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Ruolo dei conducenti di veicoli o natanti abilitati ad autoservizi pubblici non di linea

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NOTIZIE IN BREVE

NOLEGGIO CON CONDUCENTE (NCC) – Pubblicato il D.L. n. 143/2018 che detta nuove regole

E’ stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 301 del 29 dicembre 2018, il Decreto-Legge 29 dicembre 2018, n. 143, recante “Disposizioni urgenti in materia di autoservizi pubblici non di linea”. Dettate nuove regole a decorrere dal 30 dicembre 2018.


La Corte Costituzionale dichiara l'illegittimità parziale della legge della Regione Piemonte n. 14 del 2015 - La Regione non può vietare la concorrenza sul trasporto

Illegittima la legge regionale che vieta i servizi di car sharing e Uber.
Così ha deciso la Corte costituzionale, con la sentenza n. 265/2016, depositata il 15 dicembre 2016, nel giudizio di legittimità promosso dal Presidente del Consiglio dei ministri, che ha impugnato l'art. 1 della legge della Regione Piemonte 6 luglio 2015, n. 14.


Noleggio con conducente - Parere della Conferenza delle Regioni

La Conferenza delle Regioni, nella riunione del 28 ottobre 2010, ha approvato un documento sulla disciplina del servizio di autonoleggio di autoveicoli con conducente.

. Se vuoi scaricare il documento, clicca QUI.


Proposta di legge n. 3694

Il 4 agosto 2010 è stata presentata una Proposta du legge (n. 3694), recante "Modifiche alla legge 15 gennaio 1992, n. 21, concernenti la disciplina del servizio di noleggio di autoveicoli con conducente".
Con questa proposta di legge si vuole ripristinare l’impostazione iniziale della legge n. 21/1992, superando gli ostacoli introdotti dal decreto-legge n. 207/2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 14/2009.


D.L. n. 78/2010 - Prevista una ulteriore proroga di 60 giorni

Secondo quanto stabilito al comma 7, dell'art. 51 del D.L. 31 maggio 2010, n. 78, recante "Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitivita' economica", il termine di cui al comma 3, dell'articolo 2, del D.L. n. 40/2010, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 73/2010, viene prorogato di altri 60 giorni.

Previsto un nuovo decreto

Dal 1° aprile 2010 sono entrate in vigore le norme dettate dal D.L. n. 207/2008, convertito dalla legge n. 14/2009, ma il legislatore, al comma 3, dell’art. 2, del D.L. 25 marzo 2010, n. 40 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 71 del 26 marzo 2010), viene prevista l’emanazione di un nuovo decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, previa intesa con la Conferenza Unificata.



FORMAZIONE E TENUTA DEL RUOLO DEI CONDUCENTI

1. Il quadro normativo e l’accesso alla professione

In Italia i servizi di trasporto pubblico non di linea sono regolamentati in base alle disposizioni della legge quadro nazionale - Legge 15 gennaio 1992, n. 21 - che distingue fra servizio taxi e servizio di noleggio con conducente (NCC), imponendo l’obbligo della prestazione del servizio e stabilendo alcune regole per il rilascio e la trasferibilità delle licenze, per i requisiti di guida, per le autovetture, per le tariffe e per lo svolgimento del servizio.

Il servizio taxi ha precise caratteristiche che lo differenziano dal servizio di noleggio con conducente (servizio NCC). Il servizio taxi è infatti assoggettato a:
• obbligo di servizio nei confronti di un'utenza indifferenziata;
• obbligo di stazionamento su piazza;
• tariffe fissate dalla pubblica amministrazione;
• territorialità e obbligo di inizio del servizio nel Comune che ha rilasciato la licenza;
• servizio a chiamata immediata.

I servizi NCC :
• non sono assoggettati a obblighi di servizio;
• la loro prestazione non è obbligatoria;
• non devono stazionare su piazza ma si rivolgono ad un’utenza che avanza, presso la rimessa, apposita richiesta;
• le tariffe sono concordate tra le parti;
• quanto alla territorialità, il servizio può avere inizio anche al di fuori del comune dove ha sede la rimessa;
• il servizio è soggetto ad autorizzazione.

Per quanto riguarda l’accesso alla professione, la legge nazionale regola le caratteristiche degli erogatori del servizio, che possono avere natura giuridica di impresa artigiana (anche in consorzio) o di cooperativa, ma non di società di capitali; vieta il cumulo di più licenze in capo ad un medesimo soggetto; permette l’utilizzo di sostituti alla guida solo per motivi temporanei e a tempo determinato, salvo il caso di collaboratori dell’impresa familiare iscritti nel ruolo dei conducenti.
La legge quadro fissa le linee guida fondamentali e, insieme al D.Lgs. 19 novembre 1997, n. 422 (c.d. “Decreto Burlando”), delinea gli ambiti di competenza delle normative regionali e comunali, cui spetta la regolamentazione concreta del servizio dal punto di vista economico e qualitativo.

La riforma costituzionale del Titolo V, tuttavia, ha inserito il trasporto tra le materie per cui le Regioni possono prevedere una propria disciplina esclusiva, di fatto assegnando a queste il potere di disciplinare in deroga alla legge quadro nazionale.
Nonostante ciò, il quadro normativo si è mantenuto sostanzialmente inalterato in tutte le Regioni fino all’approvazione del D.L. 4 luglio 2006, n. 223, convertito nella Legge 4 agosto 2006, n. 248 (c.d. “Decreto Bersani”).
Il decreto Bersani sulle liberalizzazioni offre nuovi strumenti per migliorare il servizio, sia con riguardo al numero delle licenze sia alla struttura dei turni, e permette quindi agli Enti Locali di adottare soluzioni diverse, adeguate alle specifiche realtà territoriali.
Le Amministrazioni locali hanno a questo punto nuove possibilità di intervenire per aumentare il contenuto innovativo del servizio e soddisfare la domanda, pur mantenendo regolata l’offerta: turnazioni alla guida di più autisti su uno stesso veicolo, concessione di licenze temporanee in caso di picchi di domanda, bandi per licenze straordinarie in caso di offerta insufficiente, tariffe predeterminate su singole tratte.

La programmazione territoriale e la regolazione nelle aree aeroportuali e nelle stazioni ferroviarie

Per quanto riguarda l’ambito territoriale nel quale si svolge il servizio, la normativa esistente in Italia prevede che il Comune sia il soggetto responsabile della programmazione del servizio, tenendo conto delle esigenze di integrazione con le altre modalità de Trasporto Pubblico Locale.
Alcune leggi regionali hanno tuttavia demandato alle Province la determinazione del fabbisogno locale di taxi e NCC, tenendo conto di criteri relativi alla popolazione residente, ai flussi turistici, all’estensione territoriale e altro.
La scelta della dimensione sovracomunale è giustificata qualora un medesimo bacino di utenza scavalchi i confini del singolo comune, come avviene nel caso delle principali aree metropolitane e, in particolare, della prestazione del servizio taxi in prossimità di aree aeroportuali.

La regolamentazione presso gli aeroporti

Nel caso dei “bacini aeroportuali”, l’esigenza di regolare il servizio taxi a livello sovracomunale deriva dalla circostanza che molti aeroporti insistono sul territorio di Comuni diversi da quello di riferimento, come accade nel caso dell’aeroporto Leonardo da Vinci di Roma. Ciò comporta la presenza presso lo stesso scalo di taxi provenienti da diversi Comuni, soggetti a regolamenti differenti.
La normativa regionale per il servizio taxi presso gli aeroporti è emanata ai sensi del D.Lgs. 19 novembre 1997, n. 422, ed appare piuttosto diffusa e consolidata.
Si tratta di equiparare, sia dal punto di vista territoriale che tariffario, il servizio prestato dai taxi che ricadono nei comuni dei “bacini aeroportuali” che in alcuni casi comprendono più di una provincia.

Servizio di prenotazione del trasporto mediante Taxi

Nel mercato della fornitura di servizi di raccolta e smistamento della domanda del servizio taxi, accanto ai canali tradizionali di raccolta della domanda del servizio taxi (richiesta diretta da parte dell’utenza di un taxi in transito o nei posteggi, chiamata telefonica alle colonnine situate nei posteggi) - e al c.d. servizio radiotaxi - si sono aggiunte recentemente nuove modalità di raccolta e smistamento della domanda che utilizzano le tecnologie basate sulla geo-localizzazione della domanda e dell’offerta.
Il servizio radiotaxi funziona mediante un sistema centralizzato nel quale una centrale operativa riceve le richieste telefoniche, ricerca via radio e localizza il taxi disponibile più vicino al luogo del prelevamento dell’utente al momento della chiamata e gli assegna la corsa.
Per usufruire del servizio radiotaxi il singolo tassista paga una tassa d’ingresso in cifra fissa ed un canone mensile, il cui ammontare è stabilito dal rispettivo gestore di radiotaxi.
Si tratta di una modalità di raccolta che nel tempo è diventata prevalente, poiché consente di smistare con efficienza e celerità le chiamate di utenti che necessitano del servizio taxi.
Ciò che caratterizza il servizio radiotaxi è che non vi è alcun rapporto diretto tra utente finale e tassista. Tutti i rapporti con l’utente sono infatti gestiti dalla centrale radiotaxi: l’utente è informato solamente del nome del taxi in arrivo e del tempo che il taxi impiegherà per giungere a destinazione.
Molti gestori di radiotaxi hanno iniziato a utilizzare modalità aggiuntive, alternative alla ricezione telefonica delle chiamate, di cui gli utenti possono avvalersi per chiamare un taxi. Applicazioni dedicate per dispositivi mobili, quali smartphone e tablet, ricorso alla messaggistica Whatsapp e Telegram, siti internet webtaxi.


2. La formazione e la tenuta del Ruolo conducenti di veicoli o natanti adibiti ad autoservizi pubblici non di linea

Nel Ruolo si devono obbligatoriamente iscrivere coloro che intendono svolgere un servizio di trasporto di persone (con funzione complementare ed integrativa rispetto ai trasporti pubblici) effettuato a richiesta del trasportato, in modo non continuativo o periodico, su itinerari e secondo orari stabiliti di volta in volta.

Costituiscono "autoservizi pubblici non di linea":
- il servizio di taxi con autovettura, motocarrozzetta, natante e veicoli a trazione animale;
- il servizio di noleggio con conducente e autovettura, motocarrozzetta, natante e veicoli a trazione animale
.

Il Ruolo è diviso nelle seguenti sezioni:
a) conducenti di autovetture,
b) conducenti di motocarrozzette,
c) conducenti di natanti,
d) conducenti di veicoli a trazione animale
.

L’iscrizione al Ruolo costituisce il requisito indispensabile per l’ottenimento della licenza o dell’autorizzazione allo svolgimento dell’attività.

L'iscrizione al Ruolo deve essere richiesta presso la Camera di Commercio della provincia in cui si svolge l'attività ed è subordinata all'accertamento dei seguenti requisiti:
A. Morali
• non essere sottoposto a misure antimafia;
• non essere stato condannato per i reati di cui al Capo VI punto 2 lettera a) della Deliberazione del Consiglio Regionale dell’Emilia – Romagna n. 2009 del 31/05/1994.

B. Professionali
• essere in possesso dei titoli previsti ed obbligatori per la guida di veicoli secondo le vigenti norme del codice della strada ovvero possesso della patente nautica (solo per la apposita sezione di ruolo);
• assolvimento dell’obbligo scolastico;
• età non superiore ai 65 anni per l’iscrizione alle sezioni riservate ai conducenti di autovetture, motocarrozzette e natanti;
• età non superiore ai 70 anni per l’iscrizione alla sezione riservata ai conducenti di veicoli a trazione animale;
• possesso del certificato di abilitazione professionale di cui all’art. 116, comma 8 del D.lgs. 30 aprile 1992, n. 285, per l’iscrizione alle sezioni riservate ai conducenti di autovetture e motocarrozzette.

Oltre al possesso dei requisiti indicati sopra, è richiesto il superamento di un esame di abilitazionepresso la Camera di Commercio.

