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START UP INNOVATIVE E INCUBATORI CERTIFICATI - REQUISITI - ISCRIZIONE NEL REGISTRO DELLE IMPRESE





START UP INNOVATIVE E INCUBATORI CERTIFICATI
TIPOLOGIA, NATURA E FINALITA'


01. PREMESSA - Un Paese più ospitale per le Start-up innovative

Rendere l’Italia un Paese più ospitale per le nuove imprese innovative, le startup - siano esse digitali, industriali, artigianali, sociali, legate al commercio o all’agricoltura, o ad altri settori dell’economia - significa innanzitutto tentare di innescare un’inversione di tendenza in fatto di crescita economica e di occupazione, in particolare giovanile. Ma significa anche spingere affinché il nostro Paese diventi più veloce e dinamico, capace di tornare a scommettere sulle sue energie migliori.
E' quanto si legge nella pagina dedicata del sito del Ministero dello Sviluppo Economico.

Con la Legge 221/2012, che ha convertito il Dl Crescita 2.0, viene introdotta per la prima volta nell’ordinamento del nostro Paese la definizione di nuova impresa innovativa, la startup innovativa.
Per questo tipo di impresa viene predisposto un quadro di riferimento articolato e organico a livello nazionale che interviene su materie differenti come la semplificazione amministrativa, il mercato del lavoro, le agevolazioni fiscali, il diritto fallimentare.

Promuovendo la visione di un’Italia più favorevole all’innovazione, il provvedimento assume una portata che trascende la sfera dell’economia e non è priva di implicazioni di natura sociale e culturale per il futuro del nostro Paese. Un futuro nel quale l’innovazione, fattore chiave per lo sviluppo economico, entrerà nella quotidianità degli italiani e sarà il paradigma delle politiche economiche miranti alla crescita. Un futuro nel quale a chiunque, giovane e non giovane, sarà concessa l’opportunità di trasformare il proprio talento in iniziativa imprenditoriale.
Il futuro di un Paese che incarna il progresso e che vanta una cultura del rischio diffusa. Un Paese caratterizzato da una maggiore mobilità sociale; dove i luoghi dove si genera la conoscenza, le scuole, dialogheranno maggiormente con i luoghi in cui essa trova concreta applicazione, le aziende. Un Paese dove siano radicate la cultura del merito e della trasparenza, dove fallire non sia più un’odissea né un’onta, dove le politiche siano in grado di auto-valutarsi e, laddove si rivelassero infruttuose, correggere il proprio corso
.


1. 19 OTTOBRE 2012 - Pubblicato il D.L. n. 179/2012 - "Decreto Sviluppo 2" - La nascita delle Start-up

E' stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 245 del 19 ottobre 2012 (Supplemento Ordinario n. 194). il decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, recante "Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese", conosciuto anche come "Decreto Sviluppo 2".
La sezione IX (articoli dal 25 al 32) è completamente dedicata alle ”Misure per la nascita e lo sviluppo di imprese start-up innovative”.
La locuzione usata dal legislatore (start-up innovative) individua una serie di norme, anche in deroga al Codice civile, che dovrebbero servire ad agevolare la nascita di nuove imprese, anche giovanili.
Le peculiarità di questa normativa è data dal fatto che segue la nuova impresa dalla nascita alla fine della stessa.


2. NASCE LA START UP INNOVATIVA - Caratteristiche e benefici

Le presenti disposizioni ”sono dirette a favorire la crescita sostenibile, lo sviluppo tecnologico, l'occupazione, in particolare giovanile”.
Le disposizioni della presente sezione ”intendono contestualmente contribuire allo sviluppo di nuova cultura imprenditoriale, alla creazione di un ecosistema maggiormente favorevole all'innovazione, così come a promuovere maggiore mobilità sociale e ad attrarre in Italia talenti e capitali dall'estero”.
Questo è quanto affermato al 1° comma dell’art. 25 del D.L. n. 179/2012.

La ricerca dell’innovazione tecnologica ha portato all’introduzione nel nostro ordinamento di una particolare forma di società che va sotto il nome di start-up innovativa.
Non si tratta di un nuovo modello societario quanto, piuttosto, dell’affiancamento ai tipi di società già presenti nel Codice civile con una serie di norme atte ad agevolare lo sviluppo di quelle che si propongono di realizzare prodotti o servizi ad alto contenuto tecnologico.


2.1.Start-up innovativa - Finalità e definizione (art. 25, commi 1 – 4)

L'impresa start-up innovativa è la società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, di diritto italiano ovvero una Societas Europaea, residente in Italia ai sensi dell'articolo 73 del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, le cui azioni o quote rappresentative del capitale sociale non sono quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione, che possiede i seguenti requisiti:
a) la maggioranza delle quote o azioni rappresentative del capitale sociale e dei diritti di voto nell'Assemblea ordinaria dei soci sono detenute da persone fisiche;
b) è costituita e svolge attività d'impresa da non più di quarantotto mesi;
c) ha la sede principale dei propri affari e interessi in Italia;
d) a partire dal secondo anno di attività della start-up innovativa, il totale del valore della produzione annua, così come risultante dall'ultimo bilancio approvato entro sei mesi dalla chiusura dell'esercizio, non è superiore a 5 milioni di euro;
e) non distribuisce, e non ha distribuito, utili;
f) ha, quale oggetto sociale esclusivo, lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico;
g) non è stata costituita da una fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda;
h) possiede almeno uno dei seguenti ulteriori requisiti:
1) le spese in ricerca e sviluppo sono uguali o superiori al 30 per cento del maggiore valore fra costo e valore totale della produzione della start-up innovativa. Dal computo per le spese in ricerca e sviluppo sono escluse le spese per l'acquisto di beni immobili. Le spese risultano dall'ultimo bilancio approvato e sono descritte in nota integrativa. In assenza di bilancio nel primo anno di vita, la loro effettuazione è assunta tramite dichiarazione sottoscritta dal legale rappresentante della start-up innovativa;
2) impiego come dipendenti o collaboratori a qualsiasi titolo, in percentuale uguale o superiore al terzo della forza lavoro complessiva, di personale in possesso di titolo di dottorato di ricerca o che sta svolgendo un dottorato di ricerca presso un'università italiana o straniera, oppure in possesso di laurea e che abbia svolto, da almeno tre anni, attività di ricerca certificata presso istituti di ricerca pubblici o privati, in Italia o all'estero;
3) sia titolare o licenziatario di almeno una privativa industriale relativa a una invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale direttamente afferenti all’oggetto sociale e all’attività d’impresa
.

Le società già costituite alla data di conversione in legge del presente decreto e in possesso dei requisiti indicati sopra, sono considerate start-up innovative ai fini del presente decreto se entro 60 giorni dalla stessa data depositano presso l'Ufficio del Registro delle imprese una dichiarazione sottoscritta dal rappresentante legale che attesti il possesso dei requisiti previsti.
In tal caso, la disciplina di cui alla presente sezione trova applicazione per un periodo:
• di quattro anni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, se - la start-up innovativa è stata costituita entro i due anni precedenti,
• di tre anni, se è stata costituita entro i tre anni precedenti, e
• di due anni, se è stata costituita entro i quattro anni precedenti.


2.1.1. Le start-up a vocazione sociale

Sono start-up a vocazione sociale le start-up innovative che operano in via esclusiva nei settori indicati all'articolo 2, comma 1, del D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 155, e precisamente: a) assistenza sociale, ai sensi della legge 8 novembre 2000, n. 328, recante legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali;
b) assistenza sanitaria, per l'erogazione delle prestazioni di cui al D.P.C.M. 29 novembre 2001, recante «Definizione dei livelli essenziali di assistenza»;
c) assistenza socio-sanitaria, ai sensi del D.P.C.M. 14 febbraio 2001, recante «Atto di indirizzo e coordinamento in materia di prestazioni socio-sanitarie»;
d) educazione, istruzione e formazione, ai sensi della legge 28 marzo 2003, n. 53, recante delega al Governo per la definizione delle norme generali sull'istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale;
e) tutela dell'ambiente e dell'ecosistema, ai sensi della legge 15 dicembre 2004, n. 308;
f) valorizzazione del patrimonio culturale, ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42;
g) turismo sociale, di cui all'articolo 7, comma 10, della legge 29 marzo 2001, n. 135, recante riforma della legislazione nazionale del turismo;
h) formazione universitaria e post-universitaria;
i) ricerca ed erogazione di servizi culturali;
l) formazione extra-scolastica, finalizzata alla prevenzione della dispersione scolastica ed al successo scolastico e formativo;
m) servizi strumentali alle imprese sociali, resi da enti composti in misura superiore al settanta per cento da organizzazioni che esercitano un'impresa sociale.


2.2. Incubatore certificato - Finalità e definizione (art. 25, commi 5 - 8)

L'incubatore di start-up innovative certificato è una società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, di diritto italiano ovvero una Societas Europaea, residente in Italia ai sensi dell'articolo 73 del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, che offre servizi per sostenere la nascita e lo sviluppo di start-up innovative ed è in possesso dei seguenti requisiti:
a) dispone di strutture, anche immobiliari, adeguate ad accogliere start-up innovative, quali spazi riservati per poter installare attrezzature di prova, test, verifica o ricerca;
b) dispone di attrezzature adeguate all'attività delle start-up innovative, quali sistemi di accesso alla rete internet, sale riunioni, macchinari per test, prove o prototipi;
c) è amministrato o diretto da persone di riconosciuta competenza in materia di impresa e innovazione e ha a disposizione una struttura tecnica e di consulenza manageriale permanente;
d) ha regolari rapporti di collaborazione con università, centri di ricerca, istituzioni pubbliche e partner finanziari che svolgono attività e progetti collegati a start-up innovative;
e) ha adeguata e comprovata esperienza nell'attività di sostegno a start-up innovative.

Il possesso dei requisiti di cui alle lettere a), b), c), d) è autocertificato dall'incubatore di start-up innovative, mediante dichiarazione sottoscritta dal rappresentante legale, al momento dell'iscrizione alla sezione speciale del Registro delle imprese, sulla base di indicatori e relativi valori minimi che saranno stabiliti con un apposito decreto del Ministero dello sviluppo economico.

Il possesso del requisito di cui alla lettera e) è autocertificato dall'incubatore di start-up innovative, mediante dichiarazione sottoscritta dal rappresentante legale presentata al Registro delle imprese, sulla base di valori minimi individuati con il medesimo decreto del Ministero dello sviluppo economico, con riferimento ai seguenti indicatori:
a) numero di candidature di progetti di costituzione e/o incubazione di start-up innovative ricevute e valutate nel corso dell'anno;
b) numero di start-up innovative avviate e ospitate nell'anno;
c) numero di start-up innovative uscite nell'anno;
d) numero complessivo di collaboratori e personale ospitato;
e) percentuale di variazione del numero complessivo degli occupati rispetto all'anno, precedente;
f) tasso di crescita media del valore della produzione delle start-up innovative incubate;
g) capitale di rischio raccolto dalle start-up innovative incubate;
h) numero di brevetti registrati dalle start-up innovative incubate, tenendo conto del relativo settore merceologico di appartenenza
.


2.3. Deroga al diritto societario e riduzione degli oneri per l'avvio (art. 26)

Nelle start-up innovative il termine entro il quale la perdita deve risultare diminuita a meno di un terzo stabilito dagli articoli 2446, comma secondo (”Se entro l'esercizio successivo la perdita non risulta diminuita a meno di un terzo, l'assemblea ordinaria o il consiglio di sorveglianza che approva il bilancio di tale esercizio deve ridurre il capitale in proporzione delle perdite accertate. In mancanza gli amministratori e i sindaci o il consiglio di sorveglianza devono chiedere al tribunale che venga disposta la riduzione del capitale in ragione delle perdite risultanti dal bilancio. Il tribunale provvede, sentito il pubblico ministero, con decreto soggetto a reclamo, che deve essere iscritto nel registro delle imprese a cura degli amministratori”), e 2482-bis, comma quarto (”Se entro l'esercizio successivo la perdita non risulta diminuita a meno di un terzo, [deve essere convocata l'assemblea per l'approvazione del bilancio e per la riduzione del capitale in proporzione delle perdite accertate”), del Codice civile, è posticipato al secondo esercizio successivo.

Nelle start-up innovative che si trovino nelle ipotesi previste dagli articoli 2447 (Riduzione del capitale sociale al disotto del limite legale) o 2482-ter (Riduzione del capitale al disotto del minimo legale) del Codice civile l'assemblea convocata senza indugio dagli amministratori, in alternativa all'immediata riduzione del capitale e al contemporaneo aumento del medesimo a una cifra non inferiore al minimo legale, può deliberare di rinviare tali decisioni alla chiusura dell'esercizio successivo.

Fino alla chiusura di tale esercizio non opera la causa di scioglimento della società per riduzione o perdita del capitale sociale di cui agli articoli 2484, primo comma, punto n. 4) ( riduzione del capitale al disotto del minimo legale), e 2545-duodecies (scioglimento)del Codice civile.
Se entro l'esercizio successivo il capitale non risulta reintegrato al di sopra del minimo legale, l'assemblea che approva il bilancio di tale esercizio deve deliberare ai sensi degli articoli 2447 (convocare, senza indugio, l'assemblea per deliberare la riduzione del capitale ed il contemporaneo aumento del medesimo ad una cifra non inferiore al detto minimo, o la trasformazione della società) o 2482-ter (convocare, senza indugio, l'assemblea per deliberare la riduzione del capitale ed il contemporaneo aumento del medesimo ad una cifra non inferiore al detto minimo o deliberare la trasformazione della società) del Codice civile.

L'atto costitutivo della start-up innovativa costituita in forma di società a responsabilità limitata:
a) può creare categorie di quote fornite di diritti diversi e, nei limiti imposti dalla legge, può liberamente determinare il contenuto delle varie categorie anche in deroga a quanto previsto dall'articolo 2468, commi secondo e terzo, del Codice civile (art. 26, comma 2).
Ricordiamo che nei due citati commi dell'art. 2468 C.C. si stabilisce quanto segue:
“2. Salvo quanto disposto dal terzo comma del presente articolo, i diritti sociali spettano ai soci in misura proporzionale alla partecipazione da ciascuno posseduta. Se l'atto costitutivo non prevede diversamente, le partecipazioni dei soci sono determinate in misura proporzionale al conferimento.
3. Resta salva la possibilità che l'atto costitutivo preveda l'attribuzione a singoli soci di particolari diritti riguardanti l'amministrazione della società o la distribuzione degli utili”
;

b) può creare - anche in deroga dall'articolo 2479, comma 5, del Codice civile (dove si stabilisce che “Ogni socio ha diritto di partecipare alle decisioni previste dal presente articolo ed il suo voto vale in misura proporzionale alla sua partecipazione”) - categorie di quote che non attribuiscono diritti di voto o che attribuiscono al socio diritti di voto in misura non proporzionale alla partecipazione da questi detenuta ovvero diritti di voto limitati a particolari argomenti o subordinati al verificarsi di particolari condizioni non meramente potestative (art. 26, comma 3).

Alle start-up innovative non si applica la disciplina prevista per le società di cui all'articolo 30 della legge 23 dicembre 1994, n. 724 (società di comodo), e all'articolo 2, commi da 36-decies a 36-duodecies del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148 (società ritenute non più operative a seguito della presentazione di dichiarazioni in perdita fiscale per tre periodi d'imposta consecutivi o società che qualora, nel medesimo arco temporale, siano per due periodi d'imposta in perdita fiscale ed in uno abbiano dichiarato un reddito inferiore all'ammontare determinato ai sensi dell'articolo 30, comma 3, della citata legge n. 724 del 1994).

In deroga a quanto previsto dall'articolo 2468, comma primo, del Codice civile (dove si stabili che “Le partecipazioni dei soci non possono essere rappresentate da azioni né costituire oggetto di offerta al pubblico di prodotti finanziari”), le quote di partecipazione in start-up innovative costituite in forma di società a responsabilità limitata possono costituire oggetto di offerta al pubblico di prodotti finanziari, anche attraverso i portali per la raccolta di capitali di cui all'articolo 30 del presente decreto, nei limiti previsti dalle leggi speciali.


2.4. Composizione e gestione della crisi nell'impresa start-up innovativa (art. 31)

Tra i benefici riconosciuti alle start-up innovative rientra l'assoggettamento di tali società alla speciale procedura di soluzione delle crisi aziendali prevista dalla legge n. 3/2012. Conseguentemente, tali soggetti vengono sottratti, limitatamente ai primi 4 anni di vita, alle usuali procedure concorsuali.

Si tratta di un beneficio che vuole, da un lato, dare atto delle difficoltà che tali imprese incontrano dovendosi occupare dello sviluppo e commercializzazione di prodotti o servizi ad alto contenuto tecnologico e, dall'altro, fare in modo che tali imprenditori possano ripartire, in un secondo momento, con un nuovo progetto.
Secondo la relazione di accompagnamento al decreto, la scelta di sottrarre le start-up innovative alle usuali procedure concorsuali ha lo scopo di:
1) contrarre i tempi di liquidazione giudiziale della società attraverso l’uso di un procedimento più semplice rispetto a quelli della legge fallimentare;
2) non privare l’imprenditore della capacità di fare impresa dando luogo, piuttosto, una segregazione del patrimonio destinato alla soddisfazione dei creditori concorsuali;
3) consentire alla start-up di ripartire in un secondo momento con un nuovo progetto imprenditoriale.
Quest’ultimo obiettivo è rafforzato dalla previsione che, decorsi 12 mesi dall’iscrizione nel Registro Imprese del decreto di apertura della procedura di liquidazione di cui al Capo II della legge n. 3/2012, l'accesso ai dati relativi ai soci della stessa iscritti nel medesimo Registro sia consentito esclusivamente all'autorità giudiziaria e a quelle di vigilanza.

La “riserva protetta” che assicura alle start-up innovative l’accesso alle speciali procedure di cui alla legge n. 3/2012, oltre ad essere riconosciuta solo per i primi 4 anni di vita, viene inoltre esclusa in tutti i casi in cui, prima del decorso di tale termine, la società perda uno dei requisiti che valgono ad attribuirle la qualifica di start-up innovativa.
Infine, la vigilanza sul corretto utilizzo delle agevolazioni e sul rispetto della disciplina in esame è attribuita al Ministero delle Sviluppo economico che può avvalersi del Nucleo speciale spesa pubblica e repressione frodi comunitarie della Guardia di Finanza secondo le modalità previste dall’art. 25, D.L. n. 83/2012.


3. 18 DICEMBRE 2012 - Pubblicata la legge n. 221/2012, di conversione del D.L. n. 179/2012

E' stata pubblicata, sulla Gazzetta Ufficiale n. 294 del 18 dicembre 2012 (Supplemento Ordinario n. 208), la LEGGE 17 dicembre 2012, n. 221, di conversione del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, recante ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese.

REQUISITI

In sintesi, la società per essere definita start-up deve:
1. controllare che la maggioranza del capitale sociale e dei diritti di voto nell'assemblea ordinaria sia detenuta da persone fisiche al momento della costituzione e per i successivi 24 mesi;
2. essere costituita e operare da non più di 48 mesi;
3. avere la sede principale dei propri affari e interessi in Italia;
4. avere il totale del valore della produzione annua, a partire dal secondo anno di attività, non superiore i 5 milioni di euro;
5. non aver distribuito utili né deve distribuirli;
6. avere quale oggetto sociale esclusivo o prevalente, lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico;
7. non essere stata costituita per effetto di una fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda
.

Inoltre, la start-up deve soddisfare almeno uno dei seguenti criteri:
1. sostenere spese in ricerca e sviluppo in misura pari o superiore al 15 per cento del maggiore importo tra il costo e il valore della produzione;
2. impiegare personale altamente qualificato per almeno un terzo della propria forza lavoro;
3. essere titolare o depositaria o licenziataria di almeno una privativa industriale relativa ad una invenzione industriale, biotecnologica, a una topografica di prodotto a semiconduttori o a una varietà vegetale direttamente afferenti all'oggetto sociale e all'attività di impresa
.

. Se vuoi approfondire i contenuti del D.L. n. 179/2012, clicca QUI.


4. 21 FEBBRAIO 2013 - Reso noto il testo del decreto che declina i criteri e gli indicatori necessari per accedere alle agevolazioni previste per gli incubatori certificati di start-up innovative

E’ stato pubblicato sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico (in attesa della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale), il decreto ministeriale del 22 febbraio 2013, che individua i valori minimi dei requisiti e degli indicatori previsti ai fini dell’autocertificazione degli incubatori di start-up innovative da effettuare per l’iscrizione nell’apposita sezione speciale del Registro delle imprese.
Il decreto rientra tra le misure attuative degli artt. 25 e seguenti del D.L. n. 179/2012, convertito nella legge n. 221/2012, che ha introdotto una disciplina speciale volta a stimolare la nascita e lo sviluppo di start-up innovative e di imprese impegnate nell’erogazione di servizi a queste rivolti.
Per ottenere lo status di incubatore certificato – accedendo così alle specifiche agevolazioni previste – è necessario il possesso dei requisiti previsti dal comma 5 dell’art. 25, nonché l’iscrizione in apposita sezione speciale del Registro Imprese.
Ai sensi del successivo comma 6 dell’art. 25, il riconoscimento del possesso dei requisiti viene autocertificato mediante dichiarazione sottoscritta dal rappresentante legale dell’incubatore al momento dell’iscrizione alla sezione speciale del registro delle imprese, sulla base di indicatori e parametri da individuarsi con decreto del Ministero dello Sviluppo Economico.
Il decreto ministeriale introduce dunque una serie di valori minimi necessari per l’iscrizione, da calcolare sulla base di una scala di punteggi rappresentati in forma tabellare.
Nel dettaglio, il punteggio minimo richiesto per l’ammissione è determinato in 30 punti con riferimento agli indicatori riportati nella Tabella A, e almeno 40 punti in quelli presenti nella Tabella B.
Se l’incubatore rispetterà i suddetti requisiti, potrà procedere alla presentazione della documentazione necessaria per l’accesso alle agevolazioni introdotte dal decreto sviluppo-bis.
Tra queste, è prevista una serie di agevolazioni fiscali e contributive, oltreché l’esenzione dal pagamento dell’imposta di bollo e del pagamento del diritto annuale camerale per 4 anni decorrenti dall’iscrizione.
Tra gli indicatori dettagliati nelle Tabelle, un ruolo di particolare importanza è rivestito da quelli aventi carattere “strutturale”, volti a valutare le reali capacità di accoglimento delle start-up innovative.
Con riferimento a tali indicatori, il decreto prevede l’attribuzione di 10 punti per ogni 400 metri quadrati di superficie adibiti ad uso esclusivo dell’incubazione di imprese.
Per quanto riguarda le attrezzature, inoltre, la Tabella prevede l’attribuzione di un punteggio crescente in presenza di reti internet a banda larga, macchinari e laboratori per le sperimentazioni.

Le Camere di Commercio dovranno fornire al Ministero dello sviluppo economico, in formato elettronico, analisi periodiche, con cadenza non superiore a sei mesi, sugli effetti dell'applicazione delle disposizioni contenute nel presente decreto.
Il Ministero dello sviluppo economico esaminerà queste analisi al fine di valutare l'adeguatezza dei valori minimi riportati nell'allegato rispetto alle condizioni del contesto di riferimento.
Con cadenza annuale e in presenza di variazioni significative rilevate dal Ministero, i valori minimi potranno essere modificati con apposito provvedimento del Ministro.

. Se vuoi scaricare il testo del nuovo decreto, clicca QUI.


5. 18 APRILE 2013 - Pubblicato il decreto che declina i criteri e gli indicatori necessari per accedere alle agevolazioni previste per gli incubatori certificati di start-up innovative

E' stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 91 del 18 aprile 2013, il decreto 21 febbraio 2013, recante "Requisiti incubatori di start-up innovative".
Il testo del decreto viene riportato nei Riferimenti normativi.

Per ottenere lo status di incubatore certificato - accedendo così alle specifiche agevolazioni previste - è necessario il possesso dei requisiti previsti dal comma 5 dell’art. 25, del D.L. n. 179/2012, convertito nella L. n. 221/2012, nonché l’iscrizione in apposita sezione speciale del Registro Imprese.
In particolare, a tali soggetti è richiesta la costituzione in forma di società di capitali e l’adozione di organi amministrativi composti da persone di riconosciuta competenza in materia di impresa ed innovazione.
Per mantenere l’iscrizione, inoltre, è necessario quantificare l’attività svolta nel campo dell’avviamento e dell’alloggiamento di start-up innovative, indicando dettagliatamente, tra l'altro, il numero di collaboratori e personale ospitato, il tasso di crescita e il numero di brevetti registrati.
Ai sensi del comma 6 del citato art. 25, il riconoscimento del possesso dei requisiti viene autocertificato mediante dichiarazione sottoscritta dal rappresentante legale dell’incubatore al momento dell’iscrizione alla sezione speciale del Registro delle imprese, sulla base di indicatori e parametri, che sono stati individuato con questo decreto del Ministero dello sviluppo economico.
Il decreto ministeriale introduce dunque una serie di valori minimi necessari per l’iscrizione, da calcolare sulla base di una scala di punteggi rappresentati in forma tabellare.
Nel dettaglio, il punteggio minimo richiesto per l’ammissione è determinato in 30 punti con riferimento agli indicatori riportati nella Tabella A, e almeno 40 punti in quelli presenti nella Tabella B, annesse al decreto in commento.
Se l’incubatore rispetterà i suddetti requisiti, potrà procedere alla presentazione della documentazione necessaria per l’accesso alle agevolazioni introdotte dal decreto sviluppo-bis.
Tra queste, è prevista una serie di agevolazioni fiscali e contributive, oltreché l’esenzione dal pagamento dell’imposta di bollo e del pagamento del diritto annuale camerale per 4 anni decorrenti dall’iscrizione.

Tra gli indicatori dettagliati nelle citate Tabelle, un ruolo di particolare importanza è rivestito da quelli aventi carattere “strutturale”, volti a valutare le reali capacità di accoglimento delle start-up innovative.
Con riferimento a tali indicatori, il decreto prevede l’attribuzione di 10 punti per ogni 400 metri quadrati di superficie adibiti ad uso esclusivo dell’incubazione di imprese.
Per quanto riguarda le attrezzature, inoltre, la Tabella prevede l’attribuzione di un punteggio crescente in presenza di reti internet a banda larga, macchinari e laboratori per le sperimentazioni.


6. 28 GIUGNO 2013 - D.L. n. 76/2013 (Pacchetto lavoro) - Modifiche alla disciplina delle START-UP Innovative

L'articolo 9, comma 16 del D.L. 28 giugno 2013, n. 76, recante "Primi interventi urgenti per la promozione dell'occupazione, in particolare giovanile, della coesione sociale, nonche' in materia di Imposta sul valore aggiunto (IVA) e altre misure finanziarie urgenti" – in vigore dal 28 giugno 2013 – contiene interventi significativi anche sul fronte delle Start-up innovative.
Con modifiche apportate ai primi due commi dell'art. 25 del D.L. 18 ottobre 2012, n. 179, convertito dalla L. 17 dicembre 2012, n. 221, vengono semplificati e ampliati i requisiti per l’accesso alla normativa.
In particolare, è stato abrogato l’obbligo della prevalenza delle persone fisiche nelle compagini societarie.
Inoltre, si è intervenuto sui tre criteri opzionali per l’identificazione del carattere innovativo della Start-up, riducendo la quota minima di spesa in ricerca e sviluppo dal 20% al 15% ed estendendo l’accesso alle imprese con almeno 2/3 della forza lavoro costituita da persone in possesso di una laurea magistrale e alle società titolari di un software originario registrato presso la SIAE.

Questi i primi due commi aggiornati dell'art. 25 del D.L. n. 179/2012, convertito dalla L. N. 221/2012 – in vigore dal 28 giugno 2013:
Art. 25 - Start-up innovativa e incubatore certificato: finalità, definizione e pubblicità
1. Le presenti disposizioni sono dirette a favorire la crescita sostenibile, lo sviluppo tecnologico, la nuova imprenditorialità e l'occupazione, in particolare giovanile, con riguardo alle imprese start-up innovative, come definite al successivo comma 2 e coerentemente con quanto individuato nel Programma nazionale di riforma 2012, pubblicato in allegato al Documento di economia e finanza (DEF) del 2012 e con le raccomandazioni e gli orientamenti formulati dal Consiglio dei Ministri dell'Unione europea. Le disposizioni della presente sezione intendono contestualmente contribuire allo sviluppo di nuova cultura imprenditoriale, alla creazione di un contesto maggiormente favorevole all'innovazione, così come a promuovere maggiore mobilità sociale e ad attrarre in Italia talenti, imprese innovative e capitali dall'estero.
2. Ai fini del presente decreto, l'impresa start-up innovativa, di seguito «start-up innovativa», è la società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, di diritto italiano ovvero una Societas Europaea, residente in Italia ai sensi dell'articolo 73 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, le cui azioni o quote rappresentative del capitale sociale non sono quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione, che possiede i seguenti requisiti:
a) (Soppresso)
b) è costituita e svolge attività d'impresa da non più di quarantotto mesi;
c) ha la sede principale dei propri affari e interessi in Italia;
d) a partire dal secondo anno di attività della start-up innovativa, il totale del valore della produzione annua, così come risultante dall'ultimo bilancio approvato entro sei mesi dalla chiusura dell'esercizio, non è superiore a 5 milioni di euro;
e) non distribuisce, e non ha distribuito, utili;
f) ha, quale oggetto sociale esclusivo o prevalente, lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico;
g) non è stata costituita da una fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda;
h) possiede almeno uno dei seguenti ulteriori requisiti:
1) le spese in ricerca e sviluppo sono uguali o superiori al 15 per cento del maggiore valore fra costo e valore totale della produzione della start-up innovativa. Dal computo per le spese in ricerca e sviluppo sono escluse le spese per l'acquisto e la locazione di beni immobili. Ai fini di questo provvedimento, in aggiunta a quanto previsto dai princìpi contabili, sono altresì da annoverarsi tra le spese in ricerca e sviluppo: le spese relative allo sviluppo precompetitivo e competitivo, quali sperimentazione, prototipazione e sviluppo del business plan, le spese relative ai servizi di incubazione forniti da incubatori certificati, i costi lordi di personale interno e consulenti esterni impiegati nelle attività di ricerca e sviluppo, inclusi soci ed amministratori, le spese legali per la registrazione e protezione di proprietà intellettuale, termini e licenze d'uso. Le spese risultano dall'ultimo bilancio approvato e sono descritte in nota integrativa. In assenza di bilancio nel primo anno di vita, la loro effettuazione è assunta tramite dichiarazione sottoscritta dal legale rappresentante della start-up innovativa;
2) impiego come dipendenti o collaboratori a qualsiasi titolo, in percentuale uguale o superiore al terzo della forza lavoro complessiva, di personale in possesso di titolo di dottorato di ricerca o che sta svolgendo un dottorato di ricerca presso un'università italiana o straniera, oppure in possesso di laurea e che abbia svolto, da almeno tre anni, attività di ricerca certificata presso istituti di ricerca pubblici o privati, in Italia o all'estero, ovvero, in percentuale uguale o superiore a due terzi della forza lavoro complessiva, di personale in possesso di laurea magistrale ai sensi dell'art. 4 del decreto ministeriale 22 ottobre 2004, n. 270;
3) sia titolare o depositaria o licenziataria di almeno una privativa industriale relativa a una invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale ovvero sia titolare dei diritti relativi ad un programma per elaboratore originario registrato presso il Registro pubblico speciale per i programmi per elaboratore, purchè tali privative siano direttamente afferenti all'oggetto sociale e all'attività di impresa".


