simboli, attività o prodotti.
Dal divieto sono fatti salvi solo la Lotteria Italia e le manifestazioni di sorte locali. Restano, inoltre, salvi i contratti in essere che saranno soggetti alla normativa anteriormente vigente fino alla loro scadenza e comunque per non oltre un anno data di entrata in vigore del decreto dignità.
L'inosservanza del divieto comporta sanzioni nella misura del 5% del valore della sponsorizzazione o della pubblicità e, in ogni caso, non inferiore a 50.000 per ogni violazione. Tali proventi saranno destinati ad alimentare il fondo per il contrasto al gioco d'azzardo patologico.
Per ovviare ai maggiori oneri derivanti dall'introduzione del divieto, stimati in 147 milioni di euro per l'anno 2019 e in 198 milioni di euro dall'anno 2020, si prevede una maggiorazione del prelievo erariale sulle vincite (Preu) di slot e videolotteries che passa al 19,25% e al 6,25%. Inoltre, al +0,25% dal prossimo settembre, seguirà un +0,25% aggiuntivo su entrambi dal maggio dell'anno prossimo.

6) Redditometro in attesa di un nuovo decreto attuativo e nuovo calendario per lo spesometro
Lo strumento di accertamento del redditometro, anche se poco utilizzato, non è stato abolito, ma messo in stand by.
Il D.L. 87/2018, infatti, abroga il provvedimento attuativo varato dal Ministero dell'Economia (il DM 16 settembre 2015), che quindi non consente più di ricorrere a questo tipo di controllo dall’anno d’imposta 2016 e successivi. Il provvedimento verrà sostituito da un nuovo decreto sugli indici di capacità contributiva, che potrà essere adottato dal Mef sentite l’Istat e le associazioni dei consumatori.
Il decreto estivo interviene anche sullo spesometro ed, in particolare, sul suo calendario, ossia l’invio all’Agenzia delle Entrate dei dati delle fatture emesse e ricevute nel 2018.
Per la trasmissione del terzo trimestre ci sarà tempo fino al 28 febbraio 2019, mentre le due scadenze per l’invio semestrale saranno 1° ottobre (il 30 settembre cade di domenica) e 28 febbraio 2019.

Si riporta il testo del:
. DECRETO-LEGGE 12 luglio 2018, n. 87: Disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese.


2. 17 LUGLIO 2018 - "Decreto Dignità" - Le proposte dei Consulenti del lavoro

Prima analisi della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro delle norme del Decreto Dignità.
Con la circolare n. 14/2018, la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro ha fornito le prime indicazioni sul Decreto Dignità (Decreto Legge 12 luglio 2018 n. 87), proponendo anche soluzioni migliorative del testo.

. Se vuoi saperne di più e vuoi scaricare il testo del documento, clicca QUI.


3. 30 LUGLIO 2018 - Il decreto-legge n. 87/2018 inizia l'iter parlamentare alla Camera

Il 30 luglio 2018 è iniziata, alla Camera dei Deputati, la discussione sulle linee generali del disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, recante disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese (C. 924​).

Dal comunicato della Camera dei Deputati del 27 luglio 2018 si evince che le Commissioni riunite hanno concluso l'esame del disegno di legge di conversione del D.L. n. 87/018 (c.d. "Decreto dignità"), apportando alcune modifiche che:
- cambiano la disciplina dei contratti di lavoro a termine, di somministrazione di lavoro e in materia di licenziamento illegittimo;
- intervengono nell'esecuzione di provvedimenti giurisdizionali riguardanti diplomati magistrali e prevedono una procedura concorsuale straordinaria per la copertura di parte dei posti vacanti e disponibili nella scuola dell'infanzia e nella scuola primaria;
- eliminano il termine massimo complessivo di durata previsto per i contratti a tempo determinato del personale della scuola, per la copertura di posti vacanti e disponibili;
- pongono condizioni e limiti alla delocalizzazione delle imprese;
- vietano la pubblicità su giochi e scommesse e innalzano la misura del prelievo erariale unico sulle vincite da apparecchi da gioco;
- ridefiniscono il regime giuridico e fiscale dello sport dilettantistico;
- ridisegnano il perimetro e i termini di alcuni adempimenti posti a carico dei contribuenti (redditometro, spesometro, split payment) e prorogano al 2018 il regime di compensazione per le cartelle esattoriali al 2018.

Per quanto concerne nello specifico il lavoro, in sede referente:
- è stato previsto che benché le modifiche si applichino ai contratti stipulati successivamente alla data di entrata in vigore del decreto (14 luglio 2018), per i rinnovi e le proroghe dei contratti a termine le modifiche si applicano solo per rinnovi e proroghe successive al 31 ottobre 2018;
- sono stati disciplinati i limiti quantitativi applicabili ai contratti di somministrazione a tempo determinato ed è stata configurata l'ipotesi di somministrazione fraudolenta.

Inoltre, sempre in sede referente, sono state introdotte alcune disposizioni in materia di prestazioni occasionali prevedendo, tra l'altro:
- che i prestatori autocertifichino la propria condizione all'atto della registrazione presso la piattaforma informatica INPS e che, nel settore agricolo, autocertifichino la non iscrizione, nell'anno precedente, negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli;
- che il divieto di ricorrere al contratto di prestazione occasionale (n.d.r. pagato attraverso i voucher) non si applichi alle aziende alberghiere e alle strutture ricettive che operano nel settore del turismo e hanno alle proprie dipendenze fino a otto lavoratori;
- l'ampliamento del novero dei soggetti tenuti a comunicare la data di inizio e il monte orario complessivo presunto, comprendendovi non solo l'imprenditore agricolo (come attualmente previsto), ma anche l'utilizzatore, l'azienda alberghiera o la struttura ricettiva che opera nel settore del turismo, nonché gli enti locali e stabilendo che per i suddetti soggetti l'arco temporale di riferimento della durata della prestazione non deve essere superiore a 10 giorni (in luogo dei 3 attualmente previsti);
- che sia esclusa l'applicazione della sanzione prevista in caso di violazione accertata di uno dei divieti di ricorso al contratto di prestazione occasionale, nel caso in cui la suddetta violazione derivi da informazioni incomplete o non veritiere contenute nelle autocertificazioni rese da talune tipologie di prestatori.

Ancora, è stata disposta una riduzione dei contributi previdenziali, in favore dei datori di lavoro privati, con riferimento alle assunzioni con contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato, effettuate nel biennio 2019-2020, di soggetti aventi meno di 35 anni e che non abbiano avuto, neppure con altri datori, precedenti rapporti di lavoro a tempo indeterminato.
La riduzione è applicata su base mensile, per un periodo massimo di 36 mesi, e la misura massima della riduzione è pari a 3.000 euro su base annua.

. Se vuoi consultare il comunicato della Camera e scaricare il testo di uno specifico dossier, clicca QUI.


4. 2 AGOSTO 2018 - La Camera approva la legge di conversione del decreto-legge n. 87/2018

La Camera dei deputati, con 312 voti favorevoli, 190 contrari e un astenuto, ha approvato il disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, recante disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese (C. 924). Il provvedimento passa ora all'esame del Senato.

Ecco in breve le novità.
- Bonus assunzioni
È prorogato fino al 2020 lo sgravio contributivo al 50% per le assunzioni a tempo indeterminato dei giovani sotto i 35 anni. Il bonus ha durata triennale ed ha un tetto massimo di 3.000 euro.

- Contratti a termine
La durata massima dei contratti a termine è fissata in 12 mesi, innalzabili a 24 mesi con l’apposizione di causali. Se non verranno indicate le causali dei rinnovi il contratto si trasformerà automaticamente in stabile. Ogni rinnovo fa scattare un incremento dello 0,5% che si aggiunge all’1,4% previsto dalla Legge Fornero. Tali novità diventeranno efficaci a partire dal 1° novembre prossimo. Sino ad allora si applicheranno le vecchie regole.

- Voucher
I buoni lavori, della durata massima di 10 giorni (contro gli attuali 3), potranno essere utilizzati dalle aziende agricole e da quelle alberghiere con non più di 8 dipendenti.

- Compensazioni crediti P.A.
Via libera alla possibilità di compensare i crediti verso la P.A. anche con i carichi affidati alla Riscossione fino al 31 dicembre 2017.

- Delocalizzazioni
Chi delocalizza l’impresa entro 5 anni deve restituire l’aiuto di Stato ricevuto con maggiorazione degli interessi. La misura è applicata anche in caso di trasferimento di beni agevolati con l’iper-ammortamento industria 4.0.

- Obblighi registrazione
È previsto l’esonero dalla registrazione delle fatture emesse e ricevute per chi ha optato per la fatturazione elettronica tramite Sid.

- Fatturazione elettronica
Il testo contiene la proroga al 1° gennaio 2019 dell’obbligo di fatturazione elettronica per i benzinai. La scheda carburanti potrà essere utilizzata fino al 31 dicembre di quest’anno purché i pagamenti siano tracciabili.

. Se vuoi scaricare il testo del disegno di legge approvato dalla Camera dei deputati (C924) e trasmesso al Senato (S 741), clicca QUI.


