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ANTIRICICLAGGIO - IL REGISTRO DEI TITOLARI EFFETTIVI





ANTIRICICLAGGIO - AL VIA IL REGISTRO DEI TITOLARI EFFETTIVI

1. D.LGS. N. 125/2019 – NORMATIVA ANTIRICICLAGGIO – Una nuova sezione nel Registro delle imprese - Proroga dell'attuazione

1.1. Le novità introdotte dal D.Lgs. n. 90/2017

Con il D.Lgs. n. 90 del 25 maggio 2017 - di modifica della normativa antiriciclaggio, emanato in attuazione della Direttiva UE 2015/849 relativa alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo – sono state apportate, in particolare, modifiche al D. Lgs. 21 novembre 2007, n. 231, prevedendo, tra l’altro, l’istituzione di un’apposita sezione del Registro delle imprese, al cui interno verranno indicate le informazioni sulla titolarità effettiva di persone giuridiche e trust.

Secondo quanto disposto dall’art. 21 (rubricato “Comunicazione e accesso alle informazioni sulla titolarita' effettiva di persone giuridiche e trust”), del D.Lgs. n. 231/2007, come novellato dall’art. 2 del D.Lgs. n. 90/2017, le imprese dotate di personalità giuridica tenute all'iscrizione nel Registro delle imprese di cui all'articolo 2188 del codice civile e le persone giuridiche private tenute all'iscrizione nel Registro delle persone giuridiche private di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 febbraio 2000, n. 361, dovranno comunicare le informazioni relative ai propri titolari effettivi, per via esclusivamente telematica e in esenzione da imposta di bollo, al Registro delle imprese, ai fini della conservazione in apposita sezione ad accesso riservato.

Ricordiamo che tra le persone giuridiche private sono ricomprese le associazioni, le fondazioni e le altre istituzioni di carattere privato che acquistano la personalità giuridica mediante il riconoscimento determinato dall’iscrizione nel registro delle persone giuridiche, istituito presso le prefetture.
Con specifico riferimento alle imprese dotate di personalità giuridica tenute all’iscrizione nel Registro delle imprese, le informazioni relative ai propri titolari effettivi devono essere acquisite da parte degli amministratori, i quali sono tenuti a conservarle, in forma accurata, adeguata ed aggiornata, per un periodo non inferiore a cinque anni.
Tali informazioni sono acquisite sulla base di quanto risultante dalle scritture contabili e dai bilanci, dal libro dei soci, dalle comunicazioni relative all’assetto proprietario o al controllo dell’ente, nonché dalle comunicazioni ricevute dai soci e da ogni altro dato a loro disposizione.
L’inerzia o il rifiuto ingiustificati del socio nel fornire agli amministratori le informazioni da questi ritenute necessarie per l’individuazione del titolare effettivo ovvero l’indicazione di informazioni palesemente fraudolente rendono inesercitabile il relativo diritto di voto e comportano l’impugnabilità, a norma dell’art. 2377 del Codice civile, delle deliberazioni eventualmente assunte con il voto determinante del socio in questione.

Gli stessi obblighi di cui sopra, inerenti l’ottenimento, la conservazione e la comunicazione al Registro delle imprese delle informazioni relative ai propri titolari effettivi, vengono previsti anche con riferimento ai trust produttivi di effetti giuridici rilevanti a fini fiscali, secondo quanto disposto dall’art. 73 del DPR n. 917 del 22 dicembre 1986, i quali sono tenuti all’iscrizione in un’apposita sezione speciale del Registro delle imprese (art. 21, comma 3).
L'omessa comunicazione delle informazioni sul titolare effettivo è punita con la medesima sanzione di cui all'articolo 2630 del Codice civile.
Ricordiamo che l’art. 2630 c.c. prevede, in caso di mancata esecuzione di comunicazioni presso il Registro delle imprese da parte di soggetti che vi sono tenuti per legge, una sanzione pecuniaria amministrativa da Euro 103,00 a Euro 1.032,00.

La sezione in questione verrà alimentata esclusivamente in via telematica e in esenzione da imposta di bollo attraverso una comunicazione che le imprese dotate di personalità giuridica e le persone giuridiche private tenute all’iscrizione presso il Registro delle Imprese saranno obbligate ad effettuare.
Tuttavia, le modalità attuative relative alle comunicazioni, ai dati e alle informazioni da fornire devono essere disciplinate da apposito decreto del Ministro dell'Economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dello Sviluppo economico che, inizialmente doveva emanarsi entro 12 mesi dall’entrata in vigore delle modifiche e, quindi, entro il 4 luglio 2018.
Come vedremo più avanti, il D.Lgs. n. 125/2019, attuativo della V direttiva antiriciclaggio - con una modifica all’art. 9, commi 3 e 5, del D.Lgs. n. 90/2017 - ha prorogato da 12 mesi a 36 mesi l’emanazione di queste disposizioni prevedendo anche l’intervento del Garante della privacy.