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7. 25 MARZO 2015 - START-UP INNOVATIVE E INCUBATORI - Le novità introdotte dalla L. n. 33/2015, di conversione del D.L. n. 3/2015

E’ stato pubblicata, sulla Gazzetta Ufficiale n. 70 del 25 marzo 2015 (Suppl. Ord. n. 15), la Legge 24 marzo 2015, n. 33, recante “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 gennaio 2015, n. 3, recante misure urgenti per il sistema bancario e gli investimenti” (c.d. decreto “Investment compact“).

Rilevanti le novità introdotte in materia di Start-Up Innovative.

7.1. Sottoscrizione o acquisto di quote

Secondo quanto disposto dal comma 2-bis dell'art. 100-ter del D.Lgs. n. 58/1998, aggiunto dal comma 10 dell'art. 4, in alternativa a quanto stabilito dall'articolo 2470, secondo comma, del codice civile e dall'articolo 36, comma 1-bis, del D.L. n. 112/2008, convertito dalla L. n. 133/2008, per la sottoscrizione o l'acquisto e per la successiva alienazione di quote rappresentative del capitale di start-up innovative e di PMI innovative costituite in forma di società a responsabilità limitata:
a) la sottoscrizione o l'acquisto possono essere effettuati per il tramite di intermediari abilitati alla resa di uno o più dei servizi di investimento previsti dall'articolo 1, comma 5, lettere a), b) ed e); gli intermediari abilitati effettuano la sottoscrizione o l'acquisto delle quote in nome proprio e per conto dei sottoscrittori o degli acquirenti che abbiano aderito all'offerta tramite portale;
b) entro i trenta giorni successivi alla chiusura dell'offerta, gli intermediari abilitati comunicano al Registro delle imprese la loro titolarità di soci per conto di terzi, sopportando il relativo costo; a tale fine, le condizioni di adesione pubblicate nel portale devono espressamente prevedere che l'adesione all'offerta, in caso di buon fine della stessa e qualora l'investitore decida di avvalersi del regime alternativo di cui al presente comma, comporti il contestuale e obbligatorio conferimento di mandato agli intermediari incaricati affinche' i medesimi:
1) effettuino l'intestazione delle quote in nome proprio e per conto dei sottoscrittori o degli acquirenti, tenendo adeguata evidenza dell'identità degli stessi e delle quote possedute;
2) rilascino, a richiesta del sottoscrittore o dell'acquirente, un attestato di conferma comprovante la titolarità delle quote; tale attestato di conferma ha natura di puro titolo di legittimazione per l'esercizio dei diritti sociali, e' nominativamente riferito al sottoscrittore o all'acquirente, non e' trasferibile, neppure in via temporanea ne' a qualsiasi titolo, a terzi e non costituisce valido strumento per il trasferimento della proprietà delle quote;
3) consentano ai sottoscrittori e agli acquirenti che ne facciano richiesta di alienare le quote secondo quanto previsto alla lettera c) del presente comma;
4) accordino ai sottoscrittori e agli acquirenti la facoltà di richiedere, in ogni momento, l'intestazione diretta a se stessi delle quote di loro pertinenza
;
c) la successiva alienazione delle quote da parte di un sottoscrittore o acquirente ai sensi della lettera b), numero 3), avviene mediante semplice annotazione del trasferimento nei registri tenuti dall'intermediario; la scritturazione e il trasferimento non comportano costi o oneri ne' per l'acquirente ne' per l'alienante; la successiva certificazione effettuata dall'intermediario, ai fini dell'esercizio dei diritti sociali, sostituisce ed esaurisce le formalità di cui all'articolo 2470, secondo comma, del codice civile.

Nel successivo comma 2-ter si stabilisce che il regime alternativo di trasferimento delle quote di cui al comma 2-bis deve essere chiaramente indicato nel portale, ove è altresì prevista apposita casella o altra idonea modalità per esercitare l'opzione ovvero indicare l'intenzione di applicare il regime ordinario di cui all'articolo 2470, secondo comma, del codice civile e all'articolo 36, comma 1-bis, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e successive modificazioni.

Nel successivo comma 2-quater si stabilisce che l'esecuzione di sottoscrizioni, acquisti e alienazioni di strumenti finanziari emessi da start-up innovative e da PMI innovative ovvero di quote rappresentative del capitale delle medesime, effettuati secondo le modalità previste alle lettere b) e c) del comma 2-bis del presente articolo, non necessita della stipulazione di un contratto scritto a norma dell'articolo 23, comma 1.

Trascorsi due anni dalla data in cui la società interessata abbia cessato di essere una start-up innovativa per il decorso del termine previsto dall'articolo 25, commi 2, lettera b), e 3, del D.L. n. 179/2012, convertito dalla L. n. 221/2012, gli intermediari provvedono a intestare le quote detenute per conto dei sottoscrittori e degli acquirenti direttamente agli stessi.
L'intestazione ha luogo mediante comunicazione dell'elenco dei titolari delle partecipazioni al Registro delle imprese ed e' soggetta a un diritto di segreteria unico, a carico dell'intermediario.
Nel caso di opzione per il regime di cui al comma 2-bis del presente articolo, la successiva registrazione effettuata dal Registro delle imprese sostituisce ed esaurisce le formalità di cui all'articolo 2470, secondo comma, del codice civile (comma 2-quinquies).


7.2. Redazione dell'atto costitutivo e delle successive modificazioni con modello standard

Al comma 10-bis dell'art. 4 si stabilisce che, al solo fine di favorire l'avvio di attività imprenditoriale e con l'obiettivo di garantire una più uniforme applicazione delle disposizioni in materia di start-up innovative e di incubatori certificati, l'atto costitutivo e le successive modificazioni di start-up innovative sono redatti per atto pubblico ovvero per atto sottoscritto con le modalità previste dall'articolo 24 del codice dell'amministrazione digitale, di cui al D.Lgs. n. 82/2005.
L'atto costitutivo e le successive modificazioni sono redatti secondo un modello uniforme adottato con decreto del Ministro dello sviluppo economico e sono trasmessi al competente ufficio del Registro delle imprese.

Fino all'emanazione di tale decreto (sono previsti tempi lunghi!) la norma non potrà essere attuata.
Il Ministero dello Sviluppo Economico sta lavorando all’elaborazione di una norma attuativa che approvi un modello standard. Verrà pubblicato un atto costitutivo tipizzato che consentirà la corretta applicazione della legge n. 33 del 24 marzo 2015.
Il Ministero riferisce che “proprio la prevista eliminazione dell’intervento del notaio (con la sua funzione di minuzioso controllo) nella costituzione e nelle successive modifiche delle Start-up innovative, impone per questo lavoro una più che meticolosa attenzione alla sicurezza, onde evitare, per esempio, fenomeni di riciclaggio o altri comportamenti illegali. Per essere ben svolto, questo compito richiederà tempi sicuramente non brevissimi”.

Siamo alle solite: se i tempi sono quelli che ci sono voluti per approvare il modello standard di atto costitutivo e statuto della società a responsabilità limitata semplificata (quasi 5 mesi), c'è da attendere con pazienza!

Poi ci rifacciamo la stessa domanda che ci siamo fatti in quell'occasione: Come conciliare quanto previsto al comma 4, dell’art. 11, del D.P.R. n. 581/1995 (non possono essere depositati atti che non siano in originale, con sottoscrizione autenticata, o atti in copia autentica) con quanto previsto al comma 10-bis dell'art. 4, della L. n. 33/2015, di conversione del D.L. n. 3/2015?.


7.3. Istituzione di portali dedicati

Al comma 10-ter dell'art. 4 si stabilisce che il Ministero dello sviluppo economico dovrà istituire nel proprio sito internet istituzionale un portale nel quale sono indicati tutti i documenti e le informazioni necessari per accedere ai bandi di finanziamento pubblici e privati diretti e indiretti in favore delle piccole e medie imprese innovative e delle start-up innovative.

Al comma 11-bis dell'art. 4 si stabilisce che, entro il 30 luglio 2015, dovrà essere istituito, presso il Ministero dello sviluppo economico, un portale informatico che raccoglie tutti gli interventi normativi relativi al settore delle start-up innovative (SUI).
Il portale informatico deve fornire chiare informazioni rispetto alle modalità di accesso ai bandi, ai finanziamenti e a tutte le forme di sostegno offerte al settore dalle strutture governative, indicando anche gli enti di riferimento preposti come interlocutori dei vari utilizzatori.
Il portale deve altresì contenere una sezione dedicata ai territori, nella quale siano indicati tutti i riferimenti regionali e locali, con particolare attenzione ad una mappatura dettagliata degli incubatori e delle strutture di sostegno alle start-up stesse.


7.4. Estensione definizione ed agevolazioni

Con una modifica apportata al comma 8 dell’art. 26, del D.L. n. 179/2012 convertito dalla L. n. 221/2012, viene incrementato di un anno, da 4 a 5, sia il limite temporale entro il quale poter essere considerata Start up innovativa dalla data di costituzione della società che il periodo massimo di esonero dal pagamento dell'imposta di bollo, dei diritti di segreteria e dal pagamento del diritto annuale dovuto in favore delle Camere di Commercio (art. 4, comma 11-ter).

RICAPITOLANDO

1) Dopo le modifiche apportate dalla legge n. 33/2015, di conversione del D.L. n. 3/2015, la Start up innovativa deve possedere i seguenti requisiti:
1) essere costituita da non più di cinque anni;
2) a partire dal secondo anno di attività della Start-up innovativa, il totale del valore della produzione annua, così come risultante dall'ultimo bilancio approvato entro sei mesi dalla chiusura dell'esercizio, non deve essere superiore a 5 milioni di euro;
3) non distribuire utili;
4) non essere stata costituita da una fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda;
5) possedere almeno uno dei seguenti ulteriori requisiti:
a) le spese in ricerca e sviluppo sono uguali o superiori al 15 per cento del maggiore valore fra costo e valore totale della produzione della start-up innovativa;
b) impiego come dipendenti o collaboratori a qualsiasi titolo, in percentuale uguale o superiore al terzo della forza lavoro complessiva, di personale in possesso di titolo di dottorato di ricerca o che sta svolgendo un dottorato di ricerca presso una università italiana o straniera, oppure in possesso di laurea e che abbia svolto, da almeno tre anni, attività di ricerca certificata presso istituti di ricerca pubblici o privati, in Italia o all'estero, ovvero, in percentuale uguale o superiore a due terzi della forza lavoro complessiva, di personale in possesso di laurea magistrale;
c) sia titolare o depositaria o licenziataria di almeno una privativa industriale relativa a una invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale ovvero sia titolare dei diritti relativi ad un programma per elaboratore originario registrato presso il Registro pubblico speciale per i programmi per elaboratore, purchè tali privative siano direttamente afferenti all'oggetto sociale e all'attività di impresa
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2) La start-up innovativa può godere, nell'arco di cinque anni, di una serie di agevolazioni: esenzioni per la costituzione e l'iscrizione nel Registro delle Imprese, agevolazioni fiscali, nonché deroghe al diritto societario e una disciplina particolare nei rapporti di lavoro nell'impresa.
Condizione fondamentale per poter beneficiare di tali vantaggi è che le Start up siano iscritte nell'apposita sezione speciale del Registro delle Imprese.

3) La L. n. 33/2015, di conversione del D.L. n. 3/2015, ha introdotto la possibilità di redigere l'atto costitutivo della Start-up innovativa o mediante atto pubblico o per atto, sottoscritto con firma digitale, redatto secondo un modello uniforme che dovrà essere predisposto da apposito decreto del Ministero dello Sviluppo Economico.

4) Una volta ottenuta l'iscrizione come "Start-up innovativa" l'impresa è tenuta a presentare:
• l'aggiornamento delle informazioni con cadenza semestrale entro il 30 giugno e il 31 dicembre di ogni anno (il primo aggiornamento dovrà essere presentato comunque entro 6 mesi dall'iscrizione e sarà valido per il semestre relativo);
dichiarazione del mantenimento del possesso dei requisiti da presentare entro 30 giorni dall'approvazione del bilancio e comunque non oltre 6 mesi dalla scadenza dell'esercizio (se ad esempio l'esercizio si chiude il 31 dicembre, la pratica dovrà essere presentata entro 30 giorni dalla data di approvazione del bilancio ma in ogni caso non oltre il 30 giugno dell'anno successivo).
La dichiarazione del mantenimento del possesso dei requisiti può essere presentata anche congiuntamente all'aggiornamento delle informazioni (che riguarderà ovviamente il semestre in cui viene presentata).

. Se vuoi approfondire i contenuti e scaricare il testo del D.L. n. 3/2015, coordinato con le modifiche apportate dalla legge di conversione n. 33/2015, clicca QUI.

. Se vuoi approfondire l'argomento delle PMI INNOVATIVE introdotte dal D.L. n. 3/2015, convertito dalla L. n. 33/2015, clicca QUI.


8. FEBBRAIO 2016 - START UP INNOVATIVE - Incentivi fiscali all'investimento anche per il 2016 - Disco verde dalla Commissione europea

Gli incentivi fiscali a favore dei soggetti che investono nel capitale delle Start-up innovative sono validi fino al 31 dicembre 2016.
L’autorizzazione all’estensione anche al 2016 delle agevolazioni fiscali a favore dei soggetti che investono nel capitale delle Start-up innovative è arrivata dalla Commissione europea con la decisione SA 36866 del 14 dicembre 2015.
Ricordiamo che l’articolo 29, del D.L. 179/2012, convertito dalla L. n. 221/2012, nella sua formulazione attuale, prevede, infatti, che per i contribuenti IRPEF l’agevolazione si applichi “per gli anni 2013, 2014, 2015 e 2016”, e che per quelli IRES, “per i periodi di imposta 2013, 2014, 2015 e 2016”.
In realtà, nella sua prima formulazione, la disposizione in esame limitava l’applicazione della disciplina alle annualità 2013, 2014 e 2015.
In sintesi, ad oggi sono considerati agevolabili gli investimenti nel capitale di Start-up innovative, effettuati direttamente o indirettamente:
- dai soggetti IRPEF, nei periodi di imposta 2013, 2014 e 2015;
- dai soggetti IRES, nei tre periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2012, cioè fino a quello in corso al 31 dicembre 2015.

Le modifiche apportate dal comma 16-ter, dell’art. 9, del D.L. n. 76/2013, convertito dalla L. n. 99/2013, hanno poi previsto l’estensione delle agevolazioni fiscali anche al 2016.
Tuttavia, la decisione della Commissione europea C(2013) 8827 final del 5 dicembre 2013 (pubblicata sulla G.U.U.E – Comunicazioni e Informazioni n. C17 del 21 gennaio 2014) ha autorizzato solo gli investimenti agevolabili effettuati fino al periodo di imposta 2015, classificandoli come un aiuto di Stato “compatibile con il mercato interno”, sulla base degli “Orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato destinati a promuovere gli investimenti in capitale di rischio nelle piccole e medie imprese” (2006/C 194/02).
Il 2016 non è stato oggetto di valutazione a livello comunitario e necessitava, quindi, di una specifica autorizzazione da parte della Commissione UE. Questa è arrivata con la suddetta decisione del 14 dicembre 2015.

Le disposizioni di dettaglio delle agevolazioni sono state definite nel Decreto interministeriale dei Ministeri dell’Economia e delle Finanze e dello Sviluppo Economico 30 gennaio 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 66 del 20 marzo 2014.
Chiarimenti interpretativi sull’applicazione degli incentivi sono stati poi forniti dall’Agenzia delle Entrate con Circolare n. 16/E dell’11 giugno 2014.

Chi sono i soggetti beneficiari?
Gli incentivi sono riconosciuti:
- ai soggetti passivi IRPEF, di cui al Titolo I del TUIR (vale a dire persone fisiche, enti non commerciali, imprenditori individuali, soggetti che producono redditi in forma associata);
- ai soggetti passivi IRES, di cui al Titolo II dello stesso TUIR.

Chi sono i soggetti esclusi?
Per espressa previsione normativa non possono fruire degli incentivi fiscali:
- le start-up innovative;
- gli incubatori certificati;
- gli organismi di investimento collettivo del risparmio e le altre società di capitali che investono prevalentemente in start-up innovative, che realizzino investimenti propri nel capitale di start-up innovative.

Detrazione per i soggetti IRPEF
Per i soggetti passivi IRPEF, l’agevolazione consiste in una detrazione dall’IRPEF lorda pari al 19% della somma investita nel capitale sociale di una o più start-up innovative.
La percentuale è elevata al 25% nel caso di investimenti in start-up innovative a vocazione sociale o in start-up innovative che sviluppano e commercializzano esclusivamente prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico in ambito energetico.
L’investimento massimo su cui calcolare la detrazione non può eccedere l’importo di 500.000 euro.

Deduzione per i soggetti IRES
Con riferimento ai soggetti IRES, il beneficio consiste in una deduzione dal reddito imponibile pari al 20% dei conferimenti rilevanti.
La deduzione è aumentata al 27% nel caso in cui l’investimento venga effettuato in start-up innovative a vocazione start-up innovative a vocazione sociale e del settore energetico.
In ogni caso, l’investimento massimo deducibile non può comunque eccedere l’importo di 1,8 milioni di euro.
Qualora la deduzione sia di ammontare superiore al reddito complessivo dichiarato, l’eccedenza può essere computata in aumento dell’importo deducibile dal reddito complessivo dei periodi di imposta successivi, ma non oltre il terzo, fino a concorrenza del suo ammontare.


9. MARZO 2016 - START UP INNOVATIVE - Le recenti novità introdotte

Le Start up innovative sono state investite, nei primi mesi del 2016, da una serie di importanti novità, che vogliamo brevemente riassume nei seguenti tre punti.
1) Possibilità di costituire una Start up innovativa senza ricorrere dal notaio.
Sarà sufficiente redigere l’atto costitutivo e lo statuto della nuova società compilando on line il modello standard tipizzato di atto costitutivo e di statuto, da sottoscrivere con firma digitale e presentare al registro delle imprese per le verifiche dei requisiti entro 20 giorni dall’ultima sottoscrizione.
La semplificazione per ora interessa esclusivamente le Start up innovative aventi forma di società a responsabilità limitata, non semplificate.

2) Estensione al 2016 delle agevolazioni riservate ai soggetti, persone fisiche e giuridiche, che investono nel capitale delle Start-up innovative.

3) Aggiornamento da parte della CONSON del regolamento sull’equity crowdfunding.
Con la delibera n. 19520 del 24 febbraio 2016 la CONSOB ha, infatti, introdotto significative novità alla disciplina dell’equity crowdfunding.
Le modifiche sono dirette a semplificare le procedure di raccolta di capitali, a ridurne i costi e ad allargare la platea dei soggetti che possono contribuire a finanziare i progetti d’impresa innovativi.
Una delle innovazione principali riguarda le verifiche di appropriatezza dell’investimento rispetto alle conoscenze e all’esperienza dell’investitore: saranno svolte - al posto delle banche - dagli stessi gestori dei portali online per la raccolta di capitali di rischio. In questo modo l’intero processo di raccolta ha luogo online.
Sono state poi introdotte nuove figure di soggetti finanziatori che potranno partecipare all’equity crowdfunding: si tratta degli “investitori professionali su richiesta” e gli “investitori a supporto dell’innovazione”.

. Se vuoi scaricare il testo aggiornato con le modifiche apportate dalla delibera n. 19520 del 24 febbraio 2016, clicca QUI.


10. MARZO 2016 - START UP INNOVATIVE - In arrivo nuove regole per incentivare gli investimenti

Al via le nuove norme sulle agevolazioni fiscali a favore di coloro che investono in Start up innovative. È stato, infatti, firmato dal Ministro dell’Economia e delle Finanze e dal Ministro dello Sviluppo Economico, il decreto interministeriale recante le nuove disposizioni di attuazione dell’art. 29 del D.L. 179/2012, al fine di adeguare la disciplina ai nuovi orientamenti comunitari in materia di capitale di rischio e alla decisione della Commissione europea del 14 dicembre 2015 che ha autorizzato gli aiuti anche per il 2016.
Importanti e sostanziali sono le novità introdotte con il nuovo decreto rispetto alla precedente disciplina, dettata dal decreto interministeriale del 30 gennaio 2014.
La prima novità riguarda l’estensione al 2016 e il rafforzamento delle agevolazioni fiscali a favore dei soggetti che investono nel capitale delle Start-up innovative.
Per le persone fisiche è prevista la detrazione IRPEF del 19% degli investimenti fino a un massimo investito pari a 500.000 euro. I soggetti passivi IRES potranno fruire di una deduzione dal reddito complessivo di un importo pari al 20% dei conferimenti effettuati, fino a 1,8 milioni euro. Le percentuali salgono rispettivamente al 25% e al 27% nel caso di investimenti nelle start up a vocazione sociale o per gli investimenti in start up innovative che sviluppano e commercializzano esclusivamente prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico in ambito energetico.
La seconda novità riguardala l’innalzamento della soglia di investimenti ammissibili per ciascuna Start up innovativa, che passa da 2,5 milioni di euro all’anno per 4 anni a 15 milioni di euro calcolabili su un arco temporale di 5 anni.
Una ulteriore modifica riguarda l’aumento da 2 a 3 anni del periodo obbligatorio in cui mantenere l’investimento, pena la decadenza dalle agevolazioni.
Vengono, infine, razionalizzate le cause di decadenza dell’agevolazione: non determina più la decadenza dell’incentivo la perdita dello status di start up innovativa, se dovuta al superamento del limite temporale dei 5 anni dalla costituzione, o del tetto di 5 milioni di euro del valore della produzione annua o la quotazione su una piattaforma multilaterale di negoziazione.

Vogliamo infine segnalare che il Ministero dello Sviluppo Economico - Direzione Generale per la Politica Industriale, la Competitività e le PMI, ha inviato a tutte le Start-Up una lettera con la quale vengono illustrate tutte le novità che verranno introdotte con il nuovo decreto.
Nella lettera si ricorda che il nuovo decreto rafforza ed estende al 2016 gli incentivi fiscali all’investimento in startup innovative; si informa dell’imminente lancio di #StartupSurvey, la prima indagine ISTAT sulle startup innovative e del recente aggiornamento, da parte di CONSOB, del regolamento sull’equity crowdfunding, che è stato notevolmente alleggerito e semplificato. Con l’occasione, viene infine incoraggiato l’accesso a #ItalyFrontiers, piattaforma online bilingue pensata per favorire l’attrazione di investimenti nelle startup innovative.

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11. 11 APRILE 2016 - START UP INNOVATIVE - Pubblicato il decreto che fissa le nuove regole per incentivare gli investimenti

E’ stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 84 del 11 aprile 2016, il Decreto 25 febbraio 2016, recante “Modalità di attuazione dell'articolo 29 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, recante incentivi fiscali all'investimento in start-up innovative”.
Il decreto entra in vigore il 12 aprile 2016. Dalla stessa data cessa di avere efficacia il decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, del 30 gennaio 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 20 marzo 2014, n. 66.
Il testo del decreto viene riportato nei Riferimenti normativi.


12. MAGGIO 2016 - START UP INNOVATIVE - Qualifica estesa anche alle imprese culturali - Un progetto di legge all’esame della Commissione Cultura della Camera

La qualifica di Start up innovativa potrà essere assunta anche da società che hanno come oggetto sociale esclusivo la promozione dell’offerta culturale italiana.
La nuova figura delle “Start up culturali” è prevista da una proposta di legge di iniziativa parlamentare, recante “Agevolazioni in favore delle start-up culturali e modifiche al D.Lgs. n. 58/1998, in materia di raccolta di capitali tra il pubblico per la valorizzazione e la tutela dei beni culturali” (A.C. 2950).
La proposta di legge - attualmente all’esame della VII Commissione Cultura della Camera dei deputati - è finalizzata alla promozione dell'imprenditoria, in particolare giovanile, nel settore culturale e alla previsione di nuovi canali di raccolta di risorse per la tutela e la valorizzazione dei beni culturali.
L'articolo 1 reca la definizione di “start-up culturale”, inserendola nella categoria delle start-up innovative. In particolare, si definiscono start-up culturali le start-up innovative che hanno come oggetto sociale esclusivo la promozione dell'offerta culturale italiana, attraverso lo sviluppo, la valorizzazione, la produzione o la distribuzione di prodotti o di servizi innovativi ad alto valore tecnologico, anche mediante l'uso di nuove tecnologie e lo sviluppo di software originali, afferenti a uno o più dei seguenti ambiti: le opere dell'ingegno di carattere creativo che appartengono alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all'architettura, al teatro ed alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione.
Si tratta delle opere che, in base all'art. 1, primo comma, della L. 633/1941 sono soggette alla protezione del diritto d'autore e di altri diritti connessi al suo esercizio; il patrimonio culturale italiano (che, ai sensi dell'art. 2 del d.lgs. 42/2004, è costituito dai beni culturali e dai beni paesaggistici).
Dunque, in maniera pressoché analoga a quanto operato per la definizione di start up innovativa turistica, il progetto di legge in commento interviene sull'oggetto sociale costitutivo della start up innovativa culturale, stabilendo, rispetto all' art. 25, comma 2, del D.L. 179/2012, - che, come si è visto, richiede, ai fini della qualificazione dell'impresa come start-up innovativa, quale oggetto sociale esclusivo o prevalente la concomitanza di sviluppo, produzione e commercializzazione di prodotti o di servizi innovativi ad alto valore tecnologico – che l'oggetto sociale esclusivo di una start-up innovativa culturale deve essere la promozione dell'offerta culturale italiana, attuata, indifferentemente, attraverso lo sviluppo, la produzione, la distribuzione, ovvero, la valorizzazione degli stessi prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico.
L'articolo 2 prevede una serie di agevolazioni per le start-up culturali.
L'articolo 3 inserisce nell'art. 1 del Testo unico delle disposizioni in tema di intermediazione finanziaria (D.Lgs. n. 58/1998, c.d. “T.U.F.”), il comma 5-octies.1, che introduce la definizione di "portale per la raccolta di capitali per la valorizzazione e la tutela dei beni culturali": con tale espressione si intende una piattaforma on line finalizzata alla facilitazione della raccolta di capitale di rischio da parte di start-up innovative culturali e di donazioni "da parte di enti pubblici" che gestiscono beni culturali.

. Se vuoi scaricare una scheda di lettura del progetto di legge A.C. 2950, clicca QUI.


13. L. 232/2016 - LEGGE DI BILANCIO 2017 - Novità per le Start-up innovative - Sottoscrizione dell’atto costitutivo con la firma elettronica avanzata autenticata

13.1. Sottoscrizione dell’atto costitutivo con la firma elettronica avanzata autenticata

E’ stata pubblicata, sulla Gazzetta Ufficiale n. 297 del 21 dicembre 2016 (Supplemento Ordinario n . 57) la Legge 11 dicembre 2016, n. 232, recante “Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019” (Legge di Bilancio per il 2017).
Il comma 65 integra la disciplina della sottoscrizione dell’atto costitutivo di start-up innovative, prevedendo che esso possa essere sottoscritto, oltre che con firma digitale, anche con firma elettronica avanzata autenticata.
Aggiungendo, infatti, il riferimento all'articolo 25 all'interno dell'articolo 4, comma 10-bis, del decreto-legge 24 gennaio 2015, n. 3, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2015, n. 33, prevede che, al solo fine di favorire l'avvio di attività imprenditoriale e con l'obiettivo di garantire una più uniforme applicazione delle disposizioni in materia di start-up innovative e di incubatori certificati, l'atto costitutivo e le successive modificazioni di start-up innovative possono essere redatti con atto sottoscritto, oltre che con firma digitale, anche con la firma elettronica avanzata autenticata prevista, appunto, dall'articolo 25 del Codice dell'Amministrazione digitale. Finora, l'atto costitutivo e le successive modificazioni di start-up innovative potevano essere redatti per atto pubblico ovvero per atto sottoscritto con firma digitale (modalità di cui all'articolo 24 del D.Lgs. n. 82 del 2005, Codice dell'amministrazione digitale - CAD).
Con la modifica introdotta, si aggiunge la possibilità di redigere i medesimi atti con la firma autenticata: ai sensi dell'articolo 25 del medesimo CAD, si ha per riconosciuta, ai sensi dell'articolo 2703 del Codice civile, la firma elettronica o qualsiasi altro tipo di firma elettronica avanzata, autenticata dal notaio o da altro pubblico ufficiale a ciò autorizzato.
L'autenticazione della firma elettronica, anche mediante l'acquisizione digitale della sottoscrizione autografa, o di qualsiasi altro tipo di firma elettronica avanzata consiste nell'attestazione, da parte del pubblico ufficiale, che la firma è stata apposta in sua presenza dal titolare, previo accertamento della sua identità personale, della validità dell'eventuale certificato elettronico utilizzato e del fatto che il documento sottoscritto non è in contrasto con l'ordinamento giuridico.
Già attualmente, l'apposizione della firma digitale da parte del pubblico ufficiale ha l'efficacia di cui alla firma digitale. Se al documento informatico autenticato deve essere allegato altro documento formato in originale su altro tipo di supporto, il pubblico ufficiale può allegare copia informatica autenticata dell'originale.


13.2. Novità per le Start-up e le PMI innovative - Rafforzati gli incentivi fiscali

I commi da 66 a 69 rafforzano gli incentivi fiscali previsti per i soggetti che investono nel capitale sociale delle Start-up innovative e delle PMI innovative.
Si prevede, in primo luogo, che, a decorrere dall’anno 2017, l’investimento massimo detraibile sarà aumentato a euro 1.000.000,00, mentre il termine minimo di mantenimento dell’investimento detraibile sarà aumentato a tre anni. Inoltre, la percentuale dell'investimento considerata verrà aumentata al 30% del totale.
All’articolo 29 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, si prevedeva che - nel quadriennio 2013 / 2016 - l'investimento massimo detraibile dall’IRPEF - per le persone fisiche che avessero riversato somme nel capitale sociale delle predette imprese, sia per gli investimenti effettuati direttamente che per tramite di organismi di investimento collettivo del risparmio o di altre società che investono prevalentemente in start-up innovative - fosse un'aliquota pari al 19% del totale, non potesse eccedere l'importo di euro 500.000,00 (in ciascun periodo d'imposta) e dovesse essere mantenuto per almeno due anni.
Il comma 66 prevede invece che, a decorrere dall’anno 2017, l’investimento massimo detraibile sia aumentato a euro 1.000.000,00 per le somme "di cui al comma 3". Il termine minimo di mantenimento dell’investimento detraibile è poi aumentato a tre anni.
Il comma 68 modifica l’articolo 4 del D.L. n. 3/2015, al fine di estendere l’ambito applicativo della disciplina sulle PMI innovative. In particolare, viene escluso l’attuale requisito richiesto (operatività inferiore a sette anni delle PMI) ai fini dell’applicazione automatica delle agevolazioni di cui all’art. 29 del D.L. n. 179/2012. Tali agevolazioni, infatti, in caso di PMI innovative sul mercato da più di sette anni, si applicano solo in presenza di ulteriori requisiti indicati nel comma 9-bis dell’art. 4 del quale, peraltro, si prevede la soppressione.
Il comma 69 esonera dal pagamento delle imposte di bollo e dei diritti di segreteria l’atto costitutivo delle start up innovative, laddove si tratti di atto pubblico ovvero di atto sottoscritto con le modalità previste dall'articolo 24 del Codice dell'amministrazione digitale (redatti dal 2015 secondo un modello uniforme adottato con decreto del Ministro dello Sviluppo Economico e così trasmessi al competente ufficio del Registro delle imprese).