5. 7 AGOSTO 2018 - Il Senato definitivamente la legge di conversione del decreto-legge n. 87/2018

Con 155 voti favorevoli, 125 contrari e un astenuto, l'Assemblea di Palazzo Madama, martedì 7 agosto, ha approvato definitivamente il ddl di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, recante disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese (A.S. 741), incardinato nella seduta di lunedì 6 agosto.
Le Commissioni riunite Finanze e Lavoro avevano concluso l'esame del provvedimento, in sede referente, senza conferire mandato ai relatori e, pertanto, ai sensi dell'articolo 44 del Regolamento, il disegno di legge é stato esaminato ed approvato dall'Aula nel testo licenziato dalla Camera.
Si attende ora la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

. Se vuoi scaricare il testo di Dossier di documentazione, clicca QUI.


6. 11 AGOSTO 2018 - Pubblicata la legge n. 96/2018 di conversione del decreto-legge n. 87/2018

E' stata pubblicata, sulla Gazzetta Ufficiale n. 186 del 11 agosto 2018, la LEGGE 9 agosto 2018, n. 96, recante "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, recante disposizioni urgenti per la dignita' dei lavoratori e delle imprese".


DECRETO SICUREZZA
D.L. N. 113/2018 CONVERTITO DALLA L. N. 132/2018


1. 23 OTTOBRE 2018 - Pubblicato il decreto-legge n. 113/2018 - "Decreto sicurezza"

E' stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 231 del 4 ottobre 2010, il Decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, recante "Disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonche' misure per la funzionalita' del Ministero dell'interno e l'organizzazione e il funzionamento dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalita' organizzata".

Il decreto si compone di tre Titoli:br> - il primo si occupa di riforma del diritto d'asilo e della cittadinanza,
- il secondo di sicurezza pubblica, prevenzione, contrasto della criminalità organizzata e - il terzo di amministrazione e gestione dei beni sequestrati e confiscati alla mafia.

Il Decreto prevede in sintesi:
• l'abolizione della protezione umanitaria; • lìestensione del trattenimento nei Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr);
• più fondi per i rimpatri;
• la revoca o diniego della protezione internazionale e dello status di rifugiato;
• la esclusione dal registro anagrafico dei richiedenti asilo. restrizione del sistema di accoglienza;
• la riforma della cittadinanza
.

. Se vuoi scaricare il testo del D.L. n. 113/2018, clicca QUI.


MODIFICHE ALLA LEGGE 5 FEBBRAIO 1992, N. 91 SULLA CITTADINANZA

I punti essenziali

Con l'articolo 14 del Decreto Legge 4 ottobre 2018, n. 113 (entrato in vigore il 5 ottobre u.s.), sono state apportate alcune importanti modifiche alla Legge sulla cittadinanza del 5 febbraio 1992, n. 91:
- all'articolo 8 e' stato abrogato il 2 comma, che prevedeva l'impossibilita' - per il Ministero dell'Interno - di procedere al rigetto dell'istanza di conferimento della cittadinanza per matrimonio, ove fossero decorsi due anni dall'istanza stessa;
- all'articolo 9 bis, il versamento dell'importo di euro duecento previsto per le istanze e dichiarazioni in materia di cittadinanza e' stato sostituito con il versamento di euro duecentocinquanta (euro 250);
- dopo l'articolo 9 bis, e' stato aggiunto l'articolo 9 ter, che estende il termine di definizione dei procedimenti di cui agli articoli 5 e 9 a quarantotto mesi dalla data di presentazione della domanda.
In particolare, si attira l'attenzione sulle importanti disposizioni di cui all'articolo 9-ter comma 2, che prevedono l'estensione a 48 mesi per la definizione del procedimento di RICONOSCIMENTO della cittadinanza.
Le suddette modifiche si applicano a tutti i procedimenti di conferimento della cittadinanza in corso alla data di entrata in vigore del Decreto Legge.

Circolare del Ministero dell'interno

Il Ministero dell'Interno - Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione - Direzione Centrale per i diritti civili, la cittadinanza e le minoranze, ha emanato la circolare 16 ottobre 2018, Prot. 0007132, recante "Decreto Legge 4 ottobre 2018, n.113. Modifiche in materia di cittadinanza. Contributo di 250 Euro.

. Se vuoi scaricare il testo della circolare, clicca QUI.


2. 27 NOVEMBRE 2018 - La Camera vota la fiducia sul D.L. n. 113/2018 - "Decreto sicurezza"

La Camera, con 336 voti favorevoli e 249 contrari, ha votato la questione di fiducia posta dal Governo sull'approvazione, senza emendamenti ed articoli aggiuntivi, dell'articolo unico del disegno di legge, già approvato dal Senato, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, recante disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonché misure per la funzionalità del Ministero dell'interno e l'organizzazione e il funzionamento dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata.

Nel Decreto sono contenute disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, di sicurezza pubblica, nonché misure per la funzionalità del ministero dell'Interno e l'organizzazione e il funzionamento dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata.
E’ inclusa anche una delega, al Governo, in materia di riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze di polizia e delle Forze armate.

Misure su immigrazione

Tra le principali novità in tema di immigrazione si ricorda:
- l'abrogazione della protezione umanitaria con sostituzione di permessi speciali temporanei (in caso di condizioni di salute di eccezionale gravità, situazioni contingenti di calamità nel Paese di origine, atti di particolare valore civile);
- l'ampliamento del novero dei reati che, in caso di condanna definitiva, comportano il diniego o la revoca della protezione internazionale;
- l'estensione, da 90 a 180 giorni, della durata massima del trattenimento nei Centri di permanenza per il rimpatrio e ampiamento dei casi per disporre il trattenimento degli stranieri;
- la previsione di revoca della cittadinanza acquisita per matrimonio o naturalizzazione o concessa allo straniero nato e residente in Italia fino alla maggiore età, in caso di condanna definitiva per reati di terrorismo ed eversione;
- una stretta sul sistema SPRAR, a cui potranno accedere soltanto i titolari di protezione internazionale e i minori non accompagnati e non anche, come in precedenza, i richiedenti asilo.

Novità di sicurezza pubblica

Per quel che concerne il settore della sicurezza pubblica, il testo interviene prevedendo:
- l’ampliamento dell’ambito applicativo del DASPO urbano (esteso anche a presidi sanitari, fiere, mercati e spettacoli pubblici);
- l’estensione dei controlli attraverso dispositivi elettronici, come il braccialetto elettronico, per particolari fattispecie di reato (come maltrattamenti e stalking) nonché delle ipotesi di reato che consentono provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare;
- l'inasprimento delle pene in caso di occupazioni arbitrarie di immobili;
- la previsione del reato di esercizio molesto dell'accattonaggio;
- la punibilità, come illecito penale, del blocco stradale e dell'ostruzione o ingombro di strade ferrate;
- l'inasprimento del trattamento sanzionatorio per le condotte degli appaltatori che facciano ricorso a meccanismi di subappalto illeciti;
- l'ampiamento della sperimentazione del taser presso le polizie municipali;
- l'aumento delle risorse per l'installazione di sistemi di videosorveglianza da parte dei comuni;
- il rafforzamento dell’Agenzia nazionale per i beni confiscati alla mafia.

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3. 3 DICEMBRE 2018 - La legge di convesrione n. 132/2018 del D.L. n. 113/2018 sulla Gazzetta Ufficiale

E' stata pubblicata, sulla Gazzetta Ufficiale n. 281 del 3 dicembre 2018, la LEGGE 1 dicembre 2018, n. 132, recante "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, recante disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonche' misure per la funzionalita' del Ministero dell'interno e l'organizzazione e il funzionamento dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalita' organizzata. Delega al Governo in materia di riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze di polizia e delle Forze armate".

La legge di conversione del D.L. n. 113/2018 si articola in 40 articoli suddivisi nei seguenti 4 Titoli:
- Titolo I (artt. 1-15) – Disposizioni in materia di rilascio di speciali permessi di soggiorno temporanei per esigenze di carattere umanitario nonché in materia di protezione internazionale e di immigrazione;
- Titolo II (artt. 16-31) – Disposizioni in materia di sicurezza pubblica, prevenzione e contrasto al terrorismo e alla criminalità mafiosa;
- Titolo III (artt. 32-38) – Disposizioni per la funzionalità del Ministero dell’Interno nonché sull’organizzazione e il funzionamento dell’agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata;
- Titolo IV (artt. 39-40) – Disposizioni finanziarie e finali.


LEGGE ANTICORRUZIONE
L. N. 3/2019


1. 22 NOVEMBRE 2018 - Via libera della Camera al disegno di legge anticorruzione

L’Aula della Camera ha dato il via libera al Disegno di legge anticorruzione con 288 voti favorevoli e 143 contrari (12 gli astenuti).
Il disegno di legge con le misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione e per la trasparenza dei partiti e movimenti politici è stato integrato, in prima lettura, con la riforma dei tempi della sospensione della prescrizione.
Tra le misure previste dal testo il “Daspo” per i corrotti e l’utilizzo di agente “sotto copertura” nelle indagini. Nel provvedimento rientra anche la riforma della prescrizione - con lo stop dopo il primo grado in vigore dal 2020 - introdotta con un emendamento M5S dopo un braccio di ferro tra i vicepremier Di Maio e Salvini.
In arrivo anche l’obbligo di pubblicazione delle donazioni ai partiti superiori ai 500 euro e dei cv e certificati penali dei candidati alle elezioni.
Il provvedimento passa ora all’esame Senato dove, è stato preannunciato, verrà corretta la norma relativa al peculato ripristinando così il testo licenziato dalle Commissioni (dovrebbe pertanto risultare neutralizzata la modifica apportata con un voto segreto dall’Assemblea di Montecitorio).