Le materie d’esame riguardano i seguenti argomenti:
- disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative applicabili alla circolazione, alla sicurezza della circolazione, alla prevenzione degli incendi nonchè alle misure da prendersi in caso di incidente;
- elementari cognizioni per la prestazione di soccorso alle persone in caso di incidente;
- norme per la manutenzione dei veicoli, per il collaudo ed immatricolazione;
- cognizione dei principi applicabili in materia di assicurazione contabilità commerciale, regime delle tariffe prezzi e condizioni di trasporto, geografia fisica e stradale con particolare riferimento alla comprensione della rappresentazione cartografica della viabilità.


2.1. Attività svolta da società

L'iscrizione al ruolo conducenti è richiesta solo per le persone fisiche che svolgono l'attività di conducente rientrante nella normativa di cui alla L. 21/1992, in qualità di titolare, sostituto, dipendente, collaboratore familiare e che devono essere in possesso dei requisiti morali e professionali (Capo VI del. Cons. reg. 2009/94 ed in particolare punto 6).
Nel caso in cui l'attività venga svolta in forma societaria devono essere iscritti al ruolo il titolare dell'autorizzazione e tutti coloro che sono adibiti alle mansioni di conducente in qualità di soci, dipendenti o sostituti.

Successivamente all'iscrizione al Ruolo è necessario chiedere al Comune nel quale si esercita l'attività la licenza per l'esercizio del servizio di taxi o l'autorizzazione per l'esercizio del noleggio di autovettura con conducente.


2.2. Iter per l’iscrizione nel Ruolo

Per l’iscrizione del Ruolo è necessario seguire il seguente iter:
1. La domanda di iscrizione deve essere presentata in bollo (da € 16,00) alla Camera di Commercio di competenza utilizzando i modelli forniti dall’ufficio.
2. Alla domanda vanno allegate le attestazioni di versamento della tassa di concessione governativa (€ 168,00 sul c/c postale 8003 codice 8617 intestato Agenzia delle Entrate - Centro Operativo di Pescara - Tasse Concessioni Governative) e dei diritti di segreteria per l’iscrizione (€ 31,00 da effettuarsi sul c/c postale appositamente predisposto da ogni Camera di Commercio).
3. Nella domanda viene autocertificato il possesso dei requisiti richiesti.
4. L’iscrizione avverrà a seguito del superamento dell’esame di idoneità (vedi regolamento per esame) avanti apposita Commissione che accerterà il grado indispensabile di cultura generale e di conoscenza particolare per l’esercizio, nonché il possesso dei necessari requisiti morali e professionali.


2.3. APPROFONDIMENTI

Proponiamo un approfondimento, curato da Claudio Venturi, dal titolo:
. Il Ruolo dei conducenti di veicoli o natanti abilitati ad autoservizi pubblici non di linea. La formazione e la tenuta del Ruolo e l'esercizio dell'attività di taxi e di noleggio con conducente.


2.4. SCHEDE RIEPILOGATIVE

. Ruolo dei conducenti di veicoli o natanti abilitati ad autoservizi pubblici non di linea. Formazione e tenuta.


LE NOVITA’ INTRODOTTE NEL TEMPO

1. LE NOVITA’ INTRODOTTE DAL DECRETO LEGGE N. 223/2006, CONVERTITO, CON MODIFICAZIONI, NELLA LEGGE N. 248/2006

1.1. Le prime disposizioni dettate dal decreto-legge n. 223/2006

L’articolo 6 del decreto in questione, completamente riscritto dalla legge di conversione, interviene sull’attività di servizio di taxi.
Il decreto-legge n. 223/2006 aveva aggiunto un comma all’articolo 8 della legge 15 gennaio 1992, n. 21 (Legge quadro per il trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea), facendo, in sostanza, sparire il divieto di cumulo delle licenze di taxi.
Il secondo comma dell’articolo 8, della legge n. 21/1992 prevede che la licenza e l’autorizzazione sono riferire ad un singolo veicolo o natante.
Non è ammesso, in capo ad un medesimo soggetto, il cumulo di più licenze per l’esercizio del servizio di taxi ovvero il cumulo della licenza per l’esercizio del servizio di taxi e dell’autorizzazione per l’esercizio del servizio di noleggio con conducente.
E’ invece ammesso, in capo ad un medesimo soggetto, il cumulo di più autorizzazioni per l’esercizio del servizio di noleggio con conducente. E’ inoltre ammesso, in capo ad un medesimo soggetto, il cumulo della licenza del servizio di taxi e dell’autorizzazione per l’esercizio del servizio di noleggio con conducente, nel caso si eserciti con natanti. I Comuni, in deroga alle attuali disposizioni, potranno bandire pubblici concorsi e concorsi riservati a chi è già titolare di licenza di taxi per l’assegnazione a titolo oneroso di licenze eccedenti la vigente programmazione numerica.
In questo caso i soggetti assegnatari delle nuove licenze non le potranno cedere separatamente dalla licenza originaria e dovranno avvalersi, sotto la propria responsabilità, di conducenti il cui contratto di lavoro subordinato dovrà essere trasmesso all’amministrazione vigilante entro le ore 24 del giorno precedente il servizio. I Comuni potranno altresì rilasciare autorizzazioni temporanee, non cedibili, per fronteggiare eventi straordinari.


1.2. Le modifiche apportate dalla legge di conversione n. 248/2006

Dopo una lunga trattativa tra il Ministro Bersani e le rappresentanze sindacali, conclusasi il 18 luglio 2006, sul tema delle licenze taxi sono state introdotte delle novità di rilievo rispetto a quelle prospettate in un primo momento dal decreto-legge n. 223/2006.
Stop al cumulo delle licenze e alla doppia auto per ciascuna licenza e passaggio ai Comuni della facoltà di concedere licenze aggiuntive e deroghe.
In pratica viene offerta ai Comuni una serie di facoltà tra le quali potranno scegliere quelle più idonee alle esigenze locali di potenziamento del servizio, previa consultazione delle commissioni consultive cui partecipano i rappresentanti della categoria e i radiotaxi.

Nel dettaglio, i Comuni potranno:
1. Disporre di ulteriori turni giornalieri per le singole auto, servendosi, in deroga alla disciplina di cui all’articolo 10 della legge n. 21/1992, di sostituti alla guida in possesso dei requisiti stabiliti dall’articolo 6 della medesima legge;
2. Prevedere bandi straordinari, in conformità alla vigente programmazione numerica, ovvero in deroga nel caso in cui la programmazione numerica manchi o non sia ritenuta idonea dal Comune ad assicurare un livello di offerta adeguato, per il rilascio, a titolo oneroso o gratuito, di nuove licenze da assegnare ai soggetti in possesso dei requisiti di cui all’articolo 6 della legge n. 21/1992. Nel caso di titolo oneroso, si dovrà fissare il relativo importo e individuare, in caso di eccedenza delle domande, uno o più criteri selettivi di valutazione automatica o immediata, che assicurino la conclusione della procedura in tempi celeri.
I proventi derivanti saranno ripartiti, in una percentuale non inferiore all'80%, tra i titolari di licenze di taxi del medesimo Comune, mentre la restante parte degli introiti potrà essere utilizzata dai Comuni per finanziare iniziative volte al controllo e al miglioramento della qualità degli autoservizi pubblici non di linea e alla sicurezza dei conducenti e dei passeggeri, anche mediante l’impiego di tecnologie satellitari.
3. Prevedere il rilascio di autorizzazioni temporanee o stagionali, non cedibili, per fronteggiare particolari eventi straordinari o periodi di prevedibile incremento della domanda e in numero proporzionato alle esigenze dell’utenza.
4. Prevedere, in via sperimentale, l’attribuzione della possibilità di utilizzare veicoli sostitutivi e aggiuntivi, per l’espletamento di servizi diretti a specifiche categorie di utenti. In tal caso, l’attività dei sostituti della guida dovrà svolgersi secondo quanto previsto al punto 1.
Tale attribuzione dovrà essere prevalentemente a favore delle cooperative di produzione e lavoro o delle cooperative di servizi do dei consorzi tra imprese artigiane.
5. Prevedere, in via sperimentale, forme innovative di servizio e tariffe differenziate, rilasciando a tal fine apposite autorizzazioni ai titolari di licenza del servizio di taxi o alle cooperative di produzione e lavoro o delle cooperative di servizi do dei consorzi tra imprese artigiane.
6. Prevedere la possibilità degli utenti di avvalersi di tariffe predeterminate dal Comune per percorsi prestabiliti (come, ad esempio, i collegamenti con l’aeroporto).
7. Istituire, per verificare la qualità del servizio di taxi, un comitato di monitoraggio composto da funzionari comunali, rappresentanti della categoria, dei radiotaxi e degli utenti.

Il comma 2 dell’articolo 6 stabilisce, infine, che sono fatti salvi il conferimento di nuove licenze secondo la vigente programmazione numerica e il divieto di cumulo di più licenze al medesimo intestatario, ai sensi della legge n. 21 del 1992 e della disciplina adottata dalle singole Regioni.


. Se vuoi approfondire l’argomento e scaricare il testo del decreto-legge, coordinato con le modifiche apportate dalla legge di conversione, clicca QUI


2. LE NOVITA’ INTRODOTTE DALLA LEGGE N. 14/2009 DI CONVERSIONE DEL D.L. N. 207/2008

2.1. Le novità introdotte

La questione aperta negli ultimi anni delle attività svolte dai noleggiatori con conducente in concorrenza con i titolari di licenza taxi, ha catalizzato l’attenzione del legislatore nazionale che ha deciso di intervenire con una modifica sensibile della legge n. 21/1992.
L’intervento governativo attraverso il decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, nella legge n. 14 del 27 febbraio 2009 (c.d “mille proroghe”) - in vigore dal 1° marzo 2009 - è stato sollecitato anche dalla spinta delle osservazioni formulate dai taxisti sul presunto scorretto uso delle licenza di noleggio per esercitare l’attività in altre città sedi di importanti poli catalizzatori del traffico passeggeri (aeroporti, porti,quartieri fieristici e simili).
Le modifiche apportate dall'art. 29 della legge n. 14/2009, che illustreremo di seguito, sono assai rilevanti.

1) L'articolo 3 è stato riformulato: si è provveduto adeguatamente a sostituire il termine “sede del vettore“ con il termine “rimessa”.
La modifica non è solo lessicale e va posta in relazione con l’altra modifica del comma 4 del successivo articolo 11 della legge n. 21/1992, secondo cui le prenotazioni di trasporto per il servizio di noleggio con conducente sono effettuate appunto presso la rimessa, e l’inizio ed il termine di ogni singolo servizio di noleggio con conducente devono avvenire sempre alla rimessa, situata nel Comune che ha rilasciato l‘autorizzazione, con ritorno alla stessa; è previsto invece che il prelevamento e l‘arrivo a destinazione dell‘utente possano avvenire anche nel territorio di altri Comuni.
Con queste nuove formulazioni dell’articolo 3 e del comma 4 dell’articolo 11, che vanno lette in combinato disposto, appare evidente l’intenzione del legislatore di vietare che il noleggiatore con conducente possa direttamente offrire il servizio al cliente situato in altro territorio comunale, a meno che lo stesso non abbia provveduto a prenotare presso la rimessa tale prestazione, e che dunque il noleggiatore abbia iniziato il servizio dietro esplicita prenotazione del cliente effettuata preventivamente alla salita dello stesso sull’autovettura e con partenza di quest’ultima direttamente dalla rimessa.

2) La seconda modifica apportata alla legge n. 21/1992 riguarda l’introduzione di un nuovo articolo, il 5 bis, nel quale si attribuiscono ai Comuni specifici nuovi poteri di regolamentazione dell’accesso dei noleggiatori sul proprio territorio, o anche solo in particolari zone del territorio, subordinando il suddetto accesso ad una preventiva comunicazione effettuata sotto forma di autocertificazione. In essa il noleggiatore titolare di autorizzazione rilasciata da un altro Comune, deve dichiarare l‘osservanza e la titolarità dei requisiti di operatività della legge n. 21/1992 come modificata dalla legge n. 14/2009, compreso l’obbligo di fornire i dati relativi al singolo servizio per cui si inoltra la comunicazione.
Il Comune potrà legittimamente in questi casi prevedere e pretendere il pagamento di un diritto di accesso sul proprio territorio.