. Se vuoi approfondire i contenuti e scaricare il testo della legge n. 232/2016 (Legge di bilancio 2017), clicca QUI.


14. GENNAIO 2017 - D.M. 22 DICEMBRE 2016 - INCUBATORI CERTIFICATI DI START-UP INNOVATIVE - Definiti in nuovi requisiti per l'identificazione

E’ stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 16 del 20 gennaio 2017, il Decreto 22 dicembre 2016, recante “Revisione del decreto 22 febbraio 2013 relativo ai requisiti per l'identificazione degli incubatori certificati di start up innovative, ai sensi dell'art. 25 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179”.
Con il presente decreto, che è in vigore dal 21 gennaio 2017 e che dalla stessa data sostituisce il decreto del 21 febbraio 2013 (erroneamente indicato con la data 22 febbraio 2013), il Ministero dello Sviluppo Economico adegua i valori minimi per il riconoscimento della qualifica di incubatore certificato di Start-up innovative.

Ai sensi dell’art. 1, sono riconosciuti incubatori certificati di start-up innovative le società che abbiano le seguenti caratteristiche:
- siano società di capitali, costituite anche in forma cooperativa, di diritto italiano ovvero una Societas Europaea;
- siano residenti in Italia;
- abbiano come oggetto sociale prevalente il sostegno alla nascita e allo sviluppo di start-up innovative, e attività correlate relative al trasferimento tecnologico e ai processi di ricerca, sviluppo e innovazione, mediante l'offerta di spazi fisici dedicati e di servizi di consulenza;
- che raggiungano i valori minimi indicati nelle Tabelle A e B allegate al decreto.

Ai fini del riconoscimento, il decreto ministeriale introduce una serie di valori minimi necessari per l’iscrizione, da calcolare sulla base di una scala di punteggi rappresentati in forma tabellare.
Nel dettaglio, il punteggio minimo richiesto per l’ammissione è determinato in almeno 35 punti con riferimento agli indicatori riportati nella Tabella A, e almeno 50 punti per gli indicatori presenti nella Tabella B, in allegato al decreto del Ministro dello sviluppo economico in commento.

Per l'iscrizione nella sezione speciale del Registro delle imprese, gli incubatori certificati di start-up innovative presentano alla Camera di Commercio competente per territorio una dichiarazione attestante il possesso dei requisiti mediante l'utilizzo di un apposito modulo di domanda in formato elettronico, sottoscritto dal rappresentante legale della società, ai sensi dell'art. 47 del D.P.R. n. 445/2000.
Il modulo di domanda in formato elettronico, comprendente la Griglia di compilazione correlata, verrà pubblicato sul sito web del Ministero dello Sviluppo Economico nella sezione «Start-up innovative».

Monitoraggio e aggiornamenti normativi L’aggiornamento settimanale, in formato elettronico, dei dati relativi alla sezione speciale del Registro delle imprese spetta alle Camere di Commercio (art. 3, comma 1). Il Ministero dello Sviluppo Economico esamina, con cadenza annuale, i dati messi a disposizione al fine di valutare l'adeguatezza dei valori minimi rispetto alle condizioni del contesto di riferimento, provvedendo eventualmente al relativo aggiornamento (art. 3, comma 2).

Al fine di consentire i controlli sul rispetto dei requisiti di legge ai sensi di quanto previsto all'art. 31, comma 5, del D.L. n. 179/2012, l'incubatore certificato deve conservare gli atti e i documenti attestanti la veridicita' delle informazioni fornite nella compilazione del modello informatico per un periodo di cinque anni a decorrere dalla data dell'iscrizione nella citata sezione speciale del Registro delle imprese (art. 4).

Secondo le disposizioni transitorie, dettate all’art. 5, a decorrere dall'entrata in vigore del presente decreto (21 gennaio 2017), le società già iscritte nella sezione speciale del Registro delle imprese devono depositare, a pena di decadenza - entro 30 giorni dall'approvazione del bilancio e comunque entro sei mesi dalla chiusura di ciascun esercizio - la dichiarazione annuale di mantenimento dei requisiti in conformità ai parametri stabiliti dall'allegato al presente provvedimento. Per le società costituite da meno di due esercizi, conformi alla definizione di cui all'art. 1 del presente decreto, il requisito dell'adeguata e comprovata esperienza nell'attività di sostegno a start-up innovative di cui alla lettera e) del comma 5 dell'art. 25 del decreto, puo' essere ottenuto mediante avvalimento dell'attivita' di incubazione fisica di start-up innovative maturata da societa' o altri enti cui siano legate da un rapporto di conferimento, fusione, scissione , di cessione d'azienda o di ramo d'azienda.
Alla stessa attivita' di incubazione di start-up puo' fare riferimento solo un incubatore certificato iscritto alla sezione speciale del registro delle imprese.
Il testo del decreto e del suo allegato viene riportato nei Riferimenti normativi.


START UP INNOVATIVE E INCUBATORI CERTIFICATI
ADEMPIMENTI PRESSO IL REGISTRO DELLE IMPRESE


1. Start-up innovativa e l'incubatore certificato – ISCRIZIONE NELLA SEZIONE SPECIALE DEL REGISTRO DELLE IMPRESE (art. 25, commi 9 - 17)

1.1. La sezione speciale del Registro imprese

La start-up innovativa e l'incubatore certificato, al fine di poter beneficiare della disciplina della presente sezione, dovranno essere iscritti in una apposita sezione speciale del Registro delle imprese.
Ai fini dell'iscrizione in tale sezione, la sussistenza dei requisiti per l'identificazione della start-up innovativa e dell'incubatore certificato dovrà essere attestata mediante apposita autocertificazione prodotta dal legale rappresentante e depositata presso l'ufficio del Registro delle imprese.

La sezione speciale del Registro delle imprese consentirà la condivisione, nel rispetto della normativa sulla tutela dei dati personali, delle informazioni relative, per la start-up innovativa: all'anagrafica, all'attività svolta, ai soci fondatori e agli altri collaboratori, al bilancio, ai rapporti con gli altri attori della filiera quali incubatori o investitori; per gli incubatori certificati: all'anagrafica, all'attività svolta, al bilancio, così come ai requisiti previsti sopra.

La start-up innovativa verrà automaticamente iscritta alla sezione speciale del Registro delle imprese, a seguito della compilazione e presentazione della domanda in formato elettronico, contenente le seguenti informazioni:
a) data e luogo di costituzione, nome e indirizzo del notaio;
b) sede principale ed eventuali sedi periferiche;
c) oggetto sociale;
d) breve descrizione dell'attività svolta, comprese l'attività e le spese in ricerca e sviluppo;
e) elenco dei soci, con trasparenza rispetto a fiduciarie, holding, con autocertificazione di veridicità;
f) elenco delle società partecipate;
g) indicazione dei titoli di studio e delle esperienze professionali dei soci e del personale che lavora nella start-up innovativa, esclusi eventuali dati sensibili;
h) indicazione dell'esistenza di relazioni professionali, di collaborazione o commerciali con incubatori certificati, investitori istituzionali e professionali, università e centri di ricerca;
i) ultimo bilancio depositato, nello standard XBRL;
l) elenco dei diritti di privativa su proprietà industriale e intellettuale
.

L'incubatore certificato verrà automaticamente iscritto alla sezione speciale del Registro delle imprese, a seguito della compilazione e presentazione della domanda in formato elettronico, contenente le seguenti informazioni recanti i valori degli indicatori, di cui ai commi 6 e 7, conseguiti dall'incubatore certificato alla data di iscrizione:
a) data e luogo di costituzione, nome e indirizzo del notaio;
b) sede principale ed eventuali sedi periferiche;
c) oggetto sociale;
d) breve descrizione dell'attività svolta;
e) elenco delle strutture e attrezzature disponibili per lo svolgimento della propria attività;
f) indicazione delle esperienze professionali del personale che amministra e dirige l'incubatore certificato, esclusi eventuali dati sensibili;
g) indicazione dell'esistenza di collaborazioni con università e centri di ricerca, istituzioni pubbliche e partner finanziari;
h) indicazione dell'esperienza acquisita nell'attività di sostegno a start-up innovative
.

Tutte le informazioni di cui sopra saranno rese disponibili, assicurando la massima trasparenza e accessibilità, per via telematica o su supporto informatico in formato tabellare gestibile da motori di ricerca, con possibilità di elaborazione e ripubblicazione gratuita da parte di soggetti terzi.
Le imprese start-up innovative e gli incubatori certificati dovranno assicurare l'accesso informatico alle suddette informazioni dalla home page del proprio sito Internet.


1.2. Adempimenti successivi all’iscrizione nella sezione speciale - Informazioni - Bilanci - Perdita requisiti

1) Ai sensi del comma 14, dell'art. 25, le informazioni di cui sopra dovranno essere aggiornate con cadenza non superiore a sei mesi e sono sottoposte al regime di pubblicità indicato sopra.
Pertanto, le informazioni comunicate dalle società start-up devono essere aggiornate due volte l'anno: entro le date del 30 giugno e del 31 dicembre.
Anche quando non vi siano aggiornamenti da segnalare, la società start-up dovrà comunque confermare che le informazioni già depositate sono aggiornate.

Per tale comunicazione va utilizzato il Modello S2 - Riquadro 20/Altri atti e fatti soggetti a iscrizione e a deposito, in esenzione sia dall'imposta di bollo che dal pagamento dei diritti di segreteria, seguendo le istruzioni impartite dalle singole Camere di Commercio.

2) Ai sensi del successivo comma 15, dell'art. 25, entro 30 giorni dall'approvazione del bilancio e comunque entro sei mesi dalla chiusura di ciascun esercizio, il rappresentante legale della start-up innovativa o dell'incubatore certificato dovrà attestare il mantenimento del possesso dei requisiti indicati sopra con una apposita dichiarazione da depositare presso l'ufficio del Registro delle imprese.

3) Ai sensi del successivo comma 16, dell'art. 25, entro 60 giorni dalla perdita dei requisiti la start-up innovativa o l'incubatore certificato saranno cancellati d'ufficio dalla sezione speciale del Registro delle imprese, permanendo l'iscrizione alla sezione ordinaria del Registro delle imprese.
Alla perdita dei requisiti è equiparato il mancato deposito della dichiarazione relativa al mantenimento del possesso dei requisiti.
Si applica, in tal caso, l'articolo 3 del D.P.R. 23 luglio 2004, n. 247 (Regolamento di semplificazione del procedimento relativo alla cancellazione di imprese e società non più operative dal registro delle imprese), relativo alla cancellazione della società semplice, della società in nome collettivo e della società in accomandita semplice.
Secondo tale articolo, il procedimento per la cancellazione delle società in questione dovrà essere avviato quando l'ufficio del Registro delle imprese rileva una delle seguenti circostanze:
a) irreperibilità presso la sede legale;
b) mancato compimento di atti di gestione per tre anni consecutivi;
c) mancanza del codice fiscale;
d) mancata ricostituzione della pluralità dei soci nel termine di sei mesi;
e) decorrenza del termine di durata, in assenza di proroga tacita.

L'ufficio del Registro delle imprese che rileva una delle circostanze indicate sopra, anche a seguito di segnalazione da parte di altro pubblico ufficio, avvia il procedimento invitando gli amministratori, mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento inviata all'indirizzo della sede che risulta iscritta nel registro e alla residenza anagrafica di ciascuno degli amministratori risultante nel Registro, a comunicare l'avvenuto scioglimento della società stessa ovvero a fornire elementi idonei a dimostrare la persistenza dell'attività sociale della società.
L'ufficio, contemporaneamente, procede alla verifica delle circostanze indicate sopra.
Dell'avvio del procedimento è data notizia mediante affissione all'albo camerale.
Decorsi trenta giorni dal ricevimento dell'ultima delle lettere raccomandate, ovvero, in caso di irreperibilità presso ciascuno degli indirizzi indicati sopra.
Decorsi quarantacinque giorni dalla affissione della notizia nell'albo camerale senza che gli amministratori abbiano fornito riscontro, il conservatore trasmette gli atti al Presidente del Tribunale il quale può nominare il liquidatore o, qualora non lo ritenga necessario, può trasmettere direttamente gli atti al giudice del registro per l'adozione delle iniziative necessarie a disporre la cancellazione della società.
La trasmissione degli atti al giudice del registro è annotata nel Registro delle imprese a cura del conservatore, con l'indicazione delle circostanze accertate.
Dopo la cancellazione, l'ufficio del Registro delle imprese valuta, in relazione all'importo e alla effettiva possibilità di riscossione, se procedere alla riscossione del diritto annuale, dei diritti di segreteria e delle eventuali sanzioni dovuti ai sensi dell'articolo 18 della L. n. 580/1993, maturati a decorrere dalla data di avvio del procedimento di cancellazione.
La determinazione di non procedere alla riscossione è motivata con comunicazione al competente collegio dei revisori dei conti.


1.3. Esonero per quattro anni da imposta di bollo, diritti di segreteria e diritto annuale

Secondo quanto stabilito al comma 8, dell'art. 25, del D.L. n. 179/2012, presso il Registro delle imprese dovrà essere istituita un'apposita sezione nella quale si dovranno iscrivere le nuove start-up innovative e gli incubatori certificati.
La start-up innovativa e l'incubatore certificato dovranno essere iscritti in questa apposita Sezione, al fine di poter beneficiare della disciplina dettata nella Sezione IX del D.L. n. 179/2012.

La sussistenza dei requisiti per l'identificazione della start-up innovativa e dell'incubatore certificato dovrà essere attestata mediante apposita autocertificazione prodotta dal legale rappresentante e depositata presso l'ufficio del Registro delle imprese.

Analogamente, l'incubatore certificato, per poter autocertificare il possesso dei requisiti previsti al 5° comma, dell'art. 25, del D.L. n. 179/20129, dovrà depositare, al momento dell'iscrizione alla Sezione speciale del Registro delle imprese, una apposita dichiarazione sottoscritta dal rappresentante legale.

Le società già costituite alla data di conversione in legge del presente decreto (19 dicembre 2012) e in possesso dei requisiti previsti dallo stesso decreto, potranno essere considerate start-up innovative solo se entro 60 giorni (17 febbraio 2013) dalla stessa data depositeranno presso l'Ufficio del Registro delle imprese una dichiarazione sottoscritta dal rappresentante legale che attesti il possesso dei requisiti previsti.

Per la start-up innovativa il Registro delle imprese dovrà fornire le informazioni relative: all'anagrafica, all'attività svolta, ai soci fondatori e agli altri collaboratori, al bilancio, ai rapporti con gli altri attori della filiera quali incubatori o investitori.
Per gli incubatori certificati dovrà fornire le informazioni relative: all'anagrafica, all'attività svolta, al bilancio, così come ai requisiti previsti sopra.

L'iscrizione nella Sezione speciale del Registro delle imprese avverrà solo per via telematica, attraverso ComUnica.

Entro 30 giorni dall'approvazione del bilancio e comunque entro sei mesi dalla chiusura di ciascun esercizio, il rappresentante legale della start-up innovativa o dell'incubatore certificato dovrà attestare il mantenimento del possesso dei requisiti indicati sopra con una apposita dichiarazione da depositare presso l'ufficio del Registro delle imprese.

Entro 60 giorni dalla perdita dei requisiti la start-up innovativa o l'incubatore certificato saranno cancellati d'ufficio dalla sezione speciale del Registro delle imprese, permanendo l'iscrizione alla sezione ordinaria del Registro delle imprese.
Alla perdita dei requisiti è equiparato il mancato deposito della dichiarazione relativa al mantenimento del possesso dei requisiti.

Il comma 8 dell’articolo 26 stabilisce, per la start-up innovativa e per l’incubatore certificato, dal momento della loro iscrizione nella Sezione speciale del Registro delle imprese, l’esonero dal versamento dei diritti di bollo e di segreteria dovuti agli adempimenti per l’iscrizione al Registro delle Imprese, nonché del pagamento del diritto annuale dovuto in favore delle Camere di Commercio.
L'esenzione e' dipendente dal mantenimento dei requisiti previsti dalla legge per l'acquisizione della qualifica di start-up innovativa e di incubatore certificato e dura comunque non oltre il quarto anno di iscrizione.


1.4. Società già costituite alla data di entrata in vigore della legge 221/2012 che si registrano nella Sezione speciale delle Startup innovative

Secondo l’art. 25, comma 3 del D.L. n. 179/2012, convertito nella L. n. 221/2012, e successive modificazioni: “le società già costituite alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto e in possesso dei requisiti previsti dal comma 2, sono considerate start-up innovative ai fini del presente decreto se depositano presso l'Ufficio del Registro delle imprese, di cui all'articolo 2188 del codice civile, una dichiarazione sottoscritta dal rappresentante legale che attesti il possesso dei requisiti previsti dal comma 2. In tal caso, la disciplina di cui alla presente sezione trova applicazione per un periodo di quattro anni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, se la start-up innovativa è stata costituita entro i due anni precedenti, di tre anni, se è stata costituita entro i tre anni precedenti, e di due anni, se è stata costituita entro i quattro anni precedenti”.
Considerando la data di entrata in vigore del D.L. n.179/2012 (20 ottobre 2012) e quella di entrata in vigore della L. n. 221/2012 (18 dicembre 2012), si precisa che la durata di applicazione della disciplina delle startup innovative è regolata secondo quanto indicato nel seguente schema:
A. Se l'impresa è costituita tra la data del 20 ottobre 2010 e quella del 18 dicembre 2012: la durata massima di applicazione della disciplina durerà 4 anni, e precisamente fino al 18 dicembre 2016;
B. Se l'impresa è costituita tra la data del 20 ottobre 2009 e quella del 19 dicembre 2010: la durata massima di applicazione della disciplina durerà 3 anni, e precisamente fino al 18 dicembre 2015;
C. Se l'impresa è costituita tra la data del 20 ottobre 2008 e quella del 19 dicembre 2009: la durata massima di applicazione della disciplina durerà 2 anni, e precisamente fino al 18 dicembre 2014.


1.5. 19 DICEMBRE 2012 - Al via le domande di iscrizione nell'apposita sezione del Registro imprese

L’art. 25 del decreto legge n. 179/2012, convertito nella legge 17 dicembre 2012 n. 221, ha introdotto la disciplina delle start-up innovative.
Queste imprese godono di particolari benefici anche di natura fiscale e devono essere iscritte in un'apposita sezione speciale del Registro delle Imprese.

Secondo quanto stabilito ai commi 2 e 3 del citato art. 25, le imprese già costituite e in possesso dei requisiti alla data del 19 dicembre 2012 (data di entrata in vigore della legge di conversione del D.L. n. 179/2012) hanno 60 giorni di tempo dalla medesima data per depositare presso il Registro imprese l'autodichiarazione del possesso dei requisiti e presentare la domanda di iscrizione nell'apposita sezione speciale.
Tale termine scade il 17 febbraio 2013.

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1.6. Start-up innovative - Iscrizione alla Sezione speciale anche dopo il 17 febbraio - Precisazione del Ministero dello Sviluppo Economico

Le società già costituite alla data del 19 dicembre 2012 (data di entrata in vigore della L. n. 221/2012) possono iscriversi alla Sezione speciale anche dopo il 17 febbraio 2013.
Questa è la linea che il Ministero dello Sviluppo Economico ha reso nota in una risposta articolata al quesito posto da Infocamere, relativo all’iscrizione delle società già costituite alla “Sezione speciale” del Registro delle Imprese entro il termine del 17 febbraio.
La scadenza indicata in norma primaria – secondo il Ministero - è da interpretare come non perentoria, pertanto, le società già costituite alla data dell’approvazione della Legge n. 221/2012 (19 dicembre 2012), potranno iscriversi alla “Sezione speciale”, dedicata alle Start up del Registro delle imprese, anche dopo il 17 febbraio.
Contestualmente, il Ministero ha però precisato che il termine per il possesso dei requisiti, così come il termine di durata massima della Start up innovativa (19 dicembre 2012) sono invece inderogabili.
Il testo del parere ministeriale viene riportato nei Riferimenti normativi.

. Se vuoi leggere il Comunicato stampa del Ministero dello Sviluppo Economico, clicca QUI.


2. 21 GIUGNO 2013 - Incubatori e Start-Up - Disponibile la MODULISTICA e le GUIDE aggiornate

Con un Comunicato stampa del 21 giugno 2013, il Ministero dello Sviluppo Economico ha comunicato che è disponibile il modulo di domanda in formato elettronico con il quale gli incubatori di startup innovative potranno autocertificarsi ed essere iscritti presso l’apposita sezione speciale del Registro delle imprese.
La certificazione degli incubatori consentirà di valorizzare quelle società che accompagnano il processo di avvio e di crescita delle startup innovative, nella fase che va dal concepimento dell’idea imprenditoriale fino ai primi anni di vita.

Per facilitare la procedura è stata inoltre predisposta una guida sintetica per utenti esperti sugli adempimenti societari dell’incubatore certificato.
È stata inoltre aggiornata la guida sintetica sugli adempimenti della startup innovativa.
Il testo della modulistica e delle guide operative viene riportato nell'apposita sezione "MODULISTICA E GUIDA OPERATIVE".


3. 29 AGOSTO 2014 - Circolare del Ministero dello Sviluppo Economico sugli adempimenti relativi alla conferma del possesso dei requisiti

Il Ministero dello Sviluppo Economico, con la Circolare n. 3672/C del 29 agosto 2014, affronta il tema degli adempimenti nei confronti del Registro delle imprese che le Start-Up innovative e gli Incubatori certificati sono chiamati ad adempiere nel corso dell'anno solare in relazione alla conferma del possesso dei requisiti.

Il riferimento è all'art. 25, commi dal 12 al 15 del D.L. n. 179/2012, convertito dalla L. n. 221/2012, nei quali si stabilisce quanto segue:
1) nei commi 12 e 13 vengono individuate le informazioni che, rispettivamente, le Start-Up innovative e gli Incubatori certificati devono fornire nella domanda di iscrizione alla Sezione speciale del Registro delle imprese;
2) nel comma 14 si stabilisce che le informazioni di cui sopra "debbono essere aggiornate con cadenza non superiore a sei mesi" e sono sottoposte al regime di pubblicità;
3) nel successivo comma 15 si dispone che, entro 30 giorni dall'approvazione del bilancio e comunque entro sei mesi dalla chiusura di ciascun esercizio, il rappresentante legale della start-up innovativa o dell'incubatore certificato deve attestare il mantenimento del possesso dei requisiti previsti, rispettivamente, dal comma 2 e dal comma 5, depositando tale dichiarazione presso l'ufficio del Registro delle imprese.
La perdita dei requisiti di cui ai citati commi 2 e 5 è causa di cancellazione dalla Sezione speciale del Registro delle imprese, pur permanendo l'iscrizione alla sezione ordinaria.
Non solo, il mancato deposito della predetta dichiarazione nei termini previsti viene equiparato alla perdita dei requisiti ai fini della cancellazione d'ufficio della start-up o dell'incubatore certificato dalla Sezione speciale.

Si tratta di tre diversi adempimenti nei confronti del Registro delle imprese, di cui due a cadenza semestrale (comma 14) e uno a cadenza annuale (comma 15), la cui applicazione ha ingenerato non pochi dubbi interpretativi tra gli operatori del settore; dubbi che la circolare aiuta a superare, identificando una procedura chiara e introducendo una semplificazione degli adempimenti.
Il primo aggiornamento delle informazioni è previsto entro sei mesi dall’iscrizione della società nella Sezione speciale del Registro delle imprese. Per cui: se una società si è iscritta il 15 maggio 2014, dovrebbe effettuare il primo aggiornamento entro il 15 novembre 2014 e il secondo aggiornamento semestrale entro il 15 maggio 2015.
Mentre, secondo le indicazioni fornite dal Ministero, la società può uniformare il secondo aggiornamento semestrale, anzichè al 15 maggio 2015, al 30 giugno 2015, ed eseguire il terzo adempimento al 31 dicembre 2015, e così via a seguire per ogni successivo semestre.
Tale interpretazione consente una semplificazione e riduce a due il numero degli adempimenti annui, senza compromettere gli obiettivi informativi richiesti dal legislatore.
Viene, inoltre, previsto che la dichiarazione semestrale di cui al comma 14, la quale scada nel termine successivo al termine dell’esercizio sociale, possa essere effettuata unitamente all’attestazione del mantenimento dei requisiti, di cui al comma 15, integrando tale attestazione degli elementi ulteriori previsti ai commi 12 e 13, rispettivamente, per le Start-Up innovative e per gli Incubatori certificati.
Il testo della circolare viene riportato nei Riferimenti normativi.


4. 29 SETTEMBRE 2014 - START-UP INNOVATIVE - Chiarimenti dal Ministero dello Sviluppo Economico sulle modalità di iscrizione nel Registro delle imprese

1) La richiesta di iscrizione di una società di nuova costituzione nell’apposita sezione speciale di cui all’art. 25, comma 8, del D.L. n. 179/2012 non può essere per la sola attività di “ricerca e sviluppo”, ma deve essere sempre accompagnata anche dalla denuncia dell’avvio dell’attività, da intendersi come denuncia dell’avvio dell’attività di sviluppo, produzione e commercializzazione dei prodotti o servizi innovativi, con specificazione della natura dei prodotti o servizi in questione e allegando, se del caso, le previste autorizzazioni o comunicazioni richieste.
2) Non compete all’ufficio del Registro delle imprese valutare il merito delle dichiarazioni rese in sede di richiesta di iscrizione nella sezione speciale. Compito dell’ufficio del Registro delle imprese è solo quello di verificare la corretta compilazione ed allegazione di tutti i documenti e moduli previsti dalla disciplina in esame.
Sono questi i due chiarimenti che sono stati forniti dal Ministero dello Sviluppo Economico nel Parere del 29 settembre 2014, Prot. 169135.

Non può essere considerata start-up innovativa una società la cui attività consista nella sola “sperimentazione” di servizi o beni innovativi, in quanto non sarebbe in tal modo rispettata la definizione codicistica dell’imprenditore (art. 2082 C.C.), secondo cui: “E’ imprenditore chi esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi”.
Quindi è inevitabile che, contestualmente alla richiesta di iscrizione, debba anche essere presentata, ove sia prevista dalla regolazione amministrativa locale inerente dette attività, apposita SCIA al competente SUAP, anche attraverso la procedura della “Comunicazione unica per la nascita dell’impresa” prevista dall’art. 9 e seguenti del D.L. n. 7/2007.
Il testo del Parere viene riportato nei Riferimenti normativi.


5. 21 GENNAIO 2015 - START-UP INNOVATIVE - Nuovi chiarimenti e indicazioni dal Ministero dello Sviluppo Economico

Con quattro nuovi pareri del 19 gennaio 2015 e una circolare del 20 gennaio 2015, pubblicati sul proprio sito istituzionale, il Ministero dello Sviluppo Economico ha fornito nuovi chiarimenti e nuove indicazioni operative in relazione alle Start-Up innovative.

1) Il primo parere (del 19 gennaio 2015, Prot. 6057) affronta il tema del conferimento di impresa individuale in S.r.l. unipersonale ritenendo che il conferimento dell’intera azienda avente ad oggetto attività innovativa ad alto valore tecnologico in una società uni personale, di cui il conferente (già titolare dell’impresa individuale) sia unico socio, contempli, per le finalità di cui all’art. 25, comma 2, lett. g) del D.L. 179 del 2012, un’ipotesi di trasformazione atipica eterogenea, come tale esimente della causa ostativa «non è stata costituita da una fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda» di cui alla lettera g) predetta.
Ovviamente tale attività non deve essere stata esercitata per un periodo superiore a 48 mesi complessivi, intendendosi per tali, tanto la parte esercitata pretrasformazione, quanto quella successiva alla trasformazione stessa.

2) Il secondo parere (del 19 gennaio 2015, Prot, 6059) fornisce chiarimenti sulla creazione di una Start-Up innovativa nel settore del “civic crowdfunding” (finanziamento collettivo).

3) Il terzo parere (del 19 gennaio 2015, Prot. 6062) fornisce chiarimenti sull'iscrizione, nella sezione speciale del Registro Imprese in qualità di Start-Up innovativa, di una società costituita nel novembre 2011 e quindi già iscritta nella sezione ordinaria dello stesso Registro. Il Ministero ricorda che il termine da cui decorre il computo dei quattro anni, per usufruire dello speciale regime previsto dall’art. 25 del D.L. n. 179/2012, è quello della data di costituzione della società.

4) Il quarto parere (del 19 gennaio 2015, Prot. 6064) fornisce chiarimenti in materia di sanzioni applicabili alle società Start-Up, in dipendenza del ritardato aggiornamento delle informazioni, in difformità da quanto previsto dal comma 15, dell’articolo 25, del D.L. n. 179/2012.
Ricordiamo che il citato comma 15, dell'articolo 25, si limita a stabilire quanto segue: "Entro 30 giorni dall'approvazione del bilancio e comunque entro sei mesi dalla chiusura di ciascun esercizio, il rappresentante legale della start-up innovativa o dell'incubatore certificato attesta il mantenimento del possesso dei requisiti previsti rispettivamente dal comma 2 e dal comma 5 e deposita tale dichiarazione presso l'ufficio del registro delle imprese".
Mentre nel successivo comma 16 viene previsto che "16. Entro 60 giorni dalla perdita dei requisiti di cui ai commi 2 e 5 la start-up innovativa o l'incubatore certificato sono cancellati d'ufficio dalla sezione speciale del registro delle imprese di cui al presente articolo, permanendo l'iscrizione alla sezione ordinaria del registro delle imprese. Ai fini di cui al periodo precedente, alla perdita dei requisiti è equiparato il mancato deposito della dichiarazione di cui al comma 15. Si applica l'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 23 luglio 2004, n. 247".
Il comma 16 disciplina la fattispecie della "omessa presentazione", tacendo integralmente sull'ipotesi di "ritardato adempimento".
Tuttavia, dal ritardato adempimento non può farsi discendere l'automatica cancellazione della Start-Up dalla sezione speciale.
Il mantenimento dei requisiti posti dal legislatore permette la conservazione dell'iscrizione nella sezione speciale del Registro delle imprese, che assume una valenza quasi costitutiva. Ne consegue - secondo il Ministero - che il tardivo adempimento va sanzionato ordinariamente a norma dell'art. 2630 Codice Civile.