I contenuti del decreto

Secondo quanto stabilito al comma 5 dell'art. 21, il decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, sovrà stabilire:
a) i dati e le informazioni sulla titolarita' effettiva delle imprese dotate di personalita' giuridica, delle persone giuridiche private e dei trust da comunicare al Registro delle imprese nonche' le modalita' e i termini entro cui effettuare la comunicazione;
b) le modalita' attraverso cui le informazioni sulla titolarita' effettiva delle imprese dotate di personalita' giuridica, delle persone giuridiche private e dei trust sono rese tempestivamente accessibili alle autorita' di cui al comma 2, lettera a);
c) le modalita' di consultazione delle informazioni da parte dei soggetti obbligati e i relativi requisiti di accreditamento;
d) i termini, la competenza e le modalita' di svolgimento del procedimento volto a valutare la sussistenza dell'interesse all'accesso in capo ai soggetti di cui al comma 2, lettera d), e a disporne l'eventuale diniego;
e) con specifico riferimento alle informazioni sulla titolarita' effettiva di persone giuridiche private diverse dalle imprese e su quella dei trust produttivi di effetti giuridici rilevanti a fini fiscali, le modalita' di dialogo tra il Registro delle imprese e le basi di dati di cui e' titolare l'Agenzia delle entrate relativi al codice fiscale ovvero, se assegnata, alla partita IVA del trust e agli atti istitutivi, dispositivi, modificativi o traslativi inerenti le predette persone giuridiche e i trust, rilevanti in quanto presupposti impositivi per l'applicazione di imposte dirette o indirette.


1.2. Accessibilità delle informazioni

L'accesso alla sezione e' consentito:
a) al Ministero dell'economia e delle finanze, alle Autorita' di vigilanza di settore, all'Unita' di informazione finanziaria per l'Italia, alla Direzione investigativa antimafia, alla Guardia di finanza che opera nei casi previsti dal presente decreto attraverso il Nucleo Speciale Polizia Valutaria senza alcuna restrizione;
b) alla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo;
c) all'autorita' giudiziaria, conformemente alle proprie attribuzioni istituzionali;
d) alle autorita' preposte al contrasto dell'evasione fiscale, secondo modalita' di accesso idonee a garantire il perseguimento di tale finalita', stabilite in apposito decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico;
e) ai soggetti obbligati, a supporto degli adempimenti prescritti in occasione dell'adeguata verifica, previo accreditamento e dietro pagamento dei diritti di segreteria di cui all'articolo 18 della legge 29 dicembre 1993, n. 580;
f) dietro pagamento dei diritti di segreteria di cui all'articolo 18 della legge 29 dicembre 1993, n. 580, ai soggetti privati, compresi quelli portatori di interessi diffusi, titolari di un interesse giuridico rilevante e differenziato, nei casi in cui la conoscenza della titolarita' effettiva sia necessaria per curare o difendere, nel corso di un procedimento giurisdizionale, un interesse corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata, quando abbiano ragioni, concrete e documentate, per dubitare che la titolarita' effettiva sia diversa da quella legale.
L'interesse deve essere diretto, concreto ed attuale e, nel caso di enti rappresentativi di interessi diffusi, non deve coincidere con l'interesse di singoli appartenenti alla categoria rappresentata.
L'accesso alle informazioni sulla titolarita' effettiva puo' essere escluso qualora le informazioni riguardino persone incapaci o minori d'eta' ovvero qualora l'accesso esponga il titolare effettivo a rischi per la propria incolumita' (art. 21, comma 2).
I diritti di segreteria per gli adempimenti previsti dal presente articolo dovranno essere stabiliti, modificati e aggiornati, nel rispetto dei costi standard, con le modalita' di cui all'articolo 18 della legge 29 dicembre 1993, n. 580, e successive modificazioni. 7.

La consultazione dei registri non esonera i soggetti obbligati dal valutare il rischio di riciclaggio e finanziamento del terrorismo cui sono esposti nell'esercizio della loro attivita' e dall'adottare misure adeguate al rischio medesimo (art. 21, comma 6).

L'accesso alle informazioni di cui all'articolo 22, comma 5, relative alla titolarita' effettiva dei medesimi trust e' consentito:
a) alle autorita' di cui al comma 2, lettera a) e alla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, senza alcuna restrizione;
b) alla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo e all'autorita' giudiziaria nell'esercizio delle rispettive attribuzioni istituzionali, previste dall'ordinamento vigente;
c) alle autorita' preposte al contrasto dell'evasione fiscale, secondo modalita' di accesso idonee a garantire il perseguimento di tale finalita', stabilite in apposito decreto del Ministro dell'economia e delle finanze di concerto con il Ministro dello sviluppo economico;
d) ai soggetti obbligati, a supporto degli adempimenti prescritti in occasione dell'adeguata verifica, previo accreditamento e dietro pagamento dei diritti di segreteria di cui all'articolo 18 della legge 29 dicembre 1993, n. 580 (art. 21, comma 4).


1.3. Come individuare il titolare effettivo

Con l’entrata in vigore del D.Lgs. n. 90/2017, sono stati definiti i criteri per l’individuazione del titolare effettivo di soggetti diversi dalle persone fisiche - intesi come clienti/società di capitali e clienti/persone giuridiche private - e dei trust. La dottrina ha elaborato i criteri per l’identificazione del titolare effettivo.