2. 13 DICEMBRE 2018 - Via libera del Senato al disegno di legge anticorruzione

Via libera al maxiemendamento interamente sostitutivo del ddl anticorruzione (A.S. n. 955, già approvato dalla Camera), sull'approvazione del quale il Governo aveva posto la questione di fiducia nella seduta del 12 dicembre.
In data 13 dicembre 2018 è stato approvato al Senato, con 162 voti a favore, 119 i contrari e un'astensione, il maxiemendamento sostitutivo del disegno di legge anticorruzione, recante "Misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione, nonché in materia di prescrizione del reato e in materia di trasparenza dei partiti e movimenti politici".
Il testo adesso torna alla Camera per l'approvazione definitiva.

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3. GENNAIO 2019 - Pubblicata la L, n. 3/2019 - Legge anticorruzione

E' stata pubblicata, sulla Gazzetta Ufficiale n. 13 del 16 gennaio 2019, la Legge 9 gennaio 2019, n. 3, recante "Misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione, nonché in materia di prescrizione del reato e in materia di trasparenza dei partiti e movimenti politici".
Il provvedimento entrerà in vigore il 31 gennaio 2019.

La novità più importante del provvedimento è in materia di prescrizione, che viene sospesa dopo la sentenza di primo grado, in caso di condanna o assoluzione.
Attraverso la modifica degli artt. 158, 159 e 160 del Codice Penale, la legge sospende poi il corso della prescrizione dalla data di pronuncia della sentenza di primo grado (sia di condanna che di assoluzione) o dal decreto di condanna, fino alla data di esecutività della sentenza che definisce il giudizio o alla data di irrevocabilità del citato decreto.
La riforma della prescrizione entrerà in vigore dal 1 gennaio 2020,

Altra novità è quella relativa alla cosiddetta "Daspo per corrotti e corruttori"
Si introduce la misura del c.d. "Daspo" a vita per corrotti e corruttori, ovvero l’incapacità a vita di contrattare con la pubblica amministrazione (per i soggetti privati, in particolare per gli imprenditori) e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici per i pubblici ufficiali.
In particolare viene modificato l’art. 32 quater del Codice Penale, stabilendo dei reati contro la P.A. nei quali alla condanna consegue l’incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione.

Le altre misure della Legge Anticorruzione riguardano:
- l'innalzamento delle pene per i reati di corruzione per l’esercizio della funzione;
- la possibilità di utilizzare anche per i reati di corruzione la figura dell’Agente sotto copertura;
- l'introduzione di sconti di pena e di una speciale clausola di non punibilità per chi denuncia volontariamente e fornisce indicazioni utili per assicurare la prova del reato e individuare eventuali responsabili;
- viene eliminata la possibilità di restare anonimi per chi fa donazioni a partiti, fondazioni o altri organismi politici: ogni donazione superiore ai 500 euro dovrà essere trasparente, con pubblicazione del nome del donatore.
Il testo della legge viene riportato nei Riferimenti normativi.


DECRETO SBLOCCA CANTIERI
D.L. N. 32/2109 - CONVERTITO NELLA L. N. 55/2019

1. 18 APRILE 2019 - Pubblicato il D.L. n. 32/2019

E' stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 92 del 18 aprile 2019, il DECRETO-LEGGE 18 aprile 2019, n. 32 recante "Disposizioni urgenti per il rilancio del settore dei contratti pubblici, per l'accelerazione degli interventi infrastrutturali, di rigenerazione urbana e di ricostruzione a seguito di eventi sismici".
Il decreto legge n. 32/2019, meglio conosciuto come “Sblocca cantieri”, è stato oggetto di un percorso accelerato: approvato dal Consiglio dei Ministri nella seduta pomeridiana del 17 aprile, dopo la firma del Presidente della Repubblica è comparso nella Gazzetta Ufficiale del 18 aprile.
Il provvedimento introduce in via d’urgenza disposizioni normative:
- per il rilancio del settore dei contratti pubblici,
- per l’accelerazione degli interventi infrastrutturali,
- in tema di rigenerazione urbana,
- preordinate alla ricostruzione dopo alcuni eventi tellurici occorsi in aree distinte della penisola.

Contrattazione pubblica e appalti
Le disposizioni dedicate alla contrattazione pubblica modificano il Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. n. 590 del 2016), nella finalità di semplificare le procedure di gara e di aggiudicazione degli appalti.
Come è stato illustrato nel comunicato stampa che ha accompagnato il provvedimento, le misure in questione hanno tenuto conto degli esiti dell’apposita consultazione pubblica aperta dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Tra le novità si leggono:
- istituzione di un regolamento unico che sostituisce le linee guida ANAC, entro il quale saranno radunati i provvedimenti attuativi del Codice dei contratti pubblici;
- diminuzione degli oneri informativi già in capo agli enti;
- facoltà di affidare le opere di manutenzione in base al progetto definitivo, trascurando l'avvenuta redazione e approvazione del progetto esecutivo (con l’eccezione delle operazioni di manutenzione straordinaria su parti strutturali);
- agevolazione e accelerazione degli iter di aggiudicazione per gli appalti di importo sotto soglia comunitaria, rispetto ai quali si applicherà il criterio del prezzo più basso;
- facoltà, per le stazioni appaltanti, in ipotesi di indisponibilità di esperti iscritti nell’albo tenuto dall’ANAC, di nominare la commissione di gara solo parzialmente;
- riapertura dei lavori per talune opere pubbliche di impatto strategico;
- esclusione dalla gara di appalto degli operatori economici non in regola col pagamento di imposte, tasse, contributi previdenziali;
- sostegno ai lavori di “rigenerazione urbana”, intendendosi per tali gli interventi di demolizione e ricostruzione.
Il testo del decreto-legge viene riportato nei Riferimenti normativi.


2. 6 GIUGNO 2019 - Il Senato approva il DdL di conversione del D.L. n. 32/2019

Con 142 voti favorevoli, 94 contrari e 17 astensioni, l'Assemblea di Palazzo Madama ha approvato il DdL di conversione del decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32, per il rilancio del settore dei contratti pubblici, per l'accelerazione degli interventi infrastrutturali, di rigenerazione urbana e di ricostruzione a seguito di eventi sismici (A.S. n. 1248).
Il testo passa ora alla Camera per l'approvazione definitiva.

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3. 17 GIUGNO 2019 - Pubblicata la legge di conversione del D.L. n. 32/2019

E' stata pubblicata, sulla Gaszzetta Ufficiale n. 140 del 17 giugno 2019, la LEGGE 14 giugno 2019 , n. 55, recante "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32, recante disposizioni urgenti per il ri-lancio del settore dei contratti pubblici, per l’accelerazione degli interventi infrastrutturali, di rigenerazione urbana e di ricostruzione a seguito di eventi sismici".


DECRETO CRESCITA
D.L. N. 34/2019 CONVERTITO DALLA L. N. 58/2019

1. 30 APRILE 2019 - Pubblicato il D.L. n. 34/2019 - Decreto crescita

E' stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 100 del 30 aprile 2019, il DECRETO-LEGGE 30 aprile 2019, n. 34, recante "Misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi".

Il D.L. n. 34/2019 (c.d. "Decreto Crescita"), in vigore dal 1° maggio 2019, contiene una serie di misure finalizzate al rilancio economico del Paese e disciplina le seguenti tematiche:
- “decommercializzazione” estesa agli enti associativi assistenziali,
- modifiche alla legge di bilancio per consentire il nuovo regime di rimborso per i risparmiatori danneggiati dalle banche,
- servizi da società in house anche per l’ANPAL,
- gestione degli enti del Terzo settore maggiormente semplificata,
- riduzione progressiva dell’IRES per gli utili lasciati in azienda, dal 24% al 20,5%, nel 2022,
- aumento della deducibilità Imu sui capannoni che aumenta quest'anno dal 40 al 50% e successivamente, nel 2020, fino al 60%,
- tutela del made in Italy e introduzione del "marchio storico di interesse nazionale" per persone fisiche o giuridiche con marchio d’impresa vecchio almeno 50 anni,
- ingresso del Ministero dell'economia nel capitale sociale della “Nuova Alitalia”, mediante estensione a tempo indeterminato del prestito “ponte», oltre alla trasformazione degli interessi in capitale della compagnia,
- gestione commissariale per il piano di rientro del debito pregresso del Comune di Roma Capitale,
- obbligo di fatturazione elettronica tra Italia e Repubblica di San Marino.

Rifinanziamento alla Nuova Sabatini
Stanziati 10 milioni per l’anno in corso, oltre ad ulteriori 70 milioni per il prossimo quinquennio in favore del regime Nuova Sabatini. Per beneficiare delle risorse, le imprese hanno l’onere di sottoscrivere un aumento di capitale sociale, finalizzato alla crescita della dimensione dell’impresa, da versare in plurime quote, ed in corrispondenza delle scadenze del piano di ammortamento del finanziamento. Il contributo statale equivale all’importo complessivo degli interessi su un finanziamento bancario misurato in via convenzionale:
- 5% per le micro e piccole imprese,
- 3,575% per le medie imprese.
Il testo del decreto-legge viene riportato nei Riferimenti normatgivi.