6. GIUGNO 2015 - Due nuovi pareri dal Ministero dello Sviluppo Economico

1. STAR-TUP INNOVATIVE - Natura e tipologia di controlli sui requisiti al momento dell’iscrizione nella Sezione speciale del Registro imprese

I poteri di verifica in capo all’ufficio del Registro delle imprese sono di natura principalmente formale. E questo criterio è rimasto intatto anche dopo l’introduzione delle “piccole e medie imprese innovative” da parte dell’art. 4 della legge n. 33 del 24 marzo 2015.
Resta fermo tuttavia che nell’ambito delle verifiche formali in carico all’Ente camerale sicuramente rientrano quelle relative alla reale presenza dei prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico richiesti dalla norma, ovviamente nei limiti della documentazione in mano alla Camera stessa, senza cioè che sia condotta un’analisi ispettiva, che chiaramente non compete né è possibile alla Camera stessa.
E’ questo il contenuto del Parere del 31 maggio 2015, Prot. 80747, con il quale il Ministero dello Sviluppo Economico risponde a quesito posto da una Camera di Commercio in merito al controllo sui requisiti al momento dell’iscrizione nella Sezione speciale di una Startup innovativa a vocazione sociale che chiedeva l’iscrizione per l’attività di "organizzazione di corsi di formazione e sportivi".
Il controllo dell'Ufficio fin dove può e deve spingersi?
Esaminando la normativa vigente, appare del tutto evidente come il legislatore abbia inteso limitare l’analisi da parte dell’ufficio ricevente alla mera verifica di regolarità formale della attestazione depositata.
Il Ministero si limita poi a fissare il seguente criterio generale: qualora al momento dell’iscrizione alla Sezione speciale del Registro delle imprese, l’ufficio verifichi situazioni di totale scostamento del profilo formale (dichiarazione di possesso dei requisiti) da quello sostanziale (effettivo possesso dei requisiti, desumibile dai documenti depositati), si deve ritenere assolutamente prevalente l’aspetto sostanziale su quello meramente dichiarativo.

2. STAR-TUP INNOVATIVE E INCUBATORI CERTIFICATI - Cancellazione dalla Sezione speciale del Registro delle imprese per mancanza di requisiti

L’ordine di cancellazione dalla Sezione speciale del Registro delle imprese di una Start-up o di un Incubatore certificato per “gravi irregolarità nelle informazioni contenute nel modulo di autocertificazione” proviene unicamente dalla Direzione Generale per la politica industriale, la competitività e le P.M.I. del Ministero dello Sviluppo Economico.
Ne consegue che la posizione dell’ufficio del Registro delle imprese ricevente è di mero pati, una sostanziale soggezione, all’ordine ministeriale, alla stregua di quanto avviene per l’ordine di cancellazione (anch’esso ministeriale) delle società cooperative ex art. 2547-septiesdecies, o delle imprese sociali (da parte del Ministero del lavoro).
Ciò comporta che l’ufficio ricevente non è chiamato ad alcuna verifica preventiva. Dovrà, pertanto, procedere alla iscrizione della cancellazione dalla sezione speciale della Stat-up o dell'incubatore, senza necessità di porre in essere alcuna azione amministrativa, né a livello istruttorio, né richiedendo la partecipazione al procedimento del soggetto cancellando.
La cancellazione appare dunque l'elemento terminale di un procedimento incardinato unicamente nel Ministero.
E’ questo il contenuto del Parere del 3 giugno 2015, Prot. 82454, emanato dal Ministero dello Sviluppo Economico in risposta ad un quesito posto da una Camera di Commercio che chiedeva se la materia fosse o meno di competenza del Giudice del registro (ex art. 2191) e, in via generale, quale fosse il procedimento da seguire nella fattispecie.
Ricordiamo che l’art. 25, comma 16, seconda parte, del D.L. n. 179/2012, convertito dalla L. n. 221/2012, prevede che la cancellazione dalla Sezione speciale del Registro delle imprese, lascia permanere l’iscrizione in sezione ordinaria della società che abbia perduto i requisiti di Start-up o di incubatore.
Il comma 5 dell’articolo 31, del citato D.L. n. 179/2015, attribuisce al Ministero dello Sviluppo Economico, segnatamente alla Direzione Generale per la politica industriale, la competitività e le P.M.I., la vigilanza “sul corretto utilizzo delle agevolazioni e sul rispetto della disciplina di cui alla presente sezione”. Nell’ambito di detta vigilanza, ove il Ministero riscontri “gravi irregolarità nelle informazioni contenute nel modulo di autocertificazione” è ben legittimato ad ordinare la cancellazione dalla sezione del soggetto.
Secondo il Ministero, avverso il provvedimento di cancellazione appaiono esperibili gli ordinari strumenti di impugnazione giurisdizionale. Non è, invece, ammesso ricorso gerarchico, nè ricorso al Giudice del registro, attenendo la materia alla fase contenziosa, estranea alla cognizione del giudice delegato.
Il testo dei due pareri ministeriale viene riportato nei Riferimenti normativi.


7. LUGLIO 2015 - INCUBATORI CERTIFICATI DI START-UP INNOVATIVE - Esonero dal pagamento del diritto annuale - Parere del Ministero dello Sviluppo Economico

L'esonero dal pagamento del diritto annuale dovuto in favore delle Camere di Commercio per cinque anni dal momento dell'iscrizione nella sezione speciale del Registro delle imprese previsto per gli incubatori certificati, ai sensi dell'art. 26, comma 8, del D.L. n. 179/2012, convertito dalla L. n. 221/2012, è da intendersi limitato al solo ramo d'azienda che effettivamente svolge tale attività, senza alcuna possibilità di estendere immotivatamente tale agevolazione all'intera società ed alle altre e diverse attività prevalenti esercitate.
E’ questo quanto precisato dal Ministero dello Sviluppo Economico con il Parere n. 117280 del 14 luglio 2015, emanato in risposta ad un preciso quesito posto da una società di telecomunicazioni circa l'esonero dal pagamento del diritto annuale a beneficio dei soggetti cosiddetti "incubatori certificati di start-up innovative".
Le agevolazioni previste vanno considerate alla luce di quanto disposto sia dall’art. 1 del D.M. 21 febbraio 2013, dove viene riportata la definizione di “incubatori certificati di start-up innovative”, che dal citato art. 26, comma 8, del D.L. n. 179/2012, convertito dalla L. n. 221/2012, come successivamente modificato dall’art. 4, comma 11-ter, lett. b) del D.L. n. 3/2015, convertito dalla L. n. 33/2015, e quindi - secondo il Ministero - vanno riferite agli incubatori certificati e, pertanto, in primo luogo alle società che svolgono tale attività in modo esclusivo; mentre per le società che svolgono tale attività in modo non esclusivo, “tali agevolazioni devono necessariamente intendersi, secondo criteri di ragionevolezza, limitate al solo ramo d’azienda che effettivamente svolge tale attività, senza alcuna possibilità di estendere immotivatamente tali agevolazioni all’intera società ed alle altre e diverse attività prevalenti esercitate”.
Il testo del parere ministeriale viene riportato nei Riferimenti normativi.


8. 18 FEBBRAIO 2016 - START UP INNOVATIVE - Firmato il decreto che introduce la possibilità di costituzione della società senza notaio

In deroga a quanto previsto dall’articolo 2463 del Codice civile, l'atto costitutivo di Start-Up aventi forma di società a responsabilità limitata non semplificate, potrà essere redatto in forma elettronica con firma non autenticata dei sottoscrittori, a norma dell’art. 24 del D.Lgs. n. 82/2005 (Codice dell’amministrazione digitale – CAD), mediante un modello standard tipizzato di atto costitutivo / statuto, ferma restando la possibilità di costituire la società per atto pubblico.
Il documento informatico dovrà essere presentato per l’iscrizione nel Registro delle imprese, entro 20 giorni dall’ultima sottoscrizione.
Non è richiesta alcuna autentica di sottoscrizione.
Contestualmente alla domanda di iscrizione, la società dovrà presentare istanza di iscrizione nella sezione speciale, di cui all’art. 25, comma 8, del D.L. n. 179/2012, la quale sarà subordinata alla preventiva iscrizione provvisoria della società nella sezione ordinaria.
Sono queste le principali novità che saranno introdotte dal decreto 17 febbraio 2016 - firmato dal Ministro dello Sviluppo Economico nei giorni scorsi e in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale - con il quale è stata data attuazione a quanto disposto dal comma 10-bis dell’art. 4, della L. n. 33/2015, di conversione del D.L. n. 3/2015.
Il tutto è stato anticipato con un comunicato stampa del 19 febbraio 2016, comparso sul sito istituzionale del Ministero dello Sviluppo Economico.

- Si riporta il testo del decreto:
. Decreto 17 febbraio 2016: Approvazione del modello standard di costituzione di start-up innovative aventi forma di società a responsabilità limitata, non semplificate.


9. 8 MARZO 2016 - START UP INNOVATIVE - Pubblicato il Modello uniforme di atto costitutivo e statuto per la costituzione di una SRL non semplificata senza il ricorso al notaio

E' stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 56 del 8 marzo 2016, il Decreto 17 febbraio 2016, recante "Modalità di redazione degli atti costitutivi di società a responsabilità limitata start-up innovative".
Il decreto, nel dare attuazione a quanto previsto dall'art. 4, comma 10-bis, del decreto-legge 24 gennaio 2015, n 3, convertito dalla legge n. 33 del 2015, stabilisce che, in deroga a quanto previsto dall’articolo 2463 del Codice civile, i contratti di società a responsabilità limitata, ivi regolanti, aventi per oggetto esclusivo o prevalente, lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico e per i quali viene richiesta l’iscrizione nella sezione speciale delle start-up, di cui all’articolo 25, comma 8, del D.L. n. 179/2012, convertito dalla L. n. 221/2012, potranno essere redatti in forma elettronica e firmati digitalmente a norma dell’art. 24 del Codice dell’Amministrazione Digitale (C.A.D.) da ciascuno dei sottoscrittori, nel caso di società pluripersonale, o dall’unico sottoscrittore, nel caso di unipersonale, in totale conformità allo standard allegato sotto la lettera A del presente decreto, redatto sulla base delle specifiche tecniche del formato elettronico elaborabile del modello.
Il decreto introduce così la possibilità di costituire una Start-up innovativa mediante un modello standard tipizzato con firma digitale, senza ricorso al notaio, ferma restando, tuttavia, la possibilità di costituire la società per atto pubblico.
L'atto costitutivo e lo statuto, ove disgiunto, dovranno essere redatti in modalità esclusivamente informatica e portare l'impronta digitale di ciascuno dei sottoscrittori apposta a norma dell'art. 24 del C.A.D.. L'atto sottoscritto in maniera diversa non potrà essere iscritto nel Registro delle imprese.
In caso di atto plurilaterale è richiesta la sottoscrizione da parte di tutti i contraenti. Il procedimento di sottoscrizione dovrà completarsi entro dieci giorni dal momento dell'apposizione della prima sottoscrizione. Non è richiesta alcuna autentica di sottoscrizione.
Il documento informatico dovrà essere presentato per l’iscrizione nel Registro delle imprese, entro 20 giorni dall’ultima sottoscrizione.
Contestualmente alla domanda di iscrizione, la società dovrà presentare istanza di iscrizione nella sezione speciale, di cui all’art. 25, comma 8, del D.L. n. 179/2012, la quale sarà subordinata alla preventiva iscrizione provvisoria della società nella sezione ordinaria.

Le verifiche da parte dell'ufficio del Registro delle imprese

L'ufficio del Registro delle imprese, secondo quanto stabilito al comma 2, dell'art. 2, dovrà verificare:
a) la conformità del contratto al modello standard approvato col presente decreto e redatto sulle base delle specifiche tecniche del modello;
b) la sottoscrizione a norma dell'art. 24 del C.A.D. da parte di tutti i sottoscrittori o se unipersonale dell'unico contraente;
c) che il procedimento di sottoscrizione si sia concluso con l'apposizione della sottoscrizione di tutti i soci entro dieci giorni dal momento dell'apposizione della prima delle sottoscrizioni, in caso di contratto plurilaterale;
d) la riferibilità astratta del contratto alla previsione di cui all'art. 25 del decreto legge 179 del 2012, come modificato da ultimo dall'art. 4, comma 10 bis, del decreto legge 3 del 2015;
e) la validità delle sottoscrizioni secondo quanto previsto dall'art. 2189, comma 2, del Codice civile e dall'art. 11, comma 6, lett. "a", del D.P.R. 7 dicembre 1995, n. 581;
f) la competenza territoriale;
g) l'indicazione di un indirizzo di posta elettronica certificata direttamente riferibile alla società';
h) la liceità, possibilità e determinabilità dell'oggetto sociale;
i) l'esclusività o la prevalenza dell'oggetto sociale concernente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico;
j) la presentazione contestuale della domanda di iscrizione in sezione speciale delle start-up;
k) l'adempimento degli obblighi di cui al Titolo II del D.Lgs. 21 novembre 2007, n. 231, e successive modificazioni, relativi agli obblighi di adeguata verifica della clientela da parte degli intermediari finanziari e degli altri soggetti esercenti attività finanziaria
.
Superate le verifiche di cui sopra, l’ufficio dovrà procedere all’iscrizione entro 10 giorni dalla data di protocollo del deposito nella sezione ordinaria del Registro delle imprese.

Gli atti potranno essere redatti direttamente dai soci della Start-up oppure avvalendosi dell’Ufficio del Registro delle imprese, che autenticherà le sottoscrizioni e procederà in tempo reale all’iscrizione, permettendo la nascita della società contestualmente all’apposizione dell’ultima firma.

In caso di cancellazione dalla sezione speciale, la società manterrà l'iscrizione in sezione ordinaria senza alcuna necessità di modificare o ripetere l'atto, fino ad eventuale modifica statutaria, che segue le regole ordinarie dettate dall'art. 2480 c.c..

Con successivo decreto direttoriale sarà approvato il modello informatico e la modulistica per la trasmissione e iscrizione al Registro delle imprese, direttamente compilabile online.
Il testo del decreto e del suo allegato viene riportato nei Riferimenti normativi.


10. LUGLIO 2016 - START UP INNOVATIVE - Nuove specifiche tecniche per il deposito degli atti costitutivi e statuti - Al via dal 20 luglio

E’ stato pubblicato, sul sito istituzionale del Ministero dello Sviluppo Economico, il decreto direttoriale del 1° luglio 2016 con il quale sono state approvate le specifiche tecniche del formato elettronico elaborabile del modello tipizzato di costituzione di Start-up innovative, aventi forma di società a responsabilità limitata, secondo il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 17 febbraio 2016.
Le specifiche tecniche consentono la predisposizione di atti costitutivi e statuti in formato elaborabile XML.
Gli atti costitutivi e gli statuti devono essere redatti e sottoscritti con firma digitale, avvalendosi della piattaforma startup.registroimprese.it.
L’atto è previamente registrato fiscalmente, avvalendosi della funzionalità “registrazione” presente nella piattaforma della disciplina di autoliquidazione fiscale degli atti, proprio al fine di attuare la procedura di autoliquidazione delle imposte. La parte contraente inserisce tutti i dati necessari per la registrazione dell’atto, compilando l’apposito modello e lo sottoscrive digitalmente.
La piattaforma provvede a trasmettere, mediante posta elettronica certificata dedicata, al competente ufficio delle entrate, il modello sottoscritto, l’atto costitutivo e gli eventuali documenti a corredo e la ricevuta di pagamento. L’ufficio delle entrate tramite posta elettronica certificata trasmette all’indirizzo dedicato la liquidazione finale e gli estremi di registrazione. Effettuata la registrazione la piattaforma integra automaticamente gli estremi di registrazione nel file pratica.
Successivamente, l’atto costitutivo e lo statuto, provvisti degli estremi di registrazione dovranno essere trasmessi, tramite una pratica di comunicazione unica, all’ufficio del Registro delle imprese competente per territorio. L’ufficio del Registro delle imprese ricevente protocolla automaticamente la pratica e avvia la verifica dei requisiti.
In caso di esito positivo l'ufficio procede all'iscrizione provvisoria entro 10 giorni dalla data di protocollo del deposito nella sezione ordinaria del Registro delle imprese, con la dicitura aggiuntiva “start-up costituita a norma dell'artico lo 4 comma 10 bis del decreto legge 24 gennaio 2015, n. 3, iscritta provvisoriamente in sezione ordinaria, in corso di iscrizione in sezione speciale”. Tale dicitura verrà tolta dall’ufficio al momento dell'iscrizione nell’apposita sezione speciale.
La mancata iscrizione nella sezione speciale del Registro delle imprese comporta il rifiuto dell’iscrizione nella sezione ordinaria del Registro delle imprese, ai sensi dell’art. 2189 del Codice civile.
Al fine di consentire alle softwarehouse di adeguare i propri programmi alle nuove specifiche tecniche, le disposizioni contenute nel decreto acquistano efficacia il 20 luglio 2016.

. Se vuoi scaricare il testo del decreto e dei suoi tre allegati, clicca QUI.


11. LUGLIO 2016 - START UP INNOVATIVE - Dal Ministero chiarimenti sulla modalità di costituzione

Il Ministero dello Sviluppo Economico, ha emanato la circolare n. 3691/C del 1° luglio 2016, recante “Decreto ministeriale 17 febbraio 2016 e decreto direttoriale 1° luglio 2016. Modalità di costituzione delle società a responsabilità limitata start-up innovative a norma del comma 10-bis dell'articolo 4 del D.L n. 3 del 2015, convertito con legge 24 marzo 2015, n. 33”.
In deroga a quanto stabilito dalle norme del Codice civile, il Ministero dello Sviluppo Economico, con il decreto del 17 febbraio 2016 si è limitato a predisporre un modello standard di atto costitutivo e statuto di società a responsabilità limitata, finalizzato alla costituzione della Start-up.
Il Ministero ha chiarito preliminarmente che il procedimento introdotto dal comma 10-bis, dell’art. 4 del D.L. n. 3 del 2015, convertito dalla L. n. 33 del 2015, è percorribile facoltativamente e in via alternativa rispetto a quello ordinariamente previsto dal Codice civile. Pertanto, le Camere di Commercio potranno continuare a iscrivere in sezione ordinaria e speciale, Start-up, costituite nella forma di società a responsabilità limitata a norma dell'art. 2463 del Codice civile, con atto pubblico.
Il Decreto del Ministro dello sviluppo economico 17 febbraio 2016 ha, dunque, regolato esclusivamente il modello standard alternativo, tracciando in via generale, le modalità di deposito e conseguente iscrizione dell'atto costitutivo nel Registro delle imprese.
Per un raccordo tra le norme codicistiche e la disciplina del citato comma 10-bis si è reso necessario:
- richiedere alle parti costituenti importanti oneri formali a cui attenersi tra cui quello della sottoscrizione elettronica, a norma dell'art. 24 del D.Lgs. n. 82/2005 (Codice dell'amministrazione digitale - CAD), da parte di ciascun contraente (o da parte dell'unico sottoscrittore, nel caso di S.r.l. unipersonale) da apporre sul documento elettronico formato ai sensi degli articoli 20 e seguenti del CAD;
- continuare a predisporre i controlli da parte degli uffici ai fini dell'iscrizione in sezione ordinaria che, nonostante l'originalità delle modalità di costituzione della S.r.l., non perde la sua efficacia costitutiva. Il decreto ministeriale individua nell'articolo 2 tutti i controlli che devono essere svolti dall'ufficio del Registro delle imprese all'atto dell'iscrizione nella sezione ordinaria della S.r.l. Start-up costituita sulla base del modello standard.
Infine il Ministero, nella circolare si occupa della modalità di iscrizione provvisoria dell'atto costitutivo nella sezione ordinaria che perdura sino a che l'ufficio non verifica definitivamente l’esistenza di tutti i requisiti previsti dall'articolo 25 del D.L. n. 179 del 2012, che qualificano la Start-up, e non provveda all'iscrizione della stessa in sezione speciale.
Effettuata l'iscrizione in sezione speciale, si consolida anche quella in sezione ordinaria e viene meno la cautela nei confronti del mercato dell'indicazione della iscrizione provvisoria.
Il testo della circolare viene riportato nei Riferimenti normnativi.


12. 7 LUGLIO 2016 - START-UP INNOVATIVE - Pubblicato decreto correttivo al decreto 17 febbraio 2016

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato, sul proprio sito istituzionale (in attesa della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale) il Decreto ministeriale 7 luglio 2016, recante “Modalità di redazione degli atti costitutivi di società a responsabilità limitata start-up innovative”.
Il decreto è stato successivamente pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 172 del 25 luglio 2016.

Il decreto ministeriale del 7 luglio 2016 corregge alcuni errori formali ed alcuni errori materiali presenti nel decreto 17 febbraio 2016, recante “Modalità di redazione degli atti costitutivi di società a responsabilità limitata start-up innovative”.
Il decreto è intervenuto, in particolare, sull’allegato al decreto 17 febbraio 2016, precisamente:
- sul punto 6.2 relativo all’aumento del capitale sociale chiarendo che il diritto di sottoscrivere le quote di nuova emissione deve essere esercitato dai soci entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione inviata dalla società e non 10 giorni come indicato nel precedente decreto;
- sul punto 7.1 relativo ai titoli di debito e strumenti finanziari chiarendo che la società può emettere titoli di debito nominativi escludendo la possibilità di emettere titoli di debito al portatore.

. Se vuoi scaricare il testo del decreto ministeriale 7 luglio 2016, clicca QUI.


13. LUGLIO 2016 - Predisposta una GUIDA ALLA COSTITUZIONE DI STARTUP INNOVATIVE IN FORMA DI S.R.L. CON MODELLO STANDARD TIPIZZATO

A partire dal 20 luglio 2016, l'atto costitutivo di Start-Up aventi forma di società a responsabilità limitata non semplificate potrà essere redatto in forma elettronica con firma non autenticata dei sottoscrittori, a norma dell’art. 24 del D.Lgs. n. 82/2005 (Codice dell’amministrazione digitale – CAD), mediante il modello standard tipizzato di atto costitutivo / statuto, ferma restando la possibilità di costituire la società per atto pubblico.
L’atto, previamente registrato fiscalmente e sottoscritto da parte di ciascun contraente o da parte dell’unico sottoscrittore in caso di società uni personale, potrà essere trasmesso tramite una pratica di Comunicazione Unica all’Ufficio del Registro delle imprese competente per territorio.
La domanda di iscrizione della startup innovativa nel Registro delle imprese e nella sezione speciale avviene tramite l’invio di una pratica di Comunicazione Unica alla Camera di Commercio di competenza comprensiva dell’atto e di tutte le ulteriori informazioni e documentazione prevista dalla legge.
Per facilitare una corretta redazione e trasmissione del modello standard, le Camere di Commercio e il Ministero dello Sviluppo Economico hanno predisposto un opuscolo dal titolo "GUIDA ALLA COSTITUZIONE DI STARTUP INNOVATIVE IN FORMA DI S.R.L. CON MODELLO STANDARD TIPIZZATO".

Servizio di assistenza

Al fine di aiutare i futuri imprenditori in questo nuovo e importante adempimento - si legge a pag. 12 - fino al 30 settembre 2016 è disponibile un servizio gratuito di assistenza, attraverso il quale la Camera di Commercio potrà offrire il supporto necessario per la costituzione della Startup, dalla verifica della correttezza del modello di costituzione fino alla trasmissione della pratica di Comunicazione Unica al registro delle imprese.
Per usufruire del servizio gratuito di assistenza l’Utente deve aver terminato la compilazione dei due file XML che costituiscono il modello ed aver allegato tutti i documenti eventualmente previsti per la trasmissione al Registro delle imprese, così come indicato nella guida.
Il servizio di assistenza verifica la correttezza formale del modello, dei documenti allegati e delle ulteriori informazioni inserite.
Viene inoltre precisato che l’assistenza non entrerà nel merito delle scelte effettuate delle parti opzionali del modello, è responsabilità dei contraenti e del legale rappresentante quanto presente nel modello e nelle informazioni inserite per l’iscrizione nel registro delle imprese.
Con l’apposizione delle firme digitali sul modello da parte dei contraenti e sulla distinta della pratica di Comunicazione Unica da parte del legale rappresentante, i contraenti e il legale rappresentante si assumono la totale responsabilità di quanto sarà trasmesso al Registro delle imprese per la richiesta di iscrizione della startup.

- Si riporta il testo della:
. GUIDA ALLA COSTITUZIONE DI STARTUP INNOVATIVE IN FORMA DI S.R.L. CON MODELLO STANDARD TIPIZZATO.


14. ATTI START-UP - Il servizio di Infocamere per la predisposizione dell'atto di costituzione startup con modello tipizzato

Atti Startup è un servizio on-line gratuito per la compilazione guidata dell'atto di costituzione di startup innovativa in forma di S.R.L., con firma digitale dei contraenti.
Al termine della compilazione vengono prodotti due file in formato XML che costituiscono rispettivamente la sezione atto costitutivo e statuto del modello informatico standard definito nel D.M. del 17 febbraio 2016.

I due file XML firmati digitalmente devono essere registrati fiscalmente attraverso la funzione di Registrazione presente nella piattaforma.
Ottenuta la ricevuta di registrazione fiscale dall'Agenzia delle Entrate si deve provvedere all'iscrizione della Startup al Registro Imprese con una pratica di Comunicazione Unica.
La pratica deve essere corredata:
- dalla modulistica del Registro Imprese e di altri eventuali enti;
- dai due file XML firmati digitalmente dai contraenti;
- dalla ricevuta di registrazione fiscale rilasciata dall'Agenzia delle Entrate
.

Infocamere avverte che, al fine di aiutare i futuri imprenditori in questo nuovo e importante adempimento, è disponibile un servizio gratuito di assistenza, attraverso il quale la Camera di Commercio potrà contattarti per offrirti il supporto necessario per la costituzione della startup, dalla verifica della correttezza del modello di costituzione fino alla trasmissione della pratica di Comunicazione Unica al Registro Imprese.
Sarà possibile usufruire del servizio non appena sarà completata la compilazione dei due file XML, relativi all'atto costitutivo e allo statuto, che compongono il modello tipizzato.

. Se vuoi accedere alla piattaforma, clicca QUI.


15. 26 NOVEMBRE 2016 - START-UP INNOVATIVE - Pubblicato il modello uniforme per gli atti modificativi dell’atto costitutivo di una SRL senza il ricorso al notaio

E’ stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 277 del 26 novembre 2016, il Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico 28 ottobre 2016, recante “Approvazione del modello per le modifiche delle start-up innovative, ai fini dell'iscrizione nel registro delle imprese, a norma dell'art. 4, comma 10-bis, del decreto-legge 24 gennaio 2015, n. 3, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2015, n. 33”.
In deroga a quanto previsto dall'art. 2480, secondo capoverso, del Codice civile, gli atti modificativi dell'atto costitutivo e dello statuto delle Società a responsabilità limitata, aventi per oggetto esclusivo o prevalente, lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico di cui all'art. 25, comma 2, del dD.L. n. 179/2012, potranno essere redatti in forma elettronica e firmati digitalmente a norma dell'art. 24 del C.A.D., dal Presidente dell'assemblea e da ciascuno dei soci che hanno approvato la delibera, nel caso di società pluripersonale, o dall'unico socio nel caso di unipersonale, in totale conformità al modello standard allegato sotto la lettera a) al presente decreto, redatto sulla base di precise specifiche tecniche.
Tali modalità possono essere adottate dalle società:
a) per le modifiche che non comportano la perdita dei requisiti di cui all'art. 25, comma 2, del decreto-legge 19 ottobre 2012, n. 179 e
b) per la cancellazione dalla sezione speciale del Registro delle imprese delle start-up innovative.
Contestualmente al deposito per l'iscrizione in sezione ordinaria del Registro delle imprese del verbale modificativo, la start-up deposita la dichiarazione di attestazione del mantenimento dei requisiti di cui al comma 15, dell'art. 25, del citato D.L. n. 179/2012.
L'atto modificativo dovrà essere redatto in modalità esclusivamente informatica.
L'atto sottoscritto in maniera diversa, non è iscrivibile nel Registro delle imprese.

Il documento informatico dovrà essere presentato per l’iscrizione nel Registro delle imprese territorialmente competente, entro 30 giorni dall’ultima sottoscrizione.
Contestualmente alla domanda di iscrizione, la società dovrà presentare istanza di iscrizione nella sezione speciale, di cui all’art. 25, comma 8, del D.L. n. 179/2012, la quale sarà subordinata alla preventiva iscrizione provvisoria della società nella sezione ordinaria.
Secondo quanto stabilito all'art. 2, l'ufficio del Registro delle imprese dovrà svolgere le seguenti verifiche:
a) la conformità dell'atto modificativo depositato per l'iscrizione al modello standard approvato col presente decreto e redatto sulla base delle specifiche tecniche del modello, di cui al comma 1 del presente articolo;
b) la sottoscrizione a norma dell'art. 24 del C.A.D. da parte del Presidente dell'assemblea e di tutti i soci che hanno approvato la delibera o se trattasi di societa' unipersonale dell'unico socio;
c) l'iscrizione della societa' modificata nella sezione speciale del registro delle imprese riservata alle start-up innovative;
d) che le modifiche approvate siano compatibili con la permanenza della societa' nella sezione speciale del registro delle imprese riservata alle start-up innovative di cui all'art. 25, comma 8, del decreto-legge n. 179 del 2012;
e) la validita' delle sottoscrizioni secondo quanto previsto dall'art. 2189, comma 2, del Codice civile e dall'art. 11, comma 6, lettera a), del decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre 1995, n. 581;
f) la competenza territoriale;
g) l'esistenza di un indirizzo di Posta elettronica certificata direttamente riferibile alla societa';
h) la liceita', possibilita', determinabilita' e legittimita' delle modifiche approvate; i) la permanenza dell'esclusivita' o della prevalenza dell'oggetto sociale concernente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico;
j) la contestuale presentazione della dichiarazione di attestazione, sottoscritta dal legale rappresentante della start-up innovativa sotto la propria responsabilita', del mantenimento dei requisiti previsti
.
E' altresi' a carico dell'ufficio del registro delle imprese l'adempimento degli obblighi di cui al titolo II del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, recante “Attuazione della direttiva 2005/60/CE concernente la prevenzione dell'utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attivita' criminose e di finanziamento del terrorismo nonche' della direttiva 2006/70/CE che ne reca misure di esecuzione”.

Superate le verifiche spettanti all’ufficio del Registro delle imprese, l’ufficio dovrà procedere all’iscrizione entro 10 giorni dalla data di protocollo del deposito nella sezione ordinaria del Registro delle imprese, con la dicitura aggiuntiva «modifica di atto costitutivo di start-up a norma dell'art. 4 comma 10-bis del decreto-legge 24 gennaio 2015, n. 3, iscritta provvisoriamente in sezione ordinaria, in corso di iscrizione in sezione speciale».
Entro dieci giorni dalla iscrizione in sezione provvisoria, l'ufficio del Registro delle imprese, verificata in capo alla societa' la permanenza dei requisiti di start-up oggetto della dichiarazione di attestazione, iscrive la notizia, contestualmente alla attestazione in sezione speciale ed elimina la dicitura «iscritta provvisoriamente in sezione ordinaria, in corso di iscrizione in sezione speciale».

Restano fermi e trovano applicazione anche nella fattispecie disciplinata dal presente decreto, gli articoli 3 (Iscrizione nella sezione speciale del Registro delle imprese), 4 (Cancellazione della società dalla sezione speciale) e 5 (firme autenticate da un notaio o da un pubblico ufficiale a ciò autorizzato o dal Conservatore del Registro delle imprese o persona da esso delegata) del decreto del Ministro dello sviluppo economico 17 febbraio 2016.
Il testo del decreto viene riportato nei Riferimenti normativi.