La definizione di "titolare effettivo" è contenuta all’interno del D. Lgs. 21/11/2007, n. 231 e, per i soggetti obbligati agli adempimenti antiriciclaggio, rileva nell’ambito dell’adempimento dei propri obblighi di adeguata verifica della clientela.
Il titolare effettivo identifica la persona fisica o le persone fisiche, diverse dal cliente stesso, nell’interesse della quale o delle quali:
- il rapporto continuativo è instaurato,
- la prestazione professionale è resa ovvero,
- l’operazione è eseguita.
Nel caso in cui il cliente sia una persona fisica, il titolare effettivo coincide con la persona stessa; qualora, invece, il cliente fosse una persona giuridica, il titolare effettivo coincide con la persona fisica o le persone fisiche cui, in ultima istanza, è attribuibile la proprietà diretta o indiretta dell’ente o il relativo controllo.
In particolare, costituisce indicazione di proprietà:
– diretta: la titolarità di una partecipazione superiore al 25% del capitale del cliente, detenuta da una persona fisica;
– indiretta: la titolarità di una percentuale di partecipazioni superiore al 25% del capitale del cliente, posseduto per il tramite di società controllate, società fiduciarie o interposta persona.
Nel caso in cui dall’assetto proprietario non fosse possibile individuare in maniera univoca la persona o le persone fisiche cui è attribuibile la proprietà diretta o indiretta dell’ente, il titolare effettivo coincide con la persona o le persone fisiche cui, in ultima istanza, è attribuibile il controllo dell’ente stesso in forza:
– del controllo della maggioranza dei voti esercitabili in assemblea ordinaria;
– del controllo di voti sufficienti per esercitare un’influenza dominante in assemblea ordinaria;
– dell’esistenza di particolari vincoli contrattuali che consentano di esercitare un’influenza dominante
.
Qualora l’applicazione dei criteri di cui sopra non consenta ancora di individuare univocamente uno o più titolari effettivi, il titolare effettivo coincide con la persona o le persone fisiche titolari di poteri di amministrazione o direzione della società.

Con riferimento, ai trust, invece, i fiduciari di trust espressi – disciplinati ai sensi della L. 16 ottobre 1989, n. 364, ottengono e detengono informazioni adeguate, accurate e aggiornate sulla titolarità del trust, intendendosi per tali quelle relative all’identità;
- del fondatore, del fiduciario o dei fiduciari, del guardiano ovvero,
- di altra persona per conto del fiduciario, ove esistenti, dei beneficiari o classe di beneficiari e delle altre persone fisiche che esercitano il controllo sul trust e
- di qualunque altra persona che esercita, in ultima istanza, il controllo sui beni conferiti nel trust attraverso la proprietà diretta o indiretta o attraverso altri mezzi.


1.4. Le novità introdotte dal D.Lgs. n. 125/2019

Con il D.Lgs. n. 125 del 4 ottobre 2019, attuativo della V direttiva antiriciclaggio (direttiva (UE) 2015/849, nonche' attuazione della direttiva (UE) 2018/843 che modifica la direttiva (UE) 2015/849) - in vigore dal 10 novembre 2019 - il termine dei 12 mesi è stato differito ai 36 mesi successivi l’emanazione di queste disposizioni, prevedendo anche l’intervento del Garante della privacy.
I 12 mesi previsti ai commi 3 e 5, come disposto dall’art. 5, commi 2 e 3 del D.Lgs. n. 125/2019, sono ora diventati 36 mesi. Pertanto il termine, originariamente previsto al 4 luglio del 2018, viene ora prorogato a novembre del 2022.

. Per scaricare il testo del D.Lgs. n. 125/2019, cliccate QUI.

. Per scaricare il testo del D.Lgs. n. 90/2017, cliccate QUI.

. Per scaricare il testo del D.Lgs. n. 231/2007, cliccate QUI.


2. D.I. 55/2022 - ANTIRICICLAGGIO - AL VIA LE COMUNICAZIONI OBBLIGATORIE AL REGISTRO DELLE IMPRESE - Pubblicato il regolamento che fissa le modalità di comunicazione dei dati e delle informazioni sulla titolarità effettiva

E’ stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 121 del 25 maggio 2022, il decreto interministeriale 11 marzo 2022, n. 55, recante “Regolamento recante disposizioni in materia di comunicazione, accesso e consultazione dei dati e delle informazioni relativi alla titolarità effettiva di imprese dotate di personalità giuridica, di persone giuridiche private, di trust produttivi di effetti giuridici rilevanti ai fini fiscali e di istituti giuridici affini al trust”.

Dal punto di vista formale il decreto è composto da dodici articoli suddivisi in tre sezioni.
La Sezione I contiene l’indicazione dei requisiti soggettivi, oggettivi e le modalità di comunicazione dei dati e delle informazioni sulla titolarità effettiva alla Camera di Commercio.