2. 27 GIUGNO 2019 - Il Senato approva in via definitiva il DdL di conversione del D.L. n. 34/2019 - Decreto crescita

L''Assemblea di Palazzo Madama, giovedì 27 giugno, ha rinnovato la fiducia al Governo approvando definitvamente il ddl di conversione, con modificazioni, del decreto-legge n. 34, recante misure urgenti di crescita economica, nel testo licenziato dalla Camera dei deputati (A.S. 1354).

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3. 29 GIUGNO 2019 - Pubblicata la legge di conversione del D.L. n. 34/2019 -

E' stata pubblicata, sulla Gazzetta Ufficiale n. 151 del 29 giugno 2019 - Suppl. Ordinario n. 26, la LEGGE 28 giugno 2019, n. 58, recante "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, recante misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi".
Il testo del D.L. coordinato con le modifiche apportate dalla legge di conversione viene riportato nei Riferimenti normativi.

3.1. I CONTENUTI DELLA LEGGE - Alcuni approfondimenti

3.1.1. Art. 12-quinquies, commi 3 e 4 - Proroga dei termini di pagamento al 30 settembre 2019

Per i soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA), i termini dei versamenti risultanti dalle dichiarazioni dei redditi, da quelle in materia di imposta regionale sulle attività produttive, di cui all'articolo 17 del D.P.R. 7 dicembre 2001, n. 435, nonchè dell'imposta sul valore aggiunto, che scadono dal 30 giugno al 30 settembre 2019, sono prorogati al 30 settembre 2019.
Chiarimenti sull’ambito soggettivo di applicazione di tale disposizione sono giunti dall’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 64 del 28 giugno 2019.
La proroga si applica anche ai soggetti che partecipano a società, associazioni e imprese aventi i medesimi requisiti.
La proroga, oltre riguardare i versamenti relativi alle dichiarazioni dei redditi, IRAP e IVA, riguarda anche il versamento del diritto annuale dovuto alla Camera di Commercio per l’anno 2019.

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3.1.2. Art. 13-quater - ATTIVITA’ RICETTIVE e LOCAZIONI BREVI - Istituita la Banca dati delle strutture ricettive e affitti brevi - Nuovi obblighi e adempimenti

La legge di conversione – in vigore dal 30 giugno 2019 - ha introdotto nel decreto-legge una norma, l'articolo 13-quater, che detta nuove disposizioni in materia di locazioni brevi e attività ricettive.

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3.1.3. Art. 30-ter - Agevolazioni per la riapertura e l’ampliamento di attività commerciali, artigianali e di servizi nei territori di Comuni con popolazione fino a 20mila abitanti

A partire dal 1° gennaio del 2020, prevista la concessione di agevolazioni per incoraggiare la riapertura o l'ampliamento di esercizi commerciali chiusi da almeno sei mesi, che possano contribuire a rivitalizzare i tessuti economici locali dei piccoli Comuni.
A gestirle saranno direttamente i Comuni, tra i quali il Viminale ripartirà il budget annuale di concerto con il Ministero dell'Economia e delle Finanze.
Gli esercizi commerciali interessati sono quelli situati nei territori di comuni con popolazione fino a 20.000 abitanti.
E’ quanto previsto dall’articolo 30-ter, introdotto dalla L. n. 58 del 28 giugno 2019, di conversione del D.L. n. 34 del 30 aprile 2019 (c.d. “Decreto Crescita”).

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3.1.4. Art. 43 - Comma 4-bis - TERZO SETTORE e IMPRESE SOCIALI - Adeguamenti statutari - Proroga al 30 giugno 2020 - I soggetti interessati

Proroga dal 3 agosto 2019 al 30 giugno 2020 del termine entro cui le bande musicali, le ONLUS, le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale potranno adeguare i loro statuti al Codice del Terzo settore con maggioranze semplificate, ossia con le maggioranze previste per le deliberazioni dell’assemblea ordinaria.
Stessa proroga prevista anche per le imprese sociali, per conformare, con forme e modalità agevolate, gli statuti alla nuova normativa dettata dal D.Lgs. 112/2017.
Sono queste le due principali novità in tema di adeguamenti statutari alla riforma del terzo settore, introdotte dal comma 4-bis dell’art. 43 della L. n. 58 del 28 giugno 2019, di conversione del D.L. n. 34 del 30 aprile 2019.

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3.1.5. VERIFICHE PERIODICHE - Nuove disposizioni in materia di metrologia legale dettate dal D.L. n. 34/2019 - Progoga al 30 giugno 2020

Prorogato al 30 giugno 2020 il periodo transitorio di cui all’art. 18, comma 2, del D.M. 21 aprile 2017, n. 93, che si ricorda essere terminato il 18 marzo scorso.. Lo ha disposto l'articolo 42 del D.L. 30 aprile 2019, n. 34 (c.d. "Decreto crescita"), convertitro dalla L. n. 58/2019 - In vigore dal 30 giugno 2019.

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DECRETO "CURA ITALIA"
D.L. N. 18/2020

1. 17 MARZO 2020 - Pubblicato il D.L. n. 18/2020 - c.d. Decreto "Cura Italia"

E’ stato pubblicato, in edizione straordinaria sulla Gazzetta Ufficiale n. 70 del 17 marzo 2020, il Decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, recante “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19”.
Il decreto – in vigore dal 17 marzo 2020 – interviene, come si legge dal comunicato stampa del Governo, con provvedimenti su quattro fronti principali e altre misure settoriali:
1) finanziamento e altre misure per il potenziamento del Sistema sanitario nazionale, della Protezione civile e degli altri soggetti pubblici impegnati sul fronte dell’emergenza;
2) sostegno all’occupazione e ai lavoratori per la difesa del lavoro e del reddito;
3) supporto al credito per famiglie e micro, piccole e medie imprese, tramite il sistema bancario e l’utilizzo del fondo centrale di garanzia;
4) sospensione degli obblighi di versamento per tributi e contributi nonché di altri adempimenti fiscali ed incentivi fiscali per la sanificazione dei luoghi di lavoro e premi ai dipendenti che restano in servizio.

Smart working come modalità ordinaria di svolgimento della prestazione; sospensione dei concorsi per 60 giorni; differimenti dei termini amministrativi e proroga della validità dei documenti. Sono queste le diverse le misure di interesse per le pubbliche amministrazioni contenute nel decreto “Cura Italia”.
Il provvedimento conferma la centralità del lavoro agile. L’obiettivo è quello di potenziare ai massimi livelli possibili l’utilizzo di questa forma organizzativa, limitando la presenza negli uffici pubblici alle sole attività “indifferibili” che non possono essere svolte da remoto.
L’emergenza coronavirus sta accelerando una rivoluzione, un cambiamento strutturale che va incoraggiato, seguito e monitorato con attenzione, come mai accaduto finora. A supporto delle Amministrazioni Pubbliche, che stanno sempre più puntando sul lavoro agile, il Dipartimento della Funzione pubblica raccoglierà e aggiornerà continuamente documenti e norme di riferimento, dati, strumenti e indicazioni sulle migliori modalità tecniche e organizzative per adottare e implementare lo smart working nelle Pubbliche Amministrazioni.
Il testo del decreto-legge viene riportato nei Riferimenti normativi.

. Se vuoi approfondire i contenuti consultando il comunicato stampa del Governo, clicca QUI.

. Se vuoi conoscere le misure e i numeri dal sito del Ministero dell'Economia e delle Finanze, clicca QUI.

. Se vuoi conoscere le misure del Ministero del Lavoro contenute nel decreto-legge, clicca QUI.

. Se vuoi approfondire i contenuti consultando il sito del Ministero dello Sviluppo Economico, clicca QUI.

. Se vuoi approfondire i contenuti d'interesse del Ministero dell'Interno e scaricare il testo della circolare del 18 marzo 2020 indirizzata ai Prefetti, clicca QUI.

. Se vuoi conoscere le misure fiscali illustrate dall'Agenzia delle Entrate, clicca QUI.


1.1. STRUTTURA DEL DECRETO-LEGGE

Il decreto consta di 127 articoli e si suddivide in 5 Titoli.
Il Titolo I - Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale (artt. 1 - 18), reca disposizioni per il potenziamento del Servizio sanitario nazionale in termini di risorse finanziarie e umane nonché delle reti di assistenza territoriale.

Il Titolo II - Misure a sostegno del lavoro (artt. 19 - 48) contiene misure finalizzate ad assicurare un sostegno a tutti i lavoratori, con norme speciali in tema di ammortizzatori sociali e di riduzione dell’orario di lavoro.

Il Titolo III - Misure a sostegno della liquidità attraverso il sistema bancario (art. 49 - 59) introduce misure di sostegno finanziario alle imprese al fine di garantire alle stesse la necessaria liquidità per far fronte all’emergenza.

Il Titolo IV - Misure fiscali a sostegno della liquidità delle famiglie e delle imprese (artt. 60 - 71) reca disposizioni in materia fiscale, prevedendo, tra l’altro, per i settori più colpiti, la sospensione dei versamenti o il differimento delle scadenze. Sono previsti, altresì, incentivi e contributi per gli interventi di sanificazione e di aumento della sicurezza sui luoghi di lavoro.

Il Titolo V - Ulteriori disposizioni (artt. 72 - 127) per numerosi ambiti applicativi, reca ulteriori misure ritenute necessarie per fronteggiare l’emergenza.