16. FEBBRAIO 2017 - STARTUP E PMI INNOVATIVE - Controlli in sede di iscrizione nella sezione speciale del Registro delle imprese - Nuova circolare del Ministero dello Sviluppo Economico

Il Ministero dello Sviluppo Economico, con la circolare n. 3696/c del 14 febbraio 2017, torna sull’argomento dei controlli che la legge rimette agli uffici del Registro delle imprese, in sede di iscrizione delle imprese nella sezione speciale del Registro delle imprese dedicata alle Startup e alle PMI innovative (verifiche preventive) e durante la vigenza dello status speciale di Startup innovativa e PMI innovativa (verifiche dinamiche).
La circolare attiene tanto alle Startup, costituite sia tramite atto pubblico che tramite la speciale previsione di cui all’art. 4, comma 10-bis del D.L. n. 3/2015, convertito dalla L. n. 33/2015, quanto alle PMI innovative ed è distinta in tre parti: la prima dedicata alle Start-up innovative, la seconda alle PMI innovative e la terza, di sintesi, dove vengono riportati gli estremi dei pareri rilasciati dal Ministero dello Sviluppo Economico in tema di Startup e di PMI innovative e indicate le tempistiche delle relative verifiche da parte delle Camere di Commercio.
Le tabelle sinottiche presentate nella terza parte di questa circolare recano una rappresentazione schematica di tali pareri, per ciascuno dei quali viene indicato il corrispondente requisito tra quelli previsti dall’art. 25, comma 2 del D.L. n. 179/2012 e dall’art. 4, comma 1, del D.L. n. 3/2015.
Nelle tabelle sono altresì indicati sinteticamente i tipi di controllo in carico a codesti uffici.
Il testo della circolare mionisteriale viene riportato nei Riferimenti normatici.


17. FEBBRAIO 2017 - START-UP E PMI INNOVATIVE - Indicazione della “ricerca e sviluppo” nella nota integrativa alla luce della nuova tassonomia XBRL - Chiarimenti dal Ministero dello Sviluppo Economico

Successivamente alla emissione della nuova tassonomia per la redazione dei bilanci in modalità XBRL, denominata “2016-11-14”, nella quale si è espressamente prevista, anche con esplicito riferimento alle Startup, la semplificazione della procedura, adesiva ai dettami del nuovo art. 2435-ter del Codice civile, le Startup che intendono vantare il requisito della ricerca e sviluppo, potranno presentare il bilancio con le modalità semplificate previste per le micro-imprese, riportando le informazioni richieste dal n. 1) della lett. h), dell’art. 25 del D.L. n.179/2012 (convertito dalla L. n. 221/2012) in calce allo stato patrimoniale.
Per ragioni di simmetria, e qualora ne ricorrano i presupposti soggettivi, anche le PMI innovative che intendono vantare il requisito della ricerca e sviluppo, potranno presentare il bilancio con le modalità semplificate previste per le micro-imprese, riportando le informazioni richieste dall’art. 4, comma 1, lett. e) 1), del D.L. 3/2015, in calce allo stato patrimoniale.
Questo è quanto precisato dal Ministero dello Sviluppo Economico, con il Parere del 14 febbraio 2017, Prot. 50195, emesso in particolare in relazione a una richiesta di parere in merito all'indicazione del requisito delle spese in ricerca e sviluppo per le startup e PMI innovative.
Nel presente parere il Ministero ricorda di essersi già pronunciato sulla sopravvenuta incoerenza dell’art. 2435-ter del Codice civile, con l’art. 25, comma 2, lett. h), n. 1), del D.L. n.179/2012 e con la corrispondente previsione dell’art. 4, del D.L. 3/2015, affermando in sintesi che in virtù del principio di specialità della disciplina Startup (e PMI), permanesse l’obbligo di redazione della nota integrativa ove si intendesse avvalersi del requisito della “ricerca e sviluppo” (Parere del 17 novembre 2016, Prot. 3611851). Tuttavia successivamente a detto parere, è stata emessa la nuova tassonomia per la redazione dei bilanci in modalità XBRL, nella quale si è espressamente prevista, anche con esplicito riferimento alle Startup, la semplificazione della procedura, adesiva ai dettami del nuovo art. 2435-ter del Codice civile. Pertanto, il citato parere Prot. 3611851/2016 deve ritenersi oggi superato.
Tra le modifiche apportate dal D.Lgs. 139/2015 una delle più significative è rappresentata dall’introduzione del nuovo art. 2435-ter del Codice civile (rubricato “Bilancio delle micro-imprese”), col quale vengono previste specifiche semplificazioni relativamente al bilancio delle micro-imprese. Le micro-imprese sono, infatti, esonerate dalla redazione:
1) del rendiconto finanziario;
2) della nota integrativa quando in calce allo stato patrimoniale risultino le informazioni previste dal primo comma dell'articolo 2427, numeri 9) e 16);
3) della relazione sulla gestione: quando in calce allo stato patrimoniale risultino le informazioni richieste dai numeri 3) e 4) dell'articolo 2428
.
Il tsto del Parere ministeriale viene riportato nei Riferimenti normativi.


18. 4 MAGGIO 2017 - STARTUP INNOVATIVE - In arrivo una nuova semplificazione - Dal 22 giugno 2017 atto costitutivo e statuto modificabili online con firma digitale

E’ stato pubblicato, sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico, il testo del decreto direttoriale 4 maggio 2017, che, in attuazione del decreto del Ministro dello Sviluppo economico del 28 ottobre 2016, consente alle Startup innovative costituite online con firma digitale di modificare il proprio atto costitutivo e statuto utilizzando la stessa procedura semplificata.
Il provvedimento porta dunque a completa attuazione l’art. 4, comma 10-bis, del decreto-legge 24 gennaio 2015, n. 3, convertito con modificazioni dalla legge 24 marzo 2015, n. 33, ai sensi del quale “al solo fine di favorire l'avvio di attività imprenditoriale e con l'obiettivo di garantire una più uniforme applicazione delle disposizioni in materia di startup innovative e di incubatori certificati, l'atto costitutivo e le successive modificazioni di startup innovative sono redatti per atto pubblico ovvero per atto sottoscritto con le modalità previste dall'articolo 24 del codice dell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82”.
Il decreto illustra le specifiche tecniche e le modalità di iscrizione delle modifiche agli atti costitutivi e statuti di startup innovative redatte a norma dell’articolo 4, comma 10 bis del D.L. 3/2015 e del DM 28 ottobre 2016.
Già il decreto ministeriale 17 febbraio 2016, corroborato dal successivo decreto ministeriale 7 luglio 2016, aveva disciplinato la nuova modalità di costituzione, definendo le modalità di redazione degli atti costitutivi di società a responsabilità limitata in possesso dei requisiti di startup innovativa di cui all’art. 25 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito con modificazioni dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221.
Il successivo decreto ministeriale del 28 ottobre 2016 aveva poi esteso la nuova modalità digitale alle modifiche dell’atto costitutivo e dello statuto che la startup innovativa può mettere in atto successivamente alla propria costituzione.
Per disciplinare le correlate specifiche tecniche era atteso ancora un provvedimento: proprio il decreto direttoriale pubblicato il 4 ottobre 2017. Al fine di consentire alle software house di adeguare i propri programmi alle disposizioni del decreto, le disposizioni in esso contenute acquistano efficacia a partire dal 22 giugno 2017.
Il testo del decreto e dei suoi due allegati viene riportato nei Riferimenti normativi.


19. GIUGNO 2017 - STARTUP INNOVATIVE - Evidenza dei soci fiduciari - Circolare dal Ministero dello Sviluppo Economico di aggiornamento delle istruzioni operative

Con la Circolare n. 3699/C del 13 giugno 2017, il Ministero dello Sviluppo Economico esamina, in particolare, la disciplina normativa sulle start-up innovative che richiede di dare evidenza dei soci fiduciari, nella domanda di iscrizione nella sezione speciale riservata alle start-up.
Secondo quanto disposto dal comma 12, dell’art. 25, del D.L. n. 179/2012, tra le informazioni da indicare nella domanda di iscrizione nell’apposita sezione speciale del Registro delle imprese, alla lettera e) viene, infatti, indicato l’ “elenco dei soci, con trasparenza rispetto a fiduciarie [ ... ], con autocertificazione di veridicità”.
L’esperienza maturata nell’applicazione della disposizione appena richiamata ha indotto il Ministero a procedere ad un aggiornamento delle relative istruzioni operative fornite con la guida “La startup innovativa”, con particolare riguardo all’utilizzo del modulo S2, riquadro 32, tabella SUI, codice 033 (“autocertificazione elenco soci”), nel caso in cui tra i soci ci siano una o più fiduciarie.
Al riguardo è stato fatto rilevare che l’indicazione dei dati del fiduciante nell’ambito dell’autocertificazione resa con il citato codice 033 (oppure nel pdf allegato con codice D31) comporta la visibilità dei dati in questione in visura o in certificato, risultato che, seppur in linea con la previsione normativa, determina difficoltà in capo alle società fiduciarie, attesi gli obblighi di segretezza contrattualmente alle stesse imposti rispetto ai propri fiducianti.
Per ovviare a tale problema e fornire adempimento, nel contempo, a quanto previsto dalla norma richiamata in oggetto (che prevede la presentazione dell’elenco soci “con trasparenza rispetto a fiduciarie [ ... ], con autocertificazione di veridicità”), il Ministero è pervenuto al convincimento dell’opportunità di modificare le sopra richiamate indicazioni operative.
Secondo tale nuova modalità di acquisizione dei dati in questione i dati relativi al fiduciante dovranno essere inseriti in un file a parte (che viaggerà come allegato dell’autocertificazione di cui al codice 033, oppure come allegato del documento contenente la medesima autocertificazione in formato pdf, presentato con codice D31) con codice 98 della tabella DOC.
Detto codice 98 (“Documento ad uso interno”), che consente l’acquisizione dei dati relativi al fiduciante ai fini istruttorî, ma che ne evita la pubblicizzazione verso terzi, sarà utilizzato, per i fini in questione, in via transitoria; fino a quando, cioè, non sarà stato previsto, nella prossima revisione delle specifiche tecniche RI/REA, un apposito codice documento per l’adempimento in questione.

Sulla scorta di tali indicazioni, le autocertificazioni “standard” di cui sopra dovranno essere così modificate:
- "Il legale rappresentante della società, sottoscrittore dell’adempimento, ai sensi degli articoli 46, 47 e 76 del D.P.R. 445/2000, dichiara la veridicità dell’elenco soci già iscritto al registro delle imprese e dichiara che il socio ... [indicare denominazione/ragione sociale] è fiduciario e che i dati relativi al fiduciante sono riportati nel documento allegato a soli fini istruttorî. [ ... ]" (caso dell’elenco soci già iscritto ed aggiornato);
- "Il legale rappresentante della società, sottoscrittore dell’adempimento, ai sensi degli articoli 46, 47 e 76 del D.P.R. 445/2000, dichiara la veridicità dell’elenco soci presente nel modulo S allegato alla pratica e dichiara che il socio ... [indicare denominazione/ragione sociale] è fiduciario e che i dati relativi al fiduciante sono riportati nel documento allegato a soli fini istruttorî.[ ... ]".

Nel documento allegato (con codice documento “transitorio”, come detto, 98, e codice documento definitivo da individuarsi nelle prossime specifiche tecniche RI/REA) dovrà essere riportata l’autocertificazione di veridicità con i dati dei fiducianti, nei seguenti termini:
"Il legale rappresentante della società, sottoscrittore dell’adempimento, ai sensi degli articoli 46, 47 e 76 del D.P.R. 445/2000, dichiara che ... [indicare nome, cognome o denominazione/ragione sociale e, se attribuito, il codice fiscale del fiduciante] è fiduciante del socio ... [indicare denominazione/ragione sociale], fiduciario".
Il testo della circolare viene riportato nei Riferimenti normativi.


START UP INNOVATIVE E INCUBATORI CERTIFICATI
ARGOMENTI DI CARATTERE PARTICOLARE - APPROFONDIMENTI


1. 6 MAGGIO 2013 - La nuova Start-up innovativa - Circolare ASSONIME

ASSONIME, con la circolare 11 del 6 maggio 2013, commenta la nuova disciplina evidenziando le deroghe ordinarie e le novità di questo sistema normativo dedicato alle start up innovative.
1. Il concetto di società di diritto italiano
Le società che non sono costituite in Italia ma che hanno la sede dell’amministrazione o l’oggetto principale nel nostro Paese non rientrano, secondo ASSONIME, nelle società di diritto italiano che possono usufruire del regime a favore delle start-up innovative.

2. Azioni o quote rappresentative del capitale quotate su un mercato regolamentato
ASSONIME sottolinea che la start up innovativa può avere quotati i titoli di debito, quali le obbligazioni in caso di Spa, in quanto la norma dal punto di vista letterale non lo esclude. Sono pertanto da considerare leciti i trasferimenti delle partecipazioni tra i soci oppure tra soci e terzi così come gli aumenti di capitale fermo restando che la maggioranza delle partecipazioni e dei diritti di voto in assemblea ordinaria rimanga detenuta da persone fisiche.

3. L’oggetto sociale
ASSONIME sottolinea la difficoltà di descrivere in modo dettagliato l’oggetto sociale prevalente volto allo sviluppo e alla commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico. Questo perché è elemento dell’atto costitutivo, necessario a definire i campi dell’attività economica.
Maggiori dettagli tutt’al più si possono fornire nelle specifiche informazioni da fornire al Registro Imprese, dove è prevista una breve descrizione dell’attività svolta.

4) Le spese di ricerca e sviluppo
Per le start-up innovative, la percentuale delle spese in ricerca e sviluppo non può superare il 20% del maggior valore tra costo e valore totale della produzione. Al proposito ASSONIME sottolinea che la verifica di questa prerogativa avviene attraverso vari passaggi:
- l’analisi del valore maggiore tra il costo e il valore della produzione,
- il valore delle spese in ricerca e sviluppo,
- le spese per lo sviluppo competitivo e pre-competitivo,
- le spese per i servizi offerti dagli incubatori,
- i costi lordi del personale, dei collaboratori, soci e amministratori,
- le spese legali per la registrazione e la protezione della proprietà intellettuale, termini e licenze d’uso.

Le fondamentali deroghe alla disciplina societaria ordinaria riguardano le start up innovative costituite in forma di Srl, per le quali si consente:
- la possibilità di effettuare operazioni sulle proprie quote;
- la creazione di categorie di quote dotate di particolari diritti;
- la possibilità di offrire al pubblico quote di capitale emettendo strumenti finanziari partecipativi.
Questo comporta un cambiamento radicale nella struttura finanziaria della Srl, facendola assomigliare sempre di più ad una S.p.A..

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2. 25 GIUGNO 2013 - Incubatori e Start-Up - Accesso al Fondo di garanzia

Startup innovative e Incubatori certificati possono accedere gratuitamente, in via prioritaria e secondo modalità semplificate, alla garanzia sul credito bancario concessa dal Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese.
Lo stabilisce il Decreto di natura non regolamentare varato dal Ministro dello Sviluppo economico di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze 26 aprile 2013, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 147 del 25 giugno 2013.
La copertura dell’80% del rischio dell’operazione finanziaria rappresenta per il soggetto finanziatore un significativo incentivo alla concessione di finanziamenti in favore di categorie di imprese che, in ragione dell’alta rischiosità che viene loro spesso associata, incontrano particolari difficoltà nell’accesso al credito bancario.
Il decreto stabilisce in 2,5 milioni di euro l’importo massimo garantito per singola impresa beneficiaria e assegna altresì priorità nell’istruttoria e nella presentazione al Comitato del Fondo alle richieste di garanzia riferite ai medesimi beneficiari.
Il testo del decreto viene riportato nei Riferimenti normativi.


3. 5 LUGLIO 2013 - Al via il progetto Start up Imprenditoria sociale

"Start Up Imprenditoria Sociale" è una iniziativa nata dalla collaborazione tra l'Unione italiana delle Camere di Commercio e l'Universitas Mercatorum (Università Telematica delle Camere di Commercio Italiane) finalizzata a sostenere la nascita di nuove imprese sociali attraverso l'erogazione di servizi gratuiti di accompagnamento allo sviluppo del progetto imprenditoriale e allo start up.
Le Camere di Commercio partecipanti al progetto sono: Asti, Avellino, Brindisi, Campobasso, Catanzaro, Chieti, Cremona, Crotone, Cuneo, Firenze, Frosinone, Genova, Imperia, l’Aquila, Lecce, Matera, Messina, Milano, Modena, Nuoro, Padova, Pavia, Perugia, Pordenone, Potenza, Ragusa, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Roma, Rovigo, Siracusa, Taranto, Torino, Udine, Varese, Venezia, Verona, Vibo Valentia.

Avranno accesso ai servizi di assistenza le migliori 12 idee, per ciascuna Camera, che:
• rientrino nei criteri previsti dal D.Lgs. n. 155/2006 (Disciplina dell'impresa sociale, a norma della L. 13 giugno 2005, n. 118) e dalla Legge n. 381/1991 (Disciplina delle cooperative sociali);
• siano coerenti con i requisiti dell’impresa sociale;
• abbiano sede nel territorio di riferimento di una delle Camere aderenti all’iniziativa;
• presentino le potenzialità - per oggetto, articolazione, qualità e composizione del gruppo proponente - atte a dar vita ad una nuova impresa sociale.

L'iniziativa è rivolta a gruppi di aspiranti imprenditori che intendono avviare una nuova impresa sociale nel territorio provinciale di riferimento di una delle Camere aderenti all'iniziativa, nei seguenti settori di intervento “ad utilità sociale” sociali:
• assistenza sociale,
• assistenza sanitaria,
• assistenza socio sanitaria,
• educazione, istruzione e formazione,
• tutela ambientale e dell’ecosistema,
• tutela dei beni culturali,
• turismo sociale,
• formazione post-universitaria,
• ricerca ed erogazione di servizi culturali,
• formazione extrascolastica
.

Possono, inoltre, essere presentate idee ricadenti anche in altri settori d'attività a condizione che le iniziative imprenditoriali siano finalizzate all'inserimento lavorativo delle persone definite “svantaggiate”.
Sono invitati a manifestare interesse anche associazioni e società già costituite, purché abbiano intenzione di trasformarsi in impresa sociale. Sono escluse le cooperative sociali ed altre tipologie di impresa sociale già costituite.

I servizi verranno erogati presso le Camere aderenti al progetto ad opera di tutor specializzati che assisteranno i proponenti nello svolgimento delle seguenti attività:
• sviluppo del progetto di impresa ed elaborazione del business plan;
• raccordo con il sistema del credito e del micro-credito;
• costituzione della società
.

L'erogazione dei servizi si concluderà, salvo proroga, entro il 31 dicembre 2013.

. Se vuoi saperne di più, clicca QUI.


4. 12 LUGLIO 2013 - La CONSOB emana il regolamento sulla raccolta di capitali di rischio da parte di Start-up innovative tramite portali on-line

E' stato pubblicata, sulla Gazzetta Ufficiale n. 162 del 12 luglio 2013, la Deliberazione n. 18592 del 26 giugno 2013, con la quale la Commissione nazionale per le società e la borsa (CONSOB) ha adottato il «Regolamento sulla raccolta di capitali di rischio da parte di start-up innovative tramite portali on-line», ai sensi dell'articolo 50-quinquies e dell'articolo 100-ter del D.Lgs. febbraio 1998, n. 58 e successive modificazioni.


4.1. Contenuti e finalità del decreto

Come noto, il D.L. n. 179/2012, convertito dalla L. n. 221/2012, ha disciplinato la possibilità per le Start-up innovative di effettuare l’offerta di propri capitali attraverso portali on-line (cd. equity crowd funding), con l'inserimento, da parte dell'art. 30, commi 2 e 3, di due nuovi articoli nel D.Lgs. febbraio 1998, n. 58: 50-quinquies (Gestione di portali per la raccolta di capitali per start-up innovative) e 100-ter (Offerte attraverso portali per la raccolta di capitali).
Viene così concessa la possibilità alle imprese di raccogliere capitali di rischio avvalendosi della rete internet, svolgendo quindi un appello al pubblico risparmio rivolto a un elevato numero di destinatari che nella prassi effettuano investimenti di modesto importo.
L’individuazione dei requisiti dei quali devono dotarsi i soggetti abilitati alla gestione di tali portali (istituti di credito, imprese di investimento, ecc.), nonché la definizione delle regole di condotta, erano demandate (ex. art. 50-quinquies del TUF) ad un regolamento di competenza della CONSOB.
Con l’avvenuta pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del regolamento, l’Italia è il primo Paese in Europa a dotarsi di una simile normativa.
Il regolamento, composto da 25 articoli, è suddiviso in tre parti che trattano, rispettivamente:
- le disposizioni generali;
- il registro e la disciplina dei gestori di portali;
- la disciplina delle offerte tramite portali
.

Al regolamento sono allegate le istruzioni per la presentazione della domanda di iscrizione nel Registro dei gestori e per la comunicazione ai fini dell’annotazione nella sezione speciale (Allegato 1), oltreché gli schemi di relazione sull’attività d’impresa e sulla struttura organizzativa (Allegato 2) e per la pubblicazione delle “Informazioni sulla singola offerta” (Allegato 3).


4.2. Il Registro dei gestori e il procedimento di iscrizione

Il comma 2 del citato art. 50-quinquies stabilisce che l'attività di gestione di portali per la raccolta di capitali per le start-up innovative sia riservata alle imprese di investimento e alle banche autorizzate ai relativi servizi di investimento nonché ai soggetti iscritti in un apposito "Registro dei gestori", tenuto dalla CONSOB. Con tale delibera la CONSOB ha pertanto provveduto alla istituzione di detto registro, stabilendo: le modalità di iscrizione, i requisiti di onorabilità dei soggetti che detengono il controllo; i requisiti di onorabilità e professionalità dei soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo; le regole di condotta.
Al registro e' annessa una sezione speciale ove sono annotate le imprese di investimento e le banche autorizzate ai relativi servizi di investimento che comunicano alla CONSOB, prima dell'avvio dell'operatività, lo svolgimento dell'attività di gestione di un portale secondo quanto previsto dall'Allegato 1.
Il registro e' pubblicato nella parte "Albi ed Elenchi" del Bollettino elettronico della CONSOB.

La domanda di iscrizione nel Registro e' predisposta in conformita' a quanto indicato nell'Allegato 1 ed e' corredata di una relazione sull'attivita' d'impresa e sulla struttura organizzativa, ivi compresa l'illustrazione dell'eventuale affidamento a terzi di funzioni operative essenziali, redatta in osservanza di quanto previsto dall'Allegato 2 (art. 7).


4.3. Obblighi del gestore - Sanzioni

Il gestore opera con diligenza, correttezza e trasparenza evitando che gli eventuali conflitti di interesse che potrebbero insorgere nello svolgimento dell'attivita' di gestione di portali incidano negativamente sugli interessi degli investitori e degli emittenti e assicurando la parita' di trattamento dei destinatari delle offerte che si trovino in identiche condizioni (art. 13).

La CONSOB esercita la vigilanza sui gestori di portali per verificare l'osservanza delle disposizioni di cui al presente articolo e della relativa disciplina di attuazione. A questo fine la Consob può chiedere la comunicazione di dati e di notizie e la trasmissione di atti e di documenti, fissando i relativi termini, nonché effettuare ispezioni.
I gestori di portali che violano le norme del presente articolo o le disposizioni emanate dalla Consob in forza di esso, sono puniti, in base alla gravità della violazione e tenuto conto dell'eventuale recidiva, con una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 500,00 a euro 25.000,00 (art. 50-quinqiues, comma 7, D.Lgs. n. 58/1998).
La CONSOB può, inoltre, disporre la sospensione dell'attività del gestore e la radiazione dal registro (art. 23).


4.4. Informazioni relative alla gestione del portale

Nel portale sono pubblicate in forma sintetica e facilmente comprensibile, anche attraverso l'utilizzo di tecniche multimediali, le informazioni relative alla gestione del portale e le informazioni relative all'investimento in strumenti finanziari di start-up innovative (artt. 14 e 15).


4.5. Modalità per la comunicazione e la trasmissione alla Consob

Le domande, le comunicazioni, gli atti, i documenti e ogni altra informazione prevista dal presente regolamento sono trasmessi mediante l'utilizzo di posta elettronica certificata (PEC) all'indirizzo portalicrowdfunding@pec.consob.it (art. 3).


5. 8 OTTOBRE 2013 – Trasformazione di impresa individuale in SRL - Nuovo parere del Ministero dello Sviluppo Economico

Anche una impresa individuale che si "trasforma" in SRL unipersonale, conferendo il proprio patrimonio aziendale, con separato atto di cessione, può diventare Start-up innovativa. In caso contrario - scrive il Ministero - "si verrebbe a creare un regime di discriminazione nei confronti di quei soggetti imprenditori individuali, che pur titolari di una privativa industriale, non potrebbero avvalersi del disposto normativo previsto dall'art. 25 e seguenti, in quanto non costituiti in forma societaria, ed in quanto (al contempo) impediti a trasformarsi in società ...".
E' questo in sostanza quanto sostenuto dal Ministero dello Sviluppo Economico nella Nota del 8 ottobre 2013, n. 164029, in risposta ad un preciso quesito posto da una Camera di Commercio.

Dalle disposizioni dettate nella Sezione IX - (all'interno della quale è inserito l'art. 25), rubricata "Misure per la crescita e lo sviluppo di start-up innovative" - della legge 17 dicembre 2012, n. 221, di conversione del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, appare con tutta evidenza che la volontà del legislatore è ben diretta - scrive il Ministero - "alla creazione del maggior numero di start-up innovative, destinate al rilancio delle eccellenze imprenditoriali e di conseguenza alla crescita del sistema Paese".
La norma pone dei limiti (oggettivi e soggettivi) all'accesso al regime speciale, come quelli di cui alla lett. g), del comma 2, del citato art. 25 ("g) non è stata costituita da una fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda), ma detti limiti - continua il Ministero "devono essere considerati e valutati dalla Camera ricevente la domanda, ma sempre nello spirito generale della norma (rilancio dell'economia e crescita del Paese) e nell'ambito della prescrizione generale di cui all'articolo 1, comma 2, del D.L. 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27 ...", secondo cui:
"2. Le disposizioni recanti divieti, restrizioni, oneri o condizioni all'accesso ed all'esercizio delle attività economiche sono in ogni caso interpretate ed applicate in senso tassativo, restrittivo e ragionevolmente proporzionato alle perseguite finalità di interesse pubblico generale, alla stregua dei principi costituzionali per i quali l'iniziativa economica privata è libera secondo condizioni di piena concorrenza e pari opportunità tra tutti i soggetti, presenti e futuri, ed ammette solo i limiti, i programmi e i controlli necessari ad evitare possibili danni alla salute, all'ambiente, al paesaggio, al patrimonio artistico e culturale, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana e possibili contrasti con l'utilità sociale, con l'ordine pubblico, con il sistema tributario e con gli obblighi comunitari ed internazionali della Repubblica.".
Il testo del parere ministeriale viene riportato nei Riferimenti normativi.


6. 15 GENNAIO 2014 – Modello standard di atto costitutivo - Nuovo parere del Ministero dello Sviluppo Economico

Il modello standard di atto costitutivo/statuto della SRL semplificata - anche dopo le modifiche introdotte all'art. 2463-bis C.C. dall'art. 9, comma 13, del D.L. n. 76/2013, convertito nella L. n. 99/2013 - non può essere oggetto di modifiche, salvo quelle indispensabili per renderlo coerente con la legge notarile. Ciò, al fine di evitare una sovrapposizione tra le due tipologie di società e cioè la SRL semplificata e la SRL ordinaria con capitale inferiore a 10.000 euro.
Lo ha ribadito il Ministero dello Sviluppo Economico, Dipartimento per l'Impresa e l'Internazionalizzazione, con la Risoluzione del 15 gennaio 2014, Prot. 0006404, in risposta ad un preciso quesito posto da uno studio professionale.
Nel quesito lo studio chiedeva, con riferimento alla Circolare n. 3657/C del 2 gennaio 2013, nella quale è stato affrontato, in senso positivo, il problema dell'integrabilità dell'atto costitutivo standard, se l'avviso espresso in tale occasione risulti ancora valido, tenuto conto delle modifiche apportate, alla disciplina in parola, dall'art. 9, comma 13 del D.L. n. 76/2013, convertito dalla L. n. 99/2013.
Si fa riferimento, in particolare a quanto previsto dal nuovo comma 3 (secondo noi si tratta del comma 2-bis) dell'art. 2463-bis, secondo cui: "Le clausole del modello standard tipizzato sono inderogabili".
Secondo il Ministero il D.L. n. 76/2013 "non ha inciso solo sulla disciplina della SRL semplificata, ma anche su quella della SRL a capitale ridotto e - soprattutto - su quella della SRL "ordinaria" ". Quest'ultima può ora avere, in sede di costituzione, un capitale anche inferiore a 10.000 euro.
Tanto è vero che, anche nel regime previgente – continua il Ministero - il D.L. n. 76/2013 - non si è mai posto in dubbio che le clausole del modello standard di atto costitutivo/statuto fossero inderogabili, risultando incerto solo se detto modello potesse essere integrato mediante clausole aggiuntive non incompatibili con quelle presenti nel modello stesso.
Il testo del parere ministeriale viene riportato nei Riferimenti normativi.


7. 20 MARZO 2014 - Investimenti in Start-Up innovative – Disciplinati gli incentivi fiscali

E' stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 66 del 20 marzo 2014, il decreto interministeriale 30 gennaio 2014, recante “Modalità di attuazione dell'articolo 29, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, in materia di incentivi fiscali all'investimento in start-up innovative”.
Il decreto interministeriale (Ministero dello Sviluppo Economico e Ministero dell’Economia e delle Finanze) ha dato così concreta attuazione alla disciplina di favore contenuta nell’art. 29 del D.L. n. 179/2012, convertito dalla L. n. 221/2012 (c.d. “Decreto Crescita 2.0), che mira ad agevolare la partecipazione di aziende e privati al capitale delle start-up innovative per il triennio 2013-2015, esteso poi fino all’anno d’imposta 2016 dalla legge n. 99/2013, di conversione del D.L. n. 76/2013 (c.d. “Decreto Lavoro).
La misura chiarisce nel dettaglio il funzionamento degli incentivi fiscali, delimitandone l’ambito e le modalità di applicazione, precisando l’entità delle agevolazioni ma anche individuando le ipotesi di decadenza dal beneficio.
Gli incentivi valgono sia nel caso di investimenti diretti in startup innovative, sia nel caso di investimenti indiretti per il tramite di organismi di investimento collettivo del risparmio o altre società di capitali che investono prevalentemente in startup.
Il testo del decreto e della relazione illustrativa viene riportato nei Riferimenti normativi.


8. 24 MARZO 2014 - Istituito il Comitato tecnico “Italia Start-Up Visa” per la concessione di visti per progetti provenienti da richiedenti esteri

Dopo la pubblicazione del decreto 30 gennaio 2014, attuativo per gli incentivi fiscali sugli investimenti in start-up innovative (Gazzetta Ufficiale n. 66 del 20 marzo 2014), in data 24 marzo 2014 è stato firmato un nuovo decreto direttoriale che istituisce il “Comitato tecnico Italia Start-Up Visa”, che avrà il compito di compiere una valutazione tecnica sui progetti di Start-Up innovativa proveniente da richiedenti esteri e di verificare la sussistenza dei requisiti minimi previsti in termini di disponibilità finanziarie, accertate o certificate non inferiori a 50.000,00 euro.
Si ricorda che con il D.P.C.M. 25 novembre 2013 concernente la "Programmazione transitoria dei flussi di ingresso dei lavoratori non comunitari per lavoro non stagionale nel territorio dello Stato per l'anno 2013”, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 297 il 19 dicembre 2013 (cd. “Decreto Flussi 2013/2014”) è stata introdotta introdotto una nuova categoria di richiedente per il visto per motivi di lavoro autonomo, cioè i “cittadini stranieri per la costituzione di imprese «start‐up innovative» ai sensi della legge 17 dicembre 2012 n. 221, in presenza dei requisiti previsti dalla stessa legge e a favore dei quali sia riconducibile un rapporto di lavoro di natura autonoma con l'impresa” (art. 3).
I visti sono una leva strategica per attrarre e trattenere talenti e innovazione e devono essere utilizzati come incentivi all’ingresso per alcune categorie strategiche, in particolare gli “imprenditori innovativi”.
Potranno chiedere un visto d’ingresso per lavoro autonomo per la costituzione di imprese Start-Up innovative i soggetti che si impegnano, entro un anno dalla concessione del visto, a diventare soci di capitali e a ricoprire cariche sociali di un’impresa Start-Up innovativa.
Tutta la procedura (dal nulla osta Comitato tecnico; alla richiesta del visto alla rappresentanza diplomatico-consolare; al nulla-osta provvisorio ai fini dell’ingresso emesso dalla Questura territorialmente competente per il luogo in cui si intende esercitare l’attività) sono state dettagliatamente descritte in una apposita Guida elaborata dai Ministeri coinvolti.