La Sezione II prevede le modalità di accesso da parte delle Autorità e le regole per la consultazione da parte dei soggetti obbligati alla normativa antiriciclaggio (ad esempio intermediari finanziari, bancari e professionali) e dei privati.

La Sezione III, infine, contiene le disposizioni finali regola i rapporti di scambio informativo tra Unioncamere e Infocamere con l’Agenzia delle entrate e gli Uffici Territoriali del Governo che detengono le anagrafiche, rispettivamente, di trust e istituti giudici affini e delle persone giuridiche di diritto privato in forza degli adempimenti prescritti dall’ordinamento vigente.

2.1. Oggetto e finalità del decreto
Il presente decreto - in vigore dal prossimo 9 giugno – “al fine di prevenire e contrastare l'uso del sistema economico e finanziario a scopo di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo”, detta disposizioni, da attuarsi con modalità esclusivamente telematiche, in materia di comunicazione all'ufficio del Registro delle imprese dei dati e delle informazioni relativi alla titolarità effettiva di imprese dotate di personalità giuridica, di persone giuridiche private, di trust produttivi di effetti giuridici rilevanti a fini fiscali e istituti giuridici affini al trust per la loro iscrizione e conservazione in una sezione autonoma del Registro delle imprese.

Il decreto detta, inoltre disposizioni:
- in materia di accesso ai dati e alle informazioni da parte delle Autorità, dei soggetti obbligati, del pubblico e di qualunque persona fisica o giuridica, ivi compresa quella portatrice di interessi diffusi;
- per individuare e quantificare i diritti di segreteria rispetto ai soggetti diversi dalle Autorità;
- per garantire la sicurezza del trattamento dei dati e delle informazioni.


2.2. Soggetti obbligati - Società - Persone giuridiche - Trust e istituti affini
Soggetti obbligati alla comunicazione sono:
1) le imprese dotate di personalità giuridica tenute all’iscrizione nel Registro delle imprese (S.P.A., S.A.p.A, S.R.L., Società cooperative) e
2) le persone giuridiche private tenute all’iscrizione nel Registro delle persone giuridiche di cui al D.P.R. n. 361 del 2000;
3) i trust espressi, disciplinati ai sensi della L. n. 364/1989 (si tratta di trust produttivi di effetti giuridici rilevanti ai fini fiscali, secondo quanto disposto dall’art. 73 del D.P.R. n. 917/1986 - TUIR) e gli istituti giuridici affini.
L’articolo 21, comma 5-bis del D.Lgs. n. 231/2007 individua gli “istituti affini ai trust” quali quelli che per assetto e funzioni, determinano effetti giuridici equivalenti a quelli dei trust espressi.
L’Italia riconosce due istituti giuridici affini al trust: il mandato fiduciario e il vincolo di destinazione, ex art. 2645-ter C.C.
Sono escluse società di persone: le società semplici, le società in nome collettivo e le società in accomandita semplice.

Tra le “persone giuridiche private” sono ricomprese le associazioni, le fondazioni e le altre istituzioni di carattere privato che acquistano la personalità giuridica mediante il riconoscimento determinato dall’iscrizione nel Registro delle persone giuridiche, istituito presso le Prefetture.
Con specifico riferimento alle imprese dotate di personalità giuridica tenute all’iscrizione nel Registro delle imprese, le informazioni relative ai propri titolari effettivi devono essere acquisite da parte degli amministratori, i quali sono tenuti a conservarle, in forma accurata, adeguata ed aggiornata, per un periodo non inferiore a cinque anni.
Tali informazioni sono acquisite sulla base di quanto risultante dalle scritture contabili e dai bilanci, dal libro dei soci, dalle comunicazioni relative all’assetto proprietario o al controllo dell’ente, nonché dalle comunicazioni ricevute dai soci e da ogni altro dato a loro disposizione.


2.3. Il “titolare effettivo”
La definizione di “titolare effettivo” è contenuta all’interno del D.Lgs. n. 231/2007 e, per i soggetti obbligati agli adempimenti antiriciclaggio, rileva nell’ambito dell’adempimento dei propri obblighi di adeguata verifica della clientela.
Il titolare effettivo identifica la persona fisica o le persone fisiche, diverse dal cliente stesso, nell’interesse della quale o delle quali:
a) il rapporto continuativo è instaurato,
b) la prestazione professionale è resa, ovvero
c) l’operazione è eseguita.


2.3.1. Nel caso di cosietà di capitali
Nel caso in cui il cliente sia una persona fisica, il titolare effettivo coincide con la persona stessa; qualora, invece, il cliente fosse una persona giuridica, il titolare effettivo coincide con la persona fisica o le persone fisiche cui, in ultima istanza, è attribuibile la proprietà diretta o indiretta dell’ente o il relativo controllo (articolo 20 del D.Lgs. n. 231/2007).
Nel caso in cui il cliente sia una società di capitali:
a) costituisce indicazione di proprietà diretta la titolarità di una partecipazione superiore al 25% del capitale del cliente, detenuta da una persona fisica;
b) costituisce indicazione di proprietà indiretta la titolarità di una percentuale di partecipazioni superiore al 25% del capitale del cliente, posseduto per il tramite di società controllate, società fiduciarie o per interposta persona.