3) La legge n. 21/1992 viene poi riformata nell’articolo 8 comma 3 in relazione alle modalità per il rilascio delle autorizzazioni e licenze, e soprattutto, in relazione alle modalità di mantenimento delle stesse.
In sostanza, oltre ad aggiungere i requisiti sottolineati affinchè la licenza possa essere mantenuta, si specifica di nuovo che non sarà possibile mantenere la sede dell’azienda in un Comune e la rimessa in un altro, ma che le due dovranno essere situate nel Comune che ha rilasciato l’autorizzazione, peraltro anche non nei medesimi locali purchè nello stesso territorio.

4) Nello specifico sono stati sostituiti i commi 3 e 4 dell’articolo 11, nei quali si stabilisce innanzitutto che nei Comuni in cui è presente il servizio di taxi, nel servizio di noleggio con conducente, esercitato a mezzo di autovetture, è vietata la sosta in posteggio di stazionamento su suolo pubblico.
Ciò significa che in questi Comuni i veicoli adibiti a servizio di noleggio con conducente possono sostare a disposizione dell‘utenza, esclusivamente all‘interno della rimessa.
La riformulazione del comma 4 dell’articolo 11, già in parte sopra anticipata in relazione all’inizio ed al termine del servizio, appare sensibilmente efficace, specificando innanzitutto che le prenotazioni di trasporto per il servizio di noleggio con conducente sono effettuate presso la rimessa; questa prenotazione, che potrà avvenire telefonicamente o in modalità personale diretta, in rapporto con quanto successivamente scritto circa l’inizio ed il termine di ogni singolo servizio di noleggio con conducente, evidenzia la impossibilità per il noleggiatore di procacciarsi il lavoro attraverso un contatto diretto con il cliente in zone più o meno “di interesse” nelle quali egli ha deciso di sostare.

5) E' stato introdotto l'art. 11-bis relativo alle sanzioni, nel quale viene previsto che l'inosservanza da parte dei conducenti di taxi e degli esercenti il servizio di noleggio con conducente di quanto disposto dagli articoli 3 e 11 della legge n. 21/1992, così come modificati dalla legge n. 14/2009, viene punita:
a) con un mese di sospensione dal ruolo di cui all'articolo 6 alla prima inosservanza;
b) con due mesi di sospensione dal ruolo di cui all'articolo 6 alla seconda inosservanza;
c) con tre mesi di sospensione dal ruolo di cui all'articolo 6 alla terza inosservanza;
d) con la cancellazione dal ruolo di cui all'articolo 6 alla quarta inosservanza.

- Si riporta una:
. Tabella comparativa della legge n. 21/1992 con le novità apportate dalla legge n. 14/2009.


2.2. Sospensione dell'efficacia delle nuove disposizioni fino al 30 giugno 2009

Secondo quanto disposto dall'art. 7-bis, della legge 9 aprile 2009, n. 33, di conversione del D.L. 10 febbraio 2009, n. 5, l'efficacia delle disposizioni dettate dall'articolo 29, comma 1-quater, del D.L. 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14, e' sospesa fino al 30 giugno 2009.

Si riporta l’articolo 7-bis della legge 9 aprile 2009, n. 33, di conversione del D.L. 10 febbraio 2009, n. 5 (in vigore dal 12 aprile 2009):
Art. 7-bis - Sospensione dell'efficacia di disposizioni in materia di trasporto di persone mediante autoservizi non di linea
1. Nelle more della ridefinizione della disciplina dettata dalla legge 15 gennaio 1992, n. 21, in materia di trasporto di persone mediante autoservizi non di linea, da effettuare nel rispetto delle competenze attribuite dal quadro costituzionale e ordinamentale alle regioni ed agli enti locali, l'efficacia dell'articolo 29, comma 1-quater, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14, e' sospesa fino al 30 giugno 2009.”
.


2.3. Ulteriore proroga al 31 dicembre 2009

L'efficacia delle norme previste dall'articolo 29, comma 1-quater, del decreto legge n. 207/2008, convertito dalla legge n. 14/2009, in tema di attività di trasporto mediante autoservizi non di linea è stata più volte prorogata.
1) Per effetto del disposto di cui all’art. 23, comma 3, del D.L. 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, è stata nuovamente prorogata dal 30 giugno 2009 al 31 dicembre 2009.

2) Per effetto del disposto di cui all’art. 5, comma 3, del D.L. 30 dicembre 2009, n. 194, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25, è stata nuovamente prorogata al 31 marzo 2010.


2.4. Ulteriore proroga al 31 dicembre 2010

In prossimità della scadenza del 31 marzo 2010 è intervenuto il decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73, che, al comma 3 dell’articolo 2, ha previsto l’adozione, con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, previa intesa con la Conferenza unificata Stato-regioni-autonomie locali, di disposizioni attuative della disciplina dettata dalla legge n. 21 del 1992, finalizzate ad impedire pratiche di esercizio abusivo o illegale del servizio di taxi e del servizio di noleggio con conducente.
Con il medesimo decreto avrebbero dovuto essere altresì definiti gli indirizzi generali per l’attività di programmazione e di pianificazione delle regioni, ai fini del rilascio dei titoli autorizzativi da parte dei comuni.
Per l’adozione del decreto ministeriale era stabilito un termine di sessanta giorni a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto-legge.
Come già era chiaro al momento dell’esame parlamentare del disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 40 del 2010, il termine di sessanta giorni per definire la disciplina del settore non sarebbe stato sufficiente.
Il decreto-legge n. 78 del 2010, come modificato dalla legge di conversione n. 122 del 2010, ha differito tale termine al 31 dicembre 2010.


3. D.LSG. N. 59/2010, DI RECEPIMENTO DELLA DIRETTIVA 2006/123/CE - Esclusa la liberalizzazione

La DIRETTIVA 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 12 dicembre 2006, relativa ai servizi nel mercato interno, al "considerando" n. 21 stabilisce che:
"I servizi di trasporto, compresi i trasporti urbani, i taxi e le ambulanze nonché i servizi portuali, sono esclusi dal campo di applicazione della presente direttiva""

Il D.Lgs. 26 marzo 2010 , n. 59, recante "Attuazione della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno", all'art. 6, stabilisce, di conseguenza, quanto segue:
"Art. 6 (Servizi di trasporto)
1. Le disposizioni del presente decreto non si applicano ai servizi di trasporto aereo, marittimo, per le altre vie navigabili, ferroviario e su strada, ivi inclusi i servizi di trasporto urbani, di taxi, di ambulanza, nonche' i servizi portuali e i servizi di noleggio auto con conducente.
2. Ai fini del presente decreto, non costituiscono servizi di trasporto quelli di:
a) scuola guida;
b) trasloco;
c) noleggio di veicoli e unita' da diporto;
d) pompe funebri;
e) fotografia aerea
.

. Se vuoi approfondire i contenuti della Direttiva 2006/123/CE e del D.Lgs. n. 59/2010, clicca QUI.

Che le attività di servizio di taxi e di noleggio con conducente (NCC), in Italia, non possono ancora, nell’ambito delle liberalizzazioni, adeguarsi alla direttiva 2006/123/CE, si evince anche dall'art. 3, comma 11-bis, della L. n. 148/2011, di conversione del D.L. n. 138/2011, concernente ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo:
"11-bis. In conformità alla direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, sono invece esclusi dall'abrogazione delle restrizioni disposta ai sensi del comma 8 i servizi di taxi e noleggio con conducente non di linea, svolti esclusivamente con veicoli categoria M1, di cui all'articolo 6 del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59".

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4. LE NOVITA’ INTRODOTTE DAI DECRETI LEGGE N. 40/2010, N. 78/2010 e N. 225/2010

4.1. D.L. n. 40/2010 - Prevista l'emanazione di un nuovo decreto

Nonostante che dal 1° aprile 2010 siano entrate in vigore tutte le novità introdotte dal D.L. n. 207/2008, all'art. 2, comma 3, del D.L. 25 marzo 2010, n. 40 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 71 del 26 marzo 2010), viene prevista l'emanazione di un nuovo decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, previa intesa con la Conferenza Unificata che dovrà dettare “urgenti disposizioni attuative, tese ad impedire pratiche di esercizio abusivo del servizio di taxi e del servizio di noleggio con conducente o, comunque, non rispondenti ai principi ordinamentali che regolano la materia”.
Con il suddetto decreto dovranno, altresì, essere “definiti gli indirizzi generali per l'attività di programmazione e di pianificazione delle regioni, ai fini del rilascio, da parte dei Comuni, dei titoli autorizzativi”.

Si riporta il testo integrale del comma 3 dell'art. 2 del D.L. n. 40/2010:
"3. Ai fini della rideterminazione dei principi fondamentali della disciplina di cui alla legge 15 gennaio 1992, n. 21, secondo quanto previsto dall'articolo 7-bis, comma 1, del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, ed allo scopo di assicurare omogeneità di applicazione di tale disciplina in ambito nazionale, con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, previa intesa con la Conferenza Unificata di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono adottate, entro e non oltre il termine di sessanta giorni decorrenti dalla data di entrata in vigore del presente decreto, urgenti disposizioni attuative, tese ad impedire pratiche di esercizio abusivo del servizio di taxi e del servizio di noleggio con conducente o, comunque, non rispondenti ai principi ordinamentali che regolano la materia. Con il suddetto decreto sono, altresi', definiti gli indirizzi generali per l'attività di programmazione e di pianificazione delle regioni, ai fini del rilascio, da parte dei Comuni, dei titoli autorizzativi.".


4.2. D.L. n. 78/2010 - Prevista una ulteriore proroga di 60 giorni

Secondo quanto stabilito al comma 7, dell'art. 51 del D.L. 31 maggio 2010, n. 78, recante "Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica", il termine di cui al comma 3, dell'articolo 2, del D.L. n. 40/2010, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 73/2010, viene prorogato di altri 60 giorni (31 dicembre 2010).
Il termine per la fissazione di misure contro l’abusivismo nel settore del noleggio con conducente e dei taxi, al fine di dare seguito ai lavori dell’apposito tavolo tecnico istituito presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, viene quindi prorogato di altri 60 giorni.

Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e previa intesa con la Conferenza unificata di cui al decreto legislativo n. 281 del 1997, avrebbe dovuto adottare disposizioni attuative, tese ad impedire pratiche di esercizio abusivo del servizio taxi e del servizio di noleggio con conducente.
L’adozione di tale decreto si rende necessaria, in quanto la normativa introdotta dall’articolo 29, comma 1-quater, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14, che ha apportato modifiche sostanziali alla legge quadro 15 gennaio 1992, n. 21, in materia di trasporto di persone mediante auto servizi pubblici non di linea, tra cui, in particolare, il servizio di taxi con autovettura e il servizio di noleggio con conducente, presenta notevoli profili di criticità, sia sotto il profilo costituzionale che comunitario e risulta, peraltro, di problematica attuazione, alla luce di alcune carenze sostanziali di carattere ordinamentale.
Al fine di addivenire ad una soluzione condivisa e concordata non solo tra le istituzioni interessate (la materia, infatti, rientra nella sfera di competenza di regioni, comuni e province) ma anche tra le associazioni di categorie del settore taxi e del noleggio con conducente, si è insediato un tavolo tecnico che ha visto la partecipazione di tutti i soggetti interessati e che si propone di emendare o comunque di correggere il predetto articolo 29, comma 1-quater.
Peraltro, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti ha sottoscritto un Protocollo d’intesa, concordato con ANCI, UPI e regioni, che si prefigge la riformulazione della suddetta norma secondo le modalità nello stesso contenute ed è in corso apposita istruttoria in sede di Conferenza unificata per giungere ad un’intesa tra le istituzioni in ordine ai principi cui dovrà uniformarsi l’emananda disciplina del settore.
La norma proposta, pertanto, si rende necessario al fine di arginare la confusione che deriverebbe da un’applicazione dell’articolo 29, comma 1-quater, nella sua attuale formulazione, con i conseguenti effetti negativi che interesseranno gli enti locali competenti nella gestione pratica dei problemi, inevitabilmente causati dal caos interpretativo indotto dall’applicazione della predetta normativa e che si porranno, peraltro, in modo diverso nelle varie realtà territoriali coinvolte.