- Si riporta il testo del:
. Decreto direttoriale (Non ancora pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale).


9. 16 APRILE 2014 - Pubblicata la prima relazione sull'attuazione delle norme

E’ on line, sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico, la prima Relazione annuale sullo stato d'attuazione della politica del Governo a sostegno dell'ecosistema delle startup innovative, presentata dal Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi lo scorso marzo alle Camere.
La Relazione espone le risultanze empiriche derivate dal primo anno di attuazione del pacchetto normativo (articoli 25-32 del D.L. n. 179/2012 - "Decreto Crescita 2.0") che, in modo inedito, ha introdotto una definizione di startup innovativa e ha tracciato un'ampia gamma di agevolazioni a favore di tale tipologia d'impresa. br> La raccolta sistematica dei dati e la capillare attività di monitoraggio e valutazione consentiranno, sin dalla prossima Relazione, di fornire anche indicazioni sull’impatto delle misure adottate.

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10. 11 GIUGNO 2014 - START-UP E INCUBATORI - Dall'Agenzia delle Entrate arrivano i chiarimenti sulle agevolazioni fiscali

Con la circolare n. 16/E del 11 giugno 2014, l’Agenzia delle Entrate ha fornito alcuni chiarimenti sulle agevolazioni fiscali destinate alle Start-up innovative, definendo la portata degli interventi introdotti dal D.L. n. 179/2012, convertito nella L. n. 221/2012, volti a favorire la nascita di tali nuove iniziative imprenditoriali.
I principali chiarimenti forniti riguardano:
- le agevolazioni di carattere fiscale e contributivo che si applicano agli strumenti finanziari diretti a remunerare prestazioni lavorative e consulenze qualificate (punto 3); - l’emissione di strumenti finanziari partecipativi emessi a fronte dell’apporto di opere e servizi resi in favore di start-up innovative o di incubatori certificati (punto n. 4);
- le misure di semplificazione per l’accesso al credito di imposta per l’assunzione di personale altamente qualificato (in possesso di un dottorato di ricerca universitario o di una laurea magistrale tecnico-scientifica e impiegato in attività di ricerca e sviluppo) (punto 5);
- le agevolazioni fiscali ai fini delle imposte sui redditi in favore dei soggetti che effettuano investimenti nel capitale sociale di imprese start-up innovative (punto 6).

A proposito del regime di pubblicità e all’esonero dall'imposta di bollo e dai diritti Camerali, la circolare, confermando l’interpretazione che l’esonero deve essere interpretato nella sua più ampia accezione possibile, ribadisce che “anche l’esonero dal versamento dell’imposta di bollo possa essere interpretato come esonero generale, relativo a tutti gli atti posti in essere dalle start-up innovative, successivi all’iscrizione nel registro delle imprese, quali gli aumenti di capitale agevolati” (punto 1.3.).
La circolare ribadisce, inoltre, che nei confronti delle start-up innovative non trova applicazione la disciplina prevista per le società di comodo, sia quelle non operative sia quelle in perdita sistematica (punto 2).
Il testo della circolare viene riportato nei Riferimenti normativi.


11. 24 GIUGNO 2014 - ITALIA START-UP VISA - Semplificate le procedure di avvio per attrarre imprenditori innovativi extra UE

Gli imprenditori extra-UE che intendono avviare una start-up innovativa in Italia potranno usufruire di una serie di procedure molto più snelle e veloci, grazie ad un programma innovativo, denominato Italia Startup Visa.
Il risultato è possibile grazie a un programma innovativo, denominato Italia Startup Visa, e presentato dal Ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, presso l’acceleratore di startup LUISS ENLABS alla Stazione Termini.
Tutta la procedura sarà gestita in modalità telematica attraverso il sito italiastartupvisa.mise.gov.it, consultando il quale l’utente può apprendere tutte le informazioni utili e fare domanda per ottenere il visto d’ingresso.
Tra le novità più significative, la centralizzazione della procedura di concessione del visto in capo a un unico Comitato tecnico, insediato presso il Ministero dello Sviluppo Economico, composto da rappresentanti di associazioni riconosciute e qualificate, a valenza nazionale e fortemente legate all’universo delle startup.
Il Comitato valuterà entro 30 giorni la domanda del richiedente corredata da curriculum accademici e professionali, oltre a informazioni dettagliate riguardo a idea e modello di business, tipologia di prodotto o servizio da sviluppare, e mercato di riferimento.
La procedura risulta ancora più semplificata qualora il richiedente visto presenti la disponibilità di un incubatore certificato ad accoglierlo presso le proprie strutture per la costituzione della startup innovativa.

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12. 31 LUGLIO 2014 - L. n. 106/2014 - Dal 1° gennaio 2015 al via la "Start-Up Turismo"

E' stata pubblicata, sulla Gazzetta Ufficiale n. 175 del 30 luglio 2014, la LEGGE 29 luglio 2014, n. 106, recante "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, recante disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo".
Tra le novità introdotte dalla legge di conversione segnaliamo la nascita della "Start-Up turismo".
Secondo quanto disposto dall’art. 11-bis, della L. n. 106/2014, ”si considerano Start- up innovative anche le società che abbiano come oggetto sociale la promozione dell’offerta turistica nazionale attraverso l’uso di tecnologie e lo sviluppo di software originali, in particolare, agendo attraverso la predisposizione di servizi rivolti alle imprese turistiche".
Tali servizi devono riguardare:
a) la formazione del titolare e del personale dipendente;
b) la costituzione e l'associazione di imprese turistiche e culturali, strutture museali, agenzie di viaggio al dettaglio, uffici turistici di informazione e accoglienza per il turista e tour operator di autotrasporto, in modo tale da aumentare qualitativamente e quantitativamente le occasioni di permanenza nel territorio;
c) l'offerta di servizi centralizzati di prenotazione in qualsiasi forma, compresi sistemi telematici e banche di dati in convenzione con agenzie di viaggio o tour operator, la raccolta, l'organizzazione, la razionalizzazione nonché l'elaborazione statistica dei dati relativi al movimento turistico;
d) l'elaborazione e lo sviluppo di applicazioni web che consentano di mettere in relazione aspetti turistici culturali e di intrattenimento nel territorio nonchè lo svolgimento di attività conoscitive, promozionali e di commercializzazione dell'offerta turistica nazionale, in forma di servizi di incoming ovvero di accoglienza di turisti nel territorio di intervento, studiando e attivando anche nuovi canali di distribuzione.

Le "Start-Up turismo" possono essere costituite anche nella forma della società a responsabilità limitata semplificata ai sensi dell'art. 2463-bis del Codice civile.
Queste società, qualora siano costituite da persone fisiche che non abbiano compiuto il quarantesimo anno di età all'atto della costituzione della medesima società, sono esenti da imposta di registro, dalle tasse di concessione governativa e dai diritti erariali, compresi i diritti di iscrizione nel Registro delle imprese.

Le disposizioni del presente articolo si applicano a decorrere dal 1º gennaio 2015.

. Se vuoi approfondire i contenuti e scaricare il testo del decreto-legge n. 83/2014 coordinato con le modifiche apportate dalla legge di conversione n. 106/2014, clicca QUI.


13. 14 OTTOBRE 2014 - START-UP INNOVATIVE - Verifica dei requisiti sulla forza lavoro altamente qualificata - Chiarimenti dall’Agenzia delle Entrate

Un’impresa, per poter essere definita start-up innovativa, deve soddisfare precisi requisiti, stabiliti dall’articolo 25, comma 2, del D.L. n. 179/2012, e provvedere agli adempimenti previsti dai successivi commi del medesimo articolo.
Con specifico riferimento ai dipendenti o collaboratori, la lettera h) del comma 2, de citato articolo 25, richiede che il personale impiegato risulti composto:
a) in percentuale pari o superiore al terzo della forza lavoro, da lavoratori in possesso di titolo di dottorato di ricerca o che stanno svolgendo un dottorato di ricerca presso un’università italiana o straniera, oppure in possesso di laurea e che abbia svolto, da almeno tre anni, attività di ricerca certificata presso istituti di ricerca pubblici o privati, in Italia o all’estero; ovvero
b) in percentuale pari o superiore a due terzi della forza lavoro, da lavoratori in possesso di laurea magistrale, ai sensi dell’art. 3 del regolamento del Ministero dell'Istruzione n. 270/2004
.

La risoluzione in commento chiarisce che, in linea generale, qualsiasi lavoratore percipiente un reddito di lavoro dipendente, ovvero a questo assimilato, può essere ricompreso tra la forza lavoro rilevante per la verifica della sussistenza del requisito “alternativo” in esame.
La risoluzione, richiamando un precedente parere fornito dal Ministero dello Sviluppo Economico, sottolinea inoltre che la norma consente che l’impiego del personale qualificato possa avvenire sia in forma di lavoro dipendente che a titolo di parasubordinazione o comunque “a qualunque titolo” e che sicuramente rientra nel novero anche la figura del socio-amministratore.
Diversamente, qualora i soci avessero l’amministrazione della società ma non fossero in essa impiegati, gli stessi non potrebbero essere considerati tra la forza lavoro, ai fini del suddetto rapporto, atteso che la condizione relativa “all’impiego” nella società non risulterebbe verificata.

Conformemente a tutto quanto sopra rappresentato, l’Agenzia ritiene che gli stagisti possono essere considerati forza lavoro solo se retribuiti mentre i consulenti esterni, titolari di partita Iva, non possono essere annoverati tra i dipendenti e i collaboratori rilevanti ai fini del citato rapporto.
Infine, la risoluzione sottolinea come ai fini della verifica delle suddette percentuali il calcolo debba essere necessariamente eseguito “per teste”.
Ricapitolando:
1) Gli amministratori-soci possono considerarsi come forza lavoro soltanto se anche soci-lavoratori o comunque aventi un impiego retribuito nella società “a qualunque titolo”, diverso da quello organico;
2) gli stagisti possono essere considerati forza lavoro solo se retribuiti mentre i consulenti esterni, titolari di partita IVA, non possono essere annoverati tra i dipendenti e i collaboratori rilevanti ai fini del citato rapporto;
3) ai fini della verifica della percentuale di un terzo o di due terzi, previste dalla lett. h) del comma 2 dell’art. 25, del D.L. n. 179/2012, si deve effettuare un calcolo "per teste".
Il testo della risoluzione viene riportato nei Riferimenti normativi.


14. 13 NOVEMBRE 2014 - D.M. 24 settembre 2014 - Riordino degli interventi di sostegno alla nascita e allo sviluppo di Start-up innovative in tutto il territorio nazionale

E' stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 264 del 13 novembre 2014, il DECRETO 24 settembre 2014, recante "Riordino degli interventi di sostegno alla nascita e allo sviluppo di start-up innovative in tutto il territorio nazionale".
Il decreto prevede l’istituzione di un apposito regime di aiuto finalizzato a sostenere la nascita e lo sviluppo di Start-Up innovative che durerà fino al 2020.
In precedenza riguardavano solo sei Regioni del Mezzogiorno (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia) e le aree del cratere Aquilano; con questo nuovo decreto le agevolazioni vengono estese a tutte le Regioni d’Italia per cui sono disponibile circa 200 milioni di euro.
L’importo massimo finanziabile passa da 500 mila euro a 1,5 milioni di euro.

Sono ammissibili agevolazioni per piani di impresa con costi tra 100.000,00 e 1.500.000,00 euro:
- caratterizzati da un significativo contenuto tecnologico e innovativo;
- mirati allo sviluppo di prodotti e servizi nel campo dell’economia digitale;
- finalizzati alla valorizzazione economica dei risultati del sistema della ricerca pubblica e privata.

Per i piani di impresa sono concessi i seguenti aiuti:
- finanziamento agevolato senza interessi pari al 70% (per un massimo di 8 anni) e con una quota di contributo a fondo perduto pari al 20% del finanziamento concesso;
- servizi di tutoraggio tecnico gestionale di:
a) euro 15.000,00 per le imprese localizzate nelle Regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia e nel territorio del cratere sismico aquilano;
b) euro 7.500,00 per le imprese localizzate nel restante territorio nazionale.

Soggetti beneficiari

Possono beneficiare delle agevolazioni di cui al presente decreto le start-up innovative, costituite da non piu' di 48 mesi cosi' come previsto dal decreto-legge n. 179/2012:
a) di piccola dimensione (impresa che occupa meno di 50 persone e che realizza un fatturato annuo e/o un totale di bilancio annuo non superiori a 10 milioni di euro);
b) con sede legale e operativa ubicata su tutto il territorio nazionale
.
Nel caso di imprese non residenti sul territorio italiano, fermo restando il possesso, alla data di presentazione della domanda di agevolazione, degli ulteriori requisiti previsti, l'iscrizione nell'apposita sezione speciale del Registro delle imprese e la disponibilità di almeno una sede sul territorio italiano devono essere dimostrate, pena la decadenza dal beneficio, alla data di richiesta della prima erogazione dell'agevolazione.

Possono altresi' richiedere le agevolazioni in questione le persone fisiche che intendono costituire una start-up innovativa, ivi compresi i cittadini stranieri in possesso del visto start-up, purche' l'impresa sia formalmente costituita entro e non oltre il termine indicato sopra (48 mesi).

Ai fini dell'accesso alle agevolazioni in questione, le imprese di cui al comma 1 devono:
a) essere regolarmente costituite e iscritte nell'apposita sezione speciale del Registro delle imprese;
b) essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposte a procedure concorsuali;
c) non rientrare tra le imprese che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea;
d) aver restituito agevolazioni godute per le quali e' stato disposto dal Ministero un ordine di recupero;
e) non essere "in difficoltà", secondo quanto previsto dall'art. 2, sub 18, del Regolamento di esenzione (Regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014)
.

Programmi e spese ammissibili

Sono ammissibili alle agevolazioni di cui al presente decreto i piani di impresa:
a) caratterizzati da un significativo contenuto tecnologico e innovativo, e/o
b) mirati allo sviluppo di prodotti, servizi o soluzioni nel campo dell'economia digitale, e/o
c) finalizzati alla valorizzazione economica dei risultati del sistema della ricerca pubblica e privata
.

I piani di impresa di cui sopra possono avere ad oggetto la realizzazione dei precisi programmi di investimento e/o il sostenimento dei costi di esercizio (individuati al comma 7 dell'art. 5), per un importo complessivo di spese e/o costi ammissibili non superiore a euro 1.500.000,00 e non inferiore a euro 100.000,00.

Nell'ambito dei piani di impresa sono ammissibili i programmi di investimento aventi ad oggetto l'acquisizione di:
a) impianti, macchinari e attrezzature tecnologici, ovvero tecnico-scientifici, nuovi di fabbrica, funzionali alla realizzazione del progetto;
b) componenti hardware e software funzionali al progetto;
c) brevetti e licenze;
d) certificazioni, know-how e conoscenze tecniche, anche non brevettate, purche' direttamente correlate alle esigenze produttive e gestionali dell'impresa;
e) progettazione, sviluppo, personalizzazione, collaudo di soluzioni architetturali informatiche e di impianti tecnologici produttivi, consulenze specialistiche tecnologiche funzionali al progetto di investimento, nonche' relativi interventi correttivi e adeguativi
(art. 5, comma 3).

Le domande a valere sul nuovo intervento potranno essere presentate, esclusivamente on-line, e la data sarà indicata nella circolare ministeriale di prossima pubblicazione.


15. 12 DICEMBRE 2014 - Circolare attuativa del D.M. 24 settembre 2014 - Dal 16 febbraio 2015 al via le domande per gli incentivi

Con la circolare n. 68032 del 10 dicembre 2014, recante “Criteri e modalità di concessione delle agevolazioni ai sensi del decreto ministeriale 24 settembre 2014 concernente il regime di aiuto finalizzato a sostenere la nascita e lo sviluppo, su tutto il territorio nazionale, di start-up innovative”, il Ministero dello Sviluppo Economico fornisce gli aspetti rilevanti per l’accesso alle agevolazioni e il funzionamento del regime di aiuto in favore delle start-up innovative di cui al decreto ministeriale 24 settembre 2014 (Riordino degli interventi di sostegno alla nascita e allo sviluppo di start-up innovative in tutto il territorio nazionale).
Il citato decreto prevede l’istituzione di un apposito regime di aiuto finalizzato a sostenere la nascita e lo sviluppo, su tutto il territorio nazionale, di Start-up innovative, demandando ad un’apposita circolare esplicativa la definizione di ulteriori aspetti rilevanti per l’accesso alle agevolazioni e il funzionamento del regime di aiuto.
La circolare, emessa in base a quanto disposto dall’articolo 5, comma 8, del suddetto decreto, oltre a fornire ulteriori specificazioni sui requisiti dei piani d’impresa e delle spese ammissibili alle agevolazioni previste dall’intervento, definisce nel dettaglio le modalità, le forme e i termini di presentazione delle domande e reca ulteriori dettagli in merito a:
- criteri e iter di valutazione,
- condizioni e limiti di ammissibilità delle spese e dei costi,
- soglie e punteggi minimi ai fini dell’accesso alle agevolazioni,
- caratteristiche del contratto di finanziamento, modalità, tempi e condizioni per l’erogazione delle agevolazioni
.
Le domande di agevolazione potranno essere presentate dal 16 febbraio 2015, esclusivamente per via elettronica, utilizzando la procedura informatica messa a disposizione sul sito internet www.smartstart.invitalia.it secondo le modalità e gli schemi indicati.
Gli schemi saranno resi disponibili dal Soggetto gestore (Invitalia S.p.a) in un’apposita sezione del sito almeno 10 giorni prima dell’apertura dello sportello.
Il testo della circolare viene riportato nei Riferimenti normativi.


16. GENNAIO 2015 - Al via la nuova procedura per il riconoscimento delle START-UP INNOVATIVE A VOCAZIONE SOCIALE

Il Ministero dello Sviluppo Economico, con la Circolare 3677/C del 20 gennaio 2015, ha introdotto una nuova procedura per il riconoscimento delle Start-Up innovative a vocazione sociale, una particolare tipologia che dà diritto a maggiorazioni dei benefici fiscali sugli investimenti.
Secondo il Ministero tale riconoscimento deve necessariamente avere evidenza pubblica attraverso la sezione speciale del Registro delle imprese, dove sono iscritte le Start-up innovative e gli Incubatori certificati, mediante la pubblicazione di una apposita autocertificazione nella quale il legale rappresentante legale della società dichiari:
- di operare in via esclusiva in uno o più settori di quelli indicati all’art. 2, comma 1, del D.Lgs. n. 155/2006 (recante la disciplina dell'impresa sociale), indicando i settori e
- di realizzare, operando in tali settori, una finalità d’interesse generale.
Lo stesso rappresentante legale dovrà, inoltre, redigere - con cadenza annuale - e trasmettere in via telematica alla Camera di Commercio di competenza, un “Documento di descrizione di impatto sociale”, nel quale descrivere e dare conto esternamente dell’impatto sociale prodotto. Tale documento dovrà essere redatto secondo le modalità indicate nell’apposita guida sugli adempimenti societari della Start-Up innovativa, disponibile sul sito del Ministero.
Il testo dei quattro pareri e della circolare viene riportato nei Riferimenti normativi.

Al contempo, il Ministero ha provveduto alla pubblicazione sul proprio sito istituzionale:
- della nuova versione delle Guide sintetiche sugli adempimenti societari per la startup innovativa e per l’incubatore certificato introducendo una nuova procedura per il riconoscimento delle startup innovative a vocazione sociale, una particolare tipologia che dà diritto a maggiorazioni dei benefici fiscali sugli investimenti;
- della nuova Guida per la redazione del "Documento di Descrizione di Impatto Sociale", per meglio accompagnare l’utente nell’utilizzo della nuova procedura.

. Se vuoi scaricare la nuova Guida per Start-up innovative a vocazione sociale alla redazione del “Documento di Descrizione dell’Impatto Sociale”, clicca QUI.


17. 22 GENNAIO 2015 - START-UP INNOVATIVE - Incentivi all'investimento in caso di sottoscrizione di quote tramite società fiduciarie - Chiarimenti dall’Agenzia delle Entrate

Un Tizio, che ha costituito la Società Beta Srl, tramite la Società Alfa Spa, la quale, in virtù del mandato fiduciario conferitole dall'istante, ha sottoscritto una quota pari al 96% del capitale sociale, può beneficiare della detrazione relativa all’investimento effettuato nel periodo di imposta 2013 nel capitale sociale della Start-up innovativa Beta S.r.l..
E’ questa la conclusione a cui giunge l’Agenzia delle Entrate con risoluzione n. 9/E del 22 gennaio 2015 rispondendo ad un interpello con cui l’interpellante chiedeva se potesse usufruire delle agevolazioni fiscali previste dall’art. 29, D.L. n. 179/2012 in relazione al conferimento effettuato in sede di costituzione di Beta S.r.l., in presenza delle seguenti circostanze:
1) le quote sono “formalmente intestate” ad Alfa S.p.a. in forza di un mandato fiduciario;
2) l’iscrizione di Beta S.r.l. nella sezione speciale del Registro delle imprese dedicata alle Start-up innovative è avvenuta in data successiva a quella dell’iscrizione nella sezione ordinaria
.
In merito alla prima circostanza, l’Agenzia delle Entrate, dopo aver ricordato i requisiti necessari per essere considerata una Start up innovativa e godere quindi dei benefici previsti dalla normativa, ritiene che, l’interposizione della società fiduciaria, tra la partecipata ed i soci, di per sé non rappresenta causa ostativa per l’applicazione del regime agevolativo in commento, a condizione che sussistano tutti i presupposti richiesti dalla relativa disciplina.
Come evidenziato, infatti, dalla Sentenza n. 4943 del 21 maggio 1999 della Cassazione civile, "i fiducianti, vanno identificati come gli effettivi proprietari dei beni affidati alla fiduciaria ed a questa strumentalmente intestati".
Sotto il profilo temporale, nel caso di sottoscrizione di quote del capitale sociale di una Start-up innovativa, il diritto a fruire dell’agevolazione per il soggetto conferente matura nel periodo di imposta in corso alla data di deposito dell’atto costitutivo della Start-up innovativa per l’iscrizione nella sezione ordinaria del registro delle imprese, a nulla rilevando che alla predetta data l’iscrizione nella sezione speciale non sia ancora perfezionata.
La disciplina delle Start-up innovative non fissa, infatti, un termine per l’iscrizione della società nella apposita sezione speciale che, tuttavia, deve, ai sensi del comma 8 dell’articolo 25, intervenire in tempo utile per “poter beneficiare della disciplina” contenuta nella sezione IX del decreto-legge n. 179 del 2012.
L’iscrizione nella sezione speciale deve quindi perfezionarsi in tempo utile affinché la società possa rilasciare la certificazione prevista, che consente agli investitori di fruire dell’incentivo fiscale con riferimento al periodo di imposta in cui matura il relativo credito.
Il testo della risoluzione viene riportato nei Riferimenti normativi.


18. 11 MARZO 2015 - START-UP INNOVATIVE E INCUBATORI - Disponibile on-line il modello per i piani di incentivazione

E’ stato pubblicato, sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico, il Modello del piano di incentivazione e remunerazione mediante l’assegnazione ai collaboratori di azioni, quote e strumenti finanziari partecipativi per startup innovative e incubatori certificati. Il presente modello mira a fornire al management delle Startup innovative e degli incubatori certificati uno strumento esemplificativo per l’adozione dei piani di incentivazione in forma di piani di incentivazione equity.
Si tratta di una sintesi che muove dall’iter autorizzativo degli organi societari sino alle principali clausole dei regolamenti di piani di incentivazione equity che disciplinano l’attribuzione e la titolarità delle quote o azioni in capo ai beneficiari in relazione al loro apporto di lavoro e collaborazione con la startup innovativa o l’incubatore certificato.
Tale modello nasce, infatti, a supporto della <>“Guida all’uso dei piani di incentivazione in equity”
del 24 marzo 2014 e mira ad esemplificare le modalità per l’implementazione di piani di incentivazione e remunerazione che prevedono l'assegnazione di azioni, quote e strumenti finanziari partecipativi da parte delle startup innovative e degli incubatori certificati a favore sia di dipendenti, collaboratori e componenti dell'organo amministrativo, che di prestatori di opera e servizi anche professionali (i c.d “work for equity”).
Il modello evidenzia l’iter di approvazione del piano e le sue finalità, con esempi concreti, ed illustra le principali clausole contenute nei regolamenti dei piani di incentivazione.
Vengono altresì analizzati gli strumenti finanziari oggetto del piano equity nella Startup innovativa: restricted stock, stock option, restricted stock unit.
Da ultimo viene illustrato come fruire dei benefici fiscali e contributivi connessi alla percezione del reddito derivante dal Piano di Incentivazione Equity.

. Se vuoi scaricare il testo el Modello commentato dal sito del Ministero dello Sviluppo Economico, clicca QUI.


19. 11 SETTEMBRE 2015 - START-UP INNOVATIVE E INCUBATORI - Termini per il deposito dell’attestazione del mantenimento dei requisiti - Necessaria l'approvazione del bilancio - Nuovi chiarimenti dal Ministero dello Sviluppo Economico

Il Ministero dello Sviluppo Economico, con il Parere del 11 settembre 2015, Prot. 161868, torna sul problema del deposito, presso il Registro delle imprese, dell’attestazione del mantenimento del possesso dei requisiti, previsto dall’art. 25, comma 15, del D.L. n. 179/2012, convertito dalla L. n. 221/2012.
Nel dettaglio, dal parere ministeriale si ricavano i seguenti tre principi:
1) la conferma del possesso dei requisiti previsti dall’art. 25, comma 2, da parte della società Start-up innovativa, e comma 5, da parte dell’incubatore certificato, è annuale, come l'approvazione del bilancio.

2) Esiste un collegamento funzionale tra la dichiarazione resa dal legale rappresentante dell’impresa, ai fini del mantenimento dei requisiti, e le risultanze di bilancio. Sotto questo aspetto la prima parte del comma 15, appare totalmente allineata al disposto degli artt. 2364, secondo comma, primo capoverso (“L'assemblea ordinaria deve essere convocata almeno una volta l'anno, entro il termine stabilito dallo statuto e comunque non superiore a centoventi giorni dalla chiusura dell'esercizio sociale”) e 2435 Codice civile.
In questo caso, infatti, il legale rappresentante, dovrà depositare, con un unico adempimento, il bilancio e l’attestazione di mantenimento dei requisiti redatta sulla base delle evidenze di bilancio stesso.
Tale possibilità viene meno nel caso di approvazione nei 180 giorni previsto dall’art. 2364, secondo comma, secondo capoverso (“Lo statuto può prevedere un maggior termine, comunque non superiore a centottanta giorni, nel caso di società tenute alla redazione del bilancio consolidato ovvero quando lo richiedono particolari esigenze relative alla struttura ed all'oggetto della società”). Ma soprattutto viene meno la possibilità di produrre un’attestazione sulla base di dati effettivi di bilancio approvato.
Pertanto, per evitare che si venga a creare “un regime sperequativo, non giustificato da ragioni di proporzionalità, tra le due fattispecie”, la disposizione di cui al citato art. 25, comma 15, del D.L. n. 179/2012, va interpretata nel senso che il deposito delle attestazioni di mantenimento dei requisiti, deve essere effettuato comunque entro trenta giorni dalla data di approvazione del bilancio, sia che esso sia approvato entro 120 gg. dalla chiusura dell’esercizio, sia che esso sia approvato (ove ne ricorrano le condizioni) entro 180 gg. dalla chiusura del medesimo esercizio.

3) Come conseguenza di quanto sora, non è condivisibile l’opinione secondo cui anche il bilancio non approvato possa consentire comunque l’attestazione dei requisiti. Nel caso di specie l’attestazione del mantenimento dei requisiti non può prescindere dalla presenza di un bilancio regolarmente approvato dall’assemblea.
Il testo del parere ministeriale viene riportato nei Riferimenti normativi-


20. 3 NOVEMBRE 2015 - PMI INNOVATIVE - Dal Ministero dello Sviluppo Economico chiarimenti in merito al requisito di certificazione dei bilanci

Con parere n. 222697 del 3 novembre 2015, il Ministero dello Sviluppo Economico chiarisce che, a legislazione invariata, deve ritenersi valida la “revisione legale” per la certificazione del bilancio delle PMI innovative.
In particolare è stata richiesta la conferma in merito alla inclusione della fattispecie di incarico di revisione contabile "volontaria" nella previsione di "certificazione dell'ultimo bilancio" da parte di un revisore contabile o di una società di revisione iscritti nel registro dei revisori contabili.
Dopo aver evidenziato la differenza tra revisione “legale” e revisione “volontaria” nel parere si rileva che nel caso della revisione "legale" la relazione è diretta all'assemblea dei soci, che ne prende atto, mentre nel caso di revisione "volontaria" la relazione è diretta all'organo amministrativo.
Il fine del rilascio di entrambi i documenti è il medesimo e servono entrambi per il riconoscimento della qualificazione di PMI innovativa.
Al contempo bisogna rilevare l’aspetto negativo della revisione "legale" e del termine "certificazione" indicato nella norma in quanto particolarmente onerosa e non coincidente dunque con la ratio di snellimento e alleggerimento degli oneri.
Il Ministero ritiene che la relazione deve essere rivolta all’assemblea, affinché ne prenda atto propedeuticamente all’approvazione del bilancio, e non agli organi di direzione ed amministrazione della società. Pertanto a legislazione invariata deve ritenersi valida la “revisione legale”.
Il testo del parere ministeriale viene riportato nei Riferimenti normativi.