Il titolare effettivo di un’impresa è la persona fisica che, in ultima istanza, esercita il controllo sull’attività commerciale o finanziaria.
Nel caso delle società, il titolare effettivo può essere determinato in base a due criteri:
• partecipazione superiore al 25% del capitale sociale: è il caso più comune, quello in cui il proprietario di maggioranza della società ne è anche il titolare effettivo;
• potere di controllo sulla direzione dell’entità giuridica in oggetto (art. 20, D.Lgs. n. 231/2007).

Non sempre quindi il titolare effettivo di una società corrisponde con l’azionista di maggioranza o con il proprietario dell’impresa. La normativa prevede che si possa esercitare in altro modo il controllo sulle operazioni finanziarie di un soggetto giuridico, per esempio controllando molti voti in assemblea ordinaria dei soci.

Nel caso in cui non sia ancora possibile individuare il titolare effettivo di una società in base ai parametri di cui sopra, vi è un criterio applicabile in via residuale per cui si può individuare nelle “persone fisiche titolari, conformemente ai rispettivi assetti organizzativi o statutari, di poteri di rappresentanza legale, amministrazione o direzione della società o del cliente”.


2.3.2. Nel caso di trust
L'identificazione del titolare effettivo nei trust viene disciplinato, anziché dall'articolo 20 che disciplina tutte le altre fattispecie, da un apposito articolo: il comma 5 dell'art. 22 del D.Lgs. n. 231/2007, come da ultimo modificato dall’art. 2, comma 1, lett. i), del D.Lgs. n. 125/2019.
La nuova definizione di titolare effettivo del trust è ormai allargata sia sul piano soggettivo che oggettivo, anche per effetto del citato articolo 22 del D.Lgs. n. 231/2007, e quindi non è più confinata entro soglie percentuali di controllo predeterminate.
Senza fare distinzioni tra le varie tipologie di trust, il legislatore dispone che le informazioni sul titolare effettivo vengano ricercate nell'identità simultanea di diverse persone fisiche e cioè “le persone che esercitano diritti, poteri e facoltà equivalenti in istituti giuridici affini, purchè stabiliti o residenti sul territorio della Repubblica italiana, ottengono e detengono informazioni adeguate, accurate e aggiornate sulla titolarità effettiva del trust, o dell'istituto giuridico affine, per tali intendendosi quelle relative all'identità del costituente o dei costituenti, del fiduciario o dei fiduciari, del guardiano o dei guardiani ovvero di altra persona per conto del fiduciario, ove esistenti, dei beneficiari o classe di beneficiari e delle altre persone fisiche che esercitano il controllo sul trust o sull'istituto giuridico affine e di qualunque altra persona fisica che esercita, in ultima istanza, il controllo sui beni conferiti nel trust o nell'istituto giuridico affine attraverso la proprietà diretta o indiretta o attraverso altri mezzi”.

In definitiva, di fronte a questa entità il titolare effettivo, come normativamente previsto, è da indentificare in tutte le persone fisiche che orbitano intorno al pianeta trust: il disponente e i loro eventuali fiduciari, il beneficiario, il guardiano e il trustee e tutte le altre persone fisiche che esercitano un controllo sul trust o che esercitano in ultima istanza un controllo sui beni conferiti nel trust.
Dunque: tutte le persone fisiche coinvolte a vario titolo all'interno del trust sono i suoi titolare effettivo.


2.3.3. Nel caso di realtà dotate di personalità giuridica
Per le persone giuridiche private, gli obblighi di comunicazione dovranno riguardare in qualità di titolari effettivi:
- i fondatori, se in vita;
- i beneficiari ove individuati o facilmente individuabili;
i titolari di poteri di rappresentanza, dinrezione e amministrazione (art. 20, comma 4, D.Lgs. n. 231/2007).

Qualora l'applicazione dei questi criteri non consenta di individuare univocamente uno o più titolari effettivi, il titolare effettivo coincide con la persona fisica o le persone fisiche titolari, conformemente ai rispettivi assetti organizzativi o statutari, di poteri di rappresentanza legale, amministrazione o direzione della società o del cliente comunque diverso dalla persona fisica (art. 20, comma 4, D.Lgs. n. 231/2007).

Ci sorprende che non venga fatto alcun accenno della ulteriore tipologia di enti riconosciuti, ossia di associazioni e di fondazioni che, in deroga al D.P.R. n. 361/2000, ottengono la personalità giuridica in sede di iscrizione nel Registro Unico Nazionale degli Enti del Terzo Settore (RUNTS).
Gli Enti del Terzo settore (ETS) riconosciuti sono interessati dalla normativa antiriciclaggio?
I dati e le informazioni richieste dal decreto antiriciclaggio sono tutte reperibili nel RUNTS?

. Ci auguriamo su questo aspetto giungano quanto prima delucidazioni e indirizzi.