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4.3. D.L. n. 225/2010 - Prevista una ulteriore proroga al 31 marzo 2011

Il decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225 recante “Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie” (cd. "Milleproroghe"), contiene una tabella nella quale, alla ventottesima posizione, viene richiamato l’articolo 2, comma 3, del decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73.
All'articolo 1, comma 1 del decreto in questione si stabilisce che il termine di scadenza indicato in detta tabella viene prorogato al 31 marzo 2010.


4.4. Le successive proroghe

Il termine originario per l’emanazione del decreto, fissato al 25 maggio 2010 dall’art. 2, comma 3, del D.L. n. 40 del 2010 è stato prorogato per le seguenti volte:

1) al 31 dicembre 2010, dall’articolo 51, comma 7, del n. 78 del 2010;

2) al 31 marzo 2010, dalla Tabella 1 del D.L. n. 225 del 2010;

3) al 31 dicembre 2011, dall'art. 1, comma 1, del D.P.C.M. 25 marzo 2011;

4) al 30 giugno 2012, dall'articolo 11, comma 4, del D.L. 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14;

5) al 31 dicembre 2012, dall'articolo 17, comma 1, del D.L. 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla L. 7 agosto 2012, n. 134;

6) al 30 giugno 2013, dall'art. 1, comma 388 e la Tabella 2, n. 5, della legge n. 228 del 2012 (legge di stabilità per il 2013);

7) al 31 dicembre 2014, dall'art. 4, comma 4 del Decreto-legge 30 dicembre 2013, n. 150 (Milleproroghe), convertito dalla LEGGE 27 febbraio 2014, n. 15;

8) al 31 dicembre 2015, dall'art. 8, comma 1, del D.L. 31 dicembre 2014, n. 192 (Milleproroghe), convertito dalla L. 27 febbraio 2015, n. 11;

9) al 31 dicembre 2016, dall'art. 7, comma 5, del Decreto-Legge 30 dicembre 2015, n. 210 (Milleproroghe), convertito dalla L. 15 febbraio 2016, n. 21;

10) al 31 dicembre 2017, dall'art. 9, comma 3, del D.L. 30 dicembre 2016, n. 244 (Milleproroghe).

11) L. 205/2017 - LEGGE DI BILANCIO 2018 - TAXI e NCC - Ulteriore proroga dei termini in materia di pratiche abusive

E' stata pubblicata, sulla Gazzetta Ufficiale n. 302 del 29 dicembre 2017 (Supplemento Ordinario n. 62), la legge 27 dicembre 2017, n. 205, recante "Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020”. (Legge di Bilancio 2018).
Il provvedimento si compone di un solo articolo, composto da 1181 commi. Il comma 1136, alla lettera b), dispone la proroga al 31 dicembre 2018 del termine per l’emanazione del decreto del Ministero delle infrastrutture e trasporti finalizzato ad impedire le pratiche di esercizio abusivo del servizio taxi e del servizio di noleggi o con conducente e la contestuale proroga della sospensione dell'efficacia delle norme più restrittive in materia di noleggio con conducente (di cui all’articolo 29, comma 1-quater, del decreto-legge n. 207/2008), disposta dall'articolo 7-bis, comma 1, del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33.
Con lo stesso decreto dovrebbero altresì definirsi gli indirizzi generali per l'attività di programmazione e di pianificazione delle Regioni, ai fini del rilascio, da parte dei Comuni, dei titoli autorizzativi.
La proroga viene disposta modificando l’articolo 2, comma 3, del D.L. n. 40/2010, convertito nella L. n. 73/2010, che ha previsto l’emanazione di un decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, di concerto con il Ministro dello Sviluppo Economico, previa intesa con la Conferenza Unificata, per la rideterminazione dei principi fondamentali di cui alla legge n. 21/1992 (relativa alla disciplina dei servizi di autotrasporto pubblico non di linea), allo scopo di contrastare l'esercizio abusivo delle attività di taxi e di noleggio con conducente e di assicurare omogeneità di applicazione di tale disciplina in ambito nazionale. A tale decreto è stata quindi rimessa anche l'attuazione delle disposizioni in materia di noleggio con conducente contenute nel decreto-legge n. 207/2008.
L’articolo 29, comma 1-quater, del D.L. n. 207/2008 ha ampliato, attraverso alcune novelle alla legge n. 21/1992, gli obblighi a carico degli esercenti del servizio di noleggio con conducente ed ha introdotto alcune limitazioni allo svolgimento del servizio stesso, prevedendo, tra le altre cose, una preventiva autocertificazione per l'accesso nel territorio di altri comuni e nuove modalità per il rilascio delle licenze e delle autorizzazioni, con obbligatoria disponibilità, in base a valido titolo giuridico, di una sede, di una rimessa o di un pontile situati nel territorio del comune che ha rilasciato l'autorizzazione.
L'operatività della disciplina è stata subito sospesa con l'articolo 7-bis del decreto-legge n. 5/2009, in considerazione dei timori per la limitazione della libertà di concorrenza nel settore che la sua applicazione avrebbe comportato.
In attesa dell'emanazione del decreto ministeriale, il cui termine viene qui nuovamente differito al 31 dicembre 2018, si deve ritenere ancora vigente la disciplina in materia di NCC recata dalla legge n. 21/1992 precedentemente alle modifiche del decreto-legge n. 207/2008 e caratterizzata da minori vincoli per l'esercizio dell'attività.
Si ricorda che a giugno 2015 l'Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART) ha inviato al Governo ed al Parlamento un atto di segnalazione sulla rilevanza economico-regolatoria dell'autotrasporto di persone non di linea: taxi, NCC e nuovi relativi servizi offerti su piattaforme tecnologiche, basati sulla flessibilità e sulla condivisione di risorse.
L'Autorità ha segnalato, inoltre, la necessità di dare un adeguato livello di regolazione alle emergenti formule, diverse dai servizi di taxi ed NCC, basate su piattaforme tecnologiche che offrono servizi di intermediazione su richiesta e con finalità commerciale, proponendo di introdurre obblighi specifici attinenti sia alle piattaforme, che ai requisiti del conducente, che alla qualità ed alla sicurezza del servizio.
La domanda di mobilità si orienta infatti sempre più verso sistemi basati sulla flessibilità e sulla condivisione di risorse, tipici della sharing economy. L’Autorità si propone quindi di far emergere questo mercato, afffinché domanda e offerta di servizi possano incontrarsi in modo trasparente e nel rispetto delle regole applicabili all’attività economica d’impresa.

. Se vuoi approfondire i contenuti e scaricare il testo della legge n. 205/2017 (Legge di bilancio 2018), clicca QUI.

. Se vuoi scaricare il testo del documento dell'ART del 21 maggio 2015, clicca QUI.


LE PROPOSTE DI LEGGE DI MODIFICA DELLA L. N. 21/1992

1. LA PROPOSTA DI LEGGE N. 3694

1.1. Inapplicabilità delle disposizioni dettate dal D.L. n. 207/2008

Il 4 agosto 2010 è stata presentata la Proposta di legge (n. 3694), recante "Modifiche alla legge 15 gennaio 1992, n. 21, concernenti la disciplina del servizio di noleggio di autoveicoli con conducente".

La proposta di legge 3694 apporta alcune modifiche alla legge n. 21/1992, finalizzate a ripristinare l’impostazione iniziale di tale legge, superando gli ostacoli introdotti, per l’attività di noleggio con conducente, dal recente D.L. n. 207/2008.
Con il comma 1-quater dell’articolo 29 del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14, sono state introdotte modifiche alla disciplina in materia di autoservizi pubblici non di linea, dettata dalla legge 15 gennaio 1992, n. 21, che rendono estremamente difficile lo svolgimento dell’attività di noleggio con conducente.
Nell Relazione introduttiva si rileva che le disposizioni introdotte dal decreto-legge n. 207 del 2008, se applicate, porterebbero nei fatti un intero settore all’impossibilità di operare, con la conseguenza di indurre alla chiusura molte imprese, a partire da quelle di minori dimensioni, e con pesanti ricadute occupazionali.
Nei pareri espressi dalla IX Commissione (Trasporti, poste e telecomunicazioni) della Camera sui disegni di legge di conversione dei decreti-legge n. 5/2009, n. 78/2009, che hanno prorogato la sospensione dell’efficacia della legge n. 14/2009, rispettivamente, fino al 31 dicembre 2009 e al 31 marzo 2010, è stata costantemente ribadita la necessità di una complessiva e profonda revisione delle disposizioni dettate dal decreto-legge n. 207 del 2008.
Le modifiche alla legge n. 21 del 1992 che si prospettano con la presente proposta di legge sono finalizzate a ripristinare l’impostazione iniziale di tale legge, operando un numero limitato di interventi che, per un verso, mantengono con chiarezza la distinzione tra le caratteristiche specifiche del servizio di taxi e quelle del servizio di noleggio con conducente e, per l’altro, superano gli ostacoli introdotti, per quest’ultima attività, dal più volte citato decreto-legge n. 207 del 2008.


1.2. I contenuti della proposta di legge n. 3694

La proposta di legge n. 3694 è composta da quattro articoli.
L’articolo 1, che sostituisce l'articolo 3 della legge n. 21/1992, elimina l’obbligo per cui la sede del vettore e la rimessa devono essere situate, in modo esclusivo, nel territorio del comune che ha rilasciato l’autorizzazione.

L’articolo 2, che sostituisce l’articolo 5-bis della legge n. 21/1992, interviene sulle disposizioni introdotte dal decreto-legge n. 207 del 2008 relativamente all’accesso, da parte di chi esercita servizio di noleggio con conducente, al territorio di comuni diversi da quello che ha rilasciato l’autorizzazione.
L’accesso ad altri comuni rappresenta, come è evidente, una condizione fondamentale per l’esercizio dell’attività. Per questo motivo, si ritiene che esso debba essere subordinato ad una semplice comunicazione, di valenza generale, con la quale il titolare dell’autorizzazione attesta mediante autocertificazione il rispetto dei requisiti di legge.

L’articolo 3, che modifica l'art. 11 della legge n. 21/1992, in primo luogo, abroga le disposizioni introdotte dal decreto-legge n. 207 del 2008 con le quali si prevede che, nei comuni in cui è svolto il servizio di taxi, i veicoli adibiti a servizio di noleggio con conducente possono sostare, a disposizione dell’utenza, esclusivamente all’interno della rimessa.
Rimane peraltro il limite, già previsto dal comma 3 dell’articolo 11 della legge n. 21 del 1992, in base al quale, nei suddetti comuni, a chi esercita il servizio di noleggio con conducente è vietata la sosta in posteggio di stazionamento, vale a dire la sosta in attesa della chiamata del cliente, su suolo pubblico.
In secondo luogo, viene eliminato l’obbligo, di cui al secondo periodo del comma 4 dell’articolo 11 della legge n. 21 del 1992, anch’esso introdotto dal decreto-legge n. 207 del 2008, per effetto del quale l’inizio e il termine di ogni singolo servizio di noleggio con conducente devono avvenire alla rimessa, situata nel comune che ha rilasciato l’autorizzazione, con ritorno alla rimessa stessa.
Questo obbligo, come è agevole intuire, costituisce un pesantissimo e irragionevole ostacolo all’esercizio dell’attività.
Sono soppresse le disposizioni sul « foglio di servizio ».

L’articolo 4, infine, recupera, con una formulazione in parte modificata, le disposizioni introdotte dal decreto-legge n. 40 del 2010 in merito all’adozione, con decreto ministeriale, di disposizioni attuative.