1.2. I CONTENUTI DEL DECRETO-LEGGE - Alcuni approfondimenti

Tantissimi siono gli argomenti trattati dal decreto. Noi abbiamo voluto approfondire i punti che seguono.

1.2.1. Deroga delle norme in materia di riconoscimento delle qualifiche professionali sanitarie - Possibile l’esercizio temporaneo per abilitati all’estero (UE)

All’articolo 13 vengono dettate norme in materia di “Deroga delle norme in materia di riconoscimento delle qualifiche professionali sanitarie”.
Per la durata dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, in deroga agli articoli 49 e 50 del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394 (recante “Regolamento recante norme di attuazione del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, a norma dell'articolo 1, comma 6, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286”) e successive modificazioni, e alle disposizioni di cui al decreto legislativo 6 novembre 2007 n. 206 (recante “Attuazione della direttiva 2005/36/CE relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali, nonche' della direttiva 2006/100/CE che adegua determinate direttive sulla libera circolazione delle persone a seguito dell'adesione di Bulgaria e Romania”) e successive modificazioni, è consentito l'esercizio temporaneo di qualifiche professionali sanitarie ai professionisti che intendono esercitare sul territorio nazionale una professione sanitaria conseguita all’estero regolata da specifiche direttive dell’Unione europea.
La disposizione – si legge nella Relazione illustrativa - è finalizzata a consentire, in deroga alle norme che disciplinano le procedure per il riconoscimento delle qualifiche professionali sanitarie conseguite in un Paese dell’Unione europea o in Paesi terzi, l'esercizio temporaneo di tali qualifiche da parte di professionisti che intendono esercitare sul territorio nazionale una professione sanitaria conseguita all’estero regolata da specifiche direttive dell’Unione europea. Con tale deroga, prevista soltanto per il periodo di durata dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, si intende fornire alle Regioni e Province autonome la possibilità di poter far fronte con celerità alle carenze di personale sanitario.
A tal fine, gli interessati dovranno presentare una istanza, corredata di un certificato di iscrizione all'Albo del Paese di provenienza, alle Regioni e Province autonome, le quali potranno così procedere al reclutamento temporaneo di tali professionisti ai sensi degli articoli 1 e 2 del decreto legge 9 marzo 2020, n. 14 (recante “Disposizioni urgenti per il potenziamento del Servizio sanitario nazionale in relazione all'emergenza COVID-19”), nei limiti delle risorse previste dal medesimo decreto legge.

1.2.2. Disposizioni straordinarie per l’autorizzazione alla produzione di mascherine chirurgiche e dispositivi di protezione individuale

All’articolo 15 vengono dettate norme straordinarie in materia di produzione di mascherine chirurgiche e dispositivi di protezione individuale.
Fermo quanto previsto dall’articolo 34 del decreto-legge 2 marzo 2020, n. 9, per la gestione dell’emergenza COVID-19, e fino al termine dello stato di emergenza di cui alla delibera del Consiglio dei ministri in data 31 gennaio 2020, è consentito produrre, importare e immettere in commercio mascherine chirurgiche e dispositivi di protezione individuale in deroga alle vigenti disposizioni (comma 1).
Due sono gli adempimenti richiesti: uno presso l’Istituto superiore di sanità (ISS) e uno presso l’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (INAIL).
1) I produttori e gli importatori delle mascherine chirurgiche e coloro che li immettono in commercio i quali intendono avvalersi della deroga ivi prevista, inviano all’Istituto superiore di sanità una autocertificazione nella quale, sotto la propria esclusiva responsabilità, attestano le caratteristiche tecniche delle mascherine e dichiarano che le stesse rispettano tutti i requisiti di sicurezza di cui alla vigente normativa.
Entro e non oltre 3 giorni dalla citata autocertificazione le aziende produttrici e gli importatori devono altresì trasmettere all’Istituto superiore di sanità (ISS) ogni elemento utile alla validazione delle mascherine chirurgiche oggetto della stessa. L’Istituto superiore di sanità, nel termine di 3 giorni dalla ricezione di quanto indicato sopra, si pronuncia circa la rispondenza delle mascherine chirurgiche alle norme vigenti (comma 2).
2) I produttori, gli importatori dei dispositivi di protezione individuale e coloro che li immettono in commercio, i quali intendono avvalersi della deroga ivi prevista, inviano all’INAIL una autocertificazione nella quale, sotto la propria esclusiva responsabilità, attestano le caratteristiche tecniche dei citati dispositivi e dichiarano che gli stessi rispettano tutti i requisiti di sicurezza di cui alla vigente normativa.
Entro e non oltre 3 giorni dalla citata autocertificazione le aziende produttrici e gli importatori devono altresì trasmettere all’INAIL ogni elemento utile alla validazione dei dispositivi di protezione individuale oggetto della stessa.
L’INAIL, nel termine di 3 giorni dalla ricezione di quanto appena indicato, si pronuncia circa la rispondenza dei dispositivi di protezione individuale alle norme vigenti (comma 3).
3) Qualora all’esito della valutazione da parte dell’ISS e dell’INAIL i prodotti risultino non conformi alle vigenti norme, il produttore ne cessa immediatamente la produzione e all’importatore è fatto divieto di immissione in commercio.

Autorizzata quindi l’immissione nel mercato di prodotti senza marchio CE. In questi casi ovviamente chi immette in commercio tali mascherine senza marchio CE non commetterebbe il reato di frode in commercio, mancando l’elemento oggettivo della mancata conformità del prodotto a standard minimi di qualità, che sarebbero comunque garantiti dal controllo dell’Istituto Superiore della Sanità, accorciando i tempi delle lunghe e farraginose procedure di standard qualitativi CE, non essendo possibile attendere dovendosi garantire l’autosufficienza di tali beni di prima necessità.
Scatta in ogni caso la frode in commercio qualora vengano vendute mascherine non conformi. Infatti, qualora, per l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e per l’INAIL le mascherine prodotte non rispettino le norme vigenti, poste a presidio dello standard qualitativo minimo necessario per essere utilizzate e qualora tali mascherine, nonostante la valutazione negativa, che impone di cessare immediatamente la produzione, venissero immesse nel mercato, scatta il reato di frode in commercio.
La norma in esame è finalizzata a far fronte alla situazione emergenziale da COVID-19 connotata dalla oggettiva e grave carenza di mascherine chirurgiche e prevede, limitatamente al periodo dell’emergenza, la possibilità di mettere in commercio le menzionate mascherine anche in deroga alle vigenti disposizioni in materia. Tuttavia, al fine di avvalersi della suddetta deroga, prevede che il produttore autocertifichi sotto la propria responsabilità che la produzione ed il prodotto siano conformi alla normativa vigente sugli standard di sicurezza.
La norma continua prevedendo che l’ISS intervenga comunque nel processo valutativo entro e non oltre i 3 giorni dalla acquisizione dell’autocertificazione da parte del produttore.

1.2.3. Disposizioni in materia di Terzo settore - Proroga dei termini di adeguamento e di approvazione dei bilanci

L’articolo 35 reca “Disposizioni in materia di terzo settore” prevedendo, ai commi 1 e 2, il differimento di una serie di termini al fine di prevenire gli effetti negativi dell’emergenza epidemiologica in atto e delle conseguenti misure di contenimento e gestione adottate, sulla funzionalità degli enti del Terzo settore, che impediscono l’organizzazione, la convocazione e lo svolgimento delle assemblee degli enti del terzo settore. In concreto si prevede la proroga al 31 ottobre 2020:
a) del termine per l’adeguamento di ONLUS, di Organizzazioni di Volontariato, di Associazioni di promozione sociale alla nuova disciplina del codice del terzo settore;
b) dei termini per l’adeguamento imprese sociali alla nuova disciplina D.Lgs. n. 112 del 2017.
La previsione di cui al comma 3 risponde alla medesima finalità relativamente all’approvazione dei bilanci delle organizzazioni considerate, nel periodo transitorio, enti del terzo settore, ai sensi dell’articolo 101, comma 3 del D.Lgs. n. 117/2017, con riferimento a quelle per le quali la scadenza del termine di approvazione dei bilanci ricada entro il periodo emergenziale.
Pertanto, per l’anno 2020, le organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS) di cui all'articolo 10, del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460 iscritte negli appositi registri, le organizzazioni di volontariato iscritte nei registri regionali e delle province autonome di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266, e le associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale, regionali e delle province autonome di Trento e Bolzano di cui all'articolo 7 della legge 7 dicembre 2000, n. 383, per le quali la scadenza del termine di approvazione dei bilanci ricade all’interno del periodo emergenziale, come stabilito dalla delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020, possono approvare i propri bilanci entro 31 ottobre 2020, anche in deroga alle previsioni di legge, regolamento o statuto. In concreto, considerando che lo stato di emergenza di cui alla citata deliberazione del 31 gennaio 2020 ha la durata di sei mesi, la disposizione concede agli enti un congruo termine per il completamento dell’adempimento in questione successivamente alla conclusione del periodo emergenziale.