2.4. Le due sezioni del Registro: la sezione autonoma e la sezione speciale
Il decreto, all’articolo 1, comma 1, lett. l) e m) e all’articolo 3, commi 1 e 2, fa una singolare distinzione tra una “sezione autonoma” e una “sezione speciale” del Registro delle imprese.
I dati e le informazioni relativi alla titolarità effettiva di imprese dotate di personalità giuridica, di persone giuridiche private, di trust produttivi di effetti giuridici rilevanti a fini fiscali e istituti giuridici affini al trust sono comunicati al Registro delle imprese per la loro iscrizione e conservazione nella “sezione autonoma” e nella “sezione speciale” dello stesso Registro delle imprese.

La “sezione autonoma”, secondo quanto stabilito all’articolo 1, comma 1, lett. l) del decreto in commento, è l’apposita sezione del Registro delle imprese, contenente i dati e le informazioni sulla titolarità effettiva di imprese dotate di personalità giuridica e di persone giuridiche private.
Mentre, la “sezione speciale”, secondo quanto stabilito all’articolo 1, comma 1, lett. m), è l’apposita sezione del Registro delle imprese, recante le informazioni sulla titolarità effettiva dei trust produttivi di effetti giuridici rilevanti a fini fiscali, nonché degli istituti giuridici affini, stabiliti o residenti sul territorio della Repubblica italiana.


2.5. Modalità e termini della comunicazione da effettuare al Registro delle imprese

2.5.1. Soggetti legittimati
Le informazioni relatve alla titolarità effettiva devono essere comunicate all'ufficio del Registro delle imprese della Camera di commercio territorialmente competente ai fini della loro iscrizione e conservazione nella sezione autonoma o nella sezione speciale del Registro delle imprese:
• dagli amministratori delle imprese dotate di personalità giuridica e il fondatore, ove in vita;
• dai soggetti cui è attribuita la rappresentanza e l'amministrazione delle persone giuridiche private;
• dal fiduciario di trust o di istituti giuridici affini.

2.5.2. La forma della comunicazione
I dati e le informazioni sulla titolarità effettiva sono resi mediante autodichiarazione, ai sensi degli articoli 46 e 47 del D.P.R. n. 445/2000 e va effettuata esclusivamente in forma telematica.
Per tutte le comunicazioni previste dal presente articolo, è utilizzato il modello di comunicazione unica di impresa (ComUnica) adottato con decreto dirigenziale del Ministero dello sviluppo economico del 19 novembre 2009.
I dati e le informazioni oggetto della comunicazione sono specificati all’articolo 4 del decreto in commento.
La comunicazione, resa in forma di autodichiarazione ai sensi degli articoli 46 e 47 del D.P.R. n. 445/2000, è esente da imposta di bollo (art. 21, comma 1, D.Lgs. n. 231/2007).

2.5.3. Termini per la comunicazione
L’operatività del sistema di comunicazione dei dati e delle informazioni sulla titolarità effettiva verrà attestata con un apposito decreto dirigenziale del Ministero dello sviluppo economico, da adottarsi entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto interministeriale (e precisamente: entro l’8 agosto 2022).
Le comunicazioni dei dati e delle informazioni dovranno essere effettuate entro i sessanta giorni successivi alla pubblicazione del predetto provvedimento (e precisamente: entro l’8 ottobre 2022).
Le imprese dotate di personalità giuridica e le persone giuridiche private, la cui costituzione sia successiva alla data del predetto provvedimento del Ministero dello sviluppo economico, dovranno provvedere alla comunicazione entro trenta giorni dalla iscrizione nei rispettivi registri.
I trust e istituti giuridici affini la cui costituzione sia successiva alla stessa data, dovranno provvedere alla comunicazione entro trenta giorni dalla loro costituzione (art. 3, comma 7).

I soggetti obbligati devono, inoltre, comunicare le eventuali variazioni dei dati e delle informazioni relativi alla titolarità effettiva entro trenta giorni dal compimento dell’atto che dà luogo a variazione (art. 3, comma 3).
I termini per le comunicazioni, stabiliti nei commi 3, 6 e 7 dell’articolo 3, sono da considerare perentori (art. 3, comma 8).

2.5.4. Comunicazione annuale
Gli stessi soggetti sono, inoltre, tenuti sa comunicare annualmente la conferma dei dati e delle informazioni, entro dodici mesi dalla data della prima comunicazione o dall’ultima comunicazione della loro variazione o dall’ultima conferma.
Le imprese dotate di personalità giuridica possono effettuare la conferma contestualmente al deposito del bilancio. Delle avvenute comunicazioni è rilasciata contestuale ricevuta (art. 3, comma 3).
I dati e le informazioni oggetto della comunicazione sono specificati all’articolo 4 del decreto in commento.
La comunicazione, resa in forma di autodichiarazione ai sensi degli articoli 46 e 47 del D.P.R. n. 445/2000, è esente da imposta di bollo.