In estrema sintesi

La proposta di legge 3694 vuole ripristinare l’impostazione iniziale della legge n. 21/1992, superando gli ostacoli introdotti, per l’attività di noleggio con conducente, dal recente D.L. n. 207/2008.
In particolare sono soppresse le limitazioni riguardanti:
• l’obbligo, per l’utente, di richiedere il servizio esclusivamente presso la rimessa, la quale deve essere situata nel comune che ha rilasciato l’autorizzazione allo svolgimento del servizio (articolo 1);
• l’obbligo, per l’esercente il servizio che accede al territorio di comuni diversi da quello che ha rilasciato l’autorizzazione, di comunicare a tale comune i dati relativi a ogni singolo servizio svolto nel suddetto comune (articolo 2);
• nell’ipotesi di cui al punto precedente, la possibilità per il comune di imporre il pagamento di un importo di accesso (articolo 2);
• la previsione che, nei comuni nei quali esiste un servizio taxi, i veicoli adibiti al servizio N.C.C. possono sostare, a disposizione dell’utenza, esclusivamente all’interno della rimessa (articolo 3);
• la necessità che l’inizio ed il termine di ogni singolo servizio avvengano alla rimessa, sita nel comune che ha rilasciato l’autorizzazione (articolo 3);
• l’obbligo, per il conducente, di compilare e tenere a bordo, per due settimane, un “foglio di servizio”, indicante, con riferimento a ciascuna prestazione, i dati relativi al veicolo, al conducente, alla prestazione ed al committente (articolo 3).

L’articolo 4 prevede l’emanazione di un decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti contenente disposizioni attuative.

. Se vuoi scaricare il testo della proposta di legge n. 3694, clicca QUI.


2. MARZO 2017 - TAXI - UBER - NCC - I punti salienti della bozza di decreto predisposto dal Governo

1) Il 21 febbraio 2017 si è tenuto, presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, l’incontro del Ministro Graziano Delrio con delegazioni delle sigle di rappresentanza dei taxisti. In tale incontro si è raggiunto una intesa per il riordino del settore, con l'avvio di un tavoilo di lavoro per la stesura di:
- schema di decreto interministeriale di cui all’articolo 2 DL 40/2010 per misure “tese ad impedire pratiche di esercizio abusivo del servizio taxi e del servizio noleggio con conducente o, comunque, non rispondenti ai principi ordinamentali che regolano la materia”
- schema di decreto legislativo delegato di riordino della legge quadro 21/1992 ripartendo dal testo proposto dal governo.
Tali decreti dovranno includere tutti i temi, già concordati con le categorie a suo tempo, tra cui miglioramento del sistema di programmazione e organizzazione su base territoriale, regolazione e salvaguardia del servizio pubblico, necessità di migliorare i servizi ai cittadini evoluzione tecnologica del settore, lotta all'abusivismo, migliore incontro tra domanda e offerta.

2) Il 22 marzo 2017, il Governo ha presentato ai sindacati una bozza di decreto interministeriale (Ministero dello Sviluppo Economico e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti), che, in cinque articoli, regolamenta l’utilizzo di tecnologie di chiamata a distanza e si prefigge di contrastare ed impedire pratiche di esercizio abusivo del servizio di taxi e del servizio noleggio con conducente, concedendo 10 giorni per presentare osservazioni e proposte.
Il decreto, atteso dal 2010, affronta le competenze regionali e comunali in materia, le diverse disposizioni per i due servizi di taxi e noleggio con conducente (NCC) e le prime regolazioni per l’utilizzo degli strumenti tecnologici.
Prima di tutto la bozza, al fine di evitare fenomeni distorsivi della concorrenza attribuisce alle Regioni la funzione di “garantire la pianificazione dei servizi pubblici non di linea, tenendo conto delle reali esigenze del fabbisogno locale, ai fini del rilascio, da parte dei comuni delle licenze per i taxi e delle autorizzazioni per gli Ncc”.

Cinque i punti fondamentali della bozza di decreto.
1. Contrasto all’abusivismo – Vengono dettate nuove “disposizioni attuative al fine di evitare pratiche di esercizio abusivo” nelle attività di noleggio con conducente e del servizio taxi.

2. Il ruolo delle Regioni - Il decreto dà alle Regioni un ruolo importante per arginare il fenomeno dell'abusivismo, attraverso un archivio web Ncc e taxi e dà agli enti la pianificazione dei servizi pubblici non di linea.
Al fine di evitare fenomeni distorsivi della concorrenza - si legge nel decreto - le Regioni dovranno garantire “la pianificazione dei servizi pubblici non di linea, tenendo conto delle reali esigenze del fabbisogno locale, ai fini del rilascio, da parte dei Comuni, delle licenze per l’esercizio del servizio taxi e delle autorizzazioni del servizio Ncc”.

3. Nasce il registro per le App - Sempre per combattere l’abusivismo, il Governo ha pensato di dare vita ad un registro per le App. I soggetti titolari e gestori delle piattaforme tecnologiche di intermediazione tra i passeggeri e i soggetti con licenza per l’esercizio del servizio di taxi e le imprese titolari di autorizzazione per l’esercizio del servizio di noleggio con conducente (NCC) devono essere iscritti al registro delle piattaforme tecnologiche di intermediazione, tenuto a cura del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
App e devono avere “sede legale e domicilio fiscale nell’ambito dell’Ue”.
Per favorire una più efficace organizzazione dei servizi è consentito l'utilizzo di tecnologie di chiamata a distanza come, a titolo esemplificativo, radio taxi o sistemi equipollenti o applicazioni web aventi analoghe funzioni.
Le tecnologie di chiamata a distanza - si legge nella bozza di decreto - “non sostituiscono il tassametro, ove previsto, ai fini della determinazione del costo del servizio per l’utente”.

4. NCC in rimessa senza prenotazioni – Senza prenotazione, gli NCC non potranno sostare su strada ma dovranno rientrare nell’autorimessa.
“Nei Comuni in cui è istituito il servizio taxi non è consentita – si legge nella bozza di decreto - in assenza di una prenotazione di trasporto come disciplinata dal presente articolo, la sosta su strada dei veicoli adibiti a servizio da noleggio con conducente. Tali veicoli devono stazionare, in attesa di servizio, soltanto all’interno dell’autorimessa”.
Il rientro in rimessa non è previsto nel caso in cui gli Ncc abbiano un pacchetto di prenotazioni.

5. Uso collettivo per i taxi - La bozza di decreto prevede anche l’uso collettivo per i taxi, che non possono rifiutare le corse.
Le singole amministrazioni “possono prevedere che i titolari di licenza per il servizio taxi svolgano servizi integrativi quali il taxi a uso collettivo o mediante altre forme di organizzazione del servizio”.
Inoltre si stabilisce che “non è consentito al servizio taxi di rifiutare alcuna corsa che parte dal territorio comunale o comprensoriale, anche se richiesta tramite tecnologie a distanza, qualora abbia come destinazione lo stesso Comune o comprensorio”.
I Comuni e le città metropolitane che hanno rilasciato le licenze “devono monitorare anche con sistemi di controllo a distanza il regolare svolgimento del servizio”.
E ancora, il prelevamento dell'utente o l'inizio del servizio di taxi deve avvenire all'interno dell'area comunale o della città metropolitana salvo che non vi siano accordi tra i Comuni o le cittàì.
L'attesa dell'utente può avvenire negli orari dei turni di servizio in appositi posteggi individuati dal Comune per lo stazionamento durante la circolazione stradale.

. Se vuoi accedere al sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, clicca QUI.


3. 29 DICEMBRE 2018 - NCC - Pubblicato il D.L. n. 143/2018 che detta nuove regole

Approvato dal Consiglio dei Ministri n. 34 del 23 dicembre 2018, è stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 301 del 29 dicembre 2018, il Decreto-Legge 29 dicembre 2018, n. 143, recante “Disposizioni urgenti in materia di autoservizi pubblici non di linea”.
Il testo del decreto-legge viene riportato nell'Appendice normativa.

Le novità introdotte dal decreto-legge

Due sono gli articoli che vengono modificati dal Decreto in questione: l’articolo 3 (rubricato: “Servizio di noleggio con conducente”) e l’articolo 11 (rubricato: “Obblighi dei titolari di licenza per l'esercizio del servizio di taxi e di autorizzazione per l'esercizio del servizio di noleggio con conducente”).
l decreto-legge – in vigore dal 30 dicembre 2018 - introduce una nuova regolamentazione della disciplina del servizio di noleggio con conducente (NCC), che possiamo sintetizzare nei punti che seguono.

1) Gli NCC potranno operare a livello provinciale ma senza dover tornare sempre in rimessa.
Il comma 1, dell'art. 2 della L. n. 21/1992, come modificato dall'art. 1, comma 1, lett. a), del D.L. n. 143/2018 stabilisce che il servizio di noleggio con conducente si rivolge all'utenza specifica che avanza, presso la sede o la rimessa, apposita richiesta per una determinata prestazione a tempo e/o viaggio anche mediante l'utilizzo di strumenti tecnologici". La sede operativa del vettore e almeno una rimessa devono essere situate nel territorio del comune che ha rilasciato l'autorizzazione. E' possibile per il vettore disporre di ulteriori rimesse nel territorio di altri comuni della medesima Provincia o area metropolitana in cui ricade il territorio del Comune che ha rilasciato l'autorizzazione, previa comunicazione ai Comuni predetti, salvo diversa intesa raggiunta in Conferenza unificata (art. 3, comma 3, come sostituito dall’art. 1, comma 1, lett. b) del D.L. n. 143/2018).

2) Le prenotazioni di trasporto per il servizio di noleggio con conducente sono effettuate presso la rimessa o la sede, anche mediante l'utilizzo di strumenti tecnologici.
L'inizio ed il termine di ogni singolo servizio di noleggio con conducente devono avvenire presso le rimesse, con ritorno alle stesse.
In sostanza, senza prenotazione, gli NCC non potranno sostare su strada ma dovranno rientrare nell’autorimessa.
Il prelevamento e l'arrivo a destinazione dell'utente possono avvenire anche al di fuori della Provincia o dell'area metropolitana in cui ricade il territorio del Comune che ha rilasciato l'autorizzazione.

3) Nel servizio di noleggio con conducente è previsto l'obbligo di compilazione e tenuta da parte del conducente di un foglio di servizio in formato elettronico,
Uno specifico decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, adottato di concerto con il Ministero dell'interno entro il 30 giugno 2019, dovrà stabilire le specifiche tecniche.
Il foglio di servizio in formato elettronico deve riportare:
a) targa del veicolo;
b) nome del conducente;
c) data, luogo e chilometri di partenza e arrivo;
d) orario di inizio servizio, destinazione e orario di fine servizio;
e) dati del fruitore del servizio
.
Fino all'adozione del decreto che dovrà fissare le specifiche tecniche per la tenuta informatica, il foglio di servizio elettronico potrà essere tenuto in formato cartaceo, caratterizzato da numerazione progressiva delle singole pagine da compilare, avente i medesimi contenuti previsti per quello in formato elettronico, e da tenere in originale a bordo del veicolo per un periodo non inferiore a quindici giorni, per essere esibito agli organi di controllo, con copia conforme depositata in rimessa (art. 11, comma 4, come sostituito dall’art. 1, comma 1, lett. c) del D.L. n. 143/2018).

4) In deroga a quanto previsto sopra, l'inizio di un nuovo servizio potrà avvenire senza il rientro in rimessa, quando sul foglio di servizio sono registrate, sin dalla partenza dalla rimessa o dal pontile d'attracco, più prenotazioni di servizio oltre la prima, con partenza o destinazione all'interno della Provincia o dell'area metropolitana in cui ricade il territorio del Comune che ha rilasciato l'autorizzazione (art. 11, comma 4-bis, aggiunto dall’art. 1, comma 1, lett. d) del D.L. n. 143/2018).
E' in ogni caso consentita la fermata su suolo pubblico durante l'attesa del cliente che ha effettuato la prenotazione del servizio e nel corso dell'effettiva prestazione del servizio stesso (art. 11, comma 4-ter, aggiunto dall’art. 1, comma 1, lett. d) del D.L. n. 143/2018).

5) Fino all’adozione delle deliberazioni della Conferenza unificata - che dovranno essere adottate entro il 28 febbraio 2019, e comunque per un periodo non superiore a due anni dalla data di entrata in vigore del presente decreto - l'inizio di un singolo servizio, fermo l'obbligo di previa prenotazione, potrà avvenire da luogo diverso dalla rimessa, quando lo stesso è svolto in esecuzione di un contratto in essere tra cliente e vettore, stipulato in forma scritta con data certa sino a 15 giorni antecedenti alla data di entrata in vigore del presente decreto e regolarmente registrato.
L'originale o copia conforme del contratto deve essere tenuto a bordo delle vetture o presso la sede e deve essere esibito in caso di controlli (art. 1, comma 9).