1.2.4. Credito d’imposta per le locazioni commerciali

L’articolo 65, reca disposizioni in merito al riconoscimento di un credito d’imposta nella misura del 60% dell’ammontare del canone di locazione, relativo al mese di marzo 2020, di immobili rientranti nella categoria catastale C/1 (negozi e botteghe), al fine di contenere gli effetti negativi derivanti dalle misure di prevenzione e contenimento connesse all’emergenza epidemiologica da corona virus Covid-19.
Dunque, sotto il profilo soggettivo, la disposizione è destinata ad esplicare i suoi effetti esclusivamente nei confronti dei soggetti che esercitano un’attività d’impresa, restando esclusi coloro che esercitano arti e professioni (c.d. “liberi professionisti”).
Per quanto riguarda invece gli aspetti oggettivi, l’agevolazione si riferisce alle “locazioni”, senza fare riferimento ad alcuna specifica tipologia di contratto di locazione, di immobili in categoria C/1. È evidente quindi che ai soggetti che esercitano un’attività d’impresa utilizzando un immobile in categoria C/1 in base ad un titolo giuridico diverso dalla locazione non spetterà alcun credito d’imposta. Non è, pertanto, prevista alcuna agevolazione nel caso di immobili C/1 utilizzati in base ad un contratto di comodato o detenuti in proprietà.
Non potranno, altresì, usufruire del credito d’imposta in questione i soggetti che esercitano un’attività d’impresa conducendo in locazione un immobile in categoria catastale diversa dal C/1 (ad esempio, un immobile in categoria catastale C/3 “Laboratori per arti e mestieri”).
Con riferimento alle modalità di utilizzo del credito d’imposta, al comma 2, si dispone che esso è utilizzabile esclusivamente in compensazione, per il pagamento di altri debiti tributari, contributivi e/o assicurativi, utilizzando il Modello F24.
Da ultimo va evidenziato che, per espressa disposizione normativa, il credito d’imposta non si applica alle attività di cui agli allegati 1 e 2 del D.P.C.M. 11 marzo 2020 2020 (recante ulteriori misure in materia di contenimento e gestione dell'emergenza da Covid-19 sull’intero territorio nazionale), che sono state identificate come essenziali, tra cui farmacie, parafarmacie e punti vendita di generi alimentari di prima necessità e che non sono state oggetto di sospensione.
Quindi, ad esempio, le attività di ristorazione che esercitano in un locale C/1 condotto in locazione potranno usufruire del credito d’imposta, in quanto sospese dal richiamato decreto. Un supermercato, invece, non potrà fruire del credito d’imposta, in quanto rientrante nei soggetti esclusi dalla sospensione.
Nel frattempo, al fine di consentire l’utilizzo in compensazione del credito d’imposta in questione, tramite modello F24 da presentare esclusivamente attraverso i servizi telematici, l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 13/E del 20 marzo 2020, ha istituito il seguente codice tributo: “6914” denominato “Credito d’imposta canoni di locazione botteghe e negozi-articolo 65 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18”.

1.2.5. Sospensione dei termini di versamento dei carichi affidati all’Agente della riscossione scadenti nel periodo dall’ 8 marzo al 31 maggio 2020

L’articolo 68 reca disposizioni in merito alla “Sospensione dei termini di versamento dei carichi affidati all'agente della riscossione”.
Con riferimento alle entrate tributarie e non tributarie, sono sospesi i termini dei versamenti, scadenti nel periodo dall’8 marzo al 31 maggio 2020, derivanti da cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione, nonché dagli avvisi di accertamento esecutivi emessi dall’Agenzia delle entrate e dagli avvisi di addebito emessi dagli enti previdenziali. I versamenti oggetto di sospensione dovranno essere effettuati in unica soluzione entro il mese successivo al termine del periodo di sospensione, ossia entro il 30 giugno 2020.
Non si procede al rimborso di quanto già versato.
Il comma 2 prevede che le disposizioni del comma 1 si applichino anche agli atti di accertamento esecutivo emessi dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli, alle ingiunzioni di cui al Regio Decreto n. 639/1910 emesse dagli enti territoriali, e ai nuovi atti esecutivi che gli enti locali possono emettere ai sensi dell’articolo 1, comma 792, della legge n. 160 del 2019, sia per le entrate tributarie che per quelle patrimoniali.
Il comma 3, infine, contempla, il differimento al 31 maggio 2020 del termine di versamento del 28 febbraio 2020, relativo alla cosiddetta «rottamazione-ter» (articolo 3, commi 2, lettera b), e 23, e articolo 5, comma 1, lettera d),del decreto-legge n. 119 del 2018, e articolo 16-bis, comma 1, lettera b), numero 2), del decreto-legge n. 34 del 2019), nonché del termine del 31 marzo 2020 in materia di cosiddetto «saldo e stralcio» (articolo 1, comma 190, della legge n. 145 del 2018), coerentemente con il termine individuato in applicazione della previsione del comma 1.
Il comma 4 prevede lo slittamento dei termini di presentazione delle comunicazioni di inesigibilità che gli agenti della riscossione devono presentare con riferimento ai carichi ad essi affidati negli anni 2018, 2019 e 2020, i quali, a legislazione vigente (cfr. articolo 19, comma 1, del decreto legislativo n. 112 del 1999), scadrebbero, rispettivamente, nel 2021, nel 2022 e nel 2023. Ciò, tenuto conto – si legge nella relazione:
- della sospensione generalizzata dei termini di versamento delle somme derivanti dai carichi affidati agli agenti della riscossione, disposta a causa degli effetti negativi che l’emergenza epidemiologica da COVID-19 sta producendo sul tessuto socio-economico nazionale;
- dell’esigenza di evitare che l’approssimarsi della scadenza dei termini di presentazione delle relative comunicazioni di inesigibilità imponga agli agenti della riscossione di portare a termine le attività di riscossione riguardanti i carichi ad essi affidati negli anni 2018, 2019 e 2020 e, in tal modo, di intensificare le azioni di recupero coattivo nei confronti di soggetti che prevedibilmente, anche una volta scadute le predette sospensioni, continueranno ad avere difficoltà nell’assolvimento delle obbligazioni derivanti dai carichi in parola.

1.2.6. Semplificazione in materia di organi collegiali degli enti pubblici e degli organismi del sistema camerale - Svolgimento in videoconferenza delle sedute

L’articolo 72 reca disposizioni in merito alla “Semplificazioni in materia di organi collegiali” di enti pubblici nazionali.
Il comma 1 lascia ampia autonomia all’ente locale di disciplinare lo svolgimento della videoconferenza. Al fine di contrastare e contenere la diffusione del virus COVID-19 e fino alla data di cessazione dello stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei ministri il 31 gennaio 2020, i consigli dei comuni, delle province e delle città metropolitane e le giunte comunali, che non abbiano regolamentato modalità di svolgimento delle sedute in videoconferenza, possono riunirsi secondo tali modalità, nel rispetto di criteri di trasparenza e tracciabilità previamente fissati dal presidente del consiglio, ove previsto, o dal sindaco, purché siano individuati sistemi che consentano di identificare con certezza i partecipanti, sia assicurata la regolarità dello svolgimento delle sedute e vengano garantiti lo svolgimento delle funzioni di cui all’articolo 97 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, nonché adeguata pubblicità delle sedute, ove previsto, secondo le modalità individuate da ciascun ente.
Il comma 2 estende la possibilità di svolgimento in videoconferenza per gli organi collegiali del enti pubblici nazionali. Per lo stesso tempo previsto sopra, i presidenti degli organi collegiali degli enti pubblici nazionali, anche articolati su base territoriale, nonché degli enti e degli organismi del sistema camerale, possono disporre lo svolgimento delle sedute dei predetti organi in videoconferenza, anche ove tale modalità non sia prevista negli atti regolamentari interni, garantendo comunque la certezza nell’identificazione dei partecipanti e la sicurezza delle comunicazioni.
Il comma 3 sospende, per lo stesso tempo, l’applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 1, commi 9 e 55, della legge 7 aprile 2014, n. 56, relativamente ai pareri delle assemblee dei sindaci e delle conferenze metropolitane per l’approvazione dei bilanci preventivi e consuntivi, nonché degli altri pareri richiesti dagli statuti provinciali e metropolitani, stante l’impossibilità, a causa dell’emergenza epidemiologica, di convocare i sindaci in assemblea. Il comma 4 estende alle associazioni private anche non riconosciute e le fondazioni la modalità di svolgimento delle sedute in videoconferenza, nel rispetto di criteri di trasparenza e tracciabilità previamente fissati, purché siano individuati sistemi che consentano di identificare con certezza i partecipanti nonché adeguata pubblicità delle sedute, ove previsto, secondo le modalità individuate da ciascun ente.