2.6. Soggetti abilitati all’accesso alla sezione riservata del Registro delle imprese, contenente le informazioni sulla titolarità effettiva

2.6.1. L’accesso alle Pubbliche Autorità
L’accesso alla sezione del Registro delle imprese, al cui interno verranno indicate le informazioni sulla titolarità effettiva di persone giuridiche e trust, come sopra individuate, è consentito:
a) al Ministero dell’Economia e delle Finanze, alle Autorità di vigilanza di settore, all’Unità di informazione finanziaria per l’Italia, alla Direzione investigativa antimafia, alla Guardia di Finanza che opera attraverso il Nucleo Speciale Polizia Valutaria senza alcuna restrizione;
b) alla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo;
c) all’autorità giudiziaria, conformemente alle proprie attribuzioni istituzionali;
d) alle autorità preposte al contrasto dell’evasione fiscale;
e) ai soggetti obbligati, a supporto degli adempimenti prescritti in occasione dell’adeguata verifica.

Le modalità tecniche e operative dell'accesso sono disciplinate con apposita convenzione sottoscritta da ciascuna autorità con Unioncamere e il gestore. Tali convenzioni regolano le modalità uniformi di attivazione del collegamento via web o tramite cooperazione applicativa al sistema informatico del gestore nonché le modalità di identificazione, modifica e revoca da parte dell’autorità dei propri operatori abilitati all'accesso (art. 5, commi 2 e 3).

Ai fini dell’accesso da parte delle autorità, le medesime autorità dovranno trasmettere alla Camera di commercio territorialmente competente, attraverso il sistema informatico del gestore e secondo le modalità tecniche e informatiche definite nella convenzione, un’autodichiarazione resa ai sensi degli articoli 46 e 47 del D.P.R. n. 445/2000, con cui attestano che l’accesso alla sezione autonoma e alla sezione speciale del registro è effettuato per il perseguimento delle sole finalità di contrasto dell’evasione fiscale (art. 5, comma 4).

2.6.2. L’accesso dei soggetti obbligati
I soggetti obbligati (banche, SIM, SICAV, professionisti, ecc.), tenuti ai sensi dell’articolo 3 del decreto ad assolvere agli obblighi di adeguata verifica, potranno accedere alla sezione autonoma del Registro (dedicata alle società e agli enti) e alla sezione speciale (dedicata ai trust).
L’accesso dei soggetti obbligati – secondo quanto disposto dall’articolo 6 del decreto - avverrà previo accreditamento degli stessi, subordinato ad apposita richiesta alla Camera di Commercio territorialmente competente.
L’accreditamento è comunicato al soggetto obbligato a mezzo posta elettronica certificata e consente l’accesso per due anni, decorrenti dalla data del primo accreditamento o da quella del rinnovo espresso dello stesso.

2.6.3. L’accesso di altri soggetti - Istanza di accesso motivata
A richiesta e senza limitazioni, l’accesso alla sezione del Registro delle imprese è consentito - secondo quanto disposto dall’articolo 7 del decreto - anche ai soggetti privati, compresi quelli portatori di interessi diffusi, titolari di un interesse giuridico rilevante e differenziato, nei casi in cui la conoscenza della titolarità effettiva sia necessaria per curare o difendere, nel corso di un procedimento giurisdizionale, un interesse corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata, quando abbiano ragioni, concrete e documentate, per dubitare che la titolarità effettiva sia diversa da quella legale.
L’interesse deve essere diretto, concreto ed attuale e, nel caso di enti rappresentativi di interessi diffusi, non deve coincidere con l’interesse di singoli appartenenti alla categoria rappresentata.
Entro il termine di venti giorni dalla richiesta, la Camera di commercio territorialmente competente consente l’accesso o comunica il diniego motivato al richiedente, a mezzo posta elettronica certificata.
In mancanza di comunicazione entro il predetto termine l’accesso si intende respinto.

Nel caso della sussistenza di circostanze eccezionali, le richieste di accesso devono essere comunicate, sempre a mezzo PEC, al controinteressato, il quale avrà a disposizione dieci giorni, decorrenti dalla ricezione di tale comunicazione, per trasmettere, a mezzo PEC, motivata opposizione alla richiesta di accesso.
La Camera di commercio valuta caso per caso le “circostanze eccezionali”, rappresentate dal controinteressato, che giustificano in tutto o in parte il diniego dell’accesso, anche alla luce del principio di proporzionalità tra il rischio paventato e l’interesse all’accesso.
L’accesso ai dati può essere escluso in tutto o in parte all’esito della valutazione, da parte della Camera di commercio territorialmente competente, delle circostanze eccezionali rappresentate dal controinteressato.
Il diniego motivato dell’accesso è comunicato al richiedente, a mezzo posta elettronica certificata, entro venti giorni dalla richiesta di accesso. In mancanza di comunicazione entro il predetto termine l’accesso si intende respinto (art. 7, comma 3).