6) Prevista la istituzione, presso il Centro elaborazione dati del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di un registro informatico pubblico nazionale delle imprese titolari di licenza per il servizio taxi effettuato con autovettura, motocarrozzetta, natante e di quelle di autorizzazione per il servizio di autonoleggio con conducente effettuato con autovettura, motocarrozzetta e natante.
Un apposito decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti dovrà fissare le specifiche tecniche per l'attuazione e le modalità con le quali le predette imprese dovranno registrarsi (art. 1, comma 3).

7) A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino alla piena operatività dell'archivio informatico pubblico nazionale delle imprese, non è consentito il rilascio di nuove autorizzazioni per l'espletamento del servizio di noleggio con conducente con autovettura, motocarrozzetta e natante (art. 1, comma 6).

8) Per le sanzioni si prevede invece una moratoria di 90 giorni sempre dall'entrata in vigore del decreto. Pertanto le sanzioni previste dall’art. 11-bis della L. n. 21/1992, per l'inosservanza degli articoli 3 ed 11 della medesima legge, si applicheranno a decorrere dal novantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto, e quindi a decorrere dal 1° aprile 2019 (art. 1, comma 4).

. - Si riporta il testo di una tabella dove vengono evidenziate le modifiche apportate dal D.L. n. 143/2018 alla L. n. 21/1992:
. L. n. 21/1992, come modificata dal D.L. n. 143/2018.


PROBLEMATICHE DI CARATTERE PARTICOLARE

1. UBER e UBER POP

UBER è un'azienda con sede a San Francisco (USA) che fornisce un servizio di trasporto automobilistico privato attraverso un'applicazione software mobile (app) che mette in collegamento diretto passeggeri e autisti.
La società è presente in decine di città in tutto il mondo.
Le auto possono essere prenotate con l'invio di un messaggio di testo o usando l'applicazione mobile, tramite la quale i clienti possono inoltre tenere traccia in tempo reale della posizione dell'auto prenotata.

Il “metodo UBER” - che in realtà si fonda su una piattaforma telematica alla quale si accede tramite internet - permette al potenziale cliente, preventivamente iscritto all’apposito portale, di formulare una richiesta di trasporto con contemporanea geolocalizzazione (fondata sullo stesso sistema satellitare in uso ai cosiddetti navigatori in auto).
Il conducente iscritto ad UBER che si trova più vicino al cliente, risponde alla chiamata ed effettua il trasporto richiesto.
Il pagamento viene effettuato in via elettronica tramite carta di credito, dal cliente al portale (e non a mani del conducente). Quest’ultimo viene retribuito in forza del contratto stipulato con UBER.

Uber propone anche un altro servizio: UberPOP.
Si tratta di un servizio in parte assimilabile ad un servizio di tipo "taxi", in cui - attraverso la stessa app Uber - è possibile ottenere passaggi da privato a privato.
L'azienda sta implementando con lo stesso sistema un servizio di consegne di merce a domicilio.
Il pagamento è effettuato tramite carta di credito, direttamente all'azienda stessa, come il classico Uber.
A tale proposito, ricordiamo che, il 13 febbraio 2015 a Genova il giudice di pace Giovanni Gualandi ha accolto il ricorso presentato da un guidatore Uber, il quale era stato sanzionato mesi prima come tassista abusivo, affermando che il servizio offerto da UberPop non è riconducibile al taxi ma semmai al noleggio con conducente.
Nel maggio 2015 il Tribunale di Milano ha disposto il blocco dell'App Uber Pop in tutta Italia.

Uber, per rispondere alle tante sollecitazioni pervenute dal mondo intero, a partire dal prossimo 15 luglio 2015 renderà applicabile la nuova informativa (rivista perché sia più chiara e trasparente) sulla privacy relativamente a fruitori del servizio, autisti residenti al di fuori degli USA e autisti residenti negli USA. Per entrare a far parte dell'azienda Uber sono richiesti i seguenti requisiti:
• avere almeno 21 anni d'età,
• possedere un'auto a 4 porte coperta da assicurazione e non più vecchia di 8 anni,
• avere una fedina penale pulita,
• avere almeno 10 punti residui sulla patente,
• avere una patente non sospesa da almeno 10 anni
.

Se si rientra in tali requisiti, è possibile inviare la richiesta per diventare conducente Uber alla medesima azienda.
Una volta entrati a far parte dell'azienda Uber, essa stessa fornisce allo stesso conducente i seguenti servizi:
• uno smartphone su cui è installata l'app Uber, per essere rintracciabili dagli utenti,
• revisione dell'auto per verificarne le condizioni,
• assicurazione contro danni a terzi
.

UBER realizza un servizio di trasporto a richiesta strutturato sulla falsariga e a somiglianza della disciplina in vigore per il servizio TAXI, ma al di fuori della disciplina dettata dalla legge 21 del 1992.
Tale normativa, infatti, ha disciplinato l’autoservizio pubblico non di linea, sia nella forma tipica del TAXI che nella forma del noleggio di auto con conducente (NCC).

Le controversie che ne sono scaturite hanno avuto due aspetti sostanziali:
A. una accusa di illecita concorrenza commerciale;
B. la contestazione, da parte delle Polizie locali, della violazione degli artt. 85 e 86 del Codice della Strada.

La prima accusa è stata oggetto di un procedimento dinanzi al Tribunale di Milano nel 2015 (Tribunale Milano, ordinanza 2 luglio 2015), deciso in via di urgenza e di relativo reclamo, con estesa ordinanza che ha analizzato in dettaglio tutte le tematiche controverse.
Tale decisione, tuttavia, affrontava in via esclusiva il servizio denominato “UBER POP” e il servizio di ricerca telematico del servizio richiesto.

La seconda contestazione riguarda la violazione di alcune norme del Codice della strada. Le norme relative sono:
Art. 86, che punisce chiunque effettua il servizio di piazza senza avere ottenuto la licenza; il regime sanzionatorio è severo, e prevede, oltre alla sanzione pecuniaria, la confisca del veicolo e la sospensione della patente del conducente.
Art. 85, che punisce chiunque effettua servizio “ncc” senza che detto uso sia previsto dalla carta di circolazione del veicolo, oppure in violazione delle condizione dell’autorizzazione o delle norme di legge; il regime sanzionatorio prevede, oltre alla sanzione pecuniaria, la sospensione della carta di circolazione.
E in forma residuale art. 82, che, ferme restando le disposizioni di leggi speciali, punisce chiunque utilizza un veicolo per un uso diverso da quello previsto nella carta di circolazione.

Preso atto della diffusione del servizio di trasporto di persone effettuato da autisti non professionisti, non iscritti negli albi previsti dalla normativa in vigore, il Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno, ha chiesto al Consiglio di Stato un parere in merito alla applicazione delle norme di cui agli artt. 85 e 86 CdS nonchè della legge 21/1992.
Il Consiglio di Stato, Sezione prima, nell’adunanza in data 25 novembre 2015 (Sentenza 25 novembre 2015), ha diffuso il proprio parere a seguito del quale il Ministero dell’interno, ritenendo che non sussistano elementi ermeneutici certi per poter applicare le norme di cui sopra, ha invitato (Circolare 14 marzo 2016, n. 1842) i Dirigenti dei compartimenti di Polizia Stradale a non contestare la violazione degli artt. 85 e 86 CdS, riservandosi l’applicazione delle sanzioni previste dall’art. 82 CdS ove venga accertato l’utilizzo del veicolo per destinazione diversa da quella prevista dalla carta di circolazione.

Il parere del Consiglio di Stato, in sintesi espone quanto segue:
a) UBER consiste in una piattaforma informatica che non crea un contratto diretto fra cliente e autista;
b) pur mettendo in contatto cliente ed autista, non si limita a fornire l’opportunità del trasporto;
c) il rapporto si instaura fra cliente e azienda UBER;
d) gli elementi costitutivi di tale rapporto sono:
i. l’iscrizione al portale web,
ii. il possesso di una carta di credito,
iii. la geolocalizzazione tramite smartphone collegato ad internet,
iv. un’assistenza anche di tipo legale
,
e) Il complesso dei dati utili permette di qualificare il contratto come “trasporto privato non di linea”,
f) esso quindi costituisce una terza figura, diversa dal TAXI e dal noleggio auto con conducente, disciplinate dalla legge 21/1992.
Da qui l’invito del Consiglio di Stato al legislatore ad adottare una nuova disciplina del settore, che riconosca le caratteristiche di diversità predette e individui le tutele necessarie ed opportune.
In attesa di detta nuova disciplina, che nessuno sa se verrà mai introdotta, il Ministero dell’Interno ha invitato gli organi di Polizia Stradale dallo stesso dipendenti ad astenersi dal contestare gli illeciti previsti dagli artt. 85 e 86 CdS.
La giustificazione addotta dal Ministero risiederebbe nella mancanza di strumenti ermeneutici certi.
Tuttavia, non soltanto per quanto già detto in ordine alla impossibilità di considerare un “vuoto normativo”, ma procedendo ad un attento esame del parere del Consiglio medesimo, è doveroso giungere a conclusioni differenti.
Lo stesso parere mette in luce due ulteriori aspetti:
A. la innegabile similitudine del servizio UBER con il servizio pubblico di piazza e con il servizio di RadioTaxi, che permette al cliente di contattare un servizio in voce che gli invia la vettura più vicina al luogo in cui si trova. B. La rilevanza pubblicistica del servizio offerto.

- Si riporta il testo dei seguenti provvedimenti:
. TRUBUNALE DI MILANO - Ordinanza del 2 luglio 2015, n. R.G. 35445/2015 + 36491/2015.

. TRUBUNALE DI MILANO - Sentenza del 6 2 luglio 2015, n. R.G. 29325.

. CONSIGLIO DI STATO - Sezione Prima - Sentenza del 25 novembre 2015, n. 00757/2015.

. MINISTERO DELL'INTERNO - Circolare del 11 marzo 2016, Prot. 300/A/1842/16/113/1: Intermediari del trasporto Sistema "Uber" ed "Uber Pop" - Accertamento e contrasto violazioni.


2. MAGGIO 2017 - UBER – La piattaforma elettronica rientra nel settore dei trasporti - Lo Stato può imporre l’obbligo di licenze come taxi – Le conclusioni dell’Avvocato Generale della Corte di Giustizia UE

La piattaforma elettronica Uber, pur rappresentando un`idea innovativa, rientra nel settore dei trasporti, con la conseguenza che Uber può essere obbligata a possedere le licenze e le autorizzazioni richieste dal diritto nazionale.
«Uber non beneficia infatti del principio della libera prestazione dei servizi garantito dal diritto dell’Unione ai servizi della società dell’informazione».
E' quanto sostiene l`avvocato generale della Corte di Giustizia europea Maciej Szpunar nelle conclusioni presentate l’11 maggio 2017 - Causa C-434/15.
La società, secondo le conclusioni dell'avvocato, non beneficia del principio della libera prestazione dei servizi garantito dal diritto dell`Unione ai servizi della società dell`informazione.
La causa è cominciata nel 2014 quando l'Asociación Profesional Elite Taxi della città di Barcellona, ha presentato ricorso al tribunale commerciale di Barcellona chiedendo di sanzionare la società spagnola Uber Systems Spain, per concorrenza sleale nei confronti dei conducenti della Elite Taxi, con la tesi che né la Uber Spain, né i proprietari o i conducenti dei veicoli interessati dispongono delle licenze e delle autorizzazioni previste dal regolamento in materia di servizi di taxi adottato dalla città. E il tribunale spagnolo ha sottoposto alla Corte di giustizia una serie di questioni sulla qualificazione dell'attività di Uber sotto il profilo del diritto dell'Unione nonché sulle conseguenze che occorre trarne.