1.2.7. Norme per la diffusione e lo sviluppo del lavoro agile e dei servizi in rete

L’articolo 75 reca disposizioni in materia di “Acquisti per lo sviluppo di sistemi informativi per la diffusione del lavoro agile e di servizi in rete per l’accesso di cittadini e imprese”.
Al fine di agevolare la diffusione del lavoro agile di cui all’articolo 18 della legge 22 maggio 2017, n. 8, favorire la diffusione di servizi in rete e agevolare l'accesso agli stessi da parte di cittadini e imprese, quali ulteriori misure di contrasto agli effetti dell’imprevedibile emergenza epidemiologica da COVID-19, le amministrazioni aggiudicatrici, nonché le autorità amministrative indipendenti, ivi comprese la Commissione nazionale per le società e la borsa e la Commissione di vigilanza sui fondi pensione, in deroga ad ogni disposizione di legge diversa da quella penale, fatto salvo il rispetto delle disposizioni del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, sono autorizzate, sino al 31 dicembre 2020, ad acquistare beni e servizi informatici, preferibilmente basati sul modello cloud SaaS (software as a service), nonché servizi di connettività, mediante procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando di gara, selezionando l’affidatario tra almeno quattro operatori economici, di cui almeno una «start-up innovativa» o un «piccola e media impresa innovativa», iscritta nell’apposita sezione speciale del Registro delle imprese.
Il comma 2 dispone che gli atti con i quali sono indette le procedure di acquiso avviate con le modalità di cui sopra devono essere trasmessi al Dipartimento per la trasformazione digitale e al Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri gli atti con i quali sono indette le procedure negoziate.
Il comma 3 dispone che le amministrazioni possono stipulare il contratto previa acquisizione di una autocertificazione dell’operatore economico aggiudicatario attestante il possesso dei requisiti generali, finanziari e tecnici, la regolarità del DURC e l’assenza di motivi di esclusione secondo segnalazioni rilevabili dal Casellario Informatico di ANAC, nonché previa verifica del rispetto delle prescrizioni imposte dalle disposizioni del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159.
Al termine delle procedure di gara, le amministrazioni stipulano immediatamente il contratto ed avviano l’esecuzione degli stessi, anche in deroga ai termini di cui all’articolo 32 del decreto legislativo n. 50 del 2016. Secondo quanto stabilito al comma 4, gli acquisti in questione devono essere relativi a progetti coerenti con il Piano triennale per l'informatica nella pubblica amministrazione.

1.2.8. Prevista la istituzione di un gruppo di supporto digitale alla Presidenza del Consiglio dei Ministri

L’articolo 76 prevede la istituzione di un Gruppo di supporto digitale alla Presidenza del Consiglio dei ministri per l’attuazione delle misure di contrasto all’emergenza COVID-19.
Al fine di dare concreta attuazione alle misure adottate per il contrasto e il contenimento del diffondersi del virus COVID-19, con particolare riferimento alla introduzione di soluzioni di innovazione tecnologica e di digitalizzazione della pubblica amministrazione, il Presidente del Consiglio dei ministri, o il Ministro delegato, fino al 31 dicembre 2020 si avvale di un contingente di esperti, in possesso di specifica ed elevata competenza nello studio, supporto, sviluppo e gestione di processi di trasformazione tecnologica, nominati ai sensi dell'articolo 9 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303.
Il contingente di tali esperti, la sua composizione ed i relativi compensi dovranno essere individuati con un apposito decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.
Alla luce dell’emergenza epidiemologica da COVID-19, il decreto-legge, oltre introdurre in via temporanea misure speciali per velocizzare gli acquisti ICT delle Pubbliche Amministrazioni, prevede, dunque, la costituzione di un Gruppo di supporto digitale alla Presidenza del Consiglio dei ministri, per offrire immediato sostegno a tutte le iniziative e misure per lo sviluppo del lavoro agile, l’immediata diffusione di servizi online per cittadini e imprese e, più in generale, la digitalizzazione e innovazione tecnologica che si impongono come misure urgenti e necessarie di contrasto degli effetti dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.

1.2.9. Misure destinate agli operatori che forniscono reti e servizi di comunicazioni elettroniche

L’articolo 82 reca “Misure destinate agli operatori che forniscono reti e servizi di comunicazioni elettroniche”.
La norma – si legge nella relazione - è volta a stimolare interventi di potenziamento delle infrastrutture e ad assicurare la fornitura di servizi di comunicazioni elettroniche in grado di supportare la crescita dei consumi e la gestione dei picchi di traffico generati dalla necessità di svolgere attività (smart working , e-learning) o di passare il proprio tempo in casa, utilizzando la rete Interneto i tradizionali servizi voce o dati.
Ai commi 1, 2 e 3 si dispone che le imprese che svolgono attività di fornitura di reti e servizi di comunicazioni elettroniche, intraprendano misure e svolgano ogni utile iniziativa atta a potenziare le infrastrutture e a garantire il funzionamento delle reti e l’operatività e continuità dei servizi.
Le imprese fornitrici di servizi di comunicazioni elettroniche accessibili al pubblico sono tenute ad adottare tutte le misure necessarie per potenziare e garantire l’accesso ininterrotto ai servizi di emergenza.
Il comma 4 dispone che le imprese fornitrici di reti e servizi di comunicazioni elettroniche soddisfino qualsiasi richiesta ragionevole di miglioramento della capacità di rete e della qualità del servizio da parte degli utenti, dando priorità alle richieste provenienti dalle strutture e dai settori ritenuti “prioritari” dall’unità di emergenza della PdC o dalle unità di crisi regionali.
Il comma 5 prevede che le imprese fornitrici di reti e servizi di comunicazioni elettroniche accessibili al pubblico siano imprese di pubblica utilità e assicurino interventi di potenziamento e manutenzione della rete nel rispetto delle norme igienico-sanitarie e dei protocolli di sicurezza anti-contagio.
Il comma 6 dispone che l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, laddove necessario al perseguimento delle finalità di cui al presente articolo e nel rispetto delle proprie competenze, provveda a modificare o integrare il quadro regolamentare vigente.

1.2.10. Sospensione dei termini nei procedimenti amministrativi ed effetti degli atti amministrativi in scadenza pendenti dal 23 febbraio sino al 15 aprile 2020

L’articolo 103 reca disposizioni in merito alla “Sospensione dei termini nei procedimenti amministrativi ed effetti degli atti amministrativi in scadenza”.
Il comma 1 sospende fino al 15 aprile 2020 tutti i termini (ordinatori o perentori, propedeutici, endoprocedimentali, finali ed esecutivi) relativi allo svolgimento di procedimenti amministrativi su istanza di parte o d’ufficio, pendenti alla data del 23 febbraio 2020 o iniziati successivamente a tale data, al fine – si legge nella relazione - di evitare che la P.A., nel periodo di riorganizzazione dell’attività lavorativa in ragione dello stato emergenziale, incorra in eventuali ritardi o nel formarsi del silenzio significativo.
Il comma 2 estende fino al 15 giugno 2020 la validità di tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi comunque denominati - in scadenza tra il 31 gennaio e il 15 aprile 2020.
Il comma 3 esclude dai predetti periodi di sospensione o di proroga eventuali termini stabiliti da specifiche disposizioni del presente decreto-legge o dai precedenti decreti emanati in ragione dell’epidemia da COVID-19 (DD.LL. 23 febbraio 2020, n. 6, convertito dalla L. 5 marzo 2020, n. 13; 2 marzo 2020, n. 9 e 8 marzo 2020, n. 11, nonché dei relativi decreti di attuazione).
Il comma 4 esclude espressamente dalla sospensione dei termini disposta dal presente articolo i procedimenti connessi ai pagamenti di stipendi, pensioni, retribuzioni per lavoro autonomo, emolumenti per prestazioni di lavoro o di opere, servizi e forniture a qualsiasi titolo, indennità di disoccupazione e altre indennità da ammortizzatori sociali o da prestazioni assistenziali o sociali, comunque denominate nonché di contributi, sovvenzioni e agevolazioni alle imprese comunque denominati.
Il comma 5 sospende i termini dei procedimenti disciplinari del personale delle amministrazioni pubbliche, compresi quelli relativi al personale in regime di diditto pubblico, pendenti alla data del 23 febbraio 2020 o iniziati successivamente a tale data, fino al 15 aprile 2020. Il comma 6, infine, sospende fino al 30 giugno 2020, l’esecuzione dei provvedimenti di rilascio degli immobili, anche ad uso non abitativo.

Tra i certificati la cui validità viene prorogata al 15 giugno 2020, sono da annoverare, per esempio, i patentini per acquisto, vendita, utilizzo dei prodotti fitosanitari in agricoltura e per l’attività di consulente.
Il termine vale anche per le certificazioni di collaudo e taratura delle macchine irroratrici.
Una decisione giusta, dal momento che il loro rilascio richiede un’attività formativa che non potrà essere svolta, in questo periodo, per le misure di contrasto al Covid-19.
Era questa una misura richiesta dalle Regioni che, però, secondo la vicepresidente Anna Casini, assessore all’Agricoltura della Regione Marche andava estesa al 31 dicembre. Nei primi mesi del 2020, scadono, infatti, migliaia di autorizzazioni e sembra problematico, al momento, riuscire a svolgere i corsi previsti dalla legge.
Senza queste certificazioni gli agricoltori non possono esercitare la loro attività, pena pesanti sanzioni in caso di controlli. Cercheremo di adeguare la situazione all’andamento della pandemia, sollecitando eventualmente proroghe in sintonia con l’evoluzione in corso.

1.2.11. Proroga al 31 agosto 2020 della validità dei documenti di riconoscimento scaduti o in scadenza dopo la dada del 17 marzo 2020

L’articolo 104 dispone in merito alla “Proroga della validità dei documenti di riconoscimento”.
La validità ad ogni effetto dei documenti di riconoscimento e di identità di cui all’articolo 1, comma 1, lettere c), d) ed e), del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, rilasciati da amministrazioni pubbliche, scaduti o in scadenza successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto (17 marzo 2020) è prorogata al 31 agosto 2020.
L’unica eccezione è costituita dalla validità ai fini dell’espatrio, che rimane limitata alla data di scadenza indicata nel documento.
La misura – come precisato nella relazione illustrativa - ha la funzione di evitare l’aggregazione di persone negli spazi degli uffici aperti al pubblico che non consentono di rispettare agevolmente una adeguata distanza interpersonale., con l’effetto di ridurre l’esposizione al rischio di contagio.