21. 3 NOVEMBRE 2015 - PMI INNOVATIVE - Dal Ministero dello Sviluppo Economico chiarimenti sulla certificazione del bilancio in sede di iscrizione alla sezione speciale del Registro delle imprese

In caso di PMI Innovativa, in sede di prima iscrizione alla sezione speciale del Registro delle imprese, la certificazione del bilancio non può che essere successiva alla redazione e approvazione del bilancio stesso, fatta salva l’ipotesi marginale dell’iscrizione in sezione speciale coincidente con l’approvazione del bilancio relativo all’esercizio precedente.
E' questo il chiarimento giunto dal Ministero dello Sviluppo economico con la circolare n. 3863/C del 3 novembre 2015.
Dunque, adottando un criterio interpretativo fondato sui principi di proporzionalità e ragionevolezza, si ammette che in sede di iscrizione in sezione speciale, la società ricadenti in tale tipologia possa depositare una certificazione del proprio bilancio successiva all’approvazione del medesimo, purché ovviamente precedente la domanda di iscrizione.
Resta fermo che, a regime, e cioè dal primo esercizio successivo alla iscrizione nella sezione speciale, la PMI innovativa è tenuta ad adempiere alla certificazione del bilancio contemporaneamente all’approvazione del medesimo, secondo quanto già precisato con la circolare 3682/C del 3 settembre 2015 e con la nota del 3 novembre 2015, Prot. 222697, pena la cancellazione immediata dalla sezione speciale e la decadenza dalle relative agevolazioni, senza possibilità di proroghe o sanatorie o remissioni in termini.
A regime, e per le società di regola già soggette a tale adempimento, la certificazione di bilancio dovrà sempre essere depositata presso il Registro delle imprese congiuntamente al bilancio, alla nota integrativa e alle relazioni.
Le società che presenteranno la certificazione di bilancio disgiuntamente dal deposito del bilancio stesso, secondo quanto indicato in precedenza, utilizzeranno l'ordinario modulo B, allegando il modulo XX, dove verrà indicato “deposito della certificazione di bilancio ai fini della iscrizione alla sezione speciale PMI innovative, a norma della Circolare MiSE n. 3683/C”.
La scelta legislativa di imporre tale adempimento alle PMI innovative - precisa il Ministero - è ovviamente legata alle operazioni di verifica cha la legge stessa rimette ai vari organi coinvolti. Pertanto solo mediante l’esposizione della certificazione di bilancio nel Registro delle imprese, i competenti uffici del Ministero dello Sviluppo Economico, la Guardia di Finanza e gli altri soggetti previsti dalla legge, possono avere contezza delle risultanze di bilancio confermate dai revisori.
Il testo della circolare ministeriale viene riportato nei Riferimenti normativi.


22. 25 GENNAIO 2016 - START-UP INNOVATIVE - Dal Ministero chiarimenti su bilancio ultrannuale e dichiarazione di mantenimento dei requisiti

Nel caso di società di nuova costituzione che opta per il primo esercizio cosiddetto “lungo”, l’obbligo di conferma dei requisiti, in capo alla società, scatta alla chiusura del primo esercizio di durata ultrannuale.
Lo ha chiarito il Ministero dello Sviluppo Economico con il Parere del 25 gennaio 2016, Prot. 17070.
Il parere è stato emesso in risposta ad un preciso quesito posto da uno Studio professionale che – partendo dal presupposto che in determinati casi quando una società di capitali viene costituita sul finire dell'anno solare, è possibile optare per il primo esercizio cosiddetto "lungo" (es. società costituita il 1° novembre 2015 ha la possibilità di optare per la chiusura esercizio al 31 dicembre 2016 e non al 31 dicembre 2015) – ha chiesto di sapere se in questo caso sia necessario inviare la pratica relativa al mantenimento dei requisiti di Start-up innovativa considerando i termini derivanti dall'esercizio "classico" (31 dicembre 2015, quindi nel corso del 2016 e comunque entro 180 giorni dalla chiusura dell'esercizio quindi entro 30 giugno 2016) o se sia invece possibile considerare il termine dell'anno 2017, ovvero entro il 30 giugno 2017.
Il Ministero ricorda che la giurisprudenza ammette il ricorso all’esercizio ultrannuale e la prassi ritiene, con la giurisprudenza, derogabile l’annualità ma con due precisi limiti:
1) l’ultrannualità dell’esercizio è consentita solo in fase di costituzione e non anche successivamente;
2) la durata massima dell’esercizio ultrannuale consentita per le Start-up è di quindici mesi, per evitare effetti elusivi della disciplina recata dal comma 14, dell’art. 25, del D.L. n. 179/2012, convertito dalla L. n. 221/2012 (per cui solo una società costituita dal 1° ottobre in poi potrebbe giovarsi di questa deroga).
La ratio risiede nel fatto che nel caso venga costituita una società, ad esempio, il 1° dicembre, al 31 dicembre non possono essere presenti gli elementi per redigere un bilancio.
Ne consegue, con riferimento al quesito proposto, che alle condizioni sopra evidenziate, l’obbligo di conferma dei requisiti, in capo alla società, scatta in questo caso alla chiusura del primo esercizio di durata ultrannuale.
Il testo del parere ministeriale viene riportato nei Riferimenti normativi.


23. 21 MARZO 2016 - START-UP INNOVATIVE - Dal Ministero chiarimenti sulla ancellazione dalla sezione speciale del Registro imprese per decorrenza dei termini

Trattandosi di provvedimento necessitato ed inderogabile, dipendente dal combinato disposto del dettato normativo e del decorso del tempo, l’ufficio può procedere autonomamente alla cancellazione dalla sezione speciale, previa “notifica di cortesia” all’impresa da effettuarsi tramite PEC.
E’ questa la posizione del Ministero dello Sviluppo Economico, espressa con il Parere n. 79330 del 21 marzo 2016, inviato in risposta ad un quesito posto da una Camera di Commercio in merito alla cancellazione delle Start-up innovative per decorrenza del termine di applicabilità delle disposizioni normative in materia di start-up.
In particolare la Camera di Commercio ha chiesto se «sia sufficiente un provvedimento del Conservatore che disponga la cancellazione dalla sezione speciale start-up, atteso, tra l'altro, che la comunicazione del decorso del termine per l’iscrizione nella sezione speciale start-up risulta già trasmessa dal ministero; ovvero se debba comunque delinearsi un procedimento in cui l'ufficio, avuto conoscenza della scadenza dei termine di applicabilità delle disposizioni normative in materia di start- up: a) informi tramite PEC la start-up (o incubatore) dell'avvio del procedimento, consentendo di controdedurre entro un termine non superiore a dieci giorni; b) successivamente proceda a trasmettere l'intera documentazione al giudice del registro per la valutazione della sussistenza dei requisiti normativi ai fini della cancellazione dell'impresa dalla sezione speciale.».
Il Ministero, con il citato parere, ha rilevato che il controinteresse dell’impresa, che giustificherebbe la complessa procedura prevista dall’art. 2190 C.C., nella fattispecie prospettata non si manifesta. Infatti, il decorrere del tempo e quindi il consolidarsi dell’evento della decorrenza del termine di applicabilità delle disposizioni normative in materia di Start-up, che la legge stessa prevede come estinguente l’iscrizione in sezione speciale della società, non ammette controdeduzioni da parte dell’impresa stessa. L’ufficio procederà, dunque, autonomamente alla cancellazione dalla sezione speciale, previa “notifica di cortesia” all’impresa da effettuarsi tramite PEC.
Il parere precisa inoltre che le comunicazioni sulla decadenza non sono “periodiche”, ma rispondono a un calendario previsto per legge e richiamato dalla Circolare dell’Agenzia delle entrate n. 16/E del 11 giugno 2014, che fissa al 18 dicembre 2016 la cancellazione delle Startup costituite tra il 20 ottobre 2010 e il 18 dicembre 2012 ed aveva fissato al 18 dicembre 2015 la cancellazione delle start-up costituite nel periodo intercorrente dal 20 ottobre 2009 e al 19 ottobre 2010.
In conseguenza di quanto esposto, l’ufficio procederà autonomamente alla cancellazione dalla sezione speciale, previa “notifica di cortesia” all’impresa da effettuarsi tramite PEC.
La cancellazione dalla sezione speciale non preclude comunque sulla possibilità di iscriversi in sezione ordinaria, ed ove la società ne abbia interesse, può procedere, in presenza dei requisiti di legge, ad iscrizione in sezione speciale PMI innovative.
Il testo del parere ministeriale viene riportato nei Riferimenti normativi.


24. 21 APRILE 2016 - START-UP INNOVATIVE - Per l’accesso al regime riservato sono validi anche i brevetti per modelli di utilità industriale

I brevetti per modelli di utilità industriale - che sono diversi da quelli “per invenzioni” richiamati nel decreto legge 179 del 2012 - sono ugualmente validi come requisito per accedere al regime riservato alle Startup innovative, purché ricorrano tutti i co-elementi previsti dalla normativa.
E’ quanto chiarito dal Ministero dello Sviluppo Economico nel Parere n. 111865 del 21 aprile 2016, emesso in risposta ad un quesito posto in merito ad un dubbio interpretativo in tema di requisiti di cui al all’art. 25, comma 2, lett. h), n. 3, del D.L. n. 179 del 2012.
Ricordiamo che i requisiti richiesti per essere riconosciuta “Start-up innovativa” sono quelli elencati all’art. 25, comma 2, del D.L. n. 179 del 2012, convertito dalla L. n. 221 del 2012.
I c.d. "ulteriori requisiti", previsti al comma 2, lett. h), del citato articolo 25, comma 2, sono tre regimi alternativi, relativi all'attività della Start-up, di cui almeno uno dovrà essere soddisfatto per beneficiare del particolare regime previsto per le Start-up innovative e che si vanno ad aggiungere a quanto già previsto per l'oggetto sociale e per i soggetti promotori della Start-up.
Tra questi, desta particolare interesse quello di cui al comma 2, lett. h), n. 3), come successivamente modificato dall’art. 9, comma 16, lett. d) del D.L. n. 76/2013, convertito dalla L. n. 99/2013, che prevede che la Start-up innovativa, possa ottenere i benefici del nuovo regime se “sia titolare o depositaria o licenziataria di almeno una privativa industriale relativa a una invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale ovvero sia titolare dei diritti relativi ad un programma per elaboratore originario registrato presso il Registro pubblico speciale per i programmi per elaboratore, purché tali privative siano direttamente afferenti all'oggetto sociale e all'attività di impresa”.
Inizialmente, stando ad alcune interpretazioni che si ritrovano nelle molte FAQ ed esplicazioni disponibili in rete, la norma fu interpretata come relativa ai soli brevetti.
In realtà, le Start-up innovative possono qualificarsi attraverso la titolarità/licenza/registrazione di molteplici tipi di privative industriali, non solo brevettuali.
Il Ministero rileva che l’art. 82 del D.Lgs. n. 30 del 10 febbraio 2005 (Codice della proprietà industriale) stabilisce che possono costituire oggetto di “brevetto per modello di utilità” “i nuovi modelli atti a conferire particolare efficacia o comodità di applicazione o di impiego a macchine, o parti di esse, strumenti, utensili od oggetti di uso in genere, quali i nuovi modelli consistenti in particolari conformazioni, disposizioni, configurazioni o combinazioni di parti”.
Alla luce di tale definizione, secondo il Ministero, il modello di utilità rientra sicuramente nelle privative industriali. Del resto, anche nella sezione dell’Ufficio italiano brevetti e marchi, del sito del Ministero dello Sviluppo Economico si legge che: “Per essere protetto con modello di utilità è necessario che il prodotto industriale sia nuovo e originale e che abbia particolare efficacia o comodità di applicazione o di impiego.
È a volte difficile distinguere un modello di utilità da un'invenzione. Molti considerano il modello di utilità come “una piccola invenzione”. Si dice anche che si ha invenzione quando si realizza un prodotto nuovo, mentre si ha modello di utilità quando si migliora un prodotto già esistente”
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Il testo del parere ministeriale viene riportato nei Riferimenti normativi.


25. 20 MAGGIO 2016 - START-UP INNOVATIVE - Nuovi Pareri del Ministero dello Sviluppo Economico

Sono stati pubblicati, sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico, quattro nuovi pareri in merito alle Start-up innovative.
1) Il Parere del 20 maggio 2016, Prot. 141293, risponde al quesito in merito alla scadenza dei termini per la conferma dei requisiti da parte delle società start-up innovative senza aver ancora provveduto al deposito del bilancio d’esercizio.
Viene confermato che il deposito del bilancio o per lo meno l’approvazione del medesimo rappresenti condicio sine qua non per la redazione della dichiarazione di conferma del possesso dei requisiti di cui al comma 15 dell’art. 25. La dichiarazione presentata in assenza di bilancio depositato deve considerarsi come inesistente.

2) Il Parere del 20 maggio 2016, Prot. 141336, risponde al quesito in merito a domanda sullo status di start-up innovativa a vocazione sociale.
La disciplina applicata alla start-up innovativa a vocazione sociale (SIAVS) risponde ai criteri e requisiti generali posti dalla disciplina di cui all’art. 25, con due grandi e principali eccezioni: l’oggetto sociale (campo d’azione della società, che deve essere quello indicato all’articolo 2 del D.Lgs. 155/2006, recante la disciplina delle imprese sociali) e la necessità di redigere, oltre quanto richiesto ordinariamente a tutte le start-up innovative dai commi 14 e 15 dell’articolo 25, anche il cosiddetto “Documento di descrizione di impatto sociale”, da depositarsi annualmente, pena la perdita dei requisiti di SIAVS. Nel caso la startup, alla scadenza del primo anno, non invia una versione aggiornata del Documento, perde lo status speciale di SIAVS, rimanendo ovviamente startup innovativa NON a vocazione sociale.

3) Il Parere del 20 maggio 2016, Prot. 141349, risponde al quesito in merito alla distribuzione degli utili da parte di una società che si è cancellata dalla sezione speciale del Registro delle imprese.
In altre parole, viene chiesto se tale procedimento sia consentito una volta che la società sia stata cancellata dalla sezione speciale delle start-up o se sia ammissibile solo decorso un esercizio dalla cancellazione.
Stando alla norma di riferimento (art. 25, comma 2, lett. e), D.L. b. 179/2012), si deve ritenere che, ancorché gli utili siano maturati in pendenza dell’iscrizione della start-up nella apposita sezione speciale, la loro divisione sia possibile anche nell’esercizio successivo alla loro maturazione.

4) Il Parere del 20 maggio 2016, Prot. 141363, risponde al quesito in merito ai requisiti necessari per la creazione di una start-up innovativa nel settore del commercio.
In altre parole, viene chiesto se la sussistenza dei requisiti oggettivi della innovazione e dell'alto valore tecnologico è da intendersi in senso cumulativo, oppure, il requisito oggettivo sarà comunque soddisfatto se i prodotti o servizi commercializzati conterranno alternativamente il requisito della novità o quello dell'alto valore tecnologico.
Stando alla norma (art. 25, comma 2, lett. f), D.L. n. 179/2012), una società per qualificarsi come start-up innovativa e poter essere iscritta nell’apposita sezione speciale del Registro delle imprese deve avere «… quale oggetto sociale esclusivo o prevalente, lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico».
L’assenza di ogni congiunzione tra i due macroelementi “innovazione” e “alto valore tecnologico” – scrive il Ministero – “indica un binomio indissolubile, che il legislatore considera condicio sine qua non (nella sua integrità ed inalterabilità) per la definizione della fattispecie e quindi l’iscrizione in sezione speciale”.
Il testo dei quattro nuovi Pareri viene riportato nei Riferimenti normatici.


26. 30 MAGGIO 2016 - START-UP INNOVATIVE - Decadenza dagli incentivi - Stabiliti i codici per recuperare l’IRES

Via libera dell’Agenzia delle Entrate ai codici tributo per il versamento, mediante il modello F24, delle somme dovute a titolo di recupero dell’IRES e dell’addizionale IRES per il settore energetico, per decadenza dalle agevolazioni fiscali a favore degli investimenti in start-up innovative. I codici tributo sono stati istituiti con la risoluzione n. 44/E del 30 maggio 2016. In caso di decadenza dalle agevolazioni fiscali all’investimento in start up innovative (consistenti in una riduzione delle imposte sui redditi derivante dalla concessione di detrazioni o di deduzioni), per consentire il versamento tramite modello F24 delle somme dovute a titolo di recupero dell’IRES e dell’addizionale IRES per il settore energetico dai soggetti che, successivamente alla fruizione del beneficio, hanno aderito al consolidato ovvero al regime di trasparenza fiscale, l'Agenia delle Entrate, con la risoluzione n. 44/E del 30 maggio 2016, ha istituito i codici tributo:
- 2016 - Recupero IRES per decadenza dalle agevolazioni a favore degli investimenti in Start up innovative - Soggetto consolidato o trasparente - art 29 del decreto legge n. 179/2012;
- 2017 - Recupero Addizionale IRES settore petrolifero e gas per decadenza dalle agevolazioni a favore degli investimenti in Start up innovative - Soggetto consolidato o trasparente - art 29 del decreto legge n. 179/2012.


27. 19 LUGLIO 2016 - START-UP INNOVATIVE - Modalità di versamento delle imposte - Istituiti i codici tributo per il versamento

Con il Provvedimento Prot. n. 115137/2016 del 19 luglio 2016, il Direttore dell’Agenzia delle Entrate, ha esteso l’utilizzo del modello F24 ai versamenti delle imposte, delle sanzioni ed interessi connessi alla registrazione degli atti costitutivi delle startup innovative.
Le disposizioni contenute nel presente provvedimento decorrono a partire dal 20 luglio 2016. In ogni caso, in considerazione dei tempi tecnici necessari all’adeguamento dei sistemi informativi per permettere il versamento dei tributi di cui al punto 1.1 con il modello “F24”, fino al 31 luglio 2016 gli stessi pagamenti potranno essere effettuati con il modello “F23” utilizzando i relativi codici tributo ordinariamente previsti per la registrazione degli atti privati.

Con la risoluzione n. 56/E del 19 luglio 2016, l’Agenzia delle Entrate, per consentire il versamento, tramite modello F24, delle imposte e delle relative sanzioni ed interessi connessi alla registrazione degli atti costitutivi delle Start up innovative, ha istituito i seguenti codici tributo:
- 1540 – Start up innovative – atto costitutivo - Imposta di registro;
- 1541 – Start up innovative – atto costitutivo - Sanzione da ravvedimento imposta di registro;
- 1542 – Start up innovative – atto costitutivo - Imposta di bollo;
- 1543 – Start up innovative – atto costitutivo - Sanzioni da ravvedimento imposta di bollo;
- 1544 – Start up innovative - atto costitutivo - Interessi da ravvedimento.
In sede di compilazione del modello di pagamento F24.
I codici tributo sono esposti nella sezione “Erario”, in corrispondenza delle somme indicate esclusivamente nella colonna “importi a debito versati”, con l’indicazione nel campo “anno di riferimento” dell’anno di stipula degli atti, nel formato “AAAA”.


28. 17 NOVEMBRE 2016 - START-UP INNOVATIVE - Requisito della ricerca e dello sviluppo - Obbligo di indicazione nella Nota integrativa - Parere del Ministero dello Sviluppo Economico

Le Start-up innovative che intendono avvalersi del requisito delle spese di ricerca e sviluppo, dovranno continuare a redigere il bilancio d’esercizio con allegata la nota integrativa, nella quale sono descritte le spese in questione.
A sostenere tale tesi è il Ministero dello Sviluppo Economico, con il Parere del 17 novembre 2016, Prot. 361851, relativo al requisito della ricerca e sviluppo nelle Start-up innovative.
Mel parere si chiarisce che l’obbligo di indicazione delle spese nella nota integrativa permane anche dopo l’entrata in vigore del decreto legislativo 139 del 18 agosto 2015 che ha semplificato le modalità di redazione dei bilanci per le cd microimprese.
La problematica, sollevata da uno Studio professionale, riguarda le indicazioni nella nota integrativa delle spese in ricerca e sviluppo, alla luce delle importanti novità in tema di bilanci e nota integrativa apportate dal D.Lgs. del 18 agosto 2015 n. 139, attuativo della Direttiva n. 2013/34/UE, in materia di bilancio d’esercizio e consolidato.
Ricorda lo Studio che con tale decreto è stato, inoltre, introdotto il concetto di micro-impresa, intendendo con tale termine l’impresa che, nel primo esercizio o successivamente per due esercizi consecutivi, non supera due dei seguenti tre limiti: totale attivo dello stato patrimoniale non superiore a 175.000 euro, ammontare dei ricavi inferiore a 350.000 euro e dipendenti occupati in media durante l’esercizio inferiore alle 5 unità, a partire dall'esercizio 2016.
Per questa tipologia di imprese il bilancio sarà composto semplicemente dal Conto Economico e dallo Stato Patrimoniale; non viene più richiesta la Nota integrativa, la relazione sulla gestione e il rendiconto finanziario. Ora, visto che molte Start-up rientreranno sicuramente nel concetto di micro-impresa di cui sopra, lo Studio richiede una valutazione sull'operatività da seguire:
1) la nota integrativa va redatta ugualmente in maniera completa, aggiungendo il dettaglio delle spese in ricerca e sviluppo;
2) è sufficiente redigere la nota integrativa solo per la parte relativa alle spese ricerca e sviluppo;
3) è sufficiente inserire il dettaglio nella pratica Comunica di mantenimento dei requisiti di Start-up innovativa al punto 028, dettagliando sufficientemente le spese stesse.

A parere del Ministero la soluzione preferibile è la prima tra quelle prospettate. "Se da un lato è vero che un’interpretazione letterale dovrebbe far prevalere lo jus posterior, e quindi ritenere che la disposizione di cui all’articolo 25, comma 1, lettera h) n. 1), in fine, del DL 179 del 2012, che prescrive che “Le spese risultano dall'ultimo bilancio approvato e sono descritte in nota integrativa” ceda di fronte alla novità intervenuta successivamente con il D. Lgsl. 139 del 2015, è altrettanto vero che una interpretazione di carattere teleologico, spinge a diversa ricostruzione.
In primo luogo - si legge mel parere - "si deve consentire all’Amministrazione di verificare immediatamente la rispondenza della dichiarazione di possesso del requisito in parola. Pertanto già ragioni di efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa spingono in tale direzione.
Allo stesso risultato si perviene applicando criteri esegetici, ove si consideri la disposizione dell’articolo 25 del D.L. n. 179, lex specialis, rispetto alla disciplina generale del D. lgsl. 139/
.
In altri termini, come peraltro parallelamente avviene con riferimento al deposito del bilancio certificato per le PMI innovative, il legislatore ha introdotto un onere ulteriore per queste particolari società a fronte dello speciale regime che gli garantisce con la normativa di settore.
Conclusivamente pertanto, le start-up innovative che intendano avvalersi del requisito delle spese di ricerca e sviluppo, dovranno continuare a redigere il bilancio d’esercizio con allegata la nota integrativa, nella quale sono descritte le spese in questione.
Il testo del parere viene riportato nei Riferimenti normatici.


29. 22 DICEMBRE 2016 - Chiarimenti dal Ministero dello Sviluppo Economico sulle modalità di costituzione attualmente in vigore

Il Ministero dello Sviluppo Economico, con il Parere del 22 dicembre 2016, Prot. 411501, risponde e chiarisce le modalità, attualmente in vigore, di costituzione delle Start-up innovative e successive modificazioni agli atti costitutivi.
Il quesito posto da uno studio professionale, che ha avanzato qualche dubbio derivante dalla interpretazione delle norme che si sono susseguite nel tempo, in sintesi, è il seguente: è conforme alla legge costituire una società Start-up con atto pubblico secondo quanto previsto dal Codice Civile e altresì modificarla con la stessa modalità quand'anche la società mantenga i requisiti per essere iscritta nel Registro speciale delle start-up? E, in caso affermativo, è necessario per il Notaio Rogante utilizzare il modello uniforme dell'atto costitutivo/statuto emanato dal Ministero?
Il Ministero ricorda che l'articolo 4, comma 10-bis, del D.L. n. 3 del 2015, convertito dalla L. n. 33/2015, stabilisce in modo chiaro che attualmente due sono le modalità di costituzione di una Start-up, alternative tra loro: atto pubblico o atto elettronico privato. Il legislatore ha, infatti, introdotto una modalità semplificata di costituzione che non sostituisce, ma affianca quella ordinaria prevista dall'articolo 2463 del Codice civile.
I decreti ministeriali attuativi (D.M. 17 febbraio 2016, D.D. 1 luglio 2016 e D.M. 28 ottobre 2016), non potendo ovviamente disporre in maniera difforme rispetto alla norma di delega, si sono limitati a dettare le modalità di redazione e di compilazione del file elettronico, senza ovviamente la necessità di dettare criteri relativi alla redazione e costituzione ordinaria delle società Start-up, in quanto regolati dalle norme del codice civile e della legge notarile.
Pertanto, alla data attuale sono possibili due differenti modalità di costituzione per le società Start-up, costituite in forma di SRL: quella ordinaria, rimessa al rogito notarile e quella alternativa, redatta secondo le modalità previste dai decreti succitati.
Da ciò ne consegue, conclude il Ministero, che i notai possono ben continuare a rogare per atto pubblico gli atti costitutivi e modificativi di SRL, aventi natura di Start-up, secondo le modalità indicate dal Codice civile e dalla legge notarile.
Solo nel caso il notaio sia richiesto di autenticare la scrittura privata elettronica di costituzione di start-up a norma dell'articolo 5, comma 1, del D.M. 17 febbraio 2016, allora sarà chiamato ad autenticare un originale informatico redatto sulla base dello standard approvato dal Ministero dello Sviluppo Economico.
Il testo del parere ministeriale viene riportato nei Riferimenti normatici.



START UP INNOVATIVE E INCUBATORI CERTIFICATI
MODULISTICA E GUIDE OPERATIVE

MODULISTICA

- Si riportano i seguenti MODELLI:
. Autocertificazione del possesso dei requisiti di incubatore certificato di Start-Up innovative (art. 25, L. n. 221/2012).

. Dichiarazione di possesso dei requisiti di impresa Start-Up Innovativa (art. 25, L. n. 221/2012).



GUIDE

- Si riportano le seguenti GUIDE:
. L'Incubatore certificato - Guida sintetica per utenti esperti sugli adempimenti societari.

. LA START-UP INNOVATIVA - Guida sintetica per utenti esperti sugli adempimenti societari. (Aggiornata con le modifiche apportate dal D.L. n. 76/2013).

. GUIDA SINTETICA ALL'ACCESSO AL FONDO CENTRALE DI GARANZIA per le PMI per startup innovative e incubatori certificati (4 febbraio 2014 - Ministero dello Sviluppo economico - Segreteria tecnica del Ministro).

. STARTUP VISA - La politica del Governo italiano per attrarre imprenditori innovativi stranieri (14 febbraio 2014 - Ministero dello Sviluppo economico - Ministero degli Affari Esteri).


"LE START-UP INNOVATIVE" - Un nuovo manuale predisposto dalla Camera di Commercio di Ascoli Piceno

La Camera di commercio di Ascoli Piceno presenta la nuova guida su “Le Start-Up Innovative”.
Si tratta di un vero e proprio manuale operativo per avviare e gestire una nuova impresa costituita secondo questa innovativa forma giuridica, introdotta di recente nell'ordinamento italiano.
Il volume, scaricabile gratuitamente, si compone di quattro capitoli:
• Cos'è una start up innovativa,
• Avviare una start up innovativa,
• Sopravvivere dopo la nascita,
• Decollo e sviluppo
.

. Se vuoi scaricare il manuale, clicca QUI.


START UP INNOVATIVE E INCUBATORI CERTIFICATI
PORTALI E SITI DEDICATI - RIFERIMENTI

1. UN PAESE PIU' OSPITALE PER LE START-UP INNOVATIVE

. Se vuoi visitare il sito del MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO sul tema delle Start-up innovative e scaricare la relativa normativa e le GUIDE predisposte, clicca QUI.

. Se vuoi visitare il sito di INVITALIA - Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluippo d'impresa Spa, clicca QUI.


2. GUIDA INTERATTIVA PER LE START-UP E PMI INNOVATIVE - Realizzata da InfoCamere

Il database ufficiale delle Camere di Commercio che raccoglie le Startup e le PMI innovative italiane.

. Se vuoi visitare il sito realizzato da InfoCamere, clicca QUI.


3. CONSOB - EQUITY CROWDFUNDING - COSA DEVI ASSOLUTAMENTE SAPERE PRIMA DI INVESTIRE IN UNA "START-UP INNOVATIVA" TRAMITE PORTALI ON-LINE

. Se vuoi saperlo, clicca QUI.


4. GENNAIO 2015 - Al via un network tra Start-up innovative e PMI per favorire collaborazioni e sviluppo

E' Un mix di Innovazione e Talento Giovanile per lo Sviluppo virtuoso di StartUp e PMI.
Il progetto mira a supportare in modo molto concreto StartUp, Studenti Universitari e PMI attraverso una evoluta piattaforma di Network e Servizi utili allo sviluppo di progetti innovativi, la nascita di collaborazioni e la creazione di un bridge più efficace tra Studenti e mondo del lavoro.


Mettersi insieme per sfruttare i vantaggi delle collaborazioni e degli scambi tra aziende, con l’obiettivo di svilupparsi di più e più rapidamente. Questa è la filosofia che ha spinto 3mila imprese “giovani” e ad alto tasso tecnologico ad aderire al progetto “Start Up Innovative”, il primo grande network di questo genere in Italia, che coinvolge anche gli studenti di nove Junior Enterprise Universitarie e sta per aprirsi alla rete delle PMI, per promuovere, attraverso lo scambio tra start up e aziende tradizionali, lo sviluppo di entrambe.
Il network “Start Up Innovative” consente di fare rete per sfruttare i vantaggi della condivisione delle idee, sfruttando anche canali privilegiati per la ricerca di prodotti e servizi utili. Ma anche di personale.
La piattaforma centralizzata messa a disposizione delle aziende iscritte, denominata “Smart Internet”, infatti, dà la possibilità anche di entrare in comunicazione con gli studenti più brillanti, che possono così trovare importanti opportunità di lavoro.
Fino a questo momento sono state 3mila le start up innovative che hanno sposato il progetto, tra cui spiccano quelle nate e cresciute negli atenei.

Le Junior Enterprise Universitarie che partecipano sono:
• Jeme degli studenti della Bocconi,
• JECatt degli studenti dell’Università Cattolica,
• Jelink dell’Università Iulm,
• Jecomm degli studenti della Statale Milano,
• Jemp degli studenti del Politecnico di Milano,
• JeLiuc dell’Università Carlo Cattaneo di Castellanza,
• Jest degli studenti di Ingegneria gestionale della sede di Vicenza dell’Università di Padova,
• JEBS dell’Università del Sannio e
• JeToP studenti del Politecnico di Torino
.

Nonostante i numeri già positivi, il network “Start Up Innovative” sta per allargarsi. Il progetto mira al coinvolgimento degli oltre 3 milioni di piccole e medie imprese italiane, consentendo loro di associarsi iscrivendosi alle piattaforma al costo simbolico di 1 euro.
Nella rete le PMI potranno trovare tutti i prodotti e i servizi innovativi offerti dalle Start-Up dei quali possono avere bisogno per proiettare la propria attività nel futuro.
Valorizzando, per una volta, lo scambio e la collaborazione tra le generazioni, invece dello scontro, dalla partnership tra giovani brillanti e imprese “tradizionali” potrebbe realizzarsi è una vera e propria rivoluzione, in grado di dare finalmente una svolta all’economia del Paese e alla crescita.

. Se vuoi accedere al portale e approfondire l’argomento, clicca QUI.


5. 25 GENNAIO 2015 - La nascita delle PICCOLE E MEDIE IMPRESE INNOVATIVE

E’ stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 19 del 24 gennaio 2015, il Decreto-legge 24 gennaio 2015, n. 3, recante “Misure urgenti per il sistema bancario e gli investimenti”.
Il decreto (c.d. decreto "Investment compact“) - in vigore dal 25 gennaio 2015 - introduce, all’art. 3, una nuova tipologia di PMI, le “PICCOLE E MEDIE IMPRESE INNOVATIVE”, estendendo loro parte delle facilitazioni previste per le Start-up innovative, introdotte dal D.L. n. 179/2012, convertito dalla L. n. 221/2012.