L’applicazione che riconosce la posizione dell’utente ed individua i conducenti disponibili nelle vicinanze deve dunque ottenere le licenze ed autorizzazioni previste dal diritto nazionale per il settore trasporti.
Secondo l’Avvocato generale, la prestazione di messa in contatto del passeggero con il conducente, fornita per via elettronica, non è né autonoma né principale rispetto alla prestazione di trasporto. Il servizio offerto da Uber non potrebbe pertanto essere qualificato come «servizio della società dell’informazione», trattandosi piuttosto dell’organizzazione e della gestione di un sistema completo di trasporto urbano a richiesta.
Nemmeno il concetto di car-pooling può essere applicato al caso di Uber, posto che la destinazione è scelta dal passeggero e i conducenti percepiscono un corrispettivo ben superiore rispetto al semplice rimborso delle spese sostenute.
In conclusione, il servizio offerto da Uber deve essere qualificato come servizio nel settore dei trasporti, affermazione da cui consegue l’inapplicabilità del principio della libera prestazione dei servizi (vigente nell’ambito dei servizi delle società d’informazione) e l’assoggettabilità alle condizioni previste dalle normative nazionali per il settore trasporti.

. Se vuoi scaricare il testo delle cocnlusioni dell'Avvocato Generale della CGUE, clicca QUI.

. Se vuoi scaricare il testo del Comunicato stampa n. 50/17, clicca QUI.


3. DICEMBRE 2017 - CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA - UBER è un servizio nel settore di trasporti e come tale va regolamentato dagli Stati

Un servizio d’intermediazione, come quello di Uber, avente ad oggetto la messa in contatto, mediante un’applicazione per smartphone e dietro retribuzione, di conducenti non professionisti utilizzatori del proprio veicolo con persone che desiderano effettuare uno spostamento nell’area urbana, deve essere considerato indissolubilmente legato a un servizio di trasporto e rientrante, pertanto, nella qualificazione di «servizio nel settore dei trasporti», ai sensi del diritto dell’Unione. Un servizio siffatto deve, di conseguenza, essere escluso dall’ambito di applicazione della libera prestazione dei servizi in generale (art. 56 TFUE) nonché della direttiva relativa ai servizi nel mercato interno (Direttiva 2006/123/CE) e della direttiva sul commercio elettronico (Direttiva 2000/31/CE)..
Ne consegue che, allo stato attuale del diritto dell’Unione, è compito degli Stati membri disciplinare le condizioni di prestazione di siffatti servizi nel rispetto delle norme generali del trattato sul funzionamento dell’Unione europea.
E’ quanto si legge nel Comunicato stampa n. 136/2017 del 20 dicembre 2017 della Corte di Giustizia dell’Unione europea.
La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha deciso (Sentenza nella causa C-434/15) che Uber va considerato come un servizio di taxi, e non come una piattaforma digitale come l’azienda sostiene da tempo.
Secondo la Corte, tale servizio d’intermediazione deve essere considerato parte integrante di un servizio complessivo in cui l’elemento principale è un servizio di trasporto e, di conseguenza, rispondente non alla qualificazione di «servizio della società dell’informazione», ma a quella di «servizio nel settore dei trasporti».
Il processo era arrivato alla Corte dopo che nel 2014 un sindacato di tassisti di Barcellona aveva fatto causa a Uber per concorrenza sleale.
Dopo la causa Uber aveva sospeso le sue attività in Spagna per poi riprenderle nei mesi successivi, ma solo a Madrid.
Uber si era difesa proprio sostenendo di essere una semplice piattaforma digitale che mette in contatto gli autisti con i clienti, e non un servizio di trasporti. E quindi di non dover rispettare tutti i regolamenti - e i costi - che esistono per i secondi.

. Se vuoi scaricare il testo del comunicato stampa n. 136/2017 del 20 dicembre 2017, clicca QUI.

. Se vuoi scaricare il testo della sentenza del 20 dicembre 2017 nella causa C-434/15, clicca QUI.


APPROFONDIMENTI E RIFERIMENTI

. Per scaricare la MODULISTICA relativa al Ruolo dei conducenti di veicoli o natanti abilitati ad autoservizi pubblici non di linea, cliccate QUI

. Per la normativa INPS, cliccate QUI

. Per consultare gli importi dei DIRITTI DI SEGRETERIA dovuti alla Camera di Commercio, cliccate QUI

. Per consultare gli importi delle TASSE SULLE CONCESSIONI GOVERNATIVE , cliccate QUI.


RIFERIMENTI NORMATIVI
LA LEGISLAZIONE NAZIONALE

. D.M. 20 dicembre 1991, n. 448: Regolamento di attuazione della direttiva del Consiglio delle Comunità europee n. 438 del 21 giugno 1989 che modifica la direttiva del Consiglio n. 562 del 12 novembre 1974 riguardante l'accesso alla professione di trasportatore di viaggiatori su strada nel settore dei trasporti nazionali e internazionali.

. L. 15 gennaio 1992, n. 21: Legge quadro per il trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea. (Testo coordinato con le modifiche apportate dall'art. 29, comma 1-quater della legge 27 febbraio 2009, n. 14, di conversione del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, e con l'art. 7-bis della legge n. 33/2009, di conversione del D.L. n. 5/2009).

. Se vuoi scaricare il testo aggiornato della legge n. 21/1992 dal sito NORMATTIVA, clicca QUI.

. D.M. 15 dicembre 1992, n. 572: Regolamento recante norme sui dispositivi antinquinamento dei veicoli adibiti a taxi o ad autonoleggio con conducente.

. D.Lgs. 19 novembre 1997, n. 422: Conferimento alle regioni ed agli enti locali di funzioni e compiti in materia di trasporto pubblico locale, a norma dell'articolo 4, comma 4, della legge 15 marzo 1997, n. 59.

. D.Lgs. 30 dicembre 1999, n. 507: Depenalizzazione dei reati minori e riforma del sistema sanzionatorio, ai sensi dell'articolo 1 della legge 25 giugno 1999, n. 205.

. Legge 11 agosto 2003, n. 218: Regolamento Disciplina dell'attività di trasporto di viaggiatori effettuato mediante noleggio di autobus con conducente.

. Decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223: Disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonché interventi in materia di entrate e di contrasto all’evasione fiscale. Art. 6.

. Legge 4 agosto 2006, n. 248: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, recante disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonche' interventi in materia di entrate e di contrasto all'evasione fiscale. Art. 6. (Testo del decreto-legge n. 223/2006 coordinato con la legge di conversione).

. Legge 27 febbraio 2009, n. 14: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni finanziarie urgenti. Art. 29. (Testo del decreto-legge n. 207/2008 coordinato con la legge di conversione).

. Decreto-Legge 29 dicembre 2018, n. 143: Disposizioni urgenti in materia di autoservizi pubblici non di linea.


RIFERIMENTI NORMATIVI
LA LEGISLAZIONE REGIONALE

. REGIONE ABRUZZO - L.R. 7 novembre 1998, n. 124: Norme urgenti per la istituzione del ruolo dei conducenti di veicoli o natanti adibiti ad autoservizi pubblici non di linea di cui alla legge quadro n. 21/1992.

. REGIONE BASILICATA - L.R. 10 giugno 1996, n. 28: Delega ai comuni delle funzioni amministrative in materia di trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea. Definizione dei criteri regolamentari.

. REGIONE FRIEULI-VENEZIA GIULIA - L.R. 5 agosto 1996, n. 27: Norme per il trasporto di persone mediante servizi pubblici automobilistici non di linea.

. REGIONE LAZIO - L.R. 26 ottobre 1993, n. 58: Disposizioni per l' approvazione dei regolamenti comunali relativi all' esercizio di trasporto pubblico non di linea e norme concernenti il ruolo dei conducenti dei servizi pubblici di trasporto non di linea, di cui all' articolo 6 della legge 15 gennaio 1992, n. 21. (Successivamente modificata dalla L.R. n. 32 del 22 maggio 1995).

. REGIONE LIGURIA - L.R. 4 luglio 2007, n. 25: Testo unico in materia di trasporto di persone mediante servizi pubblici non di linea.

. REGIONE LOMBARDIA - L.R. 15 aprile 1995, n. 20: Norme per il trasporto di persone mediante servizio di taxi e servizio di noleggio con conducente.

. REGIONE MARCHE - L.R. 6 aprile 1998, n. 10: Norme in materia di trasporto di persone mediante il servizio di taxi ed il servizio di noleggio di veicoli con conducente.

. REGIONE PIEMONTE - L.R. 23 febbraio 1995, n. 24: Legge generale sui servizi di trasporto pubblico non di linea su strada.

. REGIONE PUGLIA - L.R. 3 aprile 1995, n. 14: Modalità di attuazione della legge 15 gennaio 1992, n. 21, " Legge quadro per il trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea".

. REGIONE SICILIA - L.R. 9 agosto 2002, n. 13: Norme in materia di autoservizi pubblici non di linea in servizio di piazza. Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 6 aprile 1996, n. 29.

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REGIONE TOSCANA - L.R. 6 settembre 1993, n. 67: Norme in materia di trasporto di persone mediante servizio di taxi e servizio di noleggio. (Successivamente modificata dalle LL.RR. n. 18 del 8 febbraio 1994; n. 95 del 15 dicembre 1994, n. 34 del 15 maggio 1997).

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REGIONE UMBRIA - L.R. 16 giugno 1994, n. 17: Norme per l' attuazione della legge 15 gennaio 1992, n. 21, in materia di trasporto di persone mediante mezzi di trasporto pubblici non di linea. (Successivamente modificata dalla L.R. n. 15 del 3 marzo 2000).

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REGIONE VALLE D’AOSTA - L.R. 9 agosto 1994, n. 42: Direttive per l' esercizio delle funzioni previste dalla legge quadro per il trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea.

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REGIONE VALLE D’AOSTA - L.R. 1 settembre 1997, n. 29: Norme in materia di servizi di trasporto pubblico di linea.

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REGIONE VENETO - L.R. 30 dicembre 1993, n. 63: Norme per l' esercizio delle funzioni amministrative in materia di servizi di trasporto non di linea nelle acque di navigazione interna e per il servizio pubblico di gondola nella città di Venezia.

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REGIONE VENETO - L.R. 30 luglio 1996, n. 22: Norme per l' esercizio delle funzioni amministrative in materia di servizi di trasporto non di linea per via di terra.

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REGIONE TRENTINO-ALTO ADIGE (PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO) - DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA 10 luglio 2014, n. 24: Regolamento di esecuzione sull'attività di noleggio autobus.


GIURISPRUDENZA

Cassazione: in taxi solo con il tassametro in funzione

No alle tariffe concordate o forfetarie in taxi.
A stabilirlo è la Prima Sezione civile della Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 22483/06, che ha confermato una multa inflitta ad un tassista sorpreso durante una corsa all’aeroporto di Malpensa con il tassametro spento.
Nella sentenza la Suprema Corte ha infatti ricordato che “non vi è alcuna norma nel nostro ordinamento che consenta ad un tassista, per corse superiori ad un certo chilometraggio, di chiedere alla clientela un prezzo libero senza l’utilizzo del tassametro”. Ciò è stato inoltre motivato chiarendo la natura del servizio taxi, che ha lo scopo di soddisfare esigenze di trasporto “in base a tariffe determinate amministrativamente e calcolate con tassametro omologato”.


GENNAIO 2008 - Impossibile per una società di capitali svolgere il servizio di noleggio con conducente - Sentenza del Consiglio di Stato

Alle persone giuridiche non è consentito conseguire autorizzazioni per il servizio di noleggio con conducente.
L’art. 8, comma 1, della L. n. 21/1992, infatti, disponendo che «La licenza per l'esercizio del servizio di taxi e l'autorizzazione per l'esercizio del servizio di noleggio con conducente sono rilasciate dalle amministrazioni comunali, attraverso bando di pubblico concorso, ai singoli che abbiano la proprietà o la disponibilità in leasing del veicolo o natante, che possono gestirle in forma singola o associata», prende evidentemente in considerazione solo i “singoli” escludendo le società di capitali.
Poiché, quindi, una società di capitali non può svolgere il detto servizio di noleggio con conducente, si deve ritenere che alla stessa non sia comunque consentito conseguire l’immatricolazione di un’autovettura per il medesimo servizio, essendo irrilevante, a tal proposito la circostanza che l’autorizzazione sia stata o meno rilasciata dal Comune competente.
Ne consegue che va considerato legittimo il provvedimento di diniego di immatricolazione ad uso di terzi per noleggio con conducente dell’autovettura di una società di capitali, e ciò a prescindere dai contenuti dell’accertamento dei requisiti di idoneità alla circolazione e omologazione previsti dall’art. 75 del D.Lgs. n. 285/1992.
(Consiglio di Stato - Sezione sesta - Decisione 11 gennaio - 14 aprile 2008, n. 1583).