1.2.12. Norme in materia di svolgimento delle assemblee di società – Dilatazione dei termini di convocazione dell'assemblea di approvazione del bilancio – Facilitate le modalità di convocazione e di svolgimento

L’articolo 106 reca disposizioni in materia di svolgimento delle assemblee di società.
In concreto vengono dettate disposizioni dirette a consentire alle società di convocare l’assemblea ordinaria di approvazione del bilancio 2019 entro un termine più ampio rispetto a quello ordinario stabilito dal Codice civile, nonché a facilitare lo svolgimento delle assemblee nel rispetto delle disposizioni volte a ridurre il rischio di contagio.

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1.2.13. Enti ed Organismi pubblici - Differimento del termine di adozione dei rendiconti 2019 e dei bilanci di previsione 2020-2022

L’articolo 107 reca disposizioni in merito al “Differimento di termini amministrativo-contabili”.
In concreto, in considerazione della situazione straordinaria di emergenza sanitaria derivante dalla diffusione dell’epidemia da COVID-19 e della oggettiva necessità di alleggerire i carichi amministrativi di enti ed organismi pubblici, diversi dalle società (per le quali si applicano le norme civilistiche) anche mediante la dilazione degli adempimenti e delle scadenze, viene disposta la proroga del termine di adozione dei rendiconti o dei bilanci d’esercizio relativi all’esercizio 2019.
Tale termine, ordinariamente fissato al 30 dell’anno successivo all’esercizio di riferimento (e quinsi,, per il 2019, al 30 aprile 2020), viene fatto slittare:
a) al 30 giugno 2020 per gli enti e gli organismi pubblici diversi dalle società destinatari delle disposizioni del decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 91.
Conseguentemente, per gli enti o organismi pubblici vigilati, i cui rendiconti o bilanci di esercizio sono sottoposti ad approvazione da parte dell’amministrazione vigilante competente, il termine di approvazione dei rendiconti o dei bilanci di esercizio relativi all’esercizio 2019, ordinariamente fissato al 30 giugno 2020, è differito al 30 settembre 2020;
b) al 31 maggio 2020 per gli enti e i loro organismi strumentali destinatari delle disposizioni del titolo primo del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118.
Per le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, il termine per l’approvazione del rendiconto 2019 da parte della Giunta è rinviato al 31 maggio 2020, mentre il termine per la definitiva approvazione di tale documento contabile è rinviato al 30 settembre 2020.
Il comma 2 dispone la proroga al 31 maggio 2020 del termine di approvazione del bilancio di previsione 2020 – 2022 degli enti locali.

1.2.14. Rinvio di scadenze e adempimenti relativi a comunicazioni sui rifiuti”

L’articolo 113 detta disposizioni in merito al “Rinvio di scadenze adempimenti relativi a comunicazioni sui rifiuti”, che a legislazione vigente scadrebbero il 30 aprile 2020, al 30 giugno 2020.
In concreto, sono prorogati al 30 giugno 2020 i seguenti termini di:
a) presentazione del modello unico di dichiarazione ambientale (MUD) di cui all’articolo 6, comma 2, della legge 25 gennaio 1994, n. 70;
b) presentazione della comunicazione annuale, da parte dei produttori alle Camere di Commercio, dei dati relativi alle pile e accumulatori immessi sul mercato nazionale nell'anno precedente, di cui all’articolo 15, comma 3, del decreto legislativo 20 novembre 2008, n. 188, nonché della trasmissione all’ISPRA, da parte del Centro di coordinamento, dei dati relativi alla raccolta ed al riciclaggio dei rifiuti di pile ed accumulatori portatili, industriali e per veicoli, ai sensi dell’articolo 17, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 20 novembre 2008, n. 188;
c) presentazione al Centro di Coordinamento della comunicazione di cui all’articolo 33, comma 2, del decreto legislativo n. 14 marzo 2014, n. 49, da parte dei titolari degli impianti di trattamento dei RAEE (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche) in merito alle quantità di RAEE trattate;
d) versamento del diritto annuale e di iscrizione da parte delle imprese iscritte all’Albo nazionale gestori ambientali di cui all’articolo 24, comma 4, del decreto 3 giugno 2014, n. 120.


1.3. 25 MARZO 2020 - MEMORIA DELLA CORTE DEI CONTI SUL DECRETO-LEGGE 18/2020

In merito al provvedimento “Cura Italia” per la Corte dei Conti sale il rischio di un peggioramento delle prospettive di crescita, l'effetto dipenderà anche dall'elasticità del bilancio, graduare le misure è la vera sfida per la spesa pubblica.
In particolare sarà fondamentale la capacità di graduare e mirare gli interventi da operare con il bilancio in deficit. Si tratta, quindi, di mantenere sotto controllo, anche in questo contesto, la qualità e l'effettiva necessità della spesa, “specie non potendo valutare con precisione l'orizzonte temporale entro cui ci si dovrà muovere". Ma "non va abbandonata, - sostiene la Corte dei Conti - ma anzi intensificata, una attenta analisi della spesa pubblica che consenta, al riavvio, di puntare su interventi più in grado di attivare la crescita anche rimuovendo quei 'lacci e lacciuoli' che limitano senza ragione l'operare di famiglie e imprese”.
Inoltre, secondo la Corte dei Conti, “sarà necessario aumentare le spese per la sanità anche per ripristinare la normale attività delle strutture ospedaliere una volta superata la crisi; altre risorse dovranno essere utilizzate per affrontare le difficoltà economiche di tutti i soggetti che andranno incontro a cadute del reddito e che necessitano di interventi di sostegno”.

. Se vuoi accedere al sito della Corte dei Conti e scaricare il documento, clicca QUI.

RIFERIMENTI NORMATIVI

. DECRETO-LEGGE 12 luglio 2018, n. 86: Disposizioni urgenti in materia di riordino delle attribuzioni dei Ministeri dei beni e delle attivita' culturali e del turismo, delle politiche agricole alimentari e forestali e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, nonche' in materia di famiglia e disabilità.

. DECRETO-LEGGE 12 luglio 2018, n. 87: Disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese.

. LEGGE 9 agosto 2018, n. 96: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, recante disposizioni urgenti per la dignita' dei lavoratori e delle imprese.

. LEGGE 9 agosto 2018, n. 97: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 86, recante disposizioni urgenti in materia di riordino delle attribuzioni dei Ministeri dei beni e delle attivita' culturali e del turismo, delle politiche agricole alimentari e forestali e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, nonche' in materia di famiglia e disabilita'.

. DECRETO-LEGGE 4 ottobre 2018, n. 113: Disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonche' misure per la funzionalita' del Ministero dell'interno e l'organizzazione e il funzionamento dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalita' organizzata.

. LEGGE 1 dicembre 2018, n. 132: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, recante disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonche' misure per la funzionalita' del Ministero dell'interno e l'organizzazione e il funzionamento dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalita' organizzata. Delega al Governo in materia di riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze di polizia e delle Forze armate. (Testo del D.L. n. 113/2018 coordinato con le modifiche apportate dalla legge di conversione n. 132/2018, pubblicato sull'edizione cartacea della Gazzetta Ufficufficiale).

. LEGGE 9 gennaio 2019, n. 3: Misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione, nonché in materia di prescrizione del reato e in materia di trasparenza dei partiti e movimenti politici.

. DECRETO-LEGGE 18 aprile 2019, n. 32: Disposizioni urgenti per il rilancio del settore dei contratti pubblici, per l'accelerazione degli interventi infrastrutturali, dirigenerazione urbana e di ricostruzione a seguito di eventi sismic

. DECRETO-LEGGE 30 aprile 2019, n. 34: Misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi.

. LEGGE 14 giugno 2019, n. 55: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32, recante disposizioni urgenti per il ri-lancio del settore dei contratti pubblici, per l’accelerazione degli interventi infrastrutturali, di rigenerazione urbana e di ricostruzione a seguito di eventi sismici.

. Se vuoi scaricare il testo del D.L. n. 32/2019 coordinato con le modifiche apportate dalla legge di conversione n. 55/2019, clicca QUI.

. LEGGE 28 giugno 2019, n. 58: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, recante misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi. (Testo pubblicato sull'edizione cartacea della Gazzetta Ufficiale, comprensivo delle annotazioni).

. LEGGE 28 giugno 2019, n. 58: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, recante misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi. (Testo pubblicato sull'edizione on line della Gazzetta Ufficiale).

. DECRETO-LEGGE 17 marzo 2020, n. 18: Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19. (Testo pubblicato sull'edizione cartacea della Gazzetta Ufficiale, comprensivo delle annotazioni).

. Se vuoi scaricare il testo del decreto-legge n. 18/2020 dall'edizione online della Gazzetta Ufficiale, clicca QUI.

. DECRETO-LEGGE 17 marzo 2020, n. 18 - RELAZIONE ILLUSTRATIVA.
. DECRETO-LEGGE 17 marzo 2020, n. 18 - RELAZIONE TECNICA.


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Pubblicato su: 2018-07-13 (1358 letture)

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