. Per approfondire il tema delle PICCOLE E MEDIE IMPRESE INNOVATIVE, introdotte con il D.L. n. 3/2015, cliccate QUI.


6. START-UP INNOVATIVE - AGEVOLAZIONI FISCALI

Il DL 179/2012 ha introdotto un quadro organico di disposizioni, riguardanti la nascita e lo sviluppo di imprese startup innovative. In loro favore sono previste una serie di agevolazioni fiscali, che vanno dall'esclusione dalla disciplina delle società di comodo all'esenzione dal versamento dell'imposta di bollo, dai crediti di imposta in favore delle nuove assunzioni alle detrazioni Irpef e deduzioni Ires in favore degli investitori.
Un quadro completo delle agevolazioni fiscali in favore delle start-up innovative e degli incubatori certificatiIl è stato delineato nella circolare 16/E del 2014.

. Per accedere alla pagina dedicata del sito dell'Agenzia delle Entrate, cliccate QUI.


7. START-UP E PMI INNOVATIVE - RELAZIONI ANNUALI E RAPPORTI PERIODICI

La pagina dedicata del sito del Ministero dello Svilupopo Economico riporta:
- Relazione annuale del Ministro al Parlamento;
- Rapporti sui programmi Italia Startup Visa e Hub;
- Rapporti sui trend economici delle startup innovative;
- Rapporti sulla nuova modalità di costituzione online delle startup innovative;
- Rapporti sul Fondo di Garanzia per le PMI: startup e PMI innovative, incubatori certificati
.

. Per accedere alla pagina dedicata alle RELAZIONI ANNUALI E AI RAPPORTI PERIODICI, cliccate QUI.


8. AGEVOLAZIONI A SOSTEGNO DELLE START-UP E PMI INNOVATIVE

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha predisposto una guida che riassume tutte le policy messe in campo dal Governo in materia di Startup e PMI innovative, uno strumento utile per chiunque voglia intraprendere una nuova attività imprenditoriale ad alto contenuto tecnologico e innovativo.

. Per scaricare il documento SCHEDA DI SINTESI della policy a sostegno delle startup innovative, elaborato dal Ministero dello Sviluppo Economico, cliccate QUI.

. Per scaricare un ulteriore documento dal titolo GUIDA ALLE AGEVOLAZIONI PER LE STARTUP E LE PMI INNOVATIVE, elaborato dal Ministero dello Sviluppo Economico, cliccate QUI.


9. AGEVOLAZIONI PER LE IMPRESE

SOMMARIO:
1. Sostegno alla competitività - Nuova Sabatini
2. Sostegno all'innovazione
3. Efficienza energetica
4. Internazionalizzazioine
5. Startup e PMI innovatrive.

Z . Per scaricare il documento AGEVOLAZIONI PER LE IMPRESE, elaborato dal Ministero dello Sviluppo Economico, cliccate QUI.



RIFERIMENTI NORMATIVI
LEGGI E DECRETI – REGOLAMENTI E DIRETTIVE EUROPEE

. DECRETO-LEGGE 18 ottobre 2012, n. 179: Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese.

. LEGGE 17 dicembre 2012, n. 221: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, recante ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese. (Testo del decreto legge coordinato con le modifiche apportate dalla legge di conversione , dall'art. 9, commi 16 - 16-ter del D.L. 28 giugno 2013, n. 76, convertito dalla Legge 9 agosto 2013, n. 99 e, da ultimo, dall'art. 3 del D.L. 24 gennaio 2015, n. 3 ). Artt. 25 - 32.

. Se vuoi scaricare il testo aggiornato della L. n. 221/2012, di conversione del D.L. n. 179/2012, dal sito NORMATTIVA, clicca QUI.

. D.M. 21 febbraio 2013: Requisiti incubatori di start-up innovative. (Decreto sostituito, a decorrere dal 21 gennaio 2017, dal Decreto 22 dicembre 2016).
. D.M. 21 febbraio 2013 - ALLEGATO - TABELLA A delle informazioni richieste per la certificazione degli incubatori delle start-up innovative.
. D.M. 21 febbraio 2013 - TABELLA B.

. DECRETO 6 marzo 2013: Istituzione di un regime di aiuto finalizzato a promuovere la nascita di nuove imprese nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia. (Decreto abrogato dall'art. 1, comma 2, del D.M. 24 settembre 2014).

. D.M. 26 aprile 2013: Criteri e modalità semplificati di accesso all'intervento del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese di cui all'articolo 2, comma 100, lettera a), della legge 23 dicembre 1996, n. 662, in favore di start-up innovative e degli incubatori certificati.

. DECRETO 30 ottobre 2013: Agevolazioni in favore delle nuove piccole imprese ubicate nel territorio del cratere sismico aquilano. (Decreto abrogato dall'art. 1, comma 2, del D.M. 24 settembre 2014).

. DECRETO 30 gennaio 2014: Modalità di attuazione dell'articolo 29, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, in materia di incentivi fiscali all'investimento in start-up innovative. (Il decreto ha cessato la sua efficacia a decorrere dal 12 aprile 2016. Si veda ora il decreto 25 febbraio 2016).
. DECRETO 30 gennaio 2014 - RELAZIONE ILLUSTRATIVA.

. REGOLAMENTO (UE) N. 651/2014 della Commissione del 17 giugno 2014 che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato interno in applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato

. DECRETO 24 settembre 2014: Riordino degli interventi di sostegno alla nascita e allo sviluppo di start-up innovative in tutto il territorio nazionale.
. DECRETO 24 settembre 2014 - ALLEGATO.

. LEGGE 24 marzo 2015, n. 33: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 gennaio 2015, n. 3, recante misure urgenti per il sistema bancario e gli investimenti. Art. 4.

. Se vuoi scaricare il testo aggiornato della L. n. 33/2015, di conversione del D.L. n. 3/2015, dal sito NORMATTIVA, clicca QUI.

. DECRETO 17 febbraio 2016: Modalità di redazione degli atti costitutivi di società a responsabilità limitata start-up innovative.
. DECRETO 17 febbraio 2016 - ALLEGATO: Modello uniforme atto costitutivo/statuto per start-up innovative in forma di s.r.l. (art. 3, comma 10-bis, del decreto-legge 3/2015, convertito, con modificazioni, dalla legge 33/2015).

. DECRETO 25 febbraio 2016: Modalità di attuazione dell'articolo 29 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, recante incentivi fiscali all'investimento in start-up innovative.

. DECRETRO DIRETTORIALE 1° luglio 2016: Approvazione delle specifiche tecniche per la struttura di modello informatico e di statuto delle società a responsabilità limitata start-up innovative, a norma del DM 17 febbraio 2016.

. Per scaricare il testo dei tre allegati, clicca QUI.

. DECRETO 7 luglio 2016: Modifiche al decreto 17 febbraio 2016, recante «Modalita' di redazione degli atti costitutivi di societa' a responsabilita' limitata start-up innovative».

. DECRETO 28 ottobre 2016: Approvazione del modello per le modifiche delle start-up innovative, ai fini dell'iscrizione nel registro delle imprese, a norma dell'art. 4, comma 10-bis, del decreto-legge 24 gennaio 2015, n. 3, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2015, n. 33.
. DECRETO 28 ottobre 2016 - ALLEGATI - Verbale dell'assemblea dei soci della società.

. DECRETO 22 dicembre 2016: Revisione del decreto 22 febbraio 2013 relativo ai requisiti per l'identificazione degli incubatori certificati di start up innovative, ai sensi dell'art. 25 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179. (In vigore dal 21 gennaio 2017).
. DECRETO 22 dicembre 2016 - ALLEGATO riportante la Tabella A e la Tabella B, relative alle informazioni richieste per la certificazione degli incubatori certificati di Start Up innovative.

. Ministero dello Sviluppo Economico - Direzione Generale per il Mercato, la Concorrenza, il Consumatore, la Vigilanza e la Normativa Tecnica - DivisioneVI – Registro delle Imprese, professioni ausiliarie del commercio e artigiane e riconoscimento titoli professionali - DECRETO 4 maggio 2017: Approvazione delle specifiche tecniche per la struttura degli atti modificativi delle società previste dall’articolo 1, comma 1, del Decreto legge 24 gennaio 2015, n. 33.
. Ministero dello Sviluppo Economico - Direzione Generale per il Mercato, la Concorrenza, il Consumatore, la Vigilanza e la Normativa Tecnica - Decretio 4 maggio 2017 - ALLEGATO A: SPECIFICHE TECNICHE DEL MODELLO TIPIZZATO DELL‟ATTO MODIFICATIVO DELL‟ATTO COSTITUTIVO E DELLO STATUTO DI START-UP INNOVATIVE AVENTI FORMA DI SOCIETÀ A RESPONSABILITÀ LIMI
. Ministero dello Sviluppo Economico - Direzione Generale per il Mercato, la Concorrenza, il Consumatore, la Vigilanza e la Normativa Tecnica - Decretio 4 maggio 2017 - ALLEGATO B : SCHEMA XSD DELLE SPECIFICHE TECNICHE DEL MODELLO TIPIZZATO DELL’ATTO MODIFICATIVO DELL’ATTO COSTITUTIVO E DELLO STATUTO DI START-UP INNOVATIVE AVENTI FORMA DI SOCIETÀ A RESPONSABILITÀ LIMITATA, RELATIVAMENTE AGLI ALLEGATI A, A1, A2, A4.


RIFERIMENTI NORMATIVI
DIRETTIVE, CIRCOLARI, RISOLUZIONI MINISTERIALI, PARERI, ISTANZE DI INTERPELLO

. Ministero dello Sviluppo Economico - Nota del 11 febbraio 2013, Prot. 0002660 - Start up innovative - Quesito in materia di interpretazione del termine per il deposito della dichiarazione del legale rappresentante previsto dall'art. 25, comma 3, D.L. 18 ottobre 2012, n. 179, convertito in legge 17 dicembre 2012, n. 221.

. Ministero dello Sviluppo Economico - Circolare 20 giugno 2013, Prot. n. 21303: Criteri e modalità di concessione delle agevolazioni ai sensi del decreto del Ministro dello sviluppo economico 6 marzo 2013, recante l'istituzione di un regime di aiuto finalizzato a promuovere la nascita di nuove imprese nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia.
. Ministero dello Sviluppo Economico - Circolare 20 giugno 2013, Prot. n. 21303 - ALLEGATO 1.
. Ministero dello Sviluppo Economico - Circolare 20 giugno 2013, Prot. n. 21303 - ALLEGATO 2.

. COMMISSIONE NAZIONALE PER LE SOCIETA' E LA BORSA - DELIBERA 26 giugno 2013: Adozione del «Regolamento sulla raccolta di capitali di rischio da parte di start-up innovative tramite portali on-line» ai sensi dell'articolo 50-quinquies e dell'articolo 100-ter del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 e successive modificazioni. (Delibera n. 18592).

. Se vuoi scaricare il testo aggiornato con le modifiche apportate dalla delibera n. 19520 del 24 febbraio 2016, clicca QUI.


. Ministero dello Sviluppo Economico - Dipartimento per l'Impresa e l'Internazionalizzazione - Struttura DG-MCCVNT - Registro delle Imprese - Nota del 17 luglio 2013, Prot. n. 0120930: Diritto annuale dovuto dalle imprese Start-up innovative, dalle società tra professionisti, dalle società di mutuo soccorso - Confidi.

. Ministero dello Sviluppo Economico - Dipartimento per l'Impresa e l'Internazionalizzazione - Struttura DG-MCCVNT - Registro delle Imprese - Nota del 8 ottobre 2013, Prot. n. 0164029: Quesito su start-up innovative.

. Ministero dello Sviluppo Economico - Parere del 15 gennaio 2014, Prot. n. 6404: Atto costitutivo/statuto di SRL semplificata alla luce delle novità recate dal DL 76/2013 - Richiesta parere.

. AGENZIA DELLE ENTRATE - Circolare n. 16/E del 11 giugno 2014 - Articolo 25 e seguenti del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito con modificazioni dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221 – Agevolazioni fiscali in favore delle start-up innovative e degli incubatori certificati.

ATTENZIONE! La circolare n. 16/E, con i chiarimenti sulle nuove regole fiscali finalizzate a incoraggiare lo sviluppo e il finanziamento di startup innovative e incubatori certificati, è disponibile anche in versione inglese.

. Se vuoi scaricare il testo in lingua inglese, clicca QUI.

. Ministero dello Sviluppo Economico - Parere del 12 agosto 2014, Prot. n. 145186: Start-Up - Società inattiva anteriormente al 19 dicembre 2012.

. Ministero dello Sviluppo Economico - Parere del 22 agosto 2014, Prot. n. 147530: Aggiornamento notizie Start-Up innovative ex art. 25, comma 14, del D.L. n. 179/2012, convertito dalla L. n. 221/2012 - Richiesta di parere su obbligo e profili sanzionatori.

. Ministero dello Sviluppo Economico - Parere del 22 agosto 2014, Prot. n. 147532: Start-Up - Iscrizione della società nella sezione speciale del Registro delle imprese - Requisito oggettivo.

. Ministero dello Sviluppo Economico - Parere del 22 agosto 2014, Prot. n. 147534: Start-Up - Conferimento di impresa individuale in S.r.l.

. Ministero dello Sviluppo Economico - Parere del 22 agosto 2014, Prot. n. 147538: Start-Up - Iscrizione della società nella sezione speciale del Registro delle imprese - Requisito soggettivo.

. Ministero dello Sviluppo Economico - Direzione Generale per il Mercato, la Concorrenza, il Consumatore, la Vigilanza e la Normativa Tecnica - Divisione XXI - Registro delle Imprese - Circolare n. 3672/C del 29 agosto 2014, Prot. n. 149471: Adempimenti presso il Registro imprese per start-up innovative e incubatori certificati. Conferma del possesso dei requisiti ex commi 14 e 15 del d.l. 179 del 18 novembre 2012.

. Ministero dello Sviluppo Economico - Direzione Generale per il Mercato, la Concorrenza, il Consumatore, la Vigilanza e la Normativa Tecnica - Divisione XXI - Registro delle Imprese - Parere del 29 settembre 2014, Prot. 169135: Quesito in materia di start-up innovative (art. 25 e seguenti del DL 179/2012).

. AGENZIA DELLE ENTRATE - Risoluzione n. 87/E del 14 ottobre 2014: Interpello - ART. 11, legge 27 luglio 2000, n. 212. Agevolazioni fiscali in favore delle start-up innovative e degli incubatori certificati - Requisito “alternativo” previsto dall’articolo 25, comma 2, lettera h), n. 2, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179.

. Ministero dello Sviluppo Economico - Direzione Generale per il Mercato, la Concorrenza, il Consumatore, la Vigilanza e la Normativa Tecnica - Divisione XXI - Registro delle Imprese - Circolare n. 68032 del 10 dicembre 2014: Criteri e modalità di concessione delle agevolazioni ai sensi del decreto ministeriale 24 settembre 2014 concernente il regime di aiuto finalizzato a sostenere la nascita e lo sviluppo, su tutto il territorio nazionale, di start-up innovative.

. Ministero dello Sviluppo Economico - Direzione Generale per il Mercato, la Concorrenza, il Consumatore, la Vigilanza e la Normativa Tecnica - Divisione VI - Registro delle Imprese - Parere del 19 gennaio 2015, Prot. 6057: Start-Up. Conferimento di impresa individuale in S.R.L. unipersonale.

. Ministero dello Sviluppo Economico - Direzione Generale per il Mercato, la Concorrenza, il Consumatore, la Vigilanza e la Normativa Tecnica - Divisione VI - Registro delle Imprese - Parere del 19 gennaio 2015, Prot. 6059: Creazione di una Start-Up innovativa nel settore del "civic crowdfunding" - Richiesta di parere.

. Ministero dello Sviluppo Economico - Direzione Generale per il Mercato, la Concorrenza, il Consumatore, la Vigilanza e la Normativa Tecnica - Divisione VI - Registro delle Imprese - Parere del 19 gennaio 2015, Prot. 6062: Start-Up innovativa

. Ministero dello Sviluppo Economico - Direzione Generale per il Mercato, la Concorrenza, il Consumatore, la Vigilanza e la Normativa Tecnica - Divisione VI - Registro delle Imprese - Parere del 19 gennaio 2015, Prot. 6064: Aggiornamento notizia Start-Up innovative ex art. 25, commi 15 e 16 del D.L. n. 179/2012, convertito in L. n. 221/2012.

. Ministero dello Sviluppo Economico - Direzione Generale per il Mercato, la Concorrenza, il Consumatore, la Vigilanza e la Normativa Tecnica - Divisione VI - Registro delle Imprese - Circolare n. 3677/C del 20 gennaio 2015, Prot. 6957: Riconoscimento dello status di Start-Up innovativa a vocazione sociale.

. Agenzia delle Entrate - Risoluzione n. 9/E del 22 gennaio 2015: Interpello - Art. 11, legge 27 luglio 2000, n. 212 - Articolo 29 decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179 – Incentivi all'investimento in start-up innovative in caso di sottoscrizione di quote per il tramite di società fiduciarie.

. Ministero dello Sviluppo Economico - Direzione Generale per il Mercato, la Concorrenza, il Consumatore, la Vigilanza e la Normativa Tecnica - Divisione VI – Registro delle Imprese, professioni ausiliarie del commercio e artigiane e riconoscimento titoli professionali - Parere del 31 maggio 2015, Prot. 80747: Controllo sui requisiti al momento dell’iscrizione nella sezione speciale.

. Ministero dello Sviluppo Economico - Direzione Generale per il Mercato, la Concorrenza, il Consumatore, la Vigilanza e la Normativa Tecnica - Divisione VI – Registro delle Imprese, professioni ausiliarie del commercio e artigiane e riconoscimento titoli professionali - Parere del 3 giugno 2015, Prot. 82454: Richiesta di cancellazione dall'apposita sezione speciale del Registro delle imprese per la società "…omissis… s.r.l." per mancanza di requisiti.

. Ministero dello Sviluppo Economico - Direzione Generale per il Mercato, la Concorrenza, il Consumatore, la Vigilanza e la Normativa Tecnica - Divisione III – Sistema Camerale - Parere del 14 luglio 2015, Prot. 117280: Incubatore certificato di Start-up innovative, ai sensi del decreto-legge n. 179/2012. - Telecom Italia Spa.

. Ministero dello Sviluppo Economico - Direzione Generale per il Mercato, la Concorrenza, il Consumatore, la Vigilanza e la Normativa Tecnica - Divisione VI – Registro delle Imprese, professioni ausiliarie del commercio e artigiane e riconoscimento titoli professionali - Parere del 2 settembre 2015, Prot. 154287: PMI innovative quotate su piattaforma multilaterale di negoziazione. Obblighi previsti dall’art. 4 del D.L 3 del 2015 “Investment Compact”.

. Ministero dello Sviluppo Economico - Direzione Generale per il Mercato, la Concorrenza, il Consumatore, la Vigilanza e la Normativa Tecnica - Divisione VI – Registro delle Imprese, professioni ausiliarie del commercio e artigiane e riconoscimento titoli professionali - Parere del 2 settembre 2015, Prot. 154297: PMI innovative e start-up Start–up: deposito del curriculum vitæ dei soci. Obblighi informativi sui soci previsti rispettivamente dall’art. 4, comma 3, lett. h) del D.L 3 del 2015 “Investment Compact” e dall’art. 25, comma 12, lett. g), del D.L.179 del 2012. Società ad azionariato diffuso e ricorso all’equity crowdfunding.

. Ministero dello Sviluppo Economico - Direzione Generale per il Mercato, la Concorrenza, il Consumatore, la Vigilanza e la Normativa Tecnica - Divisione VI – Registro delle Imprese, professioni ausiliarie del commercio e artigiane e riconoscimento titoli professionali - Circolare n. 3682/C del 3 settembre 2015, Prot. 155144: PMI innovative. Iscrizione della società nella sezione speciale del registro delle imprese. Requisiti soggettivi ed oggettivi.

. Ministero dello Sviluppo Economico - Direzione Generale per il Mercato, la Concorrenza, il Consumatore, la Vigilanza e la Normativa Tecnica - Divisione VI – Registro delle Imprese, professioni ausiliarie del commercio e artigiane e riconoscimento titoli professionali - Parere del 3 settembre 2015, Prot. 155183: Start–up innovativa. Affitto d’azienda o ramo d’azienda.

. Ministero dello Sviluppo Economico - Direzione Generale per il Mercato, la Concorrenza, il Consumatore, la Vigilanza e la Normativa Tecnica - Divisione VI – Registro delle Imprese, professioni ausiliarie del commercio e artigiane e riconoscimento titoli professionali - Parere del 4 settembre 2015, Prot. 155486: PMI innovative. Iscrizione della società nella sezione speciale del registro delle imprese. Requisiti soggettivi ed oggettivi.

. Ministero dello Sviluppo Economico - Direzione Generale per il Mercato, la Concorrenza, il Consumatore, la Vigilanza e la Normativa Tecnica - Divisione VI – Registro delle Imprese, professioni ausiliarie del commercio e artigiane e riconoscimento titoli professionali - Parere del 11 settembre 2015, Prot. 161868: Scadenza dei termini per la conferma dei requisiti da parte delle società start-up innovative.

. Ministero dello Sviluppo Economico - Direzione Generale per il Mercato, la Concorrenza, il Consumatore, la Vigilanza e la Normativa Tecnica - Divisione VI – Registro delle Imprese, professioni ausiliarie del commercio e artigiane e riconoscimento titoli professionali - Parere del 29 ottobre 2015, Prot. 218415: Start-up e PMI innovative. Diritti di privativa industriale relativa a programmi software.

. Ministero dello Sviluppo Economico - Direzione Generale per il Mercato, la Concorrenza, il Consumatore, la Vigilanza e la Normativa Tecnica - Divisione VI – Registro delle Imprese, professioni ausiliarie del commercio e artigiane e riconoscimento titoli professionali - Parere del 29 ottobre 2015, Prot. 218430: Start-up e Start-up innovative. Requisito oggettivo relativo ai diritti su privativa industriale. Titolarità della licenza d’uso su un brevetto in corso di riconoscimento.

. Ministero dello Sviluppo Economico - Direzione Generale per il Mercato, la Concorrenza, il Consumatore, la Vigilanza e la Normativa Tecnica - Divisione VI – Registro delle Imprese, professioni ausiliarie del commercio e artigiane e riconoscimento titoli professionali - Parere del 3 Novembre 2015, Prot. 222631: Startup innovative. Mutazione dei requisiti di cui all’articolo 25, comma 2, lett. h) del D.L.179/2012, durante l’iscrizione in sezione speciale.

. Ministero dello Sviluppo Economico - Direzione Generale per il Mercato, la Concorrenza, il Consumatore, la Vigilanza e la Normativa Tecnica - Divisione VI – Registro delle Imprese, professioni ausiliarie del commercio e artigiane e riconoscimento titoli professionali - Circolare n. 3683/C del 3 Novembre 2015, Prot. 222703: PMI innovative. Certificazione del bilancio in sede di iscrizione alla sezione speciale del registro delle imprese.

. Ministero dello Sviluppo Economico - Direzione Generale per il Mercato, la Concorrenza, il Consumatore, la Vigilanza e la Normativa Tecnica - Divisione VI – Registro delle Imprese, professioni ausiliarie del commercio e artigiane e riconoscimento titoli professionali - Parere del 3 Novembre 2015, Prot. 222697: PMI innovative – quesito in merito al requisito di certificazione dei bilanci di cui all'art. 4, comma 1, lett. (b) del D.L. 3/2015.

. Ministero dello Sviluppo Economico - Direzione Generale per il Mercato, la Concorrenza, il Consumatore, la Vigilanza e la Normativa Tecnica - Divisione VI – Registro delle Imprese, professioni ausiliarie del commercio e artigiane e riconoscimento titoli professionali - Parere del 4 Novembre 2015, Prot. 223650: PMI innovative. Dichiarazione autocertificazione di veridicità dell’elenco dei soci, con trasparenza rispetto a holding.

. Ministero dello Sviluppo Economico - Direzione Generale per il Mercato, la Concorrenza, il Consumatore, la Vigilanza e la Normativa Tecnica - Divisione VI – Registro delle Imprese, professioni ausiliarie del commercio e artigiane e riconoscimento titoli professionali - Parere del 25 gennaio 2016, Prot. 17070: Bilancio ultrannuale e dichiarazione di mantenimento requisiti startup innovativa.

. Ministero dello Sviluppo Economico - Direzione Generale per il Mercato, la Concorrenza, il Consumatore, la Vigilanza e la Normativa Tecnica - Divisione VI – Registro delle Imprese, professioni ausiliarie del commercio e artigiane e riconoscimento titoli professionali - Parere del 21 marzo 2016, Prot. 79330: Cancellazione delle start-up innovative per decorrenza del termine di applicabilità delle disposizioni normative in materia di start-up.

. Ministero dello Sviluppo Economico - Direzione Generale per il Mercato, la Concorrenza, il Consumatore, la Vigilanza e la Normativa Tecnica - Divisione VI – Registro delle Imprese, professioni ausiliarie del commercio e artigiane e riconoscimento titoli professionali - Parere del 21 aprile 2016, Prot. 111865: Start-up innovative. Brevetto e modello di utilità.

. Ministero dello Sviluppo Economico - Direzione Generale per il Mercato, la Concorrenza, il Consumatore, la Vigilanza e la Normativa Tecnica - Divisione VI – Registro delle Imprese, professioni ausiliarie del commercio e artigiane e riconoscimento titoli professionali - Parere del 20 maggio 2016, Prot. 141293: Scadenza dei termini per la conferma dei requisiti da parte delle società start-up innovative – Riferimento parere MiSE prot 161868 - 11 settembre 2015.

. Ministero dello Sviluppo Economico - Direzione Generale per il Mercato, la Concorrenza, il Consumatore, la Vigilanza e la Normativa Tecnica - Divisione VI – Registro delle Imprese, professioni ausiliarie del commercio e artigiane e riconoscimento titoli professionali - Parere del 20 maggio 2016, Prot. 141336: Domanda su status di start up innovativa a vocazione sociale.

. Ministero dello Sviluppo Economico - Direzione Generale per il Mercato, la Concorrenza, il Consumatore, la Vigilanza e la Normativa Tecnica - Divisione VI – Registro delle Imprese, professioni ausiliarie del commercio e artigiane e riconoscimento titoli professionali - Parere del 20 maggio 2016, Prot. 141349: Distribuzione degli utili da parte di società che si è cancellata dalla sezione speciale del registro delle imprese.

. Ministero dello Sviluppo Economico - Direzione Generale per il Mercato, la Concorrenza, il Consumatore, la Vigilanza e la Normativa Tecnica - Divisione VI – Registro delle Imprese, professioni ausiliarie del commercio e artigiane e riconoscimento titoli professionali - Parere del 20 maggio 2016, Prot. 141363: Creazione di una start-up innovativa nel settore del commercio - Richiesta parere su requisiti.

. Agenzia delle Entrate - Risoluzione n. 44/E del 30 maggio 2016: Istituzione dei codici tributo per il versamento, mediante il modello F24, delle somme dovute per decadenza dalle agevolazioni fiscali a favore degli investimenti in start-up innovative ai sensi dell’articolo 29 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179.

. Ministero dello Sviluppo Economico - Direzione Generale per il Mercato, la Concorrenza, il Consumatore, la Vigilanza e la Normativa Tecnica - Divisione VI – Registro delle Imprese, professioni ausiliarie del commercio e artigiane e riconoscimento titoli professionali - Circolare n. 3691/C del 1° luglio 2016, Prot. 141363: Decreto ministeriale 17 febbraio 2016 e decreto direttoriale 1° luglio 2016. Modalità di costituzione delle società a responsabilità limitata start-up innovative a norma del comma 10-bis dell'articolo 4 del D.L n. 3 del 2015, convertito con legge 24 marzo 2015, n. 33.

. Agenzia delle Entrate - Provvedimento del 19 luglio 2016, Prot. 115137: Estensione delle modalità di versamento di cui all’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, alle imposte e relative sanzioni ed interessi connessi alla registrazione degli atti costitutivi delle startup innovative di cui all’articolo 25, comma 2, del decreto legge 18 ottobre 2012, n. 179, costituite ai sensi dell’ articolo 4, comma 10-bis, del decreto legge 24 gennaio 2015, n. 3, convertito con modificazioni nella legge 24 marzo 2015, n. 33

. Agenzia delle Entrate - Risoluzione n. 56/E del 19 luglio 2016: Istituzione dei codici tributo per il versamento, mediante il modello F24, delle imposte e relative sanzioni ed interessi connessi alla registrazione degli atti costitutivi delle startup innovative di cui all’articolo 25, comma 2, del decreto legge 18 ottobre 2012, n. 179, costituite ai sensi dell’ articolo 4, comma 10 bis, del decreto legge 24 gennaio 2015, n. 3, convertito con modificazioni nella legge 24 marzo 2015, n. 33.

. Ministero dello Sviluppo Economico - Direzione Generale per il Mercato, la Concorrenza, il Consumatore, la Vigilanza e la Normativa Tecnica - Divisione VI – Registro delle Imprese, professioni ausiliarie del commercio e artigiane e riconoscimento titoli professionali - Parere del 17 novembre 2016, Prot. 361851: Start-up innovative: requisito della ricerca e sviluppo. Obbligo di indicazione in nota integrativa

. Ministero dello Sviluppo Economico - Direzione Generale per il Mercato, la Concorrenza, il Consumatore, la Vigilanza e la Normativa Tecnica - Divisione VI – Registro delle Imprese, professioni ausiliarie del commercio e artigiane e riconoscimento titoli professionali - Parere del 22 dicembre 2016, Prot. 411501: Atti costitutivi e modificativi delle start-up innovative di cui all’art. 25 e seguenti del DL 179/2012 - Dubbi operativi - Richiesta parere.

. Ministero dello Sviluppo Economico - Direzione Generale per il Mercato, la Concorrenza, il Consumatore, la Vigilanza e la Normativa Tecnica - Divisione VI – Registro delle Imprese, professioni ausiliarie del commercio e artigiane e riconoscimento titoli professionali - Circolare n. 3696/C del 14 febbraio 2017, Prot. 0051136: Startup innovative e PMI innovative. Limiti delle verifiche in capo agli uffici riceventi.

. Ministero dello Sviluppo Economico - Direzione Generale per il Mercato, la Concorrenza, il Consumatore, la Vigilanza e la Normativa Tecnica - Divisione VI – Registro delle Imprese, professioni ausiliarie del commercio e artigiane e riconoscimento titoli professionali - Parere del 14 febbraio 2017, Prot. 50195: Richiesta parere in merito all’indicazione del requisito della “ricerca e sviluppo” nella nota integrativa per le startup e PMI innovative.

. Ministero dello Sviluppo Economico - Direzione Generale per il Mercato, la Concorrenza, il Consumatore, la Vigilanza e la Normativa Tecnica - Divisione VI – Registro delle Imprese, professioni ausiliarie del commercio e artigiane e riconoscimento titoli professionali - Circolare n. 3699/C del 13 giugno 2017, Prot. 222250: Start-up innovative (artt. 25 e ss. del DL 179/2012) - Elenco soci “con trasparenza” (Art. 25, comma 12, lett. “e”) - Aggiornamento istruzioni.



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Pubblicato su: 2012-10-24 (14570 letture)

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