NOVEMBRE 2014 - La Direttiva Bolkestien non si applica ai trasporti di taxi e di noleggio - Sentenza del TAR del Veneto

Il T.A.R. Veneto, con la Sentenza n. 1373/2014, stabilisce che le liberalizzazioni nelle attività commerciali, introdotta dalla Direttiva Bolkestein, non si applica né ai trasporti terrestri né a quelli acquatici.
Nella sentenza, proprio con riferimento ai trasporti acquatici, si legge: “Non pertinente è, poi, il riferimento alla violazione della c.d. direttiva Bolkestein (Direttiva 2006/123/CE).
E’ noto e non merita particolare approfondimento che il sistema di trasporto pubblico è sottratto ai principi espressi dalla indicata norma comunitaria, così come recepiti dell’ordinamento nazione (d.l. 26 marzo 2011, n. 59) che espressamente ha escluso la “liberalizzazione” dei servizi di taxi e di noleggio con conducente.
Tale esclusione è stata, poi, confermata dall’art. 3, lettera c) del d.l. 138/2011 che testualmente recita : “ … In conformità alla direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, sono invece esclusi dall'abrogazione delle restrizioni disposta ai sensi del comma 8 i servizi di taxi e noleggio con conducente non di linea, svolti esclusivamente con veicoli categoria M1, di cui all'articolo 6 del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59”.
Il Consiglio di Stato, con la recente sentenza n. 166/2014, in riforma dell’antitetico orientamento assunto dal giudice di primo grado, ha ribadito e confermato l’orientamento la esclusione, da ogni forma di liberalizzazione, del settore oggetto del presente scrutinio”.

- Si riporta il testo della Sentenza:
. Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto - Sentenza N. 01373/2014, depositata l' 11 novembre 2014.


DICEMBRE 2016 - Servizio di trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea - La Corte Costituzionale dichiara l'illegittimità parziale della legge della Regione Piemonte n. 14 del 2015 - La Regione non può vietare la concorrenza sul trasporto

Illegittima la legge regionale che vieta i servizi di car sharing e Uber.
Così ha deciso la Corte costituzionale, con la sentenza n. 265/2016, depositata il 15 dicembre 2016, nel giudizio di legittimità promosso dal Presidente del Consiglio dei ministri, che ha impugnato l'art. 1 della legge della Regione Piemonte 6 luglio 2015, n. 14, recante «Misure urgenti per il contrasto dell’abusivismo. Modifiche alla legge regionale 23 febbraio 1995, n. 24 (Legge generale sui servizi di trasporto pubblico non di linea su strada)», che inserisce nella citata legge regionale l’art. 1-bis, in virtù del quale il servizio di trasporto di persone, che prevede la chiamata, con qualunque modalità effettuata, di un autoveicolo con l’attribuzione di corresponsione economica, può essere esercitato esclusivamente dai soggetti che svolgono il servizio di taxi o di noleggio con conducente (NCC), pena l’applicazione delle sanzioni amministrative previste per l’esercizio abusivo di tali servizi dagli artt. 85 e 86 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada).
Secondo il ricorrente:
a) la finalità della modifica normativa è riservare in via esclusiva l’attività di trasporto non di linea di persone ai servizi taxi e noleggio con conducente (NCC), mentre, prima della modifica, l’elencazione di cui all’art. 1 della legge regionale n. 24 del 1995 poteva essere interpretata come non tassativa;
b) la disposizione censurata, pur in linea con quanto già stabilito dalla legge 15 gennaio 1992, n. 21 (“Legge quadro per il trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea”), eccede dalle competenze regionali.
Pur riconoscendo che la legge quadro n. 21 del 1992 appaia inadeguata rispetto alle nuove possibilità di mobilità offerte dalle innovazioni tecnologiche e ulteriormente possibili in futuro (quali: i trasporti con tricicli elettroassistiti, diffusi nei centri storici; il car sharing; il «c.d. servizio Uber»), la censurata normativa piemontese, secondo la parte ricorrente, vieterebbe l’offerta di questi servizi innovativi sul territorio regionale, senza che neppure «sia possibile da parte dello Stato, della regione o degli enti locali una qualsiasi forma di disciplina» degli stessi servizi e di eventuali loro requisiti.
Così facendo, la legge eccederebbe dalla competenza regionale in materia di «trasporto locale», la quale riguarderebbe le modalità amministrative e tecniche dell’offerta dei servizi di trasporto, per invadere la competenza esclusiva statale in materia di «tutela della concorrenza»: sarebbe posta una barriera all’ingresso delle descritte offerte innovative nel «mercato dei servizi locali di trasporto non di linea su strada», incidendosi così sullo sviluppo attuale e futuro di tale mercato e, dunque, sulla concorrenza nell’ambito dello stesso.
Da ciò deriverebbe la violazione, sul piano sostanziale, dell’art. 117, primo comma, della Costituzione, «nella parte in cui assoggetta la legislazione anche regionale al rispetto dei principi dell’ordinamento comunitario e al principio di concorrenza». Sul piano formale prima ancora sarebbe altresì violato l’art. 117, secondo comma, lettera e), Cost., nella parte in cui riserva alla competenza legislativa esclusiva dello Stato la «tutela della concorrenza».

- Si riporta il testo della Sentenza:
. CORTE COSTITUZIONALE - Sentenza n. 265 dell' 8 novembre 2016, depositata il 15 dicembre 2016.


MARZO 2017 - UBER POP - Il Tribunale di Torino blocca il servizio - Offre un servizio in concorrenza sleale

Il Tribunale di Torino, Sezione Specializzata in materia di impresa, con la sentenza del 1° marzo 2017, n. 1553/2017 ha rigettato tutte le domande proposte dalle società del gruppo UBER contro le associazioni di categoria dei tassisti e conseguentemente ha accertato e dichiarato la sussistenza della concorrenza sleale svolta dal gruppo UBER attraverso il servizio UberPOP, inibendo di conseguenza l’utilizzo dell’applicazione Uber sul territorio nazionale.
I giudici della prima sezione civile torinese, nella causa intentata dal gruppo statunitense contro le maggiori sigle sindacali e strutture economiche del settore taxi, hanno accertato e dichiarato "la concorrenza sleale svolta" da Uber con i "drivers reclutati attraverso il servizio già denominato 'UberPop' (o altro equivalente, comunque denominato)".
Una delle richieste del gruppo era proprio quella di stabilire che Uber non compisse alcuna attività di concorrenza sleale, istanza però bocciata. Il Tribunale, dunque, come si legge nella sentenza, ha inibito al gruppo l'uso dell'app per smartphone e, comunque, "la prestazione di un servizio - comunque denominato e con qualsiasi mezzo promosso e diffuso - che organizzi, diffonda e promuova da parte di soggetti privi di autorizzazione amministrativa e/o di licenza un trasporto terzi dietro corrispettivo su richiesta del trasportato, in modo non continuativo o periodico, su itinerari e secondo orari stabiliti di volta in volta".
Dalla sentenza in commento, inoltre, si evince come Uber non possa considerarsi un semplice intermediario tra drivers e utenti, in quanto gestisce ed organizza una serie di attività (gestione e manutenzione dell'applicazione, selezione dei drivers, collegamento tra questi e la community, incasso del 20% di tutte le transazioni che avvengono mediante pagamento elettronico) che rendono il servizio, non sottoposto agli obblighi dettati dalla specifica normativa prevista per il trasporto pubblico non di linea, in concorrenza con il trasporto pubblico dei taxi perché offerto agli utenti a condizioni più vantaggiose di quest'ultimo.
Il Tribunale ricorda, a tal proposito, che il servizio di trasporto pubblico non di linea è regolamentato dalla Legge n. 21/1992, la quale prevede esclusivamente due figure: quella di operatore taxi e quella di operatore di NCC (noleggio con conducente), motivo per cui qualsiasi nuova modalità del servizio dovrà essere oggetto di specifico intervento legislativo. Spetta, dunque, al nostro Stato intervenire sul punto e auspichiamo che tale intervento avvenga nel più breve tempo possibile così da conciliare lo sviluppo e le nuove possibilità che la tecnologia offre in termini di servizi con la tutela della leale concorrenza in un settore assai importante, quale quello del trasporto pubblico non di linea.

- Si riporta il testo della sentenza:
. TRIBUNALE DI TORTINO - Prima Sezione Civile - Sezione specializzata in materia di Impresa - Sentenza del 1° marzo 2017, n. 1553.


APRILE 2017 - UBER BLACK - Il Tribunale di Roma ha ordinato il blocco di tutti i servizi offerti dal gruppo Uber in Italia - E’ concorrenza sleale - Perplessità da parte delle Associazioni dei consumatori

Il Tribunale di Roma, con sentenza n. 76465/2016, depositata il 7 aprile 2017, "accertata la condotta di concorrenza sleale", ha ordinato il blocco, entro 10 giorni, dei servizi offerti dal gruppo Uber in Italia con la app Uber Black, ossia le berline nere con autista attive a Milano e nella Capitale, e le analoghe app Uber-Lux, Uber-Suv, Uber-X, Uber-XL, UberSelect, Uber-Van.
E' stato così accolto un ricorso per concorrenza sleale delle associazioni di categoria dei tassisti.
La decisione si aggiunge a un’altra del Tribunale di Torino di poche settimane fa, con cui era stato ribadito il divieto per il servizio Uber Pop. Di conseguenza in questo momento l’uso dei servizi di Uber per muoversi in città è di fatto vietato in Italia.
Immediata la reazione di Uber. "Siamo allibiti per quanto annunciato dall'ordinanza che va nella direzione opposta rispetto al decreto Milleproroghe e alla normativa europea. Faremo appello contro questa decisione, basata su una legge vecchia di 25 anni e che non rispecchia più i tempi, per permettere a migliaia di autisti professionisti di continuare a lavorare grazie all'app di Uber e alle persone di avere maggiore scelta", si legge in un comunicato.
I giudici, a suon di sentenze, stanno entrando a gamba tesa nella materia e stanno bloccando tutti i servizi tecnologici di mobilità, ostinandosi a voler inquadrare questi servizi a tutti i costi nella legge attuale. Peccato che siano una cosa nuova e diversa e che, quindi, non possano inquadrarsi nella legge quadro esistente, come sostengono alcune Associazioni dei Consumatori.
Le Associazione ricordano che, secondo l'autorità dei trasporti, i "Servizi tecnologici per la mobilità" (STM) configurano "la creazione di un nuovo e specifico segmento del mercato della mobilità urbana non di linea", mentre per l'Antitrust, UberPop è un “servizio di trasporto privato non di linea”.
Urge avviare la regolazione dei servizi di trasporto innovativi, come Uber: le applicazioni utilizzabili via smartphone non vanno vietate ma regolamentate, perché aprono un nuovo mercato, che non ha nessuna concorrenza con altri servizi affini, come taxi e noleggio con conducente (Ncc).

Ricorso di Uber - Accolta la sospensiva

A pochi giorni dalla sentenza, in seguito al ricorso in appello, il Tribunale di Roma ha accolto la richiesta della società di trasporti di sospendere l’ordinanza che sanciva la chiusura dell’attività a partire dal 17 aprile.
Sarà dunque ancora possibile prenotare una “corsa” fino a quando il Tribunale non emetterà la sentenza definitiva. La prima udienza è stata fissata il prossimo 5 maggio, e nelle settimane successive si conoscerà il futuro dell’app nel nostro Paese.

- Si riporta il testo della sentenza:
. TRIBUNALE DI ROMA - Sez. Nona specializzata in materia di Impresa - Sentenza del 7 aprile 2017, n. 76465/2016.


  

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