2.6.4. La comunicazione della difformità delle informazioni
In sintonia con l'art. 21, comma 5, lett. e-bis del D.Lgs. n. 231/2007, il decreto interministeriale prevede che i soggetti obbligati (banche, professionisti, poste italiane spa, e in generale tutti i soggetti previsti dall'art. 3 del D.Lgs. n. 231/07) debbano tempestivamente segnalare alla Camera di Commercio territorialmente competente le eventuali difformità tra le informazioni sulla titolarità effettiva ottenute con la consultazione della sezione autonoma o speciale del Registro delle imprese e quelle acquisite in sede di adeguata verifica antiriciclaggio.
Si tratta di una funzione di estremo rilievo (e che sottopone il segnalante ad anonimato) è quella finalizzata a individuare situazioni di opacità o false comunicazioni dei dati risultanti e trascritti nel registro dei titolari effettivi rispetto a quelli che emergono nell'ambito delle adeguate verifiche.

Un ulteriore obbligo di segnalazione ricade così sui destinatari delle norme antiriciclaggio, chiamati questa volta a mettere in discussione le risultanze del registro, suscitando una seria riflessione in merito alla valenza reale allo stesso attribuita.
Non è specificato, peraltro, se e quale procedura venga attivata dopo la segnalazione, né è chiaro il significato dell’avverbio “tempestivamente”: la mancanza di un termine perentorio, di fatto, rimette la percezione di tempestività alla soggettività del destinatario degli obblighi di adeguata verifica.


2.7. Diritti di segreteria
Con decreto del Ministro dello sviluppo economico di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, dovranno essere individuati e successivamente modificati e aggiornati le voci e gli importi dei diritti di segreteria della Camera di Commercio per gli adempimenti previsti dal presente decreto inerenti l’istituzione della sezione autonoma e della sezione speciale del Registro delle imprese e l’accesso alle stesse.
In particolare, sono assoggettati al pagamento dei diritti di segreteria:
a) la comunicazione, la variazione e la conferma dei dati e delle informazioni comunicate al Registro delle imprese;
b) l’accesso da parte dei soggetti obbligati;
c) l’accesso da parte del pubblico;
d) l’accesso di qualunque persona fisica e giuridica, compresa quella portatrice di interessi diffusi;
e) il rilascio a privati di certificati e di copie digitali relativi alle informazioni sulla titolarità effettiva delle imprese dotate di personalità giuridica e delle persone giuridiche private e dei trust tenuti all’iscrizione nella sezione speciale.


2.8. Sanzioni per l’omessa comunicazione
Per l'omessa comunicazione delle informazioni sul titolare effettivo è prevista - secondo quanto stabilito al comma 2 dell’articolo 4 del decreto - l’applicazione della medesima sanzione prevista dall’articolo 2630 del Codice civile, secondo il quale per chiunque, essendone tenuto per legge, omette di eseguire, nei termini prescritti comunicazioni o depositi presso il Registro imprese, verrà applicata la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 103,00 ad euro 1.032,00.
La sanzione è applicabile a tutti i soggetti obbligati ad adempiere tale compito, cioè coloro dotati di poteri di firma e rappresentanza.
Se la denuncia/comunicazione/deposito avvengono nei 30 giorni successivi alla scadenza dei termini prescritti, la sanzione amministrativa pecuniaria è ridotta ad un terzo.


2.9. I compiti delle Camere di Commercio
La Camera di commercio territorialmente competente dovrà provvedere:
a) all’accertamento e alla contestazione della violazione dell’obbligo di comunicazione dei dati e delle informazioni sulla titolarità effettiva;
b) all’irrogazione della relativa sanzione amministrativa, ai sensi dell’articolo 2630 del Codice civile, secondo le disposizioni di cui alla legge 24 novembre 1981, n. 689;
c) ai controlli delle comunicazioni di cui all’articolo 3 del decreto rispetto alle regole tecniche e a quelle specifiche del formato elettronico, risultanti dal decreto dirigenziale di cui all’articolo 3, comma 5, di prossima pubblicazione, nonché
d) ai controlli sulle autodichiarazioni, ai sensi del D.P.R. n. 445/2000 (art. 4, comma 2).


2.10. Decreti attuativi
Sebbene la vigenza del decreto sia fissata al 9 giugno la sua operatività è subordinata all’emanazione di tre provvedimenti.
Per il completo avvio del Registro dei titolari effettivi si attende ora l'emanazione:
• di un decreto dirigenziale del Ministero dello sviluppo economico che adotti le specifiche tecniche del formato elettronico della comunicazione unica d’impresa.
Tale decreto dovrà essere adottato ed entrerà in vigore entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto in commento (art. 3, comma 5);
• di un provvedimento del Ministero dello sviluppo economico che attesti l'operatività del sistema di comunicazione dei dati e delle informazioni sulla titolarità effettiva (art. 3, comma 6);
• di un decreto del Ministero dello sviluppo economico, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, che determini gli importi dei diritti di segreteria per gli adempimenti previsti dal presente decreto (art. 8, comma 1).

Infine Infocamere, per conto della Camera di Commercio territorialmente competente, dovrà predisporre un disciplinare tecnico da sottoporre al vaglio preventivo del Garante per la privacy, volto a definire misure tecniche e organizzative idonee a garantire un livello di sicurezza adeguato al rischio in materia di protezione dei dati personali.

. Se vuoi consultare il testo del D.I. n. 55/2022, clicca QUI.




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Pubblicato su: 2022-05-28 (214 letture)

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